Diario


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27 – 30 Gennaio
Catania - Santiago

Si parte; siamo un po’ nervosi rispetto ad altri viaggi e lo spirito del viaggio tarda a farsi avanti.
Il viaggio sembra andare tutto bene, nessun ritardo, aerei comodi, solo qualche appunto da fare ad Iberia che si fa pagare le consumazioni (ovviamente nessuno le prende).
Dopo oltre 13 ore di volo arriviamo a Santiago.
Abbiamo sorvolato le Ande e visto paesaggi meravigliosi dall’alto.
Tutto troppo bello per essere vero….
Ci rechiamo al nastro bagagli in fiduciosa attesa e …  non arriva nessuno dei nostri tre bagagli.
Ci viene un po’ di panico visto che abbiamo tutta l’attrezzatura da moto nei bagagli.
Iniziamo un po’ di dietrologia sul miglior modo di etichettare, spedire ed organizzare i bagagli ma oramai e’ fatta.
Iberia poi ci mettera’ la sua non dandoci nessuna informazione.
Dal fronte moto non ci arriva il via libera per ritirarle e quindi ci organizziamo per passare il tempo a Santiago: visita del centro, Plaza de Armas, la Catedral, il Mercato Central, con annessa mangiata di pesce in uno dei tanti ristorantini li’ presenti, e per finire salita al Cerro Santa Lucia.
Conosciamo Karin, Aldo e Ale, amici di Sandro che ci invitano a cena e passiamo assieme una piacevole serata (sono una bella famiglia, numerosa e molto articolata).
Di Santiago visitiamo diversi Barrios, il Bellavista con la sua funicolare al cerro San Cristobal, il Brasil con la sua bella piazza, visitiamo il Museo Precolombiano, con numerosi reperti e le famose Mummie di Chinchorro che Baldo proprio voleva vedere.
Passiamo anche alla Moneda, tristemente famosa per il colpo di stato del 1973; li’ dietro c’e’ una statua di Salvador Allende.
Tutto sommato Santiago sembra una citta’ molto vivibile, ordinata, efficiente, molto di piu’ di qualsiasi citta’ italiana.
E si mangia anche bene!
Finalmente le valigie arrivano dopo due giorni: vogliamo vedere le motooooo!
Hotel Orly


31 Gennaio
Santiago – San Antonio – Santiago Km 180 (asfalto)
 
Inizia il viaggio vero e proprio.
Lasciamo le valige in hotel dove contiamo di recuperarle con le moto.
Prendiamo l’autobus verso San Antonio e sembra proprio che il nostro agente, basato a Valparaiso, non si sia sbattuto piu’ di tanto; prima un errore nel numero di un telaio, poi un errore nel dichiarare i beni importati: due casse e non due moto….
Questi errori ci fanno perdere tutta la giornata e rischiamo anche di non poter ritirare le moto.
A pranzo visitiamo il vivace mercato sul lungomare con pellicani e leoni marini e solo nel tardissimo pomeriggio possiamo finalmente togliere le moto dalle casse.
E’ notte inoltrata quando arriviamo a Santiago.
Hotel Torremayor
 

1 Febbraio

Santiago – Concepcion Km 520 (asfalto)
 
Mattinata nel parcheggio dell’hotel ad allestire le moto.
Si montano le borse da serbatoio, lo spoiler di Titti, le valigie ed i borsoni.
Si parte finalmente!!!
Siamo belli carichi….
Fa parecchio caldo e ci immettiamo sulla Panamericana (Ruta 5) in direzione Sud.
Baldo e’ una lippa con la sua motina gialla.
Passiamo nella zona dei vigneti, Curico’, Talca, e subito dopo ci immettiamo sulla Ruta de los Conquistadores.
E’ una strada molto piacevole, sinuosa e con belle vedute sulle vigne che ci porta fino a Cencepcion.
Qui arriviamo parecchio tardi e facciamo giusto a tempo a cenare in un ristorante peruviano giusto in fronte al nostro hotel (Hotel Dorado).

2 Febbraio
Concepcion – Caleta Quelue Km 390 (asfalto, sterrato)
 
Passiamo la mattina a cercare un tornitore per farci realizzare un pezzo di metallo per le borse di Baldo persosi per le vibrazioni.
Alla fine il risultato e’ soddisfacente ed il pezzo e’ identico a quello perso.
Da Concepcion decidiamo di percorrere la Ruta de la Araucania che costeggia l’oceano Pacifico.
Ci sono spiagge che si aprono all’improvviso interrompendo vere e proprie foreste; e’ pieno infatti di segherie e camion che trasportano il legname.
Ogni tanto arriva all’olfatto odore di legna appena tagliata.
Proseguiamo fino a Quidico, fantastica spiaggia del Pacifico dove cazzugliamo un po’ con le moto sulla sabbia rischiando una bella insabbiata con Mayah…
Inizia un pezzo di sterrato che passa all’interno di alcune riserve di Mapuche, gli indios che hanno dato filo da torcere prima agli spagnoli e poi ai cileni e sono stati sottomessi solo durante il XIX secolo.
La strada e’ leggermente in quota e presenta belle vedute sull’oceano.
Prova generale di sterrato con le moto: tutto bene!!
Attraversiamo il Rio Imperial su di un bel ponte in ferro e poi via un altro sterrato.
Ormai raggiungere Valdivia sembra abbastanza difficile vista l’ora.
La strada torna in gran parte asfaltata ma e’ scuro e si sta alzando una nebbiolina che non ci fa vedere un cavolo.
Ci fermiamo a Caleta Quelue, un piccolo borgo di pescatori dove alloggiamo in un grazioso complesso di cabanas.
Il padrone e’ gentilissimo e si premura che ci servano la cena nel ristorante adiacente nonostante l’ora tarda.
La signora del ristorante e’ carinissima e ci prepara una merluzita fresquita fantastica.
Siamo contenti di esserci fermati.
Ristorante Don Otto
Cabanas Cacharrua (Sr Oscar Raul Pena Osore)
 

