Rocco Falciano

Una foto recente dell'artista ritratto nel giardino di Puglia


Sommario

 

 


CENNI BIOGRAFICI

Rocco Falciano nasce il 30 novembre 1933 a Potenza, dove studia e compie la sua prima formazione accanto al gruppo dei pittori lucani che vanno accostandosi al movimento realista. Si trasferisce a Roma, dal 1963 al 1965 frequenta lo studio dello scultore Marino Mazzacurati e nei successivi dieci anni collabora col pittore Ettore de Conciliis al progetto e alla realizzazione del Murale della Pace nella chiesa di San Francesco ad Avellino e ad altre opere murali in diverse citta' italiane, come Mantova, Reggio Emilia, Fiano Romano, Cerignola e in Sicilia. Nel 1970 completa il Monumento alla Resistenza di Mazzacurati a Castelnovo Sotto, vicino Reggio Emilia, e dal 1972 fa parte del Centro di Arte Pubblica Popolare di Fiano Romano per la pittura murale. Nel 1975 insegna al I Liceo Artistico di Roma e mantiene l'incarico fino al 1993. Nel 1978 interrompe l'attivita' di pittore murale, va a New York, a Toronto tiene la sua prima mostra personale alla King Street West Gallery, e l'anno seguente è invitato per una personale all'Istituto Italiano di Cultura di quella città. Tra il 1979 e il 1980 collabora con Ettore de Conciliis e Giorgio Stockel al Memoriale di Portella della Ginestra, in Sicilia, un'opera ambientale fuori del territorio urbano dedicata all'evento tragico del I maggio 1947. Dal 1980, in Lucania e nel Salento, Falciano si concentra nella interpretazione di paesaggi, interni e nature morte, e si specializza nella tecnica dell'acquerello. Nel 1981 espone in gruppo alla Fondazione "Corrente" di Milano e nel 1983 all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda. Dal 1985 ad oggi ha tenuto mostre antologiche curate dagli assessorati alla cultura di Puglia (1985), Lazio, Emilia Romagna (1993), Basilicata (1995). Attualmente vive e lavora a Roma.


PRINCIPALI ESPOSIZIONI

1978 Personale, King Street West Gallery, Toronto

1979 Personale, Istituto Italiano di Cultura, Toronto

1980 Personale, Galleria Trifalco, Roma

1981 Cinquant'anni di pittura in Basilicata, Fondazione "Corrente", Milano

1983 Gemälde Austellung Von Lucanischen Malern, Istituto Italiano di Cultura, Stoccarda

1985 I misteri del quotidiano, personale, Circolo Nuova Italsider e Regione Puglia, Galleria Cassano, Taranto

1987 Inferie di maggio, Università degli Studi di Basilicata, Potenza

1990 Anni Sessanta Testimonianze, Galleria Trifalco, Roma

1991 Artisti italiani per la Sicilia, Complesso Monumentale San Michele a Ripa, Roma

1993 Personale, Chiesa Monumentale della Madonna, Castelnovo Sotto (Reggio Emilia)

1995 Personale, Regione Basilicata, Teatro Stabile, Potenza

1997 Dei campi e della civiltà contadina a Sud di Procida, Castello Macchiaroli, Teggiano (Salerno)

Personale, Convento degli Agostiniani, Melpignano (Lecce)

1999 Personale, Galleria Il Canovaccio, Roma

2001 Personale, Sala Vip Vittorio Alfieri Aereoporto Torino Caselle

 

 

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ANTOLOGIA DI BRANI CRITICI

Rispetto all´empito degli anni del "muralismo", questa esperienza nuova di Falciano è chiaramente di concentrazione, di introspezione analitica e di analisi della possibilità di risolvere il veduto in immagine pittorica. Di qui certo quella sorta di raccoglimento, di sospensione, starei quasi per dire, a volte di una certa sospensione "metafisica", che è in queste limpide immagini, ove ogni fremito di fantasia è contenuto, sotterraneo....

Enrico Crispolti

 

Falciano ha lavorato a lungo ­ nei tempi vicini ( e lenti, sovrapposti, concomitanti) della registrazione materiale, della chiarezza ideale, dell´introspezione personale ....­, ad una pittura "piccola" di luoghi e di cose, di spazi e di luci, dove la figura umana è assente. Il visibile suggerisce l´accentazione didattica della condizione percettiva (l´organizzazione ), l´utopia conoscitiva della visione selezionata (il mestiere ), l´emozione contenuta della figurazione ravvicinata.

