MOZIONE BERLINGUER: "Per tornare a vincere"
GIOVANNI BERLINGUER Segretario
10 Settembre 2001


Premessa.
Per tornare al governo dell’Italia: una sinistra più riconoscibile, una opposizione
intransigente e propositiva.

1. Le ragioni sociali, politiche, ideali della sconfitta
2. Un Congresso di radicale svolta e discontinuità politica
3. I Ds e la società italiana
4. Una sinistra dei lavori, dei valori e della sostenibilità ambientale
5. Un nuovo Mezzogiorno
6. Il federalismo che unisce
7. Ricostruire e allargare l’opposizione, in Parlamento, nel
territorio, nei luoghi di lavoro
8. Un riformismo forte: un mondo più equo e più giusto, un’Europa
più democratica. Economia ed ecologia si tengono
9. Un riformismo forte: un’altra modernizzazione
10. Tornare a vincere: la sinistra e l’Ulivo
11. Tornare a vincere: la sinistra e le donne
12. Tornare a vincere: il partito dei noi, non dell’io








Premessa.
Per tornare al governo dell’Italia: una sinistra più riconoscibile, una opposizione intransigente e propositiva


Per tornare a vincere occorre discontinuità di indirizzi e comportamenti politici



Il prossimo Congresso di novembre dovrà segnare una radicale discontinuità di indirizzi e di comportamenti politici da parte dei Ds. Questa consapevolezza è oggi largamente condivisa nel partito. Ma la discontinuità con il passato non può essere un mero espediente tattico e verbale, bensì il frutto di un’analisi severa e rigorosa delle cause della sconfitta dell’Ulivo, del nostro partito, della sinistra nel suo complesso. E, a nostro avviso, discontinuità vuol dire anzitutto superare alcuni seri limiti rispetto all’identità dei Ds come forza di sinistra, convinta delle proprie ragioni e profondamente radicata nel socialismo europeo.

Il successo di una politica, di un’alleanza, di un partito dipendono tanto dai contenuti e dai valori per i quali ci si impegna, quanto dalla coerenza e dalla credibilità con i quali quei contenuti e quei valori vengono perseguiti. Noi siamo stati, nell’ultimo decennio, deficitari, incerti ed oscillanti su entrambi questi fronti.

Noi non abbiamo avuto un generico deficit di riformismo ma un deficit di sinistra, che ha pesato sulla qualità del nostro riformismo, sulla capacità di rappresentare il mondo dei lavori, i diritti sociali e individuali, di misurarsi con le sfide della globalizzazione e dello sviluppo sostenibile.

Riformismo, opposizione intransigente e propositiva sono gli elementi da contrapporre al governo delle destre. Più sinistra e più Ulivo

Per tornare a vincere non si deve rincorrere un moderatismo che cade nella subalternità politica e culturale, ma ci vuole una più riconoscibile moderna sinistra, una opposizione propositiva e intransigente, nel Parlamento e nel Paese, al governo della destra, una più forte coalizione dell’Ulivo e di tutte le forze che si oppongono a Berlusconi.

Queste sono le ragioni principali che ci hanno spinto a promuovere una mozione di centrosinistra, sottoscritta da compagne e compagni che pure hanno avuto posizioni e percorsi diversi nel partito a partire dal Congresso di Torino.

Quello che ci muove è una grandissima preoccupazione per la crisi dei Ds e la sconfitta dell’Ulivo. In pericolo oggi è la sopravvivenza, l’autonomia e il futuro della sinistra italiana. Per evitare questo declino è necessaria una svolta profonda sul piano politico, sociale e culturale.

La svolta è possibile attraverso un bilancio dell’esperienza di questi anni che sappia vedere gli importanti risultati raggiunti ma anche i limiti e gli errori che ci sono stati e, su questa base, costruire quelle scelte strategiche che permettano di dare speranza alla sinistra italiana.

All’indomani della sconfitta sottoponiamo agli iscritti una piattaforma politica per dare una maggioranza di centrosinistra al partito

Le tre consecutive sconfitte (elezioni europee, regionali, politiche) sono uno spartiacque per tutti noi. Tutto è in discussione e non è più possibile rimanere rinchiusi nelle vecchie sicurezze. Essere più di sinistra, per noi, vuol dire essere più chiari e riconoscibili nella nostra idea di società, nella nostra alternativa alla destra.

Per questo abbiamo deciso di incontrarci per cercare strade nuove. Sottoponiamo agli iscritti una piattaforma politica e programmatica, aperta al contributo di coloro che vorranno aderirvi, per dare una maggioranza di centrosinistra al partito. Protagonisti della vita del partito devono tornare ad essere gli iscritti.

Vogliamo contribuire a costruire un Congresso vero che, nel rispetto e nel reciproco ascolto, sappia parlare a tutto il partito, al nostro elettorato e al Paese intero. Un Congresso libero che rompa ogni forma di conformismo e di burocratismo che nascevano anche da una vita interna asfittica costruita su un grande centro “che era il partito” e poi due ali che erano il dissenso. Anche così, con questa nostra scelta di incontrarci, contribuiamo a fare diventare il nostro partito un vero partito del socialismo europeo.

L’unità del partito è un bene prezioso che va difeso e affermato. Il confronto aperto e la democrazia interna la favoriscono, non la minacciano.

Sono questi i motivi per cui riconosciamo di avere comuni orientamenti e proponiamo Giovanni Berlinguer alla guida del partito.




1. Le ragioni sociali, politiche, ideali della sconfitta


L’Ulivo nel maggioritario ha recuperato e mobilitato consensi importanti negli ultimi mesi di campagna per le elezioni del 13 maggio. Ma ha pesato nella sconfitta l’incapacità di costruire alleanze più ampie tra le forze che si opponevano a Berlusconi.

Non ci sono state solo sottovalutazioni ed errori tattici. Ci sono, innanzitutto, ragioni sociali, all’origine della nostra sconfitta. I dati elettorali degli ultimi anni ci dicono chiaramente che il nostro insediamento popolare e democratico è gravemente incrinato: nel mondo del lavoro, tra gli anziani, nel Mezzogiorno del Paese, tra i giovani e le donne e anche nel complesso mondo delle nuove professioni e della piccola e media impresa dove coesistono spesso grandi arretratezze accanto ad elementi dinamici ed innovativi.

Ci sono stati gravi errori da parte del partito, che coinvolgono la responsabilità di molti e in qualche misura di tutti, e ritardi anche nell’azione di governo che non possono essere sottaciuti.

I risultati positivi dei governi dell’Ulivo non ci devono far dimenticare limiti dell’azione di governo

L’azione del governo ha raggiunto risultati positivi e, per molti versi, di grande rilievo. In tanti campi dell’economia, della società, della cultura sono stati avviati cambiamenti imponenti. Tuttavia solo con l’obiettivo dell’Euro e del risanamento è stata piena la capacità di coinvolgere la coscienza degli italiani e di acquisirne il consenso, pur di fronte a pesanti sacrifici. Ma molte parti della società italiana, a partire da quelle più deboli, non hanno capito le nostre timidezze nella tutela e nella promozione dei diritti dei lavoratori tradizionali e atipici, nella difesa, nell’ampliamento e nelle riforme dello Stato sociale, nella rivendicazione della laicità dello Stato e delle libertà civili. Il Sud del Paese non ha colto una significativa discontinuità nelle politiche per lo sviluppo e per l’occupazione. La questione meridionale è stata il tallone d’Achille della nostra azione riformista. Ha così preso corpo un’offensiva politica e culturale della Confindustria, della destra e della Lega tendente a cancellare l’universalismo dei diritti del lavoro, i diritti della contrattazione, i livelli salariali e i fondamentali diritti di cittadinanza.

Gli errori dei Ds

Altrettanto evidenti sono le ragioni politiche della nostra sconfitta. Dopo la vittoria del ’96 è stato troppo debole il sostegno all’Ulivo. E, in particolare, la seconda fase dell’azione di governo – quella sociale e riformatrice – ha preso corpo con molte timidezze e ritardi, rese confuse dai ripetuti mutamenti di premiership e dalle continue divisioni e conflittualità interne al campo del centrosinistra che offuscavano il conflitto con la destra e che non sono state superate nemmeno nell’imminenza della consultazione elettorale del 13 maggio. Gravi sono state le responsabilità di Rifondazione comunista, benché abbia influito anche un nostro deficit di iniziativa politica.

E’ soprattutto sul piano ideale e dei valori che occorre rilanciare l’azione dei Ds nella società italiana

Sull’esito del voto hanno pesato anche ragioni ideali e identitarie, incertezze e improvvisati revisionismi sul piano dei valori, dei simboli, del linguaggio. Un appannamento del nostro antifascismo. Un indebolimento del nostro rapporto con il progetto emancipativo contenuto nella prima parte della Costituzione repubblicana, nei modernissimi principi in essa declinati di libertà ed eguaglianza, di solidarietà e democrazia, di legalità e rappresentatività. Abbiamo oscillato sulla difesa della legalità e sulla questione morale. Abbiamo pagato un prezzo pesante anche sul terreno di grandi riforme tipicamente liberali, come quelle della giustizia e del sistema radiotelevisivo. In particolare, è stato un errore gravissimo la mancata risoluzione del conflitto di interessi.

La carta di identità della sinistra è sembrata spesso ridursi alla bandiera della modernizzazione per la modernizzazione, dell’innovazione per l’innovazione. Così hanno preso corpo la propaganda neoliberista, l’ideologia populista e dai tratti autoritari delle destre, l’anticomunismo senza comunismo.



2. Un Congresso di radicale svolta e discontinuità politica


Il Congresso deve partire da un’analisi severa e serena della sconfitta e delle sue cause, per evitare di commettere di nuovo gli stessi errori

Per questo diciamo che senza una sincera e impietosa analisi delle ragioni dell’insuccesso non ci sarà vera svolta nei Ds. Per questo diciamo che senza un severo e rigoroso giudizio sulla qualità politica e sociale della vittoria della destra e del governo Berlusconi non ci sarà una opposizione credibile e autorevole nel Paese e nel Parlamento e non si tornerà presto a vincere.

Non possiamo più oscillare su tutti i piani. Assai significativi sono stati, dopo il voto, i veri e propri sbandamenti di orientamento politico sulle vicende del G8 e di Genova. Rischiamo di assistere smarriti alle inquietudini profonde che attraversano le coscienze e la società civile di fronte alle drammatiche ingiustizie e alle gravi lacerazioni prodotte dagli attuali processi di omologazione e di globalizzazione. I primi mesi dell’azione di governo dimostrano che il compito dell’opposizione non può essere semplicemente quello di competere con il governo della destra sul terreno dell’innovazione e della modernizzazione. Sarebbe una grave sottovalutazione della natura del berlusconismo e dell’alleanza da esso cementata.

Dobbiamo saper opporre alla demagogia della destra proposte alternative serie e credibili, in Parlamento e nel Paese

Non basta una retorica del cambiamento, né un generico richiamo all’orgoglio di partito.

Il partito si presenta oggi impoverito negli strumenti di formazione e comunicazione, con una vita interna poco partecipata e democratica.

E’ fallito il modello di direzione leaderistica, di una “democrazia di mandato” fondata su deleghe in bianco a ristretti gruppi di comando e deboli sistemi collettivi di formazione delle idee e delle decisioni. E così si sono arenati i diversi tentativi di riforma organizzativa, fino a quello centrato sul progetto di una struttura federale “a rete”.

Dobbiamo rendere più efficace e convincente la nostra mobilitazione nel Paese, la nostra opposizione in Parlamento, le nostre proposte alternative presso l’opinione pubblica.


Bisogna cambiare rotta, dicendo chiaramente quali sono i nostri alleati e quali sono i nostri avversari, da che parte stanno i Ds, la sinistra, l’Ulivo, quale partito intendiamo ricostruire.

Bisogna rinnovare con coraggio i nostri gruppi dirigenti, aprendo le fila a nuove generazioni di giovani, di donne, di lavoratori, di intellettuali e combattendo ogni forma di cooptazione, di notabilato, di carrierismo politico.






3. I Ds e la società italiana


Non basta collocare la crisi dei Ds nel quadro delle metamorfosi della democrazia moderna, del mutamento dei caratteri dei partiti politici, della difficoltà crescente della politica nel governare i mutamenti nazionali e globali.

La destra ha dispiegato una battaglia egemonica. Noi non abbiamo trovato idee sufficientemente forti ed autonome per contrastarla. Sono prevalsi un certo disincanto, una deriva scettica, una rinuncia ad operare nel profondo, là dove si crea senso comune e opinione pubblica, una ideologia del “professionismo politico”. Si sono sviluppate più le funzioni di promozione del personale politico che quelle di formazione di una vera, larga, classe dirigente nelle istituzioni e nella società civile. Ciò è tanto più grave quanto più, cadute le compatte ideologie del dopoguerra, si è venuto sviluppando tra gli elettori un radicalismo civico: il giudizio dei cittadini si fa più intermittente, ravvicinato, severo sui singoli atti, sulle visibili scelte quotidiane concrete, sull’immagine e sul sentimento che si comunica.

Per tornare a vincere è necessario colmare la distanza che si è creata tra i Ds e la società italiana e ritrovare la capacità di interpretare i problemi di oggi

L’origine della crisi della sinistra e dei Ds è il suo rapporto con la società italiana, la latitanza dai conflitti che hanno investito nell’ultimo ventennio il Mezzogiorno, la condizione femminile, l’universo giovanile, il mondo degli anziani, le vecchie e nuove povertà. Troppo spesso ha prevalso una rappresentazione edulcorata o neutrale della globalizzazione e della modernizzazione. Se ne sono vantate le magnifiche e progressive sorti in ordine agli elementi di liberalizzazione e di ampliamento delle opportunità mentre è calato il silenzio su tutto il resto. L’impoverimento dal punto di vista ambientale di vaste zone della terra. L’aumentato potere dell’economia e del mercato sulla organizzazione e sui ritmi della vita individuale e collettiva. La solitudine sociale dei lavoratori fordisti e postfordisti. La crescente inquietudine nei confronti di un’etica competitiva che tutto riduce e riconduce - tanto nella sfera privata, quanto nella sfera pubblica - alla dimensione della produzione e del consumo.






4. Una sinistra dei lavori, dei valori, della sostenibilità ambientale


L’Italia non è un paese organicamente di destra.

E’ stato detto, a giustificazione di questo silenzio sulle laceranti contraddizioni della globalizzazione, che l’Italia è un Paese organicamente di destra. Il compito della sinistra – si è aggiunto perciò – non può che essere quello di competere politicamente e culturalmente sul terreno del modernismo.

Queste idee si sono rilevate prive di fondamento. Sul piano politico Berlusconi ha coalizzato il centrodestra, realizzando una inedita sintesi di populismo, liberismo, ultraconservatorismo, spiriti modernisti, reazionari e controriformistici. Ed ha così convogliato il consenso di ceti forti e deboli, di ricchi e di poveri, di poveri di reddito e di informazione.

Tuttavia la destra non ha sfondato. I voti della Casa delle Libertà del 2001 sono molti meno di quelli di Lega e Polo del ’96. La maggioranza degli elettori ha votato contro Berlusconi. Ma era una maggioranza divisa, il 10% si è trovato fuori dell’Ulivo e delle sue proposte di governo: Democrazia europea, Italia dei valori, Rifondazione comunista. Solo Rifondazione comunista passa la soglia di sbarramento, il “terzaforzismo” fallisce, il voto è fortemente bipolare.

