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Titolo contributo Autore Eventi recensito Key words Toyo Ito Architetto
"Panta rei"
L'autorevole scenario della Basilica Palladiana fa da cornice anche quest'anno al consueto appuntamento vicentino con l'architettura contemporanea, ospitando la mostra monografica dell'architetto giapponese Toyo Ito. Proseguendo una formula consolidata, l'architetto protagonista è stato chiamato dall'associazione Abaco (www.abacoarchitettura.org) a selezionare il materiale da esporre e a progettare un originale allestimento, allo scopo di mettere in scena la sua architettura all'interno del grande salone medievale della Basilica, che si conferma anche in questa occasione, uno degli spazi espositivi più suggestivi al mondo nell'ospitare mostre di architettura (1). Per il pubblico italiano questa mostra è un evento eccezionale per almeno due buoni motivi: innanzitutto perché erano più di dieci anni che Ito non presentava la sua ricerca in Italia (2), in secondo luogo perché è la prima monografica al mondo su Ito dopo l'inaugurazione nel Gennaio 2001 della Mediateca di Sendai, e questo, tra l'altro, dovrebbe bastare a spiegare la carica espressiva dell'allestimento, che è sicuramente più vicino ad una performace che non ad una tradizionale mostra di architettura. Non è esagerato infatti dire che la Mediateca di Sendai, è l'edificio più significativo e più atteso di fine millennio (3), che in qualche maniera ha traghettato l'architettura nel ventunesimo secolo, e che retroattivamente, come ogni manifesto (4) che si rispetti, ha gettato nuove luci sul passato e aperto orizzonti vastissimi nel futuro, ponendo questioni e domande sul rapporto tra l'architettura, i media elettronici, le nuove tecnologie, la natura, la società. Ito, nell'allestire la mostra, si è servito dunque, del linguaggio e dell'immaginario elaborato durante i cinque anni di progettazione e realizzazione della mediateca, regalandoci una rilettura estremamente suggestiva della propria architettura attraverso un'esposizione che privilegia l'aspetto emotivo rispetto a quello comunicativo Quest'ultimo tema del mostrare l'architettura, la sua finalità, ed il confronto con lo spazio della Basilica Palladiana da parte di Ito (5), è stato l'argomento principale dell'incontro del 27 ottobre con l'architetto, il quale aveva già inaugurato la mostra con una conferenza introduttiva sul suo lavoro più che trentennale, il 7 settembre al Teatro Olimpico e che è possibile visionare negli spazi adiacenti alla mostra.
E' molto difficile dar conto obiettivamente di un ambiente
così fascinoso: diciannove tubi in tessuto leggero e traslucido,
alti fino alla volta e illuminati dall'alto, oscillano impercettibilmente
per via di naturali fenomeni fluidodinamici mentre l'aula buia riverbera
onde sonore che galleggiano in sottofondo (6).
All'interno di ogni colonna luminosa, alla base, vengono proiettate le
immagini dei progetti, statiche o in movimento, su un supporto trasparente
circolare che a volte sostiene dei modelli. Le immagini focalizzandosi
sul tavolo di plexiglass, si proiettano anamorficamente anche sulle pareti
dei tubi luminosi, dando vita ad opache luminescenze.
Fin dal primo momento Ito annuncia che tema dell'esposizione
è l'acqua. La prima immagine che mostra durante la conferenza inaugurale
è quella di un allestimento per un balletto di danza contemporanea:
un proscenio bluastro, con fluttuanti colonne di lycra ed un pavimento
di alluminio che riflette verso una profondità indefinita tutta
l'altezza dell'ambiente. Ad un certo punto i ballerini entrano in scena
e cominciano a mimare l'ondeggiare sinuoso delle alghe marine accarezzate
dei flussi acquatici.
