alleluia. Trascrizione del greco "allelou-ia", trascrizione dell’ebraico "halle’lu-ya", dove "ya" è considerato abbreviazione di Yavè. E’ un’esclamazione liturgica, che nella Bibbia si trova o all’inizio dei salmi o alla fine. Gli studiosi non sanno determinare se è un’esclamazione introduttiva o conclusiva o l’una e l’altra. Attenendosi alle poche parole del lessico ebraico gli studiosi la spiegano con "lodate Yavè"(= lodate Dio). Tra i cristiani di cultura greca indicò penitenza e dolore, invece per i cristiani di cultura latina indicò gioia e diventò un canto molto vocalizzato. Il o i cantori si fermavano lungamente sul canto dell’ultima "a", che era detta "giubilo".

Si fa l’ipotesi che neanche gli Ebrei del 4° secolo a.C., quando la Bibbia fu tradotta in greco, conoscevano il significato originario di molte parole ebraiche; ed inoltre che "alle-lu-ya" derivava dalla religione popolare della preistoria; e si noti che "alle-lu"può essere la stessa parola preistorica da cui anche il greco "allèlon"( vedi "allelo-"). Segue che nella Bibbia la voce ha senz’altro il significato astratto di "lodate Yavè"; ma nell’originario lessico popolare "alle-lu" doveva avere il significato ipotizzato per "allèlon". Il fatto che presso i crisatiani di cultura greca la voce fu usata con un significato diverso e opposto a quello che aveva per i cristiani di cultiura latina, può sottolineare che questi ricevettero la voce dai cristiani di origine e cultura ebraica, ricordando che dall’inizio del secondo secolo i cristiani di cultura latina ebbero come loro centro Roma, aggiungendo che con la dispersione degli Ebrei dopo il 70 e dopo il 131 i propagandisti cristiani dell’Occidente provenivano soprattutto dalla Palestina ed erano in maggioranza ebreo-cristiani. Invece i cristiani di Oriente o di cultura greca erano collegati non solo alle comunità fondate dall'apostolo Paolo, ma anche a quei disacepoli di Gesù che furono qualificati come gnostici e provenivano dai ceti popolari o emarginati delle varie regioni orientali. Cioè i cristiani occidentali o di cultura latina continuarono le tradizioni religiose degli Ebrei, che a loro volta avevasno conservato alcuni aspetti gioiosi delle manifestazioni religiose della preistoria; invece i cristiani di cultura greca continuarono la tradizione del dolore per la distruzione della loro originaria cultura da parte dei diversi popoli conquistatori delle loro regioni. Per questi due diversi aspetti delle manifestazioni cultuali vedi "ah".

allenare e allenire. Il verbo "allenare" è registrato con i significati di "rinvigorire con l’esercizio" o "addestrarsi" e di "raddolcire". Per il primo i dizionari lo fanno dipendere dal significato lessicale del sostantivo "lena"(= vigoria di spirito e di volontà nel sostenere fatiche), che per metatesi sarebbe derivato dal verbo latino "anhelare"(= respirare a stento) e avrebbe acquistato il significato di "fiato" o "respiro", dal quale si sarebbe sviluppato il significato di "vigoria di spirito e di volontà". Invece per il secondo significato il verbo sarebbe, secondo i dizionari, variante di "al-len-ire", che fanno dipendere dall’aggettivo latino "lenis", dal quale dipende anche il verbo "len-ire" ed in questo modo "al-lenire" dipenderebbe dal latino "lenire". Contrariamente a quanto dicono i dizionari si fa l’ipotesi che gli italiani "allenare" e "allenire" ed i latini "lenis" e "lenire" dipendono dal significato originario del sostantivo da cui anche il sostantivo italiano "lena", autonomo dal latino "anhelare".

Per la spiegazione degli italiani "allenare" e "allenire" prima vediamo i significati dei latini "lenis" e "lenire". Significati dell’aggettivo "lenis": dolce, delicato, leggero, mite, clemente, indulgente, temperato. Del verbo "len-ire": mitigare, calmare, calmarsi, far cedere. Sembra alquanto chiaro che i significati del verbo sono estranei a quelli dell’aggettivo e tra le due voci si deve escludere il rapporto di dipendenza.

Per "allenare" nei significati di "addestrarsi" e di "rinvigorire nello spirito" si rimanda a "lena". Qui si sottolinea soltanto che sembra alquanto forzato far dipendere "vigoria dello spirito e della volontà" da "respiro" o "fiato", che a sua volta si sarebbe svilupparo da "respirare a stento".

Si aggiunge che i significati dei verbi richiamati e dell’aggetivo latino "lenis" sono tutti astratti e suppongono un sostantivo concreto, che spiega adeguatamente tutti i significati indicati. Nel lessico greco il tema "len-" corrisponde ai seguenti sostantivi:

"len-òs" o "lan-òs"(= torchio, tino, madia, bara, sacco);

"lèn-os" o "làn-os", che è registrato anche col significato di "lana" e si trattava di una larga fettuccia di lana;

il femminile plurale "lènai"(= baccanti), cui si collega "Len-aìos"(=Leneo), altro nome di Bacco o Dioniso che era il dio particolare delle baccanti.

Nel lessico latino vedi il sostantivo "len.one-m"(= mercante di schiavi, mezzano o agente in azioni vergognose) ed l verbo "len-are"(= prostituire).

E’ facile avvertire che i significati del primo sostantivo greco sono analogici al sesso femminile e quello del secondo al sesso maschile. In questo mdo le "lènai" o le baccanti equivale a "le sacerdotesse di Bacco", il dio dell’amore. Cioè il tema "len-" o "lan-" nel lessico della preistoria indicava primariamente i due sessi, come è sottolineato dalle due voci latine, precisando che i significati di "mercante di schiavi" e di "mezzano di azioni vergognose" del sostantivo "len-one-m" si spiegano con la metonimia; infatti nei primi tempi della storia romana i mercanti degli schiavi furono quasi soltanto mercanti delle giovani donne, che erano catturate dopo la distruzione dei villaggi intorno a Roma ed erano acquistate come schiave dai tenutari dei lupanari o bordelli.

