I Canti della 

Via Crucis

Testi del Metastasio, musicati nel 1893 

da P.Serafino Marinosci O.F.M

 

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Canto di introduzione

Teco vorrei Signore,    

Oggi portar la croce,   

Nella tua doglia atroce   

Io ti vorrei seguir.   

Ma troppo infermo e lasso

Donami, tu coraggio,

Acciò nel mesto viaggio,

Non m'abbia da smarrir.

Tu col prezioso Sangue 

Vammi segnando i passi 

Ch'io laverò quei sassi 

Col mio lacrimar.

Né temerò smarrirmiP

el monte del dolore,

Quando il tuo santo amore

M'insegni a camminar.

                               

Stazione Prima: Gesù è condannato a morte

Se il mio Signor diletto    

A morte hai condannato           

Spiegami almen Pilato         

Qual fosse il suo fallir?

Che se poi l'innocenza

Da te error si appella

Per colpa cosf bella

Potessi anch'io morir.

 

Stazione Seconda: Gesù abbraccia la Croce

So che del tuo supplizio 

Appare reo ch'il porta.

So che la pena è scorta 

Del già commesso error.

Ma se Gesù si vede

Di croce caricato

Paga l'altrui peccato

Il suo immenso amor.

 

Stazione Terza: Gesù cade la prima volta sotto la Croce

Chi porta in pugno il mondo 

A terra è già caduto,

Né gli si porge aiuto, 

Oh ciel che crudeltà.  

Se cade l'uomo ingrato

Tosto Gesù il conforta

Ed è per Gesù morta,

Al mondo ogni pietà?

 

                                                             

Stazione Quarta: Gesù incontra la sua Santissima Madre

Sento l'amaro pianto   

Della dolente Madre,

Che gira fra le squadre

In traccia del suo Ben.

Sento l'amato Figlio,

Che dice: Madre, addio;

Più fier del dolor mio,

Il tuo mi passa il sen.

 

Stazione Quinta: Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce

Se di tue crude pene 

Son'io, Signore, il reo

Non deve il Cireneo, 

La Croce tua portar. 

Se io sol potei per tutti

di Croce caricarti,

Potrò in aiutarti

Per uno sol bastar.

 

Stazione Sesta: Gesù è asciugato dalla Veronica

Sì vago è il vostro affanno 

Bel volto del mio bene,

Che quasi di voi diviene

Amabile il dolor.  

In cielo che sarete

Se in rozzo velo impresso

Da tante pene oppresso

Innamorate ancor.

 

Stazione Settima: Gesù cade la seconda volta sotto la Croce

Sotto i pesanti colpi       

Della ribalda scorta,         

Un nuovo inciampo porta 

A terra il mio Signor.  

Più teneri dei cuori

Siate voi, duri sassi,

Né più ingombrate i passi

Al vostro Creator.

                                                               

Stazione Ottava: Gesù consola le donne di Gerusalemme

Figlie non più su queste

Piaghe, che porto impresse,

Ma sopra di voi stesse 

Vi prego lacrimar.

Serbate il vostro pianto,

O sconsolate donne,

Quando l'empia Sionne

Vedrete rovinar.

        

Stazione Nona: Gesù cade la terza volta sotto la Croce

L'ispido monte mira 

Il Redentor languente,

E sa che inutilmente  

Per molti ha da salir. 

Quest'orrido pensiero,

Sì al vivo il cuor gli tocca,

Che languido trabocca,

E sentesi morir.

                                                                               

Stazione Decima: Gesù è spogliato e abbeverato di fiele

Mai l'arca del Signore,

Del vel si vide scarca.

È ignudo il Dio dell'arca 

Vedrassi e senza vel. 

Se nudità sì bella

Or ricoprir non sanno;

Dite, mio Dio, che fanno

I Serafini in ciel?

                                                                             

Stazione Decima Prima: Gesù è inchiodato sulla Croce

Vedo sul duro legno 

Disteso il mio diletto, 

E il primo colpo aspetto 

Dall'empia crudeltà.     

Quelle preziose mani

Che al tornio sembran fatte

Ahi che il martel le batte

Senz'ombra di pietà.

 

Stazione Decima Seconda: Gesù muore in Croce

Veder l'orrenda morte  

Del suo Signor non puote,

Onde si copre il sole     

E mostra il suo dolor.  

Trema commosso il mondo

Il sacro Vel si spezza;

Piangon per tenerezza

I duri marmi ancor.

                

Stazione Decima Terza: Gesù è deposto dalla Croce

Tolto di croce il Figlio,   

L'avide braccia stende

L'afflitta Madre e prende 

Nel grembo il morto Ben.

Versa per gli occhi il core

In lacrime disciolto;

Bacia quel freddo volto,

E se lo stringe al sen.

                                                                           

Stazione Decima Quarta: Gesù è posto nel sepolcro

Tomba che chiudi in seno  

Il mio Signor già morto,

Fin ch'ei non sia risorto

Non partirò da te.  

Alla spietata morte

Allor dirò con gloria,

Dov'è la tua vittoria,

Dov'è, dimmi dov'è?

           

Canto della Desolata

Muta, trafitta, immobile     

Madre dolente stai!  

E dal Diletto esanime  

Gli occhi staccar non sai.   

 

 

 

 

Spente le luci pallide

Le amate guance miri,

Le labbra non più rosee,

Cessati anch'i sospir.

 

Ahi! quanto, o Madre amabile,

Fia grande il tuo dolor!