XXXVII Mostra Internazionale del Cinema Libero

IL CINEMA RITROVATO

22ª edizione

Sabato 28 giugno - Sabato 5 luglio 2008

Il Cinema Ritrovato, festival promosso dalla Mostra Internazionale del Cinema Libero e dalla Cineteca del Comune di Bologna, anche quest’anno invita a Bologna gli appassionati di cinema di tutto il mondo, da sabato 28 giugno a sabato 5 luglio. Sarete accolti da una folta schiera di film sconosciuti, riscoperti e restaurati, sarete attratti in un lungo vagabondaggio tra temi, protagonisti e territori del cinema del XX secolo. Il nostro pleasure dome, costruito grazie alla collaborazione di cineteche e archivi di tutto il mondo, serba sorprese per tutti: storici e archivisti, appassionati di star, autori e generi, fan delle tecnologie e cultori dell’erotismo al cinema. La bellezza dell’imprevedibile attraversa tutti i programmi: i muti e i sonori, gli ormai classici ‘cinema di cent’anni fa’ e i CinemaScope, il cinema delle avanguardie e quello popolare.

I programmi del cinema muto si aprono idealmente con Cent’anni fa, rassegna curata da Mariann Lewinsky. Il 1908 offrirà un panorama di temi affascinanti, produzioni nazionali, attrazioni tecnologiche (anche sonore!), visioni dal mondo e attualità (dall’Olimpiade di Londra al terremoto di Messina) e superproduzioni culturali, come Gli ultimi giorni di Pompei e L'assassinat du Duc de Guise che verrà presentato, con l’accompagnamento musicale originale di Camille Saint-Saëns, nel corso della serata finale del festival, sabato 5 luglio, in un programma dedicato alle avanguardie.

La sezione più ampia e spettacolare è dedicata a Josef von Sternberg, "l’uomo che inventò Marlene Dietrich" (e della star vedremo appunto i sei film che Sternberg diresse in America), ma ancora prima autore di un importante e meno conosciuto corpus di opere mute, presentate in una retrospettiva integrale. Si comincia con The Salvation Hunters (1925) nel fresco restauro curato dall’UCLA, film d’esordio che già rivela la forza di uno stile visionario e concreto; si prosegue con Underworld (Le notti di Chicago, 1927), primo dei quattro film di Sternberg dominati dall'irriducibile, sfrenata presenza di George Bancroft. The Docks of New York (I dannati dell’oceano, 1928), capolavoro pittorico, ritorna in una copia che ogni appassionato di cinema conserverà tra i propri ricordi indelebili. The Last Command (Crepuscolo di Gloria, 1928) offre all’amara ironia di Sternberg un soggetto teoricamente perfetto: un generale della vecchia Russia si ritrova a fare la comparsa a Hollywood (ma quale delle due cose, la vita di un uomo o la sua imitazione, è la vera parodia?). A completare la retrospettiva, verrà infine presentato Thunderbolt, che nel 1929 segna il primo esperimento di Sternberg con il sonoro.

I film sternberghiani con Marlene Dietrich, Morocco (Marocco, 1930), Dishonored (Disonorata, 1931), Shanghai Express (1932), Blonde Venus (Venere bionda, 1932), The Scarlet Empress (L’imperatrice Caterina, 1934) e The Devil Is a Woman (Capriccio spagnolo, 1935), spalancano le porte di un universo immaginario che spazia dalla Cina alla Russia Imperiale, dal Nord Africa fino all’Austria e alla Spagna, con Marlene nei panni di spia, avventuriera, cantante e imperatrice – ruoli che comunque le offrono la possibilità di tagliare la gola ai suoi uomini, film che rappresentano il punto più alto, perverso e spietato nella mitologia della dea dell’amore.

E ancora: rarità come Children of Divorce (1927), parzialmente diretto da Sternberg, e il sottovaluto An American Tragedy (1931); due dossier curati da Janet Bergstrom in collaborazione con l'UCLA Film & Television Archive e con la partecipazione del figlio del regista Nicholas von Sternberg; e un vivido ritratto dell’artista intervistato da André S. Labarthe, il creatore (insieme a Janine Bazin) della celebre serie Cinéastes de notre temps (alla quale pure dedichiamo un omaggio speciale).