Ora è facile a chiunque spiegare i significati delle voci richiamate. Per i significati dell’aggettivo latino "lenis" si pensi a due giovani innamorati. Quelli del verbo italiano "allenare"(= addestrarsi e rinvigorire nello spirito) alludono al rito amoroso sessuale e si collegano all’italiano "lena"(= vigoria di spirito e di volontà), il cui significato allude direttamente al sesso maschile in fase dinamica; nello stesso modo si devono spiegare quelli di "allenare" o "allenire" e del latino "lenire", ripetendo che i significati del verbo latino sono estranei a quelli dell’aggettivo, che si spiegano con allusione ai vari aspetti dei due oggetti o organi indicasti dal sostantivo originario ed alle sensazioni e sentimenti che si provano per tali organi.

In conclusione si ha che i verbi italiani "allenare" e "allenire" dipendono dal sostantivo "lena", che deriva dall’originario sostantivo preistorico ed il suo significato di "vigoria di spirito e di volontà" ha conservato bene, mediante l’analogia, quello originario e più esattamente quello di "sesso maschile in fase dinamica".

allappare e lappare. TB collegano le due varianti al latino "clèp-ere"(= rubare) ed al greco "klèp-to"(= rubo). Zingarelli invece richiama il verbo tedesco "schlepfen"(= sfuggire). Si fa l’ipotesi che le due varianti italiane si spiegano con una radice diversa da quella delle parole richiamate. Si notino particolarmente "rub-are" e "rap-ire", che sono dalla radice "r-p", che può essere variante di "l-p" di "lap-p-are" e viceversa.

allergia. Dal tedesco "Allergie", formato con le voci greche "àllos"(vedi "all-" in "allergia") ed "èrgon"(= opera,,ecc.), di cui a suo luogo.

allerta. Anche "all’erta". Per i dizionari la prima parte o "all" è preposizione articolata, invece "erta" è sostantivo e significa "luogo ripido"(= luogo che pare ritto in su o eretto) e dipende da "erto"(= eretto, rizzato), da "erigere"(= rizzare,alzare). Per essi il significato di "allerta" si trova in "stare o essere allerta"(= stare o essere sull’erta o sul punto più alto di una salita o di un’altura) oppure in "guardare all’erta"(= guardare al punto più alto di una salita o di un’altura). Per i dizionari da uno di questi due significati sarebbero derivati quelli di "allerta" quando la voce è usata avverbialmente con i significati di "in su", "diritto in su" e "ritto"; e quando è usata come esclamazione o grido soprattutto ai soldati, per invitare i commilitoni a fare bene la guardia. Si fa l’ipotesi che la voce o espressione è di antica origine popolare, si divide in "all-erta", dove la prima parte non è preposizione articolata ma sostantivo, il cui significato originario è quello di "ala" o del greco "àllos"( vedi "all-" in "allegoria"). In questo modo in origine si aveva "alla erta"(= il sesso maschile in fase dinamica).

Spiegando "orare"(= pregare) vedremo che il verbo esortativo "oremus"(= preghiamo) nell’originario parlare popolare era l’invito, che il dirigente delle manifestazioni festive e religiose popolari dirigeva a tutti i partecipanti, dopo il pasto comunitario, a fare l’amore.Segue questo originario significato di "essere o stare allerta": essere o stare con la alla erta, dove "alla" è sostantivo ed "erta" è aggettivo. Si diceva anche "essere alla erta" o "essere allerta" e gli scrittori, che ignoravano il significato originario dell’espressione, spiegarono "allerta", che era riduzione di "alla-erta" con "all’erta" ed in questo modo la prima parte fu spiegata come preposizione articolata e si ebbero le arbitrarie spiegazioni indicate.

allessare e allesso. Per la spiegazione adeguata vedi "lessare". Qui si dice soltanto che l’aggettivo "allesso" dai dizionari è considerato riduzione di "alless(at)o"; ma la voce si trova anche nell’espressione "carne allesso" e per CZ in essa la voce è locuzione avverbiale da "a lesso" e forse per essi l’espreessione equivale a "carne simile al lessato"(= simile a un oggetto che ha subito l’azione del lessare). Si fa invece l’ipotesi che "lesso" è originario sostantivo ed a sua volta "al-lesso" è lo stesso sostantivo ma con la vocale iniziale con la consonantre eufonica. In questo modo "carne allesso", che può avere il significato reale di "carne allessata", nell’originario lessico popolare equivalewva a "carne simile al lesso", dando a "lesso" il significato originario di "sesso maschile moscio" o anche quello generico di "sesso", senza allusione particolare al sesso maschile o con allusione soprattutto al sesso femminile.

allestire. Si divide in "al-lest-ire", dove la prima parte è vocale iniziale con la consonante eufonica ed il tema dipende dall’aggettivo "lesto", che in origine era sostantivo e indicava primariamte non un individuo lesto, ma l’organo per il quale un soggetto maschile può essere detto "lesto". Cioè "allestire" dipende dal significato originario di "lesto" e non da quello lessicale, come invece suggeriscono i dizionari.

allettare e collegati. I significati lessicali primari del verbo sono due: attirare con lusinghe e stendere per terra. I dizionari li spiegano con due etimi.. Per il secondo significato fanno dipendere il verbo dal significato lessicale di "letto" e si ha "porre a letto". Per il primo lo fanno dipendere dal verbo latino "allectare"(= adescare, allettare), che spiegano con la preposizione "ad" e col tema del verbo "al-lic-ere"(= adescsare, allettare, attirare), del quale lo considerano frequentativo e sarebbe composto con la preposizione "ad" e il verbo "làc-ere"(= attirare). Si fa invece l’ipotesi che questi tre verbi latini sono da una stessa voce originaria e nei primi due il prefisso è vocale iniziale con la consonante eufonica. A sua volta il verbo italiano è autonomo dal latino e si spiega, per entrambi i significati, con quello verbale della radice "l-k-t" che, usata come verbo, ha il significato primario di "fare l’amore", da cui i due significati. Si aggiunge che il sostantivo "al-letta-mento" è prima del verbo "allettare".

