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Edizioni Frenis Zero

CONGRESSI 

II semestre 2009

  Questo servizio di informazione sugli eventi ECM deve necessariamente fare i conti con l'ingente mole di eventi accreditati e, soprattutto, in fase di accreditamento per il 2009. Pertanto, abbiamo operato una selezione, forzatamente 'arbitraria', di congressi che ci sono sembrati maggiormente attinente alla formazione psicoterapica ad orientamento psicoanalitico. Mano a mano che un evento sarà accreditato, verrà aggiornata la sua scheda completa del punteggio assegnatogli. Per gli eventi formativi che non compaiono nel sito ECM-sanità (http://ecm.sanita.it) verrà indicata la fonte informativa  (a fondo pagina).                                                                                           

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Eventi ECM  SECONDO SEMESTRE 2009 in attesa di accreditamento:  
 

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Roma, 22.11.2009 "IL ROMANZO DELLA FORMAZIONE NEL DESIDERIO DELLA TRASMISSIONE"; Sede:  SCUOLA SVIZZERA DI ROMA ; Info: nicolettabrancaleoni@tiscali.it Fees= euro 50,00.

 

Milano, 26-28.11.2009 2° CONGRESSO INTERNAZIONALE INTER-SCHOOL FORUM ON CHILD ANALYSIS (ISFCA); Sede: HOTEL EXECUTIVE; Info:  maddalena.dedona@mzcongressi.com ; Fees= euro 360,00.

2° Congresso Internazionale INTER-SCHOOL FORUM ON CHILD ANALYSIS (ISFCA)

Hotel Executive

Milano, 26-28 November 2009

 

PROGRAMMA

 

Giovedì 26 Novembre 2009

Thursday, 26 November 2009

 

12.30 – 13.30 Registrazione/Registration

13.30 – 14.00 Apertura dei Lavori/ Congress Opening

Messaggio di saluto/Welcome Address (Video)

Hester Solomon, London (IAAP President)

 

Keynote Lectures

Prima Sessione – First Session

Chairpersons: Francesco Bisagni – Nadia Fina

 

14.00 – 14.40 Two Systems of Self-regulation in the Development and Treatment of Latency Children. The Closed System

Due sistemi di Auto-Regolazione del Sé nello sviluppo e nel trattamento dei bambini in Latenza. Il Sistema Chiuso

Jack  and Kerry Novick (Ann Arbor)

14.40 – 15.20 Two Systems of Self-regulation in the Development and Treatment of Latency Children. The Open System

Due sistemi di Auto-Regolazione del Sé nello sviluppo e nel trattamento dei bambini in Latenza. Il Sistema Aperto

Jack and Kerry Novick  (Ann Arbor)

15.20 – 15.30 pausa/break

15.30 – 16.10 La costruzione dell'immagine di sé nella latenza.The Construction of Self-Image in Latency

Anna Sabatini Scalmati, Roma

16.10 – 16.50 Clinica degli stati dissociati in età di latenza: funzione del rispecchiamento decentrato

Dissociated States in Latency: The Function of De-centered Mirroring

Mercedes Lugones (Roma) Eventuale sostituto: Prof. Claudio Neri (Roma)

 

Discussione/ Discussion

 

Venerdì 27 Novembre 2009

Friday, 27 November 2009

Keynote Lectures

Seconda Sessione/ Second Session

Chairperson: Francesco Bisagni

9.00 – 9.40 Indulgence: The Hidden Deprivation

Permissività: deprivazione occulta

Judith  Jackson, London

9.40 – 10.20 Eventi inattesi, emozioni, pensieri, figurazioni dell’analista “in gioco”: il viaggio di Giovanni

Unexpected Events, Emotions, Thoughts, Figurations of the Analyst “In Play”: Giovanni’s Voyage

Rossella Andreoli, Bologna

 

Discussione/ Discussion

 

10.50 – 11.00 pausa/break

Keynote Lectures

Chairperson: Nadia Fina

11.00 – 11.40 La mente sospesa: il vuoto come latenza del pensiero

The Suspended Mind: Emptiness as Latency of Thinking.

Gabriella Mariotti, Milano

11.40 – 12.20 La voce degli astri accompagna il neutrino-bambino nel viaggio  alla ricerca di una voce di mamma.  

The Voice of the Stars Accompanies the Neutrino-child in his Search for a Mother’s Voice.

Claudia Artoni Schlesinger, Milano

 

Discussione/ Discussion

 

13.00 – 14.00 Colazione di Lavoro/Lunch Buffet

Keynote Lectures

Terza Sessione/ Third Session

Chairperson: Caterina Vezzoli

14.00 – 14.40 ‘Friendship in Latency: Defences Against and Deficiencies in Archetypal Components in Infancy’

L’amicizia in Latenza: Carenze e Difese dalle Componenti  Archetipiche Infantili

 Elizabeth Urban, London

14.40 – 14.50 pausa/break

14.50 – 15.30 Abito e Parola: una bambina nell’adulta.

Dress and Word: a Child in the Adult

Mariapia Bobbioni, Milano

15.30 – 16.10 Come un campo lasciato a maggese. Suggestioni sulla latenza terapeutica mutuate da M. Khan.

'Like a Fallow Field: Impressions on Therapeutic Latency traced from Masud Khan'

Nadia Fina, Milano

 

Discussione/Discussion

 

16.30 – 17.30

·         Presentazione Casistica/Case Presentation: Patrizia Gatti (Milano)

·         Presentazione Casistica//Case Presentation: Cosimo Sgobba (Milano)

 

Discussione/Discussion

 

 

Sabato 28 Novembre 2009

Saturday, 28 November 2009

 

9.00 – 9.20 Presentazione Miglior Poster Selezionato/ Best Selected Poster Presentation

Keynote Lectures

Quarta Sessione /Session Four

Chairperson: Cinzia Bressi

 

9.20 – 10.00 Emotional Competence, the Key to Well-being for the Latency Child.

Competenza Emotiva, la chiave del ben-essere per il bambino in latenza

Margaret Wilkinson, London

10.00 – 10.40 Schegge di suicidio: vicissitudini di un processo di lutto

Splinters of Suicide: Vicissitudes of a Mourning Process

Francesco Bisagni,  Milano

 

Discussione / Discussion

 

11.00 – 11.10 pausa/break

 

11.10 – 11.50 Dreams and Night-Mares of the Latency Child in Psychotherapy

Sogni e Incubi Notturni del Bambino in Latenza in Psicoterapia

Jeanne Magagna, London

11.50 – 12.30 Il Rebus e la Latenza

Rebus and Latency

Franca Brenna, Milano

 

Discussione /Discussion

 

13.00 – 13.30 Considerazioni Conclusive / Closing Remarks

Vito Marino De Marinis (Presidente CIPA)

 

Chiusura dei Lavori /Congress Closing

 

 

QUOTE DI ISCRIZIONE

 

Tutte le quote si intendono IVA 20% inclusa

 

 

  

entro il 15 settembre 2009 

dopo il 15 settembre 2009

A

MEDICI

  € 300,00 

  € 360,00

B

PSICOLOGI

  € 300,00    

  € 360,00

C

TERAPISTI *

  € 240,00 

  € 300,00

D

ALTRO

  € 180.00

  € 240.00

E

STUDENTI

€ 120,00                                                                € 120,00                                               

F

SPECIALIZZANDI in Psicologia

€ 180,00                                                                € 180,00

G

INSEGNANTI **

€ 120,00                                                                € 120,00                                               

 

* Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva

 

**(asilo nido, scuola materna, scuola primaria)

 

Organizing Secretariat

MZ CONGRESSI

Via Carlo Farini 81 - 20159 Milano, Italy

Phone +39-0266802323 Fax +39-026686699

e-mail: isfca2009@mzcongressi.com

www.isfcacongress.org

 

 

Roma, 21-22.11.2009 "PROSPETTIVE PSICOANALITICHE MENTE-CORPO"; Sede:  CENTRO DI PSICOANALISI ROMANO; Info:  segreteria@centropsicoanalisiromano.it ; Fees= euro 72,00.

 “Prospettive psicoanalitiche mente-corpo”

 

Sabato 21 novembre – Domenica 22 novembre 2009

Via Panama 48 - 00198 - Roma

 

PROGRAMMA

 

Sabato 21 novembre: sessione mattutina

9,00 – 9,30

Registrazione dei partecipanti

9,30 – 9,45

Apertura dei lavori: Giorgio Campoli

9,45 – 11,15

Chair: Tonia Cancrini

Che cosa è il dolore?

Relatore: Iréne Matthis

Discussant: Alessandra Ginzburg

11,15 – 11,30

Intervallo

11,30 – 13,30

Discussione con la sala

Sessione pomeridiana

14,30 – 16,00

Chair: Cono Aldo Barnà

Il corpo come significante delle trasformazioni corpo<--->mente

Relatore: Carla De Toffoli

Discussant: Alessandro Bruni

16,00 – 16,15

Intervallo

16,15 – 17,30

Discussione con la sala

Domenica 22 novembre

 

 

9,00 – 10,00

Chair:Maria Adelaide Lupinacci

Tra Mente e Corpo alla luce della Teoria del Codice Multiplo di Wilma Bucci

Relatore: Luigi Solano

Discussant: Carla Busato Barbaglio

10,00 – 11,00

Discussione con la sala

11,00 – 11,15

Intervallo

11,15 – 12,15

Il corpo nella stanza di analisi dei bambini

Relatore: Gianfranco Giordo

Discussant: Flavia Capozzi

12,15 – 13,15

Discussione con la sala

13,15 - 13,45

Questionario di verifica dell'apprendimento

 

 

 

 

 

Abstract

 

Gianfranco Giordo

Il corpo nella stanza di analisi dei bambini.

 

L’autore osserva le articolazioni tra la mente ed il corpo nei campi semiotici istituiti  dai setting della analisi degli adulti e dei bambini. Nel dispositivo dell’analisi infantile i corpi dei bambini e degli analisti non sono messi tra parentesi ma, anzi, partecipano in modo rilevante agli scambi comunicativi che impegnano i diversi canali percettivi della coppia analitica, simultaneamente, reciprocamente e secondo articolazioni variamente integrate. Queste comunicazioni possono apparire oscure e confuse se tradotte, senza mediazioni, nel registro del pensiero verbale dell’osservatore. Secondo una prospettiva che unisce autori diversi (Klein, Bion, Ferro, Ogden ecc.) la funzione onirica costituisce il filo rosso che permette una interpretazione comune degli eventi delle differenti esperienze analitiche. Attraverso alcune esemplificazioni cliniche, l’autore sottolinea le analogie e le differenze delle forme con cui le informazioni della sfera corporea, attraverso la funzione onirica, si  intrecciano con le comunicazioni psichiche.

 

Iréne Matthis

What is pain? (Che cosa è il dolore?)

 

Pain involves both bodily/physiological and psychic/mental phenomena. It represents one of the intellectual enigmas of the body-mind problem.

Perspectives on pain from medicine, evolutionary psychology, psychosomatics and neuroscience will be presented. The hypothesis will be argued that although these classifications are all necessary and valuable, they are not sufficient in the clinical human encounter with a patient suffering from pain.

The question will be raised and argued that pain, according to modern neuroscience not one of the primary emotions, could be looked upon as a function coercing a decision to be made; a necessary choice in our lived struggle to make distinctions and create order.

 

Carla De Toffoli

Il corpo come significante delle trasformazioni corpo<--->mente

 

L’autrice illustra passi del cammino per estendere il campo operativo dell'analisi dai «pensieri pensati» ai «pensieri non pensati», perché le nostre attuali conoscenze ci portano ad operare quasi esclusivamente nel campo del rappresentabile. Il suo tentativo mira a creare
un linguaggio per un livello di esperienza che non è ancora o non è più pensiero. È stata sostenuta l'opinione che «il ponte che conduce dai dati sensoriali dell'esperienza alle idee verbalmente esprimibili, è basato sull'intuizione di forme inconsce (e quindi verosimilmente somatico-sensoriali) di possente contenuto emozionale, che non sono pensate, ma per così dire esperite» come qualità sensoriali e ricordando il pensiero di Gaddini per cui «prima che la fantasia inconscia possa divenire visiva, cioè essere sognata c'è un'esperienza di essa nel corpo». La possibilità per l'analista di raggiungere l'esperienza pre-rappresentativa dell'esperienza del paziente è data dal poter entrare in risonanza con essa attraverso la propria coscienza mente-corpo.

 

Luigi Solano

L’autore propone l’utilità della Teoria del Codice Multiplo di Wilma Bucci nel chiarire alcuni temi controversi nella psicosomatica di ispirazione psicoanalitica. La definizione di una dialettica tra diverse entità può apparire difficile in una visione unitaria dell’organismo, laddove mente e corpo vengono visti come categorie che hannno a che fare con il vertice dell’osservatore e non con la realtà. Questa aporia può trovare soluzione nella ridefinizione del rapporto mente-corpo come rapporto tra sistemi simbolici e il sistema subsimbolico, entrambi i quali possono essere visti come mente o come corpo a seconda del punto di osservazione. Il significato simbolico dei sintomi somatici, più che presente fin dall’inizio, viene visto come co-costruito in analisi attraverso la creazione di connessioni tra una attivazione subsimbolica iniziale, in parte o totalmente priva di significato simbolico, e le rappresentazioni a livelli simbolici. L’emergere di sintomi somtatici durante l’analisi, piuttosto che avere sempre un signifcato difensivo o indicante una carenza di mentalizzazione, può essere visto come la prima espressione subsimbloica di un contenuto. Una connotazione non gerarchica dei rapporti tra diversi sistemi nella Teoria del Codice Multiplo permette una visione equilibrata dell’imprtanza della comunicazione non verbale, implicante la necessità per l’analista di rimanere a quel livello per lunghi periodi, per quanto una connessione finale con i sistemi simbolici possa rimanere necesssaria.


 

 

Milano, 20-21.11.2009 "AMBIGUITA’, UNA SFIDA ETICA PER LA PSICOANALISI"; Sede:  AUDITORIUM MARIA CONSOLATRICE; Info:  direttivo.asp@libero.it ; Fees= euro 220,00.

ASSOCIAZIONE STUDI PSICOANALITICI

Via Pergolesi 27 - Milano

 

 

 

CONVEGNO

“AMBIGUITA’, UNA SFIDA ETICA PER LA PSICOANALISI”.

 

 

RELATORI:

Dott.ssa Silvia Amati Sas, dott.ssa Laura Andreoli, dott.ssa Simona Argentieri, dott. Davide Cavagna, dott. Gherardo Colombo, dott.ssa Daniela Federici, dott.ssa Carla Weber.

 

DATA DI SVOLGIMENTO: 20-21 novembre 2009

 

SEDE: Milano, Auditorium Maria Consolatrice, Via Galvani 26

 

 

PROGRAMMA

 

CONTENUTO

 

Il tema dell’ambiguità, così ricorrente nelle stanze di analisi, così presente nel contesto sociale quotidiano, si propone alla psicoanalisi come oggetto di riflessione e di argomentazione a più livelli.

Collocandosi su un crocevia di fenomenologie cliniche diverse, dalle patologie del falso sé, alla diffusione di identità, all’instabilità affettiva del borderline, al ritiro schizoide ecc. e infiltrandosi nel contesto sociale  e nei contesti istituzionali , l’ambiguità,  problematica sia a livello intrapsichico che interpersonale, impegna lo psicoanalista nella definizione dei meccanismi ad essa sottesi sia sul piano teorico-concettuale sia su quello clinico.

Diverse possibilità ed ipotesi di lettura verranno proposte.

Una prima posizione teorica origina dal considerare l’ambiguità un particolare stato della mente che dà ai fenomeni psichici un carattere proteiforme di imprecisione, di malleabilità e adattabilità quale difesa messa in atto di fronte a situazioni psichiche gravi ma che può essere anche transitoriamente messa in atto in più normali situazioni dinamiche conflittuali. Corrisponde alla regressione ad un’indifferenziazione primaria tra sé e l’altro, ad una posizione a-conflittuale tra elementi antinomici, ad una conseguente accettazione a-critica e a-conflittuale della realtà esterna quale adattamento difensivo di fronte a situazioni traumatiche. Più in generale  è una rinuncia alla propria soggettività come evitamento della fatica e della sofferenza connesse al doversi differenziare e definire allo scopo di mantenere un proprio senso di appartenenza e di stabilire la possibilità di essere riconosciuto dall’altro. 

Una seconda posizione considera clinicamente la situazione ambigua come caratterizzata da un funzionamento mentale in cui coesistono, in una zona di confine tra il conscio e l’inconscio, aspetti contraddittori che si presentano come a-conflittuali, non accompagnati da vergogna o colpa, sorta di micropatologia non appartenente a particolari categorie diagnostiche o organizzazioni di personalità ma piuttosto ad uno stile di comportamento, a volte anche in termini di una strategia transitoria, adottato da persone che, in relazione ad un problema narcisistico irrisolto, operano un microscopico splitting che consente il funzionamento multiplo di vari sistemi di identità.

Non mancano nel convegno riflessioni a proposito della funzione positiva della posizione ambigua, necessaria alla evoluzione della personalità, fonte di sicurezza, di appartenenza e di creatività, presente e produttiva anche nel rapporto terapeutico.

Dal punto di vista tecnico, nel lavoro terapeutico, il terapeuta deve essere in grado, da un lato, di saper accogliere l’ambiguità insita nella relazione, di divenire il depositario di incertezze e angosce arcaiche, di saper essere ”ambiguamente” nella relazione, in cui si intrecciano contemporaneamente coinvolgimento e distacco, in quanto condizione necessaria per superare l’ambiguità aprendola alle molteplici forme del simbolico. Dall’altro lato, il terapeuta deve saper cogliere nel suo controtransfert gli elementi dell’ambiguità, gli effetti conformisti corrispondenti ai suoi vissuti trans- soggettivi che possono compromettere il suo lavoro, impedendogli di condurre sé e l’altro al maggior grado di verità possibile, ostacolandolo nel suo compito di mettere l’altro di fronte alla difficoltà della propria individuazione, alla dolorosa conflittualità del nostro modo di essere.

L’interesse del terapeuta per il trans-soggettivo come funzione psicoanalitica, cioè l’attenzione, nel proprio controtransfert, al contesto condiviso tra paziente e analista, così come l’osservazione che l’ambiguità, infiltrandosi tra pubblico e privato e smussando ciò che è conflittuale  anche a livello sociale  e istituzionale  produce falsificazioni, equivoci, adeguamenti  e conformismi, obbliga la psicoanalisi ad uscire dal proprio ambito clinico per interrogarsi  oltre che sul suo proprio ruolo etico nella stanza di analisi (là dove etica e tecnica coincidono poiché il principio basilare è il riconoscimento dell’altro nella sua irriducibile diversità) anche sul suo ruolo etico nel sociale.

