Congresso dei DS

 

Più Europa nel mezzogiorno,

più mezzogiorno in Europa.

 

 

La sezione dei Ds di Maschito il 29 Dicembre 2000 ha organizzato un congresso sulle opportunità di sviluppo che l'Europa offre al Mezzogiorno. Al congresso hanno partecipato le più importanti cariche locali. All'inizio c'è stata la presentazione degli invitati e l'apertura dei lavori da parte dell'attivo Segretario dei Ds di Maschito Antonio Maulà, di seguito ci sono stati i seguenti interventi:

 

Oreste Dinella, membro della Direzione Regionale dei Ds, ha illustrato brevemente il Bilancio positivo del CentroSinistra alla Regione Basilicata e la Finanziaria del Governo che ha permesso un aumento delle buste paga dei lavoratori dipendenti, delle pensioni e la diminuzione della disoccupazione ottenendo un tasso percentuale intorno al 10%: "Stiamo operando in una situazione buona sia a livello nazionale che regionale. In questi anni di governo del CentroSinistra abbiamo assistito ad un miglioramento del modo di vivere: c'è lavoro, benessere, ma ci sono ancora molte cose che si possono fare: bisogna migliorare le infrastrutture, le vie di comunicazione, garantire uno sviluppo vero non legato alla FIAT, uno sviluppo autogeno, per fare questo bisogna puntare sulle nuove professionalità e sulle tecnologie. A livello locale siamo in presenza di una frattura tra l'asse economico Atella-Melfi che si sviluppa e le zone montane che restano escluse da questo sviluppo o ne risento solo marginalmente. Dobbiamo omogeneizzare questo sviluppo sfruttando i fondi della Comunità Europea. Tra il 2000 e il 2006 la CEE ha messo a disposizione 3400 miliardi, la Basilicata si è sempre distinta nell'utilizzare questi fondi, ma occorre eseguire una procedura precisa per sfruttarli. Secondo la Regione Basilicata lo sviluppo della regione bisogna puntare principalmente sul territorio, ed in particolare sull'agricoltura ed il turismo, garantendo un'autonoma di sviluppo e di progettazione."

Angelo Nardozza: 'Le infrastrutture sono le condizioni necessarie per lo sviluppo economico, con la nuova riforma la manutenzione delle strade spetta alla provincia, purtroppo i fondi sono limitati ed è necessario fare delle scelte di priorità: investimenti piccoli non servono a determinare lo sviluppo dell'area. Occorre investire anche nell'edilizia scolastica, capire dove servono le strutture, creare macro-aree che siano le protagoniste dello sviluppo economico locale.'

Rocco Viglioglia: ' E' utile promuovere iniziative che informino le persone delle opportunità offerte da Agenda 2000 che determini uno sviluppo omogeneo. Come partito dobbiamo sottolineare che gli obbiettivi sono ambiziosi, ma si possono raggiungere se sviluppiamo una cultura dello sviluppo, che garantisca la solidarietà tra i ceti sociali. In Basilicata ci sono comuni che sono al collasso demografico, che rischiano l'estinzione, la FIAT produce occupazione senza sviluppo, ma ha bloccato l'emorragia demografica dei comuni. Adesso ci sono ragazzi che si sono radicati, ma non dobbiamo correre il rischio che si addensino in pochi comuni come Melfi o Lavello rendendoli delle città dormitorio, per questo occorre che la rete di comunicazione siano sviluppate, condizione necessaria per un'uniforme sviluppo demografico, con il conseguente miglioramento della qualità della vita'

Pittella Gianni: 'Il titolo di questo congresso è "Più mezzogiorno in Europa, più Europa nel mezzogiorno", questa frase non è uno slogan, ma una scommessa, scommessa di fare, ma per realizzarla completamente dobbiamo liberarci di due pesi

Il primo peso da eliminare è quello della DUALITA': l'idea di due Italie, quella del Nord che crea sviluppo e ricchezza ed il Sud, la palla al piede del Paese che ostacola lo sviluppo e dove regna l'assistenzialismo. Sì, è vero, l'assistenzialismo ha caratterizzato gli anni passati e ci sono state anche persone che volevano  essere assistite e si sono cullate in questa condizione. Adesso non siamo più la palla al piede, abbiamo iniziative, siamo il volano dell'economia che sà e che fà. 

Il secondo peso da eliminare è la cultura dell'attesa. Cultura che sopravvive nei paesi, cultura che trasferisce il compito di risolvere i  problemi sempre agli altri, anche se siamo noi i protagonisti delle nostre scelte'

 

Conclusione

Occorre più informazione sulle opportunità che si offrono ai cittadini, un sistema viario più efficiente, uno sviluppo uniforme tra le diverse zone territoriali della Regione.