bollare. Per Cz dipende dal latino medievale "bull-are"(= segnare con la bulla). Ma notare che per CZ la "bulla" è "la borchia" o una sferetta o qualcosa di tondo, analogamente alle bollicine dell’acqua in ebollizione. Si fa invece l’ipotesi che il verbo medievale "bullare" si deve spiegare col significato originario di "bulla" in quanto questa voce indicava primariamente anche il sesso maschile. In altre parole il latino medievale "bullare" corrisponde a un popolaresco "bollare", che aveva il significato primario di "fottere" ed anche quello di "colpire" o "dare un colpo col bollo", dando però a questo sostantivo il significato di "membro virile".

bollandisti. Vedi i dizionari.

bòllero e derivati. Si spiega col significato originario di "bolla" e con allusione al sesso maschile.

bolletta. Per i dizionari è diminutivo di "bolla". Quando ha il significato di "polizza" è diminutivo di "bolla" nel significato di "documento imperiale o pontificio"; quando ha il significato di "piccolo chiodo con la testa rotonda", per i dizionari è diminutivo di "bolla" nel significato di "borchia". Si fa invece l’ipotesi che per il secondo significato la voce è di antica origine popolare, autonoma dal latino "bulla", ed ha conservato uno dei due significati primari di "bull-" o "boll-", quello di "sesso maschile". Forse non si deve escludere che anche per il primo significato è di antica origine popolare e si spiega col significato originario di "bull-" o "boll-" in quanto indicava il sesso maschile. Per tale significato la voce nel lessico popolare in origine potè indicare soprattutto "le bollette" delle tasse, ed in genere le voci per indicare le tasse ed i tributi sono originariamente popolari e sessuali, perché in origine e sempre le tasse dal popolo sono pensate come "im-posizione"(= il porre dentro il sesso maschile= l’essere fottuto).

Il modo di dire "essere o stare in bolletta"(= essere senza denari) per alcuni studiosi deriva dal fatto che anticamente si esponeva pubblicamente la lista o "la bolletta" dei falliti(CZ). La spiegazione sembra adeguata.

bollettino. Dipende da "bolletta" nel significato di "polizza".

bollettone. Anche "bollone". Si spiega col significato originario di "boll-" e con allusione al sesso maschile. E’ accrescitivo di "bolletta", spiegato però col secondo significato e con allusione al relativo significato originario.

bolli bolli. Questa locuzione è usata come sostantivo maschile e si spiega col significato originario di "boll-" e forse con allusione al grande frastuono delle feste preistoriche, che avevano come caratteristica primaria la celebrazione comunitaria dell’amore o della generazione.

bollire. Per i dizionari dipende dal latino "bullire"( anche "bull-are"), che si trova a cominciare dal 1° secolo d.C.; gli studiosi lo considerano di origine onomatopeica e lo spiegano con "fare bul bul" dell’acqua quando bolle. Si fa invece l’ipotesi che l’italiano "bollire" è autonomo dal latino; dipende, insieme al verbo latino, dal significato originario del sostantivo "bull-" o "boll-" e allude a entrambi i sessi; ma forse più particolarmente a quello maschile, che manifesta più esternamente la propria agitazione. Il verbo doveva avere anche il significato di "fare l’amore". Questa spiegazione è suggerita da alcuni modi di dire, dei quali se ne registrano alcuni. "bollire a ricorsoio" significa "bollire al massimo grado". Letteralmente l’espressione equivale a "bollire andando avanti e indietro", che non si può dire dell’acqua che bolle; nell’originario parlare popolare l’allusione doveva essere al sesso maschile, che durante il rito, quando la sua attività è massima, va avanti e indietro. Col significato di "bollire gagliardemente" si diceva anche "bollire a sodo", che non si può dire dell’acqua; si dice invece bene del membro virile, la cui efficienza si ha quando è "sodo". Infine si noti l’espressione "la mi bolle" per indicare uno stato di stizza alquanto violenta. TB riferiscono il pronome "la" a "cuccuma"; in questo modo nell’originario parlare popolare quando uno diceva "la mi bolle" intendeva dire che la cuccuma della sua cucina bolliva. Se invece si accetta che in genere le voci in "boll-" derivano dalla preistoria e "boll-" indicava primarioamente i due sessi, il pronome "la" si riferisce a "la bolla" del proprio corpo o al proprio sesso.

Passando alla struttura di "bollire" si nota che il participio presente "bollente" ha la variante "bogliente"; inoltre la prima persona del presente indicativo "io bollo" corrisponde al latino "bullio", nella pronunzia quasi identico a "buglio", come "bollo" è quasi identico a "boglio" ed anche a "voglio", a "s-foglio"(da "sfogliare") ed a "s-poglio"(da "spogliare"). Si ha, secondo quanto si è detto al termine di "bolla", che questo sostantivo o le voci in "boll-" sono o possono essere dalla radice "b-l-k".

bollitura. Solo nel significato di "saldatura di due pezzi metallici riscaldati allo stato fuso"(Zin.). Siccome "bollitura" si collega al verbo "bollire", il significato indicato può sottolineare che in origine "bollire" significava anche "fare l’amore".

bollo. Per i dizionari dipende da "bollare", che fanno dipendere da "bolla" nel significasto di "documento imepriale o pontificio". Si fa invece l’ipotesi che dipende da "bollo", originaria voce popolare che indicava più particolarmente il sesso maschile. I significati lessicali di "bollo" sono due: a) marchio o segno impresso sulle natiche di un animale; b) arnese col quale si faceva il marchio. Si pensi alla forma che un tale arnese doveva avere e siamo al sesso virile. Cioè anticamente "bollo" doveva essere una parola simile a "cazzo"; era presente nella mente di tutti ed era continuamente usata nel parlare quotidiano; ma evitata nella maniera più assoluta da tutti gli scrittori; da ciò il fatto della sua totale assenza nei documenti scritti. Ma forse tale significato originario si è conservasto nella frase "fare un bel bollo"(= fare un bell’affare), che deve equivalere alla molto volgare frase dialettale "fare una bella fregata"(= usare sessualmente una donna piacevole). Vedi anche "bollone", che sembra un accrescitivo del significato originario di "bollo". Ed infine il dialettale "un bollo" nel significato di "un bollore", quasi un solo istante di bollitura; si fa l’ipotesi che nell’originario parlare popolare "un bollo" doveva equivalere a "un colpo" , analogicamente ai "colpi" del sesso virile nel rito.

bollone. Si divide in "boll-one" e si spiega come analogico accrescitivo dell’ipotizzato significato originario di "bollo".

-bolo. Suffisso scientifico ricavato dal sostantivo greco "bòlos"(= getto = il gettare o il lanciare), che i dizionari fanno dipendere da "bèlos": arma da getto, giavellotto, freccia, fulmine, masso, ago, aguglia( un pesce), pungiglione(dello scorpione); e fanno dipendere "bèlos" dal verbo "bàllo"(= lancio, ecc.). Si fa invece l’ipotesi che il sostantivo greco "bòlos" è la stessa voce preistorica che si è conservata nell’italiano "bolo"(vedi) e poteva avere la variante con la "e" come è sottolineato anche dall’italiano "bello".

bolo. Per i dizionari è dal sostantivo latino "bolus"(= getto o il gettare, tiro con i dadi, colpo), che fanno dipendere dal greco "bòlos"(vedi "-bolo"). Ma il latino "bolus" nel 4° secolo d.C. è usato anche col significato di "grossa pillola" e nel 2° secolo a.C. Terenzio lo usa col significato di "boccone". Nel lessico greco oltre al già indicato "bòlos", ve n’è un secondo, con l’omega e con questi significati: zolla, masso, cumulo, sfera(di metallo). Si ha che l’italiano "bolo" deriva dalla preistoria ed in origine poteva essere la stessa voce da cui anche "bollo".

