Periodo degli scudi

 



Ernesto Jannini - Studio a Milano, 1984

Non  propriamente scultura, non  pienamente  architettura;  se  della  prima  hanno  la  forma,  ma  non  il  corpo  interno, della seconda,  pur avendone  la  struttura,  non gli appartiene  l'uso. Sono scheletro e pelle, ossatura rigida e membrana
secca:  nel mezzo,  nel pieno d'aria,  l'assenza  della  carne  fa da  cassa  di risonanza.  Ogni loro pelle,   tesa  e  bruciata dal colore,  si tatua  con la grafia rituale: ora scabra  e ora levigata, rinvia  a quella  che  gli  sta  vicino;  la   luminositą  di   una  si riflette   in  quella   negra   dell'altra;  ognuna  č realtą  assoluta ma  anche  relazionata,  č  il  sč  e gli altri,  č  la propria pupilla che viene assorbita nei corpi vicini.
Sono   questi  gli   scudi  di  Jannini;  appoggiati  alle   pareti di una  stanza  sono  Menhir,  sono  le  stoffe  sacre  della nostra civiltą.
                  
Roberto  Vidali ( 1985 )


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"perplessità del ciclope" 1984

"Il mio amico cobra" 1987

"Fiore" 1987

"Dialogo notturno" 1987

"scudi" 1987

"Incendio lunare" 1987

"Profetico ma non troppo"
  Auronzo di Cadore
1988

"Bella Italia amate sponde" 1988

"Profetico ma non troppo" 1988

"Orsa maggiore" 1989

 

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