I PERSONAGGI ILLUSTRI DI CIVITACAMPOMARANO

Vincenzo Cuoco (1770- 1823)

Nato a Civitacampomarano da Michelangelo Cuoco e Colomba De Marinis, si formò alla scuola di Francesco Maria Pepe e del marchese Lemaitre, allievi del Genovesi. Lasciò il paese nel 1787 per intraprendere a Napoli gli studi giuridici sotto l'influenza del Galanti con cui approfondì la conoscenza di Vico e Macchiavelli, conservando sempre i legami famigliari, in particolare col fratello Michele.

Coinvolto nelle vicende della Repubblica Napoletana del 1799, viene condannato ad un esilio ventennale durante il quale pubblica, a Milano, il famoso Saggio storico sulla Rivoluzione Napoletana del 1799, sofferta riflessione sulle cause del fallimento dell'esperienza repubblicana in un tessuto sociale ancora impreparato, anche se di antica cultura e storia, come ebbe modo di ricostruire nella successiva opera del Platone in Italia.

Rientrato a Napoli nel 1806 a seguito dell'avvento napoleonico, ma non illuso sull'utilità dello stesso, assunse importanti funzioni amministrative e politiche, fino a divenire Giudice di Cassazione e Direttore Generale del Tesoro.

Morì, afflitto da malanni nervosi, il 14 dicembre 1823 a Napoli.

 

Gabriele Pepe (1779- 1849)

Formatosi in gioventù alla scuola dello zio Francesco Maria Pepe e di Attanasio Tozzi, e poi a quella di Costantino Lemaitre a Lupara, visse in maniera travagliata e romanzesca gli ideali di ardore patriottico, di rigore culturale e di progresso sociale.

A diciassette anni si arruolò come alfiere di cavalleria e, abbracciata la causa repubblicana nel 1799, subì gli effetti della restaurazione monarchica prima con l'arresto, e la condanna a morte commutata in esilio perpetuo a Marsiglia, grazie all'età, poi con la devastazione della casa natale da parte dei sanfedisti di Ruffo. Arruolatosi nelle truppe napoleoniche partecipò alla campagna d'Italia e a quella di Spagna, in una carriera militare che lo vedrà Generale Comandante della Guadia Nazionale.

Letterato e poeta, nel 1820 fu eletto deputato al Parlamento Napoletano, sciolto il quale subì un secondo esilio a Brunn, in Moravia.

Rientrato a Firenze, si distinse per il famoso duello con il poeta francese Lamartine, per i suoi interessi scientifici e letterari (fu membro dell'Accademia dei Georgofili e del Circolo del Vieusseux, nonché collaboratore dell'Antologia), e per la divulgazione della filosofia di Vico negli ambienti fiorentini frequentati da Leopardi, Manzoni, Giordani e Foscolo. Istitutore di uomini come Luigi Napoleone, futuro Napoleone III, fu rieletto deputato nel 1848. Scampò ad un ultimo mandato di cattura solo con la morte, avvenuta a Civita il 26 luglio 1849.

 

inizio pagina il nome e la storia i luoghi-i monumenti-la natura le attività-i sapori-le feste tradizionali informazioni utili chiesa S.Giorgio