Piona
Abbazia


Chiostro


Abbazia

 Fra i più celebri monumenti romanici della Lombardia, l’Abbazia di Piona derivata dalla Abbazia di Vallate (i cui suggestivi ruderi sono vsitabili a pochi chilometri dal paese, in direzione di Morbegno) rappresenta uno dei complessi conventuali più suggestivi, sia per il fascino dell’ambiente naturale, sia per la presenza di testimonianze artistiche molto rilevanti. La chiesa, sorta nella metà dell’11. sec. ma soggetta ad ampliamento già nel secolo successivo, presenta una facciata a capanna, con una grande finestra centrale a tutto sesto. L’interno è costituito da un’unica navata. All’ingresso si trovano due leoni in marmo reggenti acquasantiere ma che in origine dovevano sostenere una colonna o un pulpito. Di notevole interesse artistico il ciclo pittorico, risalente al 13. sec., presente nell’abside: nel centro del catino troviamo la grande figura di Cristo che sostiene un libro aperto attorniato dai quattro simboli degli evangelisti, mentre nell’area sottostante sono rappresentati i dodici apostoli; nella volta, attorno alla figura del Cristo benedicente fra angeli, troviamo ancora raffigurati i dodici apostoli, divisi in gruppi di sei, in gesto di acclamazione. Dietro l’edificio della chiesa si erge il rudere di un’abside di origine altomedievale, la cui destinazione è ancora incerta. Il campanile esterno, sul fianco nord, risale invece al 18. sec. A destra della facciata si accede, attraverso un portale ad arco acuto, al chiostro, risalente al 13. sec., di particolare fascino: lungo il perimetro del cortile corrono quarantuno colonne e quattro pilastri di marmo i cui capitelli, finemente decorati con motivi di foglie, fiori e animali, sostengono un piano superiore con ghiere in cotto e fasce in marmo bianco, rosso e nero interrotte da eleganti bifore.

 All’ingresso del chiostro si trova un affresco, risalente al 15.-16 sec., raffigurante l’apparizione di Cristo alla Madonna, mentre sopra la porta del portico che immette nella Chiesa è raffigurata un busto di Cristo. Sotto il portico, a ridosso della chiesa, in uno stile semplice e dal tono popolare, si trova un calendario affrescato, elemento decorativo raro e singolare di cui esistono pochi esempi in tutta Europa. Si tratta di una lunga fascia divisa in due registri: in quello superiore sono rappresentati i singoli mesi attraverso le occupazioni agricole caratteristiche (settembre, ad esempio, è rappresentato dalla preparazione delle botti, luglio dalla battitura del grano); in quello inferiore è rappresentata una serie di undici santi raffigurati nel momento del martirio. L’affresco risale ad un’epoca precedente la costruzione del chiostro ed era situato in origine all’esterno della chiesa.