Barcellona Pozzo di Gotto, con i suoi oltre quarantamila
abitanti, è il Comune più abitato della nostra provincia. Eppure,
poche, apparentemente, sono le opere d’arte, i monumenti, le
testimonianze che un passato plurisecolare ha lasciato a memoria degli
uomini in questi luoghi. Questi pochi elementi a nostra disposizione ci
permettono, tuttavia, di tracciarne una ricostruzione metodologica e
fare un quadro di quanto le passate dominazioni e gli eventi hanno
lasciato nella nostra zona. Testimonianze che vanno dalla preistoria all’epoca
greca, da quella romana a quella bizantina, da quella araba a quella
normanna, dalla dominazione spagnola e borbonica ai nostri giorni.
Barcellona Pozzo di Gotto nell’ultimo trentennio ha cambiato il suo
volto , raddoppiando , triplicando la sua estensione, il suo tessuto
urbanistico su cui si sono venute a sovrapporre strutture nuove (e non
sempre di buon gusto) al vecchio tessuto urbano, cancellandone, spesso,
in breve tempo importanti testimonianze del passato in modo definitivo.
Notevoli gli “sventramenti” che si sono avuti in diversi periodi: da
quello del centro storico, con la demolizione del Duomo di S.
Sebastiano, alla cancellazione della memoria storica di un passato
recente del Teatro “Placido Mandanici” (anni ’70) alla demolizione
delle case intorno alla chiesa di San Giovanni e del quartiere
Crocifisso; dalla trasformazione di tutto il quartiere di Via Cairoli ad
altri luoghi “storici” di Barcellona pozzo di Gotto. Si è assistito
in passato e anche al giorno d’oggi, a una continua e sistematica
opera di manipolazione, di trasformazione in nome del nuovo (e non
sempre del bello) del nostro territorio. Ma questo è un fenomeno che ha
colpito non solo Barcellona Pozzo di Gotto, ma buona parte dell’Isola.
Eppure un’indagine storica per ricostruire i vari “tessuti” della
nostra città può ancora farsi, attraverso le testimonianze a nostra
disposizione. La “guida “ redatta con il sistema a schede non vuole
essere una esauriente e complessa guida al tutto, ma l’avvio di nuove
“indagini sul percorso”. Soprattutto per permettere ancora una
volta, che testimonianze del passato, spesso mal conosciute o ignorate
dai più, possano assumere il ruolo di rilievo che loro compete. Ed
anche perché loro possano per mezzo della semplice “segnalazione”
essere salvate dal degrado e dalla cancellazione definitiva dal nostro
territorio e dalla “memoria storica”. “La tua città” come
abbiamo voluto intitolare questa guida ai beni Culturali noti e meno
noti di Barcellona pozzo di Gotto, è divisa per “classe” o “argomento”.
Non abbiamo inteso “scrivere di tutto, ma di tutto”, ma avviare (o
proseguire) una ricerca valida a ricostruire il passato., il presente,
per costruire il futuro della nostra città, che nel 1985-1986 celebrava
i suoi centocinquant’anni dalla fondazione e dall’unione dei due
centri in modo critico, anche perché il termine “moderno” di “bene
culturale non equivale solo a monumento, ma assume un significato,
adesso, molto più vasto e vario. Purtroppo, in passato, ciò è stato
inteso in modo ambiguo ( e in senso solo umanistico, ecclesiastico,
dalla parte del potere) e, spesso, si è trattata la storia del nostro
territorio in modo lacunoso e di parte. Di fatto, invece, buona parte
dei “beni” non esiste più per vari motivi, tra quali l’azione del
tempo, l’incuria, la mano dell’uomo, ecc… ( soprattutto la
cementificazione selvaggia). Non una storia, bensì una guida ragionata,
breve, sintetica, speriamo esauriente, per chi si accinga a studiare il
territorio e stimolante per chi voglia approfondire la ricerca. Abbiamo
preferito la trattazione per tematiche, cominciando dalla descrizione di
tutte quelle costruzioni rimaste e che avevano nel nostro territorio una
funzione logistica : le torri d’avvistamento, sorte nel nostro
territorio sia marittimo che urbano. Si è passato poi alla descrizione
di alcune “masserie”, con i loro “bagli” e i loro “magazzini”,
i loro trappeti e palmenti. Segue una panoramica a ritroso sulle più
recenti scoperte di un passato remoto, preistorico e protostorico, che
sul nostro territorio deve essere ancora studiato e approfondito e che,
certamente, non poteva essere assente da questa guida: sono le
testimonianze preistoriche di contrada Oliveto, di M. S. Onofrio e di
Pizzo Lando . Poi, vengono passate in rassegna alcune testimonianze
religiose e civili di manufatti che testimoniano, con la loro presenza
ed esistenza un tipo di vita legato ancora all’economia rurale.
Abbiamo infatti individuato, infatti, alcune cappelle padronali, che i
“signori della terra” facevano costruire nelle loro tenute, nei loro
feudi, nelle loro masserie. Poi, abbiamo passato “passato in rassegna”
alcune fra le chiese più significative di Barcellona pozzo di Gotto,
conosciute e meno conosciute, che meritano di essere tutelate come
patrimonio di tutta la nostra collettività, con le loro opere d’arte
che testimoniano una certa vitalità artistica nel nostro territorio e
di alcuni antichi palazzi . Questa guida si conclude con una rassegna di
alcune “senie” o “norie”- introdotte soprattutto nel periodo
arabo e poi spagnolo – cioè, gli antichi pozzi che servivano intere
collettività, e destinati all’irrigazione dei campi. Esse
testimoniano la presenza di un tipo di economia “padronale” durata
per molto tempo sul nostro territorio, soprattutto, quando il tessuto
economico della zona era basato sull’agricoltura. Abbiamo esaminato e
descritto, poi alcuni mulini ricadenti nel comune di Castroreale e di
Barcellona P.G.
Infine una sezione è stata dedicata ad alcuni musei e
parchi etno-antropologici sorti in questi anni nella nostra città e che
raccolgono reperti e testimonianze della cultura contadina, artigiana e
commerciale del nostro territorio