Varie sono le tradizioni popolari tricaricesi nel corso dell'anno. La prima č la mitica apertura del CARNEVALE il 17 gennaio, connessa alla festa di Sant'Antonio Abate. All'alba di questo giorno, il paese viene svegliato da un cupo suono di campanacci agitati dalle maschere rappresentanti le vacche, vestite di pesanti maglie e mutandoni, uno scialle di raso piegato a triangolo e legato alla vita e numerosi fazzoletti colorati intorno al collo, alle braccia ed alle gambe ed i tori, vestiti di nero e con rari fazzoletti rossi. Tutti hanno sulla testa un cappello a larghe falde, bianco e con lunghissimi nastri policromi le mucche, nero e con nastri rossi i tori. Accompagnati dal capomassaro, dal sottomassaro e dai vaccari, si ritrovano alle prime ore del giorno davanti allo spiazzale della chiesa del Santo eremita, per i rituali tre giri intorno ad essa e per assistere alla celebrazione della messa Subito dopo, le maschere scendono in paese, rappresentando la transumanza ed invadono le stradine medioevali alla ricerca di salsicce, soppressate ed altri cibi caserecci offerti dalla gente che ha ricevuto la loro visita. Tutto sarą consumato nella festa serale, allietata dalle serenate con " cubba-cubba" e fisarmoniche. Il paese risuonerą dei canti carnevaleschi fino a Martedi Grasso. La sfilata conclusiva, con la morte sul rogo del fantoccio di Carnevale, ultimamente viene anticipata alla domenica precedente il Martedi Grasso, per chiare esigenze di lavoro. Durante il Triduo pasquale, sono di prassi le visite ai SEPOLCRl la processione di GESU' MORTO, la sera di Venerdi Santo e quella della MADONNA ADDOLORATA alla ricerca del Figlio, la mattina di Sabato Santo. Il paese si ritrova raggruppato nei vari rioni la sera dell'll maggio per i fuochi propiziatori della vigilia di SAN PANCRAZlO patrono del paese. Il giorno dopo, sfila la processione per le vie del paese, annunciata da qualche colpo di fuoco pirotecnico. Le domeniche di maggio richiamano i fedeli tricaricesi e di vari paesetti del circondario nel SANTUARlO MARIANO di Fonti. Particolarmente vivaci sono la prima domenica, caratterizzata dai pellegrini provenienti a piedi da San Mauro Forte con i "centi" (ceri votivi) e l'ultima, riservata alla processione della Diocesi di Tricarico, da Tre Cancelli a Fonti. Suggestivo č Io snodarsi dei quadri delle "Sette Madonne", allestiti da un'anziana devota del posto, fiancheggiati da verginelle che ne reggono i nastri votivi. Nei mesi dell'estate si succedono la festa di SANT'ANTONlO DA PADOVA (13 giugno), della MADONNA DEL CARMINE protettrice di Tricarico (16 luglio) e di SAN ROCCO (16 agosto). Se la festa della protettrice č differenziata dalla consegna alla Vergine, da parte del sindaco, delle chiavi della cittą durante la processione della vigilia, che porta la statua dal Convento del Carmine, dove č custodita, alla Cattedrale, tutte le altre sono accomunate da proceSsioni, bancarelle, giostre, bande musicali ed artistici fuochi pirotecnici, che alla mezzanotte chiudono i festeggiamenti. Il mese di dicembre, infine, si identifica con la festa di SANTA LUCIA, il 13, che offre l'occasione di aprire l'omonima chiesetta la sola volta all'anno per le messe e le visite devozionali dei fedeli ma principalmente con l'evento natalizio, che consente di intenerirsi al suono di qualche cornamusa ancora sopravvissuta.
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