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LIBERTY
HEIGHTS

Regia:
Barry Levinson
Con: Adrien Brody, Bebe Neuwirth, Joe Mantegna, Ben Foster,
Orlando Jones, Rebekah Johnson
Distribuzione: Warner
Bros
Durata
101'
Genere: Drammatico
"VIETATO L'ACCESSO A EBREI, CANI O GENTE DI COLORE" recita il cartello
dell'esclusivo country club di Baltimora. Perciò Ben (Ben Foster) e i suoi
amici, Sheldon (Evan Neumann) e Murray (Gerry Rosenthal), tutti e tre ebrei,
rimangono fuori dal cancello. Subito dopo nella classe di liceo di Ben entra il
primo studente nero, una ragazza di nome Sylvia (Rebekah Johnson). Ben è
attratto irresistibilmente da Sylvia, e i due diventano grandi amici anche se il
padre di lei - medico affermato - le vieta di incontrarlo. Il massimo della
trasgressione lo raggiungono quando Ben, pur di raggiungere Sylvia, si intrufola
in un teatro in Pennsylvania Avenue, la strada principale del distretto nero di
Baltimora, per assistere al concerto del grande James Brown, al tempo famoso
solo tra i neri… Siamo a Baltimora, negli anni 50. Anni in cui la segregazione
razziale, peraltro ufficialmente abolita, teneva ancora divisa la città in
quartieri 'razziali'. Liberty Heights era il nome della zona della città dove
vivevano gli ebrei. Anni di cambiamento, di trasformazione radicale e spesso
traumatica di una società ancora legata a modelli razzisti. Anni di
modernizzazione, di benessere, di scoperta dei diritti individuali. Ma è anche
il tempo del rock 'n roll, della musica come espressione di sé. Mentre le
automobili accellerano il cambiamento. Uno dei film più amati dalla critica
americana, che in modo pressoché unanime parla di un Barry Levinson in stato di
grazia e di profumo di Oscar. Il prestigioso settimanale Rolling Stones ha
scritto: "Barry Levinson riesce a cogliere la superfice e l'anima di
un'epoca attraverso uno humour vitalissimo e la toccante umanità dei suoi
personaggi".
"Barry Levinson
riesce a cogliere la superfice e l'anima di un'epoca attraverso uno humour
vitalissimo e la toccante umanità dei suoi personaggi." (Rolling Stones)
BARRY LEVINSON
Vincitore di un Oscar per "Rain Man",
grande tessitore di atmosfere e di emozioni: privilegia un cinema di sentimenti,
mai superficiale. Ha diretto tra gli altri "Good Morning Vietnam",
"Bugsy", "Tin Men". Ha scritto questo film ambientandolo
nella sua città, Baltimora: "Adattare queste storie per me non è stato
faticoso. Anche se il film non è del tutto autobiografico, mi sono divertito
molto ad esplorare temi e idee del passato". Levinson spiega, inoltre, che
"in quegli anni c'erano quartieri separati per razza ma anche per
nazionalità: bianchi con bianchi, negri con negri, ebrei con ebrei, italiani
con italiani, eccetera. Credo che con l'avvento dell'automobile c'è stata la
prima idea di spostamento: la gente ha cominciato a muoversi, ad interagire. Mi
piaceva tuffarmi in quel periodo".
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