Bologna e bolognare. Il verbo è registrato da DEI con questi significati: percuotere, bastonare, truffare, imbrogliare, affibbiare a un compratore una merce scadente. Per quest’ultimo significato vi è la variante "sbolognare". Il sostantivo, scritto sempre con la maiuscola, è registrato da TB in queste frasi: "ecco la luna di Bologna!", "la luna di Bologna sta cent’anni e poi ritorna", "oro di Bologna"(= oro falso) e "oro di Bologna, che diventa rosso per la vergogna". Per la spiegazione del verbo "DEI e Devoto pensano a una dipendenza da "bollare"(= percuotere), incrociato con "Bologna".

Per la spiegazione adeguata delle due voci vedi anche "bolognino". Contrariamente a come scrivono i dizionari, il sostantivo si deve scrivere con la minuscola perché si spiega col significato originario di "bolo" o di "bollo". Ma cominciamo con i significati del verbo. E’ facile avvertire che in un originario lessico popolare tali significati sono analogici a "fottere"(= fare l’amore); quindi è sufficiente ipotizzare un popolaresco "bolo-n-are" e siamo al significato originario di "bolo" usato come verbo o anche a quello di "bollo".

Spiegazione delle suddette frasi. "oro di Bologna"(= oro falso) in origine doveva suonare "oro bolona" o "oro bol-one", dove "bolo-na" o "bol-one" è un accrescitivo dispregiativo del significato originario di "bolo" e siamo a un significato simile a quello di "coglione" in "sei un coglione". In questo modo "oro bolona" o "oro bolone" equivaleva a "oro simile a un membro virile impotente". Fu ovvio che, smarrito il significato originario di "bolo", l’espressione fu collegata a Bologna e si ebbe "oro di Bologna".

In modo simile si spiega "oro di Bologna che diventa rosso per la vergogna". L’impotente che si vanta di averlo efficientre perché il suo è grosso, si copre di vergogna quando passa ai fatti.

"La luna di Bologna, sta cent’anni e poi ritorna" deve equivalere a "il lupo cambia il pelo ma non il vizio". Allude a una prostituta o a un lenone o a un affamato sessuale, che a un certo momento dice che ha cambiato vita, ma prima o poi ritorna alla vita di prima.

Infine l’esclamazione "ecco la luna di Bologna!". Nell’originario parlare popolare poteva equivalere a "ecco la puttana!" o "ecco il lenone!" e simili o anche "ecco il fesso!" o "ecco il coglione!".

Un rilievo anche su Bologna, come nome proprio della relativa città. Si fa l’ipotesi che è di origine popolare e si deve spiegare col significato originario della radice "b-l". Il luogo dove si trova fu abitato la prima volta verso la fine del 2° millennio a.C. e restò un centro abitato sino al secolo 7° a.C., quando diventò una città etrusca col nome di "Velz-na", che corrisponde al nome romano "Volsi-nii" e che i romani fecero diventare "Felsi-na". Nel 4° secolo a.C. la città fu presa dai Galli, il 190 a.C. fu conquistata dai Romani, che vi condussero una colonia di 3 mila uomini e la città fu detta "Bononia", che secondo gli studiosi è la latinizzazione della voce con la quale la città era indicata dai Galli. Spiegando "bolla" si è fatta l’ipotesi che questa voce può essere dalla radice "b-l-k", che si ritrova nella prima parte di "Velz-na", che equivale a "volz-na" o boglio-na" o "bollo-na" o "Bolo-gna" . A sua volta "Bono-nia" può essere l’originaria voce con la quale gli indigeni indicavano la loro città e che i Galli o i coloni romani alterarono in "Bono-nia", anche perché il significato di "bono-" equivaleva a quello della prima parte di "bolo-gna" o di "Velz-na". Non solo Bolo-gna ma anche Bono-nia può essere variante del nome originario, che poteva risalire alla preistoria e poteva essere un originario nome divino, nel senso che il relativo luogo durante la preistoria era un luogo sacro, dove gli abitanti dei villaggi circostanti si riunivano per le loro numerose feste comunitarie.

bolognino. Si fa l’ipotesi che quando questo sostantivo indica una qualità di trifoglio, si deve spiegare con l’indicato significato originario di "Bologna". L’ipotesi si ripete per "bolognino" come nome di una moneta, coniata la prima volta il 1191. Il 1236 tale moneta su una faccia aveva la scritta "Bononia" ed in questo modo "bolognino" deve essere la voce con la quale la moneta era indicata dal popolo e che si richiamava al significato originario di "bologna". Aggiungi che nel dialetto bolognese sono ancora presenti "bolìn" e "bulèn" col significato generico di denaro.

bolscevico. Vedi i dizionari.

bolso. Significati: a) gonfio o ampolloso(detto di discorso); b) languido o di poca forza; c) che ha perduto il taglio; d) floscio(detto di carni); e) che respira con difficoltà(detto di cavalli). La voce latina corrispondente è "vulsus", riferito ai cavalli in un libro di veterinaria del 5° secolo d.C. e considerato dagli studiosi originario participio del verbo "vèllere"(= strappare, svellere). Ma è facile notare che questa spiegazione può valere solo per l’ultimo significato, non per gli altri. Vedi inoltre "pulsino", che ha lo stesso significato di "bolso" e non si spiega col verbo "vèllere". Perciò si fa l’ipotesi che la voce non è originario participio e si spiega come "bolz-one"(vedi) o col significato originario della radice "b-l-k" e con allusione a un sesso maschile impotente. Quindi nell’originario parlare popolare "cavallo bolso" doveva eqauivalere a "cavallo fiacco". Forse non si deve escludere l’ipotesi che nell’originario parlare popolare l’espressione "cavallo bolso" aveva anche il significato di "cavallo capriccioso" ed in questo modo "bolso" si spiegava col significato originario della radice "b-l-k" e senza allusione a un impotente sessuale.

bolzona. Solo come antico nome di moneta. Si fa l’ipotesi che si spiega come "bolzone" e con allusione al sesso maschile. Per questa ipotesi si pensi particolarmente ai più antichi nomi greci e latini per indicare le monete: obolo, mina, asse, ecc. Sono tutte voci sessuali, nel senso che indicavano primariamente il sesso maschile, che per i preistorici era la sorgente di ogni valore biologico, da cui il valore monetario o economico.

bolzone e derivati. Anche "bolci-one" e "bolgi-one". Per i dizionari è dal tardo latino "bultione-m"(8° secolo), dal longobardo "bulgo"(= freccia) o dal franco "bulthio". La voce longobarda si collega bene al latino "bulga"(vedi "bolgia"). Cioè la voce italiana può essere autonoma da quella latina, che può essere autonoma dal germanico; può derivare dal lessico preistorico e si spiega con la stessa parola originaria da cui anche "vulva", ovvero con la radice "b-l-k", che indicava primariamente i due sessi. Ma i significati dell’italiano "bolzone" alludono tutti al sesso maschile. Si noti particolarmente quello di "convessità dei ponti delle navi in senso trasversale", quasi tanti membri sul ponte della nave.