La funzione etica della psicoanalisi e la sfida che questa assume, significativamente sottolineata nel titolo del convegno, fa riferimento ad una psicoanalisi che con il suo carattere eversivo, il suo porsi in maniera critica rispetto all’adeguamento passivo stimoli una necessaria inversione di tendenza rispetto ad una generale e pandemica propensione verso l’ambiguità, uno stimolo che, senza moralismi o integralismi, richiami all’importanza del faticoso percorso verso la verità, in una necessaria rinuncia ad illusioni onnipotenti.  Una sfida ineludibile per la psicoanalisi che ci impegna come persone ancor prima che come terapeuti, una sfida che si concretizza nella dualità del rapporto terapeutico, una sfida che ci impone di non limitare la nostra concezione dell’etica alle regole del setting, ma che evolva anche nell’interrogarci su quale clima trans-soggettivo consenta la libera possibilità al conflitto etico, senza accettare ciò che non è eticamente accettabile. Una sfida all’assunzione di significato dell’assurdo. Una sfida che ci impone di soffermarci su alcune configurazioni etiche che ricorrono nella prassi e nella teoria della psicoanalisi contemporanea riflettendo su alcuni temi cruciali, al confine tra etica e tecnica: il segreto professionale, la neutralità, la self-disclosure, il setting.

Ma c’è anche un’urgenza di uscire dalla stanza di analisi e chiederci se gli strumenti teorici della psicoanalisi possono contribuire a spiegare la realtà globale, chiederci se  possono essere utilizzati per contribuire nell’ambito della teoria della complessità allo sviluppo della conoscenza coinvolgendosi con altre discipline che a vario titolo trattano gli aspetti delle società e delle culture umane.

La complessità comporta l’articolazione di molteplici prospettive attraverso le quali vedere il mondo. Quindi oltre ad interrogarci sulla psicoanalisi, in questo convegno ci confronteremo con l’approccio filosofico e giuridico.

Osservare l’ambiguità dalla parte del sociale non può che farci notare come l’idea del giusto, considerata come ideale regolativo trascendentale, si confronti con un fallimento della giustizia. Considereremo la giustizia, concetto del buono applicato all’altro, il primo requisito delle istituzioni sociali così come la verità lo è per i processi di pensiero. Ci soffermeremo sul legame tra giustizia e alterità e su una giustizia che tende alla ricostruzione del legame sociale quale primato della conciliazione rispetto alla costrizione.

 

DESTINATARI DEL SEMINARIO

 

Psicoterapeuti (medici e psicologi) e psicologi che lavorano in ambito privato e istituzionale, interessati ad approfondire il tema dell’ambiguità e quello dell’etica nel lavoro clinico, riferendosi alla cornice concettuale psicoanalitica.

 

ARTICOLAZIONE DEL SEMINARIO

 

Psicoterapeuti (medici e psicologi) e psicologi che lavorano in ambito privato e istituzionale, con adulti e soggetti dell’area evolutiva, interessati ad approfondire gli aspetti clinici e terapeutici collegati alla tematica dell’ambiguità.

Sono previsti 250 posti.

 

SEDE, DATA, ORARI, MATERIALE PER LA VERIFICA

 

Il seminario si svolgerà a Milano,  presso Auditorium "M. Consolatrice" Via Galvani 16.

La data del seminario è il 20 e 21 novembre 2009.

Le giornate sono così organizzate:

 

20 novembre

 

8.30-9.00        Registrazione partecipanti, distribuzione materiale

9.00-9.30        Presentazione Convegno  (dott.ssa Luisa Crevenna, presidente ASP)

9.30-10.30      “Ambiguità, una sfida etica per la psicoanalisi” ( dott.ssa Silvia Amati Sas)

10.30-11.00    Domande e interventi   

11.00-11.15    Coffe breack

11.15-12.15    “L’ambiguità della giustizia”  ( dott. Gherardo Colombo)

12.15-12.45    Domande e interventi

12.45-14.00    Pausa

14.00-15.00    “L’ambiguità dei confini in psicoanalisi”  (dott.ssa Simona Argentieri)

15.00-15.30    Domande e interventi

15.30-16.30    “L’ambiguità e la responsabilità del terapeuta”  (dott.ssa Daniela Federici)

16.30-17.30    Domande e interventi

18.00               Termine dei lavori

 

 

 

21 novembre

 

9.00-9.30        Introduzione alla giornata (dott.ssa Morelli Daniela)

9.30-10.30      “Polisemia dell’ambiguità”  (dott.ssa Laura Andreoli)

10.30-11.00    Domande e interventi

11.00-11.15    coffe breack

11.15-12.15    “I Segni Ambigui: Psicoanalisi del soggetto etico”  (dott. Davide Cavagna) 

12.15-12.45     Interventi pre ordinati

12.45-14.00    Pausa

14.00-15.00    “Accogliere l’ambiguità. Risonanze ambigue nella relazione                              psicoterapeutica” (dott.ssa Carla Weber)

15.00-15.30    Domande e interventi

15.30-17.00    Tavola Rotonda

17.00-17.30    Conclusioni

17.30-18.00    Verifica dell’apprendimento

 

 

Le presenze saranno registrate su apposite schede. Al termine verrà rilasciato un attestato di frequenza e verrà effettuata, come previsto da programma, la verifica dell’apprendimento tramite questionario scritto composto da domande, cui il partecipante dovrà rispondere in base a ciò che è stato oggetto di presentazione e discussione nelle giornate di studio.

 

QUOTE DI ISCRIZIONE

 

Le quote di iscrizione sono così definite:

Soci:  150,00 Euro

Aggregati/ex studenti SPP :180,00 Euro (Iva inclusa)

Esterni:  220,00 Euro (Iva inclusa))

Studenti in specialità: 150,00 Euro (Iva inclusa)

 

MATERIALE DIDATTICO

 

Articoli e bibliografia su supporto cartaceo consegnati ai partecipanti nella cartelletta unitamente al materiale utile alla verifica dell’apprendimento.

 

MATERIALE PER LA VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO

 

Le presenze saranno registrate su apposite schede. Al termine verrà rilasciato un attestato di frequenza e verrà effettuata, come previsto da programma, la verifica dell’apprendimento tramite questionario scritto composto da domande cui il partecipante dovrà rispondere in base a ciò che è stato oggetto di presentazione e discussione nelle giornate di studio.

 

ABSTRACT DEGLI INTERVENTI

 

 

POLISEMIA DELL’AMBIGUITA’

Laura Andreoli

 

Le pregnanti esperienze cliniche di Silvia Amati Sas in analisi con persone vittime di gravi violenze politiche, maltrattamenti e soprusi, hanno incontrato nel modello teorico di Bleger sulla “ambiguità”una capacità euristica per dar conto di un funzionamento psichico del tutto peculiare.

In situazioni estreme si riattiva, infatti, quel funzionamento d’indifferenziazione primaria, che Bleger postula come punto di partenza dello sviluppo umano e che prevede sempre di includere sia il soggetto sia l’ambiente che lo circonda. Su tale modalità di funzionamento si costituisce il “nucleo ambiguo”della personalità, dove non vi e’ distinzione tra l’io e gli altri, tra soggetto e oggetto, né discriminazione o conflitto tra elementi antinomici. Il funzionamento nell’ambiguità si attiva come regressione patologica, ma anche come adattamento difensivo nelle condizioni traumatiche, ma e’ potenzialmente presente per tutta la vita ed ha aspetti –come scrive Bleger-“necessari all’evoluzione normale della personalità” (in Simbiosi e Ambiguità, pag.55)

Per dare sostegno a tali affermazioni Bleger ricorre alle nozioni di Pichon-Riviere di vincolo e depositazione, attraverso cui configura la necessità per il soggetto di depositare incertezze, angosce arcaiche, in depositari del contesto di appartenenza: siano essi partner, istituzioni, valori o leggi condivise.

Non bastano a dar ragione di tali movimenti psichici nozioni come quella di relazione d’oggetto o di identificazione proiettiva, così come non bastano il transfert e il controtransfert nella versione classica. L’analista non può che divenire depositario, viene interrogato oltre che nel controtransfert anche nella sua trans-soggettività, intesa come appartenenza ad un contesto più ampio e condiviso, e nel co-transfert inteso come “punto in cui siamo in contatto diretto, continuo e obbligatorio, senza mediazione di difese”.

Peraltro, sempre nella cornice argentina,   in tempi più recenti dobbiamo a J.Puget la nozione di “inconscio vinculare” nella triplice articolazione degli spazi intra-inter-trans-soggettivi.

Dal vivo del libro di Bernhard Schlink “Der Vorleser” (In it.”A voce alta “) e dal film “The Reader” che ne è stato tratto, tornerò sulla complessità di questo funzionamento psichico che sembra affidare alle potenzialità di   un “inconscio a circuito aperto “ (J-B.Pontalis) la domanda cruciale del protagonista “se sia ormai troppo tardi ...o forse non esiste un troppo tardi, ma solo un tardi e tardi e’ sempre meglio che mai”.....

 

 

 L'ambiguità dei confini in psicoanalisi

 Simona Argentieri

 

Gli strumenti teorici della psicoanalisi non possono essere limitati all'ambito clinico. Fin dall'epoca di Freud c'è stata l'ambizione di esplorare la complessità dell'umano a più vasto raggio, nella norma e nella patologia. E' però necessario osservare un metodo che rispetti i diversi ambiti e contesti con i quali ci confrontiamo.

A proposito dell'ambiguità, ad esempio, è importante che l'individuazione di meccanismi e motivazioni inconsce non ci faccia correre il rischio da un lato di criminalizzare una patologia, dall'altro di giustificare un crimine.

Più nel dettaglio, nella dimensione clinica, vorrei rivisitare alla luce del concetto di ambiguità alcuni temi cruciali in psicoanalisi, al confine tra etica e tecnica: il segreto professionale, la neutralità, la self disclosure, il setting.

 

 

I SEGNI AMBIGUI: PSICOANALISI DEL SOGGETTO ETICO

Davide Cavagna

 

La relazione intende prendere in esame il tema dell’ambiguità a partire da una riflessione storico-critica intorno ai rapporti tra psicoanalisi, etica e cultura. Inizialmente verranno ripresi alcuni concetti tratti dalla storia del pensiero occidentale in merito all’opportunità di una distinzione tra morale ed etica; verranno quindi passati in rassegna alcuni contributi psicoanalitici sul tema ed evidenziato il significato che la nozione di valore ha assunto dal punto di vista deontologico. Successivamente verrà proposta una lettura del romanzo Le benevole di Johnatan Littell, per mettere in luce, attraverso il racconto morale del protagonista, i “segni ambigui” del disconoscimento dell’inconscio da parte del soggetto etico. Per finire, verranno approfondite alcune figurazioni etiche che ricorrono nella prassi e nella teoria della psicoanalisi contemporanea..

 

L'ambiguità della giustizia

 Gherardo Colombo

 

L'ambiguità della parola: giustizia nel modello sociale tradizionale e giustizia nel disegno costituzionale. L'ambiguità dell'applicazione nel processo penale: detenuti e liberi. L'ambiguità tra percezione ed effettività: sicurezza e rassicurazione".

 

 

L’ambiguità e la responsabilità del terapeuta 

Daniela Federici

 

Una questione che da sempre rimbalza attraverso tempi e orientamenti diversi è come i mutamenti sociali che incidono sull’organizzazione familiare e collettiva siano in grado di promuovere nuove forme di soggettività.

Le non-integrazioni: nuove nevrosi attuali?

Quale il peso di un contesto culturale che convalida l’esenzione del conflitto e l’evacuazione delle angosce?

I percorsi di evitamento dell’Edipo e la funzione analitica di ripristinare la conflittualità interna.

Pur muovendosi in un’etica negativa di sospensione del giudizio e nel rispetto della responsabilità di ciascuno per se stesso, per l’analista il delicato equilibrio fra il rispetto dell’autodeterminazione e la definizione del proprio ruolo presenta delle sfumature di interessante complessità.

L’attacco alla funzione analitica dell’ambiguità: un meccanismo che si pone a cavallo fra patologia ed etica e che ci riguarda in prima persona per le fatiche personali dell’integrazione cui siamo chiamati (Argentieri).

Lo spazio terapeutico non è un territorio proiettivo avulso dalla realtà, siamo immersi così come i nostri pazienti in un contesto che agisce le sue pressioni. Tentare delle letture sulla propria epoca storica aiuta a restare sintonizzati su come il bisogno primario di abituazione-adattamento ci possa indurre a adeguamenti disfunzionali.

Occorre mantenere desto l’allarme etico (Amati Sas) sulle derive della nostra realtà, per non cedere al tropismo di considerarle normotiche.

L’etica è solo questione inerente al metodo e la sua prassi o la capacità di comprendere gli aspetti inconsci delle nostre motivazioni, di fantasie, proiezioni e reintroiezioni possono offrire un quadro più adeguato della realtà e una migliore capacità discriminativa e etica, configurando la psicoanalisi come un punto di riferimento alternativo alla morale del proprio tempo?

Il carattere eversivo della psicoanalisi e il suo proporsi come strumento critico all’adaption (Benedetti).

Mantenere una riflessione attenta al piano della trans-soggettività permette di monitorare le possibili influenze anche sul nostro pensiero e sulla prassi. I rischi di una maternizzazione della tecnica (Cremerius) e di convalida dello splitting. .

 

 

ACCOGLIERE L’AMBIGUITÀ.

RISONANZE AMBIGUE NELLA RELAZIONE PSICOTERAPEUTICA

Dott.ssa Carla Weber

 

Il contributo poggia sulla seguente ipotesi: solo in quanto la psicoanalisi riesce a elaborare l’ambiguità insita nel proprio procedere può occuparsi di ambiguità.

Tale ipotesi verrà sviluppata considerando due livelli d’indagine:

 il primo riguardante la capacità di accogliere ed esplorare l’ambiguità della relazione terapeutica;

 il secondo, mirante a disvelare l’ambiguità del paradigma disciplinare che tende a ridurre il fenomeno alla dimensione patologica.

 

Ambiguità della relazione terapeutica.

Viene trattata la questione cruciale della relazione psicoterapeutica. Considerando l’analisi un processo di cura mediante la pratica della relazione e delle emozioni in un dato luogo (setting), l’ambiguità riguarda la capacità di “esserci in relazione”. Le domande aperte da esplorare di conseguenza sono: quanto si riesce ad esserci nella dinamica di quella specifica relazione? Quale “evidenza effettiva” dell’altro riusciamo a riconoscere “nella risonanza” di una relazione?

Il contributo cercherà di mettere in luce la generatività di una relazione terapeutica che non teme l’ambiguità, ma sa riconoscere ciò che accade, mentre sta accadendo in quella transizione co-agita e co-pensata, fatta allo stesso tempo di coinvolgimento e distacco.  Considerando il processo analitico un processo creativo disambiguante, la relazione analitica perde l’accezione strumentale e diviene essa stessa “luogo” spazio/temporale dove l’analisi accade.

La lezione di grandi maestri può fecondare l’esperienza clinica e permetterci di accogliere l’ambiguità insita in ogni relazione (Ferenczi, Winnicott, Bion, Meltzer, Bleger). Contributi più recenti (Ogden, Mancia, Ferro, Pagliarani, Resnik, Amati Sas) mettono in evidenza le vie di una “risonanza relazionale” che possono farci accedere all’ambiguità e dischiuderla alle molteplici forme del simbolico.

Rilevante diviene il formarsi a stare nell’ambiguità autonomia-dipendenza della relazione analitica sapendo che l’ambiguità non può essere detta, può essere solo esperita.

 

Ambiguità del paradigma disciplinare.

 La riflessione intende esplorare le potenzialità insite nell’ambiguità stessa della psicoanalisi. La contemporaneità chiama sempre più spesso la psicoanalisi ad una funzione interpretativa di eventi sociali e culturali perturbanti. La psicoanalisi ha gli strumenti per trattare fenomeni psichici che si manifestano nella realtà globale e multietnica; e può contribuire alla loro comprensione scientifica. La psicoanalisi all’inizio del secolo ha dato uno scossone ai fondamenti di una cultura e di una scienza figlie della razionalità illuminista, sovvertendo l’ordine delle cose, irrompendo sulla scena europea con la realtà dell’inconscio. Ha permesso di pensarci umani in modo più responsabile. Sa fare altrettanto oggi?

L’invito a “disvelare” un’ambiguità presente nella psicoanalisi intende segnalare che un lato (ciò che viene definito patologico) non è dato senza l’altro (ciò che viene ritenuto sano, perseguibile); lo stesso paradigma quindi dà il suo contributo ad entrambe le dimensioni anche agendo su una delle due.

Prestando attenzione al fatto che in questo tempo, per rispondere alle domande angosciose del presente, quasi tutto sembra riducibile a qualche patologia, diviene urgente esplorare l’altra dimensione del paradigma. La psicoanalisi può permetterci di conoscere le ragioni costitutive dell’ambiguità e le vie emancipative di una qualità psichica specificamente umana. Il paradigma disciplinare ha costruito teorie e tecniche concentrandosi soprattutto sull’azione terapeutica, riparativa dei disturbi psichici, osservando ogni fenomeno con lo sguardo diagnostico della patologia. La psicoanalisi può utilizzare il proprio sapere anche per contribuire allo sviluppo di una conoscenza che permetta di contenere il molteplice, di accedere ai conflitti, e che orienti la ricerca allo studio delle forme di generatività e creatività umana.

 

 

 

 

Milano, 21.11.2009 "IL PAZIENTE POST-TRAUMATICO E IL CLINICO: DALLA STABILIZZAZIONE ALLA CURA"; Sede:  SALA DEL GRECHETTO DI PALAZZO SORMANI ; Info: arp@arpmilano.it ; Fees=  euro 100,00.

Alessandro Vassalli

Con la collaborazione del Servizio Diagnosi e Terapia

 del Trauma Psicologico dello Studio Associato A.R.P.

 

Il paziente post-traumatico e il clinico:

dalla stabilizzazione alla cura

 

 

21 novembre 2009

 

 

Il lavoro psicologico clinico con persone che soffrono di disturbi connessi a eventi traumatici singoli o ripetuti, di varia natura, vissuti in età evolutiva o in età adulta, richiede sempre una cura specifica nella costruzione delle condizioni necessarie per procedere al trattamento.

Gli eventi traumatici provocano un elevato allarme con importanti alterazioni delle funzioni di controllo degli impulsi e di modulazione delle emozioni. In particolare, nel caso di persone cronicamente sofferenti per traumi continuativi nell’età evolutiva, queste alterazioni si accompagnano a importanti fenomeni dissociativi più o meno evidenti che rendono precaria e difficile la costruzione della necessaria alleanza con i curanti. La capacità di utilizzare l’aiuto di un altro essere umano è fortemente danneggiata, e questa condizione è mantenuta dalla continua oscillazione tra diversi stati del Sé, dall’elevato allarme determinato dall’ aspettativa di nuove aggressioni e dall’ attitudine a replicare le esperienze traumatiche nella relazione con se stessi o con il mondo, scaricando la violenza, la vergogna, la paura, l’orrore e le altre soverchianti emozioni attraverso comportamenti distruttivi.

