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CREATINA: A COSA SERVE?Sicuramente la creatina meriterebbe una trattazione ancora più accurata e che vada oltre al semplice "a cosa serve" e "quanta ne serve". Questo articolo del noto Dot. Enrico Arcelli ci da un ampio ed esaustivo quadro di questa proteina.
La
creatina Vorrei ora dedicare un
po' di spazio alla creatina, della quale si parla tantissimo in questo
periodo, molto spesso a sproposito. C'è stato qualcuno che
ha affermato che sulla creatina non si sa nulla, che su di essa non sono
state mai fatte ricerche e che, comunque, è pericolosa per il fegato e
per i reni (ma se non fossero mai state fatte ricerche, come si potrebbe
dire che è pericolosa?). In realtà si tratta di
una sostanza che è stata identificata nella carne addirittura nel 1832;
già nel 1912, poi, si sapeva che prendendo creatina per bocca, se ne
determinava un aumento nei muscoli. Le ricerche pubblicate
sulla creatina, inoltre, sono molte centinaia: se si avesse la pazienza di
andarle a cercare e di leggerle, non si direbbe certamente che su questa
sostanza si sa poco. Di essa, per esempio, si
sa che i nostri muscoli, come massimo, ne possono contenere 4,6 grammi per
ogni chilogrammo e non di più; non tutti, però, hanno questi valori:
soltanto il 30% circa della popolazione arriva a queste concentrazioni o
molto vicino; ma c'è qualcuno che ne ha molto di meno, per esempio i
vegetariani. Quelli che già hanno i
livelli massimi di creatina non traggono nessun vantaggio dal fatto di
assumerne per bocca sotto forma di polvere o di compresse. L'organismo umano, però,
come massimo è capace di fabbricarne ogni giorno un solo grammo (o poco
più in alcuni individui con capacità di sintesi particolarmente attive);
è la cosiddetta creatina endogena. Se tutti i giorni ne
perdessimo 2 grammi, ne fabbricassimo 1 grammo e non ne prendessimo per
niente dall'esterno, succederebbe ovviamente che via via il nostro
patrimonio di creatina diminuisce. Se, invece, prendiamo
d'abitudine un po' di carne, rimaniamo in equilibrio; si tenga presente
che la carne bovina e quella suina ne contengono circa 5 grammi per ogni
chilogrammo, ossia una concentrazione molto simile a quella che, come
massimo, abbiamo noi nei muscoli. I vegetariani sono gli
individui che hanno i valori più bassi di creatina (talvolta sotto i 3
grammi per ogni chilogrammo di muscolo) proprio perché non assumono le
carni e, quindi, possono contare soltanto sulla creatina endogena; sono
anche quelli che, se prendono la creatina per bocca, con gli integratori,
ottengono i maggiori incrementi di concentrazione muscolare. Ma quali vantaggi hanno
gli atleti che hanno 4,6 grammi di creatina per ogni chilogrammo di
muscolo nei confronti di coloro che ne hanno un po' meno, o addirittura
non arrivano a 3 grammi? La creatina,
innanzitutto, può diventare fosfocreatina, si forma cioè un legame tra
la creatina stessa e un fosfato (un legame altamente energetico); e la
fosfocreatina è in grado di fornire energia all'ADP trasformandolo
nell'ATP, l'unica fonte di energia che il nostro muscolo è capace di
usare. Quali sono gli sport nei quali gli atleti (quelli che di natura hanno livelli di creatina più bassi di quelli massimi, ossia inferiori ai 4,6 grammi per chilogrammo di muscolo) traggono più vantaggio dal fatto di assumere creatina per bocca? Il professor Ricciardi
ha fatto vedere che I dati pratici dicono
che sono fondamentalmente due i gruppi di sport in cui c'è un
miglioramento della prestazione quando si ha un aumento del tasso di
creatina nei muscoli: · le prove con grossa produzione di acido lattico,
per esempio i 200 o ancora di più i 400 metri dell'atletica, in piano o
con ostacoli; le prove di nuoto fino ai 100 metri; il chilometro da fermo
nel ciclismo, le prove della durata di circa un minuto nella canoa o nel
pattinaggio; e così via; · le discipline in cui ci sono sforzi intensi,
non però continui, ma intervallati da periodi di recupero, periodi in cui
si dice che "si paga il debito di ossigeno", per esempio, il
calcio, il basket e il tennis e così via. Nelle prove di lunga
durata (e anche questo lo ha già detto il Professor Ricciardi), per
esempio nella maratona, nei 20 e nei 50 chilometri di marcia e nel
ciclismo, non serve a niente prendere questo integratore, la creatina. Qualcuno lo fa, ma non
gli serve assolutamente. Prendere la creatina,
insomma, non è utile a tutti, ma solo a quelli che non hanno i valori
