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THE
CELL
LA CELLULA

Regia:
Tarsem
Con: Jennifer Lopez, Vince Vaughn, Vincent D'Onofrio
Distribuzione: Mikado
Durata: 107'
Genere: Thriller
Sconvolgente ed intrigante viaggio nei meandri della psiche di un sadico
serial-killer. Protagonista la bella attrice-cantante Jennifer Lopez, che qui è
Catherine Deane, una psicologa coraggiosa e determinata. Con un'equipe medica
sta sperimentando una tecnica rivoluzionaria: Catherine riesce ad entrare nella
mente dei pazienti in coma, vivendo sulla sua pelle il loro pensiero. Finora ha
sfruttato la nuova scienza medica per entrare nella psiche di un bimbo in coma e
tentare di recuperarlo alla vita sensibile. Ma adesso l'aspetta un impegno ben
più gravoso: si trova in coma un terribile serial killer, Carl Stargher (Vincent
D'Onofrio), che ha lasciato la sua ultima prigioniera in qualche luogo oscuro.
Catherine deve penetrare nei misteri allucinati di questa mente demente per
tentare di salvare la vita alla ragazza. Il viaggio sarà terribile e metterà a
dura prova la capacità intellettiva della detective-psicologa. Dentro al
macabro e mostruoso mondo delle cinque personalità di Stargher, Catherine
cercherà di non diventare a sua volta una preda virtuale. Diretto dal giovane
regista indiano Tarsem, famoso autore di clip musicali e trailer pubblicitari:
per fare un esempio, è opera sua il video di "Losing my religion" dei
R.E.M., che ha vinto il premio MTV per il miglior video.
JENNIFER
LOPEZ
"Mi
sono immedesimata immediatamente nel personaggio. Amo la compassione di
Catherine, la sua straordinaria capacità empatica. Per certi aspetti, quello
che fa mi ricorda quello che un'attrice deve fare: lasciare se stessa e guardare
ciò che gli altri stanno vivendo. Il suo dilemma è semplice: Catherine è alla
ricerca del bene in ogni persona che incontra e deve trovarlo anche in un mostro
che fa cose grottesche e atroci alla gente." E aggiunge: "I sogni mi
hanno sempre affascinata e viaggiare in un mondo onirico ti offre la licenza
artistica di fare qualsiasi cosa. In questo progetto non esistevano limiti sul
piano visivo e creativo. Sono riuscita ad entrare pienamente nel regno del
surreale."
(…) C'è
nel film una svendita, anche grezza, di materiale dell'inconscio, ma la verità
è che la storia ti acchiappa e non ti molla. Non per i fatti assai schematici e
ovvii ma per l'esuberante, patologica, barocca cornice scenografica e la
corruzione visiva in cui l'ha situato, con uno stile liberty floreal crudele…
Maurizio Porro Corriere della Sera
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