3 Febbraio

Caleta Quelue – Villa la Angostura Km 335 (asfalto)
 
La mattina con la luce  abbiamo la conferma che abbiamo fatto un’ottima scelta a fermarci; il borgo dei pescatori e’ veramente carino e riesce ad infondere una pace unica.
La strada che la sera prima ci aveva respinto causa nebbia si rivela ora panoramica.
Decidiamo di saltare Valdivia e procediamo veloci sulla Ruta 5 per Osorno.
Purtroppo il cielo e’ nuvoloso e non ci permette di ammirare i vulcani della zona.
Stiamo andando verso il confine con l’Argentina dove la dogana ci prende tantissimo tempo; siamo finalmente in Argentina.
Va detto che il parco al confine di Chile ed Argentina e l’ingresso in Argentina sono davvero spettacolari con una serie infinita di laghi e foreste incredibili.
Ci fermiamo a Villa la Angostura dove risentiamo l’effetto dell’alta stagione e dobbiamo faticare prima di poter meritatamene cenare.
Hotel Le Luc con camera con vista sul Lago Nahuel Huapi.
 

4 Febbraio

Villa la Angostura – Parque de los Alerces Km 390 (asfalto, sterrato)
 
Percorrendo una strada panoramica lungo il lago Nahuel Huapi arriviamo a San Carlos de Bariloche.
San Carlos si conferma una trappola per turisti, una cittadina senza molto fascino.
Decidiamo di percorrere il circuito chico fino a Llao LLao e per un po’ pensiamo che stiamo perdendo tempo fino a quando arriviamo al punto panoramico.
Senza parole, veduta stupenda su laghi e sulle montagne con in primo piano il maestoso Hotel LLao LLao.
Proseguiamo per EL Bolson dove pranziamo con un semplice gelato e poi via verso il Parque de los Alerces.
Si entra nel parco e si percorre uno sterrato fino a quando arriviamo al Lago Verde.
Anche qui i paesaggi sono mozzafiato ed il colore dell’acqua e’ fantastico.
Campeggiamo al camping El Aura, sfruttando la nostra tendina.
Il campeggio e’ molto bello ed abbiamo come vicini un trio di italiani di Treviso in giro per la Patagonia.
Ci concediamo una cena di lusso al ristorante con vista sul lago; niente male.
Camping e ristorante El Aura.



5 Febbraio
Parque de los Alerces – Futaleufu Km 115 (sterrato)
 
Sveglia presto per la visita al parco; bisogna prendere un battello e ci rechiamo di buona lena al molo visto che non abbiamo il biglietto.
Dobbiamo aspettare parecchio prima che arrivi la bigliettaia che ci dice che tutti i posti sono venduti.
Dopo il primo sconforto decidiamo di aspettare per vedere se qualcuno rinuncia; siamo fortunati e quindi noi ed i 3 trevigiani possiamo salire sul battello.
Giunti a destinazione, la visita guidata si dimostra interessante e la guida simpatica; si apprendono molte cose sulla selva e sui meccanismi che ne regolano la vita.
La visita si conclude arrivando all’ “Abuelo”, un alerce di 2600 anni.
Sono alberi maestosi e per fortuna protetti nel parco, dopo i feroci disboscamenti del passato.
Nonostante il tempo non bellissimo la gita ci ha soddisfatto.
Resta ora da giungere a Futaleufu’ dove domani vorremmo fare rafting.
Si e’ fatto un po’ tardi ed il tempo al confine col Chile e’ fresco ed instabile.
Subito dopo la dogana si giunge a Futaleufu’ ed all’ Hosteria Grande.
 

6 Febbraio

Futaleufu’ – Puerto Puhyuapi Km 198 (sterrato)
 
Scopriamo che il rafting dura ben piu’ di mezza giornata, ha difficolta’ di quinto grado (aiuto!) e dobbiamo usare le nostre scarpe e pail.
La cosa si fa complicata ed in piu’ il tempo non incoraggia.
Siamo molto indecisi ed alla fine pur a malincuore rinunciamo.
Scendiamo per la valle verso la Carretera Austral, attraverso paesaggi molto belli.
Intravediamo sul fiume quelli che dovevano essere i nostri compagni di rafting e ci viene il magone; sara’ per la prossima volta.
Giungiamo a Villa Santa Lucia dove finalmente incrociamo la mitica Carretera Austral, o Ruta 7, fatta costruire da Pinochet per unire il sud del paese e che supera ostacoli naturali notevoli.
Seguiamo il corso di un grosso fiume che offre scorci fantastici e vedute sulle cime circostanti.
La strada e’ stretta con molti ponticelli in legno che attraversano i numerosi torrenti; si passa nella foresta con vegetazione esuberante e foglie di diametro di piu’ di un metro.
Giungiamo a Puerto Puyhuapi, alla fine del fiordo ononimo, fondato da degli immigrati sudeti provenienti dalla Germania verso il 1935.
Qui e’ tutto un po’ crucco, prendiamo un’ottima torta di mele ed alla fine alloggiamo all’ Hosteria Ludwig.
Cena in una cocineria dove prendiamo una merluzita frita.
Fine serata con intervento di Ubaldo Furioso che lascia temporaneamente il cuccino dopo aver sentito nefande previsioni del tempo per Ushuaia da una coppia di italiani.
 


