Tricarico ha dato i natali a Rocco Scotellaro (1923-53), l'esemplarità della cui figura è nell'esperienza di una vita dedicata all'impegno civile e letterario: membro del Comitato di Liberazione a Tricarico, del rinnovamento della vita politica in Basilicata negli anni '40-'50, quindi - a soli 23 anni Rocco Scotellaro - primo sindaco di Tricarico dopo la Liberazione: nel contempo fu intellettuale vivace che forni il suo contributo di idee al dibattito sulla Questione meridionale, collaborando con Manlio Rossi-Doria. Nel corso dell'esperienza amministrativa, il suo operato si contraddistinse per l'impostazione di democrazia partecipata. Ne è testimonianza l'impegno profuso in funzione di sindaco e di presidente del Comitato promotore per la fondazione dell'Ospedale Civile di Tricarico (7 agosto 1947). Scotellaro ha lasciato segni significativi con "un centinaio di liriche che - a giudizio di Eugenio Montale - rimangono tra le più significative del nostro tempo". La sua produzione è racchiusa nelle raccolte di poesie "E' fatto giorno" (pref di C. Levi,1954) e "Margherite e rosolacci" (a cura di F Vitelli, 1978): nella prosa "Contadini del Sud" (1954) e nel romanzo autobiografico "L'uva puttanella (1955): nei racconti "Uno si distrae al bivio" (pref di C.Levi,1974): nei drammi "Giovani soli" (a cura di R.Toneatto,1984). Numerosi i riconoscimenti per il suo lavoro letterario: Premio Roma 1949, Premio Cattolica 1951, Premio Monticchio 1952, Premio Borghese 1953, Premio S.Pellegrino 1954, Premio Viareggio 1954. Dalla sua opera scaturisce la coscienza delle difficoltà, i dubbi, le paure delle scelte, ma anche e soprattutto una testimonlanza ed un invito all'impegno, alla partecipazione, alla speranza. Copyright © - Daniele Romeo - 1996/99 |