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NEL FRATTEMPO

( di Michele Serra )
La trappola del terrorismo: una sospensione della normalità
E nel frattempo nel Belpaese...

E scatta l'autocensura. Nel frattempo abbiamo assistito alla morte in culla
di una rete televisiva nazionale, soffocata di miliardi purché il neonato
tacesse per sempre. Nel frattempo hanno levato la scorta a un po' di
magistrati anti-mafia e anti-corruzione, trattati come vecchie glorie
capricciose che vogliono ancora la limousine.
Nel frattempo, come se fossimo una satrapia ribelle dell'Impero, il nostro governo
confeziona un suggestivo stralcio pro-domo-sua al Nuovo Ordine Mondiale,
e impallina quelle rogatorie internazionali che l'amico Bush vorrebbe facili,
ma l'amico di Bush preferisce difficili.

Nel frattempo si varano leggi antiimmigrazione che spacciano per severità
la xenofobia strapaesana, e in Piemonte la Lega chiede di abbassare il
ponte levatoio solo per i migranti cattolici (chissà i valdesi, che sono
più piemontesi di Macario, come saranno contenti). Nel frattempo il
cantante Gigi Dalessio, per avere celebrato qualche comunione e battesimo
tra valentuomini, passa per camorrista, e chi lo trova il tempo (nel frattempo)
per chiedersi se è un Tortorabis o una riuscitissima "operazione chirurgica"?
Nel frattempo il nostro ultimo premio Nobel, per giorni, passa
per filoterrorista sulla base di una sua dichiarazione pubblicata
sbadatamente a rovescio da un giornale, e commentata a rovescio, di
conseguenza, da tutti i commentatori che commentano i commenti dei giornali.

Non si sa quanto sarà lungo, questo frattempo. Ma si pone il problema, già
adesso, di come offrirgli asilo senza dare troppo disturbo alle evidenti
emergenze mondiali (dunque anche nostre, s'intende). Non si era giustamente
detto, del resto, sul ciglio annerito del Ground Zero, che i pompieri
dovevano subito tornare a fare i pompieri, gli impiegati riaprire gli
uffici, la Borsa riaprire i cordoni, i carrettini di hotdogs tornare ai
loro angoli di strada? Se c'è una trappola che il terrorismo vorrebbe far
scattare, è quella della sospensione indeterminata della normalità. Vivere
sotto schiaffo, con la paura che detta i palinsesti e limita le facoltà
critiche e financo la vivacità d'opinione. Con nubi (speriamo solo allegoriche)
di gas nervino, e antrace, e atomiche, che aleggiano sulle
nostre teste suggerendoci la sconvenienza, la meschinità di ogni altra
preoccupazione. Mutata in senso di colpa, la normalità non è più rivendicabile.

Ci si sente stravaganti e pure fresconi, in tempo di guerra, a parlare
anche d'altro. Ma poiché l'altro accade egualmente, giorno dopo giorno, in
Parlamento, nelle stanze dei bottoni, nei consigli d'amministrazione, forse
bisognerebbe darsi una piccola e dignitosa scossa, e correre il rischio
(come è capitato da Vespa a Giovanni Berlinguer quando ha tirato in ballo
la faccenda delle rogatorie) di raccogliere solo qualche sorriso di
commiserazione: ma guarda questo, con tutto quello che succede, cosa ti va
a dire....

Il problema è che, con tutto quello che succede, governo e politica
continuano (come è giusto) a fare il loro mestiere. E se nessuno è così
malvagiamente dietrologo da pensare che è proprio perché sta succedendo di
tutto che il governo trova utile approfittarne per sbrigare le sue
faccende, è però evidente che una sospensione del giudizio non è tra le
manifestazioni di compattezza nazionale che si richiedono, in democrazia,
sia pure in un frattempo di guerra. Quando poi, come nel caso delle
rogatorie internazionali, l'attività di governo si rivela curiosamente
sghemba rispetto al vento impetuoso dell'emergenza antiterrorismo, allora è
proprio il diritto della critica a poter legittimamente indossare i panni
dell'interesse comune. O si devono fermare a Chiasso le esigenze di Law and
Order che già premono a ridosso di remoti confini orientali?

Fondiamo un Comitato di frattempisti. Con un occhio rivolto all'atlante
geografico, l'altro al cortile di casa. Il rischio dello strabismo è meno
grave del rischio della cecità.

(Marco D. C.) ---------------------------- Barra di navigazione -------------------------
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