allevare. Per i dizionari dipende dal latino "al-lev-are" o "ad-lev-are", che fanno dipendere da "levare" col prefisso "ad". Significati del latino "al-lev-are: sollevare o tenere diritto, sostenere, appoggiare, alleviare, recare conforto o sollievo, rendere liscio. Del latino "lev-are": sollevare, togliere o levare, alleviare o confortare, assistere, indebolire o scemare. Si noti particolarmente "sol-levare", che può significare "tenere diritto"; ma in origine doveva significare anche "levare o togliere sol", un significato diverso da "tenere diritto". La stessa cosa si deve dire dei significati di "confortare" e "indebolire" del verbo "levare": sono due significati diversi da "levare" nel significato di "togliere". La spiegazione di queste contrarietà o diversità di significati sarà chiara quando in "lieve" vedremo gli aggettivi latini "levis"(= liscio, limpido) e "levis"(= leggero, di poca importanza, insignificante). Tutti questi diversi significati ed altri, indicati dai bisillabi in "l-v", si spiegano col fatto che le voci ed i verbi in "l-v" si spiegano col significato originario del sostantivo concreto di partenza; e ricevavano il loro significato reale dalla situazione concreta nella quale erano inseriti. Infatti tutti i significati indicati alludono ad uno o ad un altro aspetto degli oggetti concreti, indicati primariamente con la radice "l-v" o "l-p" o "l-b" o "l-f", che possono essere varianti di "l-k" e viceversa.

alleviare. Per i dizionari è trascrizione del latino "allevi-are"(= alleggerire, alleviare), che fanno dipendere da "levis"(= leggero). Il verbo latino si trova solo negli scrittori cristiani e deve derivare dal parlare popolare ed in questo modo il verbo latino è trascrizione del verbo italiano. Comunque la voce si spiega secondo quanto si è detto in "allevare".

allevime. Si spiega come "allievo" e deve dipendere dalla stessa voce da cui anche "al-lievo".

alliaria. La pianta è spontanea in Europa e si fa l’ipotesi che il suo nome è di origine popolare e si spiega come "aglio", che si può alterare in "allio". La pianta è detta anche "piè d’asino" e forse nell’originario parlare popolare "piè" o "piede" era inteso secondo il suo siginificato originario.

allibare. Nel pisano è "allebbiare" e vi è anche la variante "libare". E’ sinonimo di "alleggiare"(vedi). L’operazione dell’allibare" è detta "allibo" o "libo", che deve essere la voce di partenza e nell’originario parlare popolare era usato al posto di "libare" o "allibare", che non esistevano durante la preistoria. Si spiega col significato originario della radice "l-b".

allibire o allibbire. Per i dizionari dipende dal latino "al-livesc-ere"(= cominciare a diventare livido), da "liv-ere"(= essere livido), che significa anche "essere invidioso" e "guardare con occhio bieco". Ma vedi anche l’aggettivo "lividus"(= livido, paonazzo, nerastro, invidioso, astioso, geloso). E’ facile avvertire che tutti i significati richiamati corrispondo poco a quelli dell’italiano "allibire", aggiungendo che "allibito" si trova anche col significato di "sbigottito". Vedi "restarono allibiti a bocca aperta". Si ha che la voce è di origine popolaree, si spiega col significato originario della radice "l-b" ed il significato più antico del verbo doveva essere "restare incantato"; da questo significato si passò a "restare fortemente turbato". In altre parole "al-lib-ire" si collega ai latini "libet"(= piace) e "libi-dine-m"(= piacere, particolarmente amoroso sessuale), dai quali è però autonomo.

allibrare. Sembra che il significato più sntico della voce sia "registrare i beni dei cittadini per assoggettarli al tributo", detto "libra". Smarrito questo significato, la voce fù spiegata col significato lessicale di "libro".

allibratore. Anche "libratore". Solo nel significato di "chi accetta e tiene la lista delle scommesse per le corse dei cavalli" e simili. Per questo significato la voce è recente e fu dovuta al fatto che la corrispondente voce inglese fu sostituita con "allibratore", che si faceva dipendere da "allibrare", perché si pensava che questa voce dipendesse da "libro". Da CZ.

allicciare. Ha due significati del tutto diversi: piegare i denti della sega con la "licciaiola"; mettere o comporre i licci, in mezzo ai quali passano i fili della tela. Per DEI il primo significato dipende dal secondo, perché la sega è simile a un liccio"=un lungo spago). La spiegazione è diversa. "I licci" del telaio sono simili a lunghi sessi maschili; nella sega ogni dente è simile a un sesso maschile e la licciaiola è indicata con questo nome perché regola i licci della sega. Quindi la voce si spiega, per entrambi i significati, col significato originario della radice "l-k" e con allusione al sesso maschile.

allicere. Corrisponde al latino "al-lic-ere"(vedi "allettare"). Per i dizionari il prefisso è la preposizione "ad", si fa invece l’ipotesi che è originario sostantivo.

allidere. Si collega al latino "al-lid-ere"(= urtare con violenza una cosa contro un’altra, percuotere, gettare contro), formato da "ad" e "laed-ere"(= danneggiare, molestare; vedi "ledere"). Per la spiegazione adeguata vedi "liso". Qui si nota che il supino di "al-lid-ere" è "al-lis-um" e quello di "laed-ere" è "laes-um" ed entrambi si spiegano col significato originario della radice "l-s", forse riduzione di "l-k-s". In quanto ai significati dei latini "laed-ere" e "al-lid-ere" quelli di "laed-ere" suppongono quelli di "al-lid-ere": nel rito amoroso sessuale i due prima "si urtano" e dipendentemente il sesso femminile "è danneggiato".

allievo. Quando significa "discepolo" e simili per i dizionari dipende dal verbo "allevare"; quando invece indica la valvola di scarico nei palischermi, fanno dipendere la voce da "levare"(= levare o fare uscire l’acqua). Anzitutto si noti che all’aggetivo latino "levis" corrisponde l’italiano "lieve" ed in "al-liev-o" il tema è variante di "lev-". Quindi la voce si spiega col significato originario della radice "l-v" ed il primo significato equivale a "figlio", "prole" e simili e l’allusione può essere all’uno o all’altro dei due sessi. Per il secondo significato la voce è sinonimo di "as-secco" e si spiega con allusione al sesso femminile.

