Intervista a Palmira Rami (83 anni)(*)
custode di Villa Bergman a Santa Marinella
e a Gualtiero Signoracci suo figlio
il primo amore di Isabella Rossellini


Santa Marinella Gregory Peck ospite di Ingrid Bergman durante una pausa della lavorazione del Film 'Vacanze Romane'
(*) La videocassetta dell'intervista, effettuata dagli alunni è stata proiettata al FORUM DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE -Roma 12 maggio 2000 e può essere richiesta gratuitamente la copia alla Mediateca della Scuola Media G.Carducci
Santa Marinella, il funerale di mio padre, nella foto in alto, Roberto Rossellini accanto all'auto, sulla Via Aurelia.
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Gualtiero Signoracci ricostruisce la sua infanzia a Villa Bergman
Roberto Rossellini era una persona meravigliosa sempre allegro e pieno di ogni attenzione per tutti. Ingrid Bergman era di carattere più riservata ma anche lei si affezionò a me e a tutta la mia famiglia tanto che dopo la separazione da Roberto venne appositamente a trovarci a Santa Marinella: un giorno, erano passati otto anni dalla vendita della villa, Ingrid Bergman arrivò all'improvviso a casa nostra, in via Montegrappa, con sua figlia Isotta e la governante Argenide. Dice Gualtiero, tra i tanti regali che Ingrid ci fece, mia moglie ed io, ci ricordiamo ancora il grosso coniglio di peluche che portò a nostra figlia Sonia. Per sfuggire alla stampa ed ai fotografi Ingrid era venuta alla guida di una cinquecento, e da Santa Marinella con mia moglie Concetta e mia figlia Sonia andammo a Roma a casa sua dove rividi anche Isabella l'altra gemella. Isotta per via della straordinaria somiglianza alla mamma la chiamavamo Ingrid.
Quando Ingrid Bergman da Roma partì in treno per Parigi, con le figlie, Isabella ed io ci eravamo messi d'accordo che quando il treno sarebbe passato a Santa Marinella io mi sarei fatto trovare lì a salutarla, la cosa si venne a sapere e così sua Madre Ingrid portò la cinepresa sul treno e io invece di essere solo quando il treno passò mi trovai circondato da tutto il personale della villa venuti anche loro a salutare con fazzoletti, asciugamani e quanto altro. La cosa a loro piacque tantissimo tanto che al ritorno da Parigi sul treno c'era anche Roberto il quale volle ripetere questa cosa, ci mandò da Parigi un telegramma nel quale comunicava l'ora e il giorno in cui il treno sarebbe passato a Santa Marinella, aspettandosi che noi ci saremmo fatti trovare al loro passaggio. Purtroppo il telegramma ci arrivò con un giorno di ritardo ed essi al loro passaggio non trovarono nessuno a salutarli, naturalmente non c'ero neanche io. La delusione di Isabella fu grandissima e a nulla valsero le spiegazioni successive. Giunta a Roma Isabella prese la decisione: "A Gualtiero non lo sposo più, perché non è venuto a salutarmi al passaggio del treno." Il treno Roma Parigi era ben noto ai santamarinellesi perché ai tempi del Ministro Lessona, il quale un paio di decenni prima di Rossellini si era costruito una villa nelle vicinanze di Villa Bergman, tale treno quando portava il Ministro faceva una fermata 'straordinaria' al Casello ferroviario dirimpetto alla sua Villa.
E' impossibile dimenticare le favolose serate di gala che Rossellini organizzava in occasione della presentazione di ogni suo nuovo film, c'erano tutti gli attori più famosi da Totò ad Alberto Sordi, da De Sica a Rascel e poi Giovanna Ralli, Sandra Milo e persino Gregory Peck. Alla villa venivano anche scrittori quali Alberto Moravia e Vitaliano Brancati e diversi politici ma io mi ricordo solo di Andreotti e di Sebastiano Servili che allora era ancora un ragazzo fornitore di carne della Villa. Durante queste occasioni vivevamo quasi barricati perché la villa era circondata da giornalisti e paparazzi che arrivavano anche da mare, tanto che Roberto aveva dovuto far costruire dei moletti con reti di recinzione ma che servivano a poco. V'era sempre qualche paparazzo in cerca di scoop, e mio padre era bersagliato da costoro che provavano ad offrirgli cifre da capogiro pur di fare una foto, ma lui non faceva passare nessuno. Ingrid a volte cercava di accontentare i fotografi uscendo sul balcone della villa per farsi fotografare, nella speranza che poi se ne andassero, ma quelli continuavano a insistere e a rimanere e allora spesso bisognava chiamare i carabinieri e nel parapiglia che si scatenava noi bambini ci divertivamo un mondo.