7 Febbraio
Puerto Puyhuapi – Coihaique Km 228 (sterrato, asfalto)
 
Costeggiamo il fiordo di Puyhuapi e continuamo sulla Carretera con un tempo inclemente.
Dopo aver fatto un portezuelo di montagna con parecchi tornanti arriviamo a Villa Amengual dove ci femiamo per una sosta ed una zuppa calda al Bar El Indio; ci voleva proprio per scaldarci.
Il tempo va gradatamente migliorando ed il paesaggio cambia lasciando posto a vallate intere piene di alberi abbattuti e con i tronchi lasciati li’.
Sono frutto di una brillante operazione del governo che aveva incentivato l’ abbattimento di alberi per creare pascoli; mah…
Arriviamo a Coihaique in tempo per cambiare gli euri e comprare una nuova macchina fotografica digitale per Baldo dopo che la nostra si e’ rotta.
Hotel El Reloj con ottima cena.
 

8 Febbraio

Coihaique – Los Antiguos Km 410 (asfalto, sterrato)
 
Siamo pronti per partire, stiamo per gonfiare le gomme e mi accorgo che un paraolio della forcella di Mayah perde olio.
Panico assoluto!!!
Cerchiamo diversi meccanici fino a che ne troviamo uno che sembra aver messo mani su di una moto; suggerisce che ci vuole il pezzo di ricambio.
Non ci voleva proprio!!
Decido di chiamare la BMW di Catania per chiedere consulenza a Massimo, responsabile dell’officina, il quale mi dice di non preoccuparmi visto che nel ferrovecchio l’azione ammortizzante e’ svolta dall’ammortizzatore e non dalle forcelle (altro che KTM).
Partiamo quindi rincuorati ed affrontiamo un passo di montagna di oltre 1100m per giungere a Villa Castello, dominata dall’imponente Cerro Castello.
La strada diventa sterrata e si addentra in vallate spettacolari avvicinandosi sempre di piu’ al Lago General Carrera.
Passiamo per Puerto Murta, piccolo paesino sul lago da cui si gode di un’incredibile vista sulle montagne oltre il lago.
La strada e’ molto panoramica e tocca il culmine dopo Cruce El Maiten quando imbocchiamo la deviazione per Chile Chico: le vedute sul Monte San Valentin ed i monti della cordillera sono da urlo.
E’ stata una cavalcata lunga ed intensa ed arriviamo a Chile Chico ormai di sera giusto per attraversare l’ennesima frontiera con l’Argentina e dormire a Los Antiguos.
Hotel Argentino (bruttino)
 

9 Febbraio

Los Antiguos – Bajo Carajoles Km 280 (asfalto, sterrato)
 
Partiamo non prestissimo visto che il giorno prima era stato massacrante.
A Perito Moreno, una cittadina da non scambiare col ghiacciaio ononimo, perdiamo un casino di tempo per cambiare i soliti euri e per cercare un bidoncino per la benzina visto che ci aspettano tratti poco serviti da distributori.
Imbocchiamo la mitica Ruta 40 e proseguiamo per Cueva de las manos accedendoci da nord, attraverso i terreni di un estancia come suggeritoci.
Ci sara’ meno strada da fare in moto ma in compenso dobbiamo scarpinare come matti scendendo sul fondo di un canyon e poi risalendo dall’altro lato.
Le pitture sono diverse da tutte quelle viste in Africa; alcune risalgono a 9000 anni fa e rappresentano guanachi e soprattutto mani, testimonianza del passaggio dei pellegrini in quello che doveva essere un santuario.
Si e’ fatto tardi e torniamo alla Ruta 40 dove perdiamo ulteriore tempo per tornare indietro per cercare, senza successo, il bidoncino che si e’ sganciato dalla moto.
Risultato: ci dobbiamo fermare a Bajo Caracoles, un buco di posto in mezzo al nulla.
Purtroppo l’unico hotel e’ al completo e dormiamo ospiti di una coppia di ragazzi a casa loro; ci sentiamo un po’ in gabbia (letti zozzissimi…).
Strano ma vero riusciamo ad incontrare 4 italiani che tornavano da Ushuaia e dal sud dove avevano girato un documentario su di un esploratore piemontese; interessante lavoro.
 

10 Febbraio

Bajo Caracoles – El Chalten Km 482 (sterrato, asfalto)
 
Ci si sveglia presto e si fa rifornimento visto che tra Bajo Caracoles e Tres Lagos sono 360Km senza distributori.
Usiamo 4 bottiglie di Coca Cola per portarci altra benzina.
Siamo sempre sulla Ruta 40, qui completamente sterrata, e non c’e’ vento per cui riusciamo a percorrere parecchi chilometri.
Il paesaggio e’ piu’ brullo, siamo nella pampa; testimoniamo il nostro passaggio con filmato e foto.
La strada e’ molto ghiaiosa e non incontriamo una macchina per quattro ore.
Ad ora di pranzo ci fermiamo all’Estancia La Angostura dove avremmo voluto giungere la sera precedente.
Il posto e’ incantevole ed il proprietario gentilissimo si intrattiene con noi.
Ci prepara dell’ottimo agnello con verdure.
Con molto rimpianto ripartiamo e ci avviamo verso El Chalten completando la parte di Ruta 40 tutta in ghiaia fino a Tres Lagos.
Costeggiando poi il lago Viedma ci avviciniamo a destinazione e da un certo punto in poi la vista sul complesso del Fitz Roy ed il Cerro Torre e’ incredibile; la giornata e’ un senza una nuvola.
El Chalten e’ un agglomerato disordinato stile Far West.
Hotel La Aldea.
 