boma. Per i dizionari dipende dal francese "bome", di origine olandese. Ma nel lessico greco vedi il sostantivo "bomòs"(= pilastro, cavalletto, appoggio,ecc.) e "bàma"(= rialto, luogo elevato, gradino, ecc.). Anche se si può dimostrare che la voce italiana deriva da quella francese e questa dall’olandese, si deve aggiungere che questa deriva dalla preistoria e anticamente doveva essere presente anche in Francia ed in Italia. Se poi la voce è di antica origine marinaresca, forse si deve fare l’ipotesi che è autonoma dovunque.

bomba e derivati. Per i dizionari "bomba", madre di tutte le voci in "bomb-", è di origine onomatopeica. Si fa invece l’ipotesi che il tema "bomb-" è di antica origine preistorica, è simile a quello di "pompa" e si spiega bene col significato originario della radice "b-b"(vedi "babà"); ma si può spiegare anche con la radice "b-m"(= f-m = p-m = v-m). Significati lessicali di "bomba": a) proiettile di ferro o di acciaio, di forma sferica o cilindrica; b) fandonia, millanteria; c) pasta soffice in palle, che si frigge; d) cappello a cilindro; e) in un gioco fanciullesco è l’oggetto o il luogo che si deve toccare per vincere; f) evento clamoroso o notizia esplosiva; g) droga o eccitante, per i corridori; h) luogo dove si dimora. La voce si collega bene al latino "bombus" ed al greco "bòmbos", che sono registrati con i significati di "ronzio", "rimbombo" e simili e di cui in "bombo"

Per il significato di "proiettile", si tenga presente che si tratta di proiettili simili a cilindri o a sfere ovvero a palle e si tenga presente la frase popolare "non mi rompere le palle"; cioè come si è visto spiegando "bolla", "bollo" e "boccia" nel parlare popolare il sostantivo "palla" è collegato a "fallo"(= il membro virile). Anche i significati c) e d) alludono al sesso maschile. Per i significati di b) si nota che quello di "millanteria" allude ad una falsa esaltazione della propria prestanza sessuale e quello di "fandonia" equivale a "puttanata" e simili. I significati f) e g) sono piuttosto recenti; quello di f) si collega a quello di a), e quello di g) allude al potenziamento della forza fisica, analogamente alla crescita dell’energia sessuale. Il significato h) è indicato da TB, che nei nn. 5 e 6 richiamano queste frasi: "partire da bomba in questi tempi" e "non mi togliere da bomba". Per il significato e) vedi "toccare bomba"(= toccare il segno o il luogo prefissato nel gioco) e "fare a bomba"(= fare il relativo gioco). Tenendo presenti gli altri significati si deve dire che il significato e) allude al sesso femminile o maschile e durante la preistoria si trattava di un gioco sessuale ed il significato h) allude chiaramente al sesso femminile. Forse il modo di dire "toccare bomba" ci scopre la natura del gioco preistorico. Una giovane donna si nascondeva e diventava la compagna sessuale di chi riusciva a individuare il suo nascondiglio ed a toccarla per primo.

bombacacee. Sostantivo plurale scientifico per indicare alcune piante tropicali. E’ voce dotta, ricavata dal latino medievale "bombace-m"(= bambace), che si trae da alcune di tali piante. Per la spiegazione adeguata vedi "bambagia". Qui si nota che all’italiano "bambagia" si collegano bene i dialettali "vambasce"(= bambagia) e "vampasce"(= vampa, fiamma), che si collega a "vapore" e siamo alla radice "v-p", che si collega a "b-b". Si ha che il tema "bomb-" è variante di "bamb-", che è da "b-b" e siamo a "baba"(vedi "babà).

bombaccio. Sostantivo registrato da CZ col significato di "rigonfiamento delle scatole di conserve alimentari". Si può considerare trascrizione del francese "bombage", che per CZ dipende dal verbo "bomber"(= rendere convessa la superficie metallica battendola dal rovescio). Si fa invece l’ipotesi che il sostantivo francese, se ha lo stesso significato di quello italiano, dipende direttamente dal significato originario di "bombe"(=bomba), quindi si aggiunge che il sostantivo italiano, anche se è copia di quello francese, si collega bene anche all’italiano "bomba".

bombanza. Può significare anche "allegria" e "giubilo" e si spiega bene col significato originario di "bomba". Ogni maschio si sente felice se lo ha efficiente ed ogni donna se è avvenente. Vedi "burbanza".

bombarda. Questo sostantivo può indicare un’arma da fuoco ed uno strumento musicale. Per CZ è di origine onomatopeica ed autonomo da "bomba". Si fa invece l’ipotesi che la voce è, per entrambi i significati, di origine popolare, si divide in "bomb-arda", che si spiega col significato originario di "bomba" in quanto indicava il sesso maschile; la terminazione è variante di "-ald-" e siamo al significato originario di "membro virile potente". A conferma noti che come nome di un’arma da fuoco la voce è documentata la prima volta il 1321 e la relativa arma era molto simile a un membro virile. Vedi la figura in EI 7,366. A sua volta all’inizio lo strumento musicale detto "bombarda" era simile a un clarino a un oboe(EI 7,368).

bombare. Questo verbo anticamente si trova con i significati di "rimbombare" e di "bere" o "succhiare". Ma vedi anche "ab-bombarsi"(= imbeversi di un liquido). Strutturalmente si collega bene a "pompare" nel senso che i due verbi sono dallo stesso sostantivo originario ed i loro significati alludono a diversi aspetti del rito amoroso sessuale. Quindi il significato di "bere" o "succhiare" allude al soggetto femminile e nello stesso modo si deve spiegare "imbeversi": col rito il soggetto femminile si imbeve del seme maschile. Per "bombare" nel significato di "rimbombare" vedi "bombo".

Ora il verbo "bombare" si trova anche col significato di "rendere convessa una superficie metallica battendola dal rovescio". Secondo CZ per questo significato è calco del francese "bomber"(vedi "bombaccio). Quindi tale significato equivale a "curvare a modo di bomba", spiegando "bomba" col relativo significato lessicale o in quanto la bomba è un oggetto curvo o cilindrico. Si fa invece l’ipotesi che il verbo francese dipende dal significato originario di "bombe"(=bomba) ed in questo modo il significato reale del verbo si deve spiegare con "far diventare simile a un membro virile gonfiato".

bombè. E’ originario aggettivo francese, che CZ spiegano con "diventato convesso" e lo fanno dipendere dal significato lessicale col quale spiegano il verbo "bomber". Ma gli stessi dicono che la voce deriva dagli artigiani francesi del legno, dai quali un legno è detto "bombè" quando in una sua parte è cresciuto ad arco(= quando ha delle protuberanze). Cioè nel parlare popolare francese "bombè" equivaleva a "gonfiato" e l’allusione poteva essere solo a un sesso maschile che si gonfia, o anche al ventre di una donna incinta e siamo a "bombare" nel significato di "imbeversi" o di "essere fecondata".

bòmbero. Si divide bene in "bombe-ro" e si spiega col significato originario di "bomba" o con allusione a un sesso maschile impotente. Ma antoicamente la voce era usata anche col significato di "vomero" e siamo, per questo significato, alla radice "b-m".

bombetta. Si spiega bene come diminutivo di "bomba" nel significato di "cappello a cilindro" e quindi con allusione al significato originario di "bomba".

