Un mese drammatico raccontato dai protagonisti...

 

1) Resoconto della notte di sabato 24 Novembre 2001

 

Sembra ancora poco sicuro quante squadre abbiano agito sabato notte. Una soltanto che ha fatto tutto il giro per colpire i 3 obiettivi? Due? Tre? Fatto sta che la successione temporale sembrerebbe aver visto dapprima l'attacco alla famiglia Piperissa (Nangiu): e' stato un vero e proprio attentato. La tanica è stata messa proprio all'ingresso dell'abitazione. Il fuoco a contatto con la benzina ivi contenuta ha determinato una forte esplosione. Cecè Piperissa, il ragazzo che lavora presso l'ufficio postale di Badolato Superiore, è stato il primo a rendersi conto del dramma in atto. Il fumo ha ben presto invaso i locali dell'abitazione, con lo stesso Piperissa costretto a rischiare la propria incolumità, lanciandosi letteralmente tra le fiamme che si erano sprigionate di fronte l'entrata. Fuori dall'abitazione, oramai impossibile cercare di tornarvi dentro, Cecè si è adoperato per spegnere il fuoco, aiutato dal fratello. Non è stato difatti necessario l'intervento dei pompieri in questo caso. Alcune lievi ferite sembra siano state riportate pure dal fratello. Sconcerto tra i familiari. I bambini terrorizzati.

La seconda azione dell'attacco mafioso colpisce Pasquale Andreacchio: poco da dire (per fortuna, verrebbe da dire). La sua Punto celeste prende fuoco alle 3,25 circa. Qualcuno è nei paraggi e avvisa subito i vigili del fuoco, che arriveranno sul posto in venti/venticinque minuti.   Pasquale stesso, viene svegliato dall'antifurto della macchina. Chiama i vigili che con sua grande sorpresa arrivano dopo soli 10 minuti! Non sa che qualcuno vi aveva già provveduto pochi minuti prima. Frattanto, in quei momenti si sta consumando il terzo dramma della notte.

Tremendo è lo scenario che prende forma a casa Caminiti: mentre lasciava in fiamme la macchina di Pasquale Andreacchio (dovevano essere le 3,40 circa), la banda dei vigliacchi mafiosi (sempre se una sola banda è stata) si dirige verso Melindus.

Un amico di Turi Caminiti, Raffaele Iorfida di S.Caterina, scendendo da Badolato Superiore vede le fiamme sulla Punto di Pasquale. Non trovandolo sul posto ritiene che sia con Turi, e lo va a cercare rapidamente in paese. Non trovando nessuno in giro decide di andare direttamente a casa di Turi Caminiti, in via Melindus appunto. Arrivato lì per segnalare l'incendio della macchina di Pasquale Andreacchio, si ritrova invece quello della macchina di Turi: la macchina per la precisione è esplosa dopo essere stata avvolta dalle fiamme.

La sequenza a questo punto è drammatica. Raffaele cerca di chiamare Turi sul cell. Ma è spento.

Cerca di citofonargli continuamente. Lo chiama sul numero di casa senza sosta. Turi forse ha il sonno pesantuccio ma erano quasi le quattro, e la zona notte di casa sua sta dalla parte opposta rispetto a dove Raffaele si stava dannando.

Quest'ultimo, pur insistendo sul numero di casa, comincia oramai a suonare all'impazzata il clacson. E' a questo punto che Turi si sveglia. Praticamente in mutande si infila nell'altra sua vettura (una Palio) che stava oramai per essere toccata anch'essa dal fuoco; Raffaele Iorfida lo incitava a scappare subito invece lasciando perdere la vettura, che a lui sembrava già in fiamme.

Turi si brucia le mani, le braccia e la pianta dei piedi ma riesce a tirar fuori la vettura, che ha la plastica sulla fiancata visibilmente squagliata. Così facendo, egli ha in realtà fatto una cosa provvidenziale. Non tutti avranno presente il giardinetto della sua abitazione, ma la prospettiva era semplicemente tragica: la Palio era vicinissima a degli arbusti che avrebbero certamente preso fuoco. Le fiamme si sarebbero propagate lungo tutta la vegetazione spoglia della piccola area, sino ad arrivare nei pressi del bombolone del gas sito nello stesso giardino. Il rischio era cioè, quello di una barriera altissima di fuoco che avrebbe impedito a chiunque di uscire dalla casa, visto che l'uscita sul giardinetto è l'unica.

Peraltro il fuoco della macchina bruciata ha lambito il piano terra della casa. La finestra si è squagliata, ma i vetri hanno retto almeno sino all'arrivo dei pompieri: se si fossero rotti, le fiamme avrebbero raggiunto subito le tendine e da lì i molti libri, le carte varie, il pc ed altro materiale infiammabile esistente lì dentro. L'intero piano terra avrebbe preso fuoco in un amen.

I pompieri avrebbero tardato ancora un pò, pur essendo a due passi per via dell'incendio da Pasquale (sembra che Turi nel chiamarli, abbia fatto presente dove si trovava il "suo" fuoco, ed il pompiere in questione gli abbia detto "lo stiamo vedendo da qui il suo incendio! Vi vediamo da qui!"). Quel che è certo è che se Raffaele Iorfida non si fosse trovato a scendere a quell'ora, e se quella notte non si fosse recato a casa di Turi, sarebbe potuto succedere di tutto.

La famiglia di Caminiti, nel sonno, non si stava assolutamente rendendo conto di quanto si stava verificando a pochi metri di distanza. Inutile riaffermare anche qui che i bimbi di11 e 13 anni che hanno assistito alla scena non se la scorderanno per un pezzo.

 

 

 

 

AUTO COMBUSTIONI MULTIPLE: NOTTE PIROTECNICA

Nell'estate appena trascorsa molte volte vi ho informato di incendi che si sono verificati a Badolato. Questa volta avrei potuto farlo in tempo reale fin dalle tre e mezzo del mattino quando mi sono accorto, avvertito dall'antifurto e dallo scoppio di una gomma, aprendo la porta di casa mia che la mia auto era avviluppata dalle fiamme nella via Gramsci. Ma sapete com'è, bisogna prima pensare, parlare dopo che si è riflettuto soprattutto in questi casi. Scrivere di qualcosa che ti succede non è come scrivere di qualcosa che succede ad altri; come diceva Fabrizio "il dolore degli altri è un dolore a metà" e ti lascia la mente abbastanza lucida per pensare. Nessun pericolo per le persone con l'incendio della mia auto. Invece hanno corso seri pericoli due famiglie di Badolatesi. La famiglia di Turi Caminiti e la famiglia di Vincenzo Piperissa (Nangiu). A Turi ha preso fuoco l'auto, Peugeot bianca, posteggiata nel giardinetto sotto casa a ridosso della finestra dello studiolo a piano terra a Milindusso. L'altra macchina, a fianco, è stata salvata dallo stesso Turi che, prontamente, ustionandosi un po', l'ha portata fuori in strada. E con questo gesto, credo, ha salvato anche i suoi due figli e la moglie che, nel caso il fuoco si fosse propagato all'altra macchina, non avrebbero avuto vie di fuga. Alla famiglia Piperissa - Vincenzo e moglie, Tonino moglie e due figlioletti, Cecè - ha preso fuoco il portone d'ingresso principale dell'abitazione di Mingiano. Anche qui uno scoppio ha svegliato tutti quanti, quando già una coltre di fumo nero si stava propagando per le scale interne che servono i tre appartamenti della famiglia. Non senza difficoltà e con tremore sono stati portati in salvo i due bambini e poi si sono dati tutti da fare per spegnere il fuoco.
Stanotte per due volte in due posti diversi nello stesso orario si è sfiorata la strage e la tragedia. Per cosa?

Continuano ad arrivare telefonate di amici che esprimono solidarietà, qualche e-mail, qualche visita. Anche la gente che incontriamo per strada ci esprime solidarietà. Un volantinaggio è stato organizzato dai partiti di sinistra, di cui vi dirò più sotto. A tutti esprimo il mio ringraziamento per l'incoraggiamento e l'affetto.
Pasquale Andreacchio

(cura il sito di contro informazione www.gilbotulino.it ed è una delle vittime di quella notte)

 

IL VOLANTINO DEI PARTITI DI SINISTRA
Partito dei Democratici di Sinistra, Partito dei Comunisti Italiani
Federazioni provinciali di Catanzaro
Sezione DS A. Larocca Badolato
Sezione PdCI V. Paparo Badolato

Le Federazioni provinciali e le locali sezioni dei Comunisti Italiani e dei democratici di Sinistra con questo documento esprimo ferma condanna e profonda solidarietà a Pasquale Andreacchio (curatore del sito d'informazione Gil Botulino), a Turi Caminiti e alla famiglia di Vincenzo Piperissa per i vili attentati incendiari di cui sono stati vittime questa notte. Invitiamo la cittadinanza a mobilitarsi contro i vigliacchi che agiscono nel buio perpetrando azione che hanno messo a repentaglio l'incolumità fisica delle famiglie stesse.

Le forze politiche e sociali di Badolato sanno di doversi assumere le proprie responsabilità e sanno di dover prendere una posizione nettissima contro la barbarie e l'inciviltà di questi personaggi.

L'attacco ad Andreacchio appare oltretutto gravissimo in quanto è il tentativo di chi, con la violenza, vuole reprimere una voce libera in questa comunità.

Si invita l'Amministrazione comunale a convocare un consiglio comunale aperto e di chiedere una riunione sull'ordine e la sicurezza pubblica a Badolato.

I nostri due partiti sono in prima linea nella difesa della libertà di espressione e lotteranno sempre per permettere a tutti di esprimere liberamente la propria opinione.

I segretari Nicola Criniti, Ernesto Menniti.

 

 

LA MONGOLFIERA, MINORANZA NEL COMUNE, È VICINA ALLE VITTIME DEGLI ATTACCHI
(dal sito dei DS di Badolato
http://web.tiscali.it/dsbadolato)

La Mongolfiera è in stato di notevole tensione e partecipazione emotiva per i fatti che hanno visto colpite le vittime degli attentati delinquenziali di sabato notte. Grandissimo dispiacere e profondo affetto per la famiglia Piperissa (Cecè è un caro amico), e grande solidarietà per Turi Caminiti e Pasquale Andreacchio che erano nostri candidati alle ultime elezioni.
Il nostro movimento civico proprio in queste ore ha deciso di darsi una struttura più efficace da un punto di vista organizzativo, con un proprio organismo dirigente che aiuti anche il gruppo consiliare: ed è quella di queste ore la prima prova seria a cui siamo chiamati.
Anzitutto stiamo e staremo vicini ai nostri due amici Turi e Pasquale. Siamo orgogliosi di averli avuti con noi in lista alle ultime amministrative. Per noi è stato naturale, in questi momenti, cercare di stare in loro compagnia, parlare, stare uniti, fare riunioni e incontrarsi. E ne capiamo l'amarezza. Capiamo l'amarezza per famiglie che soffrono per un semplice torto: avere al loro interno persone coraggiose e serie che lottano per migliorare lo stato di cose del proprio paese, della propria comunità, dei propri figli. E non è retorica. Se decidono di tappare la bocca a chi dice ciò che pensa, siamo davvero di fronte ad una questione di civiltà a questo punto.
Paghiamo un prezzo altissimo per aver deciso di lottare le forze e gli interessi marci che vogliono fare il bello ed il cattivo tempo a Badolato. Ma non saranno questi atti a farci recedere. Anzi, abbiamo uno slancio in più. Abbiamo deciso proprio in queste ore di organizzarci diversamente. Di essere più uniti e coordinati. Di darci una struttura come forza civica seria, in questo Comune, che ha così tanto bisogno di legalità.
Dovremo prendere una posizione forte e dura al consiglio di mercoledì. E dovremo attuare forme di protesta e solidarietà molto visibili nei prossimi giorni, perché è su queste prove che si giocano la vera credibilità di questa comunità e la forza di questa nostra alleanza civica. (La coalizione civica "La Mongolfiera")

 

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BADOLATO (dalla bacheca comunale)

Tutte le componenti politiche idealmente rappresentate che formano il Consiglio e il movimento "5 Stelle" esprimono corale e forte solidarietà ai cittadini Andreacchio, Caminiti e Piperissa, condannando fermamente chi ha commesso inaccettabili atti di violenza ed intimidazioni.
L'intolleranza, la sopraffazione, sono inconcepibili e sempre da respingere come risoluzione di conflitti di qualsiasi natura.
Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini a essere uniti nel rifiuto totale di tutto quello che non permette una libera dialettica e competizione politica, amministrativa e culturale, mettendo in cattiva luce un Paese e una Cittadinanza che nulla hanno a che spartire con simili inquietanti e poco edificanti episodi di malvagità.
26 novembre 2001 L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 

GLI AVVENIMENTI DI SABATO NOTTE SULLA STAMPA LOCALE

La stampa locale - Il Quotidiano e Il Domani, La gazzetta del Sud come al solito è in forte ritardo - dedica articoli di cronaca agli avvenimenti dell'altra notte. Ve li riporto tutti e tre. Da segnalare l'articolo di Antonio Iliano, Sul Quotidiano, che inventa tutto, vuoto di qualunque contenuto. Al sig. Iliano vorrei chiedere chi sono i suoi informatori, al Direttore del Quotidiano vorrei chiedere a cosa gli serve un inventore nel suo giornale. L'articolo di Fabio Guarna, ancora sul Quotidiano, riporta la notizia per come l'ha data ieri Gil Botulino.

Da segnalare l'articolo di Franco Laganà, sul Domani, che questa volta ha fatto un ottimo lavoro - non so per il virgolettato, che in ogni caso esprime il pensiero degli intervistati - raccontando le cose per come si sono svolte. Segno è che quando vuole fare veramente il corrispondente ci riesce egregiamente.

 

Badolato. L'intervento di carabinieri e pompieri. S'indaga

DUE VETTURE DISTRUTTE DAL FUOCO

BADOLATO - L'altra notte in Badolato Marina due auto in sosta sono state distrutte a causa di un incendio sviluppatosi all'interno dell'abitacolo. Erano le tre di notte quando alcune persone per caso hanno visto lingue di fuoco uscire da due autovetture. Una Fiat "Punto" ed una Palio Weekend. Subito si è provveduto ad avvisare i vigili del fuoco di stanza a Soverato ed i carabinieri della locale Stazione che, in breve, sono giunti sul luogo indicato ed hanno cominciato ad attivarsi per cercare di spegnere l'incendio, le cui fiamme hanno anche lambito un portone vicino di legno.
Si è provveduto così ad allontanare quanti si trovavano nelle vicinanze perché si temeva che un eventuale scoppio di serbatoi potesse causare danni alle persone. Quindi i vigili del fuoco sono riusciti a domare l'incendio. Purtroppo le due auto (il cui proprietario è un impiegato) sono andate completamente distrutte. Allo stato attuale (anche se le indagini dei carabinieri tese a chiarire le cause dell'incendio stanno procedendo a pieno ritmo), non è dato sapere se all'interno dell'abitacolo delle due auto, che risultano assicurate, sono state riscontrate tracce di materiale infiammabile. L'episodio ha destato clamore in paese perché nessuno riesce a capire il motivo dell'increscioso episodio.
A quanto si dice, sarebbe da escludersi l'attentato o l'avvertimento.

(ANTONIO ILIANO - IL QUOTIDIANO - 27-11-2001)

 

 

Badolato. La notizia circola sul sito di Pasquale Andreacchio

GLI INCENDIANO L'AUTO DI NOTTE E RACCONTA TUTTO SU INTERNET

BADOLATO - Misterioso episodio di cronaca nera la scorsa notte a Badolato. L'autovettura di Pasquale Andreacchio, curatore di un sito internet del luogo denominato "Gilbotulino" e quella di Turi Caminiti la notte del 24 novembre scorso hanno preso fuoco. Del pari si è incendiato il portone d'ingresso dell'abitazione di Vincenzo Piperissa. Esclusa l'autocombustione, gli incendi sembrano di matrice dolosa. Anche se risulta di difficile identificazione il carattere e la natura di detta matrice. Resta da osservare che senza il pronto intervento delle vittime dei presunti attentati, sarebbero stati possibili danni alle abitazioni e alle persone.
La seconda auto andata in fiamme appartiene a Pasquale Andreacchio che così registra e commenta sul suo sito internet l'evento diffondendo per tutti gli iscritti alla mailing-list di Gilbotulino il seguente messaggio: "Auto combustioni multiple, notte pirotecnica. Nell'estate appena trascorsa molte volte vi ho informato di incendi che si sono verificati a Badolato. Questa volta avrei potuto farlo in tempo reale fin dalle tre e mezzo del mattino quando mi sono accorto, avvertito dall'antifurto e dallo scoppio di una gomma, aprendo la porta di casa mia che la mia auto era avviluppata dalle fiamme nella via Gramsci. Ma sapete com'è, bisogna prima pensare, parlare dopo che si è riflettuto soprattutto in questi casi. Scrivere di qualcosa che ti succede non è come scrivere di qualcosa che succede ad altri; come diceva Fabrizio "il dolore degli altri è un dolore a metà" e ti lascia la mente abbastanza lucida per pensare. Nessun pericolo per le persone con l'incendio della mia auto. Invece hanno corso seri pericoli due famiglie di Badolatesi. La famiglia di Turi Caminiti e la famiglia di Vincenzo Piperissa (Nangiu). A Turi ha preso fuoco l'auto, peugeot bianca, posteggiata nel giardinetto sotto casa a ridosso della finestra dello studiolo a piano terra a Milindusso. L'altra macchina, a fianco, è stata salvata dallo stesso Turi che, prontamente, ustionandosi un po', l'ha portata fuori in strada. E con questo gesto, credo, ha salvato anche i suoi due figli e la moglie che, nel caso il fuoco si fosse propagato all'altra macchina, non avrebbero avuto vie di fuga. Alla famiglia Piperissa - Vincenzo e moglie, Tonino moglie e due figlioletti, Cecè - ha preso fuoco il portone d'ingresso principale dell'abitazione di Mingiano. Anche qui uno scoppio ha svegliato tutti quanti, quando già una coltre di fumo nero si stava propagando per le scale interne che servono i tre appartamenti della famiglia. Non senza difficoltà e con tremore sono stati portati in salvo i due bambini e poi si sono dati tutti da fare per spegnere il fuoco. Stanotte per due volte in due posti diversi nello stesso orario si è sfiorata la strage e la tragedia. Per cosa? Continuano ad arrivare telefonate di amici che esprimono solidarietà, qualche e-mail, qualche visita. Anche la gente che incontriamo per strada ci esprime solidarietà. Un volantinaggio è stato organizzato dai partiti di sinistra, di cui vi dirò più sotto. A tutti esprimo il mio ringraziamento per l'incoraggiamento e l'affetto. Pasquale Andreacchio".
La cittadinanza badolatese ha manifestato solidarietà alle vittime dell'avvenimento così come anche hanno fatto le locali segreterie dei democratici di Sinistra e dei Comunisti Italiani, che hanno invitato la cittadinanza a mobilitarsi e hanno chiesto al sindaco l'immediata convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale sull'ordine e la sicurezza pubblica.
(FABIO GUARNA - IL QUOTIDIANO - 27-11-2001)

