Viesci mio

In una valle dall'aria incantata ai piedi di un monte, con in cima una croce,
si estende una dolce e assolata collina,
dove riposa un ridente e tranquillo paese.
La sua gente e' allegra e sincera,
la sua aria ospitale e serena,
accoglie tutti alla stessa maniera,
natii del luogo o gente straniera.
Del suo fascino antico conserva,
il profumo di grano tagliato,
di un aratro che solca la terra,
di un cavallo al travajo ferrato,
di bambini che giocano all'aia,
di una barrozza che trasporta la paglia.
Nelle strade si sente il calore,
che verso sera piu' forte si fa',di pane sfornato, di vespro cantato,
di una stretta di mano che piu' non si da' di una passeggiata sotto il cielo stellato te,lungo la strada che piu' bianca non e'.
Sotto un candito manto, nei mesi invernali,
riposa in letargo e vi regna la quite,
coi camini e i tetti imbiancati,
si trasforma d'incanto come un presepe.
Durante l'estate, nei giorni di festa,
mostra felice il suo splendito aspetto,
quando al terzo rintocco la gente va' a messa,mi fermo a pregare il signore mio Dio,che tu Viescimio,resti sempre lo stesso.

                                            F.Aquilini

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