Un riformismo forte, fondato sul riconoscimento del valore politico e sociale del lavoro

Oggi c’è bisogno di un riformismo forte: di una riforma della società civile, dell’economia, del mercato, della politica, della democrazia e delle istituzioni. Noi siamo la sinistra dei lavori, dei valori e della sostenibilità ambientale. Per la sinistra non c’è governo democratico e condiviso della modernizzazione senza una chiara scelta di rappresentanza politica e sociale del lavoro. E senza una inequivoca indicazione: economia, mercato e competitività costituiscono strumenti e non fini ultimi della politica e dell’azione collettiva.

La sinistra ha un senso se il suo orizzonte strategico è la costruzione di una società più giusta, libera, egualitaria, partecipativa, inclusiva e fondata sulla responsabilità di specie. Una comunità, cioè, con un maggior grado di mobilità sociale, di coesione economica, di garanzie, di diritti, di qualità ambientale, di civismo, di tolleranza. In definitiva una comunità con una reale crescita di libertà politica, con una più alta considerazione del valore dell’autorealizzazione e dell’autogoverno delle persone che lavorano.

Per la sinistra il lavoro è libertà e dignità, liberazione e diritti: il primo, insomma, dei diritti sociali e politici. Senza esitazione, quindi, va detto che la sinistra non esiste senza riconoscimento di un progetto di società che pone al suo centro il valore sociale del lavoro.

Tutte le grandi organizzazioni di rappresentanza hanno l’esigenza di rinnovarsi e aprirsi alla società che cambia. Avere però indicato i sindacati, e la Cgil in particolare, come agenti della “conservazione” è stato sbagliato e autolesionista.
La rivoluzione informatica sta radicalmente cambiando l’universo del lavoro. La dotazione di capitale umano con elevati livelli di formazione è il fattore discriminante. Il lavoro che ha futuro è il lavoro che sa.
La piena e buona occupazione è il nostro obiettivo. Incrementare l’informazione, l’istruzione, la ricerca, la formazione, il sapere: questi sono gli imperativi di una moderna politica del lavoro e della libertà.

Versatilità, non flessibilità, per tutelare i diritti e valorizzare il lavoro in tutte le sue forme

E’ giunto il momento di cambiare anche il linguaggio: non “flessibilità”, ma “versatilità”. Cioè capacità di padroneggiare i cambiamenti, possibilità di variare il programma, le aspettative, i tempi del lavoro e della vita, disponibilità di conoscenze capaci di governare l’innovazione tecnologica. Vita degli uomini e delle donne più aperta, che non vuol dire più precaria e meno tutelata. Perché, se è vero che le forme del lavoro come gli stili di vita sono cambiate e si sono diversificate, è altrettanto vero che compito della sinistra rimane quello di immettere anche i nuovi lavori in un quadro di diritti universali e inviolabili, in un sistema di garanzie e tutele. Il lavoratore non è un oggetto che va “reso flessibile”, ma un soggetto che deve acquisire sempre nuove capacità.

L’impegno a rispettare il risultato del referendum sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori costituisce un vincolo politico ineludibile per il nostro partito, da far valere in Parlamento e nel Paese. Occorre rendere chiaro che non solo lo Statuto non va messo in discussione, neppure attraverso la via surrettizia del cosiddetto arbitrato, ma anche che la sinistra si impegna per riconoscere diritti oggi negati e assicurare alle figure lavorative che ne sono prive tutele in ordine alle regole che governano sia il mercato del lavoro, sia il Welfare, per assicurare una rete di protezione e di servizi nei processi di mobilità.
Valorizzare il lavoro, in tutte le sue forme, vuol dire riconoscere al lavoro dignità sociale e politica, rappresentanza anche simbolica; restituirgli insomma il posto ed il ruolo che gli spetta in una società giusta e democratica. La sinistra affonda qui le sue radici più salde. Il lavoro e lo sviluppo sostenibile, i valori della libertà, dell’eguaglianza e della solidarietà sono il suo futuro.

E’ necessario imprimere con maggiore forza allo sviluppo il segno della qualità sociale ed ambientale

La sinistra, a differenza della destra liberista, ha una idea dello sviluppo fondata sulla qualità sociale e ambientale. La qualità del sistema Italia sarà sempre più elemento di competitività nella dimensione internazionale così come lo saranno la ricerca, l’innovazione dei cicli produttivi e delle merci, la valorizzazione della risorsa lavoro e delle competenze. Anche questo vuol dire oggi regolare il mercato e dare risposta a un’idea corretta di funzione imprenditoriale.

Quella parte del mondo produttivo che è interessata ad uno sviluppo di qualità, a regole condivise dei comportamenti del mercato, deve potere incontrare una risposta che il centrodestra non può né intende dare.

Un mercato concorrenziale con regole condivise implica la possibilità di premiare i comportamenti efficienti. Ciò significa dare i giusti incentivi perché le nostre piccole imprese crescano e perché le innovazioni pervadano tutti i settori e tutte le zone territoriali del Paese.

Ciò significa anche non tollerare che esistano mercati dove tutto sia lecito: calpestare i diritti dei piccoli risparmiatori, acquisire posizioni di controllo azionario indebitando la società scalata e abbassandone così il valore, ostacolare la concorrenza mediante la costruzione di “scatole” vuote e di alleanze strumentali. Solo se le regole della concorrenza e dell’efficienza si applicheranno a tutti i mercati sarà possibile evitare che la sinistra rincorra falsi miti e assuma atteggiamenti subordinati verso il potere economico.




5. Un nuovo Mezzogiorno


Non si può proporre per il Mezzogiorno una modernizzazione senza coesione economica e, soprattutto, sociale

Si ripropone oggi, per certi versi aggravata, una questione meridionale. L’azione dei governi dell’Ulivo è stata insufficiente, poco attenta alle peculiarità storiche, economiche e civili della società meridionale. Lo dimostra anche il grave risultato elettorale.

Il Mezzogiorno è un luogo di forti, antichi e irrisolti conflitti politici e sociali. E’ nel Sud che si è sempre più approfondito il discrimine politico che oggi separa destra e sinistra in tutto il Paese. Da una parte la sbrigativa tentazione del governo polista di affermare una modernizzazione senza qualità, di far cadere valori di legalità e di trasformare il Mezzogiorno in una frontiera ostile e chiusa; dall’altra una ritrovata capacità di considerare il Sud come laboratorio per un nuovo modello di sviluppo e per una nuova idea di società, fondate sulla qualità e sulla equità.

Abbiamo perso le elezioni anzitutto nel Mezzogiorno. La destra ha intercettato vecchie e nuove insicurezze della società meridionale. Noi le abbiamo eluse. Dobbiamo ora investire in passione e sensibilità politica verso le grandi sfide che la complessità meridionale ci propone. Dobbiamo costruire nel Sud un blocco sociale ampio e trasversale, caratterizzato da una comune cultura dei diritti.

La piena e buona occupazione

Ciò esige anzitutto una politica per la piena e buona occupazione fondata su un miglioramento della qualità del lavoro, in termini di salari, stabilità, sicurezza, legalità, qualificazione e gratificazione.

Il Mezzogiorno deve crescere più della media nazionale, non come propone la destra con deroghe al ribasso dei minimi salariali e delle tutele giuridiche, ma nel rispetto della contrattazione nazionale e delle conquiste di civiltà dello Stato sociale che vanno consolidate ed estese.

A livello nazionale la maggior parte delle risorse finanziarie deve essere vincolata al rilancio degli investimenti in sicurezza, infrastrutture, risanamento ambientale, servizi per le imprese e l’occupazione, formazione e ricerca.

A livello europeo vanno profondamente ripensate e riformate le politiche dell’Unione. Non possono essere considerate “aiuti di Stato”, in contrasto con le regole della concorrenza, le misure dirette a combattere tassi di disoccupazione doppi o tripli rispetto alle medie europee.

Investire sui servizi alle persone

E’ in secondo luogo necessaria una politica coraggiosa e sistematica dei servizi alle persone e di affermazione di un nuovo welfare capace di garantire anzitutto le grandi fasce popolari e giovanili prive di qualsiasi forma di inclusione sociale. Il nostro obiettivo è quello di elevare la qualità della vita in tutto il Mezzogiorno investendo prima di tutto sulla formazione e sul sapere, nucleo indispensabile di ogni nuova politica al servizio di questa parte del Paese.

La lotta alla mafia

Ma occorre soprattutto cambiare significativamente passo nella lotta contro la mafia. Essa è stata nell’ultimo periodo marginale, di routine, distratta. Spesso se ne è persa traccia nel dibattito civile. Lavoriamo perché si radichi una nuova consapevolezza della lotta alla mafia sapendo che essa non ammette deleghe giudiziarie, ma va condivisa dentro e fuori le istituzioni; non obbedisce solo ad un imperativo etico ma ad una necessità civile, sociale e economica; è un passaggio necessario per un nuovo modello di sviluppo, impedito fino ad oggi anche dalle rendite passive imposte da Cosa Nostra, da un soffocante controllo del territorio e da un’economia mafiosa pervasiva e iniqua per definizione; è l’occasione infine di un impegno visibile per una diffusa cultura della legalità, contro ogni manifestazione di corruzione e di abuso.

I messaggi lanciati dal governo Berlusconi su questo terreno (il caso Taormina e il caso Lunardi) sono segni allarmanti che meritano una reazione forte e indignata.

Occorre tradurre tutto ciò anche nella costruzione di nuovi gruppi dirigenti della sinistra nel Mezzogiorno, capace di interpretare le ragioni e le virtù di una nuova questione meridionale. Che sappia restituire al Paese il Mezzogiorno come risorsa, non più come terra di rapina elettorale ed economica.





6. Il federalismo che unisce

Difendere la riforma federalista dell’Ulivo contro chi propone una “devolution” che disgregherebbe il Paese

Una società più unita e più giusta è una società più democratica. Dove l’esercizio del potere è più vicino ai cittadini e più controllabile. Dove l’amministrazione è efficiente e non diventa uno strumento di comando politico. Dove le istituzioni rappresentative sono autorevoli e riconosciute, adeguate a governare i processi di internazionalizzazione delle economie.

Il federalismo autentico risponde a tale esigenza. E’ un’idea di pluralità e di suddivisione della sovranità, in un’Europa politicamente unita. E’ un’idea di libertà, poiché riconosce la possibilità di autogoverno delle comunità territoriali.

Il federalismo del centrosinistra si contrappone al miscuglio di separatismo etnico, insofferenza per ogni regola e ogni legame di solidarietà, nuovi prorompenti rigurgiti di centralismo che caratterizzano la destra. E’ un federalismo che non nega l’unità del Paese e la piena eguaglianza nei primari diritti di cittadinanza. Questo indirizzo, seguito nella precedente legislatura sia nei lavori della Commissione Bicamerale, sia successivamente nella riforma del titolo V della parte II della Costituzione, deve essere pienamente confermato.

Le confuse proposte sulla cosiddetta “devolution” fin qui emerse sono arretrate nell’impianto generale rispetto alla riforma approvata dall’Ulivo. E sono al tempo stesso pericolose per l’unità del Paese perché pongono in discussione il pieno ed eguale riconoscimento dei diritti di tutti in due settori di primario rilievo come la sanità e la scuola.

Un federalismo che nel riparto delle risorse tenga conto delle differenze profonde che segnano l’Italia, in particolare per quanto riguarda il Mezzogiorno, e non contribuisca ad approfondirle; che non costituisca, dunque, occasione di ampliare le distanze ma, al contrario, renda possibili e favorisca politiche dirette ad avvicinare il paese debole al paese forte; che non sia assunto a pretesto o occasione per indebolire le garanzie di eguali diritti in settori – come la sanità e l’istruzione – che devono mantenere una essenziale connotazione di servizio pubblico ed un carattere universalistico.

Un federalismo dei diritti e non degli egoismi, della solidarietà e non della separatezza. Questo è il federalismo che abbiamo voluto con la riforma, e che dobbiamo difendere. Nell’interesse dell’Italia, nell’interesse del Nord e del Sud.





7. Ricostruire e allargare l’opposizione, in Parlamento, nel territorio, nei luoghi di lavoro


L’azione di governo delle destre mina i diritti, rafforza i privilegi ingiusti, lede le libertà costituzionali dei cittadini

Il governo di centrodestra non è un governo moderato. I primi atti dell’Esecutivo mostrano chiaramente l’intenzione di fare dell’Italia un Paese con meno diritti, un Paese più autoritario.

Il groviglio di conflitti di interessi nella compagine governativa non è sciolto. I provvedimenti economici spostano risorse verso i più ricchi, e prospettano un quadro di aggravamento delle diseguaglianze e dei privilegi. Si conferma una pretesa di comando che mette a rischio lo Stato di diritto e minaccia (con l’idea leghista della “devolution” che squilibra il quadro del federalismo solidale introdotto dal centrosinistra nella Costituzione) la stessa unità nazionale. E’ reale il pericolo di un controllo pressoché totale, in forma di regime, del sistema dell’informazione, indebolendo le ragioni del servizio pubblico radiotelevisivo, la presenza competitiva nel mercato della Rai che la destra vuole “occupare” calpestandone ogni autonomia. Si lanciano proposte di manomissione di diritti civili e di libertà che soprattutto il movimento delle donne ha contribuito ad affermare. E’ chiara un’intenzione aggressiva verso l’opposizione democratica. E’ certo che sarà messa in atto un’opera di smantellamento delle riforme introdotte o avviate dai governi di centro-sinistra. La sorte dei capisaldi dello Stato sociale è minacciata.

La fulminea condivisione del progetto di “Scudo spaziale” del Presidente americano Bush segna una rottura con i principali partners europei e l’adesione ad una politica che porterà inevitabilmente ad una nuova corsa agli armamenti.

La condotta del governo a Genova durante il G8 ha mostrato le sue peggiori credenziali di destra. Si è prodotta una grave lesione nella democrazia italiana.

A Genova si è visto crescere in forma di massa un movimento, soprattutto di giovani e giovanissimi, che esprime una domanda di partecipazione democratica ed una ricerca delle forme con le quali affermare la volontà di cambiamento del mondo. Questo movimento rifiuta la condanna della maggioranza dell’umanità alla miseria, alla fame ed alle malattie; si oppone alle guerre ed allo sfruttamento dei popoli e si batte per l’uguaglianza dei diritti per tutti gli uomini e le donne. La sinistra storica ha da portare la sua esperienza: sa quale minaccia sia rappresentata dai gruppi violenti, verso i quali non può esservi alcuna ambiguità. Ma negherebbe la sua storia se non entrasse in relazione con questo movimento e con la domanda di partecipazione che esprime.

Una opposizione forte, democratica e propositiva si deve fondare sulla capacità di marcare nettamente le differenze, di collegarsi con le altre forze e movimenti di opposizione presenti nel Paese e di dispiegarsi in Parlamento e nella società

Per tornare domani al governo, oggi c’è bisogno di una opposizione democratica, in Parlamento, nel Paese, nella società, nei luoghi di lavoro. Per essere forte ed efficace l’opposizione deve organizzarsi ed essere unita. L’Ulivo deve darsi strutture, organizzazione, regole democratiche e condivise. Deve anche collegarsi subito alle altre forze dell’opposizione. Deve sviluppare la relazione e l’interlocuzione con il movimento sindacale e cooperativo; con l'associazionismo economico, civico e politico; con i soggetti del volontariato e del terzo settore.