Da tempo, gli specialisti, indipendentemente da modello psicoterapeutico a cui fanno riferimento, concordano sul fatto che i disturbi post-traumatici cronici debbano essere trattati con un approccio che proceda attraverso tre fasi distinte:

  1. la costruzione di sufficienti condizioni di sicurezza, stabilizzazione e riduzione dei sintomi
  2. l’ elaborazione accurata delle memorie traumatiche
  3. l’ integrazione dell’identità e la riabilitazione.

Il successo nella realizzazione degli obiettivi della prima fase di costruzione della sicurezza e di stabilizzazione appare cruciale per l’esito del trattamento. Inizialmente, il lavoro deve essere rivolto al contenimento dei comportamenti autodistruttivi e degli altri fattori che possono mettere in pericolo la sicurezza fisica o psicologica del paziente.

In questa prima fase l’attenzione è rivolta al controllo dei sintomi più destabilizzanti piuttosto che all’elaborazione delle esperienze traumatiche.

A seconda delle diverse situazioni cliniche, il lavoro di stabilizzazione può rendere possibile la costruzione di una successiva alleanza diagnostica o, viceversa, la costruzione di un assetto puramente diagnostico, privo di intenzioni modificatore troppo minacciose per il paziente, può essere il veicolo più idoneo per facilitare la stabilizzazione del paziente indispensabile per consentirne la cura.

 

 

 

 

 

 

Sede

Sala del Grechetto di Palazzo Sormani – Via F. Sforza, 7 - 20122 Milano

 

Orario

Mattina dalle 9.30 alle 13.30, pomeriggio dalle 14.30 alle 17.30

17,30 -18,30 Verifica dell’apprendimento ECM

 

Quote di partecipazione

€  100.00 + IVA

€    70,00 + IVA  Associati e tirocinanti Associazione per la Ricerca in Psicologia clinica (A.R.P.)

                           Allievi corsi e master Studio Associato di Psicologia Clinica ARP.

 

 

 

ECM - Sono stati richiesti crediti formativi per gli psicologi, i psicoterapeuti e i medici (psichiatri e neuropsichiatri infantili) che compileranno i questionario di gradimento dell’evento e di valutazione dell’apprendimento.

 

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi all’ARP (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.30) al numero di telefono 02.89013106, via mail all’indirizzo info@arpmilano.it..  L’iscrizione è possibile anche consultando il sito www.arpmilano.it.

 

La partecipazione è subordinata al limitato numero di posti disponibili. Verrà quindi tenuto conto dell’ordine di iscrizione

 

 

 

 

Milano, 21.11.2009 "SPLITTING, CAOS E TIMING DELL’INTERPRETAZIONE"; Info:  paola.ferrigno@libero.it ; Fees= euro 50,00.

Programma

 

 

9-9,30 Introduzione al tema, Dr Maria Paola Ferrigno

 

9,30-11,00 Presentazione Kate Barrows

 

11,00-11,45 Intervallo

 

11,45-12,15 Presentazione di materiale clinico

 

12,15- 13,45 Discussione

 

13,45-14 Questionari di apprendimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABSTRACT

Lavoro di Kate Barrows  

 

Splitting, caos e timing dell’interpretazione.

Il lavoro terapeutico con un bambino di 3 anni e una signora di 63

L’importanza e la necessità della scissione per un sano sviluppo hanno avuto un impatto grafico nel mio lavoro di psicoterapeuta infantile.

Un bambino di 3 anni mi ha mostrato quanto la capacità di scissione tra oggetti idealizzati e persecutori fosse essenziale per la sua salute mentale e per il suo sviluppo emotivo ed intellettuale.

La sua terapia ha offerto una opportunità perché questa scissione potesse avere luogo e lo ha aiutato ad emergere da uno stato di acuta ansia e sentimenti caotici.

Nella parte clinica di questo lavoro descriverò la terapia con questo paziente e passerò poi a parlare dell’analisi di una paziente border di 63 anni che non è mai riuscita a raggiungere questo sviluppo fondamentale. Questa paziente possiede i rudimenti di una sana scissione dalla quale potrebbero potenzialmente emergere chiarezza di pensiero e possibilità di ulteriore integrazione. Tuttavia questa potenzialità viene ripetutamente minata da una forma di scissione patologica che la protegge dal crollo ma la mantiene in uno stato di ansia costante e le impedisce di vivere appieno la sua vita.

Descriverò come l’analista possa incontrare grosse difficoltà tecniche quando tenta di mettere il paziente narcisistico in contatto con aspetti scissi della sua personalità e come il timing e l’enfasi dell’ interpretazione possano influenzare sia l’integrazione che suscitare caos.

Suggerisco che se c’è un  tentativo di unire aspetti scissi del paziente prima che egli sia pronto, l’analista può essere vissuto come un oggetto che non è capace di aiutarlo  ad effettuare quella scissione che potrebbe formare le basi per uno sviluppo costruttivo della personalità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Curriculum

 

 

Kate Barrows è analista di Training della British Psychoanalytical Society e lavora privatamente a  Bristol in Inghilterra. Ha effettuato anche una formazione Tavistock come Psicoterapeuta Infantile e attualmente  partecipa al Progetto ‘Child and Family Service at the Bridge Foundation for Psychotherapy and the Arts’. Ha pubblicato molti articoli su argomenti clinici e ha scritto numerosi lavori sul rapporto tra letteratura e psicoanalisi. Tra le sue pubblicazioni Envy, Icon Books e, più recentemente, ha curato Autism in Childhood and Autistic Features in Adults, Karnac Books 2008.

 

 

 

Roma, 27.09-13.12.2009 "DALLA CLINICA ALLA TEORIA PSICOANALITICA"; Sede:  A.I.PSI. - P.ZZA  BUENOS AIRES 5 ; Info: mc5009@mclink.it ; Fees= n.d.

ABSTRACT

David Meghnagi

“Il trauma della Shoah. Percorsi transgenerazionali di elaborazione del lutto”

Quando il trauma colpisce un intero popolo, le esperienze delle generazioni passate possono fare irruzione nella vita psichica delle generazioni presenti, come un “passato che non passa”, segno luttuoso che la Shoah ha lasciato alle generazioni successive. Chi si salva, può continuare a morire dopo, nel senso psichico della perdita di ogni gioia di vivere. Nella stanza d'analisi, talvolta, si possono osservare pazienti irretiti in un trauma di legami afettivi basati sulla violenza e sulla menzogna; il disagio che li avvolge rimanda a segreti rimossi che prendono la rivincita in detti e non detti, in silenzi e allusioni, lapsus e anche in sintomi misteriosi. Se alla trasmissione psichica del trauma come memoria involontaria, si affianca la “memoria” - ricordare è un valore fondamentale – le generazioni future potranno, dovranno elaborare il trauma, apprendere dall'esperienza, sprigionare una scintilla di libertà dal passato. Il dialogo tra le generazioni è uno dei temi cardini della ricerca di S. Freud: basti pensare a “Totem e tabù” o anche a “Mosè e il monoteismo”.

 

 

Jorge Canestri

“Sogno, semiosi e interpretazione”

In questo lavoro si considera che i sogni continuano ad essere un autentico shibboleth, anche nella psicoanalisi post-freudiana. Tuttavia, è anche chiaro che la valutazione dei sogni nella clinica contemporanea ha introdotto alcune novità e progressi. Tra questi, in questo lavoro si prendono in esame: i sogni nel processo analitico, i sogni evacuativi, la relazione tra funzione e lavoro onirico, tra sogni e follia e i sogni nei pazienti gravemente traumatizzati. Vengono brevemente investigati alcuni dei problemi concettuali nella teoria psicoanalitica che sono derivati da queste novità. Il lavoro sviluppa due aree che sono situate al confine e all'intersezione tra psicoanalisi ed altre discipline, in particolare neuroscienze e semiotica. Dal punto di vista della semiotica, in accordo con le idee di Ch. S. Pierce, i sogni possono essere considerati come un segno inserito nel processo continuo della semiosi psichica. La concettualizzazione degli strumenti che la psicoanalisi può costruire in ragione della istituzione di un dialogo con queste discipline sembra promettente.

 

 

 

Silvio Zucconi

“Il concetto di persona in Davide Lopez”

Con il concetto di “persona” Davide Lopez ammonisce l'universo psicoanalitico intero, tuttora strettamente ancorato, persino nelle sue versioni più illuminate, all'organicismo e al positivismo scientifici, che la scienza psicologica passa per porte troppo anguste quando va incontro alla realtà dell'uomo senza tener conto di quella sfera dell'esistenza di cui da sempre si sono fatti interpreti non già gli scienziati, bensì i grandi poeti, i grandi filosofi ed i mistici. Sul piano più strettamente clinico viene discussa la modalità con cui ha da essere affrontato, nel rapporto analista-paziente, “il momento della speranza”, “la potenza dell'illusione”, ovverosia quell'esubero narcisistico che, in chiave transferale, si traduce ora come illusoria auto-sopravvalutazione di sé da parte del paziente ora come altrattanto illusoria sopravvalutazione dell'analista.

 

Milano, 2-3.10.2009 "LA FUNZIONE ADULTA E IL GRUPPO"; Sede: Marriott Hotel; Info:  info@areag.net ; Fees= euro 70,00.

Area G

Scuola di psicoterapia a orientamento

psicoanalitico per adolescenti e adulti snc

 

Via Carroccio 5

ingresso Via Lesmi 6

20123 Milano

areag 68@yahoo.it

www.areag.net

Telefono: 02 8375834

 

 

P r o g r a m m a  s e m i n a r i  2009

 

Obiettivi dell’evento formativo:

 

L’evento formativo si pone l’obiettivo di offrire ai partecipanti un approfondimento sulla funzione del gruppo terapeutico.

 

“La funzione adulta e il gruppo”

 

 

 

A. Correale

 

      Venerdì 2 ottobre2009                 14,30           Registrazione dei partecipanti                

                   15,00-16,00   Lezioni Magistrali

                   16,00-16,30   Pausa Caffè

                   16,30-17,30   Lezioni Magistrali

 

Sabato 3 ottobre 2009                09,00-09,30   Registrazione dei partecipanti

                                               09,30-10,45   Lezioni Magistrali

10,45-11,10  Pausa Caffé

11,10-13,00  Lezioni Magistrali

                   14,30-16,00   Lezioni Magistrali

                   16,00-16,20   Pausa Caffè

                   16,20-17,00   Discussione con i partecipanti

                                               17,00-17,30   Compilazione dei questionari ECM

 

 

 

 

Per i seminari è prevista la consegna di materiale (artcoli e indicazioni bibliografiche) e di materiale reperibile tramite i siti internet indicati.

Su richiesta dei partecipanti e in fase successiva è possibile inviare le sbobinature delle relazioni tenute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abstract

 

A. Correale

La funzione adulta e il gruppo

 

Il gruppo appaga attraverso la partecipazione e l’apppartenenza i bisogni regressivi degli individuinelle relazioni con i pari e con il terapeuta. Nella regressione il gruppo può riesplorare e rielaborare i vissuti delle relazioni famigliari che non sono state adeguate e che non hanno appagato alcuni dei loro bisogni fondamentali.

Nel contempo nella interazione gruppalei partecipanti sono indotti a relazionarsi su una base di parità e di reciprocità. La parità e la reciprocità  sono il fondamento della relazione adulta

Pertanto l’esperienza grippale mette gli individui nella condizione di sviluppare la funzione adulta superando i bisogni di dipendenza legati alle carenze delle relazioni familiari. Il ruolo del terapeuta è centrale nel promuovere la funzione adulta nei partecipanti.

 

 

 

 

 

Roma, 2-3.10.2009 "SOGNO, METAFORA E REALTA' IN PSICHIATRIA E PSICOANALISI"; Sede:  FORESTERIA DELLE MONACHE CAMALDOLESI ; Info: associazione.culturale.dialogos@gmail.com; Fees= euro 80,00.

Associazione Culturale Dialogos

Convegno di psichiatria e psicoanalisi

 

SOGNO, METAFORA E REALTA’

 

2 e 3 Ottobre 2009

Abstract degli interventi

 

 

Sogno e mondo familiare

Corrado Pontalti

 

L’analisi dei sogni in ambito psicoterapeutico rappresenta una via per comprendere il complesso intreccio delle trame familiari. L’analisi della produzione onirica permette di comprendere le alleanze, i mandati, le lealtà invisibili, i ruoli e le modalità di relazione del mondo familiare.

 

 

Il sogno come sessantesima parte della profezia

Rav. Roberto Della Rocca

 

“Disse Rab Hisdà: Ogni sogno significa qualcosa, a meno che venga in séguito al digiuno. Inoltre disse: Un sogno che non si spiega è come una lettera che non viene letta. E ancora: Un bel sogno non si realizza tutto; un sogno cattivo è meglio di un bel sogno.”

 

“Disse Rab Bizenà: A Gerusaleme c’erano ventiquattro interpreti dei sogni; una volta ebbi un sogno e andai da ognuno di loro; e ognuno mi spiegò a modo suo, e tutte le spiegazioni si realizzarono a mio riguardo, confermando così quando si suol dire: tutti seguono la bocca”.

 

“Cinque cose sono un sessantesimo di un’altra e precisamente:

il foco, il miele, il sabato, il sonno e il sogno.

Il fuoco è un sessantesimo della gehenna.

Il miele è un sessantesimo della manna.

Il sabato è un sessantesimo del mondo futuro.

Il sonno è un sessantesimo della morte.

Il sogno è un sessantesimo della profezia.”

 

Da “Berakhot” (Tratto delle benedizioni) Talmud Babilonense

 

 

 

 

 


 

Simbolo-immagine versus simbolo metafora:

due diverse modalità nell’interpretazione del sogno e della realtà

Giuseppe Martini

 

Il linguaggio è lo strumento essenziale dell’analista che interpreta e del paziente, che, verbalizzando e mettendo in forma le proprie sofferenze, riesce a trasformarle. Il linguaggio non va inteso in senso semplicisticamente comunicativo, perché esso rappresenta anche il veicolo per accrescere ed accettare il mistero e l’opacità; non esiste, in psicoanalisi, una sola e trasparente verità; narrazioni alternative possono servire agli scopi euristici e terapeutici, ed il linguaggio che le concreta permette il salto da una “opacità chiusa” ad una “opacità aperta”, più accettabile, consapevole e confacentesi alle esigenze biografiche del paziente.

 

In questo quadro, si analizzeranno due diverse modalità nell’interpretazione del sogno e della realtà: simbolo-immagine versus simbolo metafora.

 

 

 

Presentazione di un caso clinico: la storia di A., tra mondo onirico e trame familiari

Roberto Calindro e Tonino Aprea

 

Antonia è una ragazza che vive a Roma da cinque anni, è originaria di un piccolo paese della Basilicata. La sua permanenza romana è caratterizzata da ritiro sociale, incapacità di sostenere esami all’università, umore depresso. Il padre, che mantiene economicamente Antonia a Roma, è all’oscuro di tutto  e immagina la figlia come una brillante studentessa di architettura prossima alla laurea. La madre e le sorelle conoscono la vera condizione di Antonia, ma sembrano impotenti nel poterla aiutare.

 

Antonia inizia una psicoterapia di gruppo. La sua produzione onirica è ricchissima. Attraverso la analisi dei suoi sogni si comprende come lei sia vittima di un mandato transgenerazionale che la ha designata come colei che si prenderà cura della vecchiaia dei genitori. E’ proprio tale mandato che impedisce a Antonia di poter evolvere nella vita.

 

Il complicato intreccio di trame familiari viene lentamente dipanato grazie alla interpretazione dei numerosi sogni che Antonia racconta di volta in volta in gruppo.

Oggi alla fine del terzo anno di terapia Antonia è riuscita a lasciare l’università, a trovarsi un lavoro e a poter pensare di raccontare la verità al padre. 

 

 

Cesena, 17.10.2009 "IL CORPO COME GEOGRAFIA DELLA MENTE"; Sede: ARPA VIA UBERTI 53 CESENA (FC) 47023 ; Info: dionigi.c@tin.it ; Fees= euro 60,00.

17 ottobre 2009

 

“IL CORPO COME GEOGRAFIA DELLA MENTE”

 

Docente:  Dott. Antonello Correale

Primario psichiatra e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, Roma. Ha pubblicato

  • Il campo istituzionale, Borla, Roma, 1991
  • con Luigi Rinaldi ha curato: Quale psicoanalisi per le psicosi, Raffaello Cortina, Milano, 1997
  • con G. Berti-Ceroni ha curato Psicoanalisi e psichiatria, Cortina, Milano, 1999
  • è coautore di Borderline, Borla, Roma, 2001.

 

 

L’incontro è inserito nel contesto degli Spazi di Formazione della Associazione ARPA e fa parte di una serie di seminari che affrontano il tema dei linguaggi della cura psicoanalitica.

 

 

Ogni seminario è strutturato in due parti:

 

-   al mattino il relatore affronta e descrive le tematiche proprie del seminario da un punto di vista teorico

 

-   al pomeriggio uno dei partecipanti presenta un caso clinico che viene trattato in supervisione in gruppo dal relatore. Viene consegnata ad ogni partecipante una breve descrizione del paziente e la trascrizione di alcune sedute. Il gruppo viene coinvolto dal relatore nella discussione circa la conduzione del trattamento alla luce anche delle problematiche trattate durante l’incontro della mattinata.

 

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TRACCIA DEL PROGRAMMA (a cura del responsabile del programma formativo Dr. Raffaele Dionigi)

 

SPAZI DI FORMAZIONE

2008/2009

LA PSICOPATOLOGIA COME PAESAGGIO

 

 

“Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli, di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto” (Jorge Luis Borges)

Il volto è quel tesoro irripetibile che ciascuno offre al mondo. Ed è esattamente in termini di offerta, o di apertura, che bisogna parlare del volto. Perché il mistero e la bellezza di un volto, in fin dei conti, possono essere compresi e rivelati soltanto da altri sguardi, o per mezzo di un’altra luce. A tal proposito, riflettiamo su questa bella parola francese visage (volto). Essa ci suggerisce un passaggio (paysage) che si concede e si dispiega e, insieme con questo dispiegarsi, l’idea di un essere faccia a faccia (vis-à-vis). (Francois Cheng)

 

Al di la di ogni discorso nosografico o classificatorio, la psicopatologia come discorso, parola del pathos, può essere concepita come un paesaggio, anzi meglio come l’insieme di più paesaggi stratificati e multiformi che costituiscono lo sfondo che rende leggibile l’esperienza della persona nel suo personale registro espressivo. Dai paesaggi congelati, dalle glaciazioni (Resnik) del mondo psicotico, ai deserti aridi e sena vita della depressione, dai territori di confine del borderline al mondo meccanico dell’ossessivo, ogni paesaggio disegna più quadri, finestre da cui leggere mondi interiori e dialogare con essi. Climi ed atmosfere, turbolenze e paesaggi a volte improvvisi e violenti, sfondi in cui l’esperienza soggettiva e personali si colloca a volte mimetizzandosi e perdendosi, a volte stemperandosi e sciogliendosi spesso in cerca di un luogo in cui collocarsi e sentirsi.