Augusto Gentili

 

Nelle immagini formulate da Rocco Falciano rimangono i simulacri degli oggetti svuotati di materia, da cui è assente qualsiasi rapporto con l´esistente. Tra realtà e illusione sia afferma una seconda vita, non quella che emana soltanto dalla combinazione delle forme e degli elementi, che induce serenità contemplativa, o l´altra che nel suo aspetto spettrale è analogia dell´assenza..... la presenza vivente degli oggetti segna le coordinate del tempo e dei giorni e comunica un senso di solitudine, di attesa paziente.....

Marco Falciano

 

Non c´è dubbio che l´ autenticità dell´emozione, l´aristocrazia della misura, il puntiglio del magistero, qualità essenziali che troviamo nel linguaggio di Rocco Falciano , possono rigenerare, attraverso l´esperienza destinata all´uomo e non ai fantasmi, il linguaggio di sempre....con il suo " ritorno alla natura" ad un tempo puro e vigoroso ristabilisce in un certo senso la sacralità dell´impegno d´interpretazione; e leggittima in termini di vero anticonformismo, proprio di un´epoca di sperimentazioni e di arbitri massificati, il "rappel a l´ordre" degli ultimi dieci anni del nostro secolo.

Renato Civello

 

L´essenziale sintassi di quest´ultimo Falciano, si pone anch´essa oltre i confini dell´elegia, carica com´è non di nostalgie ma di rattenute emozioni. Partito da una salda impronta realista, è gradualemnte passato dal reale all´allegoria, dall´allegoria alla metafora, dalla metafora al simbolo. Questa estrazione progressiva ha quasi cancellato nell´ultimo decennio la figura; uomini e donne si ritraggono, cedono il luogo alle cose.... il fiore del cardo e il cavolfiore, colti nella luce assorta di un meriggio appulo, quando chiudi gli occhi, per un bagliore estremo, e "delle divertite passioni/ per miracolo tace la guerra". Una "triste meraviglia " di montaliana memoria, un luminoso e doloroso spleen.

Rosa Maria Fusco

 

Pulito nella forma e nella cromia, il linguaggio di Rocco Falciano è fatto di segni usuali per icomporre sulla tela il vissuto quotidiano (interni, giardini, nature morte) ed il recupero di ricordi nella continua ricerca e nel ritrovamento originario dell´essere delle cose.

Vittorio Esposito

 

.....Spetta a Rocco Falcianola riscoperta delle piccole entità che, "ab origine", costellano la nostra vita. Nei suoi dipinti, secondo una metrica quasi matematica, vive .... un microcosmo reso con l´ottica purista e adamantina che trae etimologia dalle "nature morte" nell´ "angolo frio" del frate spagnolo del ´600 Luis Sànchez Cotàn. Una morfologia nitida che, al limite della provocazione del "trompe l´oeil", ribadisce i valori etici della "finzione pittorica".

Maurizio Marini

 

Falciano da qualche decennio privilegia un tecnica spontanea, immediata, trasparente e lieve come l´acquarello che invita a libere avventure senza rinunciare a diagnosi approfondite .... non cerca, attraverso la componente tecnica di un lucido procedimento operativo, il rigore e la finezza, la fugacità dell´impressione e il lirismo, ma un pensiero preciso, carico di emotività e di tensione morale.

Giuseppe Appella

 


GALLERIA DI OPERE

Giardino, sedia, peperoni, 1983, acquerello su carta intelata, cm 150 x 190 (Galleria Comunale d'arte Moderna e Contemporanea, Roma)

Il giardino, 1983, acquerello su carta, cm 70 x 100 (coll. privata, Roma)

Grande interno, 1984, tempera in emulsione, cm 150 x 200 (collezione dell'autore, Roma)

Cesto, foglie di magnolia...., 1986, olio su tela, cm 110x130 (collezione privata, Roma)

Cardi, 1995, acquerello su carta, cm 76,3 x 56,8 (collezione privata, Potenza)


 

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Recapiti

Indirizzo di posta elettronica
roccofalciano@tiscali.it

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Aggiornato il: ottobre 20, 2002.