Gruppo,
è una tribù che balla

PAROLE
agenda 2001/2002

" Essere umano è colui che sa porre domande. Perché chi pone domande apre alla produzione di senso, apre al futuro, dà alle generazioni a venire la possibilità di intervenire, di esistere."

E’ questo breve frammento di uno spettacolo di Moni Ovadia che abbiamo preso a filo e trama dell’agenda di quest’anno, ma esistono, tra le innumerevoli cose che abitano l'universo, due tipi di domande.

Le domande legittime e quelle illegittime.

Le domande illegittime sono quelle che prevedono già la risposta. Le formuli, ma non esiste possibilità di scarto, l'unica risposta esatta, l'unica accettabile, è quella che sta nelle mani e nella mente di chi l' ha posta. Se ti accordi e accodi a quella risposta hai superato la prova, altrimenti la tua risposta sarà immancabilmente errata.

Queste sono le domande illegittime, illegittime perché inutili. Non apportano nulla di nuovo al mondo, non presuppongono che il già dato.

Poi ci sono le altre domande.

Quelle che vivono nelle risposte inattese. Quelle che trovano il senso del loro essere state poste nelle risposte impreviste, negli scarti del pensiero, nelle radure che aprono, nei gorghi in cui ti gettano.

E' di queste domande che vorremmo fosse abitata quest'agenda. Domande come un canto inatteso, come un altro giro, domande come pietre scartate.

E per dirla tutta, è di queste risposte che ci piacerebbe che quest'agenda fosse il pretesto. Perché le domande possono solo essere legittime o illegittime, chi le apre alla possibilità, chi le rende degne di accoglienza, è l'Adam, l'essere umano, che sa fare dello spazio della risposta il luogo per un altro giro di boa, per un nuovo interrogativo. Si trova sempre una nuova risposta.

 

 
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