 

CRIMINALITÀ - Approfittando del buio, ignoti hanno incendiato due automobili e il portone di un'abitazione
BADOLATO, TRE ATTENTATI IN UNA NOTTE
DS e Comunisti italiani chiedono una riunione aperta del Consiglio comunale

BADOLATO - Notte di fuoco a Badolato con due auto incendiate ed il tentativo di far saltare il portone di una abitazione civile. I tre vili attentati di natura dolosa sono stati portati a termine dopo la mezzanotte di domenica scorsa. Ignoti hanno preso di mira l'abitazione della famiglia dell'agricoltore Vincenzo Piperissa, ubicata alla periferia del centro abitato di Badolato Superiore in una zona isolata. "Verso le tre di notte - hanno dichiarato i componenti della famiglia - abbiamo sentito un boato davanti al portone, la casa all'interno è stata investita dal fumo che ci impediva di respirare. Dopo aver svegliato i bambini, abbiamo aperto gli infissi ed abbiamo abbandonato la casa. Davanti al portone c'era una tanica con tracce di benzina, abbiamo spento l'incendio e chiamato i carabinieri. Fortunatamente ce la siamo cavata con molta paura anche se i bambini sono rimasti scioccati e difficilmente dimenticheranno questo drammatico episodio".
Il secondo attentato si è verificato poco dopo nel centro abitato di Badolato Marina dove i soliti piromani hanno cosparso di benzina l'autovettura dell'ing. Pasquale Andreacchio che in pochi minuti è andata completamente distrutta. L'arrivo dei vigili del fuoco è servito a spegnere la parte interiore del motore. La macchina era parcheggiata sotto casa sulla provinciale che da Badolato Marina porta in paese. Anche qui tanta paura e panico tra gli abitanti della zona.
L'ultimo atto temerario sotto la villetta del tecnico multimediale Salvatore Caminiti. Qui ignoti, dopo aver scavalcato il cancello, hanno incendiato l'autovettura parcheggiata sotto la finestra dello studio. Le fiamme altissime hanno svegliato la famiglia Caminiti che dormiva al primo piano. "Ci siamo precipitati fuori insieme a mia moglie ed ai miei figli, la macchina di mia moglie stava per essere avvolta dalle fiamme ma sono riuscito a spingerla fuori dal cancello evitando che si incendiasse. La mia invece è ridotta ad una carcassa. Le fiamme hanno danneggiato la finestra che fortunatamente ha evitato che le fiamme si propagassero nello studio. Mi dispiace per i miei figli che hanno assistito a questo grave episodio di criminalità che poteva mettere a repentaglio la vita della mia famiglia".
I carabinieri della Compagnia di Soverato e della locale stazione recatisi sul posto hanno effettuato i rilievi di routine, scattato foto, registrato le dichiarazioni delle persone che hanno subito gli attentati. Indagini sono in corso per cercare di individuare i responsabili dei vili attentati, che hanno scosso l'opinione pubblica. Unanime la condanna degli abitanti di Badolato che hanno fortemente condannato l'accaduto esprimendo solidarietà alle tre famiglie che mai hanno avuto problemi con la giustizia. Nessuno degli interessati ha saputo dare spiegazioni sui motivi degli attentati, sia Caminiti esponente dei DS di Badolato, che Andreacchio alle ultime elezioni comunali di primavera, erano stati candidati della lista civica "La Mongolfiera" in contrapposizione alla lista, poi risultata vincente "Cinque Stelle". Immediata la presa di posizione dei Democratici di Sinistra e dei Comunisti Italiani che hanno diffuso un volantino di condanna a firma dei rispettivi segretari di sezione, Nicola Criniti diessino ed Ernesto Menniti dei comunisti italiani.
Questo l testo integrale del documento: "Le Federazioni provinciali e le locali sezioni dei Comunisti Italiani e dei democratici di Sinistra con questo documento esprimo ferma condanna e profonda solidarietà a Pasquale Andreacchio (curatore del sito d'informazione Gil Botulino), a Turi Caminiti e alla famiglia di Vincenzo Piperissa (Nangiu) per i vili attentati incendiari di cui sono stati vittime questa notte. Invitiamo la cittadinanza a mobilitarsi contro i vigliacchi che agiscono nel buio perpetrando azione che hanno messo a repentaglio l'incolumità fisica delle famiglie stesse. Le forze politiche e sociali di Badolato sanno di doversi assumere le proprie responsabilità e sanno di dover prendere una posizione nettissima contro la barbarie e l'inciviltà di questi personaggi. L'attacco ad Andreacchio appare oltretutto gravissimo in quanto è il tentativo di chi, con la violenza, vuole reprimere una voce libera in questa comunità. Si invita l'Amministrazione comunale a convocare un consiglio comunale aperto e di chiedere una riunione sull'ordine e la sicurezza pubblica a Badolato. I nostri due partiti sono in prima linea nella difesa della libertà di espressione e lotteranno sempre per permettere a tutti di esprimere liberamente la propria opinione".
(FRANCO LAGANÀ - IL DOMANI - 27-11-2001)

 

LA CONDANNA DELL'AMMINISTRAZIONE E DEI PARTITI SOLIDALI CON LE VITTIME DEGLI ATTENTATI

BADOLATO – Proseguono le indagini da parte degli inquirenti per identificare l'autore o gli autori dei tre attentati incendiari dell'altra notte. La laboriosa comunità dell'antico borgo medievale di Badolato è stata scossa da alcuni gravi episodi delittuosi; nei cittadini si è creato vivo sdegno per i vili attentati. Gli incendiari, ignoti, hanno preso di mira la casa di Vincenzo Piperissa, sita in Badolato Superiore, dando fuoco al portone. L'incendio è stato spento dagli stessi inquilini i quali per fortuna non hanno subito danni, ma tanta è stata la paura. Invece nella Marina sono state incendiate due autovetture: una appartiene a Pasquale Andreacchio e l'altra è di proprietà di Salvatore Caminiti. Le due macchine si trovavano parcheggiate nei pressi delle abitazioni dei proprietari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi di rito. Per questi gravi fatti i Ds e i Comunisti italiani, in un comunicato, hanno espresso condanna e solidarietà ai cittadini che sono stati colpiti dai vili attentati. Il documento, firmato dai segretari Nicola Criniti (diessino) ed Ernesto Menniti (Comunisti italiani) tra l'altro dice: "Le forze politiche e sociali di Badolato sanno di doversi assumere le proprie responsabilità e sanno di dover prendere una posizione nettissima contro la barbarie e l'inciviltà di questi personaggi". "Si invita – prosegue il documento – l'amministrazione comunale a convocare un Consiglio aperto e di chiedere una riunione sull'ordine e la sicurezza pubblica a Badolato". "I nostri due partiti – conclude la nota – sono in prima linea nella difesa della libertà di espressione e lotteremo sempre per permettere a tutti di esprimere liberamente la propria opinione". Il sindaco Gerardo Mannello a nome dell'Amministrazione ha espresso solidarietà ai cittadini colpiti, condannando fermamente chi ha commesso inaccettabili atti di violenza e intimidazione. "Ieri la Giunta – ha riferito il sindaco Mannello – ha deliberato di potenziare la vigilanza del territorio comunale, allo scopo di prevenire simili atti". Il primo cittadino, tra l'altro, ha detto che stamane si riunirà il consiglio comunale, oltre agli argomenti inseriti all'ordine del giorno, si discuterà degli eventi delittuosi degli ultimi giorni.

(ITALO RANIERI - LA GAZZETTA DEL SUD 28-11-2001)

 

 

 

 

 

2) Il primo consiglio comunale post attentati

 

 

Il 28 Novembre si tenne un consiglio, previsto prima degli eventi intimidatori del 24/11. La maggioranza, in quei 4 giorni tremendi, non sentì neppure il dovere di aggiungere un punto di solidarietà all'O.d.G. di tale consiglio comunale (peraltro convocato ad un orario assurdo: le 9,30 del mattino!).

Noi, che facciamo parte di un'alleanza civica in cui è confluito il partito ("La Mongolfiera"), abbiamo abbandonato l'aula, con motivazioni che alcuni cittadini onesti hanno definito delle "sassate". Alcuni consiglieri di maggioranza volevano querelarci, dopo aver ascoltato queste parole (minacce poi cadute nel nulla). Purtroppo non è sempre facile dire le cose negli atti ufficiali per come realmente sono. Sappiamo come possono stare le cose ma non potremmo mai provarlo. In questi casi le voci ufficiose e sussurrate sarebbero il miglior antidoto anti omertoso, specie di fronte alla debolezza della presunta società civile, o di parte di essa.

Dalle parole che abbiamo pronunciato si evince la nostra volontà di farle pesare realmente come pietre, contro una sottocultura mafiosa che continua a soffocare anche le Istituzioni rappresentative.

 

Il gruppo consiliare di minoranza del Comune di Badolato "La Mongolfiera" nell'apertura del consiglio comunale odierno comunica quanto segue:

 

Nella notte di sabato 24 novembre ignoti hanno perpetrato una serie di gravissimi atti incendiari ai danni di alcuni cittadini di questo Comune. Le famiglie Andreacchio, Caminiti e Piperissa hanno subito danni a cose e in alcuni frangenti rischiato per la propria incolumità fisica.

A loro è andata in questi giorni la solidarietà di tanti cittadini, di vari partiti e movimenti, ed essa viene da noi ribadita in termini ancora più sinceri nella seduta di oggi, in questo consiglio comunale. Sono atti che ci fanno inorridire e vergognare di appartenere ad una comunità che al proprio interno ha persone così spregevoli, vigliacche e malvagie. Siamo di fronte a dei criminali in piena regola. Questi atti delinquenziali hanno un chiaro sapore intimidatorio. Non sono dei dispetti o delle ragazzate come anche in questa sede si è voluto, più volte in questi anni, far credere.

Sono atti di stampo mafioso.

Sono l'ennesimo tentativo di colpire persone che da tempo hanno deciso di schierarsi contro interessi sporchi e marci in questo Comune. E sono atti che per la loro gravità, stavolta hanno superato ogni limite. Non esiste più alcun tipo di considerazione se si minaccia consapevolmente la vita stessa delle famiglie.

Turi Caminiti e Pasquale Andreacchio, sono in particolar modo impegnati nel rivendicare una politica fatta con onestà e coraggio. Pagano per voler vivere nel loro paese senza che vi prevalgano le regole della sopraffazione violenta, dell'omertà, delle connivenze.

Sono buoni cittadini perché si impegnano di fronte ai torti e ai soprusi, a differenza di tanti altri, che non muovono un dito e fingono di non vedere. Ecco l'omertà. Ecco la coscienza grigia. Sapere che col proprio silenzio si protegge e si rafforza una situazione drammatica come quella di questo paese. Ecco cosa vuol dire minimizzare. Cosa vuol dire fingere che in questo paese non vi sia la mafia. Fingere che una parte politica non venga presa di mira dai delinquenti per le lotte che conduce oramai da diversi anni.

Per le minoranze di questo Comune fare politica in maniera limpida qui a Badolato, a questo punto diventa difficilissimo. Diventa un'impresa ardua che già da tempo richiede fermezza d'animo e tanto, tanto coraggio.

Da anni ormai, alcuni cittadini che hanno deciso di far politica amministrativa in questo Comune sono esposti periodicamente ad atti intimidatori gravissimi.

In un passato meno recente persone come Mimmo Bressi hanno visto l'incendio delle proprie auto e della propria casa in campagna. Così anche per l'allora assessore Pietro Gallelli. Ripetutamente altri esponenti politici o cittadini come Franco Laganà e Rino Rudi hanno subito minacce e atti intimidatori di notevole gravità.

Più recentemente abbiamo avuto altre incredibili escalation delinquenziali. Lo stesso Laganà, capogruppo consiliare all'epoca, di una parte di questa minoranza, ha ricevuto buste con pallottole nel 98. Nello stesso anno i consiglieri delle minoranze hanno ricevuto lettere minatorie in cui venivano avvertiti che la bocca sarebbe stata loro tappata "con un colpo di pistola". Abbiamo preso atto di un coltello conficcato nella nostra bacheca e l'incendio della stessa. Mimmo Bressi, nostro consigliere comunale ha dovuto subire nell'estate 2000 e nel gennaio 2001 intimidazioni che hanno visto colpita la propria automobile.

Oggi siamo qui a commentare l'attacco a persone come Caminiti e Andreacchio, da tempo ritenute scomode. Siamo orgogliosi di avere nelle nostre file e di avere avuto come candidati Turi e Pasquale, che hanno dimostrato in questi mesi tutto il loro impegno civico nella tutela degli interessi vitali della comunità badolatese.

E siamo stanchi, noi e le persone a noi care, di essere oggetto della delinquenza locale. Stanchi di lottare contro l'incultura che spesso ci ritroviamo davanti.

Ma i vigliacchi pur piegandoci nel dolore per tali malvagità, non spezzano la nostra integrità, il nostro rigore, la nostra forza d'animo. Ed in questo siamo, purtroppo, davvero purtroppo, gli unici.

A tratti ci troviamo a riflettere amaramente sul fatto che siamo davvero soli su certi fronti.

Soltanto noi, subiamo periodicamente attacchi di questo tipo. Soltanto noi lottiamo contro gli interessi marci di questa comunità, contro il manipolo di delinquenti che avvelena la vita sociale, politica, economica di questo Ente. Ed è una lotta che a questo punto deve conoscere altri strumenti. Interesseremo chiunque adesso potrà far luce e prendere di petto il "caso Badolato", per come si è ormai sviluppato. Il caso cioè di un paese chiaramente in balìa di criminali e delinquenti anche in grado di far male alle persone fisiche. Di malavitosi a tutti gli effetti.

Quello di oggi, poi, è un consiglio che ci dà motivi di perplessità ulteriore. È la dimostrazione di un fatto inequivocabile di fronte ai gravissimi episodi di sabato: noi appartenenti e rappresentanti di questa minoranza, siamo molto diversi da voi che state in questa maggioranza. Qualcuno in questo consiglio si trincera dietro frasi di rito già sentite. Noi non vi accusiamo, come invece abbiamo sentito lamentarvi, di essere i mandanti di quanto accaduto.

Voi non avete neppure la forza per imporvi nelle scelte amministrative rilevanti per la Comunità, mai e poi mai vi faremmo in grado di ordire piani delinquenziali. Ovvio.

Ma voi avete sul groppone gravissime responsabilità politiche e morali in questo Comune. Voi non impedite che l'illegalità prenda il sopravvento. Siete una classe di amministratori deboli. Voi non lottate le persone che invece di essere emarginate a Badolato, pensano di poter comandare. Voi non li combattete, e questa è una parte della verità.

Noi invece lo facciamo, e per questo siamo colpiti. E questa è l'altra parte.

I fatti di sabato sono un attacco alla libertà di esprimere con forza e coraggio il proprio pensiero. Tappare la bocca di qualcuno incendiandogli la macchina e minacciandone l'incolumità fisica è qualcosa che, nel comprensorio, si verifica solo a Badolato. È un pessimo primato, davvero. Questo succede quando solo poche persone cercano di battersi per un paese pulito, e per la legalità amministrativa. Voi siete la dimostrazione lampante della mancanza di coscienza civica. E dei mali che tale mancanza provoca.

Se non siete di questa opinione dovreste spiegare al popolo voi stessi, perché è stato colpito proprio Pasquale Andreacchio. O perché proprio Turi Caminiti, che già pochi mesi fa, il giorno successivo ad una festa in Badolato Superiore, aveva avuto degli avvertimenti con dei volantini lanciati in strada nella notte stessa. Perché proprio loro? Perché da 5 anni solo noi della minoranza siamo minacciati e colpiti con costanza dai delinquenti del posto? Perché colpiscono solo noi, dunque, se non perché denunciamo l'illegalità ed il marcio in questo Comune.

Potreste spiegarlo voi, sennò, il perché. In fin dei conti nel farvi certe domande utilizziamo solo dei dati di fatto. È provato; è agli atti in caserma; è sui giornali di questi anni. Spiegate voi perché ci colpiscono, perché intimidiscono i politici di questa fazione civica e politica. Rispondete voi a questo punto. Ma non credo abbiate troppa voglia di farlo. Sennò avreste dovuto come minimo convocare una riunione tra le forze sociali e le forze dell'ordine per fare il punto della situazione. Sennò avreste dovuto spostare questo consiglio ad un orario diverso, non facendolo alle 9,30 di mattina! Avreste dovuto facilitare la partecipazione popolare oggi e non osteggiarla.

Ma non avete nulla da rispondere in realtà. Voi stessi sapete che il movente di attacchi come quello a Pasquale e Turi è legato a questioni amministrative, sennò non scrivereste nei vostri documenti di solidarietà, che la violenza non è il modo di risolvere alcun tipo di confronto!

Lo sapete anche voi dunque che c'è un confronto in atto, e non potete non sapere a questo punto, che le voci libere in questo confronto, davano fastidio.

