Si tolse la parrucca rossa, emise un sospiro e tirò indietro la sedia dalla scrivania di legno tarlato. Il lucore del monitor che si stava raffreddando ne rifletteva la sagoma in canottiera.

'Azzo si era di nuovo macchiato le braghette corte e quello era l'unico paio di pantaloncini che aveva. Del resto tra buchi dell'ozono, bombardamenti ed altre stronzate quello era l'unico capo di vestiario sopportabile. Massì: chi cazzo se ne fregava, il piacere di impersonare la rossa tettona Wanda@bastalavista.slurp con conseguente goduta finale ripagava assolutamente tutto quanto. 

Emise un rutto, si grattò la ventrazza e si girò. La ventola sul soffitto cigolava lentamente nell’aria immota nella stanza. La finestra aperta sulla notte quasi senza luci, lenti e lontani boati si udivano continuamente. Guardò il pagliericcio sul lato opposto della stanza, le pareti scrostate. Sul pavimento un paio di piattole si disputavano un frammento caduto del panino mangiato prima.

Ricacciò indietro una lacrima, ruttò di nuovo e si sdraiò.

Fine, dissolvenza, risate, maschere, Rita e Marylin e tutto il resto.