Star del muto del programma 2008 sarà Emilio Ghione (1879-1930), creatore dell’oscuro personaggio Za la mort, autore di I topi grigi (1918, il ‘serial del mattino’ di quest’anno), attore e regista di enorme popolarità negli anni Dieci. Pur praticando molti generi, Ghione rimane personalità centrale del cinema italiano per l’originalità dei suoi eroi e antieroi di decadente eleganza, che si muovono con grafica nitidezza cartoon nei territori della tenebra e del mistero.

Il Gosfilmofond di Mosca festeggia quest’anno il suo sessantesimo anniversario, insieme al centenario della nascita del cinema russo: ottima occasione per rendere omaggio alla vita e alle opere di Lev Kuleshov, uno dei padri e primo grande teorico del cinema sovietico. I suoi film, tuttavia, sono poco conosciuti, tranne forse la parodica commedia d’avanguardia Le straordinarie avventure di Mr. West nel paese dei bolscevichi (1924) e Dura Lex (1926), rigoroso adattamento da Jack London. Saranno quindi per molti una scoperta le opere di questo regista tenacemente inventivo, che seppe elaborare un linguaggio capace di rispecchiare la vita quotidiana, le passioni e la storia dell’Unione Sovietica del suo tempo, con occhio vigile sulle realtà internazionali (e soprattutto sui meccanismi di funzionamento del cinema americano): titoli come Il raggio della morte (1925), La canarina allegra (1929), Gorizont (1932) o Il grande consolatore (1933, basato sulla figura e le opere dello scrittore O. Henry, film che germoglia dal rapporto conflittuale di Kuleshov con la cultura occidentale ed è considerato da molti il suo vero capolavoro). Il curatore della rassegna, Yuri Tsivian, insieme allo specialista Nikolai Izvolov e alla nipote di Kuleshov, Ekaterina Khokhlova, presenteranno inoltre i celebri ‘esperimenti’ e le ricostruzioni di alcuni film perduti. Vogliamo ringraziare anche l’Österreichisches Filmmuseum per la sua preziosa collaborazione.

Con la sezione Forze irresistibili, attrici comiche e suffragette (1910 – 1915), Il Cinema Ritrovato prosegue l'esplorazione delle origini del cinema comico, quest’anno osservato da un’ottica femminile. Sono gli anni delle suffragette, della lotta delle donne per conquistare i diritti primari, come testimonia la collezione di attualità conservata dal British Film Institute / National Archive: in questo contesto, l’impatto di personaggi comici come Rosalie, Cunegonde, Lea, Gigetta o le scatenate sorelle Tilly e Sally è esplosivo e liberatorio. La rassegna, curata da Mariann Lewinsky, è realizzata con il sostegno dell’Associazione Orlando, del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna, della Biblioteca Italiana delle Donne, nell'ambito del progetto Pioniere del cinema curato da Monica Dall’Asta.

Prosegue anche il lavoro del Cinema Ritrovato intorno a Charlie Chaplin: con un omaggio dedicato a Monta Bell si inaugura quest’anno una sezione che potremmo chiamare ‘filiazioni chapliniane’. Bell fu infatti assistente di Chaplin in A Woman of Paris (1924) e a sua volta notevole regista, come dimostrano i film che presenteremo - Lady of the Night (1925), Pretty Ladies (1925), Upstage (1926). All’incrocio con la retrospettiva Sternberg si colloca il programma dedicato a The Seagull/Woman of the Sea (1926), uno dei più celebri ‘film perduti’ di tutti i tempi, che Sternberg girò, Chaplin produsse e poi, deluso dal risultato, si rifiutò di distribuire, per rigirarlo lui stesso e infine, ancora insoddisfatto, farlo sparire definitivamente. Una complicata storia evocata attraverso immagini e documenti rari.

Un nuovo omaggio a casa Warner apre la nostra ‘sezione sonora’: dopo il Michael Curtiz della scorsa edizione, proponiamo quest’anno una manciata di titoli realizzati da vari registi della major negli impetuosi anni Trenta. The Last Flight di William Dieterle (1931), forse il più grande film ‘fitzgeraldiano’ sulla generazione perduta; One Way Passage di Tay Garnett (1932), uno dei più sublimi film d’amore di tutti i tempi; Heroes for Sale di William Wellman (1933), cupa storia di eroi di guerra che una società prossima alla Grande Crisi conduce alla dannazione; Employees' Entrance di Roy Del Ruth (1933), fredda e crudele miniatura del sistema capitalista e insuperato ritratto di un dirigente aziendale; Three on a Match di Mervyn LeRoy (1932), che in appena 63 minuti sembra cogliere tutti gli aspetti oscuri di una società divisa in troppo poveri e troppo ricchi; e, per ritornare lì da dove eravamo partiti, 20.000 Years in Sing Sing (1932), con le immagini delle ombre della prigione che incombono dal tetto come lame di una ghigliottina - e certamente nessuno ha saputo cogliere il gelo del braccio della morte meglio di Michael Curtiz...