Il mondo diviene teatro, spazio in cui proiettare sé stessi o parti di sé. “L’esperienza mi ha mostrato, scrive Salomon Resnik in Delirio e quotidianità che le proiezioni o identificazioni proiettive nel paesaggio mondano non sono mai del tutto casuali, c’è sempre una specificità spontanea e inconscia rispetto ai luoghi e agli instanti della proiezione. C’è una intenzionalità del frammento di realtà spezzettato e rigettato nel mondo, ad esempio, come già segnalato, un sentimento arborescente cercherà un albero o una foresta, un sentimento acquoso abbondante, un piangere tempestoso cercherà un mare, una tempesta”. Come leggere i segnali, la semantica di ogni singolo paesaggio? Come avvicinarsi ad esso mantenendo quell’ “etica dei confini” che non invade ma ascolta ed attende? Forse solo attraverso una estetica dell’incontro si rende possibile decifrare qualcosa, sentire le parole ed i gridi prima congelati.

 

Roma,  25.09-19.12.2009 CORSO DI PERFEZIONAMENTO POST-SPECIALISTICO E RICERCA CLINICA IN PSICOTERAPIA PSICOANALITICA DELLA COPPIA E DELLA FAMIGLIA; Info:  anna.nicolo@tin.it ; Fees= euro 3200,00.

Centro Winnicott

 

Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica

dell’infanzia dell’adolescenza e della coppia

 

organizzano il:

 

Corso di perfezionamento post specialistico e ricerca clinica in Psicoterapia Psicoanalitica della coppia e della famiglia

 

Anno 2009

 

 

Programma:

 

25 Settembre

 

Ore 15.00        A. Nicolò’ “Psicopatologia della famiglia e tecniche di intervento”

Ore  16.30       A. Lanza  “Psicopatologia della coppia genitoriale”

Ore 18.00 Pausa

Ore 18.15        A. Lanza  “Psicopatologia della coppia genitoriale”

 

 

26 Settembre

Ore 9.00          G. Tavazza  “Psicoanalisi della famiglia”

Ore 10.30        D. Norsa  “Teoria della tecnica in psicoanalisi della coppia coniugale”

Ore 12.00 Pausa

Ore 12 15        D. Lucarelli “Prospettive cliniche della coppia”

 

 

23 Ottobre

Ore 15.00        B. Carau   “I nuovi confini della coppia genitoriale”

Ore 16.30        B. Carau  “I nuovi confini della coppia genitoriale”

Ore 18.00 Pausa

Ore 18.15        D. Lucarelli  “Prospettive cliniche della coppia”

 

24 Ottobre

Ore 9.00          A. Nicolò “Psicopatologia della famiglia e tecniche di intervento”

Ore 10.30        A. Nicolò “Psicopatologia della famiglia e tecniche di intervento”

Ore 12.00 Pausa

Ore 12.15        G. Tavazza  “Psicoanalisi della famiglia”

 

20Ottobre

Ore 15.00        B. Carau  “I nuovi confini della coppia genitoriale”

Ore 16.30        A. Lanza  “Psicopatologia della coppia genitoriale”

Ore 18.00 Pausa

Ore 18.15        D. Norsa  “Teoria della tecnica in psicoanalisi della coppia coniugale”

 

 

21Ottobre

Ore 9.00          G. Tavazza  “Psicoanalisi della famiglia”

Ore 10.30        G. Tavazza  “Psicoanalisi della famiglia”

Ore 12.00 Pausa

Ore 12.15        D. Lucarelli “Prospettive cliniche della coppia”

 

 

18 Dicembre

Ore 15.00        A. Nicolò “Psicopatologia della famiglia e tecniche di intervento”

Ore 16.30        D. Norsa “Teoria della tecnica in psicoanalisi della coppia coniugale”

Ore 18.00 Pausa

Ore 18.15        D. Norsa  “Teoria della tecnica in psicoanalisi della coppia coniugale”

 

 

19 Dicembre

Ore 9.00           A. Lanza  “Psicopatologia della coppia genitoriale”

Ore 10.30        D. Lucarelli  “Prospettive cliniche della coppia”

Ore 12.00 Pausa

Ore 12.15        D. Lucarelli  “Prospettive cliniche della coppia”

 

 

ABSTRACT

 

 

Gabriela Tavazza

Insegnamento :  Psicoanalisi della famiglia

 

La cornice che caratterizza il lavoro con la coppia e la famiglia nell’ottica psicoanalitica si fonda sulla convinzione che l’individuo non è una struttura isolata e che l’identità e il suo formarsi è sempre multi personale; l’altro è sempre presente nella vita psichica del soggetto. La nostra attenzione si sposta dall’individuo alla matrice relazionale che lo comprende per ritornare all’individuo. L’insegnamento vuole fornire un inquadramento delle teorie relative allo sviluppo “normale” delle relazioni  nella famiglia: a partire dall’innamoramento, la scelta di coppia, la costruzione della “casa”, con la definizione e la trasformazione delle funzioni nella famiglia e la costruzione del progetto genitoriale

Si focalizzerà come la nascita dei figli introduca la necessità di una riorganizzazione delle relazioni tra i membri della famiglia stessa così come la loro crescita (adolescenza).

Valutazione della “crisi” come momento significativo, potenziale portatore di cambiamenti ma anche di arresti di sviluppo e rottura.

Nella prima parte dell’insegnamento vengono ripresi alcuni testi freudiani  (Psicologia delle masse analisi dell’io; casi clinici di Freud , Il disagio della civiltà  etc.) in quanto necessari a fornire una cornice concettuale di riferimento condivisa .

Tema centrale è il passaggio da una lettura del funzionamento mentale del soggetto esclusivamente intrapsichica ad una interpersonale.

Particolare attenzione viene data al significato intersoggettivo dei sintomi della famiglia con l’approfondimento di autori quali Pichon Riviere, Berenstain, Badaracco, Puget, Kaes, Meltzer, Scharff etc.

Nella seconda parte viene introdotto il concetto di Vincolo / Legame di Pichon Riviere successivamente rielaborato dalla scuola Argentina. Questa concettualizzazione introduce l’idea che la relazione con l’altro non è solo il risultato delle proiezioni di ognuno sull’altro  ma anche  dalle caratteristiche proprie del soggetto.

 

 

Daniela Lucarelli

Prospettive cliniche della coppia

 

In questo secondo anno del Corso di Perfezionamento Post-Specialistico e Ricerca Clinica in Psicoterapia Psicoanalitica della Coppia e della Famiglia l’insegnamento di Tecniche di intervento psicoanalitico con le coppie approfondirà le varie tematiche della clinica con la coppia  (diagnosi della qualità  del legame, il tipo di difese utilizzate dalla coppia, il patto denegativo, l’uso inconscio dell’altro che viene fatto da ciascun coniuge, nonché il transfert , il controtransfert, i diversi livelli interpretativi della relazione, il processo terapeutico) accompagnate ( o intervallate) da lettura e commento di alcuni articoli di approfondimento , scelti di volta in volta  in base alle caratteristiche delle situazioni cliniche che saranno proposte dagli allievi o dal docente, al fine di approfondire e discutere i temi suggeriti dal materiale proposto. Si farà riferimento ai differenti modelli e concettualizzazioni psicoanalitiche che permettono di approfondire il funzionamento psichico della coppia.

Si spazierà dai concetti di motivazione inconscia della scelta del partner, di complementarità inconscia e di collusione a quelli di apparato psichico gruppale, al collegamento tra un’ottica intrapsichica e una interpersonale, alle difese interpersonali e all’uso dell’altro, alla regolazione affettiva reciproca della relazione, al rapporto tra la relazione di coppia e le varie versioni del sé. Verranno approfonditi , tra l’altro, i temi  della coppia simbiotica, della coppia perversa, della modalità della trasmissione psichica  inter e transgenerazionale

oltre alle  problematiche della separazione coniugale e della costituzione di una nuova coppia,

 

 

 

NICOLO’ ANNA

Psicopatologia della famiglia e tecniche di intervento

 

Nel corso dell’anno verranno discusse le principali patologie familiari e le tecniche di intervento psicoterapeutico con la famiglia.

In particolare verranno discussi i funzionamenti delle famiglie anoressiche, psicotiche, schizofreniche, le coppie con perversione, la coppia con agiti violenti.

Verranno altresì discussi elementi di tecnica di intervento. In particolare l’alleanza terapeutica, le interpretazioni, il transfert e il controtransfert, la terminazione , il drop-out, la terapia integrata

Nel corso dell’anno verranno discussi casi clinici portati dai candidati e supervisionati dal docente. 

 

 

BACHISIO CARAU

I nuovi confini della coppia genitoriale

 

            La coppia genitoriale nel contesto        della nostra cultura si configura in una dimensione nuova che richiede un'attenta valutazione  storico-critica per individuarne le caratteristiche e i confini.    Sempre più la coppia genitoriale necessita di trovare un suo spazio e confine specifico rispetto alla coppia coniugale che si articola in una dimensione emotiva e relazionale assolutamente peculiare. La fantasia del figlio o la gravidanza pone un'interrogativo, un'urgenza d'identità genitoriale a partire da quella personale e di coppia. Sulla base di questa identità la coppia o i singoli partner possono articolare meglio le proprie funzioni genitoriali come attività specifica sufficientemente buona, in rapporto alla posizione nella relazione familiare e non ripiegare in posizioni di ruolo poco funzionali per sviluppo del figlio.

Tema prova: quali sono le funzioni genitoriali che riteniamo fondamentali e specifiche nello sviluppo di un figlio.

 

ANNA MARIA LANZA

Psicopatologia della coppia genitoriale”

 

Il corso delle lezioni prevede una disamina del pensiero di vari autori italiani e internazionali che hanno teorizzato sulla dinamica della coppia coniugale e sui vari quadri psicopatologici che vanno evidenziandosi in un menage coniugale disfunzionale. Particolare attenzione è riservata alle storie personali, alle dinamiche intra e interpsichiche dei coniugi in relazione ai legami originari e alla nuova realtà di coppia. Viene approfondito il delicato passaggio dalla realtà di coppia coniugale a quella di coppia genitoriale, passaggio che implica un significativo rimodellamento dell’assetto interno affettivo ed emozionale, capace di attivare modalità relazionali che spesso risentono di valenze narcisistiche e conflitti non risolti in precedenza, apparentemente silenti. L’inserimento di un terzo, il figlio, nella diade coniugale sembra spesso attivare fantasmi profondi, dolorosi e perturbanti, che attraverso vari meccanismi inconsci proiettivi possono interferire negativamente nella funzione genitoriale e nel compito di iautare i figli nella loro individuazione e costruzione del Sé. Il corso prevede inoltre un intenso lavoro clinico con presentazione e discussione di casi clinici in gruppo.

 

Diana Norsa

Teoria della tecnica in psicoanalisi della coppia coniugale

 

Il tema che verrà trattato implica una conoscenza di massima degli elementi di base della teoria della tecnica psicoanalitica: Setting, transfert, controtransfert, processo analitico, alleanza terapeutica. Si passerà poi a esaminare le implicazioni della trasposizione della tecnica psicoanalitica alla coppia in quanto paziente. Alla parte teorica si affiancherà la presentazione di materiale clinico da parte degli allievi col quale si esamineranno le singole problematiche apportate. 

 

 

 

 

 

 

Chieti,  26.09.2009 “L’ASCOLTO PSICOANALITICO NELLA RELAZIONE PSICOTERAPEUTICA”; Sede: Aula Magna Facoltà di Psicologia; Info:  ORDPSIAB@TIN.IT; Fees= n.d.

 

Roma, 26.09-12.12.2009 "FIGURE CLINICHE DEL CORPO, TEMI DI PSICOANLISI E PSICOTERAPIA"; Sede:  ISTITUTO RICCI ; Info: istitutoricci@fastwebnet.it ; Fees= euro 150,00.

Seminari dell'ISTITUTO RICCI - Anno 2009

Figure cliniche del corpo
Temi di psicoanalisi e psicoterapia


a cura di Filippo M. Ferro, Nicoletta Faccenda, Andrea  Gaddini e Giuseppe Riefolo

La proposta è di una serie di seminari organizzati con una breve introduzione iniziale al tema e la proiezione di alcuni video. Il progetto dei seminari è nella ricerca ed analisi di nuovi linguaggi in questo caso quello del cinema per confrontarsi sui temi della clinica.

Evento accreditato (ECM) per medici e psicologi.

 

 

ore 8.45: registrazione partecipanti

 

Programma:

 

Sabato 26 settembre 2009 - ore 9:00-14:00
Filippo Maria Ferro:
Il corpo, gli affetti e la catatonia 
video: brani da “Risvegli, Birdy, Le ali della libertà”

 

 

Sabato 10 ottobre 2009 - ore 9:00-14:00
Anna Ferruta:
Il corpo visibile e invisibile
video: brani da alcuni film da decidere

 

 

Sabato 7 Novembre 2007 - ore 9:00-14:00
Claudio Neri, Paolo Boccara, Andrea Gaddini, Giuseppe Riefolo:
Corpo e autenticità

video: brani da "Il mio miglior amico, Il libro della giungla”

 

 

Sabato 12 dicembre 2007 - ore 9:00-14:00
Giuseppe Maffei:
Dismorfofobie
video: brani da “The Elephant Man, Il paziente inglese”

 

E' previsto un numero massimo di 50 partecipanti ed è possibile iscriversi solo all'intero ciclo di seminari. Il contributo richiesto è di € 150,00.
Il versamento potrà avvenire in sede del primo seminario, ma è necessario iscriversi preventivamente comunicando i propri dati alla segreteria dell'Istituto Ricci
(06. 854 63 06) o, preferibilmente, attraverso il sito www.istitutoricci.it

 

Savona, 26-27.09.2009 "LA COSTRUZIONE SIMBOLICA DELLA REALTà PSICHICA. IL PROBLEMA DELLA CREAZIONE ARTISTICA"; Sede: Sala Incontri CHORAS; Info:  e.varaldo@varaldo.it; Fees= euro 160,00.

Seminario di aggiornamento

 

La costruzione simbolica della realtà psichica.

Il problema della creazione artistica

 

Savona 26 e 27 settembre 2009

 

Sala incontri Choròs

v. Paleocapa 11 / 4 ,  Savona

 

 

 

 

Docente:

Franco Scabbiolo

Psicoanalista - Oxford (Gran Bretagna)

Member of the Oxford Psychotherapy Society

 

 

Segreteria Scientifica ed Organizzativa:

Choròs Centro di Psicanalisi

Via Pia 30 /3   ' 019.821695     329.7668828  Fax 019.807187       e.mail: e.varaldo@varaldo.it

 

 

 

 

 

 


 

 

Obiettivi generali del seminario:

 

¨     Fare acquisire conoscenze teoriche ed aggiornamenti in tema di costruzione simbolica della realtà psichica

 

¨     Fare acquisire abilità manuali, tecniche o pratiche in tema di creazione artistica

 

¨     Fare migliorare le capacità relazionali e comunicative in tema di formazione del simbolo personale  dentro una relazione emotiva significativa

 

 

 

Obiettivo formativo di interesse nazionale:

 

Gruppo 2 - Aggiornamento professionale nell'esercizio dell'attività psicologica e psicoterapeutica

 

Il seminario si propone di approfondire lo sviluppo di alcuni concetti fondamentali nella pratica psicoanalitica attraverso l’uso di materiale clinico e di ricerca. Utilizzare il materiale clinico come momento fondamentale di integrazione teorico-clinica.

Promuovere l’aggiornamento personale attraverso lo scambio e il confronto nella dimensione del gruppo

 

Svolgimento del Seminario:

 

Il seminario si articola in due giornate con interventi preordinati e sessioni con discussione in piccolo gruppo di casi clinici e presentati in plenaria per la discussione.

Numero partecipanti 35:

di cui 25 psicologi e 10 medici (psichiatri, neuropsichiatri)

 

 

Il seminario è tenuto in lingua italiana

 

Quota di iscrizione: 160,00 €


 

Programma

 

Sabato 26 settembre

 

Ore 09,00     Registrazione dei partecipanti

 

Ore 09,15     Presentazione del Seminario

 

Ore 09,30     F. Scabbiolo            

La teoria del simbolo nella esperienza psicoanalitica: Freud , Klein, Bion e Meltzer

 

Ore 11,15    F. Scabbiolo

­                   L’immagine, la pittura e la scultura come forme simboliche significative

e motore della immaginazione

 

Ore 12,30    Seduta plenaria

                   Discussione sulle relazioni

 

Ore 13,00    Pausa pranzo

 

Ore 14,30    F. Scabbiolo

Casi clinici:

Esplorazione del mito come costitutivo della personalità

 

Ore 16,00    F. Scabbiolo

Il cinema e il teatro come forme simboliche

 

Ore 17,30    Seduta plenaria

                   Presentazione dei lavori di gruppo e discussione sulle relazioni

 

Ore 18,30    Chiusura dei lavori

 

Domenica 27 settembre

 

Ore 09,00    F. Scabbiolo

Esplorazione della importanza del sogno nella formazione dei

simboli e nella creazione                  

 

Ore 11,15    F. Scabbiolo

Un modello  creativo della mente

 

Ore 12,00    Seduta plenaria

                   Discussione sulle relazioni

 

Ore 12,30  Test di valutazione e questionario finale

 

Ore 13,00  Chiusura dei lavori


 

 

Iseo (BS), 23-25.10.2009 "SOGNO O SON DESTO"; Sede: Hotel Iseolago; Info: www.tristitropici.altervista.org ; Fees= euro 260,00.

SOGNO O SON DESTO

Hotel Iseolago

Iseo, 23-25 ottobre 2009

 

PROGRAMMA SCIENTIFICO

 

Venerdì 23 ottobre 2009

 

Ore 14-15 Iscrizioni presso la Segreteria del Convegno

 

Ore 15-15,30 Introduzione di F. Petrella

Relazioni         Chairman  A. A. Semi

15.30-16  F. Riolo: “Correnti del sogno”

16-16,30  G.Giaconia e G.Pellizzari: “Ombra e luce(Caravaggio)”

16.30-17  Discussione.

17-17.15  Pausa.

17.15-19.15 Tavola rotonda. Chairman G. Di Chiara.

