IMMAGINI DELLA SCALINATA DI SUD EST ALL'EPOCA DEGLI SCAVI ESEGUITI DA J. I. S. WHITAKER

 

 

 

 

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(tratto da Mozia, Una colonia fenicia in Sicilia, di J.I.S. Whitaker)

Parte II

CAPITOLO III

LA SCALINATA SUD-EST E LE ATTIGUE FORTIFICAZIONI (Fig. 14, Schema B)

Lungo la costa sud orientale dell'isola si trova un'altra scalinata che porta giù alla spiaggia, sebbene di dimensioni più modeste di quella di cui abbiamo parlato, con i resti di fortificazioni ed altri edifici adiacenti.

Ai lati di ciò che forse è stato il corpo di guardia a nord ed ai piedi della scalinata si trovano e rovine di quella che un tempo è stata una torre costruita robustamente, mentre a sud della scala vi è un altro piccolo edificio che pare sia stato collegato con la cinta muraria.

La scalinata. per quanto si vede oggi, era costituita soltanto da una rampa di scale che raggiungeva il numero di undici scalini che misuravano m. 1,45 di ampiezza. In cima alle scale si trova un marciapiede incemento, che forse faceva parte del pavimento di una stanza, o, più probabilmente, di un cortile aperto, perché da una parte si trova un canaletto per lo scolo delle acque.

Gli edifici di questa zona, come nel caso di quelli attigui alle scale orientali, servivano probabilmente per uso esclusivo del presidio. La dimensione della stanza è piccola, infatti le sue misure non superano i cinque metri per tre in ogni punto, mentre le pareti sono formate da grandi blocchi verticali di arenaria, posti alla distanza di circa un metro l'uno dall'altro i cui spazi risultano riempiti di pietre e ciottoli più piccoli, legati assieme con fango. I pilastri della porta sono pure formati da questi blocchi monolitici che nella maggior parte dei casi misurano circa m. 1,50 di altezza, m. 0,50 di larghezza e 0,50 di profondità. Pare che questa sia stata una forma di costruzione caratteristica degli edifici moziesi che non appartengono ai periodi più recenti della città. E' forse tipicamente fenicia e risale ai tempi più antichi di Mozia, quando non era ancora penetrata l'influenza greca.

Il pavimento a sud dei piede della scala è formato da un selciato di cemento a mosaico, pregevole anche se semplice, composto soprattutto da pezzetti di pietra bianca e rossastra.

Ai piedi delle pareti della casa si trovano numerosi frammenti di un cemento grezzo spesso e scuro, che sono evidentemente caduti dall'alto o dai pavimenti dei piani superiori o dai tetti degli edifici. Questo cemento mostra, in talune parti, chiari segni lasciati dalle foglie della palma nana (Chamaerops humilis) oltre che dalle canne tagliate edai giunchi, materiali che seri za dubbio venivano usati nelle coperture e nelle pavimentazioni degli edifici.

Pare che siano stati particolarmente abbondanti a Mozia le pavimentazioni in cemento, senza dubbio per la difficoltà di procurarsi legname.

Lo stato eccezionale di conservazione in cui si trovano oggi queste due scalinate, ovvero in cui erano al momento della loro scoperta, porterebbe credere che erano state costruite subito prima della caduta di Mozia. Non appena furono dissotterrate ed esposte alla vista sembravano del tutto nuove, e non sembrava che i gradini fossero stati mai calpestati. Ciò non può addebitarsi alla qualità della pietra, perché si tratta di una arenaria ordinaria, che in atto, anche se è relativamente da poco che le scale sono state scoperte, comincia già a rivelare gli effetti dell'esposizione all'aria in maniera molto marcata.