| Ad esempio, noi crediamo che la cooperazione, la condivisione,
l'accoglienza, l'apertura verso l'altro e la fiducia
possano costituire una base più forte per la vita sociale (comprendendo
in questo termine anche quella sezione della vita sociale che siamo soliti
indicare come vita produttiva, perché impegnata nel soddisfacimento dei
nostri bisogni biologici, spirituali e socio-culturali) rispetto ai principi
correlativi che fondano le regole dell'economico nella Grande Società.
Mettiamo questi termini correlativi l'uno accanto all'altro e ci renderemo conto che non
potremmo immaginare qualcosa di più radicalmente alternativo:
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Principi vigenti nella
Grande Società
Competizione
Accumulazione
Esclusione, barriere sociali, etniche
Steccati ideologici
Controllo attraverso apparati coercitivi
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Principi alternativi
Cooperazione
Condivisione
Accoglienza
Diversità vissuta come ricchezza
Fiducia
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La Grande Società è fondata su famiglie nucleari sempre più
piccole, sempre più atomizzate, sempre più sole di fronte alle difficoltà
della vita. L'atomizzazione e la solitudine dei piccoli nuclei
familiari, col tasso di stress che ne consegue, determina una esacerbazione
della competitività sul mercato del lavoro: solo massimizzando i propri
redditi la famiglia nucleare può sperare di ridurre i rischi di "non
poter stare al passo" col resto di un corpo sociale da cui ci si sente
d'altro lato sempre più slegati e di non potersi procurare quei beni
e servizi per la soddisfazione dei propri bisogni, per i quali sempre
più si dipende dal mercato e per i quali bisogna quindi disporre del
denaro necessario.
Ma questo denaro, bisogna procurarselo vendendosi sul mercato.
Ma il mercato accetta e paga il mio sapere e il mio saper fare in maniera
sufficiente da assicurare poi che io avrò i mezzi sufficienti per acquistare,
sullo stesso mercato, i beni di cui avrò bisogno? Per alcuni, la risposta
è positiva, e sono i bravi, i competenti, gli intelligenti, i furbi,
i corrotti, i mafiosi, tutti coloro che dispongono di vantaggi competitivi
atti a mettere fuori gioco l'altra metà dei giocatori, quelli che sono
meno bravi, meno intelligenti, meno furbi, meno corrotti, meno mafiosi.
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