L’opposizione dev’essere democratica e propositiva, intransigente e dura. In Parlamento e nel Paese. L’opposizione può giungere, in determinati rari momenti, a convergenze bipartisan nell’interesse nazionale. Ma deve, nell’azione quotidiana e nella visione strategica, avere un suo punto di vista, marcare le differenze, segnare i confini, dispiegare un’idea della società e della vita civile alternativa alla destra.

E’ improprio perciò appuntare gli strali su An e Lega e aprire linee di credito verso Forza Italia. La battaglia contro il governo è per metterlo in crisi e farlo cadere. Nuovi governi, debbono stabilirli gli elettori.



8. Un riformismo forte: un mondo più equo e più giusto, una Europa più democratica. Economia ed ecologia si tengono.



La sinistra non può sottrarsi all’impegno che accomuna persone e movimenti di tutto il mondo: rendere lo sviluppo mondiale più equo e più giusto

Se mai c’è stato un tempo del riformismo debole e senza anima sociale, non è certamente questo ciò di cui oggi abbiamo bisogno. Le idee e gli interessi forti della destra vanno contrastati e avversati con idee e interessi altrettanto forti, riconoscibili, credibili. Solo così potremo ridare fiducia e identità al nostro mondo, al mondo dei lavori e dei saperi, ai senza potere, a tutti coloro che hanno passione per la libertà.

Intere popolazioni sono oggi ai margini dei processi di modernizzazione di cui spesso conoscono solo le drammatiche contraddizioni: lo scivolamento verso il basso di molte economie povere, l’aumento del debito e della dipendenza dalle forniture straniere, l’impoverimento dell’ecosistema legato a forme di sfruttamento incompatibili con gli equilibri ambientali, la contraddizione ecologica, la distruzione delle garanzie sociali, lo sfruttamento sempre più intensivo della manodopera a basso costo rappresentata dagli individui, spesso donne, spesso minori, a cui si chiede di produrre beni di consumo per i mercati occidentali, l’analfabetismo tecnologico, il rischio di scomparsa delle culture e delle differenze locali, l’assenza di diritti civili democratici. L’Africa in particolare, dove il debito rappresenta il 60% del Pil, è un moderno inferno.

Quando i profitti dei dieci più grandi gruppi economici del mondo sono superiori al Prodotto interno lordo dell’insieme dei Paesi poveri del mondo ed un essere umano su quattro vive con meno di un dollaro al giorno, lo spazio e la responsabilità per la politica sono immensi. Nel Terzo Millennio una sinistra incapace di riempire questo spazio rinuncia ad una sua fondamentale funzione politica e ideale.

Come forza di governo i Ds hanno promosso azioni di cui rivendicare il merito a cominciare dalla cancellazione del debito. Ora è necessario un rapporto con le associazioni, i movimenti, le reti che, in forma non violenta, esprimono le loro proposte e le loro proteste su questi temi.

Bisogna rendere più trasparente e democratico il funzionamento delle istituzione sovranazionali e rafforzare il ruolo dell’Onu. L’impegno dell’Internazionale Socialista

Il G8 ha fatto il suo tempo: i Paesi del G8 rappresentano il 10% della popolazione mondiale, ma i loro Governi hanno il potere di assumere decisioni che riguardano la vita di tutti gli abitanti della Terra.

Vanno rivitalizzate e rese più democratiche le sedi internazionali, dove le decisioni non possono essere rimesse esclusivamente alle nazioni più ricche. L’obiettivo di un governo democratico del pianeta non è utopia da sognatori, ma una esigenza da perseguire tramite una costante, paritaria e continua presenza di tutte le posizioni. L’Onu, riformata e rilanciata, deve diventare una sede effettiva di composizione di interessi e di risoluzione dei conflitti.

La sinistra europea deve e può rafforzarsi proprio a partire da analisi e proposte comuni che puntino a risolvere le grandi contraddizioni che la modernizzazione propone. Per non subire passivamente i processi economici e la ridislocazione dei poteri, l’Internazionale Socialista deve finalmente scendere in campo: riunirla in sessione straordinaria a Genova sarebbe stato un modo autonomo e concreto di dire le nostre opinioni. Noi proponiamo che i Ds richiedano una prima e ravvicinata convocazione dell’Internazionale Socialista dedicata alle questioni del commercio internazionale e delle sue regole, dei cambiamenti climatici e delle politiche energetiche, della possibilità per i Paesi in via di sviluppo di produrre farmaci senza sottostare ai vincoli della brevettabilità imposti dalle grandi multinazionali, della riforma dell’Onu e delle altre sedi di governo a livello internazionale, della estensione dei diritti del lavoro.


La tutela ambientale e della biodiversità deve essere al centro dell’idea di sviluppo

La tutela dell’ambiente non è solo una variabile indipendente nelle decisioni che riguardano lo sviluppo economico ma deve diventare la leva di una nuova idea dello sviluppo. Dieci anni dopo Rio, a Johannesburg nel 2002 si terrà il Summit Mondiale sullo sviluppo sostenibile. La difesa della biosfera è il compito della nostra epoca. Il rispetto degli accordi di Kyoto è un importante primo passo.

La qualità della vita, la salute, la sostenibilità ambientale, la conservazione dell’energia sono parametri essenziali per entrare senza rischi nel futuro. Ed è anche un campo di aspra e ravvicinata battaglia politica, soprattutto dopo l’avvento della presidenza Bush, che sta facendo fare agli Stati Uniti una rapida retromarcia dagli impegni presi con lo smantellamento unilaterale dei principali trattati internazionali.

Vanno ricondotte sotto la sovranità dell’Onu la risoluzione dei conflitti internazionali e le operazioni di “mantenimento della pace”.

Non è accettabile che al bipolarismo della guerra fredda, fortunatamente finito da tempo, si sostituisca l’unilateralismo degli Usa. In questo contesto particolare impegno va dedicato all’azione per impedire che il governo Berlusconi sostenga l’iniziativa dell’attuale amministrazione statunitense, fortemente contestata dal partito democratico di quel paese, per il riarmo all’insegna dello scudo antimissile.

Per una Costituzione democratica europea

E’ per noi strategica la scelta di una Europa politica e democratica, a partire dalla Carta dei diritti, dal confronto serrato sulla riforma delle istituzioni dell’Unione, da un processo costituente vero e legittimato democraticamente.

Questa scelta deve essere aperta ad Est e all’area del Mediterraneo. Essa impone uno sviluppo di diritti sociali comuni e sfida le forze del socialismo europeo a fuoriuscire dai confini nazionali e ad affrontare con coraggio i problemi di una democratizzazione della globalizzazione.

Dopo la realizzazione del mercato interno, della moneta unica, è indispensabile il passaggio verso un governo politico ed economico dell’Europa. Altrimenti, l’avvenire dei Paesi dell’Unione sarà affidato solo a logiche monetaristiche, al potere esclusivo dei banchieri centrali e dei controllori del patto di stabilità.

A tal fine occorre andare oltre i risultati, per più versi deludenti, del vertice di Nizza. In vista dell’appuntamento del 2004, occorre battersi per una Costituzione europea, democratica e su basi federali, che assuma a suo fondamento la Carta dei diritti e l’”anima sociale” del modello europeo.



9. Un riformismo forte: un’altra modernizzazione


La nostra idea di modernizzazione incorpora strutturalmente istanze di libertà, eguaglianza e solidarietà

La modernità è il “campo di problemi” con i quali noi, donne e uomini contemporanei, interroghiamo la realtà e la rendiamo intellegibile, non il sistema delle risposte e delle soluzioni già date. La modernità è intrinsecamente portatrice di tensioni, contraddizioni, conflitti.

Per questo qualificare la modernità e specificare le diverse ipotesi di modernizzazione è il primo imperativo da assumere per l’esercizio di quell’autonomia culturale che è la base essenziale dell’autonomia politica.

Libertà, eguaglianza e solidarietà sono valori interdipendenti.

La sinistra ha un’idea di libertà assai più ricca di quella della destra, non limitata alla pura e semplice facoltà di scegliere nel mercato, un’idea di “libertà” al plurale che la porta a vedere gli ostacoli da rimuovere tramite l’azione collettiva. La libertà va intesa non solo come requisito individuale ma come impegno sociale.

La pluralità delle “libertà” si riflette nella pluralità delle “eguaglianze”. La parola eguaglianza – da troppi lasciata cadere in disuso o nell’oblio – deve animare il riformismo forte della sinistra, non come piatto egualitarismo, ma come molteplicità delle dimensioni dell’eguaglianza da mettere in gioco: condizione ambientale, lavoro, sesso, età, etnia etc.

Oggi più di ieri la sinistra può e deve caratterizzarsi per la scelta di far convivere questi valori. Per questo è essenziale indicare le diseguaglianze da combattere e le diversità da tutelare.

La destra contrappone l’individuo allo Stato, l’economia all’ambiente e l’iniziativa privata alla garanzia pubblica perché sostiene che l’intervento dello Stato è sempre e comunque negativo per il benessere collettivo. La destra ripropone l’esistenza di una irrimediabile incompatibilità tra sviluppo economico e sviluppo sociale, secondo la quale all’origine delle difficoltà di molti Paesi (specie europei) a generare occupazione e crescita, vi sarebbe proprio l’intenso sviluppo sociale consentito dal Welfare state.

La ricetta economica e sociale che ne discende è brutale: per avere più crescita occorre più diseguaglianza (e meno libertà), poiché solo una maggiore diseguaglianza (con minore libertà) è in grado di imprimere dinamismo alla società.

Per la sinistra la sfida maggiore è proprio questa. Smentire l’ipotesi della “incompatibilità”. Non limitarsi a parlare di una modernizzazione che “si concili” con le esigenze della solidarietà e della coesione sociale, come se la sfera economica producesse inevitabilmente disparità da risarcire per i più sfortunati. E’ necessario, viceversa, identificare e perseguire ipotesi di modernizzazione che incorporino strutturalmente istanze di equità, di qualità dello sviluppo, di qualità ambientale, di qualità sociale.

Per questo la sinistra deve tornare a discutere apertamente dei fondamenti di legittimità democratica della tassazione, respingendo l’ideologia conservatrice, che considera la tassazione come cosa intrinsecamente negativa e dunque priva di legittimità, con ciò cancellando anche la lezione liberale per cui le tasse sono il “premium libertatis” e l’altra faccia del costo dei diritti.

Bisogna contrastare, senza alcuna riserva, i tentativi della destra di colpire il nostro sistema sociale, a partire da quello previdenziale e rafforzare, invece, il modello sociale europeo che coniuga maggiore efficienza, nuovi diritti ed equità sociale

Fondamentale è sviluppare “sistemi di welfare” che garantiscano i diritti alla salute, all’istruzione, alla previdenza, su base universalistica e al tempo stesso personalizzata.

Lo Stato sociale non è un freno allo sviluppo ma un fattore di crescita del sistema. I processi di globalizzazione producono, accanto a potenzialità di crescita, nuove diseguaglianze e nuove insicurezze. La riforma del Welfare serve a dare risposte in termini di equità sociale e di nuove garanzie, non già di tagli di prestazioni e di diritti.

L’adeguamento del nostro Stato sociale, quindi, non richiede affatto la revisione del suo modello strutturale (che è simile a quello prevalente nell’Europa continentale), per sostituirlo con l’adozione di meccanismi privatistici e di mercato. Spetta alle istituzioni pubbliche, organizzate con democrazia, trasparenza e rigore finanziario, tutelare in modo sempre più esteso ed efficace i diritti sociali dei cittadini. E’ questa la sostanza del “modello sociale europeo”.

Bisogna pertanto contrastare, senza alcuna riserva, i tentativi della destra di colpire il nostro sistema sociale, a partire da quello previdenziale. Le inadeguatezze del sistema pensionistico italiano non riguardano infatti i suoi pretesi costi eccessivi, che sono stati eliminati dalla riforma del centrosinistra. I problemi aperti riguardano la necessità di assicurare il futuro dei giovani impegnati nei nuovi lavori e di aumentare le pensioni più basse.

Gravissimo è l’attacco al mondo della cooperazione

Un altro tentativo della destra riguarda il mondo della cooperazione, che vuole colpire attraverso misure fiscali inique, rimettendo in discussione valori storici di mutualismo e di solidarietà che hanno fatto della cooperazione uno dei settori trainanti dell’economia e della società italiana.

Obiettivo fondamentale della sinistra è la giustizia sociale, cioè prima di tutto un’equa redistribuzione della ricchezza. Ciò vuol dire combattere vecchie e nuove povertà, invertire, a partire dai salari dei lavoratori, la tendenza all’aumento del divario dei redditi da lavoro rispetto ad altre forme di guadagno.

La rivoluzione informatica crea nuove opportunità per tutti. L’ineguale distribuzione dell’informazione, su scala planetaria e all’interno delle stesse società industriali avanzate, determina pertanto nuove stratificazioni sociali, quello che è chiamato “digital divide”.

Il nuovo “Welfare della conoscenza e della comunicazione” diventa segno distintivo della sinistra del nuovo millennio.

Nessuna incertezza si può avere da parte nostra nel perseguire l’obiettivo di una società multietnica. La cultura dell’accoglienza, dell’integrazione, dei diritti – nel quadro delle politiche di regolazione dei flussi migratori avviate positivamente dal centrosinistra – è un’idea di società più aperta e più sicura.

Il diritto alla sicurezza e alla giustizia, in una società più democratica, ha bisogno di una continua iniziativa affinché la legge davvero sia eguale per tutti. La destra vuole affermare logiche da forti con i deboli e deboli con i forti, e persegue l’idea di una area di impunità – dal falso in bilancio alle prescrizioni – dei privilegiati. Noi contrapponiamo l’idea di una vera cultura dei diritti e della legalità: da un lato una grande severità nella lotta ad ogni criminalità, alla mafia e alla corruzione, dall’altro garanzie più forti per tutti i cittadini, a partire dai più deboli. A tal fine difendiamo in modo intransigente l’indipendenza della magistratura.




10. Tornare a vincere: la sinistra e l’Ulivo




Essere un partito del socialismo europeo comporta scelte coerenti sul modo di essere, sul progetto, sulle alleanze

L’identità del nostro partito come forza del socialismo richiede che sia abbandonata l’idea di un partito permanentemente precario e transitorio. Va messo un punto fermo. Esiste ed esisterà, in Italia come in Europa, una funzione storica permanente per un partito di sinistra di ispirazione socialista.

La nostra collocazione nel socialismo europeo è una scelta pienamente acquisita. Ma non può restare uno slogan, comporta scelte coerenti sul modo di essere del partito, sul suo progetto, sul suo programma, sulle sue politiche.

L’essere forza del socialismo europeo significa non rimuovere le radici nazionali e la memoria storica dei socialismi italiani, dei partiti politici che li hanno rappresentati, del movimento operaio, le cui storie abbiamo giustamente rivisitato in maniera critica. Queste tradizioni, assieme alle culture critiche di ispirazione riformista e libertaria, cristiano-sociali e, più di recente, alle culture femministe, ambientaliste, pacifiste, hanno costituito e costituiscono tuttora uno strumento di emancipazione, progresso e avanzamento democratico dell’Italia.