bombice. Corrisponde al latino "bombyce-m", che per i dizionari è trascrizione del greco "bòmbuka"(è accusativo), che ha i significati di "baco da seta", di "flauto" e di "brocca" e si spiega bene col significato originario della radice "b-b" in quanto indicava entrambi i sessi; quindi i significati di "baco da seta" e di "flauto" alludono al sesso maschile, invece quello di "brocca" allude al sesso femminile. La voce greca si può dividere anche in "bom-buka", che si spiega in altro modo; ma forse meno probabilmente. Si fa l’ipotesi che la voce italiana è autonoma da quella latina e questa da quella greca; ma aggiungendo che nel parlare popolare originario poteva suonare un po’ diversamente e la forma attuale della voce latina e di quella italiana dipende da un calco della voce greca.

bombelli o bimbellidi. Questo plurale è voce scientifica e dipende dal greco "bombùlios" o "bombulìs"(= crisalide del baco da seta); ma vedi anche "bombuliòs"( calabrone, vaso gorgogliante). Tutte voci che si spiegano come "bòmbu-ka"(vedi "bombice) o col significato originario della radice "b-b".

bombire. Antico verbo, variante di "bombare" nel significato di "rimbombare" o "tuonare". Vedi "che orribile bombire del cielo! Che orrendo terremoto". Dipende da "bombo" nel significato di "rimbombo".

bombo. E’ registrato con quattro significati: a) rimbombo e TB aggiungono che si dice particolarmente delle artiglierie; b) bevanda, il bere; c) anticamente indicava la ripetizione di una nota dello stesso valore; invece di sostenenre un do e simili, la nota si ripeteva anche 8 volte; d) specie di piccoli insetti, simili alle api(EI). Per il primo significato si collega al latino "bombus"(= ronzio delle api, rimbombo) ed al greco "bòmbos"(= suono cupo, rombo, ronzio, strepito, muggito, borbottamento, canto grave). Ma vedi anche il verbo greco "bombèo": mando un suono cupo, rimbombo, risuono, rumoreggio, fischio, sussurro. E’ facile avvertire che i significati delle due voci greche non possono essersi sviluppati tutti dal ronzio delle api o calabroni; inoltre tutti sono delle astrazioni che suppongono un sostantivo concreto. Se "bomb-" si trova con i significati di "insetto simile a un ape" e di "ronzio", questo significato deve essersi sviluppato da quello e non viceversa. Si pensi anche al significato di "fischiare". Uno fischia quando ha un sentimento di gioia o di piacere ed in questo modo il sostantivo "Fischio" dipende dal significato originario della radice "f-k", che primieramente indicava entrambi i sessi, anche se ora il sostantivo "fica" indica solo il sesso femminile. Cioè tutti i significati delle due voci greche sono di origine sessuale. Il muggito allude a un toro che vuole montare una mucca. "Rimbombo, che per TB è detto soprattutto delle artiglierie, nell’originario parlare popolare esisteva anche quando non esistevano le artiglierie e deve riferirsi primieramente al rimbombo dei tuoni o ai potenti rumori atmosferici immediatamente dopo i fulmini. Per la fantasia dei preistorici il "ful-mine" alludeva al sesso maschile della divinità ed il tuono o "il bombo", che lo eseguiva immediatamente, era l’effetto del colpo sessuale del fulmine.

Per il significato b) il sostantivo "bombo" è senz’altro di origine onomatopeica, nel senso che la voce si è sviluppata, per tale significato, dal monosillabo "bu" o "bo", col quale i bambini chiedono da bere. Ma spiegando "ba" si è detto che tale originario monosillabo nella successiva formazione del lessico preistorico fu associato alla figura del padre e quindi all’organo biologico per il quale un maschio diventa padre. Di qui il fatto che "bombo" si collega a "pompa" ed a "bomba". Cioè presentemente il sostantivo "bombo" nel significato di "bevanda" o di "il bere", allude al succhiare del bimbo alla poppa materna; e le donne della preistoria, che furono le principali creatrici del lessico, collegarono il succhiare o il poppare dei bambini al rito amoroso sessuale, del quale si consideravano il soggetto principale, al fatto che si imbevevano del seme maschile. In questo modo il significato di "il bere" del sostantivo "bombo" si spiega con la metonimia del significato originario di "bomba" in quanto indicava il sesso maschile.

Anche il significato c) deve essere originariamente sessuale: allusione ai diversi colpi, in genere di uguale intensità, durante il rito. Del significato d) già si è detto che in origine "bombo" indicava dei piccoli insetti simili alle api ed ai calabroni, per la fantasia dei preistorici tutti simini a tanti piccoli sessi maschili molto dinamici.

bombola, bombolo e bombolone. Queste voci si spiegano, per tutti i loro significati, con quello originario di "bomba", in quanto indicava l’uno o l’altro dei due sessi.

bombolotti. Sostantivo plurale registrato da DEI per indicare una specie di pasta grossa, corta e da minestra, a forma di cannelloni rigati e ricurvi. Si fa l’ipotesi che è voce formatasi nel parlare popolare in maniera inconscia come dipendente dal significato originario di "bomba".

bomboniera. Trascrizione del francese "bombonière", da "bonbon"(vedi).

bomero. Anche "bombero". E’ variante di "vomero", che è dalla radice "v-m"(= b-m). Vedi seguente.

bomicare e bomire. Corrispondono al latino "vòm-ere" e al dialettale "vumucare", che significano entrambi "vomitare", dove si rimanda. Qui si nota soltanto che la radice "b-m" si scambia facilmente con "v-m", "f-m" e "p-m".

bompresso. Anche "buompresso". Per i dizionari dipende dal francese "beauprè", da una voce inglese o olandese, che si collega al basso tedesco "bughspret" o "baghspret", che i dizionari spiegano con "spreet"(= verga, stanga) e "bagh" o "bugh"(= asse). E’ dunque una voce composta, che si spiega col significato originario di entrambe le parti e siamo a "una lunga asta". Sembra che nei documenti letterari più antica è la voce francese ma nella forma "bropiè". Si aggiunge che la voce spagnola corrispondente è "bau-pres". Si fa l’ipotesi che i dizionari fanno dipendere la voce italiana, quella francese e quella spagnola dalla voce inglese od olandese perché queste si spiegano bene con la voce tedesca; diversamente per i dizionari sarebbero inspiegabili. Ma tenendo presente la spiegazione della voce composta tedesca, almeno la voce italiana si spiega egualmente col significato originario di "buon" e di "presso" e si ha un accrescitivo simile a quello della voce composta tedesca. Si aggiunge che sulle navi il bompresso doveva risalire a prima del 1382 e la voce per indicarlo poteva essere autonoma dovunque. Cioè la somiglianza fonetica della voce, con la quale il relativo oggetto è indicato presso i vari popoli, può essere dovunta non a una dipendenza genetica ma al fatto che l’oggetto fu indicato con una voce composta, le cui parti avevano un significato e un suono alquanto simile.