C. Alvarez: “Sogno e sublimazione, dal desiderio alla pulsione”; M. Badoni: “Corpo e sogno”; G. Civitarese: “Sogni di sogni”; G. De Giorgio: “Prima del sogno”.

 

Sabato 24 ottobre 2009

 

Relazioni         Chairman  F. Riolo

10-10.30  G. Di Chiara: “Sogni e loro destini. Agi e disagi della psicoanalisi contemporanea”

10.30-11  V. Berlincioni: “Sogni nelle culture”

11-11.15  Pausa

11.15-11.45  S. Resnik: “La sensorialità nei sogni”

11.45- 12.15 A. Imbasciati: “Talking cure o dreaming care? Rêverie e comunicazione non verbale”

12.15-13  Discussione

 

Relazioni         Chairman  P. Campanile

15-15.30 D. Chianese “I rumori della vita. Sogni,parole,figure.”

1530-16 A.Oliva: “Immobilità,in-azione, sogno”

16-16.30  Discussione

16.30-17 Pausa

 

17-19  Tavola rotonda  Chairman L. Russo

P. Campanile: “Sogno e son desto”; F. Conrotto: “Stato onirico della veglia: implicazioni teoriche e cliniche”; A. Luchetti: “Desto o son sogno?”; S. Vecchio: “Al mattino, una finestra…: sulle tracce del sogno”.

 

Domenica 25 ottobre 2009

 

Relazioni         Chairman  F. Conrotto

10-10.30  L. Russo: “Usi del sogno”

10.30-11 E. Gaburri: “Dialogo tra due sognatori e la realtà”

11-11.30  A.A. Semi: “L’individuo alla prova: ritorni al Pleistocene?”

11.30-12  Discussione

 

12-12.30  Conclusioni a cura di G. De Giorgio e S. Vecchio

 

RAZIONALE SCIENTIFICO

 

L'onirico continua a mantenere un ruolo fondamentale nella teoria e nella pratica dell'analisi con una grande varietà di accenti. Molte cose sono cambiate nel mondo e nella stessa psicoanalisi a partire dagli enunciati della Traumdeutung. Sogno e veglia costituiscono ancora una netta contrapposizione nella concezione degli psicoanalisti? Come concepire i rapporti del sogno e della veglia col pensiero e con l'azione orientata sulla realtà? Come le nostre idee sui processi inconsci e i loro derivati si confrontano con le nuove forme di soggettività emergenti nella clinica? Quest'area di problemi mette in gioco la concezione psicoanalitica dell'Io, il suo rapporto con la realtà, la funzione dell'immaginazione e dell'illusione e il nesso di tutto questo con un'azione che prende corpo nell'universo delle relazioni sociali.

Il convegno propone ai partecipanti di confrontarsi su questi interrogativi, esaminandone criticamente gli sviluppi e le prospettive entro una pratica clinica consapevole del quadro che produce e del contesto in cui può evolversi.

 

 

ELENCO CV

 

 

Cecilia Marina Alvarez

 

nata a Buenos Aires, Argentina, il 08.10.1953 e residente a Roma

 

Consegue la laurea in Psicologia presso l’Universidad de Buenos Aires .

Segue il training formativo presso la Asociacion Psicoanalica Argentina e diventa membro ordinario in funzione didattica della Asociacion Psicoanalitica Argentina e membro ordinario dell’International Psychoanalitical Association.

 

Dal 1986 al 2005 ha svolto attività accademica  a Buenos Aires:

 

Universidad de Morón

Facultad de Filosofía, Ciencias de la Educación y Humanidades.

Carrera de Psicología (Prof. Ordinario)

 

Universidad de Buenos Aires.

Facultad de Psicología.

 

Asociación Psicoanalítica Argentina

Instituto de Psicoanálisis Ángel Garma.

Seminari di training

 

Asociación Psicoanalítica Argentina

Centro de Investigación y Orientación Enrique Racker

 

Coloquio Psicoanalítico

 

Grupo Psicoanalítico Anake

 

E’ autore di  pubblicazioni scientifiche inerenti ad argomenti  psicoanalitici.

Ha partecipato a numerosi congressi e simposi, anche internazionali, in veste di relatore, chairman o membro della segreteria scientifica e/o organizzativa.

Ha tenuto seminari scientifici anche all’estero invitato da associazioni scientifiche e accademiche.

Svolge la sua attività di psicoanalista presso il proprio studio a Roma.

 

Marta Badoni

 

Medico, neuropsichiatra infantile, psicoanalista. Membro Ord. con funzioni di training della SPI e dell’IPA.

Ha iniziato la sua formazione nel Servizio Universitario per bambini e adolescenti di Losanna, ricoprendo successivamente l’incarico di primario. Ha continuato la sua attività a Milano, nella professione privata e in numerose attività di consulenza e di insegnamento. In particolare ha svolto attività di consulenza per i servizi pubblici, sul momento della consultazione. Per molti anni ha effettuato attività di supervisione del lavoro psicoterapico presso l’Istituto Dosso Verde di Pavia. È stata professore a contratto presso la Cattedra di Neuropsichiatria Infantile della Università di Pavia. Successivamente è stata docente per alcuni anni presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica per il Bambino e per l’AdolescenteASNEAMonza. Presso il Centro Milanese di Psicoanalisi ha fondato, con altri colleghi, l’Osservatorio di Psicoanalisi del Bambino e dell’Adolescente. Lavora come psicoanalista a Milano da diversi anni. Ha pubblicato diversi lavori su riviste italiane e straniere.

 

Dott.ssa Vanna Berlincioni

 

La Dott.ssa Vanna Berlincioni, medico, specialista in psichiatria, dottore di ricerca in Psichiatria e Scienze relazionali, è, dal 1991, Ricercatrice presso la Sezione di Psichiatria del Dipartimento di Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali dell’Università degli Studi di Pavia e, dal 2006, Prof. Aggregato presso la medesima Università dove dirige il Laboratorio di Psichiatria, Cultura e Ambiente.

Dal 1998 è membro associato della Società Psicoanalitica Italiana. Oltre al lavoro analitico svolge attivita' clinica anche presso l’ambulatorio psichiatrico territoriale di Pavia, occupandosi prevalentemente, di etnopsichiatria, di psicotraumatologia e di disturbi del comportamento alimentare.

La sua attività didattica si svolge presso varie scuole di Specializzazione e corsi di laurea dell’Ateneo pavese, oltre che presso altre strutture tra cui l’Accademia di Brera e la Fondazione Cecchini –Pace.

I suoi interessi di ricerca sono rivolti prevalentemente; al rapporto tra psicoanalisi, psichiatria e antropologia culturale, al trattamento del migrante nei servizi di salute mentale e alla gestione dei problemi inerenti alla maternità nelle donne immigrate; inoltre al trattamento psicoterapico individuale e di gruppo in ambito istituzionale di pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare.

E’ membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Psicoterapia Medica. Fa parte della redazione dei “Quaderni” de “gli Argonauti”ed è autrice di numerose pubblicazioni su riviste specialistiche italiane e straniere: tra quelle di interesse etnopsichiatrico segnaliamo:

1.                Sofferenza mentale nelle migrazioni , Adultità. Disagio e relazioni d’aiuto,13, aprile 2001, 112-123.

2.                Etnopsichiatria, etnopsicoanalisi: problemi vecchi e nuovi. Quaderni de Gli Argonauti, 4, dic.2002, 9-30.

3.                 Support and psychotherapy (con S. Barbieri) Am. J. of Psychotherapy, 58, 3, 2004, 321-334.

4.                Introduzione al Quaderno de Gli Argonauti, Etnopsichiatria, etnopsicoanalisi a cura di Vanna Berlincioni 4, dic. 2002.

5.                Lavoro clinico e quadro socioculturale: le intersezioni, Gli Argonauti, (con F. Petrella) 103, dic.2004, 363-374.

6.                Interpretazione e colpa in una dimensione transculturale in L’interpretazione della colpa, la colpa dell’interpretazione a cura di M.Francesconi, Mondadori, Milano, 2005, 160-168.

7.                Modificazioni permanenti a scopo non terapeutico dei genitali femminili (con M.Rosani) Rivista Sperimentale di Freniatria, CXXX, 1, 2006, 45-68.

8.                Voce “Etnopsicoanalisi” in Psiche. Dizionario storico di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze. Einaudi, Torino, 2006, 411-416.

9.                Paesaggi dell’emancipazione, gli argonauti, 111, dic. 2006

10.             The Double and Uncanny Ego duplication, Das Double, (con F. Petrella), Harrassowitz Verlag – Wiesbaden in Kommission, 2006, 11-30.

 

 

Stefano Bolognini

 

Psichiatra e psicoanalista, è membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana di cui è Presidente e Legale Rappresentante dal 20 Febbraio 2009 - (come da Statuto e Regolamento).

Assistente presso i Servizi Psichiatrici di Venezia e Treviso 1974-1980. Psicoanalista da 23 anni attualmente vive e lavora a Bologna

E’ iscritto nell'elenco degli psicoterapeuti all'Ordine dei Medici di Bologna n° 10867.

I suoi saggi su Empatia, Controtransfert e Assetto Interno dell’analista sono stati pubblicati sulle principali riviste italiane ed internazionali tra cui  la “Rivista di Psicoanalisi” e  “ The  International Journal of Psychoanalysis” .

                       

Dr. P. Campanile

 

Membro Ordinario della S.P.I.

Laurea in Psicologia

formazione in Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino e dell’Adolescente.

Dal 1995 è Membro della Redazione della Rivista di Psicoanalisi e dal 1998 al febbraio 2005, vi ha svolto la funzione di Redattore Capo, fino ad ottenere l’incarico di Direttore.

Con alcuni colleghi Psicoanalisti ha fondato l’Istituto Cesare Musatti con sede a Venezia, associazione di ricerca psicoanalitica.

Docente presso il Corso di Perfezionamento sulle Ne­vrosi Infantili e poi Tecniche di valutazione in età evolutiva dell'Università di Padova dall’anno accademico 1993-94 all’a.a. 2001-02.

Professore in materia di Psicologia dinamica e generale presso la Scuola di  Specializzazione in Psicologia del Ciclo di Vita della Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova dall’A.A. 2001-2002, 2002-2003, 2003-2004, 2004-2005.

Professore in materia di Psicopatologia generale e dell’età adolescenziale presso la Scuola di  Specializzazione in Psicologia del Ciclo di Vita della Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova dall’A.A. 2002-2003, 2003-2004, 2004-2005.

Professore per l’insegnamento di Psicodiagnostica Psicoanalitica al Master  “Interventi psicologici e di counseling per   la coppia e la famiglia”, Università di Padova, 2003-2004.

Autore di diverse pubblicazioni.

Psicoanalista da 15 anni.

Esperto in Psicoanalisi Infantile e degli Adolescenti.

 

Dott. Domenico Chianese


Nato a Napoli, vive e lavora a Roma. È medico psichiatra e psicanalista di training della Società Psicoanalitica Italiana. Si è interessato di epistemologia e metodologia applicata alla psicoanalisi e, in campo clinico, dei concetti di relazione e campo analitico, nel quale tra gli altri argomenti, affronta il tema dei rapporti fra psicoanalisi e scrittura.

Già Presidente della Società psicoanalitica italiana.

 

COSTRUZIONI E CAMPO ANALITICO, Domenico Chianese - Roma: Edizioni Borla, 1997

 

STORIOGRAFIA E CAUSALITA' IN PSICOANALISI: Un'analisi epistemologia psicoanalitica e storica a cura di Domenico Chianese. - Roma: Borla, 1992. - pagg. 275

 

Chianese, D (1988) La costruzione di una teoria. Einstein-Freud: un confronto tra modelli.

34:3, 474-503 Rivista di Psicoanalisi

 

Chianese, D (1993) Il Mosé e le Costruzioni: itinerari interrotti. 39:2, 213-238 Rivista di Psicoanalisi

 

Chianese, D (1994) Il Chiasma. 40:3, 517-531 Rivista di Psicoanalisi

 

Chianese, D (1999) Storia, scene e destino. 45:4, 723-742 Rivista di Psicoanalisi

 

CV del Dr. Giuseppe Civitarese

 

Giuseppe Civitarese, psichiatra, dottore di ricerca in psichiatria e scienze relazionali, psicoanalista, è Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytic Association. Nel biennio 2006-2008 ha ricoperto la carica di Segretario Amministrativo del Centro Milanese di Psicoanalisi “Cesare Musatti”. Ha pubblicato numerosi lavori su temi di psichiatria su riviste italiane ed estere. Tra gli scritti su argomenti di psicoanalisi: Note su memoria e causalità psichica a partire dalla teoria della funzione cerebrale di G. Edelman, Prospettive psicoanalitiche nel lavoro istituzionale, 1996; Vincolo simbiotico e setting, Rivista di Psicoanalisi, 2005 e Revista de Psicoanálisis (APA-Buenos Aires), 2006; Fire at the theatre: (Un)reality of/in the transference and interpretation, International Journal of Psychoanalysis, 2005; Dreams that mirror the session, International Journal of Psychoanalysis, 2006 e L'année psychanalytique internationale, 2007; Bion e la ricerca dell’ambiguità, L’Educazione Sentimentale, 2006 e Revista de psicanálise (SPPA, Porto Alegre), 2006; Discusiones: “Vínculo simbiótico y encuadre”, Revista de Psicoanálisis (APA-Buenos Aires), 2006; Metalessi ovvero retorica dell’interpretazione di transfert, Rivista di Psicoanalisi, 2007; When our words disturb the pyschoanalytic process: From resistance as a defense to resistance as an interactive process, (con G. Foresti), International Forum of Psychoanalysis, 2008; Immersion versus interactivity and the analytic field, International Journal of Psychoanalysis, 2008; Per un’estetica bioniana, L’Educazione Sentimentale, 2008; Il disagio del setting interno dell’analista, Gli Argonauti, 2008; ‘Caesura’ as Bion’s discourse on method, International Journal of Psychoanalysis, 2008. On Bion’s concept of ‘waking dream thought’, Psychoanalytic Bulletin (Russian Psychoanalytic Society), 2008. La fragilità/brutalità del mondo nell’opera di Georg/George Groß/Grosz (con G. Foresti), in G. Bedoni (a cura di) La lente di Freud. Una galleria dell’inconscio, Mazzotta, Milano 2008. È tra gli autori del volume Sognare l’analisi. Sviluppi clinici del pensiero di Wilfred R. Bion, Torino, Bollati Boringhieri 2007; invece, come autore unico ha pubblicato L’intima stanza. Teoria e tecnica del campo analitico, Borla, Roma 2008.

 

Francesco Conrotto

 

Curriculum: Francesco Conrotto Analista con funzioni di Training della SPI della quale, attualmente, è il Segretario Nazionale del Ttraining. E’ autore di numerosi scritti e articoli di teoria psicoanalitica pubblicati in riviste italiane e straniere ed in volumi collettanei. Inoltre è autore del volume “tra il sapere e la cura” FrancoAngeli, 2000, nonché curatore e coautore della Monografia della Rivista di Psicoanalisi “Statuto epistemologico della psicoanalisi e metapsicologia”, Borla, 2006.

 

Graziano De Giorgio

 

Graziano De Giorgio, nato a Torre di Ruggiero(CZ) il 23.1.1955 e residente a Brescia

 

-         Consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università “La Sapienza” di Roma e si specializza in Psichiatria presso l’Università di Ancona

-         Collabora  con la Cattedra di Psicologia Dinamica della Facoltà di Psicologia e la Cattedra di Neurologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Roma, partecipando a svariate ricerche pubblicate su riviste scientifiche nazionali ed estere.

-         Dal 1985 al 1998 lavora come psichiatra presso l’USL di Iseo, prima presso il Servizio Ospedaliero e poi come Responsabile del Servizio Psichiatrico Territoriale.

-         Segue il training formativo presso il Centro Milanese di Psicoanalisi “C. Musatti” e diventa membro associato della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalitical Association.

-         E’ autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche inerenti sia argomenti psichiatrici che psicoanalitici.

-         Ha partecipato a numerosi congressi e simposi, anche internazionali, in veste di relatore, chairman o membro della segreteria scientifica e/o organizzativa.

-         Ha tenuto seminari scientifici anche all’estero invitato da associazioni scientifiche.

-     Svolge la sua attività di psicoanalista e di psichiatra presso il proprio studio in Brescia.

 

Giuseppe Di Chiara

 

Nato a Palermo il 27/11/1938, è laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Malattie Nervose e Mentali, e in Psicoanalisi presso l’Istituto di Training della Società Psicoanalitica Italiana. Ha insegnato Psicologia alla Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Catania, ed è stato professore a contratto della materia

“Applicazioni cliniche delle tecniche psicoanalitiche per il trattamento psicoterapico in età evolutiva “, del corso di specializzazione in Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Milano.

E’ psicoanalista di training ed insegnante della Scuola di formazione  “Istituto Nazionale di Training” della Società Psicoanalitica Italiana dal 1978. Ha pubblicato numerosi lavori su riviste nazionali ed internazionali e in volumi collettanei e tre libri:

Conversazione sulla Psicoanalisi (con N. Pirillo; Liguor, Napoli 1997), Sindromi psicosociali (Raffaello Cortina, Milano, 1999), Curare con la psicoanalisi (Raffaello Cortina, Milano, 2003)

 

Eugenio Gaburri

 

Laureato in medicina nel 1959. Specializzato in neuropsichiatria nel1962. Libero docente in psichiatria nel 1974.

Dal 1972 membro associato della Soc. Psicoanalitica Italiana, dal 1984 membro con funzioni di training della stessa Società dove ha ricoperto diverse cariche istituzionali.

Ha pubblicato circa cento articoli scientifici di psichiatria, psicoterapia di gruppo e psicoanalisi.

Ha collaborato a diversi libri di psicoanalisi essendo curatore di 4.

Ultimi libri pubblicati (coautore la Dott.ssa Laura Ambrosiano):

“Ululare con i lupi”, Ed. Boringhieri, 2003

"La spinta a esistere – la sessualità oggi", Ed.  Borla, 2008

 

Giovanna Giaconia

 

Medico, Psichiatra, Psicoanalista (Membro Ordinario della SPI e dell’IPA, Analista con Funzioni di Training).

Consulente dell’USSM-Ufficio Servizio Sociale Minorenni del Ministero della Giustizia.

Tra le pubblicazioni di interesse specifico: “Problemi di tecnica nel trattamento degli adolescenti” e “Adolescenza: mutamenti e patologia” in A.A. Semi (a cura di), Trattato di Psicoanalisi, Cortina, Milano, 1989.

Ha curato il volume: Adolescenza ed etica, Borla, Milano, 2005.

