PAY
:
The very best of the rarities of the origins of the band.
etichetta: Punkrocker's/Ammonia
anno di uscita: 2002
l'ascolto:
All'interno di questo disco
c'è l'universo irriverente dei Pay tutto intero e ben confezionato.
Il Cd racchiude infatti (divisi in maniera distinta) tre momenti della
band varesina, quello live, quello caotico e rozzo delle origini e quello
attuale.. il tutto condito da due tracce video.
Lavoro atipico quindi, nato
dalla voglia di mettere un punto al caotico e bizzarro punk 'n' roll dell'aMMore.
Diciamo subito che questo
è un CD molto "sui generis", un misto tra una raccolta e un disco
ufficiale, tra una chicca e un "very best". Colpiscono secchi e duri i
Pay, con un suono molto più cattivo che alle origini e che diventa
quasi "raw" nella splendida "Come una bomba" e nel nuovo hit "Diversamente".
Da urlo la cover di "Lamette" della Rettore, più volte ammirata
in concerto, e "YMCA", english-cover da sempre colonna portante dello spettacolo
live della band e degna conclusione del teatrino itinerante dei portacolori
dell'aMMore infinito. Ascoltando poi la mitica "Potevate anche Ynvitarci"
e la old version di "Autoscatto" si torna indietro e si viaggia con Vulvino
e soci al ricordo degli innumerevolie sempre elettrizzanti concerti
di quella che è una delle realtà più piacevoli dell'intero
panorama nazionale e sicuramente del live-act più irriverente e
divertente che io conosca!!! Avanti tutta Pay e che l'aMMore sia con voi!
autore: Alberto Mignetti.
EXP : Pachamama
etichetta: autoproduzione
anno di uscita: 2002
l'ascolto:
Pecca mostruosa da parte
della band quella di avermi inviato il Cd in confezione promo senza copertina
e quindi senza titoli... ciò non potrà rendere omaggio ai
brani maggiormente significativi di questo ottimo lavoro! si parte lanciati
con un furibondo rock'n'roll psichedelico degno di grandi spazi e poghi
mostruosi. Pensare che questo è solo l'inizio rende adito a parlare
di una grande band che mi lascia impietrito ascoltando brani ora psichedelici
e lenti, ora sudici e ubriacheggianti tendenti allo stoner, ora grezzi
e selvaggi... siamo di fronte ad una band matura, inclassificabile anche
se riconducibile ad un moderno hard rock'n'roll psichedelico in bilico
tra Mudhoney e Motorhead e figlio deviato e libero della grande mela. Il
cantato senza fronzoli, ora urlato e ora lanciato e lancinate è
di tutto rispetto mentre le doti compositive ed esecutive dei musicisti
sono di prim'ordine... insomma un gran bel disco a cui la nostra penisola
va sicuramente stretta... grandi e basta!
autore: Alberto Mignetti
ZU : Igneo
etichetta: Wide
anno di uscita: 2002
l'ascolto:
l'ultima fatica della band
capitolina (già intervistata su un vecchio numero di Cikuta) ci
ripropone bruscamente la tematica della forma canzone come unica via d'ascolto
alla musica. Quando il suono si mischia all'improvvisazione, in piena scuola
jazz, ed al rumore, in pieno post-noise-rock, senza nulla concedere alla
melodia ecco sbucare forte e chiaro il messaggio, oserei dire rivoluzionario
dell'ensamble Romano. Nelle composizioni degli Zu è l'emozione,
caotica e selvaggia, a farla da padrone; è il non-senso della musica
riciclata, riciclabile, preconfezionata e stereotipata a incuriosirti!
Questo sax poi, musa ispiratrice della matrice armonica del gruppo è
una vera delizia... un delirio psichico futuribile e, strano mavero, dannatamente
piacevole: grandi!
autore: Paolo "Gobi" Rossi
TURK 182: Club bastardo
etichetta: Subcasotto
anno di uscita: 2002
l'ascolto:
tetri e pesanti quanto basta
ecco capitarmi tra le mani questo CD dei Turk 182. Diciamo subito che l'attitudine
"contro" della band me li fa subito diventare simpatici.Passando a tematiche
"tecniche" devo dire che qui ci si muove su territori di rock duro e post-grunge
di indubbio spessore, composizioni senza fronzoli e dirette al mento, ritmiche
cadenzate ed a tratti ossessive e una buona dose di "tiro" che non guasta
mai.Sinceramente devo dire che sono due i brani che mi hanno maggiormente
impressionato, "S.O.S." dalla timbrica violenta e dal testo criptico e
intimista e quella "Clubbastardo" che da il titolo al CD, raro esempio
di scuola Tad/Melvins che non mi abbia spaccato i coglioni negli ultimi
tempi; ballatona hard-rock-psichedelica, con voce filtrata e urlata e ritmica
sempre presente e veramente azzeccata. Devo dire che l'immaginario lato
B di questo lavoro si apre con il potenziale hit (anche se usare questa
parola è un vero e proprio eufemismo) "Szock" che ha un "tiro" trascinante
ed un testo azzeccato, ma il disco poi continua con i successivi brani
su un tono forse un po' minore e monocorde rispetto all'inizio del lavoro.
