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Tricarico (7000 ab.), si presenta come una
delle più suggestive citta dine della provincia di Matera. Le sue prime vicende la
ricordano come una cittadella longobarda, inclusa nel gastaldato di Salerno (849) e sede
di una diocesi di rito bizantino (968), poi passata al rito greco (1060). Il kastron
(città fortificata) di Tricarico acquistò grande importanza con i Normanni (1048) che,
guidati da Roberto il Guiscardo, vi fecero il loro ingresso nel 1080 e la inclusero nel
Ducato di Puglia e Calabria. Sede di Contea e di Comestabilia, assunse una grande
importanza strategica che avrebbe mantenuto lungo tutto il Medioevo. Al suo primo conte
Gosfrido, fecero seguito quelli della casata dei Sanseverino, che proprio da questa contea
trassero il loro nome di "Sanseverino conti di Tricarico": Ruggero, Giacomo,
Giordano: dopo una breve presenza dei De Bezano (Americo, Grismondo, Sveva), la contea
tornò ai Sanseverino con Giacomo II, Ruggero II, Venceslao, Antonio e i principi Luca,
Geronimo, Berardino, Pietro Antonio e Niccolò Berardino. Nei primi anni del '400
Tricarico fu infeudata a Francesco Sforza e a Giovanni Borgia, duca di Gandia. Dopo la
breve successione feudale di Francesco Pignatelli duca di Bisaccia e barone di Tricarico
(1605), di Alessandro e di Giovanni Francesco Ferrero (1606-1631), la città fu feudo dei
Revertera duchi della Salandra, fino alle leggi eversive (sec. XIX). La presenza di
popolazioni greche. arabo-musulmane, ebraiche, albanesi, il mecenatismo dei Sanseverino e
di molti vescovi, la presenza di un seminario e di numerosi conventi, i costanti rapporti
mantenuti dall' aristocrazia locale con gli ambienti napoletani ed extranapoletani, hanno
permesso alla città di ricoprire una posizione di rilievo nel panorama culturale della
Basilicata.
La storia contemporanea di Tricarico è contrassegnata dall' adesione ai movimenti
liberali e dalla partecipazione alle lotte contadine, che si conclusero con la Riforma
Agraria. Nel primo dopoguerra molto ha inciso l'operato del vescovo Raffaello delle Nocche
(fondazione dell' Ordine delle Discepole di Gesù Eucaristico,1923), del sacerdote don
Pancrazio Toscano (istituzione della casa di riposo per poveri ed anziani "Pia Opera
di S.Antonio", 1926), di Rocco Scotellaro, primo sindaco di Tricarico dopo la
Liberazione, nonchè letterato di grande prestigio. Tricarico documenta mirabilmente le
tracce del suo passato nel centro storico altomedievale, che si articola negli antichi
quartieri di Rabata, Saracena, Civita, Piano, Monte. Tra essi la Rabata e la Saracena
offrono immagini particolarmente suggestive per la loro matrice islamica, con la via
pricipale (l'araba shari) e le vie secondarie o darb, che s'intrecciano in varie direzioni
per concludersi in vicoli ciechi o sucac. Notevoli sono le tracce delle poderose mura di
cinta e gli accessi alla città con le loro torri semiforiche (Porta delle Beccarie, Porta
Monte, Porta Fontana, Porta e Torre Torre Normanna Rabatana, Porta e Torre Saracena). Tra
le emergenze civili ed ecclesiastiche di grande interesse architettonico ricordiamo la
Cattedrale (originaria del sec. XI ed attuale impianto del sec. XVIII), la Chiesa di
S.Francesco (sec. XIV), la Torre e il Castello normanno (secc. XI-XIV), il Palazzo Ducale
(ante sec. XVXVII), l'ex Seminario vescovile (sec. XVII), il Palazzo Vescovile, numerosi
ed imponenti palazzi nobiliari, tra cui quello di Atrio Consolato col bel portale con
bassorilievi rinascimentali (sec.XVI), il Palazzo detto dei Cava lieri di Malta, il
Palazzo Lizzadri (1688) ove abitò la poetessa Laura Battista (1846-1884), i Palazzi dei
Corsuto, dei Ferro, dei Monaco, dei Santoro, dei Ronchi. AI di fuori del centro storico
vanno ricordati il Convento di S.Antonio di Padova (1479), il Convento di S.Maria del
Carmine (1605), la Chiesa di S.Antonio Abate (sec. XIV), cui è legata la tradizione delle
Maschere di Tricarico". Immerso nel bosco di Fonti, vi è il Santuario S.Maria delle
Fonti, attribuito a mastro Sarolo di Muro Lucano (secc.XII-XIII).


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