Centro Studi Tibetani “Mandala- De Ua Ling”,Merano (BZ)

 

 

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IL DIRETTORE SPIRITUALE

LAMA PALJIN TULKU RINPOCE

Il Ven. Lama Paljin Tulku, è stato allievo inizialmente del Ven. Ghesce Nawang Yandak, abate del monastero nepalese Samten Ling e successivamente del Ven. Ghesce Tenzin Gompo.
Oltre a questi, ha ricevuto insegnamenti ed iniziazioni da altri Maestri di elevato prestigio. Per quanto riguarda la scuola Ghelupa; Ghesce Tenzin Gompo, Ghesce Ciampa Lodro, grande esperto del Chod, Gancen Rinpoce, Thamtog Rinpoce, Denma Locio Rinpoce ed il Ven. Kalcen Lobsang Tsempel, uno dei più grandi Maestri viventi di Lam Rim del Ladakh.
Lama Paljin segue spesso gli insegnamenti di S.S. il Dalai Lama durante le sessioni internazionali e conosce anche lo Dzog Chen grazie al Maestro Namkhai Norbu Rinpoce.
Segue inoltre la tradizione Drikung Kagyupa sotto la guida di S.S. Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoce e del Ven. Togdan Rinpoce.
Ha inoltre ricevuto lezioni di Vinaya dal Ven. Lama Mgar Rinpoce, reggente dei monasteri tibetani di Mgar ed ha avuto la trasmissione completa dei Sei Yoga di Naropa.
Dopo aver preso i voti di novizio a Dharamsala, è stato ordinato monaco nel monastero di Sera Je, dal Ven. Tamthog Rinpoce. Nel luglio 1995, Lama Paljin è stato riconosciuto come la reincarnazione di un insigne Lama tibetano vissuto in Ladakh nel 14° secolo che diffuse il Buddhismo in quel paese. Qui Lama Paljin è stato accolto tra i Maestri che reggono il monastero di Lamayuru ed ha assunto la guida del monastero di Atitze destinato a diventare un centro internazionale di meditazione.
Infaticabile propugnatore del Buddhismo come strumento di risveglio interiore e di evoluzione sociale, Lama Paljin, tiene corsi e seminari in Italia ed all'estero, ed è promotore di numerose iniziative umanitarie in Ladakh, India, Nepal , Etiopia, Perù.
Sulle Alpi Biellesi ha costruito il Monastero Samten Ling, che è uno dei punti di riferimento più importanti del nord Italia per moltissimi praticanti di Dharma.

 

 

LA GUIDA SPIRITUALE

Ven. Thamtog Rinpoce

Ven. Thamthog RimpoceThamthog Rimpoce è nato nel 1951 in Tibet e all'età di cinque anni è stato riconosciuto come la reincarnazione del XIII Thamthog.
Entrato in monastero, iniziò quindi gli studi monastici, che tradizionalmente comprendono dapprima argomenti relativi alla cultura e alla lingua tibetana, per poi passare allo studio della filosofia vera e propria, che si basa sulla memorizzazione: all'età di otto anni aveva già memorizzato numerosi testi.
In seguito all'invasione cinese del Lithang, fuggì poi a Lhasa, dovevi era ancora la presenza di Sua Santità il Dalai Lama, del governo e dei funzionari, poiché fino a quel momento non era ancora stata occupata.
Giunto a Lhasa, entrò nel monastero di Sera.Je, dove proseguì gli studi sotto la guida di importanti Maestri, per tre anni. Nel 1982, ottenne il titolo di Ghesce Lharampa del primo livello e, in seguito, entrò nel Collegio Tantrico di Gyume, dove completò lo studio dei Tantra.
Su invito del suo maestro, Ghesce Tenzin Gonpo, nel 1985 si stabilì in Italia, sostituendolo, dopo la sua scomparsa, nel 1992, come Guida spirituale del Centro Ghe.Pel.Ling.
Durante la sua lunga permanenza a Milano, Rimpoce ha dato prova di essere, nei fatti, un vero, grande Maestro di Dharma. Da un punto di vista dottrinale, ha trasmesso ai sempre più numerosi discepoli italiani ogni aspetto del Sentiero indicato da Buddha. Ha tenuto ripetutamente corsi di Lam.Rim, ha insegnato come meditare e come compiere la propria pratica quotidiana, ha dato commentari a grandi testi, come il Bodhisattvaciaryavatara, ha insegnato più volte le tecniche di addestramento mentale, come coltivare la pazienza e la saggezza, ha spiegato minuziosamente il Lo.Rig e il Sem.Giun, che sono le basi fondamentali per conoscere la propria mente e per imparare ad usarla seriamente nel progresso interiore.
Ha spiegato pazientemente come compiere i rituali e i canti sacri, ha trasmesso iniziazioni di alcune tra le più importanti divinità tantriche, come Vajrayoghini, Yamantaka, Tara e molte altre, dandone i commentari e guidandone i ritiri, praticando insieme ai suoi discepoli.
Sempre per quanto riguarda l'attività in Italia, ha invitato a Milano alcuni tra i più grandi maestri viventi, organizzando tra l'altro la visita di Sua Santità il Dalai Lama, nel 1999.