La sensazione è che i nostri potrebbero sorprenderci a breve e spero
vivamente lo facciano presto!
autore: Paolo "Gobi" Rossi
ATMAN: The life...
etichetta: Adverse Rising,
distribuito Self
anno di uscita: 2002
l'ascolto:
Tornano gli Atman con un
lavoro decisamente più maturo rispetto al precedente disco di qualche
semestre fa... la registrazione è impeccabile con un ottimo mixaggio
della voce, bene in evidenza ma mai prevaricante. Il rock adulto dei nostri
è figlio del grunge anni '80 ma con una particolarità delineata,
quella di ammiccare, senza tanti fronzoli, al pop Inglese con la P maiuscola.
Il brano di apertura comunque("Narcisism") è parto bastardo e accattivante
di post-grunge e punk dove la cattiveria delle chitarre e la voce lineare
e sgraziata al punto giusto si unisce ad un melodico e beneaugurante riff...
un vero hit-single! Si va avanti duri e decisi, quasi a rasentare un hard-rock
a stelle e strisce e poi ancora si ritorna alla melodia ( come nella pop-grunge
"dolly") in un andirivieni di suoni e ritornelli accattivanti che propongono
la band Toscana pronta per palcoscenici d'oltremanica. Menzione particolare
per la splendida "Joyful", una ballata rock a tutto tondo che conquista
per la sua delicatezza e per le splendide soluzioni armoniche. Il lavoro
si chiude con "Mediocrity", altra ballata sopra le righe con l'uso particolare
e romantico degli archi ad accompagnare la chitarra sognante di Rent e
la grande interpretazione di Devid alla voce.
autore: Paolo "Gobi" Rossi
JOKIFOCU: Rapideffusioni
etichetta: Urtovox
anno di uscita 2001
l'ascolto:
E' con nostro colpevole
ritardo che vede la luce la recensione di questa ennesima e convincente
uscita targata Urtovox. La label toscana ci propone questo combo assolutamente
asimmetrico e torbido. suoni duri, aspri, cadenzati ma con soluzioni autoironiche,
melodiche ed affatto "mache" che li rendono simpatici ed appetibili.
Il cantato in Italiano mi
convince a metà, in quanto sembre pertinente ed azzeccato
per alcuni brani ma un po' poco convincente in altri dove la struttura
si fa più dura ed anglofona.
Post-rock noise, se la definizione
vi piace con l'omonima "Jokifocu", esempio di filastrocca pop-noise, e
la bella "Rapideffusioni", delicata ma tirata ballad di inizio millennio
come corollario di un disco sicuramente ben riuscito.
autore: Paolo "Gobi" Rossi
I CHINASKI : Hot
sounds & Remastered polp music
etichetta : gina3dsound
anno di uscita . 2002
Pop? Lounge? Rock? presley
underground?
Qual'è l'anima dei
Chinaski è difficile dirlo, il loro sound spiazza ed ammalia così
disunito ma al tempo stesso così intrigante e bizzarro. Forse le
anime della band sono molte, vanto e pecca di un gruppo che da l'impressione
di poter esplodere da un attimo ad un altro.
Presi uno per uno i brani
di questo lavoro potrebbero far gridare al miracolo, per la loro profondità,
per la loro qualità, per l'ottima registrazione e per le soluzioni
tecniche sperimentate ma nel suo insieme questo album mi lascia un po'
spiazzato nel senso che i brani sembrano uscire da una compilation più
che da un lavoro univoco.
Due voci, femminile e maschile,
diversi stili, suoni ora puliti ora graffianti e cupi... insomma tanta
bella carne al fuoco che ha giusto bisogno di una linea di confine più
netta per rendere giustizia a questa band, comunque interessante
ed una spanna sopra le analoghe produzioni Italiane.
autore: Paolo Gobi Rossi
Atman: cover CD