Alle forze di sinistra che fanno parte dell’Ulivo (Sdi, Pdci, verdi) proponiamo, come primo realistico passaggio, una federazione, come sede nella quale verificare la possibilità di un ulteriore terreno comune.

La sinistra non vive solo nei partiti politici. E’ un campo di forze nel quale si collocano culture, movimenti, associazioni economiche e della società civile, sindacato. Il valore delle autonomie, della autonomia dei soggetti non è in discussione. Ma la qualità in un regime politico bipolare va ripensato. Cambia inevitabilmente le relazioni tra partito e sindacato. In un quadro più aderente a quello del socialismo europeo, di più accentuata alternatività politica e sociale.

Non può che essere l’Ulivo la scelta strategica ma è una scelta a cui va accompagnata l’individuazione di regole chiare e democratiche per fare vivere l’Ulivo

La scelta strategica per governare l’Italia è l’alleanza dell’Ulivo. I fatti dimostrano tanto che non si tratta di una provvisoria alleanza elettorale, quanto che non può trasformarsi in un partito unico. Coesistono identità distinte, tutte vitali e necessarie.

L’Ulivo, per rappresentare un punto di riferimento unitario e strategico, deve crescere e radicarsi nel confronto tra le diverse culture ed espressioni politiche che lo animano.

Con la Margherita, che ha avuto un buon successo elettorale, intendiamo rafforzare e intensificare rapporti di collaborazione.

Nessuno riassume da solo l’Ulivo, la casa comune dei riformisti. Occorre rilanciarlo e dargli una struttura forte e democratica: accordi federativi tra i gruppi parlamentari, comuni portavoce tematici, apertura ai cittadini dei comitati dell’Ulivo nei collegi. L’Ulivo deve essere dunque un comune progetto tra soggetti politici diversi fondato sulla più ampia partecipazione dei suoi sostenitori. Per svilupparlo occorrono procedure democratiche, chiare e condivise per la scelta del candidato premier, dei programmi, degli organismi di direzione.

Ma dev’essere altresì chiaro che, senza la sinistra, l’Ulivo perde la sua vocazione maggioritaria. Che di una sinistra forte ed autonoma hanno bisogno l’Italia e la sua democrazia.

Compito dell’Ulivo è puntare a costruire un centrosinistra che comprenda tutte le forze che si oppongono a Berlusconi

L’Ulivo deve allargare le sue alleanze e puntare a costruire un centro-sinistra che comprenda tutte le forze che si oppongono a Berlusconi. Ci rivolgiamo in particolare all’Italia dei valori, che ha raccolto consensi di cittadini attenti a temi della legalità e della questione morale. Ma soprattutto a Rifondazione comunista. Verso questo partito, che ha subito anch’esso un duro colpo elettorale, intendiamo assumere una iniziativa politica sui contenuti, per condurre insieme la battaglia di opposizione alla destra. E’ questa la via per verificare la possibilità di una comune prospettiva di governo.

La vittoria di stretta misura del centrodestra ha portato al varo di un Governo, non ineluttabilmente all’apertura di un ciclo. Il rischio c’è. Per questo la sinistra, l’Ulivo, tutto il centro-sinistra hanno il dovere di lanciare ora la sfida, di lavorare ad un progetto per l’Italia. Ad una alternativa politica e sociale, ad una idea diversa di modernità e civiltà.



11. Per tornare a vincere: la sinistra e le donne


C’è un divario tra quanto le donne danno e quanto esse ricevono dall’organizzazione sociale e dalla politica

Chi ha a cuore un mondo più libero deve molto alle donne che hanno cominciato a cambiar faccia a questo mondo. Una trasformazione così profonda la sinistra ha faticato e fatica a riconoscerla.

E’ ora, anche qui, di cambiare rotta. “Il potere femminile – si legge nel documento promosso da molte compagne – non è solo questione di rappresentanza. C’è un divario tra quanto le donne danno e quanto esse ricevono dall’organizzazione sociale e dalla politica”.

Una sinistra viva, che reagisce ai propri errori e alla sconfitta, è una sinistra che sa cambiare anzitutto le proprie politiche sociali e dello sviluppo. Bene abbiamo fatto a raccogliere la sfida del tempo di lavoro che si mangia il tempo di vita, che è soprattutto delle donne. Oggi, dopo la legge sui congedi parentali, occorre di più. Il tema degli orari va completamente rivisto. La socializzazione del lavoro di cura va rilanciata con straordinario impegno culturale e finanziario. La politica fiscale va ripensata perché il criterio del reddito familiare non diventi il coperchio di troppe rinunce femminili a un lavoro legale e riconosciuto. L’estensione dei diritti ai nuovi lavori e il contrasto al “lavoro usa e getta” vanno praticati per parlare alle ragazze. Il riconoscimento retributivo e professionale del lavoro femminile va promosso con più decisione.

Cambiare la politica: più donne nelle istituzioni e negli organismi dirigenti per dare forza ai Ds

Ma il cambiamento chiesto dalle donne non è solo sociale. E’ politico.

Se la modalità prevalente nei nuovi movimenti è quella non gerarchica inventata dalle donne; se l’insofferenza per una politica legata più al destino dei leader che ai progetti è anzitutto femminile; se l’indignazione per la smaccata disuguaglianza e il gusto dello spreco spesso muovono prima le coscienze delle donne e dei giovani, allora non si scappa. E’ la politica che bisogna cambiare, le sue priorità, il suo modo d’essere.

Dando alle donne lo spazio che le donne chiedono, ma cambiando anche la logica che governa la vita politica e di un partito di sinistra. Vogliamo che molte più donne trovino nel nostro partito una casa accogliente, un luogo in cui far valere i propri interessi e i propri bisogni. L’adesione e la partecipazione delle donne ai Democratici di sinistra è vitale per il loro futuro. Deve finire il paternalismo. Più donne nelle istituzioni, nel partito e nei suoi organismi dirigenti sono una condizione e un obiettivo ambizioso da perseguire anche con le proposte indicate nella Carta di intenti delle donne del nostro partito.

Per esempio la direzione politica va interpretata a tutti i livelli in modo bilanciato, così come vanno rispettate le leggi dello Stato e il nostro stesso Statuto per l’uso del 5% dei finanziamenti della politica per l’accesso delle donne. Tali obiettivi vanno perseguiti guardando, tra l’altro, alle esperienze della Francia e di altri Paesi europei.

Da noi ci si aspetta che difendiamo la legge 194 da una destra reazionaria. Non possiamo in nessun caso accettare sacrifici della nostra posizione sull’autodeterminazione femminile.


12. Tornare a vincere: il partito dei noi, non dell’io

Contro la personalizzazione della politica, per un partito organizzato nel Paese, democratico, aperto alla società

La tendenza alla personalizzazione della politica è un connotato delle moderne democrazie e del rapporto tra mass media e politica (che non va subìto o assunto come valore). Da ciò non deriva che decisioni del massimo rilievo siano assunte in modo non trasparente e al di fuori di ogni confronto nelle sedi democratiche, come in questi anni è accaduto. Una corretta e democratica gestione collegiale del partito è il solo antidoto efficace, teso a far sì che la domanda di rapidità nelle scelte e di efficacia comunicativa non si traduca nel personalismo e nella solitudine del potere.

Nell’insieme del partito, a tutti i livelli, ha continuato a prevalere una sottovalutazione delle esigenze di cura e di rinnovamento del partito, forse per la convinzione che per accrescere i consensi della sinistra non servisse l’organizzazione ma bastassero la manovra politica e l’uso sapiente delle leve del potere.

In questi ultimi anni la sinistra ha governato pressoché tutto, dai livelli locali a quelli nazionali, dando prova di onestà, di competenza, di efficienza. Abbiamo riversato sulle esperienze amministrative e di governo non solo migliaia di quadri ma soprattutto la grande maggioranza delle nostre energie intellettuali e politiche.

Ma il nostro rapporto con la società si è affievolito. Da partito di governo, quale siamo e vogliamo essere, siamo divenuti agli occhi di molti, un partito di potere distante, supponente, votato alla propria autoconservazione.

Per tornare a vincere, è necessario ridare al partito sedi di decisione più democratiche e collegiali e agli iscritti maggiore centralità e occasioni di partecipazione

Si risale la china se si parte da qui: restituire agli iscritti il potere di partecipare, decidere, verificare linea e modo di fare del partito, di selezionare candidature in modo democratico e di promuovere gruppi dirigenti rinnovati e aperti alla società, la cui agenda non sia fatta solo di elezioni e impegni istituzionali.

Serve un partito federale, che rompa ogni gabbia centralistica al suo interno.

Un partito di donne e di uomini ogni giorno e non solo quando lo Statuto lo ricorda a un gruppo dirigente insensibile.

Un partito come momento associativo e aperto per tanti giovani che vogliono crescere insieme ai valori della sinistra.

Un partito che tiene un forte collegamento con i cittadini e i lavoratori italiani all’estero.

Un partito che raccolga il pluralismo sociale e culturale della sinistra italiana: di quella storica e di quelle ispirate alla libertà femminile, all’ambientalismo, ai valori del cristianesimo sociale, dei diritti civili e democratici.

Un partito pluralista, dove non c’è un centro democratico con le ali dissidenti, ma si è tutti “partito”, senza correntismo esasperato.

Un partito in cui si conti non per la fedeltà a un capo ma per le capacità, il consenso e il prestigio politico e personale.

Vanno rivisti i meccanismi di selezione delle candidature, di scelta delle rappresentanze e di elezione del segretario

Vanno, per tutte queste ragioni, profondamente ripensati e riformati i meccanismi di selezione delle candidature, di scelta delle rappresentanze nelle istituzioni, di elezione del segretario. Riteniamo in particolare sbagliata, alla luce dell’esperienza, l’elezione diretta del segretario, che è cosa diversa dall’assunzione anche personale della responsabilità di una linea politica e programmatica da parte del gruppo dirigente. Per questo chiederemo al Congresso una modifica dello Statuto.

Vogliamo più diritti e più poteri degli iscritti, più rapporti con gli elettori, più democrazia e più verifiche sull’operato dei dirigenti.

Vogliamo più partecipazione.

Vogliamo sentire più il noi che non l’io.

Per tornare a vincere.

 

Firmatari:

 