massimi e che, al tempo stesso, praticano alcuni ben precisi tipi di
sport. A parer mio, inoltre,
non serve prenderne tanta, proprio perché nel corpo più di una certa
quantità (circa 130 grammi nell'atleta che pesa 70 chilogrammi) non si può
averne. Quando, alcuni anni fa,
ho cominciato a collaborare con una squadra di calcio professionistico, mi
venne detto che a loro erano stati consigliati 30 grammi di creatina al
giorno; la creatina in eccesso finisce nelle urine, ma con questi dosaggi
ci sono giocatori che aumentano di peso anche di un chilogrammo e più,
per il fatto che una parte di questa sostanza rimane nell'organismo per
qualche giorno e trattiene acqua, determinando così un aumento del peso
corporeo che non è per niente vantaggioso dal momento che si tratta di un
fardello inutile che si deve trasportare. I possibili
effetti negativi della creatina Questo dell'aumento del
peso corporeo (che, comunque, si verifica soltanto quando si assumono
quantità di creatina assai maggiori di quelle che servono) è senza
dubbio un effetto negativo. Ma esistono altri
effetti negativi della creatina, per esempio sul fegato o sui reni, come
è stato detto? Si tenga presente che ci
sono utilizzi della creatina anche al di fuori dello sport, per esempio in
cardiologia e in oculistica; esistono, in particolare, malattie della
retina in cui viene fatta prendere creatina in dosaggi abbastanza
consistenti; alcuni bambini, per esempio, ne assumono per lunghi periodi 8
grammi, pari a 40 grammi o più in un adulto; in loro non sono mai stati
osservati effetti negativi sul fegato o sui reni. Voglio comunque
sottolineare questo: finora in nessuna ricerca scientifica è mai stato
rilevato un danno ai fegato o ai reni causato dall'assunzione di creatina,
neppure per dosi elevate. Tutti gli studiosi che
se ne sono occupati sostengono che, oltre all'eventuale aumento del peso
corporeo, non sono attualmente per niente conosciuti altri effetti
negativi causati dalla supplementazione di creatina. Può darsi che in futuro
ne vengano dimostrati in coloro che ne assumono dosaggi elevatissimi
(alcune decine di grammi) per periodi prolungati. Costoro, in ogni caso,
non si dimostrerebbero per niente intelligenti, dal momento che - ai fini
del miglioramento delle prestazioni nello sport - bastano pochi grammi al
giorno; prenderne alti dosaggi, come ripeto, significa aumentare la
quantità di creatina che viene eliminata con le urine e quindi spendere
un sacco di soldi per niente. E' chiaro che però se si venisse a scoprire
che anche dosaggi piccoli possono essere pericolosi, sarebbe giusto che
anche i medici sportivi cambiassero la loro opinione sulla creatina. Per la legge italiana
gli integratori alimentari, in pratica, sono alimenti. I farmaci sono
molecole diverse; servono a curare una malattia o a prevenirla, ma hanno
in se stesse un rischio notevolmente maggiore di quelli degli integratori
o degli alimenti. Questo non significa che
gli integratori non facciano correre alcun rischio. Si sa, del resto, che
anche tra gli alimenti ce sono alcuni che possono causare di disturbi e
malattie; il burro, preso in grande quantità e per lungo tempo,
soprattutto da parte di certi soggetti, fa certamente male. Lo stesso
quindi può valere per gli integratori in generale. C'è però una
differenza quantitativa: i farmaci possono far male a bassi dosaggi, anche
a quelli che servono per ottenere un certo effetto (per esempio curare una
malattia o ottenere un miglioramento della prestazione sportiva). Gli alimenti, invece,
difficilmente possano far male a bassi dosaggi, tranne nel caso di
allergie o idiosincrasie. Vorrei aggiungere una
breve considerazione: l'allenamento è il mezzo per cambiare maggiormente
le caratteristiche degli atleti da un punto di vista fisico; quindi è la
scelta prioritaria quando c'è questo obiettivo. In qualche caso anche
l'alimentazione può avere sicuramente un ruolo importante. L'integrazione non deve
mai essere la scelta prioritaria; suggerire la creatina ad un ragazzino di
15 anni, in altre parole, è assurdo. Ma con un atleta
evoluto, a mio parere, quando esistono gli estremi per utilizzarla, lo si
può fare; prima di farlo, però, ci si deve assicurare che l'allenamento
e l'alimentazione siano corretti. tratto dal Convegno "Doping, integratori e
tutela della salute nello sport" per informazioni : Vito Elia
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