 

Antonio Imbasciati

 

Professore ordinario di Psicologia Clinica e direttore dell'istituto di psicologia della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Brescia; è membro ordinario e didatta della Società Psicoanalitica Italiana (S.P.I.) e dell'International Psychoanalytical Association (I.P.A.). Nato nel 1936 a Pisa, ha conseguito la laurea in Medicina, la specializzazione in Psicotecnica, quella in Psicologia Clinica e quella in Neuropsichiatria Infantile. Si è formato come ricercatore nell'Istituto di Psicologia dell'Università Cattolica di Milano negli anni 1961-1971 (libera docenza nel 1970), e come psicoanalista, a partire dal 1963 nell'ambito delle strutture istituzionali della Società Psicoanalitica Italiana, nella quale svolge tuttora funzioni didattiche inerenti al training. Vive e lavora a Milano e a Brescia. E' stato

fondatore e past-president del "Collegio dei Professori e Ricercatori Universitari Italiani di Psicologia Clinica". 
Sono stati pubblicati 
258 suoi lavori di cui 42 volumi.

 

Dr. A. Luchetti

 

Membro Ordinario della S.P.I.

Laurea in Medicina e Chirurgia il 27.03.1980.

Abilitazione alla libera professione di Medico Chirurgo. Specializzazione in Psichiatria il 10.07.1984.

Iscrizione all'Ordine dei Medici-Chirurghi di Roma e Provincia dal 15.01.1986 al n° 36562.

Dal 1984 svolge privatamente attività Psichiatrica, Psicoterapeutica e Psicoanalitica.

Redattore della Rivista di Psicoanalisi, organo della Società Psicoanalitica Italiana, dal Febbraio 1996.

Ha tradotto e curato l'edizione italiana di volumi e articoli di Psicoanalisi.
Autore di articoli Psicoanalitici.

Collabora con il quotidiano "Il Manifesto" per recensioni ed articoli di Psicoanalisi.

Psicoanalista da 16 anni.

 

Anna Oliva De Cesarei

 

Psichiatra, Psicoanalista, Membro Ordinario con funzioni di training della SPI e dell’IPA.

Gli argomenti di interesse specifico, presentati in vari congressi della SPI, al Centro Milanese di Psicoanalisi o pubblicati su varie riviste, riguardano principalmente:

 

fantasma e affetti in psicoanalisi

nuclei incistati del sé

femminile-maschile e trauma nell’area primaria

identificazioni fuse del sé e dell’oggetto

regressione, raffigurazione, sogno

trauma precoce e bipolarità narcisismo-autismo

trauma e violazione del senso di esistere

sfondo, schermo, scena psichica.

 

Giuseppe Pellizzari

 

Psicologo, Psicoanalista (Membro Ordinario della SPI e dell'IPA, Analista con Funzioni di Training).

Oltre all'attività privata collabora da quindici anni con Progetto A, centro di consultazione per adolescenti di San Donato Milanese (ASL Milano 2), unico centro pubblico di tal genere in Italia, fondato nel 1989 su ispirazione di Tommaso Senise. Ha tenuto corsi di formazione in psicoterapia dell'adolescenza presso le scuole di specializzazione Area G e ASNEA. Ha svolto attività di supervisione regolare per diversi anni pressi le ASL di Palazzolo sull'Oglio e Chiari. Ha tenuto un ciclo di incontri di supervisione presso l'Istituto Benedetta d'Intino e seminari di discussione sulle problematiche adolescenziali presso numerose ASL e associazioni private. Oltre ad aver partecipato come relatore a vari congressi ISAP, è autore di numerosi articoli riguardanti la tecnica psicoanalitica e le tematiche dell'adolescenza apparsi sulle riviste: Gli Argonauti, Rivista di Psicoanalisi, Psiche, Adolescenza. E' autore, insieme a Giovanna Giaconia e Piero Rossi, del volume Nuovi fondamenti per la tecnica psicoanalitica, Borla, Roma, 1997 e del volume L'apprendista terapeuta, Bollati Boringhieri, Torino, 2002.

 

Fausto Petrella

 

Titolare della Cattedra di Psichiatria dell'Università degli Studi di Pavia. E' membro ordinario e past President della SPI. Dirige un'Unità operativa psichiatrica a Pavia e la Scuola di Specializzazione in Psichiatria.

Tra i suoi scritti in volume La mente come teatro. Antropologia teatrale e psicoanalisi. Centro Scientifico Torinese, Torino 1985. “Il modello freudiano”, in Trattato di Psicoanalisi (a cura di A. A.Semi), vol. I, Cortina, Milano 1988, p. 41-145. “Nosologia e psicoanalisi”, in Trattato di Psicoanalisi (a cura di A. A. Semi), vol. II, Cortina, Milano 1989, p. 3-61. Turbamenti affettivi e alterazioni dell'esperienza, Raffaello Cortina, Milano 1993, p. 700, raccoglie e ordina un buon numero di suoi scritti psicopatologici, teorici e clinici.

 

Salomon Resnik

 

Salomon Resnik nasce a Buenos Aires, l'1 aprile 1920, da genitori russo-ebraici emigrati in Argentina.

Si laurea alla Facoltà di Medicina di Buenos Aires discutendo la tesi sulla "Sindrome di Cotard". Diventa nel 1954 membro associato dell’Associazione Psicoanalitica Argentina e membro titolare nel 1957. Si interessa, verso la fine degli anni ’50,  di deliquenza giovanile e di psicoanalisi infantile poi del trattamento psicoanalitico della psicosi in bambini e adulti.

 Pioniere nell’applicazione della psicoanalisi nell’autismo infantile e nel trattamento della schizofrenia in Argentina. Allievo e collaboratore del suo maestro Dr. Enrique Pichon-Riviere, anche lui  interessato al mondo della cultura, si occupa dell’applicazione della psicoanalisi nel sociale: psicoterapia di gruppo e dinamica istituzionale.

 Già nel 1950, in collaborazione con il Dr. Usandivares e il Dr. Morgan, inizia la prima esperienza terapeutica in gruppo istituzionale di pazienti psicotici cronici.

Salomon Resnik vive le vicissitudini della cultura della Buenos Aires dell’epoca. Legato a Jorge Luis Borges e a Aldo Pellegrini, medico anch’egli e noto critico di arte moderna. Vive il milieu che lo stimola ad interessarsi alle scienze umane, all’arte e alla letteratura.  Collabora al gruppo surrealista di Buenos Aires e contribuisce alla rivista Ciclo, di arte ed avanguardia.

Nel 1953 scrive un lavoro interdisciplinare inerente la musica e la psicoanalisi.

Nel 1955 conosce a Ginevra, al Congresso Internazionale di Psicoanalisi, Melanie Klein, dalla quale rimane molto colpito. Da questo incontro nasce il progetto di continuare la sua formazione a Londra proprio con la Klein.

Dal 1957 vive in Europa, prima a Parigi per un anno, dove studia con Roger Bastide, Levi Strauss, Maurice Merleau Ponty e Gurvitch. Continua le sue ricerche sulla schizofrenia nell'Ospedale Saint Anne e nel servizio di ammissione del Dr. Daumezon.

Nel 1958 prende contatto con il Dr. Francis Tosquellas, il Dr. Jean Oury e Roger Gentis promotori della psicoterapia istituzionale che giocherà un ruolo importante nello sviluppo dell'applicazione della psicoanalisi al sociale.

Alla fine del 1958 realizza il suo sogno di arrivare a Londra e assiste ai seminari di M.Klein, Bion e altri. Si psicoanalizza con Herbert Rosenfeld per oltre dieci anni. A Londra, con l'appoggio del prof. Morris Carstairs (che esercita a Londra e a Edimburgo) e del Dr. Winnicott, lavora nell'ospedale psichiatrico Netherne Hospital nel Surrey con l'incarico di una comunità terapeutica di psicotici giovani.

Nel 1959 collaborerà con il Cassel Hospital a Richmond con Thomas F.Main, creatore del termine "Comunità Terapeutica". Collabora con il Dr. Maxwell Jones all'Henderson Hospital a Belmont e con il Dr. Foulkes a Londra.  Lavora in una Child Guidance Clinique a Guilford e approfondisce i suoi studi sugli stati precoci della vita del bambino con  M.Klein e E. Bick.

Realizza gli studi di Antropologia Sociale nel 1963 all'University College di Londra e collaborerà al Dipartimento di Psicologia Sociale dela London School of Economics. A Londra, alla fine degli anni 60, prende contatto con Italo Calvino, che è interessato ai suoi scritti e lo invita a pubblicare le sue opere presso la casa editrice Einaudi. Prende così contatto con gli intellettuali italiani.

Nel 1970 è in Francia dove lavora con gli intellettuali francesi e i suoi colleghi psichiatri e psicoanalisti con vocazione umanistica. Maitre de Conference in Psichiatria alla facoltà di Medicina di Lione e presso la Sorbonne a Parigi, collabora come professore a contratto tenendo corsi per post graduati nella Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica di Roma, alla cattedra di Psichiatria di Ancona e quella di Napoli.

A Venezia, dove comincia ad essere presente regolarmente collabora con la fondazione Cini, su invito dei professori Vittorio Branca e Carlo Ossola, per un periodo di vent’anni, nel campo della pittura letteratura e scienze dell’uomo.

 Nel campo psichiatrico – psicoanalitico collabora alla formazione di psicoterapeuti e di bambini ed adulti presso una associazione fondata a Venezia, il C.I.S.P.P. ( direttore E.Levis); Nei corsi di questa scuola si includono sempre partecipazioni di filosofi e esponenti della cultura come Aldo Gargani, Renzo Mulato, Alberto Panza, Edmundo Gomez Mango di Parigi.

Contribuisce alla fondazione dell’ASVEGRA, una scuola di formazione in psichiatria e in psicoterapia con indirizzo individuale, gruppale e  sociale (istituzionale).

Attualmente vive e lavora a Parigi, mensilmente tiene seminari e gruppi a Venezia; continua ad occuparsi di formazione a Venezia presso il CISPP.

Ha collaborato con colleghi in formazione in Ucraina, promuovendo lo scambio culturale con colleghi psichiatri e psicoanalisti attraverso congressi e gruppi di lavoro che hanno coinvolto anche psichiatri e psicoanalisti italiani.

 

Dr. F. Riolo

 

Membro ordinario con funzioni di Training  dell’INT della S.P.I.

Psicologo presso il Centro di Neuropsichiatria Infantile Ospedale Psichiatrico di Palermo 1969-1975, Assistente volontario presso l'Istituto di Psicologia Università di Palermo 1969-1974.

Iscrizione all'elenco degli Psicoterapeuti dell'Ordine degli Psicologi della Sicilia n° 0155.

                                                           Psicoanalista da 31 anni.

                                                           Esperto del pensiero di Bion e di Tecnica della Psicoanalisi.

 

Lucio Russo

 

Psicoanalista, con funzioni didattiche, della SPI (Società Psicoanalitica Italiana). Vive e lavora a Roma.

E’ autore dei libri

Nietzsche, Freud e il paradosso della rappresentazione, Roma, 1986

L’indifferenza dell’anima, Borla, Roma, 2000

Per le edizioni Borla ha pubblicato  Del genere sessuale (1988; in collaborazione con Malde Vigneri) e ha curato il libro di N. Abraham e M. Torok La scorza e il nocciolo (1993)

E’ autore di numerosi articoli e saggi

 

Curriculum  dell`attivita`  scientifica

 

1. Studi e titoli

2. Attività scientifica e didattica

3. Elenco delle pubblicazioni

3.1 Articoli su riviste

3.2 Libri

3.3 Saggi contenuti in libri

4. Conferenze e relazioni a congressi

 

        1. Studi e titoli:

 

- Laureato  in  Medicina  e  Chirurgia con il massimo dei voti  all`Universita` degli Studi di Padova il 24 luglio 1969

- Diplomato  Specialista  in  clinica delle malattie nervose e  mentali  all`Universita`  degli  Studi di Pisa il 19 Dicembre 1972

- Membro  Associato della Societa` Psicoanalitica Italiana dal 26 Ottobre 1980

- Membro  Ordinario della Societa` Psicoanalitica Italiana dal 15 Ottobre 1986

- Full Member    della    International   Psycho-Analytical  Association dal Novembre 1986

-   Socio  corrispondente  dell`Istituto  Veneto  di  Scienze Lettere ed Arti dal 1992

-                    Membro effettivo dello Ateneo Veneto dal 1994, Consigliere Accademico dello stesso dal 1999

-                    Presidente dell’ Istituto Cesare Musatti (Onlus) di Venezia dal 1998 al 2005

-                    Presidente del Centro Veneto di Psicoanalisi (della SPI) dal 2003 al 2004

-                    Presidente dello Ateneo Veneto dal 2006

   

     2. Attivita` scientifica e didattica:

 

-  dall`ottobre  1969  al  marzo  1974 Assistente nei Servizi Psichiatrici di Venezia-Centro     (diretti dal  Prof.G.Sacerdoti);

-  dal  marzo 1974 per vincita di pubblico concorso Aiuto nei medesimi Servizi fino all`agosto 1979;

-  dal  1980  esercita  la  professione  di  psicoanalista  a Venezia

- dal 1980 al 1986 Professore a contratto presso la Scuola di  Specializzazione  in  Psichiatria  dell`Universita` di Padova (diretta dal Prof. L. Pavan) per l`insegnamento di Psicoterapia I;

-    nel   1988-89   Professore a contratto nell`ambito dell`insegnamento  di "Teoria e tecnica del colloquio" per il Corso  di  Laurea  in  Psicologia  annesso  alla  Facolta` di Magistero dell`Universita` di Padova

-  e`  stato  Segretario  scientifico  del  Centro  Veneto di Psicoanalisi  (sezione  locale  della Societa` Psicoanalitica Italiana)  e  membro  della Commissione Scientifica Nazionale della  medesima Societa` dal settembre 1986 al settembre 1988

- nel 1991-92 Professore a contratto di Psicologia Dinamica al Corso di Laurea in Psicologia   presso  la  Facolta`  di  Lettere   e  Filosofia dell`Universita` di Trieste  in base ad  un  contratto sostitutivo (ex art.100).

- Vice-presidente della Società Psicoanalitica Italiana dal 1992-93 al 1993-94.

- Direttore della Rivista di Psicoanalisi - organo della Società Psicoanalitica Italiana - dal 1993 al 1997

- Membro del Comitato di Bioetica della ULSS n.11 (Venezia) dal luglio 1996 al luglio 2000

- Membro del Comitato Scientifico dello International Symposium on Psychoanalysis and Art organizzato dalla International Psychoanalytical Association (Firenze, 1997)

- Membro della redazione di Le fait de l’analyse (Parigi) dal 1997

- Membro dello European Editorial Board dello International Journal of Psycho-Analysis (Londra) dal 1998 al 2002

     - Membro del Program Committee dell’International Psychoanalytical Congress (IPA) Santiago, 1999

- Membro della redazione di penser/rêver (Paris, L’Olivier)

 

Sisto Vecchio

 

Psicoanalista, Membro Associato della SPI e dell’IPA

ESPERIENZA LAVORATIVA

·         Dal 1965 al 1980, presso ENPI (USSL), si è occupato con funzioni di coordinamento di psicologia del lavoro, scolastica e clinica

·         Nel 1998/99, presso la Fondazione Betania OnLus (CZ), ha svolto il ruolo di coordinamento e direzione scientifica di due ricerche nell’ambito di Progetti Europei Horizon e Youthstart, dal titolo “La funzione terapeutica nella comunità riabilitativa” e “Calabria: vincoli, appartenenza e progettualità”

·         Dal 1999 al 2004 è stato docente di psicologia dinamica al Centro di ingegneria economica e sociale Università della Calabria

·         Dal 2000 al 2007 ha svolto una supervisione clinica e istituzionale all’Unità di Psicologia dell’OORR di Bergamo

·         Dal 2000 al 2002 è stato docente di psicologia della devianza in adolescenza presso l’Università Bicocca di Milano

·         Dal 2004 è docente di psicologia dinamica presso la Scuola di specializzazione di psicoterapia comparata di Cagliari

·         Dal 2005 è docente di “Valutazione e trattamento dell’adolescente antisociale” presso la Scuola di specializzazione del Ciclo di Vita Università Bicocca di Milano

PUBBLICAZIONI

- “Lo spazio come metafora del Sé”, in Saggi di Psicoanalisi dell’arte, Ed. La Goliardica, Roma,1984

- “Credulità e Magia”, in Atti del convegno De Magia, Istituto Universitario di Bergamo, 1985.

- “Il vuoto e il pieno”, in  Gli indicatori ambientali, a cura di P.Schmidt, F: Angeli , Milano, 1986

- “Realtà e rappresentazione”, in  gli Argonauti, N° 29, 1986

- “ Il doppio nella reverie e nel sogno”, in Il Doppio, a cura di E.Funari, Cortina , Milano, 1986

- “Analisi di alcuni meccanismi arcaici nel trattamento di bambini autistici”, gli Argonati, Anno  X, N° 37

- “Nostalgia”, ( a cura di), Edizioni Lubrina, Bergamo 1991

- “Edipo a Colono”, in Edipo, Amleto, Freud, a cura di M: Messina, Metafora ed. Salerno, 1991.

- “ Le teste scambiate, considerazioni su alcuni processi trasformativi in adolescenza, gli Argonauti XVIII, N° 68, 96

- “Andare in-contro al limite, note per una lettura controtransferale dell’aggressività, gli Argonauti, XVIII, N°71, 96

- “Lo stile: una faccenda di frontiera”, gli Argonauti, XIX, N° 75, 97

- “ L’adolescenza: un paradigma difficile”, in  La comunità terapeutica, AA.VV., Cortina Ed. Milano, 98

- “La funzione terapeutica nella comunità riabilitativa”, edito a cura della Fondazione Betania, Catanzaro, 99

- “Calabria: vincoli, appartenenza, progettualità”, edito a cura della Fondazione Betania, Catanzaro, 99

- “ L’attesa di Telemaco”, in gli Argonauti, XXI, N° 80, 99

- “ Il gemello eterosessuale”, in gli Argonauti, XXI, Nà 83, 99

-“ La realtà è anche fuori, l’adolescente nell’incontro analitico”, in Atti del convegno “servizi territoriali per l’adolescenza: la prevenzione e le metodologie comuni”, Fondazione Famiglia Legler, Brembate di Sopra (BG), 2000

-“La crisi nel processo evolutivo: il disordine creativo”, in corso di pubblicazione presso gli Argonauti.

- “ Dal dire al provare invidia: un lavoro dell’adolescenza.”, in L’invidia, a cura di E.Funari, Moretti e Vitali editore, Bergamo 2002 .

