Sawadee !
E' con questa forma semplice, graziosa ed elegante tramandata da molte generazioni che la gente Thai usa porgere il saluto, congiungendo le mani vicino al viso e abbassando leggermente il capo accennando un naturale e sincero sorriso, con una dolcezza e una semplicità che ha fatto conquistare alla Thailandia l'appropriato appellativo di

Terra dei Sorrisi

 

 

 

Il SAMUK, lo spirito dei Tailandesi, il loro modo di intendere la vita, gioioso, fiducioso, con il sorriso sulle labbra, accoglie chiunque vi si rechi, per qualunque motivo. Ed è proprio una delle ragioni che spinge chi abbia visitato la Thailandia, a ritornarci di nuovo. Ecco perché questa, per me, è la terza volta.

 

 

 

 

Tutto cominciò la sera di lunedì 29 aprile: Sandro (un amico di vecchia data) viene a casa mia con una tessera “Stand By Card” per i viaggi dell’ultimo minuto. Si possono prenotare da cinque (giorni prima di partire) al giorno prima della partenza. Solo per due persone.

 

Ne parlo con la Gabri che mi da subito il “nulla osta” così il 03 maggio alle 10,30 siamo già sul volo Venezia-Francoforte-Bangkok con la Thai Airways.

 

L’itinerario (pacchetto preconfezionato) prevede: qualche giorno a Pattaya (e ne approfittiamo per stare un po’ con Mem e il pallidone, visto che in questo periodo hanno da fare proprio qui); poi Koh Samui e infine due giorni a Bangkok.

 

All’aeroporto di Bkk ci viene a prendere proprio lui: il celeberrimo Carlo Easy Smile, il più grande Thailand incoming tour operator del mondo!!!

Caricate le valigie nella sua auto nuova di zecca (!!!), ci avviamo verso Pattaya.

 

PATTAYA

Pattaya si affaccia sul Golfo del Siam ed è diventata, grazie anche alle numerose strutture sportive e di intrattenimento, una delle località turistiche internazionali più importanti della Thailandia. Si raggiunge facilmente da Bangkok, da cui dista solo un’ora e mezza, due ore circa d’automobile. E’ collegata alla capitale da un efficiente servizio ferroviario e da autobus in partenza dalla stazione di Hualampong e dall’aeroporto Don Muang.

La spiaggia è interminabile ed è costeggiata da grandi alberghi. Il ritmo di vita che la anima non la rende la località di villeggiatura più adatta a chi desidera trascorrere una vacanza tranquilla. In trent’anni il piccolo villaggio di pescatori si è trasformato in un grande centro balneare che richiama gente da tutto il mondo, grazie a un piano di sviluppo turistico che ha integrato le bellezze naturali al comfort puntando su alberghi di standard molto elevato e ristoranti che propongono specialità di ogni genere.

Per muoversi in città, numerosi minibus che fanno servizio regolare ed effettuano fermate a richiesta, in alternativa esiste la possibilità di noleggiare auto o moto. Chi preferisce oziare lontano dalla mischia deve optare per le isole di Ko Samet (a sud est di Pattaya nella provincia di Raygon) o per l'arcipelago di Ko Chang.

 

 

 

Carlo ci porta all’hotel Jomtien Palm Beach, poco lontano dall’animatissima walking street. Dopo averci spiegato la morfologia della città, la spiaggia, le isole vicine ecc..., andiamo tutti assieme a mettere qualcosa sotto i denti, occasione che Easy lungi dal farsela scappare!!! Ordina prima una, poi due, tre, quattro portate, forse cinque (perché una si sono dimenticati di portarcela), incredibile!!! E’ un pozzo senza fondo. Mangia tutto! Se non ci alziamo inizia a sgranocchiare anche la tavola!!! E, non contento, ci da appuntamento per la sera, ora di cena!!