"In passato il valore della leggerezza era molto forte in me. La cercavo ovunque. Oggi sono cambiato, e do più importanza al fluttuare, alla scorrevolezza. Con questo termine vorrei indicare il tentativo di collocare un'architettura all'interno di un ambiente in continua trasformazione. L'ambiente esterno è vento e luce che cambiano. L'architettura deve mutare con l'ambiente che la ospita" In conclusione, Toyo Ito propone, con questo allestimento, un'estensione, in una dimensione tattile e percettiva, del proprio metodo progettuale che predilige la riflessione sui temi della leggerezza e della trasparenza che sono i valori di architettura il più possibile aderente ai paradigmi della società dei media elettronici.
Ripercorrere anche sinteticamente le tappe dell'evoluzione del linguaggio di Ito significa imbattersi in questioni critiche che coivolgono le vicende dell'architettura degli ultimi trenta anni (7), pertanto presento di seguito solo 6, dei 15 progetti "proiettati" alla mostra: sono tutte architetture effimere che rifuggono qualsiasi calligrafismo architettonico, ma che rappresentano i punti fermi dell'attuale dibattito sul rapporto tra architettura e media elettronici. In realtà, la Mediateca di Sendai, è una impressionante sintesi delle posizioni maturate nel corso degli anni da Ito in particolare a proposito del tema della membrane sensibili sulla scorta del pensiero McLuhan sull' "abito mediale", il tema della dialettica tra corpo e contenitore, il tema dell'abitare nell'era contemporanea ed infine il tema dei flussi, delle interrelazione, dei valori immateriali.
PAO IAllestimento per Pao: dwelling of Tokyo Nomad Woman",
Grande Magazzino Seibu, Tokyo, 1985
Tower of WindTorre dei venti, Yokohama-shi, Kanagawa, 1986
Egg of WindsIngresso a Okawabata Rivercity 21, Chuo-ku, Tokyo, 1990 - 1991 "Davanti a due alti edifici per abitazioni fluttua un uovo lungo 16 metri e largo 8, rivestito di pannelli di alluminio. Di giorno è un oggetto semplice che riflette la luce del sole. Al tramonto entrano in azione i cinque proiettori a cristalli liquidi installati al suo interno. Sia sulla superficie dei pannelli dall'alluminio parzialmente peforati, sia sullo schermo collocato all'interno, vengono proiettate immagini trasmesse da videocassette o televisori. L'uovo rivestito d'alluminio che brilla durante il giorno, col calar della sera perde la sua identità oleografica e si trasforma in una vaga esistenza tridimensionale costituita solo da immagini. [..] E' un oggetto di immagini che si vede attraverso l'aria, carico di informazioni provenienti dall'ambiente circostante e che deve apparire e sparire con il vento." [Ito, 1991]
Vision of JapanMostra "Vision of Japan", Victoria and Albert
Museum, Londra, Gran Bretagna, 1991
Paris LibraryProgetto di concorso per la Biblioteca dell'Università di Parigi, Francia, 1992 La Biblioteca rassomiglia allo spazio asettico e interconnesso
di un chip elettronico che apparentemente è bidimensionale: infatti
le informazioni fluiscono in esso su tragitti per lo più ortogonali,
su più livelli.
HannoverInstallazione "Health Futures" all'Expo 2000 di Hannover, Germania, 1998 - 2000 L'installazione ha come tema la salute dell'uomo, la metafora adoperata quella del "Teatro dell'Acqua". Ai visitatori vengono messe a disposizione 110 poltrone da massaggio sistemate in maniera libera nella sala.Una batteria di 168 proiettori e amplificatori, trasforma l'ambiente in un fluttuare di immagini e suoni che hanno a che vedere con l'interno del corpo umano: si ha la sensazione di sentire le pareti dello stomaco, oppure di essere dentro un vaso sanguigno, o nell'utero.
