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Potrà sembrare strano e di conseguenza suscitare qualche curiosità, sentire parlare di Ecomusei o musei dell'industria in Calabria. Si potrà obbiettare che, per parlare di Archeologia Industriale, è necessario che in una determinata area geografica, l'industria ci sia stata, e, per quanto se ne sa, questa, non risulta esserci stata, in Calabria, da sempre classificata come area ad esclusiva vocazione agricola .
Ciò, è da imputare a responsabilità oggettive della storiografia ufficiale, che ha sempre disconosciuto il trascorso industriale del Sud Italia, ma anche alla perdita, da parte delle stesse popolazioni meridionali della memoria storica legata alla cultura industriale meridionale. L'azione di ricerca e di studio portata avanti nel corso degli ultimi decenni da studiosi e ricercatori meridionali, ha consentito la riscoperta di pagine di storia e soprattutto di testimonianze materiali legate al trascorso industriale del Sud Italia.
Si scopre, ci si meraviglia e si prende coscienza che, nel Meridione esisteva una industria ( San Leucio, Bagnoli, Castellammare di Stabia, Mongiana , Stilo, Bivongi, ecc..) e che da questa, la gente del Sud traeva parte della propria sussistenza. Si inizia, per esempio a prendere coscienza, che la Calabria da oltre 2 millenni è stata interessata da un vasto movimento "industriale" , e che l'industria che ha caratterizzato maggiormente questa regione, o meglio una sua ben determinata area (la vallata dello Stilaro), è stata quella mineraria e siderurgica, le cui tracce ( miniere, ferriere, fonderie, fabbriche d'armi, ecc..) sono ben visibili ancora oggi, ad oltre un secolo dalla definitiva dismissione, e ne caratterizzano fortemente il territorio.
Alla salvaguardia di queste interessanti, ed in alcuni casi uniche, testimonianze di Archeologia Industriale, si pone l'A.C.A.I ( Associazione Calabrese Archeologia Industriale) che ha sede a Bivongi (R.C.) Italia, la quale promuove da oltre 10 anni, la ricerca, lo studio, la salvaguardia e la promozione culturale del patrimonio archeologico industriale Calabrese, ed in particolare di quello insistente nella vallata dello Stilaro, che può definirsi la "culla della prima industrializzazione meridionale". Nel meridione l'A.I., non ha solo la funzione di recupero e salvaguardia di semplici manufatti o del così detto "sistema fabbrica", ma a questa, aggiunge una funzione ben più importante, il consentire, ad una intera popolazione, la riscoperta, e la riappropriazione delle radici storiche, che siano da stimolo per un futuro riscatto sociale ed economico.
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