bonaccia. La voce è documentata la prima volta il 954 proprio nella forma "bonaccia". A cominciare dal secolo 13° si trovano le varianti "bonacia", "bonaza" e "bonazza". Contrariamente a quanto dicono i dizionari la voce si spiega col siginficato originario della radice "b-n" e con un significato che ancora conservano nel parlare popolare le voci "bonazza" e "bonazzo"; quella si usa per indicare una donna con la quale si gode molto nel fare l’amore, l’altra ha la variante "bonaccio" e si usa per indicare un uomo semplice. Segue che "bonaccia" allude, detta del mare o del vento, a un individuo soprattutto maschile che ha il proprio sesso in fase di calma. Invece nei modi di dire "stare o essere in bonaccia" e "affogare nella bonaccia"(= perdersi o stare immerso nella felicità) il sostantivo allude al sesso femminile.

bonaccio e bonaccione. Le due voci si spiegano col significato originario di "b-n" secondo quanto si è detto per "bonaccia". L’allusione è a un individuo sessualmente calmo.

bonaga. Anche "bonagra". Si fa l’ipotesi che le due varianti sono di origine popolare e si spiegano col significato originario della radice "b-n", con allusione al sesso maschile. Vedi "bugrane".

bonario e derivati. Per CZ dipende dal francese "debonnaire"(= semplice, bonario), che dividono in "de bonne aire"(= di buon aspetto) e spiegano "bonne" con l’aggettivo "buono" e "aire" con "air"(= aspetto) o con "aire"(= razza). Ma si nota che in Italia il 1294 è documentato l’avverbio "bonariamente"; quindi "bonario" può essere voce autonoma e si spiega col significato originario della radice "b-n" e con allusione al sesso maschile. Cioè "bonario" si può spiegare come "bonaccio" e senza alcuna relazione alla voce francese.

bònaso. Strutturalmente corrisponde al greco "bònasos"(= bue muschiato, una specie di bisonte). Si fa l’ipotesi che la voce, autonoma dal greco, si spiega col significato originario della radice "b-n" e con allusione al sesso maschile.

bonbon. E’ voce francese che significa "confetto" o "piccolo dolce". Per CZ è dal linguaggio infantile ed equivale alla reduplicativa richiesta di qualcosa di buono. Si fa invece l’ipotesi che la voce francese si spiega col significato originario della radice "b-n" e la ripetizione della radice può alludere a un accrescitivo in senso qualitativo: qualcosa di molto dolce o di molto piacevole.

boncerella. Anche "boncia-rella". Si fa l’ipotesi che si spiega col significato originario di "boncia"(vedi).

boncia. Altro antico nome della gatta. Si fa l’ipotesi che la voce è variante di "boccia" e si spiega col significato originario della radice "b-k" con allusione al sesso maschile. Vi era il proverbio "chiamare la gatta boncia"(= chiamare una cosa con un nome diverso dall’usato). Può suggerire l’ipotesi che al tempo di questo proverbio si sapeva ancora che il significato originario di "gatta" o "gatto" era quello di "sesso maschile", si era invece dimenticato il significato originario di "boncia".

boncinello. Si può dividere in "bon-cine-llo", che si spiega col significato originario delle radici "b-n" e "k-n". Ma si può dividere anche in "bonci-nello", che si spiega col significato originario della radice "b-k".

boncio. Si spiega come "boncia" e può essere anche la variante originaria di "broncio".

bondiòla o bòndola. Le due varianti possono essere alterazione della voce originaria da cui anche "boldone". Ma si possono spiegare anche in altro modo. Comunque, se sono di origine popolare, si devono spiegare come "bold-one" o con una radice che indicava primariamente il sesso maschile.

bonèllo. Può dipendere dal veneto "bonèlo", che si spiega bene col significato originario della radice "b-n" e con allusione al sesso femminile.

bonett-. Da questo tema dipendono il singolare femminile "bonetta"(= valigia, bisaccia), il plurale femminile "bonette"(= legni trasversi che mantengono spiegate le vele) e il maschile singpolare "bonetto", che corrisponde al francese "bonnett"(= berretto di panno), dal quale può essere autonomo. Si spiega bene, in tutte tre le voci, col significato originario della radice "b-n" e con allusione al sesso maschile per il primo e il terzo sostantivo, a quello femminile per il secondo.

bonifacia. Altro nome della bislingua"(vedi). Si fa l’ipotesi che è antica voce composta che si spiega col significato originario delle radici "b-n" e "f-k".

bonificare e collegati. Per i dizionari il verbo dipende dal latino medievale "bonificare", i cui significati più antici sono: a) risanare, migliorare; b) mettere a cultura un terreno rimuovendo le cause che ne impediscono la coltivazione. Ma vedi anche bonificazione, usato il 1523 col significato di "rendere buono". Infine vedi bonifico nel significato di "compenso" o "diffalcazione" e la locuzione bonifico bancario(= ordine di versamento di una somma a favore di terzi). Si fa l’ipotesi che i due significati di "bonificare" e quello di "bonificazione" equivalgono a "preparare qualcosa perché si trovi nelle condizioni migliori relativamente a uno scopo" e in questo modo possono essere analogici a "prepararsi per fare l’amore". Quello di "bonifico" equivale a "pagamento"(= il pagare= versare del denaro), che è un compenso per chi lo riceve e una diffalcazione per chi lo versa. A sua volta "bonifico bancario" equivale a "versamento di denaro a uno tramite una banca". Si ha che "boni-ficus" è locuzione popolare che si spiegava col significato originario di entrambe le parti, da cui il significato primario di "i due insieme", da cui "fare l’amore", da cui i significati elencati. Quindi non è esatto considerare "boni-ficus" variante di "bene-ficus"(= benefico).

bonomia. Dal francese "bonhomie"(= bonarietà, dabbenaggine), da "bon-homme"(= semplicione, pupazzetto), che i dizionati spiegano col significato lessicale di "bon"(= buono) e di "homme"(= uomo) e si ha "uomo buono". Si fa invece l’ipotesi che nell’originario parlare popolare francese la prima parte si spiegava col relativo significato originario e si aveva "uomo coglione"(= uomo simile a un sesso maschile impotente).

bonplandia. Vedi i dizionari.

bontà. Corrisponde al latino "bonitas", da "bonus". Vedi "bene" e "buono".

bonza. Voce lombarda che indica propriamente una grossa botte ovale per trasportare vino con i carri. E’ documentata la prima volta nel secolo 17°, ma poteva risalire a tempi anche molto antichi. Strutturalmente è simile a "boncia" ed a "boccia" ma forse anche a "botte"; quindi si spiega bene col significato originario della radice "b-k" e con allusione al sesso femminile.

bonzo (arnese di legno). Si spiega bene come "bonza", ma con allusione al sesso maschile.

bonzo (monaco buddista). Insieme alla variante "bonjo" la voce è documentata la prima volta da S.Francesco Saverio il 1549 e qualche hanno dopo è indicata come voce con la quale i monaci buddisti si indicavano tra di loro. Si può fare l’ipotesi che il Saverio rilevò la voce dai portoghesi, con i quali dovette dimorare o che dovette frequentare durante la sua permanenza in Giappone. Si ha che i portoghesi indicarono i monaci buddisti con una voce che era loro comune e nello stesso tempo era simile a una parola giapponese, che potevano ascoltare quando i giapponesi indicavano i monaci buddisti.Tale parola potè essere "bonsa"(= religioso buddista) o "hoshu"(= maestro) o "boshu", che ha la variante "bozu" ed indica il superiore di un monastero buddista.

boote. Dal greco "boòtes"(= aratore, bifolco), da "boùs", di cui in "bue".

bora. Vedi "borea".

