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Le minoranze consiliari sulla questione ICI

I gruppi consiliari di minoranza "L'Ulivo" e "Dal Borgo al Mare", esprimono con questo documento, le gravi preoccupazioni e perplessità in merito alla vicenda dell'ICI, in queste settimane assai controversa e dibattuta.

Partiamo da un fatto ineludibile: le tasse devono essere pagate, per intero e da tutti, secondo il proprio, reale stato economico. Data la facilità di speculare su un tale argomento, vogliamo subito sgomberare il campo da ogni dubbio; non desideriamo crearci facile e demagogico consenso su un tema come le tasse.

Chi non paga le tasse deve essere perseguito. I casi di disobbedienza civile sarebbero totalmente ingiustificati.

Proprio perché convinti di ciò, presentiamo un documento che, purtroppo, ci fa denunciare sospetti ed irregolarità che coinvolgono palesemente l'Amministrazione comunale.

La vicenda è davvero difficile da comprendere e giustificare.

Il nostro Comune ha affidato la gestione dell'accertamento tributario ad una società esterna, la TE.FI.S.E.L. S.r.l. di Roma, che da alcuni mesi sta operando, accertando evasioni ICI, partendo dal 1993. Del metodo usato per tale accertamento, diremo tra breve, ma a sconcertarci, anzitutto, è il modo con cui il Comune delega a tale Società l'accertamento tributario.

La delibera con cui ciò avviene è uno scandalo giuridico amministrativo: essa è la n.153 del 22/06/99.

Non possiamo elencarne tutte le assurdità, per ragioni di spazio (possiamo sempre mostrarla a chi ce ne faccia richiesta) ma poniamo l'accento su alcuni punti particolarmente curiosi, che ci insospettiscono moltissimo.

Al Comune hanno affidato la gestione dell'accertamento tributario a questa società con un'assegnazione diretta, senza neppure una gara (il pubblico incanto) o senza consultare altre società o professionisti (la licitazione privata). Né una gara né una licitazione privata entro le quali avrebbero potuto, ad esempio, partecipare professionisti del comprensorio e della stessa Badolato. Cioè hanno fatto una trattativa privata, negoziando con la sola impresa sopra citata, i termini del contratto…

Curioso e strano è già il fatto che, nella delibera, si ammetta che non si dovrebbe fare così…(coscienza sporca?). I nostri amministratori si giustificano dicendo (sentite un po’ che soggetti stanno ad amministrarci):"…nel nostro caso possono esserci […] ragioni valide, a giustificare il ricorso alla trattativa privata, anche se la giurisprudenza di ogni ordine e grado ha sempre sconsigliato in modo rigoroso il ricorso alla trattativa privata, affermandone il carattere assolutamente eccezionale, e che le necessità che la legittimano abbiano natura oggettiva e che di tali presupposti venga fornita congrua ed esauriente motivazione". Si ritiene "che esistano, nel nostro caso, ragioni formali e sostanziali che giustifichino il ricorso alla trattativa privata " (Testuale)

E quali sarebbero??? Abbiamo analizzato tutti i casi possibili di trattativa privata con o senza pubblicazione del bando: non ne abbiamo trovato uno solo che giustifichi la strampalata delibera n. 153.

Al Comune manca personale? E si va a fare una trattativa privata con una ditta di Roma dandole il 32% per cartella riscossa??? Ma stiamo scherzando???…Vogliono far credere che a Badolato nessuno poteva provvedere all'accertamento ICI ad un prezzo assai più basso, magari con una assunzione a tempo determinato negli uffici comunali? Le gare servono proprio a rendere più basso l'onere economico a carico del Comune. Chissà, se decidendo per la trattativa privata, avranno pensato di trovare l'occasione migliore sul campo… il 32%!!!

E come ci si può permettere di affermare che, visto che la legge non fa riferimento a schemi negoziali precisi "…c'è da ritenere che il contenuto del contratto sia rimesso alla volontà delle parti, nell'intento di incentivare al massimo il ricorso al privato, nell'intento di recuperare al massimo il gettito evaso" !!! Ora, a parte il fatto che la norma richiamata (D.lgs. 507/93 art. 71 comma 4°) parla di soggetti privati e pure pubblici, è a dir poco stupefacente che un Ente pubblico faccia questo tipo di deduzioni, soprattutto quando guidato da un sindaco che ha la tessera di un partito comunista. Caspita che uomo di sinistra! Non vede l'ora di dare tutto il possibile della cosa pubblica ai privati, perché funzionano meglio…beh sì, forse fin quando il pubblico sarà rappresentato da lui, il privato sarà sempre meglio… e in ogni caso noi siamo convinti che per l'assegnazione del servizio bisognava seguire le disposizioni dettate dal D.Lgs. del 17 marzo 1995, n. 457 con la quale è stata data attuazione alla direttiva 92/50/CEE in materia di appalti pubblici di servizi e che guarda caso esclude categoricamente la trattativa privata se non come ultima ipotesi e solo in casi particolari, dopo aver comunque ed in ogni caso ricorso all'aggiudicazione della gara o con il pubblico incanto o la licitazione privata.