Avete un modo assai curioso di mostrarvi solidali. Nessun consigliere nella giornata di domenica a poche ore dagli attacchi è andato a esprimere solidarietà alle vittime degli stessi. Molti di voi non si sono fatti vedere in giro. Molti hanno ignorato volutamente la presenza di Andreacchio e Caminiti, nel luogo pubblico in cui stavano assieme, a pochi metri di distanza. Nessuno ha telefonato. Una solidarietà come la vostra, fatta di carta, l'abbiamo già vista e conosciuta abbondantemente negli ultimi 5 anni. A ogni attacco sentivamo le vostre impressioni. Dapprima quelle ufficiali. Poi uscivano fuori quelle reali, con i commenti più incredibili: "Sono ragazzate", "a Badolato non esiste malavita, le pallottole ve le mandate voi" "i veri criminali siete voi" ecc ecc. Insomma invece di preoccuparvi e solidarizzare nella sostanza, voi minimizzavate. Ecco oggi dove ci troviamo, anche grazie alla vostra cultura del "minimizzare", del "negare" la pericolosità reale delle cose, dei fatti. Eccoci qui oggi, a ricommentare fatti come quelli di sabato notte. Ma stavolta, se ci consentite, a nome di Andreacchio e Caminiti preferiamo fare gentilmente a meno di una solidarietà fatta di carta ed apprezzare il calore umano dei cittadini, anche vostri elettori, che hanno avuto modi molto meno formali e più sinceri. Quel calore umano che i vostri consiglieri ad esempio, hanno deciso di non mostrare abbassando lo sguardo di fronte a Turi e Pasquale. Non siete i mandanti di nulla, ma avete gravissime responsabilità sulla piega che a Badolato ha preso questa politica. Una politica che non è riuscita bloccare la deriva sociale economica e morale di questa comunità, anzi avallando azioni di dubbia legalità come viene dimostrato anche in questo consiglio sulla vicenda Tefisel e su altre su cui ci muoveremo su ogni livello. Avete dato voi per primi i peggiori esempi. Voi siete tra i responsabili del degrado morale e civico di questa comunità, oggi.

Noi non siamo come voi. E di questo siamo orgogliosi, e sappiamo di fare con ciò molto più per garantire un futuro di non sopraffazione alle future generazioni, ai nostri ed ai vostri figli: perché non abbiano più da vedere le scene che alcuni di loro, hanno visto sabato notte.

 

Di fronte a questi atti incredibili per malvagità e vigliaccheria, per un movente politico che mira a tappare le bocca di tutti colpendo un simbolo dell'informazione e della lotta civica locale.

 

Di fronte a comportamenti gravidi di conseguenze di amministrazioni deboli come questa.

 

Di fronte alla loro insipienza, al loro "non fare" al loro "non combattere" al loro "non reagire" nemmeno con gesti di umana solidarietà ma solo con carte formali in cui si esprime solidarietà lamentandosi del fatto che si sporca l'immagine del paese.

 

Di fronte ad un nuovo impedimento dei corretti lavori della assise comunale, visti un orario ed un giorno oramai costantemente assurdi per un consiglio comunale, specie per i fatti accaduti.

 

Di fronte a tali eventi, il nostro gruppo consiliare abbandona questa seduta del consiglio comunale.

Per noi l'attuale amministrazione è squalificante e delegittimata nei fatti da un modo di amministrare indegno e passivo di fronte alla degenerazione criminale che colpisce le minoranze di questo Comune da diversi anni oramai. Lo è per un modo di amministrare gravissimo, che abbiamo deciso di contrastare a tutti i livelli.

Vi lotteremo fino in fondo, lotteremo la vostra passività, come coloro che pensano di intimidirci. La nostra risposta toccherà tutti i livelli istituzionali che ci sarà possibile toccare. Badolato dovrà essere oggetto della più grande attenzione da parte di istituzioni nazionali, delle forze dell'ordine e dei mass media. E ci batteremo perché ciò avvenga da subito.

 

Il gruppo consiliare della Mongolfiera

Badolato, 28.11.2001

 

 

 

COMMENTI:

OGGI SI E' TENUTO IL CONSIGLIO COMUNALE DELLA VERGOGNA

Assenti il sindaco, il vicesindaco, il presidente del consiglio e la consigliera Battaglia. Alle 9.30, come se nulla fosse successo nei giorni scorsi, presieduto dal vicepresidente Salvatore Rondinelli si è tenuto il consiglio comunale convocato venerdì scorso. Già molti malumori aveva destato l'ora della convocazione - anche il giorno, scelti in spregio della minoranza che nel consiglio precedente aveva chiesto che si facesse in giorni e ore accessibili ai cittadini - ma dopo gli incendi della notte tra Sabato e Domenica si sperava che una discussione in merito fosse inserita all'O.d.G., di tempo ce ne sarebbe stato a sufficienza. Evidentemente per le cinquestelle (il nome dell'attuale amministrazione comunale, ndr) sono eventi che non hanno importanza tale da meritare, non dico un consiglio comunale aperto, una modifica all'O.d.G. Per tali motivi la minoranza dopo aver letto, e messo agli atti, un documento di condanna degli eventi e dei comportamenti della maggioranza, ha abbandonato l'aula senza attendere alcuna replica.

Nella serata, c'era malumore tra i consiglieri di maggioranza, che si sono sentiti offesi dal documento a tal punto da minacciare, qualora se ne ravvisano le condizioni, di querelare la minoranza.

Noi non possiamo esservi testimoni di quanto è successo nel Consiglio comunale, per scelta della maggioranza cinquestelle che ha tenuto il consiglio in un'ora e in un giorno in cui i cittadini, come noi, che si guadagnano da vivere esclusivamente con il proprio lavoro, non possono partecipare. Sembra che dopo l'uscita della minoranza, che era stata accompagnata in aula da un gruppo di sostenitori, il consiglio sia proseguito, alla presenza dei soli addetti ai lavori. Se volete saperne di più, dunque, chiedete gli atti del Consiglio.

Per quanto ci riguarda possiamo pubblicare il documento letto ed allegato agli atti dal gruppo "La Mongolfiera" che ci ha fornito una copia. Come al solito troppo lungo per le News andate a leggerli sul sito.

 

 

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE VISTO DALLA STAMPA LOCALE
Ancora oggi il corrispondente del Domani dà il resoconto più aderente alla realtà, perché si è informato sentendo tutte le persone citate nell'articolo. Come anche Salvatore Rondinelli dice nella sua intervista a Franco Laganà, il vice presidente NON "si è soffermato sui recenti fatti accaduti" - come dice il corrispondente della Gazzetta - ma ha ceduto subito la parola al capogruppo della Mongolfiera. E la minoranza ha lasciato immediatamente l'aula dopo aver letto il documento di solidarietà e condanna. Non avrebbe potuto fare altro, visto che era la protesta per aver messo il consiglio in un giorno e in un'ora indecente e per non aver aggiunto all'ordine del giorno uno straccio di punto di discussione sui fatti accaduti. Bene ha fatto anche perché, come si vede dal resoconto di Franco Laganà, si sarebbe finiti per essere sopraffatti dalle parole della maggioranza che in questi casi sa come esprimere la sua solidarietà.
Il corrispondente del Domani Franco Laganà - certamente ricorderà come lo ricordo io perché presente a quel consiglio -, non molti anni fa - nella fase 1 di cinquestelle - era stato bersaglio di vili e pesanti minacce intimidatorie. I DS di Badolato, e molti cittadini, protestarono civilmente e fermamente. Cinquestelle convocò un consiglio di solidarietà. E che cosa successe in quel consiglio di solidarietà? In quel consiglio di solidarietà fu espressa la solidarietà a Franco Laganà, allora capogruppo di minoranza e alla fine, tra proteste e urla del pubblico presente, Franco Nisticò - esponente di quella e di questa maggioranza - terminò il suo intervento indicando coll'indice teso Franco Laganà e dicendogli - testuale - "L'unico mafioso qui sei tu!". Se deve andare ancora una volta così, lasciamoli perdere questi Consigli di solidarietà di facciata.

(L'autore di questo brano è Pasquale Andreacchio, curatore del sito www.gilbotulino.it e vittima di uno degli attentati in oggetto)

CONSIGLIO COMUNALE: LA MONGOLFIERA CONDANNA GLI ATTENTATI

BADOLATO - Il gruppo consiliare di minoranza del Comune di Badolato "La Mongolfiera" ha diffuso un duro documento di condanna dell'attentato incendiario che l'altra notte ha distrutto due automobili e danneggiato l'ingresso di un'abitazione. "Nella notte di sabato 24 novembre - si legge nel documento - ignoti hanno perpetrato una serie di gravissimi atti incendiari ai danni di alcuni cittadini di questo comune. Le famiglie Andreacchio, Caminiti e Piperissa hanno subito danni a cose e in alcuni frangenti rischiato per la loro incolumità fisica. A loro è andata in questi giorni la solidarietà di tanti cittadini, di vari partiti e movimenti, ed essa viene da noi ribadita in termini ancora più sinceri nella seduta di oggi, in questo Consiglio comunale. Sono atti - continua - che ci fanno inorridire e vergognare di appartenere a una comunità che al proprio interno ha persone così spregevoli, vigliacche e malvagie. Siamo di fronte a dei criminali in piena regola. Questi atti delinquenziali hanno un chiaro sapore intimidatorio. Non sono dei dispetti o delle ragazzate come anche in questa sede si è voluto, più volte in questi anni, far credere".

"La Mongolfiera" va anche oltre e aggiunge: "Sono atti di stampo mafioso. Sono l'ennesimo tentativo di colpire persone che da tempo hanno deciso di schierarsi contro interessi sporchi e marci". (IL QUOTIDIANO 29-11-2001)

Badolato / Dalla minoranza in risposta alle intimidazioni
CONSIGLIO ABBANDONATO

BADOLATO – Si è riunito il Consiglio comunale per discutere e approvare gli argomenti posti all'ordine del giorno. La riunione era molto attesa dopo gli eventi delittuosi che si sono verificati nei giorni scorsi. La minoranza, dopo aver dato lettura di un documento ha abbandonato i lavori del Consiglio. L'assemblea cittadina è stata presieduta dal vicepresidente Salvatore Rondinelli. Dopo l'appello nominale, constatato il numero legale per dare inizio alla seduta, il vicepresidente si è soffermato sui recenti fatti accaduti, concedendo la parola al capogruppo dell'opposizione "La mongolfiera", Nicola Criniti, che ne aveva fatto richiesta. Nicola Criniti ha letto un lungo documento sugli episodi di violenza perpetrati sabato 24 novembre ai danni delle famiglie Andreacchio, Caminiti e Piperissa. "Salvatore Caminiti e Pasquale Andreacchio" – ha proseguito Criniti – "sono impegnati nel rivendicare una politica fatta con onestà e coraggio. Per le minoranza di questo Comune" – "ha evidenziato il capogruppo Criniti – fare politica in maniera limpida, a questo punto diventa difficilissimo. Da anni, ormai, alcuni cittadini – continua Criniti – che hanno deciso di far politica amministrativa in questo Comune sono esposti periodicamente ad atti intimidatori gravissimi". "Tra l'altro – ha ricordato – in un passato meno recente persone come Mimmo Bressi hanno avuto incendiata la propria auto e la casa in campagna. Così anche per l'allora assessore Pietro Gallelli. Ripetutamente altri esponenti politici o cittadini come Franco Laganà e Rino Rudi hanno subito minacce e atti intimidatori. Più di recente abbiamo avuto altre incredibili escalation delinquenziali". "I fatti di sabato – ha proseguito il capogruppo – sono un attacco alla libertà di esprimere con forza e coraggio il proprio pensiero. Da 5 anni solo noi della minoranza siamo minacciati e colpiti. Chiede: spiegate voi perché ci colpiscono, perché intimidiscono i politici di questa frazione civica e politica (n.c.ds). L'esponente della minoranza tra l'altro ha mosso critica circa l'orario della riunione del Consiglio. Di fronte a tali eventi – conclude il capogruppo "La mongolfiera - il nostro gruppo consiliare abbandona la seduta del consiglio comunale. Per noi l'attuale Amministrazione è squalificante e delegittimata nei fatti da un modo di amministrare Badolato" conclude il documento letto da Criniti. (ITALO RANIERI - LA GAZZETTA DEL SUD - 30.11.2001)

Dopo i gravi atti intimidatori, si è tenuta un'aspra seduta del Consiglio comunale. Durissimo attacco alla maggioranza
TENSIONE ALLE STELLE A BADOLATO
Dalla minoranza accuse di "responsabilità morali". Minaccia di querele?

BADOLATO - Clima politico molto teso a Badolato. L'ultimo consiglio comunale è stato caratterizzato da aspre polemiche e da un duro attacco alla maggioranza "Cinque Stelle" da parte del capogruppo della minoranza "La Mongolfiera", Nicola Criniti. Prima dell'inizio dei lavori Criniti, segretario dei DS di Badolato, ha dato lettura di un documento di solidarietà e di dura condanna per gli attentati incendiari subiti da Salvatore Caminiti e Pasquale Andreacchio esponenti della Mongolfiera (candidati nelle ultime elezioni ma non eletti), e della famiglia Piperissa. Subito dopo i gravi episodi, in un comunicato congiunto le segreterie provinciali e locali dei DS e dei Comunisti Italiani avevano dato solidarietà ed espresso condanna per i vili attentati invitando l'amministrazione comunale a convocare un Consiglio comunale aperto e chiedere una riunione sull'ordine e la sicurezza pubblica a Badolato. Nel documento si ribadiva la ferma determinazione dei due partiti della sinistra a rimanere in prima linea nella difesa della legalità. La risposta dell'amministrazione è arrivata attraverso un comunicato di solidarietà e di condanna: "Tutte le componenti politiche idealmente rappresentate che formano il Consiglio e il movimento "5 Stelle" esprimono corale e forte solidarietà ai cittadini Andreacchio, Caminiti e Piperissa, condannando fermamente chi ha commesso inaccettabili atti di violenza ed intimidazioni. L'intolleranza, la sopraffazione, sono inconcepibili e sempre da respingere come risoluzione di conflitti di qualsiasi natura. Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini a essere uniti nel rifiuto totale di tutto quello che non permette una libera dialettica e competizione politica, amministrativa e culturale, mettendo in cattiva luce un Paese e una Cittadinanza che nulla hanno a che spartire con simili inquietanti e poco edificanti episodi di malvagità".
Ma ritorniamo ai lavori del Consiglio che era stato convocato prima che si verificassero i gravi episodi incendiari. Il Consiglio è stato presieduto dal vice presidente Salvatore Rondinelli in quanto risultavano assenti il presidente Giovanni Bove, il sindaco Mannello ed il vice sindaco Gallelli. Assente anche la consigliera indipendente dei Comunisti Italiani Domenica Battaglia passata sui banchi dell'opposizione. "In una riunione tenutasi prima del Consiglio - ha dichiarato il consigliere Rondinelli - come maggioranza avevamo deciso di convocare un Consiglio comunale per discutere dei gravi fatti. Ho dato la parola al capogruppo Criniti e mi riservavo dopo il suo intervento di dare comunicazione della nostra decisione. Purtroppo la minoranza dopo la lettura del suo documento ha abbandonato l'aula in segno di protesta disattendendo il mio invito a rimanere per ascoltare la comunicazione".
Nel documento, Criniti ripercorre con dovizia di particolari i fatti accaduti la notte di sabato 24 novembre: "Sono atti che ci fanno inorridire e vergognare di appartenere ad una comunità che al proprio interno ha persone così spregevoli, vigliacche e malvagie, siamo di fronte a dei criminali. Questi atti delinquenziali hanno un chiaro sapore intimidatorio. Non sono dei dispetti o delle ragazzate come anche in questa sede si è voluto, più volte, far credere. Sono atti di stampo mafioso. E sono atti che per la loro gravità, stavolta hanno superato ogni limite. Non esiste più alcun tipo di considerazione se si minaccia consapevolmente la vita stessa delle famiglie". nel documento vengono anche ricordate le numerose minacce subite in questi anni dai rappresentanti delle minoranze. Duro l'attacco alla maggioranza: "Voi non avete neppure la forza per imporvi nelle scelte amministrative, mai e poi mai vi faremmo in grado di ordire piani delinquenziali. Ma voi avete sul groppone gravissime responsabilità politiche e morali". Nel documento la minoranza analizza la situazione amministrativa, ribadendo che il movente dei fatti criminosi è legato ad alcuni provvedimenti adottati dalla maggioranza e denunciati dalla minoranza. "Voi siete tra i responsabili del degrado morale e civico di questa comunità, oggi. Noi non siamo come voi. E di questo siamo orgogliosi, e sappiamo di fare con ciò molto più per garantire un futuro di non sopraffazione alle future generazioni, ai nostri e ai vostri figli".
La maggioranza prima di approvare i punti in discussione, dopo aver ribadito la volontà di convocare un Consiglio comunale specifico al problema, dopo aver espresso solidarietà e condannato il gesto con gli interventi del capogruppo Anna Laganà e di Franco Nisticò, ha fortemente criticato il documento letto dal Criniti, lesivo per tutti i componenti sia dal punto di vista morale che sociale. L'assessore Nicola Lentini ha presentato un suo documento di ferma condanna per l'accaduto ma molto duro nella risposta per le accuse infondate rivolte alla maggioranza, riservandosi di adire le vie legali.
(FRANCO LAGANA' - IL DOMANI - 30.11.2001)

 

 

 

 

3) La grande manifestazione di solidarietà

Organizzammo una manifestazione di solidarietà popolare.

Ci fu una bellissima partecipazione.

Un moto di coscienza e ribellione civile che questa comunità non viveva da tempo.

DOMENICA 2 ORE 17,30 MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETÀ POPOLARE

MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETÀ POPOLARE DOPO GLI ATTENTATI INCENDIARI A BADOLATO
Invitiamo la popolazione, le forze politiche, sociali e tutte le Istituzioni a reagire di fronte agli attacchi incivili di questi giorni.
Contro la vigliaccheria, contro le intimidazioni, contro tutto ciò che possa imbavagliare la libertà di espressione in qualsiasi comunità e la tranquillità delle persone libere e delle loro famiglie.
Sappiamo di dover reagire subito con forza ed unità, incontrandoci in una grande mobilitazione di solidarietà popolare.

