L'alleanza coranica tra uomo e donna

L'operazione più corretta per capire la posizione dell'islam sulla donna è andare alle radici coraniche del problema. Scopriremo così che la fonte del diritto islamico tutela i diritti delle donne, spesso contro la legislazione persino di alcuni paesi islamici.

La condizione della donna costituisce uno dei temi più frequenti quando si parla dell'islam. Il giudizio che si dà generalmente a questo proposito è che la donna nell'islam vive in uno stato di discriminazione sociale, culturale e giuridica. Questo giudizio, spesso, si basa su dati reali che dimostrano che in molti paesi islamici la donna, di fatto, si trova in una situazione di inferiorità rispetto all'uomo. Tuttavia, tale situazione, contrariamente a quanto sostengono in molti, non è attribuibile alla religione islamica, ma piuttosto ad una tradizione culturale che ha visto, attraverso la storia, l'uomo come assoluto protagonista sulla scena politica e sociale in tutte le società islamiche e non solo.
Ma il Corano, che costituisce la fonte primaria della dottrina islamica, cosa dice a proposito della donna?

Uguaglianza tra uomo e donna.
Secondo un'interpretazione corretta del Corano non esistono differenze di valori fra uomo e donna in quanto opera dello stesso creatore (sura 4,1). Questo attesta che i due sessi sono considerati uguali come credenti e hanno le stesse responsabilità di fronte alla comunità: "I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, eseguono l'orazione, pagano la decima e obbediscono ad Allah e al Suo Messaggero...". (sura 9,71).

Questa affermazione della uguaglianza tra uomo e donna era in netta contraddizione con la concezione araba pre-islamica che considerava la donna come essere inferiore, tale da essere - come accadeva all'epoca per molte femmine - uccisa alla nascita. Questa pratica barbara fu fermamente condannata dal Corano: "...E quando verrà chiesto alla [neonata] sepolta viva... ogni anima conoscerà quel che avrà prodotto" (sura 81, 8 e 14).

Circa la discriminazione del genere femminile, si può obbiettare alla religione islamica il fatto che nel Corano, ad esempio, si parla della punizione corporea della donna: "...Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele..." (sura 4,34). Questo comportamento, che secondo il Corano è strettamente legato all'illecito dell'adulterio, fu largamente abusato dalla vecchia teologia islamica che faceva del maltrattamento delle donne il proprio pane quotidiano. Non bisogna dimenticare che, nel suo insieme, il Corano vieta qualsiasi forma di violenza contro la donna e considera tale atto come una disobbedienza nei confronti di Dio: "Comportatevi verso di loro convenientemente. Se provate avversione nei loro confronti, può darsi che abbiate avversione per qualcosa in cui Allah ha riposto un grande bene" (4,19).

La poligamia
Ma se la donna è uguale all'uomo, perché, allora, nell'islam è consentita la poligamia?

La possibilità di praticare la poligamia è affermata nel Corano: "E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti" (sura 4,3).

Questa consuetudine stabilita dal Corano aveva uno scopo ben preciso: quello di proteggere la giovane donna senza tutela. Le giovani nubili, che perdevano i loro genitori, erano spesso soggette ad abusi da parte dei loro tutori uomini, che spesso se le sposavano per impadronirsi dei loro beni. La poligamia che nell'epoca pre-islamica era illimitata, fu ridotta dal Corano al massimo a quattro donne. La validità di tale prassi è strettamente legata ad una precisa condizione, fra l'altro, difficile da realizzare: quella di essere in tutto e per tutto equo fra tutte le mogli. L'impossibilità di realizzare tale condizione de facto conduce alla monogamia. "...Non potrete mai essere equi con le vostre mogli anche se lo desiderate. Non seguite però la vostra inclinazione fino a lasciarne una come in sospeso..." (sura 4, 129).

Il Corano consente una poligamia strettamente limitata, legata a situazioni sociali precise. L'abolizione ufficiale della poligamia, in un contesto in cui non sussistono più tali condizioni sociali, non è altro che una contestualizzazione del testo sacro per i musulmani, che serve a proteggere le donne dagli abusi arbitrari e dalle ingiustizie che esse subiscono nel vivere quotidiano in diverse parti del mondo islamico.

Mostafa El Ayoubi