Era un cane ferocissimo, legato a catena, ed io ero uno dei pochi dai quali si faceva avvicinare. Questo mi serviva quando combinavo qualche guaio e gli altri ragazzi cercavano di picchiarmi, allora scappavo da lui e mi rifugiavo sulla sua cuccia e nessuno aveva il coraggio di venirmi a prendere lì. Non so come ma un giorno che mi trovavo a passare di corsa vicino al Generale, lui forse per giocare mi morse provocandomi una grossa e profonda ferita di cui ancora oggi mi rimane la cicatrice e ho ancora davanti ai miei occhi la figura di mio padre che imbracciato il fucile a pallettoni, preso dall'ira lo abbatté. Ricordo pure tutte le volte che mia madre mi raccontò il giorno in cui Ingrid Bergman e Roberto Rossellini insistettero nel dare una parte a mio padre nel film "Siamo Donne" che fu girato a Santa Marinella nel 1953. Ancora oggi siamo in contatto con la prima moglie di Roberto Rossellini la quale stava anche lei nella villa e conviveva tranquillamente con Ingrid. Poi giunse la separazione da Ingrid e allora capimmo subito che le cose stavano cambiando, e niente sarebbe rimasto come prima. Roberto non era più quello di una, era diventato solitario. Non si facevano più feste e alla villa non veniva quasi più nessuno. Il posto di Ingrid fu preso da "Sonali" la bella donna indiana che aveva un figlio Jill nato da un precedente matrimonio. La Sonali fra i santamarinellesi fece più scalpore addirittura della stessa Ingrid, e da lei Rossellini ebbe una figlia Raffaella. Roberto Rossellini è stato per me come un padre, insisteva sempre che io studiassi e dopo aver preso un titolo di studio voleva portarmi a lavorare con lui. A me lo studio non attirava molto eppure Roberto mi aprì le porte della sua biblioteca nella villa, una stanza piena di meraviglie. Molti libri non erano scritti in italiano, erano libri che lui si portava al ritorno dei suoi viaggi. Io ero curioso di tutto e passavo ore intere a sfogliare tutto. In quel periodo andavo a scuola all'Istituto Bonizi, dove allora c'era un collegio di frati, ricordo un giorno quando nella biblioteca di Roberto trovai un Libro fatto con pagine di papiro, credo che l'avesse riportato da un suo viaggio dall'India perché c'erano immagini di popoli primitivi in abiti "naturali", ero così affascinato da quel libro che nella mia ingenuità di bambino lo portai a scuola. Mi sembra ancora di vedere il viso di Padre Leonardo quando gli mostrai il libro, me lo sequestrò immediatamente e mi diede tre giorni di sospensione e poi andò alla villa a lamentarsi con mia madre alla quale riconsegnò il libro dicendole che certe cose non si potevano mettere nelle mani di un ragazzo della mia età, credevo di averla fatta grossa, ma quando Roberto lo venne a sapere non se la prese. Però questo fatto convinse mia madre che lo studio non faceva per me e soprattutto che sarebbe stato meglio per me non intraprendere la strada di lavorare nel cinema. Palmira Rami nata a Senigallia (AN) il 31 marzo 1917. Nel 1935 si trasferisce con la famiglia al Castello di S.Severa e poi a Cisterna (Lt). Prima dello scoppio della IIGM torna a S.Marinella e va ad abitare nella casa di Vitali, su un terreno di proprietà di Vittorio e Umberto Meloni. C'era una collinetta allora e i fratelli Meloni vi coltivavano i garofani. Il terreno fu acquistato dal Commendator Sansoni di Roma, e rivenduto a Roberto Rossellini, suo grande amico. Dice la Signora Palmira: fu il Commendator Sansoni a presentare me e mio marito Ugo Signoracci (anche mio marito era di Senigallia) a Roberto Rossellini, il quale ci confermò il contratto di giardiniere, e successivamente fece costruire per noi un alloggio situato proprio al bordo della via Aurelia, nel quale abbiamo abitato fino al 1965. Renzino, il figlio della prima moglie di Rossellini era particolarmente affezionato a me, tanto che dopo la scomparsa di mio marito fu lui a insistere che dovevo risposarmi. Conoscevo già Giovanni Tiburzi ma non ci pensavo per niente a risposarmi, ma Renzino nonostante avesse appena 15 anni non si dava pace tanto, né parlò col padre Roberto e alla fine mi convinsero a risposarmi. Uno dei primi ricordi che ho di Villa Rossellini fu dopo poco che era stata finita la villa quando, presenti Roberto ed Ingrid Bergman tutti aspettavamo di vedere l'arrivo della prima moglie Marcellina De Marchis. Non successe nulla, Ingrid Bergman era una donna buona, sempre gentile e Marcellina venne molte altre volte alla villa senza che ci fosse mai una discussione. Marcellina si trovava spesso in buona compagnia con la