Berlinguer Giovanni

Abate Lucio Segretario Citt. DS Vicenza
Abbadessa Guido Sindacalista
Abeni Evelino Musicologo Cremona
Acampora Vincenzo Vice pres. IACP Napoli
Accetta Ciro Dir. Reg. DS Campania
Acciarini Maria Chiara Senatrice Piemonte
Adduci Marcello Cons. Com. Pavia
Agostinelli Agostino Direzione naz.
Agostinelli Mario Sindacalista
Agostini Mauro Deputato Umbria
Agus Tarcisio Sindaco di Guspini (Cagliari)
Alba Rosa Dir. Reg. DS Lazio
Albergoni Stefano Dir. DS Trento
Alfano Pasquale Pensionato (Cagliari)
Altieri Egidio Sindaco Castelluccio (Potenza)
Alunni Proietti Massimo Geometra (Terni)
Amaro Andrea Direzione naz.
Amati Aldo Dipendente Cons. Reg. Marche
Amato Antonio Cons. Reg. Campania
Ambra Concetta Studentessa Roma
Ambrogi Fabiola Sindaco di San Casciano Bagni (Siena)
Ambrogio Franco Ex parlamentare (Cosenza)
Amendola G. Sindaco di Praiano (Napoli)
Amici Giampiero Pres. Circ. Terni
Amiropulo Anna Rosa Dipendente Reg. Emilia Romagna (Bo)
Anatrini Fiorenza Ass. Prov. Siena
Andreolli Giuliano Segr. Prov. DS Trento
Andreose Francesca Portavoce ASSOPACE Padova
Angelini Maurizio Insegnante Padova
Angiuli Vito Direzione naz. - Segretario Prov. DS Bari
Angius Giovanna Avvocato (Nuoro)
Antomini Stelvio Dir. Reg. DS Marche
Antonelli Roberto Docente universitario (Roma)
Arcuri Viola Portavoce Reg. Donne DS Abruzzo
Aresta Giulio impiegato Lecce
Argeri Francesco Sindaco di Pieve Emanuele (Milano)
Arienta Giuseppe Cooperatore Pavia
Aristarco Ettore Vice presidente AIER (Mantova)
Armati Claudio Sindaco di Ponteranica (Bergamo)
Armuzzi Laimer Sindacalista
Ascione Enzo Ass. Com. Torre Annunziata (Napoli)
Asor Rosa Alberto Direzione naz. - Docente universitario (Roma)
Asuni Giorgio Sindacalista
Atti Raffaele Ass. Comune Ferrara
Attili Antonio Ex parlamentare Porto Torres (Sassari)
Auleta Barbara Avvocato Roma
Aurisicchio Raffaele Direzione naz. - Segretario Prov. DS Avellino
Avino Luca Segr. Prov. DS Cremona
Azzalini Graziano Segretario Citt. Rovigo - Operaio
Azzola Maria Teresa Portavoce Donne DS Bergamo
Baiardini Paolo Capogruppo Cons. Reg. Umbria
Baiardo Anna Impiegata Comunale (Genova)
Baiocchi Mariangela Insegnante (La Spezia)
Baldacchini Lorenzo Docente universitario Cesena
Baldi Alessandro Capogruppo Prov. Prato
Balduino Armando Docente Universitario (Padova)
Ballini Alessia Sindaco di S. Piero a Sieve (Firenze)
Balloni Alvaro Cons. prov. Roma
Balzamo Nando Ass. Com. Napoli
Balzano Giuseppe Cons. Com. Napoli
Bandoli Fulvia Deputata Emilia Romagna
Baraccetti Arnaldo Ex parlamentare Udine - Linguista Friulano
Baratella Fabio Senatore Veneto
Baravelli Bruna Cons. Com. Forlì
Barbacci Mario Segr. UdB DS Coiano Prato
Barbaranelli Fabrizio Ex parlamentare Civitavecchia
Barbi Danilo Sindacalista
Barbieri Ludovica operatrice culturale Venezia
Barchiesi Oscar Sindacalista
Bardini Pierluigi Sindaco di Filattiera (Massa Carrara)
Bargossi Maria Luisa Vice pres. Prov. Forlì
Barisciano Arcangelo Sindaco di Trinitapoli (Foggia)
Barletta Pierfrancesco imprenditore Milano
Barra Francesco Direzione naz.
Barrale Maria Resp. Donne DS Palermo - Assistente Sociale 
Bartoli Enrico Dipendente Com. Montana Spoleto (Perugia)
Bartolomeo Sandro Sindaco di S. Felice Circeo (Latina)
Baruffa Giacomo Studente Terni
Bassetti Silvano Architettore - Ass. Com. Bolzano
Bassi Stefano Pres. Ass. Servizi Legacoop Toscana
Bassolino Antonio Presidente Reg. Campania 
Battaglia Pino Cons. Comunale Roma
Battaglia Giovanni Senatore Sicilia
Bea Giuseppe Dir. Naz.CNA
Beccutti Giovanna Sindaco di Scuzzolegno (Asti)
Begliazzi Diego Cons. Prov. Napoli
Bellini Giovanni Deputato Toscana
Belluardo Paolo Sindaco di Calliano (Asti)
Beltramme Giorgia Lavoratrice Atipica (Livorno)
Benedetti Simonetta Cons. Com. Bettona (Perugia)
Benedino Augusto Dir. Prov. Ivrea
Benedino Andrea Pres. Cons. Com. Ivrea - Portavoce Cons. CODS Piemonte
Benetollo Tom Pres. Naz. Arci
Bengiovanni Antonio Pres. ARCI Pavia
Beni Paolo Pres. ARCI Firenze
Benigni Nicola Pres. Coop Electra (Arezzo)
Bernasconi Anna Ex parlamentare Monza
Berni Giacomo Sindacalista
Berrettini Sonia Imprenditrice - Pres. ARCI Terni
Bertinelli Catia Pres. ARCI Perugia
Bertinetti Roberto Docente universitario Pesaro
Besostri Felice Vice Presidente Gruppo Socialista Consiglio d'Europa
Bevilacqua Leonardo Cons. Com. Prato
Biagi Vinicio Cons. Com. Prato
Bianchi Stefano Sindacalista
Bianchini Gilberto Dir. Prov. DS Rovigo
Bianconi Giuliano Cons. Com. Cagli (Pesaro)
Bianconi Giorgio Segr. Sez . DS Gramsci Pesaro
Bielli Walter Deputato Emilia Romagna
Binaglia Federico Sindaco di Montignoso (Massa Carrara)
Bindini Stefano Operaio Breda (Pistoia)
Bindolino Claudio Vice sindaco Altamura (Bari)
Bittelli Gabriele Pres. Cons. Naz. UISP
Bizzotti Marcello Cons. Circ. Terni
Bo Odino Vice presidente naz. ANPI
Boarini Vittorio Docente Universitario Bologna
Boatti Antonello Docente universitario Milano
Boccali Vladimiro Ass. Com. Perugia
Boffa Costantino Dir. Reg. DS Campania
Boggero Ugo CNG Novara
Boldarino Daniela operatrice culturale Bologna
Bolognesi Pietro Pres. Dir. Prov. DS Pavia
Bonaccorso Mario redattore edit. Milano
Bonaguido Jacopo Cons. Com. Oretano (Pisa)
Bonamici Roberto Ricercatore ENEA Bologna
Bonavita Massimo Senatore Emilia Romagna
Bonello Franco Dir. Prov. DS Imperia
Bongarzone Alessandro Ass. Cara Garbatella Roma
Bonifazi Anna Maria Direzione naz.
Bordo Michele Segretario Prov. DS Foggia 
Boretti Nicoletto Pres. Dir. Prov. DS Brescia
Borghi Mariella Cons. Prov. Bergamo
Borgomeo Luca ex assessore Reg. Lazio
Bornigia Stefano Cons. Com. Jesi (Ancona)
Borrello Giovanna Direzione naz.
Borriello Antonio Pres. Circ. S. Giovanni Napoli
Borriello Domenico Segr. Sez DS Torre del Greco (Napoli)
Borzacchiello Francesco Pres. Prov. Aci-fisa Salerno
Boscagli Alberto Imprenditore Padova
Bossa Luisa Sindaco di Ercolano (Napoli)
Bossi Claudio Segr. Citt. Novara
Boudillon Alfredo Ricercatore Napoli
Bozzetto Giancarlo Sindaco di Fiumicino (Roma)
Bozzo Nicola Direzione naz. - Avvocato Messina
Brandolini Marisol Economista Roma
Bratelli Claudia Studentessa Siena
Bratti Alessandro Ass. Comune Ferrara
Bressanini Otorno Cons. Com. Scurelle (Trento)
Briganti Stefano Ass. Com. Città di Castello (Perugia)
Brighi Otello Architetto Cesena
Briglio Dino Collaboratore Università Calabria
Broccati Marco Sindacalista
Brogi Giuseppe Segr. Reg. DS Toscana
Brucoli Vincenzo Capogruppo Prov. Foggia
Bruni Luigi Dirigente Reg. Umbria
Bruni Paolo Operaio Breda Pistoia
Bruno Gameri Antonella Ex parlamentare Cosenza
Bruschi Paola Segretaria Un. Com. DS Pavia
Brutti Paolo Senatore Umbria
Buffardi Adriana Direzione naz. - Ass. Reg. Campania
Buffo Gloria Deputata Toscana
Buiatti Marcello Docente universitario -Pres. Naz.Ass. Ambiente e Lavoro Firenze
Bulgarelli Michele Studente - Coord. Reg. UDS Emilia Romagna
Bulleri Luigi Pres. Naz. Anpas
Buonamici Roberto Dir. Prov. DS Bologna
Buontempi Rinaldo Ex parlamentare Europeo
Buscalferri Antonella Medico Siena
Busilacchi Gianluca Studente - Segr. DS Ancona
Caccavari Rocco Ex parlamentare Parma
Cafaz Ugo Capogruppo Com. Firenze
Caiazzo Michele Sindaco di Pomigliano (Napoli)
Calce Lorenzo Segr. Sez. DS Boiano (Campobasso)
Calciati Giovanna Cons. Comunale Piacenza
Callisto Cosimo Segretario Reg. Confesercenti Campania
Callistri Franco Dirigente Reg. Umbria
Calvia Nino Dir. Citt. DS Alghero (Sassari)
Calvia Franco Segr. Sez. DS Alghero (Sassari)
Calzati Giuseppe Coord. Prov. Legacoop Como
Calzolaio Valerio Deputato Marche
Camborrino Michele Dir. Prov. DS Napoli
Cammelli Riccardo Segr. DS Filine Prato
Camoirano Maura Ex parlamentare Savona
Campagnaro Oscar Segr. Prov. DS Vicenza
Campatelli Vassili Direzione naz. - Ex parlamentare Empoli
Campi Gloria Cons. Prov. Prato
Campo Paolo Sindaco di Manfredonia (Foggia)
Camusso Susanna Sindacalista
Canalis Rino Architetto Sassari
Cangini Lucio Vice pres. Unione Naziole Comunità Montane Sarsina (Forlì)
Canonica Filippo Studente Genova
Cantafia Francesco Sindacalista
Cantaro Antonio Direzione naz.
Canti Domenico Impiegato Rieti
Cantillo Giuseppe Docente universitario Napoli
Cantone Carla Sindacalista
Canu Alba Segretaria Comitato Citt. DS Sassari
Capaldi Antonio Sindaco di Ronciglione (Viterbo)
Capobianco Laura Storica Bologna
Capone Franca Ass. Comune Tivoli (Roma)
Capone Sabina Insegnante Udine
Cappanari Gilberto Ferroviere Ancona
Capuccelli Luciano Dir. Un. Com. DS Marsciano (Perugia)
Caragliano Nadia Dipendente Comune Salerno
Carboni Francesco Deputato Sardegna
Cardano Anna Insegnante Novara
Cardiel Gaetano Farmacista Catania
Cardillo Enrico Ass. com. Napoli
Cardulli Alessandro Giornalista Roma
Carloni Anna Maria Direzione naz.
Carloni Pierluigi Pubblicitario Ravenna
Carnevali Giovanni Impiegato Perugia
Carnieri Claudio Ex presidente Regione Umbria
Carpinelli Carlo Segretario Un. Intercomunale Orvieto
Carpintieri Salvatore Dir. Prov. DS Ragusa
Carra Diego Ass. Comune Copparo (Ferrara)
Carra Aldo Dirigente FFSS Roma
Carta Felice Geometra Cagliari
Caruano Giovanni Ex parlamentare Vittoria (Ragusa)
Casadio Giuseppe Sindacalista
Casale Mario Ass. Comune Avezzano (L'Aquila)
Caserta N. Con. Prov. Caserta
Caserta Sergio Cooperatore Bologna
Caslovich Giuliana Dir. DS Trento
Casonato Caterina Cons. Com. Rovigo
Castagnotto Paola Ass. Comune Ferrara
Castellani Brunello Direttore Scuola PA Villa Umbra (Perugia)
Castorina Paolo Sindaco di Aci Castello (Catania)
Castriotta Franco Dipendente pubblico Foggia
Casula Luciano Amministratore Comunale Assemini (CA)
Cataldo M. Studente - Segr. Prov. SG Salerno
Catelani Giorgio Docente universitario Pisa
Catena Licio Capogruppo DS Comune Francavilla al Mare (Chieti)
Cavalli Fabio Cons. Com. San Polo d'Enza (Reggio Emilia)
Cavallieri Armando Pres. Dir. DS Spilanberto (Modena)
Cavallini Roberto Cooperatore Firenze
Cavuoto Carmine Segr. Prov.SG Benevento
Ceccotti Guerrino Dir. Prov. DS Udine
Ceglie Tina Dir. Prov. DS Bari
Cennamo Aldo Deputato Campania
Centammo Gennaro Cons. Com. Napoli
Cercuoni Lunella Cons. prov. Teramo
Cerfeda Walter Sindacalista
Cerqua Rosalba Con. Com. Napoli
Cerruti Monica Cons. Com. Torino
Cervelli Franco Ricercatore Ist. Naz. Fisica Nucleare Firenze
Cervellini Massimo Capogruppo Cons. Prov. Roma
Cervera Speranza Dir. Fed. DS Sassari
Cestonaro Andrea Ex parlamentare Vicenza
Chelo Tonino Dir. Citt. DS Alghero (Sassari)
Cherchi Salvatore Sindaco di Carbonia (Cagliari)
Chessa Marcello Con. Reg. Campania
Chiarante Giuseppe Direzione naz.
Chiarinelli Bruno Capogruppo DS prov. Rieti
Chiarini Tina Dir. Reg. DS Toscana
Chiavacci Francesca Ex parlamentare Firenze
Chicchi Giuseppe Ex sindaco Rimini
Chiereghin Nerino Segr. Fed. DS Rovigo
Chinaglia Giancarlo Esec. Reg. DS Veneto
Chiola Dante Ass. Comune Cortiglione (Asti)
Chiriaco Franco Sindacalista
Cialente Massimo Deputato Abruzzo
Ciambriello Samuele Pres. Corerat Napoli
Ciaramella Stefano Imprenditore Pescara
Ciaravella Michele Sindaco di Rignano Garganico (Foggia)
Ciarlo Pietro Docente universitario Cagliari