11 Febbraio

Escursione alla laguna Torre
 
Brutta sorpresa la mattina quando ci stiamo recando all’ufficio del guardiaparchi.
Mayah non si avvia e sembra proprio che la pompa della benzina non giri.
Smanaccio un po’ e riesco anche a fare danno facendo saltare un fusibile.
Alla fine rinuncio per iniziare finalmente la passeggiata; passeggiata che si rivela piu’ lunga ed impegnativa del previsto (considerato il nostro allenamento nullo) e che regala viste indimenticabili sul Cerro Torre.
I cuccini hanno la mente un po’ bloccata dal pensiero del guasto a Mayah.
Torniamo all’hotel e Claudio, il proprietario, si prodiga ad aiutarci.
Si rintraccia un tester, dei fusibili, dei cavetti ed alla fine si capisce che la pompa funziona; e’ gia’ qualcosa.
Si procede per la sezione a monte della pompa ed alla fine, smanacciando sui cavi della scatola dei fusibili, come per incanto tutto funziona.
Ho smontato proprio tutto ed ora bisogna rimontarlo.
Finiamo alle tre di notte ma ci siamo tolti un grosso pensiero…
 

12 Febbraio

El Chalten – El Calafate Km 289 (asfalto)
 
Non finiamo piu’ di ringraziare Claudio che e’ stato fin troppo gentile e disponibile e quindi ripartiamo.
Proviamo a dirigerci verso la Laguna del Deserto che dovrebbe presentare spettacolari vedute sul Fitz Roy ma purtroppo il tempo e’ nuvoloso ed alla fine desistiamo.
Tappa di trasferimento per El Calafate; la strada e’ ormai quasi tutta asfaltata e ci cala un sonno incredibile.
Uniche interruzioni le vedute sul lago Argentino.
Arriviamo a El Calafate dove perdiamo due ore per trovare alloggio (Hosteria Schilling); veramente troppo turistico.
Memorabile parillada da Ricks dove con 10 euri a testa ci ingozziamo di agnello e carni varie.
 

13 Febbraio

Escursione Glaciar Perito Moreno Km 160 (asfalto, sterrato)
 
Giornata di relativo relax con visita al Glaciale Perito Moreno.
Ci sono circa 80Km da El Calafate di cui 30 nel Parque de los Glaciares.
Gia’ a distanza la vista del ghiacciaio e’ impressionante e piu’ ci si avvicina sulle passerelle piu’ diventa incredibile.
Si affaccia direttamente sul Lago Argentino e c’e’ uno stretto canale, de los Tempanos (gli iceberg), in cui ci sono continui crolli accompagnati da rumori.
Siamo rapiti dalla maestosita’ della vista e non so quante foto spariamo.
Conosciamo un simpatico aleman, collega di moto, con cui ci scambiamo utili informazioni.
Cena sempre da Ricks.
 

14 Febbraio

El Calafate – Parque Torres del Paine km 280 (asfalto, sterrato)
 
Giornata di trasferimento verso il Parque Torres del Paine.
Si percorre la Ruta 40 fino a Cancha Carrera dove si attraversa la frontiera e s rientra in Chile a Cerro Castello.
La frontiera argentina e’ molto rilassata ed i militari sono insolitamente allegri con tanto di musica a palla.
Il paesaggio e’ collinare e ci riporta in Chile.
Costeggiamo il Lago Sarmento che ci regala le prime vedute sulle Torres del Paine.
Entriamo infine nel parco e ci dirigiamo al campeggio presso il Rifugio Las Torres; qui si entra e si sceglie una piazzola a caso e poi passano la sera a riscuotere.
Cena nella vicina Hosteria, posto con troppe pretese.
 


15 Febbraio
Escursione Lago Grey Km 70 (sterrato)
 
Ha piovuto tutta la notte ma la nostra tendina ha fatto bene il suo lavoro.
Non e’ una giornata da passeggiata per cui optiamo per un circuito in moto.
Passiamo dal lago Pehoe’ dove vediamo l’altro campeggio, anche questo molto bello, e proseguiamo verso il lago Grey.
Non c’e’ piu’ posto per l’escursione in barca per cui decidiamo di andare a piedi al Mirador de los Tempanos.
Mentre camminiamo mi accorgo che ho perso le chiavi di Mayah, infilate forse alla c…o nella giacca a vento non nella tasca ma in una di quelle cerniere che servono per areare.
Ripercorriamo al contrario lo stesso percorso fino all’Hosteria Grey senza trovare nulla; qui ci dicono che nessuno ha portato un mazzo di chiavi.
Facciamo quindi l’escursione al Mirador dove vediamo gli icberg nel lago con sullo sfondo los Cuernos del Paine ed al nostro ritorno all’Hosteria ci sono le chiavi!!
Meno male, solo 2 ore perse nella ricerca.
Resta tempo solo per vedere il Salto Grande e cenare al ristorante del camping Pehoe’ con magnifica vista sul lago ononimo.
 

16 Febbraio

Escursione Mirador de las Torres
 
Giornata magnifica per cui e’ d’obbligo la passeggiata al Mirador de las Torres.
Si parte e si prende quota costeggiando il rio Ascensio passando vicino al campamento cileno e a quello Torres.
Bei paesaggi col fiume sul fondovalle, boschi, ponticelli sui torrenti ed il monte Almirante Nieto che ci sovrasta.
C’e’ da dire che c’e’ moltissima gente, forse troppa.
L’ultimo pezzo e’ in forte salita, senza un vero e proprio sentiero e con grossi massi da scavalcare; alla fine della salita come d’incanto si apre una visione indimenticabile sulla laguna Torres e las Torres del Paine sullo sfondo.
Restiamo li’ 2 ore facendo non so quante foto.
Scendiamo e non risuciamo a cancellare le immagini delle Torri dalla retina.
Al campeggio conosciamo due coppie di motociclisti, una svizzera ed una scozzese/inglese.
Parliamo un po’ con loro e scatta l’invidia…sono in viaggio senza limiti di tempo.
Io e Baldo pensiamo cosa avremmo potuto fare senza limiti di tempo: rafting, estancia la Angostura, paso Roballos, il Fitz Roy, circuiti nei parchi, …. Mah!
 

