Ernesto Jannini



Gallarate (VA) 17 dicembre 2003 - si inaugura sabato 7 febbraio alle h 17,30 e sarà visitabile su ingresso libero fino al 21 marzo 2004 alla Civica Galleria di Arte Moderna di Gallarate (VA) la mostra Antologica di Ernesto Jannini, curata da Edoardo Di Mauro.

Il lavoro di Ernesto Jannini si pone al centro delle contraddizioni e  degli   stimoli  tipici   di  questa  stagione  di  passaggio.  La contemporaneità   attuale   porta   sulle   spalle   il   peso delle avanguardie  novecentesche e, allo stesso tempo, le tensioni e l'entusiasmo   della   società   postindustriale,   con  l'ingresso pieno,  dopo  il   '68,   in   un    ambito   di    cultura   materiale caratterizzato     dal     dominio     dell'immateriale    tecnologia elettromagnetica e dall'invasività crescente delle comunicazioni dei    nuovi   " media ".   L'arte  è   da  sempre   idealizzazione, rispecchiamento, e superamento del reale, con repentine fughe in  avanti  o,   talora,   torsioni  dello  sguardo  in  direzione  del passato. Queste   caratteristiche   immutabili,  eppure  sempre diverse,  mai  eguali  a  sé  stesse  pur nella loro ciclicità,sono riscontrabili   nel    lavoro    di    Ernesto    Jannini   che,    con caratteristiche  del  tutto  personali, rispecchia in pieno il clima attuale, senza ricorrere  alle  scorciatoie, alle banali trovate che tanto  danno  stanno  da  tempo  arrecando  alla  nostra  scena artistica.
Caratteristica  dell'artista   è   la   molteplicità   delle   soluzioni formali. 
Jannini,  coerentemente  con  l'eclettismo   contemporaneo,  si cimenta  indifferentemente  con l'oggettualismo, l'installazione, ultimamente  anche  con  la  pittura.  Elemento accomunante è l'impegno  nella  costruzione  di  una  sorta di " archeologia del presente ",    come   se    l'artista    avvertisse    la    necessità dìinventariarlo per consegnarlo a futura memoria. Generalmente questo esercizio, oggi assai di moda, si rivolge agli scheletri ed ai residui della civiltà industriale. Jannini fa un passo in più e si comporta come se la società tecnologica fosse  già passato, e considerandone le vorticose accelerazioni, non ha torto. L'artista   usa   costantemente   intelaiature   di  " microchips " sui quali  interviene  con vernici e luci al neon, o ne fa elemento di  articolate  installazioni  ambientali . Negli ultimi temi queste intelaiature  informatiche  vengono  adoperate  come tavole per dipinti   dove   la  figurazione  si    indirizza   verso   simbologie ancestrali oppure riproduce immagini aliene, oggi assai evocate e dibattute soprattutto in ambito cinematografico. Jannini opera un  cortocircuito  spazio-temporale  tra  passato  e   futuro  per ironizzare  argutamente  sui  limiti di un presente ingabbiato tra la frenesia del nuovo, e la  ancora palese incapacità di seguirne il  veloce  percorso,  metafora  efficace  anche  per  indicare  la condizione artistica attuale, posta ancora a metà guado senza ancora avere compiuto il cammino che la porterà sulla  sponda opposta, verso una nuova dimensione estetica.

Edoardo  Di Mauro (2000 )