Cicogni Luigi Sindaco di Mentana (Roma)
Cilia Vincenzo Medico Vittoria (Ragusa)
Ciliberti Francesco Segr. Sez. Maida (Catanzaro)
Cimicchi Stefano Sindaco di Orvieto (Terni)
Cioffredi Giampiero Dir. ARCI naz. Roma
Cioni Vittorio Dir. Reg. DS Toscana
Cipriani Pippo Sindaco di Corleone (Palermo)
Cipriano Marco Cons. Reg. Lombardia
Ciuchicchi Anna Impiegata Perugia
Ciuffini Enrica Studente Perugia
Ciuffreda Antonio Direzione naz. - Ricercatore università Bari - Sinistra Repubblicana
Clavelli M. Sindaco di S. Angelo a Fasanella (Salerno)
Cobianchi Alessandro Pres. Prov. ARCI Bari
Cococcia Giancarlo Segr. Sezione 18° circ. Roma
Cofferati Sergio Sindacalista
Coffrini Ermes Sindaco di Brescello (Reggio Emilia)
Cois Antonio Impiegato Cagliari
Cois Tore Segr. Fed. DS Cagliari
Colaiacovo Francesco Pres. Circ. Nord Ovest Ferrara
Colaianni Nicola Ex parlamentare Bari
Colajanni Luigi Direzione naz.
Colazzilli Giuliano Direzione naz.
Coldagelli Neno Esec. Reg. DS Lazio
Colleperti Danilo Capogrupo Cons. Com. Frosinone
Colombo Anna Dir. Fed. DS Belgio
Colombo Ettore Giornalista Milano
Conforti Michele Regista Roma
Consiglio Domenico Segr. Sez. DS Fortore (Benevento)
Consorti Anna Maria Pres. Comm. Prov. Pari Opportunità Teramo
Conte Sirio Portavoce naz. Assopace Napoli
Conti Orazio Vice sindaco Caraffa (Reggio Calabria)
Coppetto Mario Cons.Com. Napoli
Corallo Salvatore Ex parlamentare Siracusa
Cordì Rocco Dir. Reg. DS Lombardia
Corraini Ivano Sindacalista
Correnti Giovanni Avvocato - ex sindaco Novara
Corsico Franco Pensionato Torino
Cortese Angela Ass. Com. Napoli
Cosenza Rosita Segr. Prov. Cosenza
Cosma Salvatore Ottavio Cons. Com. Genova
Costa Andrea Cons. 3° municipio Roma
Costantini Adriana Cons. Reg. Veneto
Costantino Maurizio Ass. Com. Mont. Como
Cotturri Giuseppe Segr. Gen. Cittadinanzattiva Roma
Cozzolino Andrea Direzione naz.
Crispi Antonio Sindacalista
Crucianelli Famiano Deputato Toscana
Cucinotta Matteo Operaio Messina
Cuomo Salvatore Dir. Reg. DS Campania
Curcio B. Sindaco di Buonabitacolo (Salerno)
D' Elia Cecilia Collaboratrice Rivista Fuori Luogo Roma
D'Adamo Nino Impiegato Comunale Casa Calenda (Campobasso)
Dall'Aosso Angela Pensionata Ravenna
Dal Monte Giancarlo Dir. Reg. DS Sardegna
Dalzovo Nando Operaio Pescara
D'Amato Paolo Capogruppo DS Comune Sulmona
Dameri Silvana Deputata Piemonte
D'Angelo R. Ass. comune di Sarno (Salerno)
D'Angelo Cecilia Esec. Reg. DS Lazio
Daniele Nino Capogruppo Reg. Campania
D'Annunzio Nino Cons. Prov. Pescara
Dapporto Andrea Cons. Com. Venezia
D'Aqui Rossella Cons. Reg. Liguria
D'Arcangeli Federico Capogruppo DS prov. Latina
David Daniele Studente Messina
De Angelis Mario Cons. Prov. Matera
De Biasio Calimani Luisa Architetto Padova
De Cesare Walter Capogruppo Comune Chieti
De Falco Francesca Cons. Com.Pomigliano (Napoli)
De Felice Ernestina Ass. Comune Campli (Teramo)
De Gaspari Luciano Direzione naz. - Segretario Reg. DS Veneto - Ass. Com. Venezia
De Marchi Ernesto Ferroviere Udine
De Marchis Giorgio Capogruppo Com. Latina
De Marco Luca Segretario DS Vittorio Veneto (Treviso)
De Masi Antonio Sindaco di Nardo di Pace (Vibo Valentia)
De Minicis Massimo Ricercatore Roma
De Nardis Paolo Preside Facoltà Sociologia (Roma)
De Nardis Fabio Ricercatore Roma
De Nardo Valerio Dir. Prov. DS Viterbo
De Pascalis Massimo Provveditore Polizia Penitenziara Perugia
De Santis Annalisa Avvocato Roma
De Santis Giovanni Preside Cagliari
De Santis Rossano Sindaco di Lanuvio (Roma)
De Simone Andrea Cons. Reg. Campania
De Vescovi Riccardo Impiegato Trieste
De Vita Giovanni Pres. Prov. Confesercenti Napoli
De Vivo Giovanni Cons. Com Quarto (Napoli)
De Zulueta Tana Senatrice Lazio
Del Fattore Sandro Dir. Prov. DS Roma
Delitala Graziella Bibliotecaria Università Cagliari
Delli Santi Luca Studente Segr. Reg. SG Piemonte
Deriu Giommaria Cons. prov. Sassari
Derni Denio Insegnante Forlimpopoli (Forlì)
Desole Gianni Dir. Fed. DS Sassari
Dessanti Luisella Cons. Prov. Reggio Emilia
Dessì Tonino Funzionario Regione Sardegna (Cagliari)
Devoto Gennaro Dir. Prov.DS Napoli
Di Barnaba Walter Dipendnte Com. Montana Norcia (Perugia)
Di Blasio Gianfranco Dir. Reg. DS Molise
Di Bonaventura Gino Esec. Fed. DS Pescara
Di Cara Roberto Preside Licata (Enna)
Di Falco Pippo Direzione naz.
Di Gennaro Claudio Vice presidente Cassa di Risparmio Teramo
Di Lena Pasquale Cons. Reg. Molise
Di Liso Domenico Dir. Prov. DS Campobasso
Di Marco Mario Cons. Prov. Pescara
Di Marcoberardino Donato Ass. Prov. Pescara
Di Marzo Pasquale Dir. Reg. DS Campania
Di Matteo Roberto Direzione naz.
Di Matteo Melinda Pres. ARCI Campania
Di Mauro Manlio Dir. Reg. DS Sicilia
Di Monte Flora Cons. com. Pomogliano Napoli
Di Pinto Patrizio Cons. Prov. Napoli
Di Salvo Maria Teresa Sindacalista
Di Sarno R. Dir. Prov. DS Napoli
Di Serio D'Antona Olga Deputato Lazio
Di Siena Piero Senatore Basilicata
Di Turi Claudio Studente - Segretario Prov. SG Bari
Di Virgilio Gianna Paola Esec. Fed. DS Chieti
D'Ingian Francesca studentessa Bologna
Disarmo Vincenzo Pres. Reg. CNA Campania
Donato Antonio Sindaco di Pagani (Salerno)
D'Onchia Domenico segr. Fed. DS Bari
Donise Eugenio Ex parlamentare Napoli
Donnarumma Teresa Vice sindaco Imonte - Napoli
Doppiu Giovanni Impiegato Alghero
D'Origlia F. Sindaco di Pertosa (Salerno)
Drago Andreino Sindaco di Tortiglione (Asti)
Drudi Michele Cons. Comunale Meldola (Forlì)
Duca Eugenio Deputato Marche
Ebner Alfred Sindacalista
Elena Ennio Giornalista Milano
Eletto Franco Cons. Com. Napoli
Engst Massimo Dir. Reg. DS Lazio
Enriotti Bruno Giornalista Roma
Epifani Guglielmo Sindacalista
Esposito Carmine Segr. Prov. DS Salerno
Eurichens Vincenzo Avvocato Torino
Fabbri Piergiovanni Insegnante Cesena
Facchini Rosanna Ispettrice Didattica Bologna
Faccinetto Angelo Giornalista Milano
Facco Giorgio Cons. Com. Morlanwelz (Belgio)
Faedda Franco Bancario Cagliari
Falanga Gianni Capogruppo comune Torre del Greco (Napoli)
Falci Fiorella Direzione naz. - Insegnante Caltanissetta
Falcone Filippo Capogruppo Prov. Caltanissetta
Fammoni Fulvio Sindacalista
Fanti Guido Ex Pres. Reg. Emilia Romagna
Farina Gianni Emigrazione ?
Farina Gianni Vice Pres. Consiglio emigrati DS
Fasano Giancarlo Docente universitario Pisa
Fava Claudio Parlamento Europeo
Fedeli Valeria Sindacalista
Federici Andrea Insegnante Imola
Ferraguti Isa Ex parlamentare Modena
Ferraiuolo Nino Direzione naz.
Ferrando Franca Preside Savona
Ferrante Giovanni Ex parlamentare Ascoli Piceno
Ferrara Lello Direzione naz.
Ferrara Giovanna Libera professionista Udine
Ferrari Davide Capogruppo cons. Com. Bologna
Ferrari Giovanni Ex parlamentare - Ass. Labour Riccardo Lombardi
Ferrari Edwin Pres. ARCI Reggio Emilia
Ferrari Alberto Segr. Citt. DS Pavia
Ferrari Andrea Segr. Citt. Lodi
Ferraris Roberto Cons. Comunale Campobasso
Ferraro Giovanni Segreteria prov. Udine
Ferrazzo Luigi Ag. Sviluppo Patto Sociale Agrigento
Ferri Franco Operatore scolastico Jesi
Ferrone Andrea Cons. Comunale Rieti
Ferullo Edoardo Studente - Lavoratore Genova
Festucci Vittorio Capogruppo Comune L'Aquila
Festuccia Adalberto Esec. Fed. DS Rieti
Filippelli Armida Preside Napoli
Filippini Marco Consulente Amministrativo Pescara
Filippini Mario Esec. Fed. Teramo
Fiorentini Gianni Sindaco di SS. Quirico (Ancona)
Fittante Costantino Ex parlamentare Catanzaro
Flamigni Carlo Direzione naz. - Docente universitario Bologna
Flammia Angelo Senatore Campania
Foglia Giuseppe Cons. prov. Milano
Fois Pietro Segr. Sez. DS Villanova Monteleone (Sassari)
Fois Peppino Segr. Sez. Trasporti Sassari
Folena Pietro Deputato Puglia
Fondacci Mario Segr. Sez. DS Montelaguardia (Catania)
Fontana Gigi Architetto Genova
Forte Gerardo Cons. prov. Rieti
Fossati Filippo Cons. Reg. Toscana
Fracchiolla Anna Insegnante Roma
Franco Veronica Funzionario Comune Venezia
Fratini Giovanni Dir. Prov. DS Livorno
Fredda Angelo Ex parlamentare
Fredda Marco Dir. naz.le DS
Freeman Peter Giornalista Roma
Friso Enzo Rappresentante DS Germania
Frullane Roberto Sindaco di Stia (Arezzo)
Fullone Sandrino Dir. Prov DS Cosenza
Fumagalli Marco Deputato Lombardia
Furlan Oliviero Cons. Com. Gorizia
Gagliardoni Giorgio Studente Perugia
Galandi Enrica Lega Autonomie Imola
Galeota Pino Cons. Comunale Roma
Gallanti Giuliano Pres. Aut. Portuale Genova
Gallina Mario Dir. Reg. DS Calabria
Gallinaro Mirella Insegnante Venezia
Gallo Diego Sindacalista
Gallo Franco Sindaco Gela (Caltanissetta)
Gambardella Elisabetta Pres. Circ. Montecalvario (Napoli)
Gambelunghe Domenico Segretario DS Assisi (Perugia)
Garibaldo Francesco Direttore Istituto del Lavoro (Bologna)
Garufi Francesco Sindacalista
Gasparini Pierluigi Cons. Com. Venezia
Gasperoni Pietro Deputato
Gatti Massimo Sindaco di Paullo (Milano)
Gatti Eligio Vice sindaco Pavia
Gavioli Giuseppe Ex ass. reg. Emilia Romagna (Modena)
Genise Maria Segr. U. Circ. DS Prato Centro
Gennari Rizzo Dirigente Regione Emilia Romagna (Ravenna)
Genovesi Alessandro Direzione naz. SG (Roma)
Gentilella L. Con. Prov. Caserta
Gentili Fausto Insegnante Perugia
Gentili Sergio Direzione naz.
Gentilini Debora Avvocato Roma
Geraldi Gianni Docente universitario Parma
Gerardini Franco Ex parlamentare Teramo
Geremia Mario Ingegnere Udine
Gerra Paolo coordinatore CODS Lombardia
Ghezzi Giorgio Docente universitario Bologna
Ghezzi Carlo Sindacalista
Giancarli Enzo Pres. Prov. Ancona
Giannini Ester Docente universitario Ravenna
Giannotti Paolo Docente universitario Urbino
Giannuso Rossano Pres. ASI Gela (Caltanissetta)
Giardiello Michele Ex parlamentare Napoli
Ginefra Dario Segretario Citt. DS Bari
Giordano Antonio Ass. prov. Napoli
Giordano G. Segr. Prov. SG Avellino
Giordano Gennaro Segretario Prov. DS Salerno
Giorgi Ambra Ass. Com. Prato
Giovannetti Mario Sindacalista
Giovannini Bruna Cons. Reg. Toscana
Giovannone Dino Pres. Comunità Montana Castelli (Roma)
Giovenali Paolo Medico Terni
Girardi Eugenio Segr. Prov. DS Padova
Giuffré Silvana impiegata Roma
Giulietti Giuseppe Deputato Umbria
Giuseppe Gianpaolo Avvocato Bologna
Giusto Angelo Con. Reg. Campania
Gizzi Camillo Cons. Politica e Immigrazione Cremona
Gnudi Sergio Dirigente Comune Occhiobello (Ferrara)
Gobbini Carlo Dir. Reg. DS Umbria
Goffredi Maurizio Segr. Prov. DS Brescia
Gori Carlo Direzione naz.
Gramaglia Mariella Direzione naz.
Gramolati Alessio Sindacalista
Grandi Alfiero Deputato Emilia Romagna
Grassi Silvio Pensionato Parma
Grassi Ernesto Preside Taranto
Gravano Michele Sindacalista
Gregori Stefano Neolaureato Trieste
Grignaffini Giovanna Deputato Emilia Romagna
Grignaffini Nene Regista Bologna
Grilli Italo Resp. Progetto Leader Montefeltro (Pesaro)
Grilli Enzo Segretario Citt. DS Arezzo
Grillini Franco Deputato Emilia Romagna
Grimaldi Amodio Pres. Circ. Barra Napoli
Guadagnini Giacomo Ass. Com. Carbonia (Cagliari)
Gualdi Daniele Capogruppo Cons. Com. Cesena
Guccinelli Renzo Sindaco di Sarzana (La Spezia)
Guerra Elisa operatrice culturale Bologna
Guerra Elda Ass. Orlando Bologna
Guerra Mauro Ex parlamentare Como - Sindaco Tremezzo (Como)

