|
|
- Il corriere di
Firenze Maggio 2002 Elisabetta Torselli
- La storia e la memoria
"La storia e la memoria": sotto questo titolo Confinensemble (Anna Aurigi soprano, Gloria Lucchesi flauti, Carlo Mascilli Migliorini chitarra e Alessandro Moretti fisarmonica), con le ottime voci recitanti di Alessandra Aricò e Sandra Bedino, ha riunito, giovedì all'Oratorio dei Pretoni per la stagione di Guarda l'Europa, la novità assoluta "Adour", su testo di Massimo Carlotto e musica di Claudio Boncompagni, e il già sperimentato "Tangos, exilio de l'alma". "Adour" ricostruisce il fallito attentato all'imperatore francese Napoleone III da parte di un gruppo di rivoluzionari italiani (1858) dal punto di vista della madre di uno di essi, antica domestica della principessa Matilde Bonaparte, che riesce ad ottenere per il figlio la commutazione della condanna a morte nei lavori forzati a vita. Il testo asciutto e intenso di Carlotto era più che valorizzato dalla bella musica di Claudio Boncompagni, molto diretta - nel senso che ignora le asperità di tanto "contemporaneo" - e giocata su toni di antica canzone, essenziale ed elegante nel segno, nel sound malinconico e romantico creato dall'impasto voce - flauto - chitarra - fisarmonica, nella suggestiva dialettica fra voce recitante (Alessandra Aricò) e voce che canta (Anna Aurigi). "Tangos, exilio de l'alma" si ispira alla stessa concezione di teatro-concerto: le parole delle Madri della Plaza de Mayo di Buenos Aires (ma anche degli aguzzini e assassini dei "desaparecidos" argentini) montate con musiche di varia provenienza (felicissimo, ad esempio, l'inserimento della struggente ninnananna secentesca di Tarquinio Merula) ma soprattutto dell'argentino Astor Piazzolla come il celeberrimo Libertango, con il pathos tragico e insieme seducente che è la forza di quest'autore, ma anche con la tinta peculiare, intima, nostalgica conferita da un quartetto dalla sonorità così azzeccata e singolare. Un bel concerto, soprattutto per la forza comunicativa di un progetto artistico condiviso, una concezione del far musica intensa e vissuta, attenta alle risonanze affettive ed esistenziali dell'agire artistico, in cui la valentia dei singoli esecutori sembra trovare una marcia in più. Ottimo successo per i quattro di Confinensemble, per le brave attrici e per il compositore di "Adour" presente in sala.
|
|