Baronessa, zia materna di Roberto. Ingrid Bergman era una donna che non si dava mai arie. Non ricordo tutto il via vai di persone che venivano però Rascel me lo ricordo bene ed anche Totò, il quale regalò anche un cane a Rossellini. Ricordo bene De Sica e sua moglie ed i figli Manuel e Christian, Giovanni Ralli e soprattutto le litigate tra Sandra Milo ed Ergas, un giorno lui gliene dette di santa ragione. Ricordo le urla di Giovanna Ralli quando sulla spiaggia davanti alla villa mise il piede su un ramo di palma, e una spina le attraversò un dito e dovemmo portarla dal dottore. Rossellini era un cliente abituale di Sebastiano Servili che era di casa qui, siccome noi non andavamo a fare la spesa, tutte le settimane Sebastiano veniva qua alla villa a fare le consegne della macelleria. Era un ragazzo allora e mi dispiace che non ho più nessuna foto, ma anche a lui si vede nella scena di un film. Ricordo ancora i figli di Rossellini che gli correvano dietro quando arrivava. Poi a un certo punto ci fu la rottura tra Ingrid e Roberto. Roberto era andato in India ed aspettava lì l'arrivo di Ingrid ma Ingrid non vi andò, stava girando un film con Lars e così Roberto tornò dall'India con una nuova fiamma, la bellissima Sonali. Avevo grande simpatia per il figlio Jill, un simpaticissimo negretto che la Sonali aveva avuto dal suo precedente marito. Ricordo che mio figlio Sergio non voleva giocare con Jill, perché aveva paura e i grandi sforzi di Giovanna Ralli per cercare di convincere Sergio a giocare con Jill. Jill era un bambino molto buono e faceva di tutto per guadagnarsi l'amicizia di mio figlio. Jill era un bambino molto sensibile e soffriva molto quando nella villa veniva tanta gente e lui essendo nero di pelle, si sentiva così osservato, allora correva da me e da Iva la cuoca e si metteva a piangere dicendo che voleva essere un bianco. Però l'amore tra Ingrid e Roberto rimase anche dopo la loro separazione, infatti, ogni tanto s'incontravano e stavano insieme. Poi iniziarono le vicissitudini economiche di Roberto. Ricordo bene che una sera arrivò Ingrid Bergman alla villa accompagnata da Lars, erano venuti con un'automobile così grande che non riuscì neanche a entrare nella villa, Ingrid mise sotto sopra tutto e alla fine la vidi gioire quando da un cassetto tirò fuori un assegno che era rimasto lì. Quella notte pioveva a dirotto ma Ingrid accompagnata da mio marito girò per tutta la villa per convincere Lars, un uomo ricchissimo, a comprare lui la villa ormai pignorata dai creditori. Quando finirono di girare erano fradici di pioggia e ricordo ancora il grosso fuoco di fascine nel camino vicino al quale si misero ad asciugare.
Il mio primo marito Ugo amava la sua professione di giardiniere che svolgeva con grande amore e precisione senza permettere a nessuno di avvicinarsi alle piante, per questo motivo ebbe subito uno scontro con Ingrid Bergman. Mio marito tutte le mattine presto andava in giardino a cogliere le rose che portava poi alla Signora Ingrid, ma una mattina si accorse che lei era andata in giardino ed aveva colto dei fiori di oleandro, mio marito che era una persona andò su tutte le furie e gli gridò: senta signora, mi dispiace ma io e lei non andremo mai d'accordo, perché i fiori non si tagliano in quel modo! Ricordo che Ingrid andò a lamentarsi da Roberto Rossellini, ma lui diede ragione a mio marito. Roberto ed Ingrid erano molto affezionati a mio marito tanto che lo spinsero a partecipare al film "Siamo Donne" interamente girato a Santa Marinella. Ricordo la fatica per preparare le scene, soprattutto la notte precedente all'inizio del film, dopo essere andati a cogliere le rose al giardino di Umberto e Vittorio Meloni le dovemmo piantare nella villa e annaffiare tutta la notte affinché rimanessero fresche per il giorno dopo. Furono girati molte scene di diversi film in quegli anni qui a Santa Marinella, ricordo soprattutto Amedeo Nazzari quando veniva a trovare Rossellini, ed il film "Il figlio di nessuno" ricordo le scene girate sul mare davanti alla villa dove Amedeo Nazzari, quando a bordo di un motoscafo di Rossellini gettava in mare una grossa bambola. Renzino l'altro figlio di Rossellini era di carattere più mite di Robertino, aveva 5 anni quando mio marito Ugo morì. Mio marito Ugo a Renzino non era mai piaciuto perché quando andava a toccare i fiori lui lo sgridava sempre, morto lui Rossellini e Ingrid dicevano a me di sgridarlo e non fargli toccare i fiori e allora lui preso dalla rabbia gridava, è morto Ugo perché non muore pure Palmira?