borace e derivati. Si collega al latino medievale "borace-m"(9° secolo) per i dizionari dipendente dall’arabo "buraq" o "boraq", che alcuni considerano di origine persiana ed altri collegano all’ebraico "boraq"(= brillante). Si fa l’ipotesi che la voce si spiega col significato originario della radice "b-r-k", deriva dal lessico preistorico ed è dovunque autonoma.

borasso. Dal greco "bòrassos"(= dattero ancora chiuso nel suo involucro), per i dizionari forse voce di origine semitica. Se è di origine popolare, si può spiegare in due modi: a) dal significato originario della radice "b-r" con la terminazione "-assos"; b) dal significato originario della radice "b-r-k".

borbogliare. Vedi anche "barbugliare", "borbottare", il lucchese "borborare" e "mor-mor-are. Si fa l’ipotesi che queste voci, che hanno quasi lo stesso significato, sono nate nel parlare popolare dipendentemente dal significato delle radici di entrambe le parti o con la ripetizione della stessa radice, precisando che tali radici indicavano primariamente i due sessi e quindi anche il rito. In questo modo il loro significato reale primario deve essere quello di leggero mormorio dei due nei loro giochi amorosi. Vedi "borborigmo".

borbone. Dal francese "bourbon", in origine un castello, primo nucleo dei possessi del relativo signore, vassallo di un conte. La prima menzione della famiglia risale al 920. In seguito diventò indipendente dal relativo conte. Il 1277 l’unica ereditiera sposò un figlio del re di Francia e col figlio di un tale matrimonio ebbe origine la relativa casa reale, dalla quale dipendono tutte le altre case regnanti dei Borboni. Si fa l’ipotesi che la suddetta voce francese si divide in "bour-bon", si spiega col significatro originario di entrambe le parti e si aveva un accrescitivo, da cui il significato di "castello".

borbora. Vedi "burbera".

borborigmo. Trascrizione del greco "borborugmòs"(= borbottamento degli intestini), che forse si divide in "borbor-rugmòs". La prima parte si collega a "bòrboros"(= pantano, melma, fangaio, brago), che si spiega bene con la ripetizione della radice "b-r" e siamo a un accrescitivo dispregiativo, quasi "il luogo della melma"(= il luogo da dove escono i rifiuti umani). La seconda parte si collega al verbo "rùzo"(= latro, brontolo), che si collega ad "e-reùgomai"(= erutto, vomito, mando fuori), che significa anche "muggghio", "ruggisco", "latro".

borbottare. Vedi "borbogliare".

borbottino. Significati: a) vaso di vetro col collo lungo e ritorto; b) manicaretto gustoso; c) pietanza improvvisata con avanzi di carne e con uova strapazzate; d) intruglio o pietanza non facilmente riconoscibile. I significati b) e c) non hanno nessuna relazione col verbo "borbottare"; forse la stessa cosa si deve dire del significato a) nell’originario parlare popolare. Comunque, per i significati b) e c) la voce si divide bene in "bor-bott-ino" e si spiega col significato originario di "bor-" e di "bott-"; si ha un accrescivito con la terminazione vezzeggiativa, e si spiegano bene entrambi i significati; da tale significato può dipendere, in senso ironico, il significato d).

borchia. DEI fa l’ipotesi che dipende dal provenzale "bocla"; invece CZ pensano a una variante di "brocca". Si fa invece l’ipotesi che dipende dal significato originario della radice "b-r-k", da cui anche "brocca" come sviluppo di "broca", metatesi di "bork-"; anche il provenzale "bocla" può essere metatesi di "bolca", che è dalla radice "b-l-k", che può essere variante di "b-r-k" e viceversa. L’allusione di "borchia" è al sesso maschile.

bord-. Si fa l’ipotesi che la radice "b-r-d" si è sviluppata da "b-r-k", come può essere testimoniato da "mord-ere", che al participio è "morso", che è anche sostantivo al quale corrisponde il sostantivo francese "morceau"(= pezzo, brano, boccone), che si pronunzia "morsò" ed in questo modo la "s" di "morso" è un’originaria gutturale.

borda. Questo sostantivo è registrato da TB come nome di una vela nelle galee e della parte sottostante della relativa vela. A loro volta CZ in "bordello" ci fanno sapere che "borda" anticamente si trova anche col significato di "casupola", e lo stesso significato ha il sostantivo francese "borde". Questi significati alludono chiaramente al sesso femminile e si può fare l’ipotesi che "borda" è dalla stessa originaria voce preistorica da cui anche "porca", che corrisponde al latino "porcus"(= sesso femminile). Aggiungi che in "bordone" CZ richiamano il tardo latino "borda" col significato di "bastone", ed in "bordo" il latino medievale "bordum" col significato di "asse". Cioè "borda" nell’originario parlare popolare doveva indicare primariamente entrambi gli organi del sesso.

bordare e collegati. Tutte le voci del gruppo si spiegano col tema "bord-" in quanto indicava primariamente i due sessi.

bordellina. Sostantivo femminile registrato da TB con i significati di "bestiolina" e di "donnina ben fatta e grassoccia". Si spiega bene col significato originario di "borda" e con allusione al sesso maschile.

bordellino. Sostantivo maschile registrato da TB con i significati di "lungo strale" e di "veste di tela rigata". Si spiega col significato originario di "borda" e con allusione al sesso maschile; quindi il secondo significato si riferisce particolarmente all’aggettivo "rigato".

bordello. Può essere sostantivo e aggettivo. Come aggettivo significa "grasso", "fatticcio", "materiale". TB notano che l’aggettivo si trova usato anche some sostantivo maschile e come sostantivo femminile e si ha che "bordello" significa anche "ragazzo" e "bordella" significa "ragazza". Cioè "bordello" si spiega bene, per tutti i significati, con quello originario di "borda", in quanto indicava entrambi gli organi del sesso.

bordiglio. Si spiega col significato originario di "borda" e con allusione al sesso maschile.

bordino. Si spiega col significato originario di "bordo" e con allusione al sesso maschile.

bordione. Sostantivo maschile registrato da DEI per indicare il semilavorato di acciaio dolcissimo, in forma di tondino sottile per la fabbricazione dei chiodi. Si spiega bene col significato originario di "bord-" e con allusione al sesso maschile.

bordizio. Si spiega col significato originario del tema e con allusione al sesso maschile.

bordo. Si collega all’antico "borda" e si spiega, a seconda del significato lessicale, con allusione all’uno o all’altro dei due sessi.

bordò. Dal francese "bordeaux", da Bordeaux, capoluogo della regione dove si produce il relativo vino. Il nome della città si collega al latino "Burdigala", di cui non si conosce il significato. Se si fa l’ipotesi che la voce latina è trascrizione della voce con la quale la località era indicata dagli indigeni prima della conquista romana, si fa l’ipotesi di "Burdi-gala, che si spiega col significato originario di entrambe le parti: "burdi" come variante di "borda"(vedi) e "gala" col significato originario della radice "k-l", di cui a suo luogo. In questo modo la località poteva essere un luogo sacro, dove gli abitanti dei villaggi circostanti si riunivano per la loro frequenti feste comunitarie, quindi la voce potrebbe avere il significato primario di "i due insieme", da cui "fare l’amore", l’aspetto primario delle feste preistoriche.

bordolese. Per tutti i significati dipende dal francese "bordolaise", da Bordeau.

bordonale. Questo sostantivo significa "grossa trave". Si spiega col significato originario di "borda" e con allusione al sesso maschile.

