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| Attenti, mestrini,
perché ci stanno tirando un colossale bidone: e a rimetterci sarà la
nostra salute. A lanciare l’allarme sui pericoli del tunnel sotto la tangenziale è Roberto Stevanato, che oltre ad essere il presidente del Centro Studi storici di Mestre è docente di Biochimica all'Università di Ca’ Foscari e da anni si interessa alle problematiche legate all’inquinamento atmosferico nell’area Veneziana. Bene, al prof. Stevanato la soluzione prospettata dal Ministero dei Lavori pubblici per risolvere la strozzatura della tangenziale di Mestre, ovvero un tunnel 30 metri sotto le case dei mestrini, non va giù: perché aumenterà il carico inquinante, già notevole nell’area. Filtrare i gas di scarico? E’ un bluff. Ma come? Non si è già detto che tutti devono stare tranquilli perché i gas di scarico delle vetture, debitamente filtràti, non creeranno problema? «Certo», spiega Stevanato, «alcuni inquinanti si possono filtrare, come le polveri, ma l’efficienza non è mai del 100%. Filtri al carbone attivo possono trattare il benzene e i policiclici aromatici. Tutto si può fare, ma quantità enormi di ìnquinanti (si veda la scheda, ndr) sono contenute in volumi molto più grandi di aria. Ci vorrebbe un’industria solo per filtrare gli scarichi e questo la pubblica amministrazione non lo farà mai: ci sarebbero dei costi esorbitanti. Gli ossidi di azoto, poi, pericolosi di per sé e per la formazione dell’ozono, non vengono filtrati neanche nelle centrali termoelettriche dell’Enel, come quella di Fusina. Nel Centro storico e a Torcello ci sono già valori di 80-100 microgrammi per metrocubo, quando il limite Ue è di 110. Non solo non facciamo niente per ridurre quei valori, ma non si trova di meglio che attivare dell’altro traffico...». La qualità dell’aria è già allarmante. Per il chimico si tratta di «una scelta criminale nei confronti di Mestre, che ha già tassi di inquinamento allarmanti. Basti pensare che il rapporto sulla qualità dell’aria, stilato in primavera, riportava dati talmente allarmanti che l’assessore, Alessio Vianello, l’ha portato direttamente al Prefetto». Colpa delle fabbriche? Neanche per sogno: colpa prima di tutto della tangenziale. E lo dimostra l’alto tasso di un particolare tipo di polveri, siglate Pm10, proprie dei motori diesel e quindi del traffico di attraversamento (specie camion): l’inquinante ricopre la città come una cappa e si trova anche nelle zone verdi lontane dal transito degli autoveicoli. Destano preoccupazione anche gli idrocarburi policiclici aromatici, cancerogeni. Che succederà quando ci sarà anche il tunnel e la terza corsia sulla tangenziale? «Si dice che il tunnel non inquina - prosegue Stevanato - ma è tutto da dimostrare. Se anche filtrassero l’aria il tunnel non è a tenuta stagna. E poi verrebbe comunque calamitato in entrata e in uscita ulteriore traffico (e quindi inquinanti), sempre in territorio comunale. Già la situazione è allarmante adesso, figurarsi attirare per i prossimi 25-30 anni le quote di incremento del traffico». Mestre capitale dei servizi (e dello smog). Quello che non va è già l’alta concentrazione di servizi nell’area di Mestre che ammorbano l’aria e sono a servizio di un’area più ampia. Facciamo una lista: le industrie, le centrali termoelettriche, l’inceneritore dei rifiuti, il terzo aeroporto italiano, uno dei primi porti italiani, una raffineria che serve i due terzi del Nordest... «Tutto viene àggravato da un tunnel che i Comuni vicini non vogliono», considera il presidente del Centro Studi storici di Mestre. «Ma non si puo adoperare la logica del campanile, o come dicono gli inglesi del back yard, del cortile dietro casa in cui si nascondono le cose brutte. A Mestre si fa così per mancanza di sensibilità politica di chi governa. Mestre non ha chi la difende: non c’è stata una voce che abbia detto “No, non è giusto”». Questioni di etica. E dunque? Il presidente del Centro Studi storici ritiene si debba fare una considerazione di carattere etico: « Se si accetta questo tipo di progresso, tutti indistintamente devono farsi carico anche dei suoi costi. E quindi non sono pensabili né accettabili politiche che pensino di tenere per sé solo i vantaggi e far pagare i costi ad altri. Questa è la politica dei Comuni che si sono opposti al passante. Mestre sta già pagando un prezzo molto elevato per servizi che servono a quei Comuni. Il testo della legge che prevede la Valutazione di impatto ambientale sulle grandi opere mette al primo punto la salute pubblica, poi l’ambiente, le risorse... Se usiamo questo parametro un’automobile che percorre Mestre ha un impatto ambientale molto maggiore di una che percorre Mogliano, Spinea... Perché qui attenta alla salute pubblica di 180 mila abitanti, lì di 20 mila e gli inquinanti si disperdono meglio... Dovremo sempre più fare i conti, in futuro, con questo concetto. Altrimenti chi grida più forte e ha più peso elettorale ottiene risultati a danno di altri ». Come si farà con le falde? Non crede, il prof. Stevanato, alla semplicità della realizzazione di un tunnel di tali proporzioni in un terreno in cui, scavando, si trova l’acqua già dopo due metri. «Il sottopasso del Terraglio, per le infiltrazioni di falda, è costato il doppio. Ora ci dicono che il tunnel passerà a 30 metri di profondità e che non ci saranno problemi. Ma per raggiungere i 30 metri di profondità occorre attraversare tutti gli strati. Un’autostrada deve avere pendenze inferiori al 5%, il che vuoi dire che per andare a meno 30 occorrono 600 metri di rampa per scendere e altri 600 per salire. Come la mettiamo?». VOI COSA NE PENSATE ? ... Scriveteci |