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Claudio Frontini |
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Per chi non ha precedenti esperienze musicali, o conosce lo strumento solo per accordi, converrà prendere confidenza per prima cosa con la grafia musicale. Si tenga presente, per chi avesse già avuto un mancamento solo a sentire pronunciare il termine, che la scrittura musicale non è affatto difficile da leggere anche se alcune volte ci imbattiamo in pagine "nere" dall'aspetto inquietante; l'80% dei pezzi scritti per chitarra utilizzano un tipo di scrittura che fa uso di combinazioni ritmiche a cui si può "fare i conti in tasca" nel giro di qualche settimana. Una persona in grado di distinguere una nota più acuta da una più bassa e capace di riprodurre battendo le mani un ritmo di media difficoltà(..lo sappiamo fare tutti) non avrà nessun problema a leggere la musica; se ce ne saranno ...saranno di pigrizia. D'altro canto le alternative hanno alcuni limiti: le tablature sono utili per appuntarsi una successione di accordi ma sono inadatte a scrivere un pezzo completo; in quest'ultimo caso se ne può semmai cavare qualcosa con l'aiuto del disco. La tablatura è un tipo di notazione già adottata dal 1500 fino al 1700 dagli antichi liutisti e vihuelisti) che ha funzionato fintanto che i pezzi si basavano su successioni di accordi appena collegati da qualche nota di passaggio o su un contrappunto semplice; poi anche i liutisti e subito dopo i primi chitarristi hanno adottato la grafia musicale degli altri strumenti. Dunque impariamo a leggere la musica anche se non scarteremo del tutto le tablature. Per chi avesse visioni ottocentesche della lezione di musica, diciamo che nell'ora di lezione nelle prime settimane viene dedicato un quarto d'ora alla lettura della musica e alle nozioni di base di teoria che vengono impiegate subito nella lettura dei primi pezzi con lo strumento e le due cose cammineranno sempre parallelamente. Il discorso cambia solo nel momento in cui si decida di fare gli esami di Conservatorio nel qual caso il solfeggio (che si allarga anche al cantato, al dettato, e al setticlavio) ha bisogno di una lezione separata. Già dalla prima lezione si vedrà come sono disposte le note sullo strumento e la loro corrispondenza sul pentagramma; una volta che si conoscono bene le note dei primi tre tasti si può già suonare una melodia semplice o un piccolo arpeggio su due o tre accordi per poi passare ad arpeggi più lunghi con qualche posizione della mano sinistra più impegnativa. Nel contempo si saprà già eseguire una scala nei primi tasti e si comincerà ad avere un assetto corretto delle due mani sullo strumento: questa prima fase richiede dai due ai quattro mesi di apprendimento (dipende dal tempo dedicato alla chitarra, dall'età dello studente ma più ancora dalla sua passione). Per chi vuole cimentarsi da solo, propongo un "corso on-line" assolutamente gratuito dove tratto degli argomenti e del materiale didattico che uso nel primo anno di studio. E' ancora incompleto e non potrà non risentire del fatto che è rivolto ad uno studente "astratto" di età indefinita e di cui non conosco nulla; però quando ho a che fare con il computer, lo scanner o qualche altra diavoleria tecnologica.. mi diverto quasi come con la chitarra. |
Durata dei corsi |
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E' personalizzata a seconda del tipo di obiettivi che ci si prefigge Conoscenza dello strumento e della tecnica di base: da sei mesi ad un anno
Buona conoscenza dello strumento e del suo repertorio: dai due ai cinque anni
Corso ad indirizzo professionale per la preparazione degli esami di Conservatorio da privatista (tre esami di strumento e tre esami teorici nell'ordine solfeggio e teoria, armonia complementare, storia della musica: dieci anni
La lezione E' individuale della durata di un'ora; nel caso di bambini di età inferiore ai 10 anni è possibile una lezione di mezz'ora o, eventualmente, di un'ora assieme ad un coetaneo. |
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Attrezzatura
Si richiede uno strumento da studio per praticare a casa, i testi o dispense suggerite dall'insegnante ed almeno un poggiapiede. La spesa per uno strumento nuovo può oscillare fra i 180 e i 300 Euro Le edizione musicali didattiche hanno, salvo eccezioni, prezzi ragionevoli.
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