Guidoni Umberto astronauta
Guidotti Maria Pres. Naz. Auser
Gusmaroli Attilio Ass. Com. Castano Primo (Milano)
Guzzinati Alberto Ferroviere Ferrara
Guzzonato Mauro Sindacalista
Iannandrea Fernando Dir. Reg. DS Molise
Iannone Giuseppe Pensionato Foggia
Idda Giovanni Dir. Citt. DS Alghero (Sassari)
Imberti Roberto Segr. Prov. DS Milano
Imbimbo Nicola Segr. Reg. DS - Sinistra Federalista Sarda
Incostante Maria Fortuna Ass. Reg. Campania
Innocenti Renzo Deputato Toscana
Iodice Guido Coord. Naz. Network Roma
Ionico Maurizio Libero professionista Udine
Iovene Nuccio Senatore Calabria - Segretario Reg. DS Calabria 
Jannacci Pasquale Capogruppo Prov. Campobasso
Jannacci Alessandra Operatrice culturale Treviso
La Noce Alessandro Sindaco di Roccasecca dei Volsci (Latina)
La Regina Antonio Dir. Prov. DS Potenza
Labbucci Adriano Direzione naz.
Labriola Franco Ass. Prov. Matera
Lampa Roberto Studente - Vice segr. DS Osimo (Ancona)
Landonio Giuseppe Medico Milano
Lanocita Federico Massimo Dir. Reg. DS Campania
Larpira Vincenzo Segr. Sez. G. Bano Nizza (Asti)
Lastri Daniela Ass. Com. Firenze
Lastrucci Mario Ass. Prov. Firenze
Laterza Giovanni Commercialista Milano
Latessa Mauro Segr. Sez. DS Oratino (Campobasso)
Laudani Adriana Direzione Naz.
Laurelli Luisa Cons. Comunale Roma
Lavorato Giuseppe Sindaco di Rosarno (Reggio Calabria)
Lefosse Pino Dir. Prov. DS Cosenza
Leon Paolo Economista Roma
Leone Betty Sindacalista
Leone Franco Sindacalista
Leoni Carlo Deputato - Segretario Reg. DS Lazio
Leoni Tiziana Studentessa Cagliari
Lettieri Antonio Economista Roma
Levi Giorgina Ricercatrice Roma
Liberatore Gabriella Direzione naz.
Liberti Antonio Ass. comune Ercolano (Napoli)
Ligorio Andrea studente Dir. prov. DS Bari
Lionelli Maria Con. Com. Trecase (Napoli)
Liori Gianpiero Preside Cagliari
Lipari Salvo Pres. ARCI Palermo
Liso Riccardo Dir. Prov. DS Bari
Lo Martire Leonardo Studente Taranto
Lo Schiavo Antonello Studente - Segr. SG Vibo Valentia 
Lodi Maria Rita Ass. Prov. Ferrara
Lodi Guiliano Tecnico Ferrara
Loiacono Salvatore Dir. Citt. DS Alghero (Sassari)
Loizzo Mario Cons. Reg. Puglia
Lolli Giovanni Deputato Abruzzo
Lomaglio Angelo Segr. Reg. Legambiente Sicilia
Lombardi Claudio Cons. Prov. Alessandria
Longhi Guido Ex ass. prov. Modena
Longhi Aleandro Senatore Liguria
Lorelli Salvatore Segr. Confesercenti Cagliari
Lorenzo Fabio Ex sindaco Palazzolo della Stella (Udine)
Lovadina Fanny Dir. Reg. DS Marche
Loveri Diego Impiegato Roma
Lubelli Claudio Dir. Reg. DS Campania
Lucarini Giuseppe Sindaco di Urbania (Pesaro)
Lusoli Ivana Ass. Comune Castellarano (Reggio Emilia)
Luzi Lucio Segr. Sez DS Terni
Maccatrozzo Sandro Dirigente Obiettivo Lavoro Venezia
Macò Donatella Impiegata Trieste
Maffei Mario Capogruppo Comune Napoli
Magazzini Fabrizio Resp. Altrimondi Pistoia
Magazzino Antonio Dipendente ILVA Taranto
Maggio Antonella Insegnante Agrigento
Maggio Oiivia Sindaco di S. Luca (Agrigento)
Magnani Sabrina giornalista Bologna
Magrini Marcello Pres. ARCI Pistoia
Maiale Nicola Studente Pescara
Maida Sarino Insegnante Catanzaro
Maielli Vincenzo dir. fed. Ferrara
Maini Gabriella Vice sindaco Monzuno (Bologna)
Majorino Pierfrancesco Segretario Citt. DS Milano
Mameli Giampaolo Segr. Sez. DS Berlinguer Sassari
Manca Nicola Direzione naz.
Manca Sandro Sez. Porto Torres (Sassari)
Mancinelli Giuliano Pensionato Terni
Mancini Armando Capogruppo Comune Pescara
Mancini Antonio Sindaco di Gallese (Viterbo)
Mancini Piero Vigile del Fuoco Roma
Manco Vincenzo Pres. UISP Parma
Mancuso Aurelio Portavoce naz. Coord. Omosessuali DS
Manenti Cristiana Segr. Prov. DS Brescia
Manfredi Massimiliano Segr. Prov. SG Napoli
Manganaro Lilla Insegnante Padova
Mangiapane Giuseppe Capogruppo Comune Messina
Mangolini Nicola Segr. Prov. DS Rovigo
Maniglio Antonio Cons. Reg. Puglia (Lecce)
Manno Nino Funzionario pubblico Parma
Mantegazza Tinin Operatore teatrale Cesenatico
Manticane Paolo Direttore Rivista Asti
Mantovani Gaetano Capogruppo DS Prov. Piacenza
Mantovani Ida sindacalista
Marabini Giorgio Dir. DS Imola (Bologna)
Maramotti Andre Musicologo Ravenna
Marangolo Maurizio Primario Oncologia Osp. Ravenna
Marcatilli Amedeo Esec. Fed. DS Teramo
Marcomini Franco Dir. ASL Padova 
Margheriti Riccardo Presidente Ist. Naz.Credito Agrario
Marinelli Italo Cons. Com. Agnone (Isernia)
Mariotti Gianmarco Professionista
Maris Gianfranco Presidenza Naz. Aned
Mariucci Luigi Docente universitario Bologna
Mariuz Giuseppe Insegnante Pordenone
Marmugi Stefano Studente - Capogruppo DS Bibbona (Livorno)
Marongiu Patrizia Impiegata Sassari
Marongiu Luisa Operatrice Sanitaria Regione Sardegna
Marras Andrea Dirigente USL Sassari
Marras Giuseppe Sindacalista
Marri Alessia Dir. Reg. DS Lazio
Marroni Gianpiero Capogruppo DS Com. Rieti
Marrosu Giusi Dir. Fed. DS Sassari
Marrosu Salvatore Dir. Inas - Cisl Sassari
Marsili Claudio Coord. Segr. DS Svizzera
Martano Giovanna Cons. Prov. Napoli
Martelli Enrico Dirigente Sanitario
Martini Stefano Pres. Ass. FEDIM Roma
Martini Franco Sindacalista
Marzano Arturo Dir. Prov. DS Napoli
Marzi Domenico Sindaco di Frosinone
Marzolani Stefano Disoccupato - Segr. Reg. SG Umbria
Marzulli Mario Docente universitario Bologna
Maschio Giancarlo Cons. Fond. Cassa Risparmio Asti
Masi Gennaro Segr. Sez. Lametia Terme (Catanzaro)
Mastroianni Antonio Dir. Prov. DS Napoli
Matera Michele Operaio Bari
Mattei Rosita Pres. Circ. Prato
Matteucci Paolo Capogruppo cons. prov. Milano
Mattolini Claudio Studente - Segr. Fed. SG Firenze
Mauro Giovanni Studente Sondrio
Mazza Ugo Direzione naz.
Mazzanzanica Claudio Dirigente impresa Varese
Mazzaro Federico Capogruppo Com. Potenza
Mazzonis Danielle Dirigente d'Azienda Reggio Emilia
Mazzucca Simone Cons. Com. Genova
Melandri Giovanna Deputata Lazio
Mele Giorgio Direzione naz.
Menghini Sandro Funzionario Regione Umbria 
Merli Sonia Insegnante Terni
Mescolini Franco Regista - Attore (Cesena)
Messori Marcello Docente universitario Milano
Mezzetti Enrico Capogruppo DS comune Viterbo
Miccio Bruno ATTAC Napoli
Micele Silvano Ex parlamentare ?
Micheli Anita Impiegata Trieste
Migone Giangiacomo Ex parlamentare Torino
Migro Mario Sindaco di Accaria (Catanzaro)
Milanese Isabella Pubblicista Milano
Miletta Fernando Dir. Reg. DS Calabria
Milietti Alessandro Cons. Com. Perugia
Militello Giacinto Docente universitario Roma
Minardi Luigi Pres. Cons. Reg. Marche
Minelli Giovanni Dir. Prov. DS Brescia
Minelli Raffaele Sindacalista
Mineo Luciano Cons. Reg. Puglia (Taranto)
Mineo Igor Docente universitario Palermo
Minigozzi Giovanni Macchinista - Resp. Laburisti Molise
Minin Stefano Impiegato Gorizia
Minniti Giulia Dir. Prov. DS Catanzaro
Mirra E. Capogruppo comune Battipaglia (Salerno)
Missaglia Gianmaria Pres. Unaterra Roma
Modaro Laura Assistente Sociale (Palermo)
Mollaroli Adriana Direzione naz. - Cons. Reg. Marche
Mollichella Marino Operaio Acciaierie Terni
Monachino Salvatore Impiegato Bologna
Monari Antonio Studente Bologna
Monciatti Marzia Ass. Com. Firenze
Monfrini Gloria impiegata Mantova
Monni Carlo Dipendente Com. Rapanelli (Perugia)
Montagna Giorgio Pres. Reg. Aci-fisa Campania
Montalbetti Mauro Dir. Reg. DS Lombardia
Montalti Stefano Insegnante Mercato Saraceno (Forlì - Cesena)
Montalto Claudio Dir. Citt. DS Alghero (Sassari)
Montanari Davide Cons. Com. Fiorenzuola d'Arda (Piacenza)
Montaruli Giovanni Insegnante Bari
Monteverde Emiliano Consulente Terzo Settore Roma
Monti Antonio Dir. Citt. DS Alghero (Sassari)
Monti Roberto Docente universitario Trento
Montillato Salvatore Pres. LegaPesca Calabria
Montomoli Stelio Segretario Authority Portuale Piombino
Morbidelli Alberto Cons. Com. Jesi (Ancona)
Morgia Corrado Insegnante Roma
Moroni Bebo Giornalista Roma
Morreale Vincenzo Cons. Prov. Napoli
Morselli Claudio Libraio Mantova
Mosca Cipolletti Cristina Impiegata Comune di Roma
Moscamora Ivano Pres. CIA Liguria
Motta Attilio Insegnante Padova
Mulè Maria Angela Pres. Gruppo Donne "Simone De Beauvoire" Palermo
Musoni Werter Cooperatore Rimini
Mussi Fabio Deputato Toscana
Musumeci Francesco Capogruppo comune Cava (Salerno)
Nadalutti Tiziana Segr. Fed. DS Pisa
Naldi Milena Segr. Sez. Baldi Bologna
Nanni Franco Pubblicista Bologna
Napoletano Pasqualina Capogruppo DS Parlamento Europeo
Napolitano Giuseppe Direzione naz.
Nappi Gianfranco Direzione naz. - Segretario Reg. DS Campania
Nardi Claudio Operaio Breda Pistoia
Nardo Giorgio Coord. Un. Comunale DS Venezia
Nardone Carmine Pres. Prov. Benevento
Natalini Linda Segr. Unione Com. Viterbo
Natalizzi Linda Segr. Citt. Viterbo DS
Natalizzo Achille Pres. ASI Caserta
Nattero Carla Cons. Com. Imperia
Navarra Ottavio Segretario DS Marsala (Trapani)
Nello Bruno Insegnante Siracusa
Nerozzi Paolo Sindacalista
Nespoli Ettore Segr. UdB DS Mezzana Prato
Nicchi Paolo Capogruppo Com. Arezzo
Nicchi Marisa Direzione naz.
Nieddu Mauro Studente Cagliari
Niro Clodomiro Direzione naz.
Notaris Carlo Alberto Insegnante Catanzaro
Notaro Giuseppe Giornalista Siracusa
Novello Marco Dir. Prov. DS Torino
Nur El Din El Gawohary Studente Genova
Nurcius Piero Dir. Fed. DS Sassari
Oddati Nicola Direzione naz. - Segretario Prov. DS Napoli
Oddone Mauro Segretario Fed.Asti
Olmeda Mario Pres. Dir. Reg. DS Lazio
Ongaro Luciano Dir. Reg. DS Lombardia
Oriolo Francesco Docente universitario Pisa
Orneli Paolo Cons. Comunale Roma
Ornelli Mario Dirigente d'impresa Gatteo (Cesena)
Orpello Pina Dir. Prov. DS Napoli
Osculati Franco Docente universitario Pavia 
Ottavi Michela Studente Roma -Esec. Naz.SG
Ottaviano Franco Pres. Casa della Cultura Roma
Pace Davide Seg.Fed. DS Pescara
Pacioni Costantino Cons. Reg. Umbria
Pagnini Alessandro Segr. Sez. DS Centro Pesaro
Palassello Giovanni Architetto Udine
Pallavisini Bruno Dir. Fed. DS Sassari
Palmieri Ermenelgildo Ex parlamentare Vicenza
Palumbo Carlo Operaio Pescara
Panattoni Giorgio Deputato Piemonte
Pancrazio Giovanna Insegnante Catanzaro
Pandolfi Emiliano Studente - CDA Università Reggio Calabria
Panfili Leonardo Studente Perugia
Panini Enrico Sindacalista
Pannacci Renato Segr. Sez .DS Pian D'Assino Umbertide (Perugia)
Pantaleo Domenico Sindacalista
Paolucci Massimo Funzionario Regione Campania (Napoli)
Paolucci Ibio Giornalista Milano
Paolucci Paolo Medico Padova
Papi Ugo Giornalista Roma
Parisi Salvatore Cons. Com. Napoli
Parisi Franco Sindaco di Apricena (Foggia)
Parola Vittorio Ex parlamentare Roma
Passalacqua Mauro Sindacalista
Passera Giovanni Dirigente LegaCoop Piacenza
Passoni Achille Sindacalista
Patuelli Maria Paola Insegnante Ravenna
Peana Carmelo Dir. Citt. DS Alghero (Sassari)
Pelella Enrico Ex parlamentare Napoli
Pellegrino Paola Avvocato Genova
Penella Enrico Pres. Cons. Prov. Napoli
Penna Renzo Ex parlamentare Alessandria - Ass. Labour Riccardo Lombardi
Pennacchi Laura Deputato Toscana
Pepe F. Sindaco di Bellosguardo (Salerno)
Perilli Enrico Studente - Segretario Prov. SG L'Aquila
Perinei Fabio Ex parlamentare Bari
Perri Cesare Psichiatra Catanzaro
Perrotta Franco Maria Commercialista Perugia
Persini Angela Insegnante Udine
Peruzza Paolo Direzione naz. - Ex parlamentare Venezia
Peruzza Marino Primario Geriatra Ospedale Venezia
Pes Billia Dir. Reg.DS Sardegna
Peselli Franco Ass. Prov. Massa Carrara
Peticca Marco Architetto Cesena
Petraglia Alessia Segr. ARCI Firenze
Petraroia Michele Sindacalista
Petrella Giuseppe Deputato Campania
Petrelli Giovanna Pres. Cons. Prov. Terni
Petri Paolo Dirigente ISVAP Roma
Petronella Giuseppe Operaio Mirafiori Torino
Petrosino V. Dir. Prov. DS Salerno
Pettinari Luciano Direzione naz.
Pettirossi Ulderico Artigiano Terni
Pezzone Claudio Animatore volontariato Udine
Pezzopane Stefania Vice pres. Cons. Regionale Abruzzo
Piazzi Alessandro CDA Banca Toscana Firenze
Picchetti Santino Ex parlamentare
Piccininno Vito Capogruppo Cons. Com. Rovigo
Pieralisi Luigi Dir. Naz.CNA Roma
Pietrucci Aldemaro Ass. Com. Falconara (Ancona)
Pigliapoco Donatella Impiegata Viterbo
Pignataro Ferdinando Sindacalista
Pillai Antonello Operaio Macchinista Cagliari
Pilozzi Nazzareno Sindaco di Acuto (Frosinone)
Pinacoli Rolando Sindaco Gualdo Tadino (Perugia)
Pinciarelli Giampiero Dipendente ASL Spoleto (Perugia)
Pinna Giampiero Cons. Reg. Sardegna
Pinna Giampietro Segr. Sez. DS Thiesi (Sassari)
Pinotti Roberta Deputato Liguria
Pinto Mimmo Ass. comune Portici (Napoli)
Pinto Carmine Segr. Reg. SG Campania
Piras Marco Operaio Cagliari
Pirone Aldo Pensionato Roma
Pisa Silvana Direzione naz. - Deputato Lazio
Pisano Paolo Pres. Dir. Prov. DS Reggio Emilia
Pivetta Oreste Giornalista Milano
Pizzinato Antonio Senatore Lombardia
Placido Antonio Funzionario Potenza
Planamente Luciano Pres. Ass. Il Punto Pescara
Plozatta Amedeo Avvocato Udine
Podestà Adriano Docente universitario Pisa
Polcaro Anna Maria Docente universitaria Cagliari
Polesello Giovannibattista Architetto Udine
Polichetti A. Ex capogruppo prov. Salerno
Polito Casello Sindaco Castellamare di Stabia (Napoli)
Pollio Alessandro Direzione naz. - Dirigente Regione Lombardia
Pomier Daniel Dottorando Roma
Porro Nicola Pres. Naz.Uisp Roma
Porta Lello Ass. com. Napoli
Portante Stella Segr. Sez.DS Montefelcino (Pesaro)
Potenza Nino Preside Vibo Valentia
Pozzutto Donato Capogruppo Com. Montana De Fortore
Pratesi Alfio Ass. Com. Prato
Preiti Nicola Medico Perugia
Premuti Fabrizio Resp. Sett. Ass. ADICONSUM Roma
Prestinoni Renato Avvocato Varese
Preziosa Paolo Avvocato Milano
Princigalli Giacomo Dir. Prov. DS Bari
Proietti Manfredo Operaio Perugia
Proietto Maurizio Cons. Prov. Frosinone
Prost Antonio Insegnante Cagliari
Pubusa Andrea Direzione naz.- Docente universitario Cagliari