 

Dopo una doccia salutare ci avviamo verso la spiaggia di Jomtien, di fronte al nostro albergo. Questa zona, a differenza di Hat Naklua e Hat Pattaya, è più tranquilla e l’acqua è “leggermente” più pulita ma comunque sporca rispetto alle altre località balenabili della Thailandia. Anche l’arenile non è dei migliori: in alcuni punti la sabbia è riportata e di un colore più scuro rispetto a Phuket e Koh Samui.

Tutto questo comunque non toglie nulla alla splendida atmosfera Tailandese: gentilezza, sorrisi e disponibilità si notano anche stando seduti sotto l’ombrellone.

Tra una bevanda, un sonnellino e una gustosa pietanza di pollo con anacardi oppure riso saltato con gamberi, passano così le rilassanti giornate sulla spiaggia di Pattaya.

Le sere le trascorriamo sulla famosa walking street: una sorta di lungomare chiusa al traffico fino alle 2 di notte, tappezzata di “open bar”, discoteche, locali per massaggi,  ecc.. ecc..

Ad essere sincero, siamo entrati in due locali dove circa una decina di ragazzine ballano la “lap dance” mezze nude, ma la squallidezza del luogo e l’insistenza dei camerieri per portarci continuamente da bere (dopo aver già bevuto due o tre volte), ci ha persuaso ad uscire senza pensarci troppo.

 

Prima considerazione: sappiamo tutti che l’unico neo universalmente conosciuto a Pattaya è la prostituzione. A mio avviso comunque non è una cosa opprimente o aggressiva, nemmeno per coppie o famiglie. Il popolo thai ha la magnifica prerogativa che se qualcosa che ti offrono non è di gradimento, basta dire “no, thanks”, oppure non dare nemmeno parola e continuare per la propria strada. Così facendo nessuno più ti assilla.

Seconda considerazione: di solito (sia in Italia che all’estero) nelle zone di villeggiatura con alta concentrazione di alcool, donne, discoteche ecc.., capita molto spesso di vedere qualche litigio, scazzottata, scippo o cose del genere. Certe cose qui sono mooolto rare: abbiamo visto camminare fino alle tre di notte senza alcun problema anche ragazze occidentali da sole oppure in compagnia. Nessuno le importuna. La polizia è sempre vigile, entra nei locali, controlla ed è a disposizione del turista.

 

Le giornate qui a Pattaya le trascorriamo come vengono, senza alcun obbligo di orari, escursioni, visite, ecc..... La posso considerare una vera e propria vacanza. Il viaggio per me è tutta un’altra cosa. Non per questo però è da escludere!!

 

Una cosa gradevole apprezzata particolarmente, è stata la cena in un “ristorante” da Joy, costituito da cinque tavoli in legno su una terrazza direttamente sul mare del villaggio di pescatori “Ban Amphoe” 20 chilometri a sud di Pattaya. Ci ha portato Carlo assieme a Mem e un suo carissimo amico di Imola, Luca. I piatti, particolari, erano squisiti, soprattutto per chi delizia delle portate piccanti!! Per esempio:

zuppa di pesce al lemon grass = tom yam (piatto molto famoso e conosciuto
della cucina thai)
pesce fritto impanato thai style= pla samly thot daet diaw
branzino al sale= pla khaphong op kleua
gamberi alla griglia= kung yang
calamari frtitti aglio e pepe= pla meuk thot krathiam phrik thai

 

Inutile dire che in un posto così remoto e lontano dal caos di Pattaya, non c’era l’ombra di un turista. Mi “divertivo” incuriosito a vedere famiglie intere (7-8 persone) sedute in un tavolo da cinque; lo “coprivano” di portate con riso, pesce fritto, alghe, funghi, zuppe, e tutti s’incrociavano con le mani, con le braccia, tutti prendevano un cucchiaio di “qualcosa” da un piatto anche lontano, assaggiavano, si scambiavano le pietanze, chiedevano sempre qualcos’altro al cameriere, parlavano tutti assieme... insomma un gran casino, ma...... Nessuno si arrabbiava o alzava la voce più dell’altro. Il vocìo era costante, allegro e conviviale. Bello!

