A Venere il 10 Novembre

 

 

E se ti vedo e non ti riconosco?

Concedimi Amore qualcosa, avanti!

Che la dolcezza che serbo nel petto

debba restare solo per mio diletto?

 

No, forza, ho un cuore che pulsa per te!

Ho provato i veleni che a tutti riservi

ma continui a darmi solo quelli, o no?

So che ci sei, ti sento, fatti toccare!

 

Se Eros è un dio non può invecchiare

e non penso sia troppo occupato

da non pensare a qualche freccia

(intrisa del tuo profumo) da volermi scoccare

 

Questa non è una preghiera, è un rimprovero!

Un rimprovero dolce, amichevole,

o ti piaccio a tal punto da non volermi

con nessun altro dividere?


Sul mio amico crucciato

 

 

Caro amico di notti brave di risate,

di mie notti scure da te confortate,

ora ti ritrovi crucci nella testa

di liberi pensieri in cui ogni sera era festa

 

La notte passata ti vedevo assente

ma ora so cosa covavi in mente,

il superbo dolore d’amore t’invade

e ti senti prigioniero che non evade

 

La catena che ti tiene legato

e forse ora più stretta sul tuo cuore dannato,

non essendo più libero fringuello

e solitario padrone del tuo piccolo castello

 

E se prima il libero volteggiare

la tua mente serena poteva accettare,

il solo pensiero di un meritato peccato

ora ti divide il cervello tra santo e indemoniato

 

Ma caro amico,

segui perennemente della vita gli odori

provenissero anche da cento diversi amori,

ma ricordati anche che il vino più buono e amato

e quello che nella botte nove anni è invecchiato.