E comunque per essere concessionari del servizio si deve rientrare nelle seguenti categorie dettate dalla L. n.446/97 art. 52 comma 5 lettera b:

Azienda speciale; S.p.A. o S.r.l. con prevalente capitale pubblico locale; alle società miste; ai concessionari di cui al DPR 28/01/88 n.43; a soggetti iscritti all'albo concessionari per l'accertamento e la riscossione dei tributi locali. L'elenco mostra semmai come sia richiesta, per essere società concessionarie, una certa presenza pubblica: aziende speciali, società miste, società con capitale prevalentemente pubblico. Altro che massimo ricorso al privato!!! Una barzelletta…

E' completamente ignorato l'art.22 della legge 142/90 (e successive modifiche in seguito alle leggi 127/97 e 265/99) in materia di servizi pubblici locali con le loro forme di gestione da parte di Provincie e naturalmente Comuni.

Ci si è rivolti a questa TEFISEL sostenendo non ci fosse bisogno di guardare gli albi, ma all'esperienza della ditta in questione…"in tal senso solo una scelta di tipo diretto consente all'Amministrazione di essere garantita sotto il profilo della professionalità della ditta". Domanda: chi ha detto ai nostri amministratori che questi qui sono più competenti di altri? La Tefisel stessa? Amici? Parenti? La palla di vetro? O forse volevano per forza conferirgli l'incarico, magari per forza al 32%?

La 446/97 al punto c) prescrive tra l'altro che "l'affidamento non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente". Ora, la società in questione sta lavorando presso la Delegazione. Domanda: è normale che una società esterna, da Roma, con tutti i soldi che prende possa sfruttare i locali di una delegazione comunale e non avere suoi locali, di cui pagare, per conto proprio il fitto? E la luce ed il consumo elettrico, lo pagano loro o lo paga il Comune, e cioè la cittadinanza? Se fosse così, avrebbero scaricato sui contribuenti i costi , che dovevano pagarsi loro…

Inoltre, cosa gravissima, per giustificare la convenzione con la ditta esterna gli amministratori fanno riferimento a normative che valgono per i rifiuti solidi urbani e non per l'ICI, creando un caso di assurda analogia normativa che si sono inventati dal nulla. Che c'entrano le tasse sui rifiuti con l'ICI!!! Perché tutte queste forzature?

La delibera, peraltro, offre altri spunti interessanti che per ragioni di spazio non riportiamo. D'altronde essa è stata inviata alle Forze dell'Ordine ed alle Autorità competenti, perché sia valutata da chi di dovere…

Insomma: che fretta c'era di agire in modo così sospetto e rischioso dal punto di vista legale? Esclusivamente con una ditta di Roma? Concordando di darle il 32 % di incasso ICI? Stranezze, abbagli o ci sono motivi ben più gravi?

La società Tefisel, sulla cui competenza, come detto, la nostra Amministrazione garantiva ad occhi chiusi, sta lavorando in modo stranissimo.

Anzitutto ci sembra che la prassi di colpire nel mucchio dei contribuenti, per cercare di coglierne qualcuno in fallo o privo di ricevuta sarebbe un metodo deprecabile di scovare chi evade. Devono essere loro, se son tanto bravi, a sapere se i dati su cui si basano siano attendibili o meno. Secondo noi non si prendono neppure la briga di fare una passeggiata al catasto immobiliare; dove dovrebbero disporre degli aggiornamenti dovuti. Lo facessero più spesso eviterebbero di prendere le cantonate che prendono di frequente. Sbagliano dati tecnici, dall'intestazione degli immobili alle porzioni di proprietà, in alcuni casi cambiano i dati catastali sulle categorie immobiliari stesse…ma tanto loro sono competenti dice il sindaco…infatti potrebbero parlare e farsi aiutare da lui prima di mandare le cartelle ICI ai quattro venti.