CHIEDIAMO ALLE NOSTRE POPOLAZIONI DI ESSERE PRESENTI CON NOI

DOMENICA 2 DICEMBRE ALLE ORE 17,30

PRESSO IL CENTRO SOCIALE DI BADOLATO MARINA

Badolato 29/11/200

 

 

OGGI LA MANIFESTAZIONE CONTRO LE INTIMIDAZIONI

BADOLATO – A Badolato dopo gli attentati incendiari di sabato 24 novembre commessi da ignoti ai danni di alcuni cittadini è ancora vivo lo sdegno. Dopo l'accaduto da registrare la condanna da parte dell'amministrazione comunale "5 stelle" e dei partiti, che hanno espresso viva solidarietà alle famiglie Piperissa, Andreacchio e Caminiti colpite dagli attentati incendiari. Nel corso dell'ultimo consiglio comunale, convocato prima che accadessero i fatti, il capogruppo della minoranza "La mongolfiera" Nicola Criniti, ha letto un documento sui fatti. Successivamente l'assessore Franco Nisticò, nel condannare gli episodi di violenza, ha evidenziato che per discuterne in maniera più approfondita, sarebbe stato convocato un Consiglio ad hoc. Intanto, il gruppo civico "La mongolfiera" ha diffuso un volantino annunciando per oggi nei locali del centro sociale di Badolato Marina, con inizio alle 17.30, una manifestazione di solidarietà popolare, contro le intimidazioni e tutto ciò che possa imbavagliare la libertà di espressione. Alla manifestazione sono stati invitati a partecipare la popolazione, le forze politiche, sociali e tutte le istituzioni.

(ITALO RANIERI - LA GAZZETTA DEL SUD 2.12.2001)

 

MANIFESTAZIONE CONTRO ATTENTATI
BADOLATO - Oggi, alle 17,30, presso il Centro sociale di Badolato marina, è prevista una manifestazione di solidarietà popolare organizzata per condannare gli attentati incendiari verificatisi di recente in paese.
(F.G. - IL QUOTIDIANO 2.12.2001)

 

CRIMINALITA' - BADOLATO SFILA CONTRO GLI ATTENTATI INCENDIARI

Una reazione popolare contro gli attentati incendiari dei giorni scorsi a Badolato. È quanto propone "La Mongolfiera" che, con un volantino distribuito per le strade, invita per oggi pomeriggio "la popolazione, le forze politiche, sociali e tutte le Istituzioni, a reagire di fronte agli attacchi incivili di questi giorni". Il raduno della manifestazione è al centro sociale di Badolato Marina alle ore 17,30. I promotori vogliono reagire "contro la vigliaccheria, contro le intimidazioni, contro tutto ciò che possa imbavagliare la libertà di espressione in qualsiasi comunità e la tranquillità delle persone libere e delle loro famiglie... con forza ed unità... in una grande mobilitazione di solidarietà popolare". (IL DOMANI - 2.12.2001)

 

RELAZIONE ASSEMBLEA DI SOLIDARIETA' POPOLARE

BADOLATO 2 Dicembre 2001

A nome del gruppo di minoranza della Mongolfiera, di tutte le sue componenti, dei Ds di Badolato ringraziamo tutti coloro che hanno deciso di essere qui con noi oggi a manifestare solidarietà alle famiglie vittime degli attacchi intimidatori di sabato 24 novembre.

Quella notte sono state bruciate le auto della famiglia Caminiti e Andreacchio, e un attacco non meno grave si è registrato contro l'abitazione della famiglia Piperissa. Attacchi che per violenza e malvagità hanno toccato punte che la malavita, probabilmente non aveva ancora raggiunto in questa comunità. Sono atti che ci hanno lasciati allibiti per la loro efferatezza, e che richiedono una risposta efficace e concreta. Alle famiglie colpite è andata, in questa settimana, la nostra solidarietà, quella dei cittadini di questo e altri comuni.

È stata una settimana lunga e difficile per tutti.

Abbiamo cercato di stare vicini ai nostri amici, colpiti così duramente. Di non farli sentire soli, consci che quanto accaduto loro poteva accadere ad ognuno di noi, che da anni conduciamo una battaglia per il rispetto della legalità nel nostro paese. Abbiamo letto nei loro volti, dopo lo sconforto iniziale, la nostra stessa amarezza. L'amarezza per una realtà che non riesce a scrollarsi di dosso il giogo imposto da alcuni malviventi, che periodicamente colpiscono gli uomini qui impegnati. Una realtà come tante, certo.

È evidente che lo Stato in alcune aree non riesce ad avere un controllo reale del territorio. È evidente che deve potenziare l'assistenza ai propri uomini ed essere vicino a quelli che sono i suoi servitori. I suoi veri servitori. Quest'ultimo concetto abbraccia tutti quei cittadini che nel nome e nel rispetto delle leggi decidono, di fronte ai soprusi, di rifiutare la logica del compromesso, dello scambio, del silenzio omertoso. E rinunciano alla propria tranquillità personale e a quella delle loro famiglie denunciando quegli abusi. Queste persone perdono se vengono isolate, se lo Stato le lascia sole. Specie in queste battaglie.

Da tempo, difatti, gruppi di potere mafioso hanno difatti deciso di andare all'incasso con le risorse pubbliche. Cercano connivenze nei settori chiave. Ripercorrono una strada che per la malavita è ormai un percorso obbligato, quasi naturale: controllo militare del territorio, controllo umiliante delle coscienze, controllo economico delle risorse pubbliche e private più appetibili. Sotto tale aspetto, il denaro è davvero la molla per i peggiori istinti. È la molla che autorizza persone abituate a vivere nell'illegalità a scardinare le regole della convivenza civile per imporre le proprie. E nel far ciò spesso vincono queste battaglie, imponendo la loro legge alle nostre popolazioni. Vincono queste battaglie, ma devono perdere la guerra.

Perché ciò avvenga tuttavia, abbiamo bisogno del concorso di tutti gli uomini liberi, forti e consci dei propri diritti. È un appello che deve riguardare tutte le comunità di questo comprensorio, e che da questa assemblea deve trovare un suo slancio vitale.

Un'assemblea di solidarietà e mobilitazione, difficile questa per noi.

Nel deciderne la convocazione abbiamo incontrato diverse difficoltà. C'è infatti la consapevolezza, che in questo momento il clima e la cultura che caratterizzano la nostra realtà martoriata non facilitano una reazione forte. L'intimidazione fa leva su elementi che sfuggono alla comprensione delle persone per bene, di quelle oneste. Essa gioca nell'oscurità. Gioca su una malvagità quasi naturale. Che noi non conosciamo minimamente. Su una facilità ed una naturalezza a commettere un'azione illecita che per noi sarebbe assolutamente e semplicemente inconcepibile. E si fa scudo con un muro di omertà che caratterizza le realtà sociali più offese e sottomesse.

In questi casi le possibilità di sviluppo economico sono un argomento secondario. Il problema chiave riguarda le capacità e la voglia di un risveglio civile. Di un risveglio morale. Non ci sarà mai sviluppo economico laddove c'è scarso sviluppo morale e civico. Non ci saranno mai investimenti perché i privati avranno paura ad investire e lo Stato vedrà i suoi finanziamenti più appetibili diventare una grande torta in pasto alla delinquenza organizzata che impone col terrore la propria legge agli operatori economici onesti. Non siamo ancora usciti dall'ottica del favore e del compromesso. La politica non riesce a comandare e tutelare i processi di sviluppo e frequentemente entra nell'ottica dello scambio, o a volte finisce con l'essere quasi dipendente dai poteri deviati di natura economica.

Questi motivi, queste difficoltà soprattutto ci hanno spinto a non mettere una firma nei volantini di invito per oggi. Cioè a non voler chiudere in un'ottica di parte l'evento di oggi. La lotta contro certi personaggi, contro la delinquenza non ha colore partitico. Ma è un problema politico, perché riguarda la collettività ed alcuni suoi problemi fondamentali: la convivenza tra le persone; la libertà di espressione; la lotta per un futuro migliore e senza sopraffazione violenta per le prossime generazioni, per i figli di questa generazione. Sono problemi drammaticamente prioritari per qualsiasi comunità. Sono problemi che richiedono non uno sforzo partitico, cioè di parte. Ma politico, cioè di tutti, per risolvere i problemi di tutti. Le presenze dei partiti, dei sindacati, del mondo dell'associazionismo, di qualsiasi organizzazione della società civile, dei singoli, oggi qui al Centro sociale rientra in quest'ottica. Allargata il più possibile, perché è una lotta civica e non una bega politica di piccolo taglio. Per parlare ai cittadini tutti, non come corpo elettorale, ma come persone dotate di una coscienza civica che questo paese una volta aveva e che a tratti sembra aver smarrito È una questione di civiltà. È uno scontro tra culture. Tra modi di intendere i rapporti stessi col prossimo. È per questo che vi ringraziamo per la partecipazione di oggi e ringraziamo chi, non potendo essere presente ci ha comunque voluto mandare un messaggio di solidarietà e vicinanza. Di cui daremo lettura.

Per molti essere qui oggi è già una dimostrazione di forza morale. Di integrità. Non è solo una risposta personale, non è il solo sdegno per quanto accaduto. Chi si trova qui sta già cercando di costruire qualcosa. Per molti l'essere qui oggi equivarrebbe già ad "esporsi". L'essere presenti ad una manifestazione che deve essere la risposta civile di una comunità, ad attentati delinquenziali che hanno messo in pericolo la vita di onesti compaesani, per tanti di noi, può voler dire addirittura "esporsi".

È davvero questo il livello della comunità in cui viviamo?

Molti dubbi ci hanno attraversato in questa settimana. Sapevamo di doverci trovare qui oggi. Ma il timore di non farcela, di non essere tanti, di non avere risposta popolare e quindi alla fine, di essere più soli invece che più numerosi e forti, sì, questo timore lo abbiamo ogni qualvolta in questo territorio si verificano eventi drammatici e i nostri uomini sono chiamati ad una risposta. Leggere negli occhi dei cittadini, vicini o lontani politicamente, la tristezza e la vicinanza umana non sempre può bastare. Serve uno scatto in più che porti a manifestare in modo più forte tali sentimenti. Ad essere, purtroppo, anche coraggiosi per farlo in maniera aperta. Perché essere onesti in un ambiente marcio, intriso di mafia, perché di mafia si deve parlare, è difficile.

È uno scontro tra culture, confermiamolo, quello di questi anni. Tra una cultura della legalità, del rispetto della convivenza tra le persone. Della libera dialettica tra le forze in campo. Del fare politica nel rispetto della legge. Contro una cultura dello scambio, dell'umiliazione, del favore. Dell'appartenenza a discapito della competenza. Dell'eccesso, e dell'interesse personale a discapito delle risorse da utilizzare per tutti, a discapito del bello che le nostre realtà offrono e che viene sistematicamente violentato dalla voracità di persone avide. Contro una cultura del desiderio di ricchezza economica, dell'arricchimento di pochi a discapito dello sviluppo di tutti in questo comprensorio e a discapito della ricchezza vera, quella che dovrebbe riguardare lo spirito di ogni singolo cittadino.

Il fatto che non si riesca a far vincere l'ottica onesta porta con sé conseguenze tremende: i cittadini si riducono al silenzio. Vige la paura. Gli spiriti migliori vanno via. I nostri studenti non tornano più, con gravi perdite materiali-economiche per le famiglie e intellettuali per una comunità piccola come la nostra. I paesi ci appaiono morti, spogli di vita e di dibattiti.

Questo perché deve vigere la pax del criminale. E son drammatiche le situazioni per chi cerca di sfuggire a tali leggi non scritte ma assai più forti, spesso, delle leggi del nostro Stato.

I tanti partecipanti degli altri paesi devono sapere che questo non è che uno dei tanti attacchi che i cittadini impegnati in modo onesto hanno subito a ripetizione in questo paese. Abbiamo lottato con dignità trovando lettere con minacce di morte, lettere con pallottole, due case incendiate, quattro macchine bruciate, coltelli piantati in bacheca, bacheche che poi venivano bruciate se troppo utilizzate. Da diversi anni oramai si è data l'impressione che lo Stato da queste parti abbia deciso di darsi per vinto nella lotta contro la criminalità che vuole il controllo del territorio.

Oggi siamo qui a chiedere un cambio profondo di strategia. E riteniamo che questa assise debba risultare importante non soltanto come attestazione di stima e solidarietà a Turi Caminiti, a Pasquale Andreacchio, alle loro famiglie, ed alla famiglia Piperissa. Ma anche per quello che dovrà seguire ad essa. Noi abbiamo delle richieste, che porteremo avanti con le nostre lotte.

 

Le nostre richieste:

Chiederemo la convocazione del Comitato permanente sulla sicurezza da parte della Prefettura di Catanzaro, sulla situazione che si è venuta a creare in questo comprensorio.

Ci muoveremo perché i nostri parlamentari, di qualsiasi coloro politico essi siano si adoperino presso il Ministero degli Interni in primis, con un'interrogazione parlamentare, completa e documentata sulla situazione che da ormai diversi anni ci vede colpiti come soggetti impegnati in queste realtà

Ci adopereremo per essere promotori di un’azione forte presso tutti i livelli istituzionali. Tutti. Il caso delle nostre zone non può e non deve essere messo nel dimenticatoio, per poi essere riattivato alla prima occasione da un nuovo evento delittuoso. Si deve aprire un filone serio, perché i fatti della scorsa settimana hanno mostrato che serve una reazione importante.

 

A Turi, a Pasquale, non possiamo che raccomandare di continuare ad essere loro stessi come hanno voluto fare in questa settimana, cercando di tornare alla "normalità", nonostante il dramma d quella notte. E lo stesso vale per Cecè Piperissa ed i suoi familiari. Questo modo di reagire, quello che loro hanno mostrato in questi giorni è quello che caratterizza le persone forti, e siamo orgogliosi di averli come nostri amici e sostenitori, spesso fautori delle battaglie più importanti che conduciamo. È la reazione della gente per bene, della gente che è qui per dichiarare la propria solidarietà. E di tutti coloro che con queste vicende hanno affollato il sito di denuncia di Andreacchio. Un sito di denuncia. Di solito conosciamo i giornali di denuncia, le radio, spesso le televisioni, da sempre i fogli politici. Oggi anche i siti Internet, come il www.gilbotulino.it, che dalla sera dell'attentato ha 500 collegamenti al giorno. Chi voleva zittirlo ha ottenuto l'effetto opposto! Gli ha fatto una pubblicità incredibile e ora lo leggono ovunque.

Grazie Turi e Pasquale per il vostro impegno, per la vostra tenacia, per il vostro coraggio. Oggi come nei prossimi tempi vi saremo ancora vicini, contenti ed orgogliosi di poterci ritenere dei vostri amici.

 

 

 

 

 

COMMENTI:

MANIFESTAZIONE POPOLARE DI SOLIDARIETA': GRANDE PARTECIPAZIONE
Ieri sera si è tenuta la manifestazione di solidarietà che è stata organizzata contro gli attentati incendiari di della notte tra sabato 24 e domenica 25. Una grande partecipazione di cittadini che hanno assiepato la sala del Centro sociale di Badolato che non ha potuto contenerli tutti. Molti i cittadini di paesi vicini che hanno voluto portare la loro solidarietà e testimonianza. Assiepato anche il tavolo della presidenza con esponenti Provinciali e Regionali dei partiti e delle organizzazioni sindacali e delle Istituzioni. Esponenti nazionali Hanno inviato un loro messaggio. Non si è potuta non notare l'assenza fisica e di messaggi del sindaco di Badolato. Per ben tre ore, senza cadute di tensione, si sono succeduti gli interventi che sono seguiti alla relazione introduttiva di Nicola Criniti. Sono intervenuti: Franco Nisticò; Vincenzo Piperissa (Longu); Guerino Nisticò presidente della Consulta giovanile di Badolato; Ernesto Menniti, che ha portato anche la solidarietà del segretario provinciale del PdCI, e della direzione nazionale; Il segretario della CGIL Sergio Genco; Il segretario provinciale del PRC Commodari; i Consiglieri Regionali Gianni Mosca e Rita Rosa Staiano; il consigliere regionale Franco Amendola; il presidente della comunità montana Francesco Lentini; Ha concluso il segretario provinciale dei DS Giovanni Puccio, che ha portato anche la solidarietà del senatore Iovine. Molto apprezzata la relazione del segretario dei Ds e l'intervento del giovane Guerino. Dall'assemblea è scaturita la decisione, accogliendo le istanze della relazione, di coinvolgere tutte le istituzioni democratiche e di investirle del problema ad ogni livello in modo che i cittadini, non solo di Badolato ma di tutto il comprensorio, abbiano maggiore sicurezza.

 

Ad oggi l'unico quotidiano che pubblica qualcosa sulla manifestazione svoltasi a Badolato Domenica scorsa è Il Domani. Gli altri due quotidiani regionali, non hanno nulla, eppure avevano anche loro annunciato la manifestazione, ma poi non hanno inviato i loro corrispondenti. Notizie di più cocente attualità da dare? Non so oggi, ieri nelle News ho abbozzato un esame.
Sotto avete l'articolo completo del corrispondente del Domani Franco Laganà. Non ho tempo né voglia di controllare il virgolettato che a lume di naso mi sembra rispetti lo spirito. Ma siccome buona parte dell'articolo si svolge sulla relazione introduttiva del segretario dei DS Nicola Criniti, se vi va potete (ri)leggerla in originale integrale o sulle News di Lunedì 3 scorso, o sul sito dei DS di Badolato
http://web.tiscali.it/dsbadolato.