In occasione del centenario della nascita, dedichiamo una sezione ai film ispirati all’opera di Giovanni Guareschi, polemista e scrittore satirico, creatore del parroco di campagna Don Camillo, interpretato al cinema dal francese Fernandel, e del sindaco comunista Peppone, interpretato dal bolognese Gino Cervi. Verranno presentati i cinque film della serie Don Camillo, veri pilastri del cinema popolare italiano, ancora vivissimi nell’immaginario nazionale; e, a controcanto, La Rabbia (1962), uno dei film rimossi e invisibili del cinema italiano, film ‘tranciato’ in due episodi contrapposti, uno diretto dall’intellettuale di sinistra Pier Paolo Pasolini e un altro dall’intellettuale di destra Guareschi - dialogo epocale ai suoi tempi trascurato e riportato alla luce soltanto oggi, che riflette con ironia tragica o brutale sui grandi temi di allora (ma anche di oggi): immigrazione, globalizzazione, robotizzazione… Due mostre fotografiche, allestite nella sala espositiva della Cineteca e nella sede della Fondazione Carisbo, saranno dedicate rispettivamente ai temi Don Camillo e Guareschi e il cinema.

 

 

Al talento di Fernandel si renderà omaggio anche con una coppia di film di Marcel Pagnol, restaurati di recente e presentati dal nipote Nicolas Pagnol. Le Schpountz (1938), film sul cinema citato come "il più sconosciuto dei capolavori di Pagnol", e Topaze (1951, seconda versione che Pagnol trasse dalla propria omonima commedia), film ancora amatissimo dal pubblico francese, storia dell’ingenuo insegnante che diviene un brutale e cinico manipolatore di anime - ruolo che solo attori della classe di un Louis Jouvet o, appunto, di un Fernandel potevano rendere credibile.

Le saporite commedie di Don Camillo, con la loro piccola utopia solidale e conciliatoria, erano nate nei tempi difficili della guerra fredda e sotto una gelida minaccia - la bomba atomica e il panico che ne era derivato. L’evento aveva provocato notevoli riflessioni nel cinema, che vogliamo ricordare con cinque film che esprimono cinque punti di vista diversi: Operation Swallow: The Battle for Heavy Water (1948), film norvegese codiretto da Titus Vibe-Müller e Jean Dréville; The Beginning or the End (1947) di Norman Taurog, specchio di tutti i fraintendimenti dell’epoca, terrificante nella sua ingenuità e nell’innocenza delle sue tesi; Them! (Gordon Douglas, 1954), capolavoro di fantascienza; il film più terribile di tutti, Children of Hiroshima di Kaneto Shindo, e il celebre film girato da Akira Iwasaki e montato da Erik Barnouw, Hiroshima Nagasaki August, 1945, immediatamente proibito a causa degli espliciti orrori che mostrava e per la sua forza accusatrice, e finora condannato a rimanere nell’ombra.

Quinto appuntamento con il CinemaScope delle sfavillanti origini, che ancora una volta rinasce sul grande schermo del cinema Arlecchino. Quest’anno i maestri del cui talento potremo godere saranno Samuel Fuller, Budd Boetticher, Anthony Mann, John Sturges, Stanley Donen e Gene Kelly, Otto Preminger e, ancora una volta, Vincente Minnelli.

Infine, i preziosi appuntamenti con i Ritrovati e Restaurati. Il muto italiano ritrovato sarà quello di Jone (Ubaldo Maria Del Colle, 1913) e ‘A Santanotte (Elvira Notari, 1922), quindi, in ordine sparso: The Springtime of Life (1912), diretto dal francese Paul Garbagni e interpretato da tre futuri maestri dell’epoca d’oro del cinema svedese - Sjöström, Stiller e Klercker; il primo film d’amore di Humphrey Bogart (Love Affair, 1932); La Bandera di Julien Duvivier (1934), vetta del ‘cinema colonialista’ e nascita del mito di Jean Gabin; due importanti film di David Lean, di cui il British Film Institute celebra il centenario, In Which We Serve (1942, codiretto da Noël Coward) e The Sound Barrier, sui test ai piloti dei voli spaziali (1952, quasi un precursore di The Right Stuff); la versione francese di Lola Montès di Max Ophuls (1955), finalmente restaurata; e il bellissimo film di Lionel Rogosin, Good Times, Wonderful Times (1966).