Lui sì che potrebbe aiutarli, poverini…non era lui il commercialista di mezzo paese, nonché il responsabile dell'Ufficio Tributi, prima di fare il sindaco? E sembra ne abbia fatti sbagliare tanti… vorremmo capire quale dei due Gerardo Mannello ha ragione: quello commercialista e responsabile dei tributi del Comune, o quello che fa il Sindaco e si spertica in lodi ammirate verso la società Tefisel? Ed i contribuenti sbagliavano a pagare quanto diceva anni fa Mannello o quanto dice oggi la Tefisel?

Perché questa società, prima di muoversi letteralmente a casaccio, non invita i contribuenti a fornire eventuali chiarimenti, atti o documentazioni che possano chiarire meglio la posizione di chi viene controllato? Considerando che gli accertamenti fanno riferimento anche a 7 anni fa, e che molti, anziani soprattutto, potrebbero avere difficoltà nel chiarire la propria posizione, sarebbe un atto doveroso e molto professionale. Loro invece partono in quarta, notificando avvisi di pagamento cumulativi e non anno per anno, come invece dovrebbero, e finiscono frequentemente con lo sbagliare. Altra domanda: i contribuenti sono messi al corrente che con "l'accertamento con adesione", possono pagare l'evaso con 8 rate in 2 anni, come disposto dal regolamento comunale ICI? Perché, per le case in costruzione, stanno facendo pagare l'ICI al 50% della rendita catastale sull'immobile in costruzione e non sul valore del terreno (che costerebbe molto meno al contribuente)?Perché applicano le sanzioni contro chi ha pagato una rendita presunta diversa rispetto a quella effettiva, quando le leggi prescrivono di non farlo? Che tipo di competenza è questa?

Per quale ragione, poi, al Comune nonostante le promesse del Sindaco si continua a non bloccare i pagamenti ICI per la zona demarcata di Badolato Superiore? Il sindaco lo aveva promesso in consiglio comunale, oltre un mese fa, per poi dire che aveva bisogno di tutti i dati…

Infine saremmo molto curiosi di sapere se a Badolato le tasse le pagano tutti. L'impressione che i soliti noti non paghino le tasse, noi la vorremmo proprio fugare e chiediamo quindi la disponibilità dei tabulati riguardo l'ICI nel nostro Comune…sarebbe grave se proprio i più facoltosi possidenti immobiliari, non ricevessero un trattamento minimamente paragonabile a quello che si sta, spesso arbitrariamente e sconclusionatamente, riservando al resto della popolazione… tanto per essere sicuri che ognuno paghi per ciò che deve, e per evitare eventuali beffe alla popolazione che già non ama molto vedersi ipertassata (e vabbè) ma subire pure i modi di riscossione della Tefisel non migliora molto le cose!

Bisogna essere vigili in merito alla gestione del Comune. Sia per aiutare il non facile controllo su chi amministra, sia perché sarebbe un modo per essere dei buoni cittadini: nell'amministrare escono fuori dal Comune soldi, che non sono del sindaco, ma nostri, sono le tasse che paghiamo; l'ICI è imposta che più di tutte entra nelle casse del Comune in maniera diretta ed immediata. E viene spesa. Bisogna essere vigili su come si spende il denaro pubblico, perché sono soldi di tutti, e voi cittadini ci avete eletto per gestirlo, non per farlo entrare nelle tasche di clientele e parentele varie…

Speriamo che la vicenda della riscossione ICI, renda tutti più consapevoli dell'esigenza di un controllo serio, su denaro che è di tutti e non di chi amministra.

Chiediamo:

La revoca immediata della delibera n.153/99.

In conseguenza di ciò, la revoca dell'affidamento alla Società TEFISEL SRL, con sede in Roma, della gestione dei tributi nel nostro Comune, per gravi irregolarità ed omissioni in sede di assegnazione dell'incarico.

Che la gestione della riscossione e dell'accertamento tributario venga affidata nel rispetto delle normative vigenti, elencate nel testo di cui sopra.

Il rispetto da parte del sindaco Mannello della parola data in pieno consiglio comunale, sul blocco immediato dei pagamenti della zona demarcata, la cui inagibilità perdura ormai dalle alluvioni degli anni '50.

L'immediato rimborso delle somme indebitamente pagate, dai contribuenti, per errori ed omissioni della anzidetta società.

La visione dei tabulati sulle entrate tributarie, in materia di imposta comunale sugli immobili.

La formazione di una commissione di controllo, (con presidenza affidata alle minoranze consiliari, come stabilito dal regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale art. 8) in materia tributaria sia sulle modalità di accertamento che di assegnazione (in caso di affido a terzi), della gestione, l'accertamento e la riscossione dei tributi.

I gruppi consiliari di minoranza
L'Ulivo e Dal Borgo al Mare