 

CRIMINALITÀ - Badolato. manifestazione per portare la solidarietà dei cittadini alle famiglie colpite da alcuni attentati
IL PAESE STRETTO ATTORNO ALLE VITTIME
Macchine e portoni bruciati nei giorni scorsi segnano il ritorno delle intimidazioni

BADOLATO - La Badolato civile e democratica, le forze politiche regionali, provinciali, i sindacati, i sindaci, gli amministratori e le associazioni si sono stretti attorno alle famiglie di Salvatore Caminiti, Pasquale Andreacchio e Vincenzo Piperissa per esprimere solidarietà e condannare gli atti d'intimidazione che hanno visto le loro macchine e il portone della loro casa incendiati. Episodi gravissimi che hanno messo a rischio la vita dei familiari delle vittime delle intimidazioni. La manifestazione si è svolta nel salone del centro sociale di Badolato Marina ed è stata organizzata dalla locale sezione dei DS e del gruppo di minoranza "La Mongolfiera". L'iniziativa era stata preceduta da forti polemiche verificatesi durante i lavori dell'ultimo consiglio comunale, in cui il capogruppo di minoranza ha letto ed allegato agli atti un documento di condanna, ma anche di forti accuse alla maggioranza. Maggioranza che ha respinto le illazioni, ritenendole offensive alla dignità politica e morale della coalizione. Molto pacata la relazione del segretario dei DS Nicola Criniti, capogruppo in consiglio comunale per la "Mongolfiera". Criniti dopo aver ricordato i drammatici episodi di criminalità ha ringraziato quanti si sono stretti attorno alle famiglie Caminiti, Andreacchio e Piperissa, per dimostrare loro solidarietà. "La vostra presenza numerosa - ha detto Criniti - è un segnale tangibile che Badolato e tutto il comprensorio rifiutano la violenza e gli episodi mafiosi in genere. Lo Stato deve essere più presente, i cittadini devono avere sicurezza e fiducia nelle istituzioni e soprattutto tutti noi dobbiamo avere un risveglio delle coscienze per sconfiggere il potere ce periodicamente colpisce gli uomini più impegnati". Criniti nell'analizzare una lunga serie di episodi malavitosi ha evidenziato che a Badolato i gruppi di potere avrebbero deciso di andare all'incasso con le risorse pubbliche. "Esiste - ha puntualizzato l'esponente diessino - il controllo militare, il controllo umiliante delle coscienze, il controllo economico. L'intimidazione fa leva su elementi che sfuggono alla comprensione delle persone oneste". Criniti col suo discorso ha richiamato i partiti ed i cittadini ad un "risveglio morale". "Oggi a Badolato - ha sottolineato il capogruppo - c'è in atto uno scontro tra culture: da una parte la cultura della legalità, del rispetto, della convivenza civile, dall'altra la cultura dello scambio, dell'umiliazione e del favore". Nel concludere il suo intervento ha elencato una serie di richieste che saranno inoltrate alle istituzioni regionali e nazionali, tra queste: la convocazione del comitato per la sicurezza, il coinvolgimento del Ministero degli interni e varie interrogazioni parlamentari.
Rivolgendosi a due delle vittime, Salvatore Caminiti e Pasquale Andreacchio, Criniti ha detto: "Grazie per il vostro impegno, per la vostra tenacia, per il vostro coraggio". Il dibattito, molto articolato, ha visto gli interventi di Ernesto Menniti segretario dei Comunisti Italiani, Sergio Genco, segretario della CGIL di Catanzaro, Franco Nisticò, assessore al comune di Badolato, Antonio Carioti, consigliere del comune di Sant'Andrea, Franco Lentini presidente della Comunità montana di Isca, Franco Amendola consigliere Ds alla Regione, Pino Commodari segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Vincenzo Piperissa ex sindaco di Badolato, Rina Trovato del Movimento Femminile, Giovanni Mosca, capogruppo Ds alla provincia, Rita Staiano della Casa delle Libertà, Guerino Nisticò, presidente della Consulta giovanile.
Tutti nei loro interventi hanno espresso solidarietà, condannando i gravi atti intimidatori che offendono le coscienze civili di una intera collettività, ribadendo la necessità dell'unità delle forze sane del Paese, riconoscendo l'errore di avere sottovalutato il fenomeno mafioso del Basso Jonio e la necessità di una forte mobilitazione in difesa della legalità, denunciando il comportamento dei partiti, che con il loro silenzio, insieme al silenzio delle istituzioni, favoriscono il dilagare dei poteri mafiosi, e sollevando la necessità di coinvolgere la scuola, le associazioni e di costituire un osservatorio per monitorare il fenomeno della microcriminalità e spaccio di droga. Amendola e Commodari hanno lanciato pesanti accuse al governo Berlusconi che con i suoi provvedimenti, smantellamento della Commissione Antimafia, ritorno dei capitali dall'estero, starebbe favorendo la rivalsa criminale di forti poteri mafiosi.
Molto significativo l'intervento del giovane Nisticò che a voce alta ha gridato il dramma che vivono i giovani senza lavoro, senza prospettive, delusi per le promesse mai mantenute. "Ci sentiamo emarginati dalla società e tanti hanno preso la via dell'emigrazione come hanno fatto i nostri padri negli anni '50" ha detto.
Nel trarre le conclusioni Giovanni Puccio segretario dei Ds ha portato la solidarietà del senatore Iovine. Ha condiviso il taglio politico dato alla manifestazione e ha auspicato l'unità delle forze di Sinistra e progressiste per contrastare la mafia. Ha assicurato poi il pieno appoggio e l'impegno di coinvolgere le istituzioni democratiche ad ogni livello per dare ai cittadini sicurezza sul territorio.
(FRANCO LAGANA' - IL DOMANI - 5.12.2001)

 

BADOLATO – Le luminarie installate lungo le strade per le feste hanno creato un'atmosfera diversa nella comunità badolatese alleggerendo in qualche modo la tensione dei giorni di fine novembre, quando gravi fatti delittuosi furono commessi contro alcuni cittadini. I fatti, incendiari, in ben due occasioni, sono stati condannati con fermezza dalla popolazione, dai partiti politici, dai movimenti civici, dalle associazioni, dall'amministrazione comunale e dai sindacati. Una prima condanna si è avuta nel corso di una manifestazione di solidarietà svoltasi presso il centro sociale di Badolato Marina, alla quale ha partecipato la popolazione ed i vari rappresentanti politici non solo locali ma anche a livello regionale e provinciale. Dalla manifestazione è emersa la comune volontà di contribuire fattivamente perché simili episodi non abbiano a ripetersi e non creino dunque paura nella comunità. Il segretario della Federazione provinciale dei Democratici di sinistra, Giovanni Puccio, ha espresso la necessità di coinvolgere i parlamentari, per intraprendere una forte azione istituzionale. "Creare, partendo da Badolato un organismo sui problemi della sicurezza del territorio" è la proposta avanzata dal consigliere provinciale Staiano (An) e appoggiata dal consigliere provinciale Mosca, diessino. I fatti accaduti sabato 24 novembre sono stati oggetto di discussione anche in consiglio comunale. Infatti, il presidente dell'assemblea Giovanni Bove, ha convocato un consiglio comunale aperto per discutere l'ordine pubblico. In apertura di seduta il sindaco Gerardo Mannello ha condannato gli atti delinquenziali evidenziando che purtroppo anche in precedenza si erano verificati altri fatti criminosi. Sono seguiti altri interventi da parte di consiglieri e assessori del gruppo di maggioranza "5 stelle". Nicola Criniti capogruppo di minoranza "La mongolfiera" oltre ad aver condannato duramente i fatti ha tra l'altro lamentato che il Consiglio è stato convocato in ritardo. Si spera che la situazione alla luce del Consiglio si rassereni al più presto per riportare tranquillità nella lotta politica. (ITALO RANIERI - LA GAZZETTA DEL SUD - 15.12.2001)

 

 

4) Quella che segue è la documentazione sul secondo consiglio comunale (7 dicembre 2001) di quei giorni.

È un consiglio esemplare e soprattutto è un consiglio classico. Nel senso che mostra come in una piccola realtà del meridione, secondo uno schema consolidato, l'omertà entri nelle istituzioni creando situazioni paradossali in una dialettica che dovrebbe essere solo politica. A dir poco illuminante è il voto finale del consiglio su una nostra proposta, in merito all'esistenza della mafia nel nostro paese. Qualcosa di vergognoso ed emblematico al tempo stesso.

L'odg di quel consiglio prevedeva un solo punto: determinazione sull'ordine pubblico a Badolato. Chiaramente, e così difatti fu, si mirava a creare un dibattito sull'ordine pubblico in generale, per non parlare di mafia.

La straordinaria tattica dell'amministrazione comunale (che si chiama "lista civica 5 stelle per Badolato") consistette difatti nello spostare il dibattito dai fatti del 24 novembre con la loro matrice mafiosa, su problemi di natura generale come la criminalità diffusa, la devianza giovanile, la droga e tutte le possibili soluzioni per distogliere l'attenzione dal tema reale. Gli interventi dei consiglieri di maggioranza che riportiamo in allegato, come allegati nella delibera del consiglio sono incredibilmente eloquenti

Solo noi abbiamo parlato apertamente di mafia. Mai nel nostro Comune tale parola era stata pronunciata così frequentemente in un consiglio comunale.

(PS: In questo consiglio la capogruppo di maggioranza Anna Laganà ha chiaramente minacciato il capogruppo di minoranza affermando, rivolta a lui, testualmente "ci si augura che tali episodi non abbiano più a verificarsi…ma non credo" . Il sottoscritto ha subito risposto che, nell'ipotesi di nuovi attacchi contro la minoranza la riterremo direttamente responsabile)

 

 

 

 

 

 

Il documento del nostro gruppo consiliare nel secondo consiglio comunale post attentati

Il gruppo consiliare della "Mongolfiera", a nome del movimento civico che esso rappresenta in tutte le sue componenti, in merito alla convocazione del consiglio di oggi afferma quanto segue:

 

 

RITENIAMO

 

Completamente inutile una discussione in questa sede quando si è oramai a quasi due settimane dai fatti gravissimi che hanno portato Badolato all'attenzione di tutti, con l'escalation criminale e mafiosa che ha visto colpiti alcuni onesti cittadini e le loro famiglie: Caminiti, Andreacchio e Piperissa.

 

Grave che questo consiglio, a parte il ritardo con cui ha luogo, non sia stato convocato con la qualifica di consiglio comunale "aperto", cosa che avrebbe dato a tutti i cittadini presenti, la possibilità di fare le proprie aperte dichiarazioni con relativa verbalizzazione, a cura del segretario comunale.

 

Di dover notare peraltro, a margine delle precedenti già gravi considerazioni, una straordinaria pervicacia nel convocare consigli in giorni feriali, limitando evidentemente la partecipazione di cittadini impegnati in ambiti lavorativi e non.

(Ringraziamo con tutto il cuore per la "comprensione e la delicatezza", stavolta dimostrata per l'orario, visto che l'ultimo consiglio venne convocato di mercoledì alle 9,30 di mattina!)

Di dover rilevare che di fronte alla drammatica attualità di queste due settimane, nessun passaggio significativo degno di tal nome è venuto dai nostri interlocutori politici ed istituzionali, così solerti nel convocare consigli a dir poco "inefficaci" come quello di oggi:

 

 

- Il sindaco ed il vicesindaco sono stati sostanzialmente assenti. - Non è stata convocata alcuna iniziativa da parte dell'amministrazione di questo Comune, non un'assemblea, non una riunione del comitato di sicurezza di cui il sindaco fa parte, non una conferenza dei capigruppo per stabilire modalità immediate per convocare un consiglio aperto che coinvolgesse la popolazione nella più importante assise della comunità. - Solo un consiglio, già previsto da 5 giorni in cui non è stato neppure inserito da parte della maggioranza l'O.d.G. sui fatti avvenuti tre giorni prima. - Non siete stati neppure presenti alla nostra manifestazione di solidarietà, lamentando il fatto di non essere stati direttamente invitati: una giustificazione disarmante ed incredibile per un amministratore che voglia davvero dar un segnale contro il crimine nel suo paese. Il paese era tappezzato di inviti alla popolazione, non abbiamo fatto volutamente inviti a hoc e personalizzati. Non potevate non sapere, e voi della popolazione siete i rappresentanti e dovreste esserne i servitori. Per fortuna ha risposto il popolo, visto che voi eravate indaffarati a ritenervi un gradino più su al punto da pretendere l'invito!

 

Inaccettabile il dover affrontare in un unico contesto fatti delittuosi e criminali che hanno però aspetti e caratteristiche profondamente diversi. Ogni questione attinente l'ordine pubblico in generale ci vedrà impegnati come sempre è stato in questi anni. Non sono denunce nuove per noi; erano altri ad affermare che questo invece era un paese tranquillo. E sono agli atti le denunce e molte volte anche i volantini ed i documenti politici che denunciavano il clima di profonda paura sociale che ha attraversato più volte la nostra comunità. Il nostro apporto non mancherà. Ma oggi non ci si doveva trovare a discutere di questo. Il dato di questi giorni è un attacco di chiaro stampo mafioso legato alla necessità di intimidire e zittire chi ha preso con forza e coraggio posizioni molto precise su temi politici ed amministrativi nel nostro Ente. Lo avete riconosciuto anche voi, nel vostro documento di solidarietà affisso in paese nei giorni successivi agli attentati:

"L'intolleranza, la sopraffazione, sono inconcepibili e sempre da respingere come risoluzione di conflitti di qualsiasi natura.

Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini a essere uniti nel rifiuto totale di tutto quello che non permette una libera dialettica e competizione politica, amministrativa e culturale, mettendo in cattiva luce un Paese e una Cittadinanza che nulla hanno a che spartire con simili inquietanti e poco edificanti episodi di malvagità.

26 novembre 2001 L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE"

Sono parole vostre

 

Invece di discutere di "determinazioni" oggi si doveva essere qui in termini già operativi, per controbattere con le istituzioni più importanti ad una cultura che mira a zittire e far leva su un sistema di omertà e paure.

 

Se il consiglio di oggi serviva a discutere dei fatti incendiari di sabato 24 è fuori tempo.

Se deve discutere di fatti di ordine pubblico "ordinario" è fuori luogo proprio oggi.

Se serve a discutere di tutti e due è sbagliato se non fuorviante nel non distinguere tra le due tipologie di fenomeno criminale.

Per quel che ci riguarda non abbiamo deciso di attendere due settimane per muoverci. Abbiamo attivato per quanto possibile i nostri canali, le federazioni ed i parlamentari in primis, per un incontro a breve col Prefetto e per una interrogazione parlamentare. E sono solo i primi, inevitabili passaggi con cui cercheremo di porre all'attenzione di tutti la grave situazione che periodicamente coinvolge chi cerca di far politica a Badolato in maniera onesta.

Sono solo i primi passaggi della nostra lotta in tal senso, e ci aspettiamo i primi frutti.

Le Istituzioni preposte dallo Stato al controllo del territorio e alla tutela dei suoi servitori più esposti, tutte queste Istituzioni, devono essere completamente coinvolte in quella che è per noi è adesso una questione vitale.

Un "caso Badolato" che dovrà essere preso in considerazione massima proprio per i gravi accadimenti di quella notte, della notte della vergogna.

 

Segue la delibera di quel consiglio con tutti gli interventi (alcuni, quelli dei consiglieri di maggioranza sono decisamente interessanti):

 

COMUNE DI BADOLATO Provincia di Catanzaro

 

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 63 DATA 07.12.2001

ORDINE PUBBLICO NEL COMUNE DI BADOLATO - DETERMINAZIONI

L'anno Duemilauno, addì SETTE del mese di DICEMBRE alle ore 18.15, nella sala delle adunanze del Comune suddetto ,si è riunito il Consiglio Comunale, convocato con avvisi spediti nei modi e termini di legge, in seduta STRAORDINARIA ed in prima convocazione.
Sono presenti il sindaco Gerardo Mannello, i consiglieri Gallelli Francesco, Stagno Gaetano, Lentini Nicola, Laganà Anna Maria, Lentini Vincenzo, Rondinelli Salvatore, Battaglia Domenica, Bove Giovanni, Audino Gesualda, Criniti Nicola, Criniti Francesco, Gallelli Alfonso, Piroso Pietro. Sono assenti: Leuzzi Emilio, Pultrone Vittorio, Gerace Giuseppina.
Partecipa alla seduta il segretario comunale dr. Vincenzo Prenestini.
La convocazione del consiglio è stata disposta dal presidente del consiglio comunale, eletto con delibera C.C. n. 26 del 26.06.2001, ai sensi dell'art. 39, comma 1, del D.lgs 18.08.2000 n. 267, e ne assume la presidenza.
Il Presidente, constata la presenza del numero legale, ai sensi degli artt. 21 e 22 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, dichiara aperta la seduta.

Prima della trattazione del punto all'O.d.G. il Presidente precisa che trattasi di seduta di Consiglio Comunale aperto agli i interventi dei cittadini che ne faranno richiesta.

Immediatamente il Sindaco, avuta la parola, dopo aver ricordato tutte le Autorità invitate alla seduta consiliare odierna e che in mattinata si è tenuta nei locali della Prefettura di Catanzaro, presenti anche il Questore di Catanzaro e il collega Sindaco del Comune di Santa Caterina dello Ionio, la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico, da lettura di un documento chiedendo che venga allegato agli atti ("A").

Quindi il Presidente del Consiglio e i Consiglieri Lentini Nicola, Stagno Gaetano, Criniti Nicola e Anna Laganà, danno lettura di propri documenti che su richiesta vengono allegati agli atti, rispettivamente, con le lettere "B", "C", "D", "E", "F";

Alle ore 18.25 si allontana il Consigliere Criniti Francesco, rientra alle ore 19.00.

Successivamente si susseguono, autorizzati dal Presidente, i seguenti interventi:

 

Dr. Carlutti Angelo – Questore Vicario della Questura di Catanzaro - : dopo aver chiarito che la propria presenza è determinata dall’invito inoltrato dal Sindaco Mannello alla Questura di Catanzaro, assicura tutti i componenti del Consiglio Comunale che quanto capitato ultimamente nel territorio del Comune di Badolato è all’attenzione delle forze di Polizia. La situazione non è sottovalutata. Si sta cercando di risalire agli autori dei reati, certamente le forze di Polizia devono essere aiutate.
In merito alla richiesta di una postazione fissa di Polizia in Badolato Borgo ritiene che alla luce della normativa vigente ciò è poco attuabile in quanto Badolato è un piccolo centro ed è già presente una postazione dei Carabinieri. Il controllo investigativo da parte della Polizia di Stato può essere efficace anche operando da lontano.

 

Nisticò – Assessore comunale - : La riunione del Consiglio Comunale di stasera non è fuori luogo per come affermato dal Consigliere Criniti Nicola. L’ordine del giorno è il più appropriato in quanto la solidarietà, alle famiglie colpite, era stata espressa giustamente nel precedente Consiglio Comunale. Oggi bisogna parlare di cose concrete in merito all’ordine pubblico. Gli attacchi alle persone possono attuarsi i n vari modi: minacce, lettere anonime e altro. Non bisogna demonizzare Badolato così come non bisogna minimizzare i fatti accaduti. Occorre avere la giusta onestà politica, culturale e morale per valutare bene le cose. Bisogna riflettere sull’educazione dei nostri figli: l’effimero, la mancanza di valori, ecc., può portare alla degenerazione trascinandoli verso la droga e quindi la necessità di avere sempre più soldi. Si rende necessario organizzare incontri con le strutture scolastiche, le Parrocchie e tutte le Istituzioni che hanno rapporti e sono collegati con i giovani. E’ doveroso che questo Consiglio Comunale si prodighi per attuare tutte le iniziative utili a riguardo e chiedere alla regione e al Governo Centrale finanziamenti per la realizzazione di nuove infrastrutture per attività sportive, culturali e ricreative per i nostri giovani. Conclude chiedendo al Sindaco l’istituzione di un Assessorato Sociale e alle problematiche giovanili;

Si allontana alle ore 19.35 il Consigliere Gallelli Alfonso.