alligatore. Dall’inglese "alligator", dallo spagnolo "el lagarto"(= la lucertola), che si spiega col significato originario della radice "l-k" e con allusione al sesso maschile. Noti la somiglianza strutturale di "laga-rto" con "luce-rto-la", che in qualche dialetto è "luce-rta", che forse si divide meglio in "luc-erta", cui corrisponderebbe la voce spagnola "lag-arto", spiegando la seconda parte col sostantivo "arto", il cui significato originario è indicato bene da quello lessicale dell’aggettivo italiano "erto".

alligazione. Corrisponde al latino "al-liga-tione-m"(= legatura, legame, fasciatura, vincolo). Ma vedi anche il latino "al-liga-tura"(= legatura, fasciatura, una specie di amuleto, mazzo di uva passa). Per i dizionari questi sostantivi dipendono da "al-lig-are"(= legare, attaccare a; vedi "allegare"). Si fa invece l’ipotesi che sono di origine popolare e prima di "al-leg-are"; quindi si spiegano col significato originario di entrambe le parti, da cui il loro significato primario di "i due sessi in quanto sono uniti". Quindi in "al-liga-tione-m" le prime due parti alludono ai due sessi, la terza parte è trascrizione letteraria del popolaresco "cione", che dava al tema precedente il significato verbale. Cioè nell’originario parlare popolare la voce aveva il significato reale di "l’unire i due sessi". In modo simile si spiega "al-liga-tura". Si aggiunge che "al-liga-tione-m" può essere trascrizione letteraria della corrispondente voce o locuzione popolare.

allignare. Il significato più antico della voce è forse "appigliarsi bene alla terra", detta di piante. Per i dizionari dipende dal latino medievale "allignare", che spiegano con "diventare legno" o "indurire" e fanno dipendere la voce dal significato lessicale del sostantivo latino "lignum"(= legno). La spiegazione può essere diversa. Anzitgutto il sostantivo latino si divide in "lig-num" e si spiega col significato originario della radice "l-k" e con allusione al sesso maschile.Per tale divisione vedi i sostantivi greci "lùkh-nos"(= fiaccola) e "lùk-non"(= ventilabro). In questo modo il medievale "al-lign-are" può essere originaria parola popolare, autonoma dal latino "lignum" nel significato di "legno", e si spiega col significato originario di "al" e di "l-k" e si ha "i due sessi insieme", da cui il significato lessicale di "legarsi bene alla terra.

allirare. Variante di "allibrare"(vedi). I dizionari spiegano la voce con "lira" come variante di "libra"; forse si deve dire che "lira" in "allirare" si spiega col significato originario della radice "l-r", precisando che tale significato originario equivaleva a quello originario di "libra".

alliscare. Si spiega col significato originario di "lisca", che è dalla radice "l-k". Il verbo può significare "fare le tacche" e l’allusione è al sesso femminile; ma si spiega anche con "fare le punte" e l’allusione è al sesso maschile.

allisione e alliso. Vedi "allidere", ma notando che i latini "al-lisi-one-m" e "al-lis-um" sono prima di "al-lid-ere".

allistare o allistrare. Per i dizionari le due varianti dipendono dal significato lessicale di "lista", che a Firenze aveva la variante "listra". La spiegazione sembra valida quando significa "abbellire una cosa con una o più liste". Ma il verbo significa anche "adornarsi" o "abbellirsi" e per questo significato si fa l’ipotesi che allistare" è dalla stessa voce originaria da cui anche "al-lest-ire"; ciò perché il sostantivo "lista" e l’aggettivo "lesto" possono essere varianti di una stessa voce originaria.

allitare. Da "lito", variante di "lido".

alliterazione. Dal latino umanistico "alliteratione-m", usato dal Pontano. Si fa l’ipotesi che dipende da "ad litteram"(= vicino alla lettera) come se una lettera fosse messa vicino ad un’altra eguale. Ma la spiegazione può essere arbitraria e la voce fu coniata dal Pantano perché secondo lui poteva essere usata per il relativo significato.

allo-. Dal greco "àllos"(vedi "all-" in "allegoria").

allò. Interiezione che a volte si usa nelle comunicazioni telefoniche al posto di "pronto". E’ voce francese, dall’anglo americano "hallòo" o "hellòo", che in origine si usava per incitare o lanciare i cani alla caccia. E’ di origine anglo-normanna. Da CZ. Si fa l’ipotesi che la voce si spiega come "olè"(vedi) e "alò"(vedi), dei quali può farci scoprire meglio il significato originario. E’ facile avvertire che il significato di "voce per lanciare i cani alla caccia" non spiega il significato telefonico della voce. Perciò i due significati devono essere spiegati in altro modo. Quando la voce esa usata per invitare i cani a lanciarsi contro la selvaggina, equivaleva a invitare un cane maschio all’accoppiamento e siamo al significato originario di "allo", secondo quanto si è detto spiegando l’aggettivo greco "àllos"(vedi in "allegoria"). Invece nel lessico telefonico la voce deve essere spiegata con allusione al soggetto femminile, che si dice "pronta" per l’unione e siamo nella cultura preistorica, dove con "allò" il soggetto femminile invitava il compagno all’unione.

allobrogo. Da "Allobrogi", popolo celtico sottomesso dai Romani verso il 61 a.C. Il sostantivo "allobrogo" fu usato da Vittorio Alfieri per indicare se stesso come piemontese; ma erroneamente perché gli Allobrogi abitavano a nord del Piemonte. I grammatici latini spiegavano "allobrogus" con "alienigena"(= di altra stirpe), forse perché la prima parte della voce fu collegata all’aggettivo greco "àllos"(= altro, diverso). Da una notizia, però non del tutto sicura, si rileva che "Alloobrogus" era anche il nome della divinità tutelare degli Allobrogi. Infine in Francia l’aggettivo "allobroge" il 1680 si trova usato col significato di "rustico" o "grossolano". Segue l’ipotesi che la voce, di origine celtica o meno, si divide bene in "allo-brog-us", che si spiega col significato originario di entrambe le parti, da cui il significato di nome divino. A loro volta i grammatici latini forse si attenero al significato lessicale dei greci "àllos" e "bròt-os"(= mortale, uomo). Infine il significato dell’aggettivo francese si spiega bene come l’italiano "cogli-one" in "sei un coglione".