17 Febbraio

Parque Torres del Paine – Rio Rubens Km 216 (sterrato, asfalto)
 
Si parte, non molto presto; ci aspetta una lunga giornata.
C’e’ molto, molto vento ed in moto si sente parecchio.
Decidiamo di prendere la deviazione per il Mirador del Paine, sopra il lago Sarmiento; la starda e’ molto sconnessa ed il vento piu’ forte quindi decidiamo di tornare.
Baldino viene sbattuto a terra dal vento e sbatte pesantemente il fianco.
Facciamo quindi una sosta per riposare a Cerro Castello.
Una volta ripartiti la strada e’ un cantiere unico; anche qui tra qualche anno sara’ tutto asfaltato e sicuramente cambiera’ tutto, in peggio.
Prendiamo la deviazione per la Cueva del Milodon, sulle orme di Chatwin…
Forse ai suoi tempi era meglio…
Attraversiamo Puerto Natales e da li’ in poi il vento a raffiche ed il freddo sono troppo accentuati per cui ci fermiamo all’Hotel Rio Rubens.
Purtroppo a causa dei diversi inconvenienti abbiamo fatto molto meno di quello che dovevamo fare…
L’Hotel e’ comunque molto grazioso e ceniamo pure bene.
 

18 Febbraio

Rio Rubens – Cerro Sombrero – Segunda Angostura Km 430 (asfalto, sterrato)
 
Partenza presto, c’e’ ancora vento ma e’ alle spalle.
Percorriamo una strada sterrata nella pampa dove non incontriamo nessuno se non tante ma veramente tante pecore.
Arriviamo a Punta Delgada ed al cruze Primera Angostura, il primo restringimento del estrecho de Magallanes.
Siamo sulla barcaza “El Pionero” ed attraversiamo lo stretto!!
E’ emozionante ed arriviamo in Tierra del Fuego.
Il vento e’ sempre forte e ci accompagna continuamente.
A Cerro Sombrero facciamo un po’ di benzina visto che poi manca.
La strada e’ trafficata di camion, sterrata e con solchi; in uno di questi Baldino cade ed e’ piuttosto scoraggiata.
Vorremmo continuare ma siamo in ritardo, con continui imprevisti ed il traghetto a Puerto Natales tra qualche giorno come una spada di Damocle.
Decidiamo di non proseguire verso sud e di recarci a Punta Arenas.
Ripassiamo da Cerro Sombrero, riattraversiamo lo stretto e lo costeggiamo dal lato continentale.
Ci si ferma in una stamberga sullo stretto.
Ushuaia sara’ per un’altra volta, con piu’ tempo, magari in aereo…
 

19 Febbraio

Segunda Angostura – Punta Arenas Km 212 (asfalto)
 
Postaccio che ci fa pagare tanto quanto ieri all’Hotel Rio Rubens.
Il vento non si e’ calmato e ci dirigiamo verso Punta Arenas.
Sulla strada in prossimita’ dell’Estancia San Gregorio ci sono dei relitti di navi piaggiate sullo stretto.
Prima di Punta Arenas imbocchiamo la deviazione per la pinguinera Otaway dove vediamo i pinguini di Magellano che sono molto carini e fanno pena buttati li con quel ventaccio.
Baldo decide di tuffarsi dai gradini su cui era salita per vedere i pinguini e si prende un’altra bella botta.
Arriviamo a Punta Arenas dove alloggiamo all’Hostal Calafate.
Ottima cena a La Marmita.
 

20 Febbraio

Escursione Fuerte Bulnes, Puerto Hambre Km 135 (asfalto, sterrato)
 
Escursione a sud di Punta Arenas.
Costeggiamo lo stretto e vediamo dei delfini che nuotano e giocano vicino a riva.
Si arriva a Fuerte Bulnes, fedele ricostruzione di un avamposto  fondato nel 1839; sembra un forte di quelli da far west ed io mi sento un po Tex Willer…
Il tempo e’ molto bello e si godono panorami stupendi sullo stretto.
E’ giunta l’ora di Puerto Hambre,fondato dagli spagnoli nel 1500 e qualcosa e poi abbandonato per ragioni evidenti gia’ dal nome.
Adesso li’ vicino c’e’ Cala Mansa dove ci sono dei pescatori che stanno scaricando dalle barche delle sacche piene di alghe per metterle in un camion.
Continuamo lungo la costa verso sud, sembra che ci sia una strada per il faro di San Isidro, proprio davanti all’isola di Dawson.
E’ spettacolare ed ad un certo punto vdiamo addirittura due arcobaleni uno sopra all’altro.
Purtroppo si arriva ad un guado troppo rischioso per Mayah (Titti e’ restata in hotel per far riposare Baldo) e dobbiamo tornare; peccato.
Cena a La Luna.
 

21 Febbraio

Escursione Laguna Parillar Km 103 (asfalto, sterrato)
 
Si potrebbe andare dall’altra parte dello stretto a Porvenir in giornata ma un po’ per il brutto tempo, un po’ per la paura di non prendere la barca al ritorno per il vento, desistiamo.
Ne viene fuori una giornata un po’ vuota visto che anche l’Estancia Rio Verde, dove potremmo spostarci, e’ al completo.
Andiamo ad una laguna nei dintorni, Laguna Parillar, dove camminiamo nei boschi lungo la sponda.
Al ritorno andiamo alla zona franca per comprare dei rullini di diapositive, uno dei beni piu’ introvabili in tutto il Chile.
Ceniamo in un posto segnalato dalla guida come prezzi medi dove ci sentiamo come dei polli da spennare e paghiamo come in un ristorante in Italia…complimenti alla Loneley Planet.
 