Ad un certo punto, dopo aver “pulito” per bene i piatti e pagato il conto, si alzano con ordine e se ne vanno! Ecco.... una cosa nettamente diversa dalle nostre abitudini, che ho notato più di una volta del popolo thai: quando finiscono le portate, non si fermano a chiacchierare un minuto in più!

 

La mattina dell’otto maggio ci viene a prendere Carlo con Mem per andare all’aeroporto militare di Utapao dove abbiamo il volo verso le 9,30 per Ko Samui, che.... è in ritardo. Nessun problema: il pallidone si consulta con Mem e nel frattempo dove si va?? Ma che discorsi..... A mangiare no???

Ci porta in una meravigliosa insenatura, un mare splendido e una spiaggia bianchissima: è il villaggio di Samesan. Questi sono posti non frequentati dal turismo, ma solo ed esclusivamente dal popolo Thai che nel fine settimana fanno campeggio e pic nic.

Nel piccolo bar-ristorante annesso ci rifocilliamo, noi un po’, e Carlo un po’ troppo!!

 

Abbiamo ancora del tempo a disposizione e andiamo al villaggio di Samesan. E’ situato in una collinetta a pochi chilometri da Utapao. In cima c’è un piccolo tempio con il Budda da dove si può vedere l’isola di Ko Samesan e altre piccole attorno.

 

KOH SAMUI

Il volo fino a Koh Samui con la Bangkok Airways è tranquillo. Dopo circa un’ora sotto di noi si intravedono le bianche coste dell’isola.

L’albergo incluso nel pacchetto è il Banana Fan Sea: come la maggior parte dei resort a Koh Samui, è costituito da una serie di bungalow in legno e mattoni, immersi nel verde. Nulla da dire sull’ineccepibile servizio della reception, delle pulizie, della colazione ecc.... Qualsiasi cosa serve, basta chiederlo. Vi verrà dato con un sorriso.

 

L’arcipelago di Ko Samui è un insieme di centosessanta isole (di cui 80, tra isole e isolotti corallini, salvaguardati nel Ang Thong National Park, vasto 250 Kmq), di cui Ko Samui è la maggiore. Con una superficie di 250 kmq è per grandezza la terza isola della Thailandia. Una catena montuosa attraversa l'isola che è circondata da spiagge lungo le quali si assiepano le migliaia di palme da cocco che la rendono famosa. Si trova a circa 560 km da Bangkok, a cui è collegata da voli regolari. L'alternativa per raggiungerla è un battello da Surat Thani, nella parte sud dell’Istmo di Kra, a 80 km. L'attrattiva principale di Ko Samui, naturalmente, sono le sue splendide spiagge bianche, bagnate da acque cristalline, che hanno contribuito ad accrescere la sua fama in tutto il mondo. E’ abitata da circa 35.000 residenti che si occupano principalmente di attività legate alla raccolta delle noci di cocco, coadiuvati dalle scimmie addestrate che si arrampicano sui tronchi e scuotono le piante finché i frutti non cadono a terra.

 

Per la sua naturale bellezza e servizi (alloggi, ristoranti, supermarket, farmacie, cliniche, ospedali e Vita Notturna), la migliore località e' sicuramente Chaweng Beach, che ho potuto già visitare in aprile del 2000 con la Gabri. Una delle caratteristiche migliori, a mio avviso, è la spiaggia di oltre 6 chilometri, con una sabbia fine e bianca ed un mare azzurro, contornata da palme da cocco. Qui si può trovare oltre alla cucina locale i migliori ristoranti Italiani (circa una decina) e la migliore collocazione per un’ottima vacanza (tutti i confort a disposizione). In Chaweng ci sono oltre un centinaio fra hotel e residence bungalow, con prezzi che variano da 300 Bath per giorno fino a 8000 Bath per giorno a seconda della qualità del servizio. I prezzi possono variare anche dalla stagione: generalmente quelle più alte variano da dicembre a febbraio e nel mese di agosto. Potrà sembrare strano, ma proprio l’ubicazione geografica dell’isola sul Mar Cinese meridionale, la colloca al primo posto delle zone da visitare in Thailandia nei mesi di luglio e agosto: il clima è sempre ventilato e gli acquazzoni sono pochi e di breve durata.