alloccare. Verbo registrato da TB col significato di "adocchiare insidiosamente". Si spiega col significato originario della radice "l-k". Vedi "allocco".

allocco e derivati. Si notino i diversi significati delle voci del gruppo. Quindi noti che "allocco" ha le varianti "locco" e "aluco". Nel lessico latino "alucus" ha le varianti "ulucus" e "ullucus" e Georges le registra senza indicarne il significato. Devoto richiama il non documentato "luccus" col significato di "stolto". La voce e i derivati si spiegano, per tutti i significati, con quello originario della radice "l-k" e senza alcuna dipendenza tra i significati delle voci del gruppo, perché si può fare l’ipotesi che dipendono direttamente da quello originario. Per il significato di "gufo" si ricorda che è un uccello rapace della famiglia degli sparvieri. Per il significato di "balordo" si pensi a "cogli-one" in "sei un coglione". Infine "alloccheria"(= leziosaggine) è un significato estraneo a "gufo" ed a "balordo" e si spiega come "lezio-saggine", che è dalla radice "l-k" come "al-loc-che-ria" e l’allusione è alle moine amorose e sussuali. Cioè "alloccheria" si collega ad "alloccare".

allocroio ed allocromatico. Per la prima parte vedi "allo-", per la seconda si rimanda a "croma".

alloctono. Per la prima parte vedi "allo-". La seconda parte è dal greco "khthòn", che al genitivo è "khthòn-os". E’ un antico nome della Terra. Alla radice khth- nel sanscrito corrisponde "ksah". Nel celtico vi è "devo-gdomon"(= dei ed uomini). Nel lessico greco vedi "khtha-malòs" e "kha-melòs", che hanno lo stesso significato di "depresso" e gli corrisponde bene il latino "humilis"(= umile). Vedi inoltre il frigio "zemelos"(= terrestri) e nel lessico greco "Semele" è considerata divinità di origine frigia. Segue l’ipotesi che la radice "khth-" è l’alfabetizzazione di un originario monosillabo, che poteva essere pronunziato anche un po’ diversamente; né forse si deve eslcudere l’ipotesi che si tratta dello stesso originario monosillabo da cui anche "Ga"(=le Terra).

allocutivo,allocutore e allocuzione. Trascrizione dei latini "allocutivus"(= che serve all’allocuzione), "allocutorem"(= che parla agli altri, confortatore) e "allocutionem"(= il parlare agli altri). Ma vedi anche il sostantivo "alloquium"(= il parlare agli altri). I dizionari fanno dipendere queste voci dal verbo "al-loqui", variante di "ad-loqui", che spiegano col significato lessicale di "loqui"(= parlare) con la preposizione "ad". Per la spiegazione completa si rimanda a "locuzione". Qui si nota soltanto che il prefisso può essere vocale iniziale con la consonante eufonica, ed inoltre che "al-loquium" può essere prima di "al-loqui".

allodio. Dal latino medievale "allodium", dal franco "al-od"(= pieno potere). Così i dizionari. Ma vedi "al-menda", che corrisponde al tedesco "Alle-mende"(= proprietà comune). Quindi "al-" si spiega come "alle-" ed il suo significato di "pieno" è un significato derivato. Cioè la prima parte deve essere dalla stessa voce preistorica da cui anche il greco "àllos"(vedi "all-") e si deve spiegare col relativo significato originario. Ma anche la seconda parte "-od" deve essere da una radice con due consonanti, come è suggerito dal greco "oìda",che si collega ad "eìdon", che ha il tema "id" e corrisponde al latino "vid-ere", che è dalla radice "v-k"

allodola. Vi sono le varianti "lodola", "aloda", "alloda", "aldola" e "allodoletta". Per i dizionari dipendono tutte dal latino "alauda", considerata voce di origine gallica.. Per essi i nomi latini dell’uccelo sono "galerita" e "cassita". Si deve invece dire che queste due voci sono di origine letteraria e quelli del popolino di Roma mai le usarono per indicare il relativo uccello. Gli scrittori, che in genere ignoravano il significato delle voci popolari, per indicare l’uccello si richiamarono al suo ciuffo e lo dissero "galerita" e "cassita" perché il sostantivo "galerus" indicava un copricapo a punta e "cassis" significa "elmo" e l’allusione era particolarmente al pennacchio degli elmi romani.

Nei dialetti meridionali l’uccello è detto "calandra", cui corrispondono bene lo spagnolo "alondra" e il greco "kàlandros". Ora si noti che il greco "àllos" può essere dalla radice "f-l" o "k-l"(vedi "all-") e gli corrisponde bene la prima parte di "allo-dola", la cui seconda parte è dalla radice "d-l", variante di "d-r" e siamo alla seconda parte di "cala-n-dra". Quindi si ha che nel parlare popolare l’uccello era detto "a-loda", dove la "a" è vocale iniziale, o "lodo-la"; ma anche "allo-dola", che si spiega col significato originario di entrambe le parti ed aveva la variante "kala-n-dra". Come "allo-dola" si spiegano le varianti "al-loda" e "al-dola". Per il significato originario di "a-loda" vedi "al-luda" e "lod-are".

allodossìa e allodosso. Per la prima parte vedi "all-"; la seconda è dal greco "dòxa", per il quale si rimanda a "dog-ma"

allogamia.. Per la prima parte vedi "all-", per la seconda vedi "-gamia".

allogeno. Dal greco "allo-genès"(= di altra specie). Vedi "all-" e "-geno".

