La copertura finanziaria delle spese degli Enti Locali

 

 

In generale

 

Consiglio di Stato, sez. 5a, n. 216 del 16 gennaio 2002

(La copertura finanziaria può consistere anche nel ricorso all’indebitamento, ma in tal caso occorre che la relativa previsione sia inclusa nel bilancio annuale preventivo o sia deliberata apposita variazione di tale bilancio.
Presupposto per poter contrarre un mutuo da parte degli Enti locali è l’attestazione della copertura finanziaria, che può derivare anche dal ricorso all’indebitamento, ove consentito dal corrente bilancio annuale o dalla sua variazione

Ai fini della realizzazione di un'opera pubblica da parte di un Comune, è alla data dell'approvazione del progetto dell’opera che devono sussistere i requisiti finanziari richiesti, e in particolare la copertura finanziaria, essendo irrilevante la circostanza che il Comune abbia inserito la realizzazione dell’opera nella relazione previsionale e programmatica al bilancio preventivo dell’esercizio finanziario successivo)
 

Consiglio di Stato, sez. 5a, n. 3852 del 10 luglio 2000

(Ai fini della copertura finanziaria delle spese degli enti locali, sono inadeguate forme di copertura riferite ad entrate di futura e incerta acquisizione. In particolare, in caso di incarico professionale, è escluso possa costituire un'idonea copertura finanziaria il previsto finanziamento delle competenze professionali mediante l'accensione futura di un mutuo.

L'obbligazione avente per oggetto l’acquisizione di beni o servizi è riferibile all’ente locale soltanto se all’atto dell’assunzione dell’obbligazione la copertura finanziaria è certa, attuale e tradotta in un formale impegno di spesa sul relativo stanziamento. Ciò presuppone l’accertamento della capienza nel competente capitolo e, qualora la spesa gravi su più esercizi, il rispetto delle norme per l’assunzione degli impegni futuri. In mancanza, l’obbligazione non si perfeziona in capo all’amministrazione ma intercorre, ai fini della controprestazione e per ogni altro effetto di legge, tra il privato fornitore e l'amministratore o il funzionario che abbiano consentita la fornitura)

 

 

In tema di visto attestante la copertura finanziaria

 

Consiglio di Stato, sez. 5a, n. 216 del 16 gennaio 2002

(Ai fini dell'impegno di una spesa da parte di un Comune, occorre l’attestazione della copertura finanziaria del responsabile del Servizio finanziario, a pena di nullità; non può equivalere a tale formale attestazione il semplice parere favorevole espresso dal Ragioniere del Comune sulle deliberazioni, atteso che esso attiene alla regolarità contabile delle stesse ed è richiesto autonomamente)

 

- Prassi

 

Parere dell'Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali, del 5-6-giugno 2003

Oggetto: Richiesta di chiarimenti sul visto di regolarità contabile previsto dal decreto legislativo n. 267 del 2000.

(La regola per cui “i provvedimenti dei responsabili dei servizi che comportino impegni di spesa sono trasmessi al responsabile del servizio finanziario e sono esecutivi con l’apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria”, si riferisce al cd. impegno contabile: l’obbligazione giuridica dell’ente nei confronti di altri soggetti - cd impegno giuridico - si perfeziona solamente in un momento successivo. Il visto di regolarità contabile, che condiziona l’esecutività del provvedimento di spesa, non può che avvenire prima del momento in cui sorge l’obbligazione giuridica tra l’ente e il soggetto fornitore del servizio o della fornitura, momento che contraddistingue il cosiddetto “impegno giuridico”.
Non sono previste dall’ordinamento altre tipologie di visto di regolarità contabile, mentre sono previsti altri controlli e riscontri da effettuare nelle fasi procedimentali successive all’assunzione dell’impegno contabile.

Il visto di regolarità contabile deve limitarsi alla verifica dell'effettività della disponibilità delle risorse impegnate, essendo preclusa qualsiasi altra forma di verifica della legittimità degli atti, di cui sono responsabili i dirigenti che li hanno emanati. Pertanto, si deve distinguere, da un lato, la verifica di legittimità dell’atto, che considera anche le norme dell’ordinamento finanziario e contabile, da parte del dirigente o del responsabile del servizio che lo ha sottoscritto; dall’altro, la verifica della regolarità contabile, che avviene in un momento successivo con l’apposizione del visto del responsabile del servizio finanziario)

 

 

In tema di responsabilità per mancata copertura

 

Corte dei Conti, sez. 2a giurisdizionale centrale, n. 196 del 21 maggio 2003

(Sono responsabili gli amministratori locali che affidino ad una impresa, già affidataria di analoghi lavori nello stesso Comune, ulteriori lavori extra-contratto senza il minimo rispetto delle procedure di gara pubblica e in carenza di qualsiasi atto deliberativo di copertura finanziaria; in particolare la responsabilità sussiste, a titolo di colpa grave, per l''ingiustificato ritardo nei pagamenti alla ditta esecutrice e, quindi, per i maggiori esborsi, per interessi e spese legali, sostenuti dal Comune a causa dell'impossibilità giuridica e contabile di fronteggiare puntualmente i pagamenti relativi ai lavori illegittimamente disposti)

 

 

In tema di copertura di debiti fuori bilancio

 

- Prassi

 

Circolare della Cassa Depositi e Prestiti, n. 1251 del 27 maggio 2003

Disposizioni in merito alla finanziabilità dei debiti fuori bilancio e particolari disposizioni in materia di disavanzi nei settori del trasporto pubblico e sanitario.

(G.U. n. 127 del 4 giugno 2003)

(Possono ricorrere a mutui per la copertura di debiti fuori bilancio, i comuni, le province, le comunita' montane, isolane e di arcipelago e le unioni di comuni.

Il Consiglio dell'ente locale deve riconoscere con propria deliberazione la legittimità dei debiti fuori bilancio, distinguendo quelli relativi a spese di investimento, finanziabili anche con ricorso a mutuo a prescindere da limiti temporali, da quelli relativi a spese correnti, finanziabili con ricorso a mutuo solo se maturati anteriormente all'8 novembre 2001, ovvero con risorse proprie, se maturati successivamente a tale data.

Il Consiglio, con la delibera con la quale verifica il permanere degli equilibri di bilancio ed adotta i provvedimenti per mantenerli, stanzia, altresì, le somme necessarie per il pagamento dei debiti fuori bilancio, utilizzando prioritariamente le entrate e l'avanzo di amministrazione accertato e secondariamente - dopo aver verificato l'impossibilita' di finanziare con tali fonti i debiti, di cui è stata riconosciuta la legittimità - facendo ricorso all'indebitamento)

 

 

 

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