Pulina Paolo Segretario sez. DS Santa Giulietta
Punginelli Romano Ex ass. reg. Emilia Romagna
Pupulin Paolo Sindacalista
Quintozzi Carlo Segr. Ass. Altrimondi Roma
Raccichini Elio Cons. Com. Porto S. Giorgio (Ascoli Piceno)
Rambelli Luigi Pres. Reg.le Legambiente Emilia Romagna
Ramella Carlo Ex Parlamentare Venezia
Rampa Lorenzo Ass. Prov. Pavia
Ramponi Fulvio Insegnante Bologna
Ranieri Fabio Segretario Prov. DS L'Aquila
Rassu Gianni Sindaco di Siligo (Sassari)
Ravveduto Massimo Dir. Reg. DS Campania
Re Anna Segr. Gen. UIL Campania

Rebersani Tomaso agente di commercio, segr. citt. Vicenza
Recanatini Pierino Pensionato Pescara
Reccia Antonio Dir. Reg. DS Campania
Renzi Pierluigi Pres. Comm. Garanti DS Rieti
Ribeghini Mirco Cons. Circ. Grosseto
Ricci Giuseppe Coord. Segr. DS Orvieto (Terni)
Ricci Umberto Impiegato PP.TT. Terni
Ricci Luigi Segr. Un. Com. Pesaro
Ricci Raimondo Pres. Naz. Anpi
Ricci Collepardi Laura Direzione naz.
Ricciardi Raffaele Dir. Reg. DS Campania
Riccò Gianfranco Direzione naz.
Ridolfini Luigi Direttivo Sez. Ozieri (Sassari)
Riga Graziella Pres. Comm. Garanti DS Calabria
Rimassa Fabrizio Commercialista Genova
Rinaldi Ettore Segr. Citt. DS Vigevano (Milano)
Rinaldi Giuseppe Sindaco Poggio Mirteto (Rieti)
Rinaldi Nando Studente - Senatore Accademico Modena
Rinaldi Donatella Studentessa Segr. SG Livorno
Rinaldini Gianni Sindacalista
Rivi Gianluca Cons. Reg. Emilia Romagna
Riviello Anna Maria Direzione naz.
Riviezzo Albino Segretario Prov. DS Benevento
Rizzo A. Segr. Prov. DS Salerno
Robustelli Maddalena Dir. Reg. DS Campania
Roccella Massimo Economista Milano
Rodriguez Camilla Segr. Naz. CODS
Romagna Simonetta Segretaria Un. Com. Pesaro
Romagnoli Rodolfo Sindaco di Montegelcino (Pesaro)
Romaniello Giovanni Sindacalista
Romano Maria Elisa Studentessa Genova
Romizi Caterina Docente universitario
Rondelli Leonello Segr. Un. Com. Gualdo Tadino (Perugia)
Rondini Giuseppe Segr. Sez. DS Ponte Felcino (Perugia)
Ronzitti Mino Cons. Reg. Liguria
Rosafio Giuseppe Dir. Prov. DS Lecce
Rosati Manola Esec. DS Follonica (Grosseto)
Rosati Stefano Tecnico Universitario Siena
Rosemarie Agostino Insegnante Genova
Rossatelli Donatella Medico Padova
Rossi Varis Cons. Reg. Toscana
Rossi Nino Sindaco Ceppaloni (Caserta)
Rotondo Antonio Senatore Sicilia
Rotundo Michele Docente universitario Milano
Rovaris Renzo Ingegnere informatico Torino
Ruggeri Franco Direttore Teatro Stabile Umbria
Rumiz Mara Pres. Cons. Comunale Venezia
Russo Franco Pres. Reg. Legacoop Campania
Ruzziconi Giuseppe sindacalista
Sabatini Sergio Deputato Emilia Romagna
Sabato Cataldo Cons. Reg. Potenza
Sabattini Claudio Sindacalista
Sabiu Viviana Dir. Reg. DS Sardegna
Sacconi Guido Parlamento Europeo
Salamoni Maurizio Iscritto DS Gorizia
Sales Isaia Direzione naz.
Salomoni Maurizio Dir. Prov. DS Gorizia
Salvato Ersilia Direzione naz.
Salvi Cesare Senatore Lazio
Salvicchi C. Umberto Pres. ARCI Arezzo
Sandri Giovanni Segretario Reg. DS Valle d'Aosta
Sanna Salvatore Cons. Reg. Sardegna
Sanna Angelo Impiegato Sassari
Sanna Ada Insegnante Cagliari
Sanna Giovanna Sindaco di Florinas (Sassari)
Santandrea Stefano Segr. Sez. DS Gramsci Alghero (Sassari)
Santangelo Andrea Ricercatore CNR (Palermo)
Santarelli Susy Coord. Donne DS Como
Santelli Giuliano Cons. Com. Orvieto (Terni)
Santini Gianfranco Segr. Sez. Scintilla Ravenna
Santochirico Tina Cons. Com. Matera
Santoni Gabriele Sindaco S. Giuliano Terme (Pisa)
Sarritzu Fabio Operaio Edile Cagliari
Sarritzu Antonio Pensionato Cagliari
Sarti Pierluigi Libero professionista Roma
Sarti Stefano Presidente Legambiente Liguria
Sartini Ilva Dir. Prov. DS Pesaro
Sartori Maria Antonietta Ex parlamentare Tivoli (Roma)
Sassano Franco Dir. Prov. Ivrea
Sassano Andrea Imprenditore Genova
Sassi Enrico Pres. ATC La Spezia
Sasso Alba Deputato Puglia
Satta Gabriele Direzione Fed.DS Sassari
Savino Giuseppe Sindacalista
Sbizzera Giorgio Vice sindaco Melcesine 
Scala Gavino Cons. com. Alghero (Sassari)
Scalise Gregorio Poeta Bologna
Scalori Marina Insegnante Venezia
Scannagatta Paola Insegnante Vicenza
Scaramuzzino Carlo Dir. Prov. DS Pisa
Scarfia Cristina Studente Catania
Scavo Elisabetta Dir. Ag. Sviluppo Prov. Ferrara
Schiavone Michele Rappr. DS Svizzera
Schina Mario Esec. Naz. Altrimondi Roma
Sciacca Roberto Deputato Lazio
Scivoletto Concetto Ex parlamentare Ragusa
Scola Ettore Regista Roma
Scolare Michela Cons. Com. Vicenza
Scrivani Osvaldo Ex parlamentare Teramo
Scroccu Gianluca Studente Cagliari
Scroccu Manuela Studentessa Cagliari
Scudiere Vincenzo Sindacalista
Sechi Benedetto Dir. Sez. DS Porto Torres (Sassari)
Sechi Antonello Impiegato Sassari
Sechi Franco Sindaco di Uri (Sassari)
Selli Lucio Pres. Reg. UISP Umbria
Senes Gianmario Dir. Fed. DS Sassari
Sentimenti Mauro Avvocato Modena
Serafini Marco Segr. Fed. SG Arezzo
Serra Gianni Dir. Sez. DS Sorso (Sassari)
Serratore Patrizia Ex sindaco Cesenatico (Forlì)
Serratore Giuseppe Pensionato - Comandante Brigata Garibaldi Savona
Serri Sauro Seg. Un. Com. DS Vignola (Modena)
Servalli E. Seg. Sez. DS Cava (Salerno)
Sestero Maria Grazia Direzione naz.- Insegnante Torino
Settimi Aldo Ex parlamentare Castelli (Roma)
Sgroia L. Seg. Sez. DS Eboli (Salerno)
Sheurli Cristiano Studente - Segr. Fed. SG Udine
Sicchi Rita Direzione naz.
Signorino Elsa Ex parlamentare Ravenna
Siliani Simone Ass. Comune Firenze
Silvani Silvano Pensionato Terni
Silvestri Luciano Sindacalista
Simi Jacopo Segr. Fed.SG Massa Carrara
Simoni Francesco Esec. Reg. DS Lazio
Sinatra Salvatore Cons. prov. Trapani
Sinopoli Francesco Pres. Naz. Unione Universitari
Smuraglia Carlo Docente universitario Milano
Soda Antonio Deputato Emilia Romagna
Soldini Piero Pres. Naz. FITEL Roma
Solinas Giuseppina Impiegata Sassari
Soriero Pino Ex parlamentare Catanzaro
Sorrentino Antonio Cons. Com. Montemarciano (Ancona)
Soster Sandra Dir. Prov. DS Bologna
Spagnoli Ugo Ex Giudice Corte Costituzionale Torino
Spallone Vincenzo Vice pres. Comunità Montana Foggia
Spanghero Bernardino Pres. Com. Garanti Udine
Spanio Chiara Insegnante Venezia
Spano Antonello Direttivo Sez.DS Alghero (Sassari)
Spatafora Nunziatina Funzionario pubblico Catania
Spedaliere Leopoldo Sindaco Portici (Napoli)
Speranza Gianni Direzione naz.
Spina Giuseppe Operaio Arena Boiano (Campobasso)
Spina Francesco Segr. Sez DS Capodipiero
Spoto Wanda Dir. Reg. DS Campania
Sprizzi Mario Dirigente Reg. INPS Calabria
Sprocati Gianpaolo Ass. Com. Venezia
Squame Giovanni Pres. Cons. Com. Napoli
Squassina Arturo Segr. Prov. DS Brescia
Squotto Arturo Segr. Prov SG Napoli
Stamati Luca Ass. prov. Napoli
Stanzione Pasquale Ass. prov. Salerno
Stea Giuseppe Impiegato ILVA Taranto
Stefanelli Fernando Direttore industriale Isernia
Stefanini Luigi Direttore Impresa Agricola Piacenza
Striano Vincenzo Pres. ARCI Toscana
Tafuli Maria Grazia Segr. Prov. Ds Napoli
Talamonti Elvira Imprenditrice Grosseto
Tamburrano Michele Cons. Prov. Bari
Tamburini Piero Preside Ravenna
Tampieri Mario Cooperatore Ravenna
Tanca Enrica Insegnante Cagliari
Tarpani Giovanni Dipendente Reg. Umbria
Tassi Pino Operatore Turistico Vibo Valentia
Tattarini Flavio Pres. Enoteca Italiana
Tavella Benny Dir. Reg. Ds Lombardia 
Tecla Rosa Vice sindaco Comune Penne (Pesaro)
Tecleme Emanuele Bancario Sassari
Tedeschini Livia Funzionaria Regione Lazio
Temeroli Manlio Bibliotecario Forlì
Tenna Liberatore Segr. Reg. DS Toscana
Tilotta Nino Esec. Reg. DS Sicilia
Tinti Donatello Cons. Com. Nocera Umbra (Perugia)
Tocco Marcello Sindacalista
Todisco Augusto Dir. Prov. Ivrea
Tognazza Antonio Segr. Sez. Fincantieri Ancona
Tolomeo Sergio Segr. Fed. DS Lecce
Tolve Canio Dir. Prov. DS Potenza
Tonel Claudio Direzione naz.
Tonini Adele Medico Parma
Tonini Roberto Pres. ASPPV Venezia
Topazio Andrea Pensionato Chiavari (Genova)
Torelli Mario CNG Imperia
Torraco Giuseppe Operaio Italcantieri Gorizia
Tortorella Aldo Direzione naz. - Pres. ARS Roma
Tortu Giacomo Dir. Sez. DS Thiesi (Sassari)
Tosto Tonino Vice presidente UPTER Roma
Trabacchi Felice Ex parlamentare
Tranfaglia Nicola Direzione naz. - Vice rettore Università Torino
Travanut Renzo Cons. Reg. FVG
Traversini Gino Sindaco di Cantiano (Pesaro)
Trentin Baratto Franca Docente universitaria Venezia
Trivellini Raffaele Ex cons. Reg. Emilia Romagna (Bologna)
Troiano Donato Insegnante - Segr. Prov. DS Foggia
Trombetta Giancarlo Presidenza Parco Castelli - Roma
Trombotto Maurizio Segr. Zona Mirafiori Sud (Torino)
Trupia Lalla Direzione naz. - Deputato Veneto
Tuccillo Bernardo Dir. Prov. DS Napoli
Turati Rita sindacalista
Turchi Enzo Dipendente ASL Foligno (Perugia)
Urbani Giovanni Com. Pol. DS Savona
Urciuoli Lucia Libera professionista Roma
Ursino Carmelo Docente universitario Urbino
Urso Nino Disoccupato Messina
Vaienti Pino Ingegnere Meldola (Forlì)
Valente Valeria Cons. Com. Napoli
Valentini Gianfilippo Studente - Cons. Amministrazione La Sapienza Roma
Valon Fulvio Impiegato Trieste
Vannacci Andrea Segr. U.Circ.DS Prato Sud
Vannoni Mauro Ex parlamentare Prato
Varnella Marina Cons. Com. Chiusano (Asti)
Vasile Vincenzo Giornalista Roma
Vazzana Salvatore Collaboratore Scientifico Palermo
Venanzi Marco Studente Terni
Ventricelli Michele Cons. Reg. Puglia (Bari)
Ventura Sergio Architetto Lecce
Venturi Lucia Ambientalista Roma
Venturi Leo Cons. Com. Terni
Venturi Donatella Pres. Ass. ACROS Roma
Venzi Maria Pres. Circ. 1 Ravenna
Verdicchio Dario Vice sindaco Abano Terme (Padova)
Vetere Mario Studente - Segr. SG Reggio Calabria
Vetere Carlo Pres. AUSER Catanzaro
Vidal Luigi Pensionato Pordenone
Viganò Licia Dir. Reg. DS Lombardia
Vigevani Fausto Ex Parlamentare - Ass. labour Riccardo Lombardi
Vigilante Anna Maria Medico Rieti
Vignali Adriano Ex parlamentare Ferrara
Vigni Fabrizio Deputato Toscana
Vilella Bruno Dir. Reg. DS Calabria
Viliani Franco Dir. Reg. DS Toscana
Villone Massimo Senatore Campania
Vincenzi Marta Direzione naz. - Pres. Prov. Genova
Vita Paola Cons. Com. Favara (Agrigento)
Vita Vincenzo Direzione naz.
Vitale Giacomo Pres. Prov. Aci-fisa Caserta
Vitali Walter Senatore Emilia Romagna
Vittori Vittorio Segr. Reg. DS Toscana
Viveri Angelo Ex sindaco Albenga (Savona)
Volpe Mimmo Sindaco Bellizzi (Salerno)
Vozza Salvatore Direzione naz.
Zagagni Salvatore Dir. Prov. Ivrea
Zanelli Severino Docente universitario Pisa
Zangrossi Ondino Segr. Prov. DS Mantova
Zanghi Michelangelo Ferroviere Bolzano
Zanna Gianfranco Ex parlamentare reg. Sicilia
Zanotti Katia Deputato Emilia Romagna
Zanotti Vania cons. prov. Bologna
Zanzi Fabiana commerciante Ravenna
Zanzi Germano sindacalista Ravenna
Zasso Livia Ambientalista Belluno
Zecca Pietro Docente universitario Firenze
Zecchini Giovanni Operaio Enel Bologna
Zedda Paolo Dirigente Formazione Regione Sardegna
Zedda Massimo Studente Cagliari
Zen Alessandro Docente Accademico Belle Arti Venezia
Zollo Antonio Giornalista Roma
Zucchelli Giacomo Studente universitario 
Zullo Cosimo Assicuratore Brindisi
Zuppardo Angelo Segretario prov. Caltanissetta
Zurlo Luigi Segr. Sez. Berlinguer Bologna
Magiar Victor artigiano Roma
Ledda Giuseppe Sindaco di Macomer (Nuoro)
Mureddu Giuseppe segr. Fed. DS Nuoro
Pinna Mario ex senatore Nuoro

BATTAGLIA GIANNI SENATORE
SCIVOLETTO CONCETTO GIA' SENATORE
CARUANO GIOVANNI               GIA' DEPUTATO NAZIONALE
CHESSARI GIORGIO           SEGR. FED. RAGUSA – GIA' SINDACO
CURCIULLO ANGELO           PRES. CONS. COMUNALE
SCHEMBARI SALVATORE           PRES. COMM. GARANZIA RAGUSA
BARONE GIUSEPPE           DOCENTE UNIVERSITARIO E ASS. COMUNALE
D'ANTONA VITO           ASS. COMUNALE
D'ANGELO VITO           SEGR. PROV. SIN. GIOVANILE
FRISINA VITO           SEGRETERIA REGIONALE SIN.- GIOVANILE
GURRIERI CARMELO           PRES. PROVINCIALE CIA
ROTONDO ANTONIO           SENATORE
ZAPPULLA           SEGR. PROV. CGIL
AQUILINO CARMELO           SEGR. PROV. CGIL
LAUDANI ROSARIO           VICE CAPOGRUPPO CONS. COM. CATANIA
PELLEGRINO ORAZIO           VICE CAPOGRUPPO PROVINCIA CATANIA
BOTTARI ANGELA           GIA' DEPUTATO NAZIONALE E GIA' SEGR. REG. SICILIA
SILVESTRO GIOACCHINO           DEPUTATO ARS
PANARELLO FILIPPO           DEPUTATO ARS
SALVO GIGLIO          
DE BENEDICTIS ROBERTO           DEPUTATO ARS
BARRESI FRANCO            DIRETTORE AUTORITA' PORTUALE MESSINA