alloggiare,alloggiamento e alloggio. I dizionari fanno dipendere queste voci da "loggia", che fanno dipendere dal germanico "laubia"(= pergola) tramite il francese "loge"(= capanna). CZ in "loggia" richiamano anche l’antico veneziano "loça", che si trova anche nel latino medievale insieme a "loza". A viterbo il 1251 si ha "logia". Si ha, contrariamtente a quanto dicono i dizionari, che "loggia" si collega bene al latino "locus", che in origine doveva essere "loca" o "loga", che diventava "logia" per il suono italico della "g". Ma si aggiunge che il popolaresco "logia" o "loggia" è autonomo dal latino "locus". A conferma dell’origine popolare e autonoma della voce si aggiunge che "loggia" è presente nei dialetti meridionali, dove non può dipendere dal francese "loge" . Si aggiunge che la voce di partenza del gruppo è il sostantivo "al-loggio", la cui prima parte è vocale iniziale con la consonante eufonica e nel parlare popolare originario doveva indicare primariamente il sesso femminile. Da "al-loggio" dipende "al-loggia-mento", che è prima di "al-loggi-are".

alloglotto. Dal greco "allò-glottos"(= d’altra lingua). Vedi "all-" e "glotto-logia".

allomorfia. Dal greco "allò-morfos". Vedi "all-" e "morfo-".

allopatia. Dal greco "allo-pàtheia". Vedi "alòl-" e "-patia".

alloppiare e alloppio. Prima è il sostantivo,che si divide in "all’oppio" e si fa l’ipotesi che la voce si è sviluppata da "l’oppio" ed all’articolo "lo" è stata premessa la vocale "a" con una seconda "l" eufonica.

allora o allore. Anche "lora". Per i dizionari l’avverbio "allora" deriva dall’espressione latina "a(d)(i )ll(am)(h)ora(m)(= vicino a quell’ora). Ma si noti che la voce si trova anche con i significati di "ora", "dunque", "giacchè", "così è" e "immediatamente". Inoltre la plebe fiorentina quando burlava le maschere ed i mascherati nei relativi cortei, usava l’espressione "allora, allora", che non si può spiegare con "verso o vicino a quell’ora". Segue l’ipotesi che la voce è di antica origine popolare, si divde in "al-lora" e si spiega col significato originario di "lora"; smarrito il relativo significato originario, diventò una specie di intercalare, che gli scrittori usarono con i significati indicati. Il grido della plebe fiorentina doveva equivalere ad "al-lora", dove la prima parte è vocale iniziale con la consonante eufonica.

allora e allorona. Entrambe le voci come sostantivi. Si spiegano come l’avverbio allora o col relativo significato originario.

alloritmia. Da "all-" e "ritmo".

alloro. Per i dizionari dipende dal latino "laurus"(= alloro) ed esattamente dall’espressione "(il)la(m)lauru(m)", da cuii "la lauro", "a-lalauro", a-l-lauro", "a-l-loro". La spiegazione è più semplice. La voce è autonoma dal latino e si divida in "al-loro", dove la prima parte è vocale iniziale con la consonantre eufonica e la voce si spiega col significato originario della radice "l-r"; nello stesso modo si spiega la voce latina, nella quale il dittongo "au" è variante, forse letteraria o aristocratica, del popolaresco "o". Per questa ipotesi noti il latino "aurum", che può essere variante letteraria del popolaresco "oro".

allotriofagia. Dall’aggettivo greco "allòtrios"(= alieno, sconveniente, stranero, nemico), da "àllos"(vedi "all-"). Per la seconda partre vedi "-fagia".

allotropo. Dal greco "allò-tropos". Vedi "allo-" e "tropo-".

allotta. Per la spiegazione adeguata di qauesta voce vedi "dotta" e "otta". Si fanno due ipotesi. Per la prima si ha "a-l-l-otta", analogamente ad "a-l-l-ora", anche se questa è una spiegazione o divisione erronea. Per la seconda ipotesi si ha "al-lotta", dove la prima parte è vocale iniziale con la consonante eufonica e la seconda parte è variante di "dotta", come "lingua"è variante di "dingua" e viceversa.

àlluce . Le voci latine corrispondenti sono "hallus", "allus" ed "halusc", che Georges registra senza il genitivo; ma vi sono anche le varianti "allucs", che all’accusativo è "allucem", e "hallucs", che all’accusativo è "hallucem". Si fa l’ipotesi di "al-luc", che si spiega col significato originario di "al-" e della radice "l-k". Si ha una specie di accrescitivo.

alluciare o luciare. Per TB e Palazzi" il relativo significato deriva da "guardare con occhi bramosi" e quindi le due varianti si spiegano col sostantivo "luci" nel significato di "occhi". Ma si noti che "luce" significa anche "pupilla dell’occhio" e la voce si spiega, per questo significato, con quello originario della radice "l-k" con allusione al sesso femminile. Il significato lessicale delle due varianti forse si deve spiegare come "vedere". Nel fenomeno del guardare vi è chi guarda e chi è guardato e si fa l’ipotesi che in genere i verbi che significano "guardare" o "vedere" si spiegano con la metonimia dell’oggetto visto o guardato: dall’oggetto al fenomeno del guardarlo o del vedere. A suo luogo si dirà che "vedere" dipende dalla radice "l-k" e siamo al tema di "al-luci-are", che non dipende da "luce" nel significato di "occhio" o di "pupilla dell’occhio". Vedi anche "sbi-luciare".

allucinare e collegati. Corrisponde al latino "alucin-ari" o "halucin-ari": parlare o agire vanamente, parlare sensa senso, vaneggiare, sognare. Vedi anche "alucinatione-m"(= allucinazione, sogno, discorso privo di senso) e "alucina-tore-m"(= vaneggiatore, che prende abbaglio). Il tema si divide in "alu-cin" o "halu-cin" e si spiega bene col significato originario delle radici "f-l" o "k-l" e "c-n". Un originario accrescitivo, che spiega bene i significati indicati, particolarmente quelli di "sognare", "che prende abbaglio" e "vaneggiatore". Si aggiunge che "halu-cina-tione-m" può essere prima del verbo e nell’originario parlare popolare la voce di partenza doveva essere "halu-cina", il sostantivo accrescito originario.