 

Criniti Francesco – Consigliere Comunale- : oggi si è fatta solo demagogia: dare fuoco ad una abitazione civile non è un gesto da ragazzini traviati. Bisogna avere rispetto tra le persone adulte, perché bisogna dare buon esempio alle nuove generazioni.

 

Menniti Ernesto – pubblico – Segretario Locale Sezione partito Comunista Italiano: Afferma di essersi posto, leggendo l’avviso di convocazione del C.C., alcune domande ed in particolare:
1 - I gruppi cittadini: D.S. e Comunisti Italiani, avevano richiesto con un documento congiunto la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, oggi non è stato convocato un Consiglio Comunale aperto, e solo per concessione del Presidente che i cittadini hanno diritto a prendere la parola.
2 - Perché la seduta Consiliare è stata convocata, per discutere di un argomento così importante, di venerdì e non in giorno festivo quando sicuramente ci sarebbe stata maggiore affluenza di persone.
3 - Perché la maggioranza consiliare era assente nell’Assemblea pubblica indetta in Badolato Marina alcuni giorni fa.
4 - Perché il Consiglio Comunale è stato convocato in Badolato Borgo e non in Marina.
Continuando: oggi si tenta di smorzare la verità con interventi chilometrici e non attinenti all’argomento principale che è l’attentato alla libertà di parola e di opinione.
Diverso dell’atto vandalico è quando si tenta di tappare la bocca a chi cerca di contrastare il potere e in particolare determinati piani. Per ogni delitto c’è un movente: in particolare per Pasquale Andreacchio si è tentato di tappare la bocca ad una voce scomoda. Il gruppo "5 Stelle" è stato assente ieri e lo è anche oggi;

 

Gallelli Pietro (pubblico) – L’atteggiamento dimostrato dall’Amministrazione comunale è quello di un’orchestra ben accordata: gli episodi capitati sono meri atti vandalici e basta. Purtroppo, invece, si è assistito a tre gravissimi eventi contemporanei con evidente matrice comune.
Invita la maggioranza a dimettersi perché, oggi, più parla più riflette la propria immagine;

 

Lanciano Rosa Teresa – delegata dal Locale Dirigente Scolastico -: Precisa che parla in rappresentanza della Istituzione scolastica locale. Quando capitano alcuni fatti tutte le Istituzioni si devono sentire sconfitte ( Scuola, famiglia, Parrocchia ecc.). E’ doveroso porsi il perché di tutto ciò. La Scuola ha il compito fondamentale della formazione dei giovani, ma la Scuola da sola non basta. Occorre fare tutti quanti una autocritica per poi programmare gli interventi successivi, non bastano le parole ma occorrono fatti e soprattutto punti di riferimento e di esempio: ognuno nel proprio ruolo che riveste deve sapere di essere un riferimento e un esempio per i più giovani;

 

Don Salvatore Tropeano – Parroco -: brevemente ringrazia tutti coloro che hanno, precedentemente, preso la parola perché in questo modo gli hanno dato l’opportunità di riflettere ancora di più;

 

Gallelli Francesco – Vice Sindaco- : La passata Amministrazione comunale ha operato bene, pensando soprattutto a favore della collettività con spirito di servizio e di sacrificio. Esprime la propria solidarietà agli amici che hanno subito l’attentato. Condivide gli interventi precedenti, in particolare quello iniziale del Sindaco Mannello là dove si elencano tutti gli interventi che questa Amministrazione comunale ha realizzato. In particolare, dopo pochissimi giorni dagli attentati, la Giunta Comunale si è riunita per deliberare in merito all’ordine pubblico. Oggi da parte della minoranza consiliare non vi è stata alcuna proposta politica per risolvere i problemi;

 

Rondinelli – Vice Presidente C.C.- : Il problema basilare è l’ordine pubblico. Oggi si sono dette solo parole che per altro domani saranno già dimenticate da tutti. Lo Sport e la Chiesa, per i più giovani, sono punti di riferimento importanti. Bisogna capire quali sono le motivazioni che scatenano tali episodi. Si vergogna per come si è sviluppata, oggi , la seduta consiliare: maggioranza e minoranza consiliare devono collaborare assieme;

 

Criniti Nicola, testualmente dichiara: "A nome della minoranza consiliare chiediamo che il Consiglio Comunale approvi con voto dei suoi membri la risoluzione per cui i fatti di Sabato 24.11.2001 sono episodi riconducibili ad una matrice mafiosa motivata per come riportata da tutti i documenti di solidarietà, chiede un forte intervento delle forze inquirenti su tali fatti";

 

Presidente del Consiglio Comunale : Chiede, sulla base della mozione presentata dal gruppo consiliare di minoranza, che venga motivato il voto che successivamente verrà espresso dai gruppi consiliari;

 

Laganà Anna – Capogruppo maggioranza -: Premette che la maggioranza consiliare condanna tutti gli attentati vandalici , precisa che il gruppo di maggioranza voterà contro la proposta "Criniti" e che si attiverà, immediatamente, a collaborare con le autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico in modo tale che venga ripristinato il rispetto delle regole democratiche e civili;

 

Criniti Nicola – Capogruppo minoranza -: testualmente dichiara: " il voto sulla nostra mozione è naturalmente favorevole; mi sforzo di capire l’atteggiamento della maggioranza sul fatto che in questo paese non esista mafia. Io ne sono così sicuro anche per il fatto che a differenza di quasi tutti i colleghi di maggioranza ho vissuto assieme a chi ha condiviso certe battaglie politiche , la lotta contro questo nemico che già nel ’98 aveva stabilito di tappare la bocca alle minoranze con un colpo di pistola. Questo è uno dei tanti episodi che hanno caratterizzato la storia recente di questo paese";

 

Battaglia Domenica – Consigliere -: dichiara che voterà favorevole, condividendo in pieno la proposta del collega consigliere Criniti Nicola;

Si procede alla votazione della proposta "Criniti Nicola" che ha questo esito:

Presenti: 13; Favorevoli: 4; Contrari: 6 (Laganà, Mannello, Gallelli F., Lentini N., Audino, Stagno); Astenuti 3 (Bove, Lentini V., Rondinelli);

Stante l’esito della votazione la proposta "Criniti N." viene respinta.

Il Sindaco Mannello chiede al Segretario comunale l’invio del presente verbale e relativi allegati alla locale Stazione Carabinieri per la valutazione di eventuali notizie di reato.

Quindi

IL CONSIGLIO COMUNALE

Prende atto dei vari interventi espressi da parte dei Consiglieri Comunali e cittadini.

Alle ore 20.40 il Presidente del Consiglio scioglie la seduta consiliare.

 


servizio offerto da Gil Botulino The German Observer dal 2001 gazzettino di [contro]informazione badolatese ©2001/2006

 

 

 

 

 

allegato A alla DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 063 DEL 07.12.2001

 

Questo Consiglio Comunale vuole essere la prosecuzione di quello già fatto mercoledì 28 in cui ero assente per motivi di famiglia a tutti noti.
Avevamo convocato quel consiglio su richiesta della minoranza entro i termini previsti, per discutere su alcuni problemi amministrativi.
Gli eventi che si sono verificati nella notte di sabato 24, senza dubbio sono stati di una gravità inaudita, ed era ovvio che se ne sarebbe discusso nel corso dei lavori del consiglio comunale, visto, che queste erano state le mie disposizioni date al capogruppo, prima di ripartire, infatti anche quando sono capitati gli eventi spiacevoli mi trovavo fuori sede, al rientro, ho espresso personalmente la mia solidarietà a Caminiti pregandolo di estenderla al Prof. Andreacchio e Piperissa.
Ai lavori del consiglio la minoranza avrebbe dovuto partecipare e affrontare la discussione, certamente abbandonare l'aula significa sottrarsi alle responsabilità dimostrare grande superficialità e scorrettezza.
Sul documento allegato agli atti del consiglio non voglio fare commenti. bensì voglio solo ricordare che in questa comunità, da sempre si sono verificati atti vandalici di vario tipo; furti e rapine in diversi negozi, tentativo d'incendio della sede comunale, l'incendio a diversi stabilimenti balneari, l'incendio alla scuola media, furti ripetuti presso le strutture comunali.
I colpiti oltre all'ente comune, sono state molte famiglie vicine all'amministrazione comunale, addirittura alcuni sono amministratori attuali di maggioranza.
Ma non per questo mi sfiora minimamente l'idea che ci possa essere lo zampino della minoranza.
Il lavoro certosino, minuzioso, assiduo, difficile condotto dalle forze dell'ordine, a volte ha dato dei risultati, ma spesso i colpevoli sono rimasti impuniti.
L'amministrazione comunale come si è mossa: Ha cercato di adottare dei provvedimenti;
1) Ha potenziato da tempo il servizio di vigilanza notturna
2) Ha predisposto allarmi presso sedi a rischio.
3) Ha costituito la Consulta giovanile, per aggregare i giovani.
4) Contribuisce in modo fattivo a portare avanti le problematiche dello sport.
5) Ha assunto due vigili urbani.
6) La Giunta ha deliberato di aumentare la vigilanza di tutto il territorio comunale, inoltre ha predisposto una serie di incontri con tutte le istituzioni.
E' molto poco e ciò non basta per risolvere le tante piaghe che ci affliggono.
Una problematica purtroppo attuale e grave quale è la mancanza di rispetto della legalità, il trovare gratificazione agendo sull'illecito, avere reazioni violente nei confronti di cose e persone, agire senza riflettere sulle conseguenze che può provocare un gesto, non può essere difeso o dovuto ne parzialmente e ne totalmente alla superficialità, alla negligenza o all'incuria dell'amministrazione comunale, come si vorrebbe fare intendere.
Sicuramente abbiamo tutti una certa percentuale di responsabilità.
Il solo fatto di voler risalire alla causa e individuare come unico colpevole chi è alla guida del paese è molto semplicistico ed evidenzia come in alcuni contesti si lavori esclusivamente per innescare la miccia e creare ostacoli all'attività amministrativa.
Così facendo non arriveremo mai alla scoperta delle cause che scatenano e provocano atti e gesti illeciti, ne tanto meno alla rimozione degli stessi.
Abbandoniamo gli aspri sapori della campagna elettorale, poniamo un distinguo tra atti amministrativi e temi politici che riguardano tutti, a prescindere dal colore politico di appartenenza.
Di fronte ai fatti accaduti è indispensabile dimostrare coerenza, di essere forze politiche, sociali e culturali, capaci di organizzarsi per progettare e formulare proposte per garantire un'immagine più tranquilla al nostro paese.
Pertanto, conscio del mio ruolo istituzionale, di quello degli altri amministratori, disapprovo duramente chi utilizza mezzi e strumenti per creare disordine e mettere a repentaglio persone e cose.
Corre l'obbligo a tutti di analizzare, discutere, proporre soluzioni ed iniziative, da sviluppare insieme a tutte le forze politiche, sociali, culturali, sportive, amministratori di maggioranza e di minoranza, per tamponare il dilagare ed il ripetersi di tali azioni.

Comitato per l'ordine pubblico
[Prefetto/ Questore/ Finanza / carabinieri/ S. Caterina/ Badolato]

 


servizio offerto da Gil Botulino The German Observer dal 2001 gazzettino di [contro]informazione badolatese ©2001/2006

 

 

allegato B alla DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 063 DEL 07.12.2001

 

L'esigenza di questo consiglio comunale nasce dall'analisi degli ultimi fatti che si sono verificati nel nostro paese. Dobbiamo innanzitutto premettere che Badolato non è un'isola felice, dove regna sovrana l'armonia e la letizia, ma un paese come tanti nel mezzogiorno italiano, con i suoi problemi e con gli affanni che si legano al lento evolversi di una civiltà fatta di buoni sentimenti, ma non sempre di buoni risultati.
La minoranza presente in questo consiglio comunale sembra a volte dimenticare tutto questo. Dimentica persino che pretende consigli comunali con punti all'ordine del giorno espressamente richiesti e poi, all'atto pratico, abbandona l'aula. Lancia accuse e non consente replica alcuna. In poche parole si comporta come la più bieca delle dittature. Non si può minimamente pensare di essere gli unici depositari della Verità.
Come tutti i paesi meridionali, Badolato ha il problema dell'acqua durante l'estate, ma solo qui è colpa dei soliti "noti". Badolato ha il problema della disoccupazione giovanile? È sempre colpa dei signori di cui sopra. Non ci sono i soldi per questa o quell'opera necessaria allo sviluppo del paese? Si sa di chi è la colpa. Quello che non si sa mai è quale sia il possibile rimedio. Non si vuol dimostrare con i fatti, e non solo a parole, che qualcuno sarebbe in grado effettivamente di agire meglio per lo sviluppo della comunità. Un qualcuno che, dimentico di non essere stato autorizzato da alcuno a spargere veleno su quanti hanno liberamente esposto la loro personalità al servizio della gente, che ha dimostrato di apprezzare con ampio margine di consenso popolare, non perde occasione di gettare discredito, per di più in modo del tutto gratuito e gravemente offensivo, su un'amministrazione che sta facendo il suo meglio per cercare di risolvere i problemi di tutti gli abitanti del comune.
Quel che è accaduto nella notte del 25 novembre è grave e ha offeso tutta la comunità badolatese. Questo lo sappiamo tutti e tutti, insieme e indistintamente, lo condanniamo. Quello che non sopportiamo è la strumentalizzazione di questi fatti: non si può, da nessuna parte politica, prendere questi avvenimenti come pretesto per lanciare più o meno velate accuse a persone di specchiata moralità con un passato un presente ed un futuro pieno solo di rispetto per tutti gli avversari, che prima di tutto sono amici, visto che in un paese di 3000 abitanti non può che fornire questa immagine. Non ci si può dimenticare che siamo quasi tutti parenti, che tutti abbiamo rapporti che vanno al di là della semplice conoscenza: ognuno sa tutto o quasi dell'altro. Allora non si spiega l'acredine di alcuni, o meglio, forse potrebbe essere spiegato con semplici considerazioni che non vogliamo e non dobbiamo fare, in questo momento. Dobbiamo rimboccarci le maniche e far sì che avvenimenti di questo genere non succedano più. Dobbiamo realmente far sì che i nostri giovani abbiano interessi più alti di quelli che attualmente hanno, dobbiamo favorire iniziative tese alla creazione di posti di lavoro, di strumenti idonei a fornire a tutti gli abitanti obiettivi positivi di effettiva crescita culturale. Come fare possono anche suggerircelo i nostri amici che siedono sui banchi dell'opposizione e non considerarlo come un segreto prezioso per un fantomatico giorno che li vedrà dalla parte della maggioranza. Tutti siamo capaci di criticare, pochi sono in grado di costruire, magari senza urtare la suscettibilità di qualcuno. Adagi popolari insegnano che per fare una frittata bisogna rompere le uova, e dicono anche che chi si loda si imbroda. Noi non siamo qui per metterci in mostra o per far vedere che siamo meglio di altri: siamo qui per lavorare al servizio di una comunità che vuole che noi lavoriamo per essa. Agli amici dell'opposizione vogliamo far notare che è fuori luogo accusare sempre e comunque, che è fonte di possibili comportamenti non controllabili questa condotta tesa solo a dire "Hai sbagliato, io farei di meglio", senza neanche far intravedere quale sia il meglio prospettato. ma non dobbiamo cadere in questi tranelli: noi siamo la maggioranza, a noi è stato legittimamente affidato, dal popolo, il compito di amministrare questo comune: dobbiamo dimostrare al popolo di saperlo fare e di essere al di sopra delle ingiuste accuse che ci piovono addosso. Perché, cari amici, è una gravissima accusa anche quella dell'ignavia di cui ci tacciate: quanto all'accusa di omertà non possiamo non rispedirla al mittente perché non ci tocca minimamente, in quanto noi non sappiamo, come dimostrate di saperle voi, certe cose. Voi, che dite di sapere certe cose dovete avere il coraggio di dirle apertamente, non noi che non sappiamo. E poi, sempre con le vostre solite espressioni: "Sì ma lo sai che non è diretto personalmente a te, conosciamo la tua integrità personale": non basta più, tutti noi facciamo parte della maggioranza, siamo gli amministratori e ne siamo orgogliosi. Dite che noi non abbiamo espresso la nostra solidarietà a chi ha subito danni da questi incresciosi episodi: non siete informati o fate finta di non esserlo. Dite di non essere come noi e questo non può che farci piacere: noi sapremmo stare al nostro posto anche all'opposizione e, non, come fate voi ogni volta, lanciare accuse indegne e poi alzarvi e abbandonare l'aula senza darci la possibilità di replicare alle vostre farneticazioni. Personalmente affermo che questo è il momento di rimboccarci le maniche e di mostrarci uniti contro intimidazioni che non hanno ragione di esistere in un paese civile. È il momento di pensare a come reagire, ma ancor di più come fare in modo che simili avvenimenti non debbano più ripetersi. Come docente di scuola superiore ho modo di capire che molti dei nostri giovani presentano sintomi di devianza e, se non adeguatamente guidati, possono intraprendere percorsi non proprio corretti. Questo per mancanza di strutture sportive, ricreative. I nostri giovani non hanno meglio da fare che ciondolare senza meta nelle vie del nostro paese, quando non trovano una macchina per uscire verso Soverato o Catanzaro. Non hanno altre alternative: non c'è un cinema, un locale dove stare insieme per discutere di problemi tipici della loro età; non ci sono attrezzature per praticare sport, non c'è nessuno pronto a capire che i loro pensieri sono rivolti esclusivamente al giorno che li vedrà uscire fuori da questa realtà per l'università o per cercarsi un lavoro al nord o all'estero.
Allora come fare? Cosa offrire ai nostri giovani? Chi ha idee sappia che questo è il momento di metterle al servizio della comunità. Ogni idea può essere preziosa. Me ne vengono in mente alcune, in ordine sparso:
- recupero di antichi mestieri
- recupero delle tradizioni popolari
- istruzione personalizzata: corsi di scrittura, di lingue straniere, di ausili all'apertura di imprese individuali
- centri di educazione musicale
- centri di educazione sportiva
- laboratori teatrali
Abbiamo le strutture idonee, o possiamo procurarle. Non dimentichiamo che, nell'antica Grecia, la scuola nacque come alternativa all'ozio in cui versavano i giovani. Si capì che era meglio impiegare il tempo per imparare piuttosto che per non far niente. L'ozio spesso induce a cattivi pensieri, l'insofferenza porta a pensare che non esistano alternative ad una grigia esistenza fatta solo di cose brutte, che bisogna emergere ad ogni costo. anche per mezzo di azioni malefiche.
Bisogna cambiare un po' il modo di pensare, modificare quella cultura di rassegnazione che da sempre ha condannato il meridione a cercare solo di tirare a campare. Abbiamo capacità per fare meglio di tutti i paesi industrializzati di questo mondo, dobbiamo solo saperci credere.
Deve cambiare la nostra cultura: all'idea del sospetto, dell'inganno deve subentrare la fiducia nel prossimo, la certezza che anche l'altro ha a cuore gli stessi problemi che tutti hanno ben presenti. Mi rendo conto che può sembrare pura utopia, soprattutto in un paese di 3000 anime dove tutti sanno tutto dell'altro ed ognuno crede di capire quali effettivamente siano i reali scopi di ciascuno che investe il suo tempo per la comunità. Fiducia ci vuole e, lasciatemelo dire, quel giusto abbandono nelle mani di coloro che sono chiamati ad amministrare. Che poi siano liberi anche di sbagliare; purché lo facciano sempre in buona fede.
Badolato, 07/12/01 Firmato Giovanni Bove