bordonaro. Questo sostantivo ha due significati: a) rete in cui si rinserrano i pesci nelle tonnare; b) in Sicilia, salariato fisso nelle grandi aziende agricole. Per entrambi i significati si spiega col significato originario di "bord-". Per il primo significato l’allusione è al sesso femminile, per il secondo a quello maschile ma in senso dispregiativo.

bordone. I dizionari registrano questo sostantivo con tre significati principali diversi: a) bastone o palo o trave; b) penna di uccello quando comincia a spuntare; c)(in musica) basso persistente di un solo suono, usato come accompagnamento. Contrariamente a quanto dicono i dizionari si spiega, per tutti i significati, con quello originario di "borda" e con allusione al sesso maschile. Per il terzo significato, che è accompagnamento della melodia, forse ci scopre un importante aspetto della civiltà o cultura della preistoria. Per tale cultura "la melodia" doveva alludere alle diverse situazioni della vita, ognuna delle quali riempiva d’incanto la mente umana ed era cantata soprattutto dalle donne: il fare l’amore o il desiderare di essere fecondata, il periodo della gestazione, la nascita o il partorire, allevare il proprio figlio sino alla sua autonomia. In tutte queste situazioni il compagno o il soggetto maschile è "accompagnatore": aiuta il soggetto femminile perché compia bene la sua funzione di madre. Si noti il primo momento o la prima situazione, il fare l’amore; nella donna consiste soprattutto nel desiderio di essere fecondata o nel desiderio di poter formare un figlio con la propria persona fisica, invece nel maschio consiste soprattutto nel desiderio di unirsi alla compagna.

All’astratto significato musicale di "accompagnamento" del sostantivo "bordone", ne dobbiamo aggiungere altri due, egualmente musicali. Nella cornamusa il sostantivo "bordone" indica due delle tre zampogne; una delle tre, munita di fori, esegue la melodia e non è indicata col sostantivo "bordone"; le altre due sono "il bordone basso" ed il "bordone alto", entrambi senza fori laterali e con la semplice funzione di "accompagnamento". Nel liuto il sostantivo "bordone" indica una corda. E’ facile avvertire che i "bordoni" della cornamusa alludono al sesso maschile e la stessa cosa si deve dire del "bordone" del liuto, e quelli della cornamusa sottolineano che nella melodia della vita la funzione del maschio è soprattutto quella di accompagnamento. Cantore della vita è soprattutto la madre o la donna.

Alcuni modi di dire. "Mi si rizzano i bordoni" equivale a "mi si rizzano i capelli" ed entrambe le frasi suppongono l’originario modo di dire "mi si rizza il pene", con allusione a un forte sentimento sessuale; da ciò il passaggio, per analogia, ad altri sentimenti. In modo simile si spiega "mi vengono i bordoni". "Piantare il bordone in un posto"(= fermarvisi o appiopparvisi) allude chiaramente al rito. Per la spiegazione di "tenere o fare i bordoni a uno"(= fare quello che uno desidera) è sufficiente pensare al significato musicale di "bordone": il maschio che accompagna la femmina. Per la cultura preistorica il soggetto primario del rito amoroso sessuale era la donna, ed anche ora è così. Quando il maschio vuol fare la prima volta l’amore con una vergine, può realizzare il proprio desiderio solo dopo che la donna desidera per conto proprio la stessa cosa. Ciò è forse ancora più chiaro nel campo animale, dove è in genere il soggetto femminile che "decide" o dà il nulla osta al maschio.

Invece di "tenere o fare bordone" si diceva "fare falso bordone" ed in questo modo si sottolineava il significato originario di "bordone"; in altre parole in musica "il bordone" è un accompagnatore che non fa l’amore e perciò è "falso bordone". Vero "bordone" è solo il membro virile. In musica "il bordone" indica qualcosa che è simile o allude al membro virile e perciò è falso.

borea. Per i dizionari dipende dal latino "boreas", considerato trascrizione del sostantivo greco "borèas", già conosciuto da Omero come nome di un vento del nord. La voce greca ha le varianti "borràs" e "borès". In italiano gli corrisponde il sostantivo "bora". I Greci lo consideravano il re o il più potente dei venti; già al tempo di Omero era venerato come dio ed in tempi storici era venerato in Atene e altrove. Si fa l’ipotesi che la variante "borràs" ci ha conservato meglio la struttura originaria; infatti la voce è simile all’avverbio "pòrro"(= avanti, innanzi, ecc.), che ha le varianti "pòrso" e "pròso" e può dipendere dalla radice "p-r-k", da cui anche il sostantivo latino "porcus"(= sesso femminile). Tenendo presente il significato originario di "vento" e gli altri antichi nomi popolari dei venti, si fa l’ipotesi che la voce preistorica da cui il sostantivo greco "borèas", indicava primariamente i due sessi ed era anche nome divino. In quanto nome di un vento alludeva soprattutto al sesso maschile della divinità. Si termina col rilievo che l’italiano "bora" è autonomo dal greco, corrisponde alla variante greca "borès" e si spiega come riduzione della radice "b-r-k". Se non vi fosse nessun collegamento col greco "borèas", l’italiano "bora" si potrebbe spiegare col significato originario della radice "b-r" e semprte con allusione al sesso mascile. Invece il latino "boreas" può essere calco della voce greca, anche se durante la preistoria doveva essere presente nel Lazio in una forma pià o merno simile.

borg-. In genere le parole che iniziano così, si spiegano col significato originario della radice "b-r-k", che durante la preistoria indicava più particolarmente i due sessi.

borghese. Vedi "borgo".

borgiotto. La spiegazione suggerita da Zingarelli sembra arbitraria. La voce, che può essere variante di "brogi-otto", si spiega bene col significato originario della radice "b-r-k" analogamente a "fico", che si spiega col significato originario della radice "f-k", ancora presente in "fica"(= sesso femminile).

bòrgnola. Antico sostantivo che aveva il significato di "corbelleria". Ma si trova anche nella locuzione "sentenza bòrgnola"(= sentenza ingiusta o sentenza falsa). Si spiega bene col significato originario della radice "b-r-k" e con allusione a un sesso maschile impotente; si ha "sentenza incapace di giustizia", da cui "sentenza ingiusta" e "sentenza falsa".

borgo e derivati. Per i dizionari dipende dal tardo latino "burgus"(2° sec.), che nei primi tempi indicò le torri nel sistema difensivo contro i barbari e da alcuni è considerata voce di origine germanica. Ma vedi anche i greci "pùrgos"(= torre, recinto, baluardo, gineceo, bossolo, ecc.) e "Perga-mos"(= Perga-mo), la rocca di Troia. Si ha che la voce si spiega col significato originario della radice "b-r-k", che primieramente doveva indicare entrambi i sessi, come è suggerito dai diversi significati del greco "pùrgos", alcuni dei quali alludono al sesso maschile ed altri a quello femminile. Si può ammettere che i Romani derivarono "burgus" dal germanico o dal greco, ma non si deve escludere che esisteva nel parlare popolare italico, come è suggerito da molte parole che presentano la stessa radice o una simile e sembrano di origine popolare. Si pensi solo al sostantivo "purga", che deve essere prima del verbo "purgare", che esiste anche in latino, che ignora invece il sostantivo.