alluda o allude. La voce latina corrispondente è "aluta", registrata con questi significati: cuoio sottile e morbido, correggia per le scarpe, neo(artificiale), sacchetto di pelle, membro virile(in cuoio?). Si fa l’ipotesi che la voce latina è variante letteraria della voce italiana, che si divide in "a-l-luda" e si spiega col significato originario della radice "l-d". Vedi "allodola" e "lodare".

alludere e collegati. Corrisponde al latino "al-lud-ere"(= giocare, scherrzare, battere contro, alludere), che i dizionari spiegano con la preposizione "ad" e "lùd-ere"(= giocare, scherrzare), da "ludus"(= gioco, passatempo, celia). Per la spiegazione adeguata si rimanda a "ludere" e "ludo". Qui si dice soltanto che il prefisso è vocale iniziale con la consonante eufonica o è originario sostantivo. In Plauto vi è il verbo "al-ludi-are" col significato di "accarezzare", che è il principale gioco tra due giovani innamorati.

allume. Corrisponde al latino "alumen", che si divide bene in "alu-men", si spiega col significato originario di entrambe le parti e si ha un accrescitivo. Vedi l’espressione "allume di rocca"(= allume di roccia), che nell’originario parlare popolare doveva equiivalere a "cazzo di roccia". La voce italiana, che può essere prima della latina, può sottolineare che la voce nel parlare popolare aveva un significato diverso di quello di "lume". Ma si può fare anche l’ipotesi di "a-l-lume" e siamo al significato originario di "l-m", diverso da quello lessicale di "lume". Ciò è suggerito da "alluminare", che può essere anche variante di "il-luminare" ed il suo significato lessicale è "dare l’allume ai panni".

allumina. Dal francese "alumine", coniato il 1782.

alluminare. Nella tecnica artistica medievale significava "aggiungere oro e argento ai colori di una miniatura per farla brillare". Alcuni fanno dipendere il verbo da "allume", un ingrediente usato nella preparazione dei colori a fine di aumentarne la lucentezza(CZ); altri invece lo considerano variante di "illuminare".

alluminio. Dall’inglese "alluminum", coniato il 1812 perché è avidissimo di ossigeno, col quale si combina a tutte le temperature, formando l’allumina. Da CZ.

allunato. Solo in quanto è detto del vino torbido. Zingarelli, che registra la voce con questo significato, la fa dipendere dal fatto che si tratta di vino ammostato sul fare della luna: da uve pigiate al tempo della luna nuova. Si fa invece l’ipotesi che l’allusione è alle perdite femminili, che sono "torbide" e si collegano al ciclo lunare.

alluviare, alluvione e collegati. Si collegano ai latini "alluvies"(= inondazione) e "alluvi-one-m"(= alluvione), che i dizionari fanno dipendere dal verbo "al-lù-ere"(= bagnare, lavare), che fannno dipendere dal verbo "lù-ere"(= lavare, bagnare) con la preposizione "ad". Si deve invece dire che il prefisso è vocale iniziale con la consonante eufonica, perché il verbo composto ripete i significati di quello semplice. Il verbo latino "lù-ere"(= lavare) si collega a "làv-ere"(= lavare) ed entrambi si collegano al verbo greco "loùo"(= lavo, bagno, fo prendere il bagno, ecc.), che ha la variante antica "loèo" ed entrambi le varianti corrispondono al tema miceneo "rewo-". Ma nel lessico greco vedi anche il sostantivo femminile "loùsis"(= il lavarsi), che può supporre la radice "l-k", variante di "l-v" e viceversa.. Inoltre vedi i sostantivi "loutròn"(= bagno, il farsi il bagno), che può significare anche "sala da bagno", e il sostantivo femminile "loùtra"(= sarcofago), che non ha niente da spartire col bagno; ed infine l’aggettivo "lousòn", registrato con i significati di "senza coda" o "tronco", "monco", "lacero", "rotto" e simili. Segue l’ipotesi che la radice di partenza, "l-v" o "l-k", indicava primariamentre i due organi del sesso. In questo modo i significati di "lavare" e simili dei verbi richiamati si sono sviluppati da "mingere"; a sua volta il significato di "sarcofago" del suddetto sostantivo allude al sesso femminile; ed i significati di "lacero" o "monco" e simili equalmente al sesso femminile. Vedi anche "il-luvie", il cui significato di "sporcizia" non allude a "lavare" o "lavarsi" o "fare scorrere l’acqua", ma ai due organi del sesso e particxolarmente a quello femminile, che sono caratterizzati anche dalla sporcizia.

alma(= anima). Per i dizionari è variante di "anima" secondo questo sviluppo. Da "anima" ad "anma" ad "alma". Per la spiegazione adeguata non solo di "alma" ma anche del tema "alm" si notino queste voci greche:

1 il sostantivo femminile "àlma"(= acqua marina, acqua salata, salsedine);

2 il sostantivo neutro "àlma", variante di "àlsos"(=bosco, selva, bosco sacro);

3 il sostantivo neutro "àlma"(= il saltare, battito, pulsazione del cuore);

4 il nome proprio "Almos"(= Almo),un fiume.

Per i dizionari il sostantivo del n.1 dipende dal sostantivo "àls"(= mare); ma si noti che il tema "al-" si ritrova per "àllo-mai"(= salto),cui corrisponde il latino "sal-ire"(= saltare), il cui tema si ritrova in "sale-m"(= sale), in "sala-cem"(= lussurioso) ed in "sala-citas"(= liscivia). E’ facile avvertire che tutti questi significati non hanno niente da spartire con "mare",che si collega bene al sostantivo maschile "mare-m"(= maschio). In questo modo i significati del n.1 si devono collegare a "sala-citas"(= liscivia) e l’allusione è all’urina. Quindi in Grecia il mare fu indicato anche col tema "al-" analogamente ai due organi del sesso, che sono la sorgente dell’acqua biologica. In modo simile si devono spiegare i significati del n.2: analogia col bosco biologico, notando che "bosco" è dalla stessa radice originaria da cui anche "buco" e "bocca". I significati del n.3 si collegano a quelli del verbo latino "sal-ire"(= saltare, balzare,ecc.) e l’allusione è soprattutto ai balzi o salti del sesso maschile in fase dinamica. Per il nome proprio del numero 4 si sottolinea che gli antichi nomi dei fiumi in genere sono voci sessuali. Quindi il sostantivo "al-ma"(= anima) si deve spiegare col significato originario di "al-", che può essere da "f-l" o da "k-l" ed indicava primariamente i due sessi, pensati come parte della relatà concreta nella quale è maggiormente presente la Divinità.

