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Componimento iconografico in guisa di dedica, di inno poetico.
Ode alla donna, eterno fascino femminile, mistero imperscrutabile.
Creatura di carne, ancorchè contemplata nella sua fisicità magniloquente, d'improvviso dissolve, per riapparire in filigrana, assorta nelle proprie magnifiche utopie.
"Mai mia": così superbamente bella e aliena, alta e irraggiungibile sui piedistalli infiniti del cielo.
"Mai mia" lontana e pur sempre accanto: madre, amante, santa, meretrice, compagna. Enigma vivente. (Ettore
Ferettini) |