Una parola sulle nostre sale di proiezione. Come sempre la Sala Scorsese - dove spesso è meglio arrivare con un certo anticipo - per il cinema muto, la Sala Mastroianni/Officinema per il cinema sonoro. Il Cinema Arlecchino - originariamente progettato per il CinemaScope - per i film di maggior impatto spettacolare oppure animati dalla magia della luce di Josef von Sternberg. In Piazza Maggiore, anche quest’anno ci attendono otto serate all’aperto. Con il maestro Timothy Brock – direttore d’orchestra, compositore, arrangiatore - a dirigere l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna; con Neil Brand, che martedì 1 luglio presenterà il suo nuovo accompagnamento per Blackmail di Hitchcock; mentre la serata di sabato 5 luglio è dedicata alle avanguardie, con i titoli immortali di René Clair, Walter Ruttmann, Fernand Léger, Oscar Fischinger, e le musiche di Satie e Antheil.

Il festival promuove la Fiera dell’Editoria Cinematografica (libri, DVD, antiquariato e vintage) e Il Cinema Ritrovato DVD Award (5ª edizione). Vogliamo inoltre ricordare che Il Cinema Ritrovato ospiterà tre seminari: il proseguimento della Film Restoration Summer School / FIAF Summer School 2008, organizzata dalla Cineteca di Bologna; un seminario per i gestori di cinema europei organizzato da Europa Cinemas e dal Progetto Schermi e Lavagne, e un programma di formazione di due giorni incentrato sulla conservazione digitale e l’accesso alle collezioni cinematografiche, organizzato dal Progetto Europeo EDCine. Per partecipare ai seminari è necessaria un’iscrizione a parte, scaricabile dal sito sottoindicato.

E tutti noi del Cinema Ritrovato non dimenticheremo mai Vittorio Martinelli. Le ultime parole di questa lettera non possono che essere infinitamente tristi: Vittorio, nostro amico di sempre e per sempre, ci ha lasciati nella notte dell’8 aprile, qui a Bologna, dove da alcuni anni si era trasferito. Martinelli è stato storico e filmografo di preminenza internazionale, portatore generoso d’una cinefilia antica e squisita, maestro di quell’arte tutta sua, diciamo l’understatement alla napoletana, con cui attraversava le cose del cinema e della vita. Ma, per questo festival, è stato molto di più: una sorta di padre ideale, l’indicatore d’una via. Ha plasmato in profondità l’idea e la pratica del Cinema Ritrovato. Se dovessimo isolare un solo dettaglio che racchiuda in sé l’originalità del festival, sceglieremmo forse la rassegna che, alcuni anni fa, ci fece scoprire i cineasti mitteleuropei degli anni Venti e Trenta, emigranti come Trivas, Ozep, Grenowsky… Questo era Vittorio Martinelli: la capacità di offrirci l’insperata, concreta esperienza di film che prima erano solo un buco nero, persino per le più accurate storie del cinema. Il suo lavoro sarà ancora concretamente con noi, nei programmi dedicati a Emilio Ghione di questa edizione – la prima senza di lui. A Vittorio Martinelli, naturalmente, Il Cinema Ritrovato 2008 è dedicato.

Il Direttore Artistico del Cinema Ritrovato
Peter von Bagh
Il Presidente della Mostra del Cinema Libero
Gian Paolo Testa

Il Cinema Ritrovato 2008 è promosso dalla Mostra Internazionale del Cinema Libero in collaborazione con la Cineteca del Comune di Bologna. Con il contributo del Comune di Bologna - Settore Cultura e Università, della Regione Emilia-Romagna - Assessorato alla Cultura, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per il Cinema, della Fondazione Carisbo, del Programma MEDIA e del Gruppo Hera. Con la collaborazione dell’Università di Bologna - Dipartimento di Musica e Spettacolo, della Fondazione Teatro Comunale e del Laboratorio L’Immagine Ritrovata.

Link: www.cinetecadibologna.it/cinemaritrovato.htm

Cineteca del Comune di Bologna e Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno 72 - 40122 Bologna - Fax: 051 219 48 21
Presidente della Cineteca: Giuseppe Bertolucci
Direttore della Cineteca: Gian Luca Farinelli
Tel.: 051 219 48 26 – cinetecadirezione@comune.bologna.it

 

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