-“Pensare la creatività, note sull’innovazione”, in Ragioni di confine, percorsi dell’innovazione, a cura di G. Ardrizzo,  Il Mulino ed., Bologna 2002

-“Il tempo dell’altro: caducità vs delusione”, in “L’esilio del tempo”, a cura di G.Ardrizzo, Meltemi, editore, Roma 2003

-“ L’esilio di Törless” in “ Il confronto generazionale”, atti VIII convegno Itinerari Psicoanalitici, Verona, Ottobre 2004

- “Cominciare e finire”, in Gli Argonauti, Anno XXVIII, N° 111, Dicembre 2006

- IL soggetto: le tracce, il progetto, la pratica psicoanalitica.  Gli Argonauti N° 115, Anno XIX,, Dicembre, 2007

-“Le finestre” dell’Uomo dei lupi, in corso di pubblicazione.

- Ha curato il capitolo relativo al pensiero di D. Anzieu, e, con Altri, quelli relativi agli “Indipendenti Inglesi” e ad Heinz Koht contenuti nel volume  di Aparo, Casonato, Vigorelli,  “I modelli geneticoevolutivi”, Il Mulino, Bologna,2000.

 


 

 

ELENCO ABSTRACT PIU’ SIGNIFICATIVI

 

 

Oliva De Cesarei

Immobilità, in-azione, sogno.

 

Presento la terapia di una ragazza, iniziata in una situazione di immobilizzazione e di non vita, un Sé inerme privo di schermo protettivo in seguito al crollo di una struttura di pseudoadattamento.

La clinica viene accostata alle riflessioni teoriche sui buchi di rappresentazione e sulle problematiche connesse.

L’attenzione è focalizzata sull’incontro con emozioni prima evacuate, poi splittate sul corpo, e sul passaggio da un modo di essere fondato sul concreto alla possibilità di costruire una scena psichica e di sognare.

 

Abstract

C. Alvarez

 

Questo lavoro tenta un abbordaggio metapsicologico dei processi che portano al desiderio inconscio a raggiungere la soddisfazione allucinatoria attraverso il sogno o a espletarlo sublimatoriamente.

Questi due destini implicano la messa in opera di meccanismi psichici di diverse complessità e modalità.

Nella attività onirica domina il processo primario e il principio di piacere, le attività egoica e superegoica rimangono praticamente abolite e la realtà psichica s’impone alla realtà esterna.

La sublimazione al contrario, esige in primo termine la derivazione del modello del desiderio al piano pulsionale mediante l’intervento della funzione inibitoria dell’io, ciò che potrebbe definirsi come la “pulsionalizzazionne del desiderio”.

Le vicissitudine della pulsione e la definizione del suo destino, saranno determinate sia per l’accettazione dei mandati superegoici quanto per l’ adeguatezza ai limiti imposti dalla realtà.

La sublimazione come destino possibile, richiama un nuovo lavoro psichico che porta alla modifica dell’oggetto, della meta e della qualità della energia libidica interveniente.

 

Marta Badoni

Corpo e Sogno

 

In questa riflessione vorrei riprendere il rapporto tra corpo e sogno nel lavoro analitico e nei modi attuali di “fare analisi”.

La “Via Regia” ,  che Freud attribuiva al sogno e alla interpretazione del sogno, come accesso di eccellenza all’inconscio si è infatti dispersa  in una serie di viottoli laterali,  che oggi usiamo  chiamare modelli.  Ciò è dovuto a mio parere a diversi fattori: a un affievolirsi delle risorse interpretative, come se esse si fossero logorate negli anni, al lavoro analitico  con i pazienti  borderline, con i bambini e con gli adolescenti e a una maggiore conoscenza,  a partire dai lavori delle neuroscienze, del destino delle tracce mnestiche.  Tutto ciò ha messo gli analisti a contatto con  nuovi e svariati  modi di espressività dell’inconscio: gli analisti di oggi  non  prescindono dal sogno come evento della notte,  ma hanno imparato a disporsi in seduta come sfondo onirico per il funzionamento mentale del paziente, specialmente  quando egli attinge a funzionamenti mentali più arcaici. 

Il lavoro di rêverie e di raffigurazione sono l’essenza di questa disposizione.

Perché questo avvenga, occorre che le luci nella seduta analitica siano tenute discrete.

Le luci accese spengono i sogni e questo vale sia per un eccesso di illuminazione della scena diurna, sia per un eccesso  di dimestichezza con  gli elementi del sogno che portano l’analista a interpretare a partire da immagini di repertorio (prêt à interpreter) , sia infine per un appiattimento del lavoro che la percezione segretamente fa, per notare, annotare, registrare gli eventi diurni.

Occorre allora  sviluppare, con la funzione della attenzione, anche la capacità dell’analista di sospendere il giudizio e di accompagnare  umilmente il paziente nella percezione e nell’ascolto del

proprio accadere psichico.

Tutto ciò non può che passare per una disponibilità a lasciarsi impressionare dalle parole del paziente, impressioni che trovano nel circuito corpo- mente- corpo una rete di traffico a volte difficile da incanalare per divieti a diverso livello, a volte senza sbocchi, ma spesso anche capace di aprirsi  su  nuovi paesaggi.

 

Abstract

G. Civitarese

 

Da sempre il fenomeno del sogno nel sogno ha intrigato molto gli scrittori. Per citarne uno trai tanti Borges. Forse meno gli analisti. L’esperienza clinica insegna che questa singolare produzione psichica non né così infrequente come forse si potrebbe pensare. Freud ha dedicato a questo tema solo poche righe, anche se molto dense, alla fine del capitolo VI dell’Interpretazione dei sogni. Curiosamente questo paragrafo è il frutto di due successive aggiunte al testo: la prima risale al 1911, la seconda al 1919. Sembra quasi che egli abbia cercato a lungo la sua soluzione a quello che riteneva un vero e proprio enigma e , si potrebbe speculare, forse senza mai esserne del tutto soddisfatto.

Quello che vorrei evidenziare qui, ricorrendo ad una breve vignetta clinica, è come il sogno nel sogno si presti particolarmente bene ad illustrare il cambiamento fi paradigma che si è prodotto rispetto a Freud nell’uso clinico del sogno. L’analista non mira più tanto, o non solo, ad esplicitare dei contenuti in codice, quanto alla costruzione narrativo-estetica di un senso che passi per momenti di sintonia emotiva. Non più, non solo, un lavoro sul sogno ma un lavoro con il sogno.

 

Abstract

G. De Giorgio

 

L’autore portando il contributo dell’analisi di alcuni casi clinici si propone di approfondire la relazione tra l’addormentarsi   ed i suoi legami con il sonno, il sogno e l’ azione

 

Agi e disagi della psicoanalisi contemporanea

Giuseppe Di Chiara

 

La psicoanalisi ha conosciuto un incontrovertibile sviluppo dagli anni settanta in avanti del secolo scorso, raccogliendo giustamente il risultato dell'essere stata la scienza pilota del rinnovamento e della trasformazione delle scienze. Il riconoscimento della fonte del pensiero e dell'agire umani nell'area inconscia della psiche ha innalzato ad un tempo il significato e la responsabilità del soggetto, favorendo l'emancipazione delle scienze dalle prospettive paranoiche. Nello stesso tempo la riflessione e la esperienza fatta con la psicoanalisi e dalla psicoanalisi nelle relazioni tra gli individui, nei gruppi, ha inviato fasci di luce sui grovigli delle reti sociali umane. L'area psicoterapica, con poche eccezioni, si è impregnata di psicoanalisi.

Vicino agli agi della fine del secolo scorso si sono andate formando situazioni diverse, di disagio. La reazione e la difesa nei confronti della psicoanalisi ci sarebbe stata: era solo questione di quando e di come. Il quando è l'esordio del nuovo secolo; il come è riassumibile nel modo di dire "'smettila di sognare e datti da fare !". Il disagio della psicoanalisi e degli psicoanalisti è soprattutto l'impatto con processi di regressione, individuali e sociali, che interrompono l'equilibrio tra i processi secondari e primari, spostandolo dalla direzione edipica a quella dionisiaca. L'unità psicosomatica, che per essere rispettata deve rimanere allusa e sospesa, si frattura nella medicina del corpo e in quella dell'anima. L'azione diviene fine a se stessa e divorzia dal pensiero nell’abbandono delle teorie, delle grandi teorie, a favore dei modelli operativi. L'incontro senza commiato e senza racconto dilaga nella direzione dell’orgia.

Quale compromesso è possibile tra la psicoanalisi e la postmodemità? Dove la linea di resistenza? Nelle modifiche del numero delle sedute? Nelle modifiche delle modalità di pagamento? O non, piuttosto, prima di tutto, nel continuare a lavorare, sognando, perchè le trame non sognate ci costringono a fare quello che non sappiamo di fare.

 

I sogni nelle culture

V. Berlincioni

 

Sognare è un fenomeno umano universale. E da sempre l’uomo ha cercato di decifrarne la natura misteriosa.

La straordinaria intuizione di Freud di considerare il sogno come espressione di un’attività psichica inconscia, ha completamente rivoluzionato, dall’inizio del secolo scorso in poi, il rapporto dell’uomo occidentale con i propri sogni. Essi sono inscritti nelle vicissitudini personali e biografiche di ogni soggetto, prodotti da processi psicologici specifici: questa scoperta ha permesso di interpretarli, riducendo la loro enigmaticità e illuminandoli di significati inediti per il soggetto.

Ma i sogni non appartengono solo all’individuo. In funzione del loro rapporto con il mito si può parlare di “sogni di una cultura” (Abraham,) 1909). Quale ruolo svolga la cultura nella formazione dei contenuti onirici costituisce pertanto un’ulteriore articolazione dell’indagine sul sogno. Gli studi antropologici hanno rivelato la centralità che i sogni hanno nelle culture tradizionali dove assumono significati e funzioni diverse a seconda del contesto culturale in cui si esprimono.

Si aprono così due ordini di questioni: da una parte la discussione circa la possibilità di utilizzare l’interpretazione psicoanalitica del sogno e del simbolismo onirico nelle società non occidentali (Seligman, 1924; Roheim, 1947; Devereux, 1951; Honigman, 1975; Bruce, 1975; Bourguignon, 1983). Dall’altra utilizzare il sogno come “via regia” per comprendere i comportamenti predisposti dalla cultura: come la cultura si struttura nell’individuo e come l’individuo si serve dei materiali culturali.

Dal momento che gli studi antropologici si riferiscono a culture molto diverse tra loro, non si dovrebbero compiere generalizzazioni arbitrarie. Tuttavia nelle antiche civiltà e presso molti popoli extraeuropei, l’attività onirica, spesso interpretata come manifestazione della divinità, ha avuto ed ha una funzione socialmente molto importante nell’influenzare i comportamenti individuali e collettivi.  Infine la ricerca volontaria della esperienza onirica è elemento essenziale della pratica religiosa e terapeutica di molti popoli (basti pensare ai riti di incubazione nei templi di Esculapio nella civiltà greco-romana o alle culture sciamaniche) (Fabietti, 1997).

Per capire il significato dei sogni nella culture occorre allora conoscere molte cose: quali sono le fonti culturali dei contenuti dei sogni, il posto che i sogni occupano nella vita culturale, i comportamenti condizionati dai sogni (Bourguignon, 1983). Alcune ricerche sono rivolte ad analizzare i sogni di un gruppo per valutare il modo in cui esso affronta i temi universali della sessualità, dell’aggressività, della morte…(Schneider, 1969) altre  ad identificare in che modo i singoli soggetti utilizzano nei loro sogni i miti specifici della cultura. (Eggan, 1966).

La tematica è complessa: in questo lavoro si cercherà di delinearne alcuni aspetti essenziali.

 

Abstract

D. Chianese

 

Del sogno vanno considerati non solo i significati ma anche l'aspetto morfologico,la sua struttura formale.Il sogno diventa testo al risveglio,di notte e' un'esperienza visiva,una esperienza estetica,che ci parla dell'esistenza ,del passato,ma anche del futuro.   

 

Talking cure o dreaming care:

Rêverie e comunicazione non verbale

di Antonio Imbasciati

 

In queste ultime decadi sempre più gli psicoanalisti si sono cimentati con pazienti cosiddetti “gravi”. Questo ha stimolato sviluppi teorici e tecnici di tutta la psicoanalisi. La psicoanalisi infantile si è notevolmente integrata con tali sviluppi. In questo quadro di evoluzione un particolare accento è stato posto sul ruolo e sull’opportunità dell’interpretazione. Si è sottolineato quanto in molti casi l’interpretazione intesa in senso classico debba essere circostanziata e limitato alla situazione del momento, e del singolo paziente, pena la sua inutilità. Vi sono pazienti, in particolare, spesso etichettabili nella ampia categoria dei border, che sembrano recettivi e idonei alla interpretazione, collaboranti all’analisi, e pei quali tuttavia si constata, a posteriori, quanto l’interpretazione sia stata cancellata, manipolata, resa inutile, talora dannosa, tramutando l’intera relazione analitica in un giuoco di “come se”. Per tali pazienti (o forse per molti altri) il termine talking cure, dato nella psicoanalisi, risulta del tutto inappropriato. D’altra parte si è sottolineato come per tutti i pazienti sia necessario che lo stato mentale dell’analista, che continuamente elabora un controtransfert, debba essere quello indicato dal concetto di rêverie. Sogno, dunque, per prendersi cura dello stato mentale più sostanziale, al di la di ogni verbalizzazione, del paziente: dreaming care. In questo quadro la risposta più efficace per il paziente è l’interpretazione? Sia pur elaborata adeguatamente. La psicoanalisi infantile, particolarmente coi bimbi piccoli, sottolinea il ruolo delle risposte non verbali, veicolate nella interazione. Come possiamo dunque porre maggiore attenzione alla comunicazione non verbale che si rivela indispensabile per certi pazienti adulti? Ha l’analista medio adeguata formazione per essere in grado di calibrare la sua risposta interpretativa non verbale senza incorrere nel rischio che la intenzionalità mascheri e mistifichi il significato effettivo che sarebbe utile al paziente? Molti interrogativi si presentano. L’Autore cita la possibilità che gli studi di psicoterapia psicoanalitica sui neonati (madre/neonato) possano fornire indicazioni utili agli analisti che si cimentano con gli adulti “gravi”.

 

Abstract

G. Pellizzari, G. Giaconia

 

Gli Autori utilizzano la tecnica pittorica di Caravaggio che si avvale di una drammatica e feconda contrapposizione tra tenebra e luce che rivela al di là degli scenari retorici della Controriforma la "verità" della vicenda umana privata di ogni orpello soprannaturale, come metafora dell'intreccio tra processo primario e processo secondario nel lavoro onirico inteso come punto di incontro tra costruzione rappresentativa e svelamento perturbante del desiderio".

 

Abstract

P. Campanile

 

Come concepire i rapporti del sogno e della veglia col pensiero e con l’azione orientata sulla realtà? Questa una delle domande alla base del Convegno a partire dalla quale l’intervento indaga uno specifico apporto del sogno al processo di soggettivizzazione.

 

Stato onirico della veglia: implicazioni teoriche e cliniche

Francesco Conrotto

 

L’autore descrive l’evoluzione della teoria psicoanalitica del sogno: da manifestazione dell’inconscio rimosso ad attività psichica costante al confine tra l’inconscio e la coscienza. Verranno poi messe in evidenza le implicazioni cliniche di questo punto di vista, soprattutto, in ordine alla clinica degli stati limite e al processo della cura analitica in generale.

 

Abstract

A. Luchetti

 

Desto o son sogno?

Partendo dalla acquisita evidenza della oniricità della veglia, questo breve intervento intende traguardarla anche dal punto di vista di una teoria traduttiva della rimozione che vede nel sogno un fondamentale crogiuolo e dell’inconscio e dell’Io, solo accennando a qualche aspetto della concezione della coscienza che vi è implicata. 

 

Abstract

L. Russo

 

Se dal punto di vista storico il sogno ed i suoi usi precedono la psicoanalisi ,dal punto di vista della teoria psicoanalitica l’esperienza soggettiva del sognare precede il racconto e l’interpretazione del sogno-testo.

L’autore, rimanendo nel dominio della psicoanalisi indaga sull’estensione dell’uso del sogno oltre la sua interpretazione.


Eugenio Gaburri

DIALOGO TRA DUE SOGNATORI E LA REALTA'

 

Con la  seconda topica, (al di là del principio del piacere), Freud  diede corso alla teoria cosiddetta “strutturale” -Io,Es S.Io- ma, anche se in forma meno evidente aprì la strada a una visione più prospettica della teoria del sogno.   Il sogno, prima concepito prevalentemente come uno sforzo di liberazione del rimosso dal rimovente venne inteso  come “lavoro” di integrazione tra fantasia e realtà.  Freud non parla di cooperazione paziente/analista ma il ruolo delle cosiddette“libere associazioni” acquista un maggior peso nell'economia del significato ottenuto attraverso la elaborazione del sogno. In tal modo si anticipano le idee più tardi sviluppate in “Costruzioni in analisi”. 

 Questo lavoro fonda la ipotesi che, più tardi si innesta sulla teoria del sogno “la teoria del pensiero” presentata da Bion nel 1961 al Congresso di Edimburgo che, “ha  molto in comune con il VII capitolo della interpretazione dei sogni”.

Fino a quel momento (in teoria) l'analista “interpretava” (traduceva) il sogno del paziente seguendo la sua esperienza personale di ex analizzato ma inserendola nei parametri  della teoria della tecnica:    da quel momento la “libertà” dell'analista poteva meglio giovarsi della sua “intuizione” e così sviluppare quella funzione analitica specie specifica rispetto a quel determinato paziente.            Tutto ciò tenendo conto del più elevato grado di libertà, di complessità (e di disciplina) collegato al paradigma di “campo analitico”.

E' in questo percorso che si sviluppa il “dialogo” tra le parti proto-oniriche arcaiche non verbali ma reali che sgorgano dall'intreccio imprevedibile dell'incontro delle due menti .         Ciò può realizzarsi solamente quando l'analista rimane “a vista” di quel “terzo” che Ogden ha cercato di descrivere ma che, per me può essere esteso all'intero corpus della scienza psicoanalitica fondata sull'Edipo e sulla separazione tra inconscio e coscienza.

Quando, grazie all'analisi, questo particolare dialogo si realizza,  si verifica  una particolare esperienza di incontro, e, da questa esperienza emerge un progressivo apprendimento a governare lo scarto tra realtà esterna e interna, i suoi conflitti, i suoi traumi, i caotici vuoti psicotici e a liberarsi dalla tirannia della coazione a ripetere.

Bion ha definito “O” la “realtà ultima” e la ha descritta come un inevitabile quanto irraggiungibile meta del desiderio della mente viva. Questo tropismo verso  “O” , nella visione di Bion sembra il complementare della idea di Freud (notes magico) quando  viene postulata una forza autonoma che sospinge il rimosso a risalire verso la coscienza.

In questo senso connettersi con la corrente di questo desiderio e “lavorare” (agire) per realizzare via via le idee che si fanno strada attraverso il pensiero onirico condiviso deve avere una certa coincidenza con  con la salute psichica e la creatività,non a caso Freud ha definito l'uomo “sano” come colui che è capace di amare e lavorare.      

