GLI ARAGONESI




Gli anni che vanno dal 1268 (fine della dominazione normanna con la decapitazione di Corradino voluta da Carlo D'Angiò) al 1347 (firma del trattato di pace fra Angioini e Aragonesi) sono segnati da scontri, guerre, tumulti, sollevazioni popolari. Fra tutti ricordiamo la guerra del Vespro (1282) che si concluderà con la pace di Caltabellotta.
Gli Aragonesi lasceranno come segno tangibile del loro passaggio la costruzione della campana del Duomo, l'istituzione dell' Università, Siciliae studium generale, voluta da Alfonso V il Magnanimo nel 1434 e inaugurata nell'ottobre del 1445. Nel 1329 una colata raggiunge la città e, narra la tradizione, si ferma solo davanti al velo di Sant'Agata portatovi, extrema ratio, in processione dal popolo; nel 1381 un'altra colata giunge sino al mare coprendo lo storico porto Ulisse a Ognina; nel 1576 e nel 1578, a seguito di due terremoti, Catania è in preda alla peste.Ma la peggiore catastrofe è datata 11 febbraio 1693: in soli undici secondi la città viene letteralmente rasa al suolo dall'ennesimo terremoto. Restano in piedi solo le tre absidi della Cattedrale e il Castello Ursino.
In pochi decenni però la città viene ricostruita. E paradossalmente furono proprio gli effetti distruttivi del sisma a far sì che Catania, sotto il profilo edilizio e architettonico, rinascesse molto simile a quella che è oggi:
1695: si apre porta Uzeda, fra il piano del Duomo e la Marina;
1704: le suore benedettine iniziano l'edificazione del loro monastero in via Crociferi;
1706: nasce il palazzo di Chierici;
1709: nel Piano delle forche (l'attuale piazza Cavour) viene riedificata la chiesa di S.Agata al Borgo;
1712: vengono completati i lavori di ricostruzione, in stile barocco, della Catterale.


GLI ALTRI PERIODI      I BORBONI