 

Posso dire che anche qui abbiamo oziato ben bene, anche perché il tempo non è stato dei migliori: la mattina era sempre un po’ nuvoloso, il che ci invitava a prolungare la permanenza a letto!

 

Dopo colazione andavamo in spiaggia anche se le nuvole continuavano a sovrastare su Chaweng. E non eravamo gli unici. Questo perché il caldo non era opprimente e anche senza protezione si poteva prendere il sole.

Anche qui tra un pisolo e un piatto di noodles con gamberi, maiale con zenzero o una frittura mista di pesce, il tutto direttamente sotto l’ombrellone, tiravamo fino a sera.

Degno di nota è anche la vasta scelta di bar, ristoranti o pub direttamente sulla spiaggia, ma a una gradevole distanza dal bagnasciuga che, a differenza di Pattaya, non è “ricoperto” di lettini e ombrelloni!!  Verso le 17,30-18,00 (ormai imbrunire), ci piazzavamo in uno di questi locali, piccoli ma simpatici, costituiti per lo più da un tetto in paglia e struttura in bamboo, con un bel coktail tra le mani e, finalmente senza orari da rispettare, ci abbandonavamo ancora all’ozio più completo!!

Staccare il culo dalla sedia era una delle cose più faticose. A renderlo tale, contribuiva una leggera brezza calda che soffiava verso sud, il rosso del sole che si specchiava sulle nuvole e sul mare, e ancora quella spiaggia emozionante: la sabbia così bianca che anche dopo il tramonto emette un’iridescenza indimenticabile.

E ancora più tardi si tirava, chiacchierando al tavolo con chicchessia, senza rancori, invidie, differenze, colori o religioni...... Ogni tanto se si fermava ancora qualche tailandese per vendere qualcosa, lo si coinvolgeva nella discussione. Sandro in particolare, dava parola a tutti loro, non annuiva se gli chiedevano di acquistare qualcosa e nemmeno li mandava via; non capivano però che non era intenzionato ad comprare alcunché.... semplicemente voleva farsi un’idea del loro comportamento, delle loro idee, della loro lingua....

Fatto sta che, posato a terra il pesante fardello, iniziavano ad illustrargli gli “oggetti”. Qualcuno capiva che non c’era storia e così se ne andava. Altri invece, visto che ormai la giornata era finita, stavano al “gioco”. Chiacchieravano e rispondevano alle domande che Sandro sistematicamente rivolgeva, (con una vaga traduzione anglosassone del sottoscritto), ma con tale calma e pacatezza, che non si accorgevano di essere sottoposti ad un “terzo grado”!! Molti di loro rispondevano senza pensarci troppo, altri invece replicavano subito con altre domande.....

 

Dopo una doccia rinfrescante, a Ko Samui per la cena non c’è che l’imbarazzo della scelta. Lungo la strada principale di Chaweng si trovano decine di ristoranti per tutti i palati e per tutte le tasche. Ci sono anche ristoranti con cucina e gestione Europea ed Italiana, per le persone che non gradiscono la cucina Thai.

La cucina Thailandese è ormai conosciuta anche tra gli stati occidentali grazie alla reputazione di usare ingredienti freschi e piatti veloci da cucinare, saporiti e gustosi. Coriandolo, basilico, peperoncino, aglio, cipolla, pomodoro, insalata, succo di limone, latte di cocco e salsa di pesce fermentato sono i vitali ingredienti della cucina Thai.

Personalmente gradisco la cucina Thai e mi delizia provare ogni volta qualche nuova pietanza che, se chiesto in precedenza, non viene contornata con salse piccanti, e sono comunque servite separate.

 

 - Continua -

 

 

 

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