 


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allegato C alla DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 063 DEL 07.12.2001

 

Gli atti vandalici e criminali, che hanno creato sconcerto e suscitato tanta rabbia nei cittadini di Badolato, perpetrati ai danni di gente onesta e laboriosa, e non mi riferisco solo agli ultimi eventi, ma a tutti quegli episodi delinquenziali a cui siamo stati costretti nostro malgrado ad assistere impotenti.
Impotenti non per codardia, come qualcuno ha voluto far credere, ma per il semplice fatto che questa gentaglia agisce nell'ombra e nell'anonimato. Gli atteggiamenti di ostruzionismo e tentativi di linciaggio morale che in questi giorni hanno imperversato sui banchi di questa assemblea e per le vie del paese non portano certamente alla soluzione di queste problematiche. Badolato non ha bisogno di personaggi che si ergono a paladini e che non perdono occasione per mettere in dubbio l'onorabilità e l'integrità morale di chi per plebiscito è stato scelto a sedere sui banchi di questa maggioranza consiliare. A mio avviso questi episodi hanno una sola chiave di lettura: il degrado sociale cui il nostro comprensorio versa oramai da troppo tempo.
I nostri giovani sono costretti a vivere una realtà fatta di disoccupazione e di infrastrutture pressoché inesistenti facendoli diventare facile preda della criminalità organizzata, per cui molti di loro si rifugiano nelle realtà artefatte della droga e dell'alcool. Aggiungendo a tutto questo il continuo martellare delle realtà virtuali fatte vedere dalle televisioni, lusso sfrenato, guadagno facile, tutte le comodità ed ecco che il cerchi si chiude.
per cui vengono rapinati i negozi, i poveri pensionati, le banche, gli uffici postali, vengono incendiate le macchine dei cittadini, le strutture turistiche private e pubbliche, vengono saccheggiati gli uffici comunali, viene incendiata la scuola.
Possiamo dedurre che questi sono gesti che possono essere compiuti da individui carichi di rabbia e di frustrazioni e privi di qualsiasi coscienza ed etica morale che agiscono contro ogni cosa e chiunque sia diverso dal loro modo di essere. Io credo che tutti noi rappresentanti istituzionali e semplici cittadini dobbiamo impegnarci a perseguire obiettivi comuni atti ad isolare e mettere in condizioni di non nuocere questi personaggi il cui obbiettivo e solo quello di portare scompiglio nelle nostre famiglie e nella società Badolatese. Concludo facendo un appello, dobbiamo tutti insieme lottare per costruire un futuro migliore per noi stessi e per i nostri figli facendo si che questo nostro paese e tutto il comprensorio esca da questa sorta di ghettizzazione in cui è precipitato. per ottenere ciò è necessario che le forze politiche adottino una strategia comune con argomentazioni propositive,

Badolato lì, 07/12/2001 f.to Assessore Nicola Lentini

 


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allegato D alla DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 063 DEL 07.12.2001

 

Le dichiarazioni del gruppo consiliare di minoranza, appartengono a gente faziosa, che non ha il coraggio di pronunciarsi esplicitamente, e cerca con le allusioni, di condannare una maggioranza che si è sempre battuta contro questi atti di violenza, che oggi come ieri (ricordando gli episodi che hanno colpito i consiglieri di maggioranza Pultrone e Audino e me in qualità di Difensore Civico), più che mai formano momento di dolore e di vicinanza agli amici Andreacchio, Caminiti, Piperissa.
Come componente di maggioranza e come penso tutta l'intera maggioranza, non intendiamo entrare nel merito di quanto detto, ma esprimiamo la nostra solidarietà ai colpiti e a tutta la cittadinanza di Badolato, con gli atti concreti che la giunta e la maggioranza intende istruire presso le autorità costituite, affinché simili episodi di violenza non si verifichino più nell'ambito della nostra comunità.
Insieme all'intera maggioranza, esternerò a chi di competenza il nostro desiderio di un posto fisso di polizia; non dimenticando già il grosso sforzo con pregevoli risultati che quotidianamente svolgono i carabinieri della locale stazione che possa svolgere indagini quotidiane affinché la serenità ritorni nei cittadini e la tranquillità formi la costante quotidiana per gli abitanti.
E' per questi fini che tutta la maggioranza fino ad oggi ha lavorato, per gli obblighi morali assunti in campagna elettorale, ed anche perché in nessuno dei componenti della maggioranza è balenato il pensiero di non ricambiare quella fiducia che un voto plebiscitario "democraticamente" ci è stata accordata.
Ed è per questo che come maggioranza non possiamo accogliere futili illazioni di basso rilievo, che certamente possono essere oggetto di esame, solo ed esclusivamente di chi pensa che la politica debba essere concepita in maniera maldestra e che i compiti istituzionali assegnati "democraticamente", non possono essere deturpati da illazioni sospette, ma prive di ogni e qualsiasi fondamento.

Badolato 07-12-2001 f.to IL CONSIGLIERE COMUNALE Stagno Gaetano

 


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allegato F alla DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 063 DEL 07.12.2001

 

Certamente in una società simile in cui si mescolano aspetti positivi e negativi, in cui se da un lato assistiamo ad un progresso sociale, ad un rapporto sempre più consapevole tra popoli diversi, in cui c'è una certa armonizzazione delle politiche ambientali, dall'altro l0individuo è indotto, ma anche i gruppi sociali più deboli, a vivere nell'incertezza del domani o addirittura dell'oggi.
Da qui l'acuirsi dei fenomeni della devianza sociale, dell'emigrazione, dalla nuova povertà e così via.
Vi è quindi da prendere in considerazione l'aspetto economico che condiziona molto il numero ormai enorme di disoccupati, i tanti altri mali presenti nell'attuale società; l'uso incondizionato di sostanze stupefacenti, l'abuso di alcolici, ecc.

In mezzo a tutto ciò si avvertono due tendenze, l'una di tipo conservatore, generato dalla convinzione che la conservazione di un modello di vita fondato su determinati valori e certezze sia l'obbiettivo da perseguire e l'altro di tipo progressista, che indirizza verso nuovi modelli di vita fondati su nuovi valori, spesso in contrasto con i valori di prima condivisi universalmente.
Ma una parte sempre più importante spetta all'influenza dei mezzi di comunicazione di massa che agiscono sull'individuo sin da piccolo abituandolo a proiettare se stesso sempre più nel mondo del fantastico, del magico.
Attraversa alcune trasmissioni televisive vengono presentati modelli di comportamento spesso ispirati alla violenza che si prestano ad essere imitati più che rifiutati e da reprimere. E pensiamo al condizionamento che ci proviene dalla "pubblicità" e a come e a quanto influisce in maniera preponderante, sulla conduzione della vita sia dei bambini che dei giovani e degli altri adulti. dai giocattoli di alta tecnologia, molto costosi, ai capi di abbigliamento firmati, alle calzature, ai cellulari il cui uso è illimitato e allargato a qualunque fascia di età, ai motorini alle moto sempre più grosse, all'inseguimento di quanto più il mercato offre e di quanto più esoso ci possa essere propinato.
Riflettiamo sui cambiamenti subiti dalla famiglia, il consumismo che costringe tutti i membri della famiglia a lavorare all'esterno, il mutato ruolo della donna nel contesto familiare e sociale, la famiglia è il luogo della prima formazione delle nuove generazioni, è la prima istituzione che agisce intenzionalmente sulla formazione dell'individuo e quindi sul suo essere persona e sul suo divenire cittadino.
E' nella famiglia, e in questo ambiente, che si sperimentano i primi rapporti sociali e s'interiorizzano le norme di comportamento. Credo manchi al fanciullo e al giovane di oggi lo strumento sociale per porsi come tema e come problema sociale, come postulante legittimamente un suo spazio un suo tempo, per chiedere un attenzione che vada oltre quella affettiva familiare e quella estetica sociale, per diventare, insomma, portatore di un messaggio nel senso più concreto di richiamo a tutte le responsabilità verso di lui e insieme, di possibilità per lui a costituirsi come costante richiamo di responsabilità morale per adulti.
Occorre, allora, che tutte le istituzioni, le agenzie educative, intenzionali e non, instaurino un rapporto di reciproca collaborazione.
La nostra è una società connotata da numerosi fenomeni, in cui la mobilità sociale ha portato alla progressiva costruzione di una società multietnica, multirazziale, multireligiosa, multiculturale, con rischi e pericoli della mancata integrazione, dell'emarginazione. Perciò è importante attuare l'uguaglianza dei diritti della persona, offrendo a tutti pari opportunità, nel rispetto anche della diversità. Occorre che tutte le istituzioni divengano sempre più democratiche, si aprano sul territorio impostando forme di educazione interculturale che si basano sulla convivenza democratica, fattore indispensabile della formazione del cittadino e prima ancora, dell'uomo. La nostra società e la civiltà odierna hanno bisogno di persone aperte e disponibili, prepositive, capaci di godere delle conquiste comuni, in grado di superare le chiusure egoistiche a tutti i livelli. E a prescindere dall'appartenenza a questo o a quel partito.

Firmato Anna Laganà

 


servizio offerto da Gil Botulino The German Observer dal 2001 gazzettino di [contro]informazione badolatese ©2001/2006

 

 

 

 

 

 

 

MAFIA: CONSIGLIO AL VELENO
Il titolo con cui oggi sul Domani c'è il resoconto del corrispondente Franco Laganà del consiglio comunale del 7 scorso, che a detta della minoranza è abbastanza fuorviante per cui vi consiglio di leggere il resoconto di Nicola Criniti sul sito dei DS
http://web.tiscali.it/dsbadolato/prima_pagina.htm, che contiene o conterrà - date tempo a Nick - tutti i documenti ufficiali allegati, senza riassunti, illazioni, interpretazioni, o desideri. Anche Ernesto Menniti è molto arrabbiato per come l'articolo riporta o non riporta il suo intervento e ha protestato con il direttore del Domani. comunque vi riporto una frase dell'articolo che può indurre a qualche riflessione: "Notata l'assenza delle istituzioni provinciali e regionali e dei parlamentari invitati a partecipare ai lavori". I casi possono essere molti, secondo me gli invitati non hanno capito, così come non ho capito io, a che tipo di consiglio si andava a partecipare e per fare cosa; O.d.G.: "Ordine pubblico nel Comune di Badolato - Determinazioni" e che vor di'?

 

5) L'interrogazione parlamentare del senatore Nuccio Iovene (Ds) sui fatti di Badolato

GLI EPISODI DI BADOLATO APPRODANO IN PARLAMENTO

Il Sen. Nuccio Iovene ci ha fatto pervenire il testo dell'interrogazione presentata al Ministro dell'Interno, riguardante gli episodi intimidatori avvenuti a Badolato nella notte tra sabato 24 e Domenica 25 Novembre. Il Sen. Iovene ha ritenuto opportuno proporre questa interrogazione dopo la manifestazione popolare a Badolato del 2 dicembre a cui hanno partecipato semplici cittadini, forze politiche, sindacati, sindaci (ma non quello di Badolato), amministratori e associazioni. L'episodio ha scatenato a Badolato una serie di iniziative - soprattutto da parte della minoranza consiliare - che ha portato da una parte a questa interrogazione e dall'altra alla denuncia che il sindaco ha presentato ai carabinieri di Badolato contro la minoranza consiliare per i documenti da questa presentati negli ultimi due consigli comunali, quello del 28 novembre, abbandonato in segno di protesta dopo la lettura del documento, e quello del 7 dicembre. La notizia della denuncia l'abbiamo appresa da un articolo sul Domani di oggi del corrispondente Franco Laganà, di cui vi dirò fra un po', per ora mettete a confronto la frase del sindaco di Badolato, nell'interpretazione di Laganà, "Nella denuncia si puntualizza che tali dichiarazioni tendono a creare destabilizzazioni nonché paura nella popolazione" quella del Sen. Iovene "negli ultimi mesi gli episodi di intimidazione sono aumentati creando una situazione di allarme nella popolazione" e quella di Ranieri "perché simili episodi non abbiano a ripetersi e non creino dunque paura nella comunità". Come dovrebbe essere a tutti chiaro, tranne a chi non vuole vedere, sono gli episodi e non le dichiarazioni di condanna che creano allarme nella popolazione.

L'INTERROGAZIONE DEL SEN. IOVENE AL MINISTRO DELL'INTERNO

SENATO DELLA REPUBBLICA
Interrogazione a risposta scritta

Iovene. - Al Ministro dell'Interno - Premesso:

- nel corso degli ultimi mesi in Calabria si sono verificati molti gravi episodi intimidatori nei confronti di amministratori e di rappresentanti politici e della società civile;

- che ultimo di questi episodi in ordine di tempo è quello avvenuto nei giorni scorsi a Badolato, in provincia di Catanzaro, dove sono state bruciate le macchine e il portone di casa dei Signori Salvatore Caminiti, Pasquale Andreacchio e Vincenzo Piperissa;

- che episodi come quelli avvenuti a Badolato sono gravissimi e hanno messo a rischio non solo le persone oggetto degli atti intimidatori ma anche i loro familiari e quanti vivono nelle vicinanze;

- che semplici cittadini, forze politiche, sindacati, sindaci, amministratori e associazioni della zona hanno organizzato a Badolato, in risposta a quanto avvenuto, una grande manifestazione di solidarietà alle vittime delle intimidazioni e alle loro famiglie nella quale si è ribadito come la lotta contro la criminalità e per la difesa della legalità sia un'irrinunciabile battaglia di civiltà;

considerato

- che questi gravi atti di violenza ed intimidazione offendono la coscienza civile di un'intera collettività;

- che, in particolare in Calabria, negli ultimi mesi gli episodi di intimidazione, e non solo, ai danni di amministratori, singoli cittadini, commercianti sono aumentati creando una situazione di allarme nella popolazione;

- che l'emergenza criminalità è una delle emergenze maggiori per il meridione ed in particolare per la Calabria;

si chiede di sapere

- quali iniziative si intendano assumere, sia sul terreno della prevenzione che su quello del controllo del territorio, al fine di garantire agli amministratori e ai cittadini tutti un livello di sicurezza adeguato ed una maggiore fiducia nelle istituzioni.

firmato: Sen. Nuccio Iovene

 

6) Altre schermaglie assai polemiche, quanto però indicative ed emblematiche

 

(NB: In realtà tale denuncia-querela qui sotto fu una bufala, ma è interessante notare la motivazione della denuncia!)
IL SINDACO DI BADOLATO QUERELA LA MINORANZA CONSILIARE

Avete qui sotto l'articolo del corrispondente del Domani Franco Laganà dal quale abbiamo appreso della querela da parte del sindaco di Badolato della minoranza consiliare a causa delle dichiarazioni che quest'ultima ha ritenuto di allegare agli atti degli ultimi due consigli comunali. Sulla denuncia non sono in grado di dirvi nulla per cui dovrete fidarvi (fate uno sforzo!) del riassunto del Domani. Per quanto riguarda i documenti incriminati potete leggere quello del 7 dicembre (http://www.gilbotulino.it/2001_12_07.htm) e quello del 28 novembre (http://www.gilbotulino.it/2001_11_28.htm), in modo che possiate farvi un'idea personale, e che possiate scovarvi dei crimini: se qualcuno di voi ne incontra uno fateci un fischio. Non posso rendervi conto del Consiglio perché, a differenza del sindaco che ha potuto fare la querela, ancora una volta la minoranza non è riuscita a venire in possesso della deliberazione del Consiglio comunale. Che dire di altro? Le querele alle minoranze per dichiarazioni in aula si commentano da sole!

Nell'articolo però c'è un passaggio di estrema gravità (se è vero che compare nella denuncia) "di votare un documento in cui si affermava che i fatti accaduti il 24 novembre sono episodi di natura e matrice mafiosa per cui si chiedeva anche un forte intervento delle forze di polizia. Nella denuncia si puntualizza che tali dichiarazioni tendono a creare destabilizzazioni nonché paura nella popolazione". E cioè che non sono gli episodi criminosi a creare paura ma la dichiarazione che tali episodi esistono: Non la cosa ma il nominare la cosa. La parola, questo è il problema.

Da notare che nel giro di un giorno la popolazione badolatese (a dire del Domani) ha cambiato del tutto opinione sulle lettere anonime in circolazione: "Intanto molti cittadini si lamentano perché non ricevono le lettere dei Poeti" (il Domani del 13.12), "che la cittadinanza e le forze politiche hanno fortemente condannato" (il Domani del 15.12). Com'è volubile questa cittadinanza?

