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SAGGEZZA POPOLARE
Anno 2055, estate, luglio, faceva caldo di giorno nonostante le nevicate notturne che provocavano comunque sbalzi termici di una quarantina di gradi dal giorno alla notte. A Vallepiccola, come nel resto della regione Calabria, era tempo delezioni. Me lo ricordo perchè è forse lultima cui sono andato a votare e forse lultima di cui ci sarà bisogno. Mi ricordo il paese arroccato sulla Sila, con le case bianche, stretto tra montagna e mare, classico clichè ital-meridionale caro a tanta cinematografia e romanzeria (perchè io ho studiato cazzo!), i vicoli tra le case scrostate, stretti per lasciare fuori la calura, lossessivo raganìo che non ti lasciava mai per tutto il giorno, fino alla sera, allinversione termica. Mi ricordo le sedie piazzate allombra dei vicoli di giorno, alla ricerca di un po di frescura, gli abiti grigi dei vecchi seduti con le giacche sopra le camicie sbiancate di varechina aperte sul collo e le scarpe impolverate, i volti corrosi scolpiti nella pietra, bruniti dal lavoro e dalle intemperie, i radi capelli grigi sotto la coppola e i volti imprecisamente rasati con il rasoio a mano, con i peli grigi e lunghi sulla giugulare e sulle basette. I capannelli di chi, come me, non ha più nulla da fare, o forse non può o non deve fare più nulla, o semplicemente osserva e riflette su chissà che. Le parolecentellinate una alla mezzora, grevi, stanche, che pesano più di un discorso fitto ed articolato. I vecchi hanno questa prerogativa in fondo: la vita possono permettersi di osservarla, in fondo, quello che vorremmo poter fare da giovani molto spesso, ma ci dicevano che non ne avevamo il tempo e che era inutile, che non era produttivo. E la notte: mi ricordo la neve che imbiancava quello che di giorno era già bianco di sole, verso le nove, i vicoli avvolti dellovatta che attutisce i suoni ed avviluppa tutto sotto una coltre silente, lo scricchiolio dei passi che lasciavano la traccia che i bambini si divertivano a ripercorrere, le rade luci dei lampioni che filtravano diffratte dai fiocchi che cadevano proiettando ombre sulle case, il fiato degli animali e degli uomini che condensava in nuvolette racchiuse dalle mani nel tentativo di raccogliere il proprio calore. Le mattine poi quando al disgelo ed allo scioglimento della neve in mille rivoletti, agli scricchiolii dei ghiaccioli che si staccano dai tetti ed alliniziare delle prime attività umane ricominciava il ciclo, quando al bianco della neve e del ghiaccio si sostituiva quotidianamente quello del riverbero del sole ed il cra-cra dei grilli. La vita era un continuo procurarsi le riserve di legna, di calore di giorno per la notte e di prepararsi al giorno dopo, di notte, raccogliendo il ghiaccio nel quale mettere al fresco alimenti e bevande. Ah: la vita vera, la natura comera!
Io non mi ricordo, ma mio nonno mi diceva che una volta si sentivano anche di notte i grilli e le raganelle, e poi mi sono sempre chiesto: ma dove andranno la notte a ripararsi con tutto quel freddo? Poi sono arrivate ste elezioni: si doveva, mi diceva mio nonno, eleggere uno dicevano, che era il candidato del Partito del Polo per le Liberali e Liberiste Liberta Istituzionali Progressiste Innovative Democratiche. Era arrivato anche da noi una volta a presentarsi. Una mattina: un casino di automobili ed elicotteri, uomini in doppiopetto blu con gli occhiali scuri antiUVA, auricolare e giacca rigonfia, altoparlanti e sgommate, polvere su per i vicoli fin sulla piazza della chiesa. Poi tutti, intruppati nella piazza a forza ed è calato lui, da una piattaforma scesa da un elicottero che si è posata sul sagrato. Non si distingueva molto bene: era completamente circondato dai doppiopetti occhialuti, ma lo abbiamo visto molto bene sul grande schermo calato a coprire la facciata della chiesa. Ha speso parole molto commoventi sul nostro paese e sulla regione. Aveva i denti bianchi e la faccia abbronzata ed ha promesso un sacco di cose belle, anche tipo che il clima sarebbe cambiato, che il buco nellozono sarebbe stato chiuso e che le guerre nei nostri paesi confinanti sarebbero presto finite. Anche qualcosa che non ho capito (neanche mio nonno) sul ripristino delle stagioni. Ha anche detto che sarebbe stato suo punto fondamentale fare smettere tutti gli scarichi chimici e batteriologici nel nostro sud, che era anche la sua terra, anzi ha dichiarato di essere nato proprio qui (al che mio nonno che ha ben 32 anni e di cose ne ha viste tante mi ha detto che non è vero, che non lo ha mai visto qua neanche da bambino, e se lo dice lui ci credo). Poi è successo un casino: un po di persone arrivate da fuori hanno cominciato ad urlare ed a lanciare sassi ed oggetti vari e gli uomini in doppiopetto hanno reagito, anche gli elicotteri sopra la piazza, ma mio nonno mi ha subito trascinato via al riparo dei vicoli e ci siamo chiusi in casa ed io ho solo sentito rumori e spari ed urla e scoppi. Mio nonno piangeva e bestemmiava e mi ha portato a casa e ci siamo chiusi lì. Poi è scesa la neve la sera e la notte era piena di rumori di persone e macchine e non ho dormito. La mattina sono andato in piazza ed era di nuovo vuota e pulita, tranne la chiesa che era crollata e cerano un sacco di buchi sui palazzi intorno. Poi, due settimane dopo, nella piazza sono state costruite le due urne per le elezioni. Era pieno di uomini in divisa. Le persone sono state poi prese tutte, i grandi, quelli sopra i 13 anni, e portate a votare. Ha vinto poi quello che era venuto per il comizio, con il 90 per cento, io non so comè andata, ma alla tele era tutto contento e ci ha ringraziati tutti, era molto felice e commosso e sorrideva sempre. Purtroppo nei mesi dopo molti in paese, soprattutto i vecchi, sono morti improvvisamente, molti tra i quali mio nonno che era anziano sì, ma in ottima salute. Ho pianto tanto, anche perchè era lultimo legame che avevo con il passato. Praticamente sulle sedie non cera più nessuno a guardare la vita ed a raccontare il passato. Comunque mi ha lasciato il suo diario dicendo di studiarlo a memoria e di conservarlo sempre.
Praticamente sono morti tutti quelli che avevano votato e siamo rimasti solo noi.
Poi è scoppiato tutto: la nostra Unione è entrata anche lei in guerra, sono arrivate le bombe, il tempo e la natura sono impazziti ed è arrivata la fame e tante altre cose ed io ho dovuto diventare
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