Ricordo bene anche quando venne a Santa Marinella Alberto Sordi che si mise a scherzare e a prendermi in giro con lo stesso modo suo di fare come nei film. Ricordo quando dall'America venne Janny la prima figlia di Ingrid Bergman e ci trovammo assediati dai fotografi da tutte le parti e in spiaggia per farla passare le misi un grosso ombrello sul capo. Totò fu l'unico a darmi una mancia, venne a trovare Rossellini con la sua amante, che aveva regalato un cane a Rossellini, la donna aveva una bellissima gonna a pieghe sgargiante e il cane che la riconobbe le andò accanto sporcandole tutta gonna e lei felice diceva che l'avrebbe fatta vedere a Roma. Ricordo Ergas che picchiava Sandra Milo. Siamo donne: un esempio "neorealista" di coscienza metalinguistica
Il quotidiano dell'anti-diva: l'episodio Ingrid Bergman Tra la Valli e la Miranda, a contrasto, l'episodio dedicato alla Bergman, diretto da Rossellini, è composto di una storiella leggera, sceneggiata secondo la formula degli altri episodi (anche se con uno stile alquanto diverso, come vedremo), e di una serie di brevi interventi in cui l'attrice si rivolge direttamente allo spettatore, lo sguardo in macchina, per presentargli il raccontino, per concluderlo e per puntualizzare alcune frasi. Abbiamo visto quanto sia importante negli altri episodi la tematizzazione del cinema, e vedremo come in quello della Magnani sia importante la tematizzazione dello spettacolo. In questo di Rossellini, invece, il cinema non viene mai direttamente tematizzato; il che, tuttavia, non implica l'assenza di un'operazione metalinguistica, che vi è, anche se implicita, e appare anzi tanto più rilevante perché realizzata attraverso lo stile. L'autobiografismo dell'episodio è totale: venendo in Italia, la Bergman aveva fatto una scelta di vita, aveva abbandonato il firmamento di Hollywood, di cui all'epoca era una stella di primissima grandezza, e aveva optato per il recupero di una dimensione più terrena, umana; la vita con Rossellini significava figli ed emozioni profonde e, sul piano professionale, la partecipazione a un contesto cinematografico del tutto diverso da quello dello studio system. Pochi mesi prima delle riprese aveva dato alla luce le gemelle Isabella e Isotta, e nonostante vi fossero stati, quell'estate motivi di inquietudine legati all'affidamento della figlia Pia, nata dal matrimonio con Petter Lindstrom, la proposta di Zavattini l'aveva probabilmente trovata in un momento di relativa sintonia interiore, dedita di buon grado al suo ruolo di madre (nel film appare anche Robertino, il primo figlio avuto da Rossellini, di poco più di due anni). Il raccontino del pollo rappresentava, tra l'altro, una risposta implicita, la migliore che si potesse immaginare, agli scandali che pochi anni prima aveva sollevato il suo abbandono degli Stati Uniti e la sua unione con Rossellini, e che erano stati riproposti in occasione della causa per l'affidamento di Pia. In ogni caso, l'interesse maggiore che quest'episodio presenta per noi consiste nel suo stile, che lo fa sembrare a prima vista un Super8 di ricordi famigliari, ma che manifesta una forza straordinaria proprio in virtù della relativa esiguità del soggetto. A differenza degli episodi Valli e Miranda, girati prevalentemente in interni, questo della Bergman è quasi tutto in esterni, e di questa luminosità volutamente naìve conserva l'impronta anche nella sequenza finale, all'interno della villa. |