Badolato, potrebbe avere risvolti giudiziari l'ultima seduta del Consiglio comunale

Il Comune denuncia la minoranza

BADOLATO - I lavori dell'ultimo consiglio comunale di Badolato potrebbero avere pesanti risvolti giudiziari. Tramite il sindaco Mannello l'amministrazione comunale ha presentato formale denuncia ai carabinieri di Badolato. Nella denuncia il primo cittadino riporta i documenti letti in Consiglio comunale sia nella seduta del 28 novembre che in quella del 7 dicembre, convocata con un solo punto all'odg: "ordine pubblico nel Comune di Badolato". "La convocazione - si legge nella denuncia - era stata decisa per adottare delle determinazioni per far fronte agli atti delittuosi che si verificano nel comune di Badolato". Nella denuncia vengono riportate le dichiarazioni del capogruppo della minoranza Criniti che, oltre a dichiarare che i fatti verificatisi ultimamente a Badolato (l'incendio di due autovetture e di un portone d'ingresso di un'abitazione) sono chiari atti di stampo mafioso, ha accusato la maggioranza "Cinque Stelle" di non impedire che l'illegalità prenda il sopravvento nel paese. La denuncia fa inoltre riferimento ai fatti accaduti nell'ultimo Consiglio comunale nel corso del quale Criniti ha dato lettura di un documento sottoscritto da tutti i componenti della minoranza. Dalla lettura tutta la maggioranza consiliare si è sentita offesa perché il contenuto lascia intendere che i fatti delittuosi verificatisi a Badolato siano da addebitare a colpe della maggioranza. La denuncia riporta anche la richiesta fatta durante i lavori del Consiglio comunale da parte del capogruppo Criniti, di votare un documento in cui si affermava che i fatti accaduti il 24 novembre sono episodi di natura e matrice mafiosa per cui si chiedeva anche un forte intervento delle forze di polizia. Nella denuncia si puntualizza che tali dichiarazioni tendono a creare destabilizzazioni nonché paura nella popolazione. Nella denuncia il rappresentante dell'amministrazione comunale chiede all'autorità giudiziaria di valutare se nei contenuti dei vari documenti vi siano estremi di reati perseguibili a querela di parte.

Intanto il clima politico si è ulteriormente avvelenato con la circolazione di lettere anonime che la cittadinanza e le forze politiche hanno fortemente condannato, in quanto offendono la moralità, la dignità di onesti cittadini, di famiglie di amministratori. Le missive sono al vaglio delle forze dell'ordine. Tutti si augurano che le festività natalizie favoriscano il ritorno di un clima politico sereno e che il dibattito rimanga sui binari della correttezza democratica e del vivere civile. (FRANCO LAGANA' - IL DOMANI - 15.12.2001)

LA MINORANZA DENUNCIA IL SINDACO DI BADOLATO

Vi trasmetto il comunicato stampa del gruppo consiliare "La Mongolfiera" con il quale si risponde alla denuncia del sindaco di Badolato appresa da un articolo del Domani di Sabato 15 Dicembre 2001

La minoranza denuncia la maggioranza del Comune di Badolato
anzi lo ha già fatto da mesi!

Ci appare sempre più deprimente fare politica a Badolato e fronteggiare situazioni che oramai non conoscono più limiti per quanto si presentano grottesche e strane. Pare che il Sindaco di questo Comune ci abbia denunciato per le nostre documentazioni, seguite ai fatti intimidatori del 24 novembre. Precisato che lo sfacelo di questo Ente ci rende ben accetta qualsiasi figura di magistrato che decida di esaminare il caso Badolato, il primo problema è questo: non riusciamo a capire esattamente di che cosa siamo accusati.

Le accuse del sindaco, se non fosse per il clima pesante che si respira in paese, sarebbero pure divertenti. Pare che una delle nostre colpe sia quello di aver fatto votare atti in cui si parlava apertamente di attacchi mafiosi ai nostri uomini. Il sindaco dovrebbe spiegare, magari, come mai proprio 1/3 della sua maggioranza su quella proposta di voto si è astenuta. Ha denunciato pure loro?

In questa settimana la Calabria ha sofferto la perdita di uno dei suoi figli migliori, Italo Falcomatà, che per far il bene della sua città ha messo a repentaglio la propria sicurezza e quella della propria famiglia contro i malavitosi. A Badolato invece abbiamo un sindaco che non pronuncia mai la parola mafia, vota contro un documento in cui la si richiama come autrice di intimidazioni gravissime, e denuncia chi ne parla apertamente e ne denuncia l'esistenza.

Sono due modi diversi di intendere la lotta per la legalità, due culture contrapposte.

Purtroppo per Badolato il nostro sindaco è Gerardo Mannello. E questo è il secondo problema.

Terzo problema, gravissimo: la capogruppo consiliare di questa amministrazione ha intimidito la minoranza affermando in pieno consiglio comunale che "si augura che tali episodi non si verifichino più… ma - ha aggiunto guardando il capogruppo di minoranza - ..ma non credo!" Questa è una frase gravissima (detta in presenza delle forze dell'ordine) per cui la signora in questione viene denunciata alla magistratura. Il suo gruppo (cioè l'amministrazione) che non si è dissociato minimamente da tale affermazione ha pesantissime responsabilità politiche e morali.

Qualsiasi eventuale atto intimidatorio contro le minoranze li vedrà direttamente chiamati in causa.

In quel consiglio la stessa capogruppo è entrata in contrasto violento con una delle vittime. Per l'ennesima volta un consiglio di solidarietà si risolve in una zuffa tra le vittime e questa amministrazione. Si fa notare che l'altra vittima "politica" degli attentati non è neppure venuta al consiglio, convocato peraltro a distanza di 15 giorni dagli attentati. Una solidarietà davvero dirompente! Il sindaco non è neppure venuto alla precedente assemblea di solidarietà.

Sono situazioni pesantissime che valgono tutti i nostri atti d'accusa riguardanti una chiara non volontà di affrontare gli eventi. Per anni questa minoranza ha avuto attacchi gravissimi ai suoi rappresentanti: macchine e case bruciate, macchine distrutte, lettere con pallottole, lettere con minacce del tipo "vi tapperemo la bocca con un colpo di pistola", coltelli conficcati in bacheche, poi bruciate. Per poi arrivare ad un consiglio in cui il sindaco Gerardo Mannello vota contro una mozione che definisce mafiosi tali attacchi.

Questi sono i comportamenti di chi combatte la criminalità a Badolato?

È molto strano, poi, l'atto di denuncia contro di noi: sembra che il problema stia nel fatto che la minoranza parlando di mafia abbia messo in allarme la popolazione. Crediamo che la popolazione sia invece allarmata perché sa dell’esistenza della mafia in questo paese. Quello che non sapevamo ancora, invece era l'opinione del sindaco.

Quindi, la minoranza viene denunciata perché parla di mafia; scopriamo che la popolazione non è terrorizzata dalla mafia e dagli attentati, bensì dalle dichiarazioni della minoranza.

In realtà l’unico denunciato, e da tempo, è proprio il sindaco, per come amministra il Comune.

La sua capogruppo ed il movimento che essa rappresenta in consiglio risponderanno delle intimidazioni lanciate contro la minoranza nelle sedi appropriate, perché gli "avvertimenti" lanciati in consiglio non devono passare inosservati.

L'opposizione "La Mongolfiera" di Badolato
Badolato 16.12.2001

 

7) L'incontro in Prefettura

I DEMOCRATICI DI SINISTRA INCONTRANO IL PREFETTO DI CATANZARO

Nella mattinata di sabato scorso, si è svolto in Prefettura a Catanzaro, un incontro tra il Prefetto dott. Catenacci ed una delegazione DS composta dal segretario provinciale Puccio, dal senatore Iovene, dal consigliere regionale Amendola, dal dott. A. Cunsolo (Ds Badolato) e Nicola Criniti, capogruppo consiliare e segretario Ds Badolato. Nell’incontro sono state espresse forti preoccupazioni per i recenti episodi verificatisi a Badolato, che hanno visto gli incendi delle auto e dell’abitazione di alcuni cittadini del posto. Il Prefetto ha confermato che su Badolato, oggetto anche di un'interrogazione parlamentare, c’è la massima attenzione.

Il senatore Iovene ha chiesto che le Istituzioni e le forze dell’ordine siano sempre più presenti su Badolato per evitare una recrudescenza criminale ulteriore. Il Prefetto ha reso noto che per il 10 gennaio sarà riconvocato il comitato per la sicurezza per vagliare la situazione sul territorio dopo gli atti criminali di queste ultime settimane. (COMUNICATO STAMPA DS BADOLATO 16.12.2001)

Clima politico sempre più infuocato a Badolato. la minoranza accusa l'amministrazione Mannello
DURO ATTACCO AL SINDACO
Fissata una riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza

BADOLATO - Il capogruppo consiliare di minoranza "La Mongolfiera", Nicola criniti, il dirigente diessino Antonio Cunsolo, accompagnato dal senatore Nuccio Iovene, dal segretario provinciale del DS Giovanni Puccio e dal consigliere regionale Franco Amendola ha avuto un incontro con il prefetto Catenacci. La delegazione dei DS ha espresso al Prefetto le forti preoccupazioni per i recenti episodi verificatisi a Badolato che hanno visto gli incendi delle auto e dell'abitazione di alcuni cittadini del posto. Il senatore Iovene ha chiesto che le istituzioni e le forze dell'ordine siano sempre più presenti in Badolato per evitare un'ulteriore recrudescenza. Il Prefetto ha confermato che i fatti sono stati oggetto di un'interrogazione parlamentare. Catenacci ha reso noto che il 10 gennaio sarà riconvocato il comitato per la sicurezza per vagliare la situazione sul territorio dopo gli atti criminali di queste ultime settimane. Intanto, dopo la denuncia del sindaco Mannello ai carabinieri di Badolato, sui fatti accaduti negli ultimi due consigli comunali caratterizzati da forti polemiche e da accuse reciproche tra maggioranza e minoranza, arriva un documento del gruppo di minoranza "La Mongolfiera" che giudica "deprimente, grottesco e strano il comportamento del sindaco". Il documento così recita : "Precisato che lo sfacelo di questo comune ci rende ben accetta qualsiasi figura di magistrato che decide di esaminare il caso Badolato. Il primo problema è questo, non riusciamo a capire esattamente di che cosa siamo accusati. Le accuse del sindaco se non fosse per il clima pesante che si respira in paese, sarebbero pure divertenti. Pare che una delle nostre colpe sia quella di aver fatto votare atti in cui si parlava apertamente di attacchi mafiosi ai nostri uomini. Il sindaco dovrebbe spiegare magari, come mai proprio un terzo della maggioranza su quella proposta di voto si è astenuta. Ha denunciato pure loro?". Nel documento si fa riferimento alla scomparsa del sindaco di Reggio Calabria, Italo Falcomatà, al suo spessore politico alle sue battaglie contro la mafia. "A Badolato invece - si legge ancora nel volantino della minoranza - abbiamo un sindaco che non pronuncia mai la parola mafia vota contro un documento in cui la si richiama come autrice di intimidazioni gravissime, e denuncia che ne parla apertamente. Sono due modi diversi di lotta per la legalità, due culture contrapposte". La Mongolfiera inoltre lancia pesanti accuse sul comportamento del capogruppo di maggioranza Anna Laganà che in consiglio comunale ha detto: "Mi auguro che tali episodi non si verifichino più... ma, ha aggiunto guardando il capogruppo di minoranza non ci credo". Frase questa gravissima, pronunciata alla presenza delle forze dell'ordine. Su questa affermazione la maggioranza non è dissociata". Il documento denuncia anche l'atteggiamento del capogruppo Laganà nei confronti di una delle vittime che ha subito l'incendio della macchina. Dopo una serie di pesanti accuse al comportamento della maggioranza così conclude il documento della Mongolfiera: "la minoranza viene denunciata perché parla di mafia; scopriamo che la popolazione non è terrorizzata dalla mafia e dagli attentati, bensì dalle dichiarazioni della minoranza. In realtà l’unico denunciato, e da tempo, è il sindaco, per come amministra il Comune. La sua capogruppo ed il movimento che essa rappresenta in consiglio comunale risponderanno delle intimidazioni lanciate contro la minoranza nelle sedi appropriate, perché gli avvertimenti lanciati in consiglio non devono passare inosservati". (FRANCO LAGANA' - IL DOMANI - 18.12.2001)

 

Badolato.

Al ministero dell'Interno

INTERROGAZIONE DI IOVENE (DS) SUGLI ATTENTATI

BADOLATO - C'è la massima attenzione da parte del Prefetto su Badolato in merito agli episodi delittuosi che hanno colpito recentemente alcuni cittadini Badolatesi che hanno subito attentati incendiari. E' quanto si apprende da una nota dei DS di Badolato nella quale si legge che sabato scorso si è svolto in Prefettura un incontro avente ad oggetto il problema citato alla presenza del prefetto Catenacci e una delegazione dei DS composta da Giovanni Puccio, segretario provinciale del partito, dal senatore Nuccio Iovene, dal consigliere regionale Amendola da Cunsolo e Nicola, quest'ultimo capogruppo della minoranza al comune di Badolato e segretario dei DS locali. Il prefetto ha reso noto che per il 10 gennaio sarà riconvocato il comitato per la sicurezza per vagliare la situazione sul territorio dopo gli atti criminali registratisi. Quanto avvenuto a Badolato è stato inoltre oggetto di una interrogazione parlamentare del senatore Nuccio Iovene che si rivolge al Ministro dell'Interno chiedendo di sapere quali iniziative si intendano assumere sia sul terreno della prevenzione che sul quello del controllo del territorio al fine dei garantire agli amministratori ai cittadini tutti un livello di sicurezza adeguato e una maggiore fiducia nelle istituzioni, Iovene ricorda quale ultimo di questi episodi in ordine di tempo appunto quello avvenuto nei giorni scorsi a Badolato, dove sono state bruciate le macchine e il portone di casa di signori Salvatore Caminiti, Pasquale Andreacchio e Vincenzo Piperissa. Che episodi come quelli avvenuti a Badolato sono gravissimi e hanno messo a rischio non solo le persone oggetto degli atti intimidatori ma anche i loro familiari e quanti vivono nelle vicinanze; che semplici cittadini, forze politiche, sindacati, sindaci, amministratori e associazioni della zona hanno organizzato a Badolato, in risposta a quanto avvenuto, una grande manifestazione di solidarietà alle vittime delle intimidazioni e alle loro famiglie nella quale si è ribadito come la lotta contro la criminalità e per la difesa della legalità sia un'irrinunciabile battaglia di civiltà". (FABIO GUARNA - IL QUOTIDIANO - 18.12.2001)

 

 

 

 

 

 

Venerdì 7 Dicembre 2001

 

 

CHISSA' SE I SINDACI HANNO DENUNCIATO MONS. CANTISANI

Ieri a Serra S. Bruno si è celebrata la "Giornata della Pace" a cui hanno partecipato Mons. Cantisani, il presidente della regione Chiaravalloti, il priore della Certosa Dupont e tanti sindaci calabresi - il sindaco di Badolato era assente - per rinnovare l'impegno per la pace e la giustizia. E che cosa devono fare gli amministratori calabresi? Lo ha detto Mons. Cantisani nella parte "laica" del suo intervento "Bisogna liberarsi dei mali antichi che ci perseguitano, sradicare la cultura della mafia e dell'illegalità, non confondete i diritti con i favori, non cedete ai gruppi di pressione economica e criminale. Amministrare rispettando prima di tutto la legalità". I sindaci non si sono ribellati a tali affermazioni e non hanno obiettato che devono essere le forze dell'ordine a dire o non dire se c'è mafia e illegalità. Se Mons. Cantisani ha ritenuto di dedicare buona parte del suo intervento a questi temi è segno che il problema in Calabria è sentito. Non è sentito nel Comune di Badolato? Segno che viviamo in un'isola felice.

 

Vertice a Catanzaro tra una delegazione dei Ds e il rappresentante del governo Catenacci
IL PREFETTO: "MASSIMA ATTENZIONE SU BADOLATO"
BADOLATO – I recenti fatti criminosi che si sono registrati a Badolato sono stati condannati fermamente nel corso di una manifestazione di solidarietà svoltasi nei locali del centro sociale di Badolato Marina e durante la riunione del Consiglio comunale convocato in seduta aperta, dal presidente Giovanni Bove, per discutere sull'ordine pubblico a seguito dei fatti che hanno turbato la cittadinanza. Nei giorni successivi la locale sezione diessina ha chiesto e ottenuto un incontro col prefetto Catenacci, per discutere del problema. Un comunicato stampa diffuso dalla sezione diessina ha reso noto che presso la prefettura si è tenuto un incontro tra il prefetto Catenacci e una delegazione diessina composta dal segretario provinciale Giovanni Puccio, dal sen. Nuccio Jovine, dal consigliere regionale Franco Amendola, da "A. Cunsolo (Ds Badolato) e Nicola Criniti capogruppo consiliare di minoranza "La mongolfiera" nonché segretario della sezione dei Ds. Nel corso dell'incontro sono state espresse forti preoccupazioni per i recenti episodi verificatisi a Badolato, che hanno visto gli incendi delle auto (due) e dell'abitazione di alcuni cittadini. "Il prefetto ha confermato – si legge nel comunicato – che su Badolato, oggetto anche di una interrogazione parlamentare, c'è la massima attenzione". Durante l'incontro il sen. Iovene ha chiesto che le istituzioni e le forze dell'ordine siano sempre più presenti su Badolato per evitare una recrudescenza criminale: "Il prefetto – conclude il comunicato – ha reso noto che per il 10 gennaio sarà convocato il comitato per la sicurezza allo scopo di vigilare la situazione sul territorio dopo gli atti criminali di queste ultime settimane". Ma quello che è necessario, alla luce degli ultimi avvenimenti, è riportare tranquillità nella comunità badolatese, fortemente scossa da episodi che vanno ben oltre il mero e legittimo scontro politico per diventare fatti di pura e semplice criminalità. È in questa direzione che bisogna lavorare per ridare, ripetiamo, la serenità necessaria ad una comunità già fortemente provata da fenomeni di emigrazione e di disoccupazione, che toccano soprattutto i giovani.
(ITALO RANIERI - LA GAZZETTA DEL SUD - 20.12.2001)