SPIRITUALITA’
FRANCESCANA – CAPPUCCINA
A
Monfalcone, vicino Fermo, nel mese di aprile del 1525, Matteo da Bascio
lascia i frati minori osservanti e, con l’approvazione di Clemente VII,
inizia la sua vita di predicatore itinerante.
Altri
frati seguono l’esempio di Matteo per rispondere alla necessità
interiore di rivivere in sé il “vivo spirito di Gesù Cristo”
osservando la regola di S. Francesco, letteralmente e spiritualmente, in
maniera austera.
Si
costituisce così la famiglia cappuccina che ottiene l’approvazione
ufficiale con la bolla “Religionis zelus” di Clemente VII affidata a
Ludovico e Raffaele Tenaglia da Fossombrone il 3 luglio 1528.
I
capisaldi della spiritualità cappuccina, si fondano essenzialmente sulla
preghiera, sulla povertà e sulla fraternità.
Interiorità
e raccoglimento vengono valorizzati per meglio contrastare le
sollecitazioni esterne.
L’impegno
dei cappuccini, allora come ora, dilaga nell’evangelizzazione del
mondo e nell’impegno concreto a favore del prossimo (assistenza a
sofferenti, aiuto alle chiese, conforto negli ospedali, predicazione).
Meditazione
e silenzio, preghiera e raccoglimento interiore, fraternità ed
evangelizzazione, sono dunque, dal 1528, i cardini della spiritualità
francescana-cappuccina.
La
spiritualità francescana si può anche vivere facendo una passeggiata
nel bosco attiguo al Convento, a contatto con la natura incontaminata.
Partendo
dall'eremo, ci si porta sino alla fonte di "Grappa l'Orso" ove
scorre una freschissima e limpidissima acqua potabile.
In
mezzo alla fitta vegetazione ed alle tante gradazioni di verde, lungo le
stradine, si possono ammirare (e fermarsi in raccoglimento) le 15
formelle artistiche, dipinte su vetro, che rappresentano le stazioni
della via Crucis.