 

 

S.S. il XIV DALAI LAMA

SS il XIV Dalai LamaSua Santità Dalai Lama Tenzin Gyatso XIV, è il capo di Stato e guida spirituale dei tibetani.
È nato come Lhamo Dhondrub il 6 Luglio 1935, in un piccolo villaggio chiamato Taktser nel Tibet nord-orientale. Nato da una famiglia di contadini, è stato riconosciuto all'età di due anni, in conformità con la tradizione tibetana, come reincarnazione del suo predecessore Dalai Lama XIII, nonchè come incarnazione di Avalokitesvara, il Buddha della Compassione.
I Dalai Lama sono le manifestazioni del Bodhisattva (Buddha) dellaCompassione, che scelse di reincarnarsi per servire gli esseri senzienti. Lhamo Dhondrub fu, come Dalai Lama, ribattezzato Jetsun Jamphel Ngawang Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso - Signore Santo, Gentle Glory, Compassionate, Difensore della Fede, Oceano di Conoscenza.
I tibetani normalmente si riferiscono a Sua Santità come Yeshe Norbu, il Wishfulfillng Gem o semplicemente Kundun - La Presenza. La cerimonia di investitura ebbe luogo il 22 Febbraio 1940 a Lhasa, la capitale del Tibet.
Egli iniziò la sua educazione all'età di sei anni e conseguì il Geshe Lharampa Degree (Dottorato in Filosofia Buddista) all'età di 25 anni nel 1959. A 24 anni, sostenne gli esami preliminari in ognuna delle tre università monastiche: Drepung, Sera e Tandem. L'esame finale fu sostenuto nel Jokhang, Lhasa durante l'annuale Festival Monlam della Preghiera, che ha luogo il primo mese di ogni anno del calendario tibetano.

Dal 1967, Sua Santità ha intrapreso una serie di viaggi che lo hanno portato in 46 nazioni. Nell'autunno del 1991, ha visitato gli Stati Baltici su invito del Presidente lituano Vytautas Landsbergis di Lituania, diventando così il primo capo straniero a parlare (rivolgersi) al Parlamento lituano.

Sua Santità ha incontrato Papa Paolo VI in Vaticano nel 1973.Alla conferenza stampa a Roma nel 1980, ha espresso le sue speranze di incontrare Giovanni Paolo II:
"Viviamo in un periodo di grande crisi, un periodo di problematici sviluppi mondiali. Non è possibile trovare la pace nell'anima senza la sicurezza e l'armonia tra le persone. Per questa ragione, aspetto con fede e speranza l'incontro con il Santo Padre; per uno scambio di idee e sentimenti, e per i suoi consigli, così da poter aprire la porta a una progressiva pacificazione tra le persone".
Sua Santità ha incontrato Papa Giovanni Paolo II in Vaticano nel 1980, 1982, 1986, 1988 e 1990.
Nel 1981, Sua Santità ha parlato con l'arcivescovo di Canterbury, Dr. Robert Runcie, e con altri capi della Chiesa Anglicana a Londra.
Ha anche incontrato i capi delle comunità Cattoliche Romane ed Ebraiche, parlando in un incontro interreligioso tenuto in suo onore al World Congress of Faith:
"Credo che sia sempre molto meglio avere una varietà di religioni, una varietà di filosofie piuttosto che una singola religione o filosofia.
Tutto ciò è necessario a causa delle differenti predisposizioni mentali di ogni singolo essere umano.
Ogni religione ha proprie idee o tecniche, il cui apprendimento non può far altro che arricchire la fede di ognuno".
La decisione della Commissione Norvegese del Nobel di assegnare il Premio della Pace nel 1989 a Sua Santità il Dalai Lama ha riscosso lodi e applausi in tutto il mondo, ad eccezione della Cina.
La motivazione della Commissione così recitava:
"La Commissione vuole enfatizzare il fatto che il Dalai Lama nella sua lotta per la liberazione del Tibet si sia coerentemente opposto all'uso della violenza. Egli ha invece propugnato soluzioni pacifiche basate sulla tolleranza e il rispetto reciproco, in modo da preservare l'eredità storica e culturale della sua gente."
Il 10 Dicembre 1989, Sua Santità ha accettato il premio a nome degli oppressi di tutto il mondo e di tutti coloro che si battono per la libertà e lavorano per la pace del mondo e i tibetani.
Nel suo discorso ha detto:
"Il premio riafferma la nostra convinzione che con la verità, il coraggio e la determinazione come nostre armi, il Tibet sarà liberato. La nostra battaglia deve rimanere non-violenta e libera da ogni odio."

 

 

 

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