22 Febbraio

Punta Arenas – Puerto Natales Km 270 (asfalto, sterrato)
 
Finalmente si lascia Punta Arenas!!
Prendiamo la deviazione per Rio Verde che costeggia prima il seno Otaway e poi il canal che lo unisce al seno Skyring.
La giornata e’ bella con le consuete viste meravigliose.
Arriviamo all’Estancia Rio Verde per pranzo dove ci godiamo un vero asado con tanto di cordero al palo.
Certo che arrivare ieri sarebbe stato bello; riserviamo l’Estancia per un prossimo giro.
Si torna sulla strada principale e ci si dirige verso Puerto Natales in parte ripercorrendo la strada dell’andata ma questa volta senza vento.
Arriviamo al porto e la nave c’e’!!
L’imbarco e’ alle 21:00 e la barca, la “Puerto Eden”, parte all’alba.
 


23 Febbraio
In navigazione
 
Si parte all’alba e quasi subito si passa per l’angostura White, un passaggio di soli 80 metri di larghezza.
La navigazione si svolge tutta in stretti canali e fiordi.
Il tempo e’ brutto e piove ma sembra che qui sia normale.
Nel pomeriggio deviamo dalla rotta per visitare un ghiacciaio che scende fino al mare.
Conosciamo Mauro, fotografo di Modena, in giro per cogliere immagini; e’ stato ad Ushuaia per documentare il lavoro fatto dagli italiani nell’immediato dopoguerra per costruire la citta’.
Anche lui ci conferma che Ushuaia non e’ sto granche’ ed un po’ siamo sollevati.
Alla fine questa crociera si rivela molto piu’ normale e meno avventurosa di quello che le guide facevano credere; e’ piena di gringos e c’e’ anche una specie di animazione per intrattenere i numerosi turisti.
 

24 Febbraio

In navigazione
 
Sveglia all’alba e si sbarca al villaggio di Puerto Eden per una breve visita.
Qui vivono circa 200 persone di cui 10 sono gli ultimi discendenti di un’etnia di navigatori di cui non ricordo il nome.
L’unico collegamento col resto del mondo e’ il traghetto…
E’ sicuramente suggestivo con le case e le barche colorate in contrasto con i colori dei fiordi, boschi e montagne circostanti.
Di indigeni ne vediamo qualcuno, molto occidentalizzato.
Si torna a bordo e subito si passa attraverso l’angostura inglesa dove la barca fa un po’ di slalom.
Si giunge al punto piu’ profondo della nostra traversata.
Qui sul fondo c’e’ un relitto di una nave inglese affondata nel 1889 che da il nome al luogo, Bajo Cotopaxi.
Ben diversa e’ la sorte di un mercantile greco comandato da Capitan Leonidas nel 1960 circa.
Dopo aver venduto di nascosto il suo carico di zucchero in Uruguay il nostro bravo capitano voleva inabissare la barca nel Bajo Cotopaxi, visto che doveva passare di li’, ed incassare anche l’assicurazione.
Il destino ha pero’ voluto che l’intrepido capitano si incagliasse su delle rocce semiaffioranti, le uniche li’ nel bajo…
Non contento il capitano vuole lo stesso incassare i soldi dall’assicurazione; gli ispettori chiedono conto dello zucchero alche’ il capitano sostiene che si e’ sciolto.
La storia regge poco visto che mancano i sacchi dello zucchero.
Il nostro buon Leonidas si fa quindi 3 anni di galera e perde la licenza.
Nel pomeriggio entriamo nel famigerato golfo de Penas ma per nostra fortuna il mare e’ abbastanza calmo ed il moto ondoso non particolarmente fastidioso.
Per precauzione ci eravamo comunque presi una pastiglietta.
 

25 Febbraio

In navigazione
 
Si esce nella notte dal tratto oceanico e di mattina la giornata si presenta bella e soleggiata, invitando a restare sul ponte.
Entriamo nel Golfo de Corcovado dove dicono ci siano balene.
In effetti avvistiamo molte balene azzurre ma non si apprezza a fondo vista la distanza.
La navigazione continua nel golfo de Ancud, costeggiando l’isola di Chiloe’ da un lato e con le Ande sullo sfondo dall’altro.
Diciamolo pure, un po’ ci siamo rotti di navigare e comunque manca quello spirito di avventura promesso dalle guide per questo viaggio.
I gringos sono di festa l’ultima sera con tanto di bingo e disco.
Noi parliamo un po’ con Mauro e poi a nanna.
 

26 Febbraio

Puerto Montt – Castro Km 275 (asfalto, sterrato)
 
