I rifiuti…
La parola rifiuto ci fa pensare a qualcosa di cui
liberarci e di inutile: niente di più errato. La raccolta differenziata dei
rifiuti “urbani” – quelli che ognuno di noi produce nella propria casa
quotidianamente – se ben gestita, favorisce, ad esempio, il recupero di
tonnellate di carta ed altri materiali all’apparenza inutili ma che,
opportunamente lavorati, si trasformano in prodotti nuovi. Quanti alberi salvi.
Quanto ossigeno per i nostri polmoni. La quasi totalità degli altri rifiuti,
poi, può trasformarsi tranquillamente in energia “pulita”. La gestione dei
rifiuti deve, però, essere accompagnata da una politica sul riciclaggio degli
stessi per ottenere risorse alternative. Le stesse istituzioni possono dare il
buon esempio utilizzando carta riciclata… Lo stesso discorso vale per l’olio
esausto e vecchio delle nostre autovetture che può diventare la base per una
lattina di olio nuovo e risparmio energetico. Un litro di olio per autovetture
inquina gravemente una superficie di acqua equivalente il rettangolo di gioco di
un campo di calcio: dovremmo riflettere tutti quando acquistiamo in un
supermercato olio combustibile in offerta speciale disperdendo, successivamente,
il vecchio lubrificante nell’ambiente. Una vera e propria bomba ecologica.
Bisogna avere il coraggio di contrastare le lobbies e incalzare i nostri
governanti a darci risposte concrete e a fare scelte “intelligenti”.
…l’amianto
Ogni anno scompaiono nel nulla, in Italia e non solo,
tonnellate di amianto: un veleno usato nell’edilizia, nei trasporti e nella
produzione degli stessi giocattoli. Spesso l’amianto viene occultato in
discariche abusive, in campi agricoli, in prossimità di acque e rii, nelle
vicinanze di abitazioni. L’applicazione della legge che doveva bandire
l’amianto si è rivelata un vera e propria truffa. L’amianto è stato
utilizzato, grazie anche ai suoi costi bassi per profitti interessanti, in vari
settori e per vari scopi: tetti, tramezzi in edilizia, pannelli, industria
automobilistica, negli impianti idrici ed elettrici, come isolante acustico,
nell’industria ferroviaria e navale, per stucchi e vernici ecc. ecc. Lo stesso
Das con il quale molti di noi hanno giocato utilizza polvere di amianto. Eppure
sono centinaia e centinaia i morti, in questi ultimi anni ed in particolare
negli anni ottanta, nelle industri e estrattive e di lavorazione di questo
veleno. Poco si è fatto per limitare i danni e ancora meno per trovare
soluzioni alternative. Circa venti milioni di tonnellate di amianto sono ancora
presenti nelle nostre vite mentre il traffico illecito (e mafioso) per il
trasporto e l’imboscamento dello stesso non conosce tregue. Parliamo, in
sostanza, dell’ecomafia. Il rischio, infine, è che i Paesi ed i popoli di
quello che impunemente chiamiamo Terzo Mondo diventeranno, e già sono, anche la
pattumiera dei nostri veleni e della nostra mancanza di civiltà.
e... Berlusconi
Se separiamo
un'ape dal suo alveare, pur se nutrita a dovere e protetta da intemperie e
nemici, questa non sopravviverà comunque per più di tre giorni e morirà perché
ormai cellula separata da "l'organismo alveare" che deve essere
appunto considerato come un singolo animale costituito da 60.000 - 120.000 api.
Tra gli uomini
le cose funzionano in modo sicuramente diverso ma, se proviamo a considerare la
società umana come un organismo vivente e i singoli individui appartenenti a
questa società come cellule di questo organismo, troveremo una chiave davvero
suggestiva per analizzare e decodificare gli eventi sociali.
Dal tempo di
Menenio Agrippa sono stati diversi i tentativi di questo tipo che si sono
succeduti nella Storia ma, se procediamo alla luce delle attuali conoscenze
scientifiche in ambito biologico, embriologico, fisiologico e patologico, oggi
saremo in grado di scoprire delle relazioni tra organismo vivente e società
davvero fini e puntuali, niente affatto grossolane e approssimative.
Dal momento che
questa rivista è prevalentemente dedicata alla politica, mi interessa qui,
partendo dall'analisi dei processi semplici di aggregazione sociale e da
considerazioni piuttosto banali, trovare, alla fine, anche le motivazioni
"biologiche" del perché Berlusconi ha vinto le elezioni.
Anzi, sempre
nella speranza di vedere i compagni finalmente partecipare attivamente alla
discussione, propongo un'analisi collettiva lanciando un gioco, un percorso che,
partendo da pochi assunti e regole elementari che elenco qui di seguito, ci
porti, attraverso sequenze logiche fatte di ipotesi e deduzioni, al perché
della vittoria del "Berlusca".
Gli assunti e le
regole di partenza sono:
1.
Da soli si sta male e per questo, salvo eccezioni patologiche, gli
individui tendono ad aggregarsi
2.
Tutti noi emettiamo continuamente segnali, voluti o inconsapevoli, che
manifestano il nostro essere e i nostri desideri
3.
Tutti noi captiamo continuamente i segnali degli altri e "percepiamo
globalmente" gli altri classificandoli secondo una scala di identificazione
riferita a noi stessi (in altri termini misuriamo quanto ognuno è simile o
diverso da noi e attribuiamo a questo delta, a questa differenza, una valenza e
un segno + o - a seconda che noi percepiamo l'altro migliore o peggiore di noi)
4.
Quando individui diversi entrano in comunicazione, si stabiliscono dei
"flussi dare/avere" che vanno dal segno + al segno -
5.
Tendiamo ad aggregarci con chi percepiamo come superiore a noi (delta +)
perché perseguiamo la nostra crescita e il nostro cambiamento attraverso
l'apertura di un "flusso/avere" da lui verso di noi (scelta del
leader, del maestro)
6.
Tendiamo ad aggregarci con chi percepiamo come inferiore a noi (delta -)
perché perseguiamo la nostra crescita e il nostro cambiamento attraverso
l'apertura di un "flusso/dare" da noi verso di lui (scelta del
gregario, del discepolo)
7.
Con chi percepiamo come uguale, il delta è = 0 e non ci saranno flussi
dare/avere
8.
Tendiamo ad aggregarci con chi percepiamo uguale a noi quando ci sentiamo
insicuri e vogliamo sentirci protetti, evitando la crescita ed il cambiamento
(che è vitale ma ansiogeno)
9.
Cellule tutte uguali, e individui tutti uguali, servono solo ad aumentare
la massa dell'organo; queste cellule, moltiplicatesi oltre certi limiti senza
rispettare e tenere conto della vicinanza di altre cellule diverse (rifiuto di
comunicare con il diverso), sono tipiche del cancro e portano alla
disorganizzazione e alla morte.
10.
Ogni sistema vivente invecchia e tende alla morte, all'entropia e alla
riduzione e annullamento dei flussi
Adesso al lavoro
e, se volete, giochiamo provando a mettere insieme i pezzi fino al fenomeno
Berlusconi! (saranno considerate ed accettate benevolmente anche altre proposte
interpretative che partano da assunti e ipotesi di nuova proposizione) .
P. S.
: i migliori lavori saranno
pubblicati e gli autori riceveranno in premio una gigantografia del Cavaliere
che sorride mentre indica soddisfatto la sua tomba di famiglia ad Arcore, opera
realizzata dal famoso scultore Cascella
a cura di
Domenico Gigante
Antonio e Cesare Capuano
Marcello Ottolenghi