Le Giornate del Cinema Muto 1996 Pordenone

La quindicesima edizione de Le Giornate del Cinema Muto ha avuto luogo come al solito in Pordenone in ottobre, una settimana consolidata per gli omaggi più svariati, i nuovi restauri e rarità di ogni genere. Per il pubblico locale ovviamente le maggiori attrazioni erano costituite dai film serali con accompagnamento di piccole e grandi orchestre: l'apertura è stata affidata al PETER PAN di Herbert Brenon, con un nuovo restauro a colori e una nuova partitura. Il primo e migliore degli adattamenti di BEAU GESTE, dello stesso regista, ha poi chiuso l'intero festival. Questo regista, irlandese di New York, attivo fino agli anni'40, si distinse nel periodo del muto per la capacità scenografica e di direzione di grandi divi. Tra i film presentati a Pordenone quello che comunque più "buca lo schermo" è LAUGH, CLOWN, LAUGH, guarda caso interpretato da un'intenso Lon Chaney. Altra asse portante di questa edizione è stata la sezione "Nella terra dei Soviet 1918 - 1924" con pellicole provenienti dal Gosfilmfond e girate subito dopo la rivoluzione: Vertov e Kulesov sono i nomi più noti di una lunga serie di registi impegnati in commedie e melodrammi, ma anche satire e manifesti didattici e anti-borghesi, comprensivi anche di un discreto pacchetto anti-religioso. I rivoluzionari sovietici non facevano pesare troppo gli intenti propagandistici, associando alla politica gli ideali e schegge di nuova teoria del montaggio.

Se la copia del SEPOLCRO INDIANO di Joe May e con sceneggiatura di Fritz Lang e Thea von Harbou è straordinariamente luminosa lo si deve al Progetto Lumiére, che l'ha recentemente restaurata: trovate adesso un film di quattro ore e un minuto, di epopea esotico-avventurosa o di qualsiasi altro genere, che nono sia noioso almeno per un momento! L'esatto opposto del "Dinamismo magiaro" che onestamente è sembrato poco dinamico, nonostante nomi del calibro di Béla Lugosi, Alexander Korda e Michael Curtiz. Ultime preziosità da segnalare sono state le pellicole di Max Davidson, piccolo ebreo di origini berlinesi con più senso del tempo comico di qualsiasi altro, i cinegiornali e documentari del centenario dei Giochi Olimpici e qualche altro varie ed eventuali.

Parallelamente al festival s'è tenuta la prima edizione del Pordenone Film Fair, mostra mercato con presentazione e vendita di libri, cd-rom, macchine da proiezione, dibattiti e luogo in generale di incontro.

Maurizio Ferrari

 

www.cinetecadelfriuli.org

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