Si arriva a Puerto Montt di mattina presto e dai rumori si intuisce che scaricano i camion dalla stiva.
Giunge il nostro turno per scendere e dopo i saluti di rito con gli altri passeggeri ci avviamo verso Chiloe’.
Prendiamo una barcaza per attraversare lo stretto di Cacao con un mare abbastanza agitato per cui dobbiamo tenere le moto ferme.
Baldo ci rimedia anche qualche docciata di acqua di mare.
Arrivati a Cacao scopriamo che a Chiloe’ i distributori sono solo nelle grosse cittadine per cui prima di infilarci sulla costa verso Castro dobbiamo dirigerci verso Ancud; lo facciamo lungo lo sterrato costiero che passa per Caulin.
Qui e’ molto bello, la chiesa in legno, il piccolo cimitero, la baia tranquilla ed i cigni dal collo nero.
Dopo la benza percorriamo la costa est e Chiloe’ gia’ ci travolge con la sua bellezza.
Per ora di pranzo arriviamo a Quemchi, paesino di pescatori molto tranquillo e pittoresco, dove pranziamo da El Chejo serviti dal proprietario molto amabile.
Continuamo e giungiamo alla chiesa di San Antonio de Colo dove c’e’ un simpatico abitante di Santiago, qui a rilasarsi, che ci guida nella visita della chiesa, semplice e bella.
Nei dintorni ci sono solo un paio di case.
Va detto che a Chiloe’ ci sono piu’ di 60 chiese tutte in legno di cui 16 sono patrimonio universale.
Si continua verso Tenaun con un’altra chiesa dalle torri color azzurro.
Poco dopo giungiamo a San Juan, a cui si accede da una ripida discesa che offre fantastiche viste sulla baia, ora con la bassa marea, e sulla chiesa.
I nostri occhi sono sazi di immagini e ci rechiamo verso Castro dove prendiamo alloggio all’Hotel Unicornio Azul, ovviamente tutto di legno.
Ceniamo da Soho.
 

27 Febbraio

Escursione Queilen, Cucao Km 237 (asfalto, sterrato, spiaggia)
 
Queilen risulta piu’ grossa e meno pittoresca di quello che ci aspettavamo.
Qui facciamo una simpatica escursione in moto lungo una lunga lingua di sabbia dove Baldo si insabbia bellamente.
Torniamo indietro e visitiamo la chiesa di Cionchi.
Da qui ci dirigiamo verso Cucao ed il Parque Natural de Chiloe’.
Si costeggia tutto il lago Hullinco che va stringendosi sempre di piu’ fino a sboccare nell’oceano.
Qui prendiamo una strada che prima costeggia l’oceano per poi avvicinarsi sempre di piu’ all’oceano fino a giungere sulla spiaggia.
Qui dopo una breve ricognizione con Titti decidiamo di procedere con le due moto .
E’ una vista ed una sensazione entusiasmante…
Le onde sono lunghe e si rompono in continuazione, la spiaggia e’ fantastica e piena di uccelli.
Giungiamo ad un fiume che bisogna guadare per poi risalire un colle e ridiscendere su di un’altra spiaggia altrettanto meravigliosa.
Alla fine di questa si arriva ad un altro fiume oltre al quale c’e’ il bosco che inizia fitto.
Torniamo indietro ed in cima al colle parliamo con un membro della comunita’ indigena che vive li’: sono 24 famiglie in totale.
Torniamo e scopriamo che la marea si sta alzando ed il guado si e’ trasformato in una distesa vastissima di acqua…
Intimo a Baldo di tuffarsi con Titti ed io la seguo a ruota; va tutto bene e continuamo a cavalcare le moto sulla spiaggia fino a quando ci sentiamo al sicuro.
E’ stato bellissimo, una delle sensazioni piu’ belle mai provate per tutti e due; purtroppo dobbiamo tornare, sarebbe stato bello fermarsi ospiti della comunita’ indigena.
Arriviamo a Castro e per cena torniamo da Soho dove abbiamo prenotato il curanto, tipico piatto ch’ilota a base di frutti di mare, carne e patate cotto in un fosso su pietre calde; uno spettacolo!!
 

28 Febbraio

Cuccisposi
 
E’ arrivato il giorno dei Cuccisposi; abbiamo riservato al Registro Civil per le 10 e 30.
L’appuntamento con la signora Maria, una cameriera dell’hotel, e’ alle 10 e 20 davanti all’ufficio dove arriviamo con Titti e Mayah.
Aspettiamo una sua amica, sempre cameriera all’hotel, che ci fara’ da seconda testimone.
Diamo i dati per riempire un po’ di moduli ed alla fine passiamo nell’ufficio di Don Christian Espejo.
Siamo vestiti quasi eleganti visti gli standard dell’ultimo periodo, entrambi coi jeans; Baldo ha tribolato un po’ per decidere se mettere o no la gonna ma poi per mancanza di scarpe e per amore per Titti ha scelto i jeans.
Don Christian e’ molto simpatico ed il tutto si svolge in modo molto semplice ed allegro, sembra quasi un gioco.
Si fa prima la Manifestacion dove i testimoni giurano che non abbiamo impedimenti e poi la Celebracion del matrimonio.
E’ bellino e poi c’e’ il momento in cui possiamo scambiarci gli anelli e dirci qualcosa: “A Baldo per sempre”, “A Cuccino per sempre”.
Purtroppo sbaglio a schiacciare un tasto della videocamera e non registro la celebracion…
Invitiamo le testimoni ad un caffe’ e le doniamo una piccola mancia.
Viva i Cuccisposi!!
Veniamo felicitati per telefono da famiglia e amici.
Nel pomeriggio visto il tempo incerto non vale la pena andare ad Achao.
Ci rechiamo quindi alla Feria Artesanal; qui non hanno cose sconvolgenti ma troviamo un oggetto carino per fare da bomboniera.
Chiediamo di farcene non so quante che ritireremo domani.
Ospiti per cena dal solito Soho dove mangiamo non so quante cose squisite tra cui due ciotole di ricci di mare con vino a volonta’.
E’ la prima notte di nozze; mi sa che si dorme di brutto…
 

1 Marzo

Castro – Peninsula Lacuy Km 264 (asfalto, sterrato)
 