NOTE AL TESTO (1) Quello dell'allestimento di mostre
e in generale della museografia di architettura è un tema assai
sensibile. Nel panorama internazionale esistono pochi contenitori che
ospitano stabilmente ed espressamente esposizioni di progetti architettonici
nelle multiformi vesti di plastici, tavole, schizzi, fotografie, proiezioni,
etc.. Attualmente il più ambizioso progetto di Museo di Architettura
è quello del costruendo Centro per la Arti Contemporanee di via
Guido Reni a Roma. Una introduzione a questo tema, è fornita dalle
pagine web allestite dal gruppo di lavoro guidato dal Prof. Valerio Pastor
del DPA dello IUAV di Venezia http://brezza.iuav.unive.it/dpa/musa/index_i.htm
proprio sul tema del Museo di Architettura. Collegamenti ai siti di gallerie,
musei, centri d'architettura e delle principali strutture espositive che
dedicano i loro spazi a temi di interesse architettonico, invece si possono
trovare in http://brezza.iuav.unive.it/dpa/musa/links.htm
oppure in http://architettura.supereva.it/musei/index.htm
dove sono linkati, tra gli altri, i siti del Centre Pompidou di Parigi,
del MoMA di New York, dei Guggenheim Museums, della Triennale di Milano,
della Biennale di Venezia, del Netherlands Architecture Institute (NAI)
di Rotterdam, e del recente SESV, Spazio Espositivo di Santa Verdiana
a Firenze.
(3) Per cinque anni le maggiori testate
internazionali d'architettura, si sono contese il primato di pubblicazione
della Mediateca, creando un clima d'attesa irresistibile, esattamente
com'era avvenuto per il Guggenheim Museum di Bilbao. Inoltre, dal 1997
al gennaio del 2001, ha circolato per l'Europa la mostra itinerante Blurring
Architecture, partendo dalla TN Probe Gallery di Tokyo per arrivare al
Suermondt-Ludwig-Museum, Aachen, Germania al Singel International Arts
Centre, Antwerpen, Belgio fino al Louisiana Museum of Modern Art, Copenhagen,
Danimarca. Per maggiori dettagli si rimanda agli apparati del catalogo
della mostra. (4) E' del 22/11/2001 il comunicato che
annuncia NEXT, la formula che designa l' VIII Mostra Internazionale di
Architettura, diretta da Deyan Sudjic, che si terrà a Venezia dall'8
settembre al 24 Novembre 2002 e che indagherà sull'architettura
del prossimo futuro. Dal testo si evince chiaramente come la Mediateca
di Sendai sia ormai entrata a far parte della costellazione degli edifici
più significativi degli ultimi anni. (5) Dal 1985 lo spazio espositivo della
Basilica, ha subito numerose declinazioni da parte dei maggiori protagonisti
dell'architettura contemporanea: Renzo Piano, Gino Valle, Tadao Ando,
Mario Botta, Sverre Fehn, Oswald Mathias Ungers, Alvaro Siza Vieira. (6) I suoni sono curati da Ryoji Ikeda,
compositore di importanti colonne sonore per il cinema (7) Per chi volesse approfondire il contesto
critico all'interno del quale si inserisce l'architettura di Ito e conoscere
le vicende dell'architettura contemporanea internazionale degli ultimi
venti anni suggerisco di leggere Prestinenza Puglisi, L (1998),
Hyperarchitecture. Spazi nell'età dell'elettronica, Testo
& Immagine, Torino ; Prestinenza Puglisi, L (1999), This
is Tomorrow, Testo & Immagine, Torino; Prestinenza Puglisi,
L (2001), Silenziose Avanguardie. Testo & Immagine, Torino Principali scritti di Toyo Ito Ito, T. (1991), Architecture in a Simulated
City, in "Kenchiku Bunka"
(1993), Toyo Ito, in "JA Library", n.2,
Shinkenchikusha, Tokyo
Maffei, A. (a cura di) (2001), Toyo Ito. Le opere i progetti gli scritti, in "Documenti di Architettura", Electa, Milano
(2001), Toyo Ito. Allestimento alla Basilica Palladiana,
in "Casabella", n. 694, pp. 4-9
Maffei, A (2000), Mediateca di Sendai, in "Casabella", n. 684-685, pp. 4-9
Puglisi, L. P. (1998), Hyperarchitecture. Spazi
nell'età dell'elettronica, Testo & Immagine, Torino Bookmarks www.abacoarchitettura.org
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