A "burgus" si collega "burga-rius"(= soldato di una piazza forte, abitante di un borgo), che in seguito sarebbe diventato "burgensis", da cui "borghese". Si nota che il tema "burga-" suggerisce l’ipotesi che il letterario "burgus" è dal non documentato popolaresco "burga", che doveva indicare entrambi i sessi, come è suggerito dai significati del greco "pùrgos", e forse è ancora presente nel sostantivo "purga".

borgognone. Per i dizionari dipende dal francese "burguignon"(= borgognone o abitante della Borgogna), da "Bourgogne", che si collega al latino "Burgundia", usato la prima volta nel 5° secolo da Cassiodoro e dipendente da "burgundii" o "burgundiones", usato la prima volta da Plinio nel 1° secolo d.C. per indicare una popolazione germanica, che forse inizialmente abitava nel bacino della Vistola(Polonia) e dopo varie vicende si stabilirono nei dintorni del lago di Ginevra.

Tenendo presenti "Burgundii", "Burgundia" e "Burgundi-one-s" si fa l’ipotesi che queste voci sono la latinizzazione di una parola popolare che poteva suonare "burgu-nn"; quindi si noti che "Burgu-ndia" e "Borgo-gna" strutturalmente sono simili a "verecu-ndia" e "vergo-gna". Segue l’ipotesi che la voce di partenza è "burgu-" o "burg-", che esisteva nel parlare popolare e da cui "burgu-nni" e "burgu-nni-one-s"(= Burgundii e Burgundi-one-s) e "burgu-na"(= Burgu-ndia e Borgo-gna). Cioè "borgognone" può essere la trascrizione letteraria di una voce popolare, autonoma dal significato lessicale di Borgogna e di Borgognone nel senso di abitante della Borgogna.

"Borgognone" può essere sostantivo e aggettivo. Come sostantivo ha questi significati: a) altro nome del ciuffolotto; b) massa di ghiaccio galleggiante; c) in alcuni dialetti aveva il significato di "facchino". Come aggettivo si trova in "bottiglia borgognona", una bottiglia di forma cilindrica di circa ¾ di litro, e in "poltiglia borgognona", una miscela di rame e di soda, usata contro la grittogama della vite, simile alla poltiglia bordolese. E’ facile avvertire che i tre significati del sostantivo non hanno nessuna relazione con i borgognoni né con la Borgogna e si devono spiegare col significato originario indicato. L’aggettivo può dipendere da Borgogna; prima però forse sarebbe opportunoo escludere che non può dipendere, come il sostantivo, dal significato originario della radice "b-r-k".

borgomastro. Vedi i dizionari.

boria e derivati. Per i dizionari "boria" dipende dal latino "boreas", che considerano trascrizione del greco "borèas"(vedi "borea"). Per la spiegazione adeguata vedi il verbo "boriare"(= montare in superbia), il cui significato non si spiega bene con quello di "vento freddo", che secondo i dizionari sarebbe il significato originario di "boria". Aggiungi che "bora" e "borra" hanno anche il significato di "borèa". Segue l’ipotesi che "bora", "borra", "borea" e "boria" sono varianti autonome tra di loro e tutte dipendendenti direttamente da una voce preistorica il cui significato originario era quello ipotizzato per la radice "b-r-k". In questo modo il significato di "boria"(= alterigia, iìostentazione vanitosa di se stesso) allude a un individuo che si crede più valente degli altri a causa del proprio attributo sessuale. Forse si deve fare l’ipotesi che anche "baeria"(vedi) si spiega nello stesso modo o con la stessa originaria radice.

boricco. Solo strutturalmente è simile al latino "burricus" o "buricus"(= cavallino); invece per il significato corrisponde al latino "burra"(= stoffa grossolana pelosa), di cui in "borra". Si fa l’ipotesi che le due voci latine dipendono egualmente dal significato originario della radice "b-r-k" e i corrispondenti significati lessicali alludono più particolarmente al sesso maschile, anche perché il significato di "cavallino" nei relativi testi può equivalere a "ronzino". Per la validità dell’ipotesi vedi "cavallo" e "lana", due voci originariamente sessuali. Vedi anche "birro".

borire e borita. Anche "borrire" e "borrita". Queste voci sono registrate da DEI. Il verbo col significato di "far levare in alto la selvaggina" a scopo di caccia, il sostantivo col significato di "il levarsi in alto della selvaggina". Le due voci si spiegano bene col significato originario della radice "b-r-k" e con allusione soprattutto al sesso maschile. Si nota che nell’originario lessico popolare il verbo non esisteva ed a sua volta "borita" o "borrita" si spiega col significato originario della radice "b-r-k" con la determinante perfettiva "t" e la voce alludeva al sesso maschile in fase dinamica; ma poteva alludere anche al sesso femminile durante l’estro, quando il relativo soggetto è in calore e nelle specie animali emana un forte odore che indica la sua situazione biologica ed anche il luogo dove si trova perché possa essere raggiunta da un maschio della propria specie. Vedi "aborrire".

borlanda. Anche "burlanda". Sostantivo milanese registrato da DEI col significato di "residuo della distillazione dei mosti alcolici fermentati". E’ sinonimpo di "broscia", che è dalla radice "b-r-k". Quindi il tema "borl-" è metatesi di "brol-", da "brogl-", da "broc-". Cioè "borlanda" è dalla stessa radice da cui anche "borlare"(vedi), dal quale è però autonomo ed il suo significato reale si spiega come "fango", "fimo", "sterco", e simili: tutte originarie voci sessuali, ma usate dispregiativamente o per indicare aspetti disgustosi della zona sessuale.

borlare. Anche "burlare". Voce settentrionale che significa "cascare" e "rotolare". Si fa l’ipotesi che deriva dal significato originario della radice "b-r-k" e durante la preistoria doveva avere il significato primario, quando il relativo tema era usato come verbo, di "fare l’amore". Si aggiunge che la voce ci scopre il significato originario dell’italiano "burlare": allusione al fatto che le burle nell’originaria cultura popolare erano soprattutto dei gesti sessuali.

borlone. Sostantivo maschile che in Palazzi indica una spazzola cilindrica, usata dai barbieri per la testa; invece in DEI indica un cilindro rotante per sgusciare i semi, che si usano per fare i bottoni. Si fa l’ipotesi di "borl-one", spiegando la prima parte col significato originario della radice "b-r-k" e con allusione al sesso maschile.

borlotto. Voce settentrionale. CZ ci fanno sapere che nella Svizzera italiana "borlott-" si trova con questi significati: mucchio di fieno, gomitolo, persona o animale piccolo e grasso. Si fa l’ipotesi di "borl-ott-", dove la seconda parte è terminazione e la prima si spiega come "borlare"(vedi) o col significato originario della radice "b-r-k".

borni. DEI registra anche il singolare "bornio". Per Zingarelli dipende dal francese "borne"(= termine, confine). La voce può essere autonoma e si spiega col significato originario della radice "b-r-k" con allusione al sesso maschile.

bornia. Anche "bòrgnola" e "bòrniola". Si spiega col significato originario della radice "b-r-k" analogamente alle parole che hanno significati simili e si spiegano col relativo significato originario. Si aggiunge che "bornia" è dalla stessa voce originaria da cui anche "s-bornia".

bornio. Solo come aggettivo. I dizionari lo fanno dipendere dal francese "borgne"(= cieco di un occhio). Si spiega bene col significato originario della radice "b-r-k" e la voce può essere autonoma dal francese. L’allusione è al sesso femminile in quanto dice vuoto o mancanza. Vedi "cieco" e simili.