Lasciamo l’hotel e ci avviamo verso l’isola di Quinchao per visitarla.
Ad Achao visitiamo la chiesa, piu’ oltre quella di Quinchao, in ristrutturazione, ed infine a Curaco de Velez vediamo delle case antiche in stile ch’ilota.
Di ritorno a Dalcahue ci avviciniamo alla Feria Artesanal, oggi non molto attraente, ed infine ne visitiamo l’immancabile chiesa.
Giunti a Castro passiamo alla Feria per le bomboniere e mentre aspettiamo ne approfittiamo per mangiare un pezzo di un ottimo formaggio.
Le 150 bomboniere ci stanno in uno spazio incredibilmente ristretto; commozione e foto con la signora delle bomboniere (nonna a 42 anni).
Andiamo verso Ancud per poi continuare verso la peninsula Lacuy, il Fuerte Ahui ed il faro di Punta Coronas.
Li’ vicino troviamo un agroturismo dove decidiamo di pernottare.
Rispetto a quelli italiani sono molto piu’ rustici e si condividono gli spazi ed i pasti coi proprietari; e’ comunque un’esperienza piacevole e la ragazza che gestisce l’agroturismo e’ molto gentile.
 

2 Marzo

Peninsula Lacuy – Valdivia Km 411 (asfalto, sterrato)
 
Si ritorna verso Ancud e si attraversa lo stretto di Cacao.
Fermata tecnica a Puerto Montt per cercare le diapositive; unico risultato un’ora e mezza buttata.
Continuamo per la Panamericana direzione nord fino al bivio per la Union.
La Panamericana in moto e’ una grande rottura e la prospettiva di una diversione ci alletta.
All’Union troviamo un simpatico ragazzo che fa motocross e ci sconsiglia di fare la pista lungo l’oceano perche’ non in buone condizioni e comunque parecchio lunga.
Ripieghiamo sulla vecchia strada per Valdivia che si sviluppa tutta ammezzo ai boschi; prendiamo la deviazione per Corral, una delle fortificazioni della zona.
La strada e’ pessima ma il paesaggio e’ suggestivo, lungo un fiume con molti alberi immersi dopo il maremoto del 1960 che causo’ un abbassamento del fondo.
Finalmente a Corral visitiamo il forte e ci tocca aspettar un casino per traghettare verso Niebla.
Giungiamo a Valdivia tardi e stanchi e ci rechiamo all’Hostal Torreon, gestito da una simpatica signora di origine italiana (genitori di Torino).
 

3 Marzo

Valdivia – Curico’ Km 682 (asfalto)
 
Rapida visita di Valdivia con la sua Feria Fluvial, mercato all’aperto lungo il fiume, dove i leoni marini stanno sonnacchiosi in attesa dei resti di pesce che gli vengono tirati ogni tanto.
Oggi giornatone pesante di trasferimento lungo la Panamericana.
E’ abbastanza una rottura e Baldino con motogialla e’ proprio brava.
Alla sera arriviamo a Curico’, con circa 650Km alle spalle.
Speravamo di trovare la Fiesta de la Vendimia ma e’ tra due settimane.
Paesone noioso in cui non c’e’ proprio nulla.
 

4 Marzo

Curico’ – Valparaiso Km 332 (asfalto)
 
Pochi chilometri di Panamericana e poi prendiamo il bivio per San Antonio.
Si passa sempre in mezzo ad enormi vigneti per poi arrivare in una zona di frutillas (fragole) attorno a San Pedro.
Giungiamo alla costa e qui il cielo si ingrigisce e purtroppo finisce il tepore degli ultimi giorni.
Passato San Antonio continuamo sulla costa verso Isla Negra passando da localita’ balneari molto turistiche.
Anche Isla Negra non e’ da meno e ci delude alquanto; non ci resta che mangiare le fragole sugli scogli davanti alla casa di Neruda e pensare che forse ai suoi tempi era meglio.
Arriviamo a Valparaiso, Valpo per gli amici, dove vogliamo trovare un hostal sui caratteristici cerros.
Alla fine ci riusciamo, sul Cerro Alegre.
Ci imbattiamo in una coppia, lui italiano, Fabio, e lei francese, in giro per il Sud America prima di fare un mese di lavoro in un campo volontariato a Cuzco.
Di sera troviamo aperto solo un localino dove mangiamo gli gnocchi…
 

5 Marzo

Valparaiso
 
Oggi e’ il giorno in cui dobbiamo spedire le amate motine.
Mentre svolgiamo alcune pratiche chiediamo al ragazzo fuori dall’hostal di lavarcele ma ci fa un mezzo disastro: Mayah ne viene fuori mezzo rigata ed avra’ bisogno di una bella lucidata.
Ci rechiamo al porto e di passaggio ci facciamo rilavare le moto a getto.
Smontiamo le borse, gli spoiler e tutto quanto serve per mettere le moto nelle casse.
La casa non e’ affatto semplice e per fortuna ci danno una mano.
Sembra proprio un bel lavoro e le moto sono ben legate e tutte incelophanate.
Ci viene un po’ di tristezza e gia’ sognamo nuovi viaggi non so dove e non so quando.
Si e’ fatto parecchio tardi e decidiamo di restare a Valpo.
Giro sui Cerros e poi cena al cafe Vinilos, un bar a Cerro Alegre frequentato da locali.
Si prepara tutto in hostal per essere pronti domani alla partenza.
 

6 Marzo

Valparaiso – Santiago
 
In mattinata prendiamo l’autobus per Santiago con tutto quello che avevamo sulle moto; qui giunti prendiamo un taxi per l’Hotel Orly dove gentilmente ci avevano conservato gli zaini.
Ci mettiamo un bel po’ ad organizzare il bagaglio ed alla fine ci resta giusto il tempo per un rapidissimo giro per Santiago.
L’aereo ci aspetta, e’ stato un viaggio bellissimo…
 
Hasta pronto!

KM TOTALI ~8000

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