alma. Una specie di gioco, simile alla dama. Per i dizionari dipende dal sostantivo neutro greco "àlma"(= salto), perchè le pedine non si mangiano ma si saltano. Si nota che in genere i nomi dei giochi non derivano dai verbi. Proprio vero che nel relativo gioco le pedine non si mangiano? Si fa quindi l’ipotesi che la voce si spiega come "alma" nel significato di "anima" e l’allusione doveva essere al sesso maschile che "fotteva" le pedine e vinceva.

almagesto. Vedi i dizionari.

almanaccare e almanacco. Il verbo dipende dal sostantivo, dall’arabo "al-manakh", documentato la prima volta nel secolo 13° in un dizionario arabo-latino e latino-arabo e tradotto con "kalendarium". Si fa l’ipotesi che la voce araba dipende o almeno si collega all’aggettivo greco "menàios"(= lunare, mensile), da "mèn, menòs"(= mese) e "mène"(= luna), notando che "mèn" ha la variante dorica "màn". Per il significato di "almanaccare"(= fantasticare) si diceva anche "fare almanacchi" e "fare lunari"(CZ), quasi ceramtente con allusione al fatto che nei lunari e negli almanacchi i relativi autori facevano previsioni fantastiche o fantasiose o senza un adeguato fodamento reale.

almanco. Equivale ad "almeno". Spiegazione dei dizionari. Da "al manco", dove "manco" è usato avverbialmente al posto di "meno", perché l’aggettivo "manco" significa "difettoso", un significato simile a quello di "meno"; quindi per i dizionari la prima parte o "al" deve essere preposizione articolata. Ma prendiamo la frase "dammi al manco un etto di pane", che sembra indecifrabile se "al" è preposizione articolata. Facciamo invece l’ipotesi che in "al-manco" o "al-meno" la prima parte è un originario sostantivo preistorico, che indicava il sesso ed i relativi due organi. Per questa ipotesi vedi "ala", "ali-eno", "ali-osso" e "all-". Anche "manco" e "meno" sono originari sostantivi, come vedremo nei relativi luoghi, e indicavano più particolarmente il sesso femminile, la cui caratteristica è di essere molle o moscio, aspetto o qualità che in tempi storici è considerata mancanza di perfezione, indicata più particolarmente dalla durezza del sesso maschile. Dipendentemente da tale significato le due voci furono usate anche per indicare il sesso maschile in quanto è impotente o non sufficientemente potente. Riprendiamo la frase "dammi al manco un etto di pane". Uno entra in una panetteria e chiede un chilo di pane; il rivenditore gli dice che i pezzi da un chilo sono finiti e il cliente insiste:"dammi al manco un etto di pane", che si spiega bene con l’analogia ad un soggetto femminile che vuole fare l’amore; ma il compagno non è in grado e lei aggiunge:"dammi al manco"(= dammi il tuo al anche se non è sufficientemente potente). Smarrito però il significato originario l’espressione "al manco" restò nel parlare popolare come locuzione avverbiale, senza più il significato precedente di "dammi l’oggetto richiesto,anche se difettoso". Prima però che si smarrisse il loro significato reale le due espressioni "al manco" e "al meno" furono usate come aggettivi e la frase "dammi al manco un etto di pane" aveva il significato reale di "dammi un etto di pane che è simile,per me che ho fame, a un sesso maschile non potente per una ninfomane.

almandina. Anche "alabandina" e "labandina". Per EI è dal latino medievale "almandina", dal tardo "alabandina", di cui "labandina" è riduzione. Sembra alquanto difficoltoso pensare che nel Medioevo "alabandina" sia stato alterato in "almandina". Si preferisce l’ipotesi che nel parlare popolare la relativa pietra preziosa era detta "almandina"; ma gli scrittori romani, che ignoravano la struttura delle parole popolari, pensarono che la relativa pietra preziosa fosse di origine asiatica e aveva ricevuto il nome dalla città di Alabanda e scrissero "alabandina", che era pronunziata anche "a-labandina" e si ebbe "labandina". Quindi si fa l’ipotesi di "al-man-dina", dove la terza partre può essere terminazione e la voce si spiega col significato originario delle prime due parti e siamo a un accrescitivo sessuale da cuii, per l’analopgia, il significato lessicale di "pietra preziosa".

almea. Dal francese "almèe"(prima era "almè"), dall’arabo "alima"(= istruita), da cui "istruita nel canto e nella danza". Da CZ. EI ci fa sapere che in Egitto, donde deriva, la voce suona "alma" e indicava la cantatrice distinta, che era invitata a cantare nelle case signorili in occasione di matrimoni e altre simili feste. Segue l’ipotesi che forse è arbitrario far dipendere la voce dall’arabo "alima" e spiegare la voce con "istrita". Può derivare dall’originario dialetto egiziano o copto o derivato dal greco, che fu la lingua ufficiale egiziana sino alla cvonquista araba. Si ha che "al-ma" indicava la relativa cantante non perché era istruita ma perché era incantevole o bella o donna giovane o perché era "al-ma", secondo quanto si è detto spiegando questo sostantivo. Vedi anche "almo".

almenda. Sostantivo femminile derivato dal germanico. Nel tedesco gli corrisponde "Allemende", che nel medio tedesco era "alemende"(= proprietà comune). Nel medioevo germanico era territorio comune e indiviso, situato fuori del villaggio agricolo, dove tutti i membri della comunità potevcano far legna e pascolare.. Se la seconda parte o "-mende" è dalla stessa voce originaria da cui anche il tedesco "Menge"(= quantità, acervo), si fa l’ipotesi che la prima parte doveva alludere alla Divinità e si ha "i beni o l’insieme dei beni economici prodotti dalla Divinità". Infatti "all-"(vedi), che indicava primariamentew il sesso, doveva essere anche un nome divino. Vedi "allodio".