La “realtà” così recuperata ci obbliga costantemente a oscillare  tra il sentimento della nostra piccolezza verso l'universo interno e esterno e la necessità di recuperare continuamente la megalomanica posizione tolemaica del nostro Io , possibilmente declinato nel nostro “noi” intorno al quale il sole continua a sorgere e tramontare.

 

Titolo della relazione: L’individuo alla prova: ritorno al Pleistocene?

Autore: Antonio Alberto Semi

 

Riassunto della relazione: L’autore si propone di esporre alcune considerazioni relative al concetto e alla realtà dell’individuo, basandosi anche su materiale clinico e ponendosi l’interrogativo relativo alla necessità o meno della costituzione della individualità psichica e della soggettività. Considerando comunque l’individuo come un’organizzazione in equilibrio dinamico con l’ambiente, l’A. cercherà di studiare le funzioni del sonno e del sogno in relazione alle possibili modalità regressive o evolutive dell’individualità.

 

 

 

 

 

 

Bologna, 17.10-21.11.2009 "PRATICA CLINICA E COSTRUZIONE DELLA TEORIA NELLE TERAPIE DINAMICHE";  Info: ilcerchioapv@libero.it ; Fees= euro 200,00.

Seminari Internazionali di aggiornamento in psicoterapia e scienze umane:
pratica clinica e costruzione della teoria nelle terapie dinamiche"

Programma

 

 

 

 

 

17 ottobre

Roberto Speziale Bagliacca (Genova)

L’oggetto reale e la scissione

 

Abstract:

 

Con questo titolo intendo proporre alcune brevi considerazioni su un tema che ancor oggi vede divisi gli psicoanalisti, per arrivare naturalmente al mio punto di vista. Nessuna intenzione di riallacciarmi al concetto di realtà in filosofia, piuttosto partirò da una frase dell’analista J. Riviere scritta nel 1927 ma ancora attuale per non pochi colleghi:

“La psicoanalisi (...) non si preoccupa del mondo reale, né dell’adattamento del bambino o dell’adulto al mondo reale, né della malattia o della salute, dei vizi o delle virtù. Si occupa semplicemente e unicamente delle fantasie della mente infantile, dei piaceri fantasmatici e delle punizioni temute”.

Io credo invece che occorra recuperare il reality testing quindi l’oggetto reale per potersi rappacificare con esso eliminando le scissioni che lo attraversano.

Non eluderò l’interrogativo: fino a che punto questo processo è possibile?

 

Curriculum:

Psicoanalista didatta della Società di Psicoanalisi Italiana (e Full Member IPA), è stato titolare  della cattedra di psicoterapia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova fino a sopraggiunti limiti d’età. Attualmente continua a insegnare psichiatria dinamica alla Scuola di specialità in psichiatria e psicoterapia presso il Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia & Genetica - Sezione di Psichiatria della stessa Facoltà. Ha insegnato anche alla Facoltà di Medicina di Pavia e tenuto corsi in diversi atenei italiani e stranieri, tra l’altro all’Università di Barcellona e all’Adelphy University negli Stati Uniti. La Rutgers University e la Duke University statunitensi hanno tradotto e adottato alcuni suoi libri.

Ha al suo attivo centinaia di pubblicazioni; tra i suoi saggi di più vasto interesse, tradotti in diverse lingue: Colpa. Considerazioni su rimorso, vendetta e responsabilitภgiunto alla terza edizione nel 2006; quindi una biografia critica del fondatore della psicoanalisi, Freud messo a fuoco. Il passaggio dai padri alle madri, pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2002 e il saggio Ubi maior. Il tempo e la cura delle lacerazioni del Sé, uscito presso Astrolabio nel 2004 che riprende i temi clinici che negli ultimi anni ha svolto nei suoi seminari.

 

21 novembre

Francesco Barale

Autismo, la debolezza piena

 

Abstract:

Nel Seminario verrano delineati lo sviluppo e gli importanti mutamenti intervenuti, negli ultimi 2 decenni, nell’ambito della conoscenza dell'autismo. Ne deriva una configurazione dell'autismo come "debolezza piena", con sue specifiche caratteristiche. Questa sarà la premessa ad una discussione sui modelli d’intervento e anche ad una riflessione sulla particolare esperienza "ecologica" di Cascina Rossago.

 

Curriculum:

 

Ha collaborato per alcuni anni con l'Istituto di Fisiologia Umana dell' Università di Pisa (diretto allora da Giuseppe Moruzzi) occupandosi di neurofisiologia. Successivamente ha sempre fatto lo psichiatra partecipando a tutte le vicende della psichiatria italiana dagli anni 70. Allievo di Dario De Martis, con cui si è specializzato e con il quale ha collaborato fin dall'inizio degli anni 70, è attualmente professore ordinario di Psichiatria a Pavia, dove dirige i servizi di Psichiatria dell'Azienda Ospedaliera e del Policlinico S. Matteo e il Dipartimento di Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali. E' psicoanalista, Membro Ordinario con funzioni di training della SPI e dell' IPA. Da molti anni si occupa di autismo sia sul piano della ricerca sia su quello dell'individuazione ed attivazione di adeguati modelli di intervento. Su questo argomento, assieme a Vittorio Gallese, Arnaldo Ballerini e Stefania Ucelli ha pubblicato nel 2006 presso Einaudi "Autismo. L'umanità nascosta" (curato da Stefano Mistura), dove assieme a Stefania Ucelli ha raccontato anche l'esperienza di "Cascina Rossago", la comunità agricola sperimentale organizzata nel frattempo e funzionante dal 2002.

Sempre per Einaudi (2007) ha curato (assieme a S. Mistura, V. Gallese, A. Zamperini e M. Bertani) i 2 volumi di "Psiche. Dizionario storico di Psichiatria, Psicoanalisi, Psicologia e Neuroscienze".

 

 

 

Firenze, 1.10-17.12.2009 SEMINARI SPI; Sede: Centro Psicoanalitico Fiorentino; Info: info@quidcom.com ; Fees= n.d.

PROGRAMMA:

 

  PROGRAMMA SCIENTIFICO Centro Psicoanalitico di Firenze

SETTEMBRE-DICEMBRE 2009

 

Ottobre

Giovedì 1        ore 21:30-23:00          A.M. Iacono: “La sospensione dell’incredulità”. Sede: Firenze, Centro.

                       23:00 - 23:30 Discussione

                      

Giovedì 15     ore 21:30-23:00          S. Manfredi: “Il Narcisismo nella storia della psicoanalisi”. Sede: Firenze, Centro.

                       23: 00-23:30 Discussione

 

                        Sabato 17 Ottobre

Il Seminario si svolgerà presso Aula Magna Storica

 Università di Pisa  La Sapienza

 

 

Metapsicologia: Quali Confini?

 

ore 9,30 : Apertura dei Lavori,

Saluto del Rettore Università di Pisa

 

Interlocutore dei Relatori : Francesco Conrotto

 

ore 9,45 : Antonio Alberto Semi:

Impostazione monistica ed elaborazione teorica psicoanalitica

 

ore 10,30 : Anne Denise:

La Funzione Schematica: principi e sviluppi del pensiero

 

ore 11,15:  Coffee Break

 

ore 11,45: Kennet Wright:

Theory and the self

   

ore 12,30 : Discussione

 

ore 13,30 : Pausa Pranzo

 

ore 15: Marina Breccia:

L’impasse identitario nella psicosi

 

ore 15,45 : Baldassarro

Metapsicologia senza confini?

 

ore 16,30: Conrotto:

Approfondimento Conclusivo

e discussione

 

ore 18 : Conclusione dei Lavori

 

 

 

Giovedì 29     ore 21:30-23:00          F. Di Volo: “Un caso clinico: angolazioni teoriche tra psicoanalisi ed evoluzionismo”. Sede: Firenze, Centro.

                       23: 00-23:30 Discussione

 

           Sabato 31 Ottobre Il Seminario si svolgerà presso

ISTITUTO  STENSEN

Viale Don Minzoni 25/a - Firenze

OLTRE LA DIAGNOSI

VERSO LA (PSICO-)TERAPIA 

 

 ore 9,30 : Apertura dei Lavori,

Saluto del Presidente Centro Psicoanalitico di Firenze

 ore 9,45 : VITTORIO LINGIARDI

La Diagnosi in Psicoterapia ed il Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM)

 ore 10,30 : MARIO ROSSI MONTI

L’impero dei disturbi affettivi: tra DSM e PDM

 ore 11,15: Discussione

 ore 11,45: Coffee Break

 ore 12 : ANTONELLO COLLI

Il contributo del PDM alla ricerca clinica in psicoterapia

ore 12,45 : Discussione

 

ore 13 : Pausa Pranzo

 

ore 14: MASSIMO AMMANNITI

La patologia infantile osservata dal PDM

ore 14,45 : MARIA GRAZIA MARTINETTI

La Diagnosi nelle patologie infantili

ore 15,30 : Tavola Rotonda con Esercitazioni Cliniche:

“L'utilizzo della diagnosi nella programmazione di un progetto (psico-) terapeutico”

 

ore 17 : Conclusione dei Lavori

 

Novembre

Giovedì 12     ore 21:30-23:00          P. Meucci: “Bambini violenti”. Sede: Firenze, Centro.

                       23: 00-23:30 Discussione

 

Giovedì 26     ore 21:30-23:00          S. Rozzi: “Riflessioni neurofisiologiche sul pericorpo”. Sede: Firenze, Centro.

                       23: 00-23:30 Discussione

 

Dicembre

Giovedì 3       ore 21:30-23:00          M. Capuano: “Riflessioni sulla perversione”. Sede: Firenze, Centro.

                       23: 00-23:30 Discussione

 

Sabato 12         

 

Accademia La Colombaria

12 Dicembre 2009

 

ore 9,30 inizio lavori,

introduzione ai lavori e presentazione dei colleghi bolognesi,

ore10 Relazione Dr. I. Ruggero: Corpo strano, corpo estraneo, corpo nemico: itinerari adolescenziali tra mente, corpo, relazione

ore11,30 break

ore11,45 Discussione

Ore 13 conclusione dei lavori

 Giovedì 17     ore 21:30-23:00          A. Bigi: “La Fede e la Psicoanalisi” . Sede: Firenze, Centro.

                       23: 00-23:20 Discussione

                       23:20-23:30 test finale ECM

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI GENERALI

Sede del Corso di Aggiornamento:

Centro Psicoanalitico di Firenze - Via Puccinotti 99 - Firenze

 Aula Magna Storica - Università di Pisa  La Sapienza

ISTITUTO  STENSEN -Viale Don Minzoni 25/a - Firenze

 

 

Iscrizione al Corso di Aggiornamento

L’iscrizione al corso è gratuita.

E’ necessario inviare alla Segreteria Organizzativa l’allegata “Scheda di Iscrizione” debitamente compilata entro e non oltre il 1 settembre 2009.

 

Segreteria Organizzativa

QUID Communications srl

Via G.C. Vanini, 5-50129 Firenze tel.: 0554633701 fax: 0554633698  info@quidcom.com

Educazione continua in medicina - ECM

Sono stati richiesti al Ministero della Salute i crediti formativi per  un numero massimo di 70  medici individuati fra medici psichiatri e psicologi. Per acquisire i crediti assegnati, i partecipanti dovranno compilare il questionario di verifica dell'apprendimento e la scheda di valutazione dell'evento. Sono obbligatorie le firme di entrata ed uscita, ed il 100% di presenza al corso.

Attestato di Frequenza

L’attestato con i crediti formativi verrà recapitato direttamente al partecipante dopo la verifica del questionario di valutazione dell’apprendimento.

Variazioni

La Segreteria Scientifica e la Segreteria Organizzativa si riservano il diritto di apportare al programma tutte le variazioni che si rendessero necessarie per ragioni tecniche e/o scientifiche.

PAROLE CHIAVE: 1) psicoanalisi  2) psicoterapia 3) evoluzionismo

TIPOLOGIA DELL’EVENTO: f) Seminari

MODULO ELENCO OBBIETTIVI: Obbiettivo N° 21

 

SCHEDA DI ISCRIZIONE

da inviarsi alla Segreteria Organizzativa entro il 1 settembre 2009.

L’ammissione deve essere confermata da parte della Segreteria Organizzativa via e-mail;

(COMPILARE IN STAMPATELLO)

Cognome_______________________________Nome____________________________

 

Nato a_________________________________il________________________________

 

Codice fiscale personale_____________________________________________________

 

Professione______________________________________________________________

 

Disciplina________________________________________________________________

 

Ente____________________________________________________________________

 

Indirizzo Ente/Studio Privato______________________________________________

 

CAP_________________________Città______________________________________

 

Telefono____________________________________Fax__________________________

 

Numero di cellulare_______________________________________________________

 

e-mail___________________________________________________________________

 

Esprimo il consenso al trattamento dei miei dati per le finalità consentite dalla legge n. 675/96

 

data______________________________________firma_________________________

 

 

RAZIONALE SCIENTIFICO:

La psicoanalisi è patrimonio di tutti, come ogni tradizione di ricerca che abbia la scienza quale suo modello di riferimento. Essa è al contempo un vasto insieme di teorie sul funzionamento psichico dell’individuo e dei gruppi, un metodo per la cura della sofferenza psichica e una visione del mondo. Ancorata alla tradizione e al pensiero dei primi psicoanalisti, è tuttavia in continua evoluzione, alle prese con il tentativo di restare se stessa pur non essendo più la stessa dei tempi di Sigmund Freud.

 

Curricula dei docenti - Abstract delle relazioni

 

Alfonso Maurizio Iacono

CV

Alfonso Maurizio Iacono è Preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa e insegna presso il Dipartimento di filosofia della stessa Università. Collaboratore di importanti quotidiani nazionali e di numerose riviste, ospite di manifestazioni culturali e festival di filosofia, coniuga l’attività didattica e di ricerca con la partecipazione e l’impegno politico e culturale. Potere, minoranze, autonomia, complessità, feticismo delle merci, conoscenza, sono solo alcuni dei temi a cui ha dedicato la sua riflessione. Ricordiamo Teorie del feticismo (1985), Paura e Meraviglia. Storie filosofiche del XVIII secolo (1998) Autonomia, potere, minorità (2000), Il borghese e il selvaggio (2003), Mondi intermedi e complessità (2005), Storia, verità, finzione (2006). Appassionato di cinema, ha spesso partecipato a rassegne cinematografiche introducendo e commentando film, leggendoli come metafora di interrogativi filosofici.

Abstract

Nell’opera di Freud, l’illusione è generalmente considerata espressione di un funzionamento mentale infantile o regressivo, rifugio dalle frustrazioni narcisistiche, dalla dolorosa elaborazione della perdita e del lutto, un rifiuto ad accettare il principio di realtà. Nella psicoanalisi dopo Freud, soprattutto grazie allo psicoanalista inglese D. Winnicot, si assiste in parte ad una rivalutazione della funzione dell’illusione come dimensione fondante lo spazio transizionale, area sospesa di fertile oscillazione creativa tra realtà e fantasia.

Da un ambito disciplinare non psicoanalitico ma filosofico, e spaziando sapientemente tra Huizinga, Coleridge, Borges e Samuel Johnson, Alfonso Maurizio Iacono ci accompagna nell’esplorazione di ciò che la filosofia angloamericana ha definito il paradosso della finzione: com’è possibile che lettori e spettatori si emozionino, provino pietà e paura per personaggi ed eventi non veri, costruiti dalla finzione? Com’è possibile che il credere e il non credere coesistano, che questi opposti si tengano insieme? L’abbandonarsi all’illusione generata dall’arte, al “gioco” teatrale o cinematografico, discende – afferma Iacono – da una sospensione volontaria di incredulità che consente di entrare in un universo finzionale, delimitato da una cornice che consapevolmente scegliamo di attraversare; crediamo alla realtà di quell’universo finché dura lo spettacolo, anche se le verità che ci vengono comunicate e che toccano la nostra mente e il nostro cuore non svaniscono quando riattraversiamo la cornice, e usciamo dalla sala. Perdersi nell’illusione generate dall’arte non porta all’inganno, ma alla verità, ad una diversa e più ricca visione del mondo, ad una riconfigurazione e riorganizzazione dell’esperienza, in virtù della capacità dell’arte di avvicinarci all’Unheimlich freudiano – l’ignoto che si nasconde nel già noto – e di suscitare il Thaumazein di cui parla Platone, il farci provare la straniante meraviglia di fronte al mondo guardato con altri occhi.

 

 

Stefania Manfredi

CV

Medico psicologo, è membro ordinario con funzioni didattiche della International Psychoanalytical Association. È stata docente di psicologia generale e clinica alla scuola di specializzazione in psichiatria della facoltà di medicina di Firenze e ha pubblicato “La linea d'ombra delle psicoterapie”(Firenze 1979),  “Le certezze perdute della psicoanalisi clinica” (Raffaello Cortina Ed.1994),  “I seminari milanesi di Stefania Turilllazzi Manfredi” (Milano 1996); ha pubblicato inoltre numerosi articoli sull'argomento psicoanalitico e psicoterapeutico su varie riviste nazionali e internazionali.

Abstract:

l'autrice tratta il tema del narcisismo e della sua evoluzione storica, all'interno del corpus psicoanalitico, dove il concetto di narcisismo, fino dal suo esordio, ha sovvertito concretamente la teoria delle pulsioni, ha influenzato il concetto di oggetto, e quello di stanza psichica. Il muro del narcisismo, come figura metaforica delle resistenze, a mare come un nemico che mina e distrugge le speranza terapeutiche. L'autrice ripercorre la ricerca a partire dalla teorizzazione freudiana e presenta un ampio ventaglio dei problemi della psicanalisi deve affrontare: partendo da quello fondamentale della tecnica dell'interpretazione che viene  ristudiata e rivisitata ponendo come primo gradino della sequenza interpretativa.

 

Folco di Volo

CV  

Folco di Volo (Firenze, 1947) è specializzato in Psichiatria ed in Neuropsichiatria Infantile,

psicoanalista associato alla Società Psicoanalitica Italiana e alla International Psychoanalytical Association.Nel 1996 ha partecipato al “Research Training Program” ( Londra ,University Col-

lege, P.Fonagy) e nel 1998 ai Seminari  “Ricerca in Psicoanalisi” (Università di Ulm, H.Kakele,

H.Thoma).

Dal 1976 al 2006 ha lavorato (prima come Assistente, Aiuto e infine Coordinatore in SPDC del Nuovo Ospedale S.Giovanni di Dio) presso i Servizi di Salute Mentale della Regione Toscana.

Negli ultimi dieci anni ha svolto attività didattica presso la Scuola Infermieri Professionali della Regione Toscana e presso Istituti Privati ad indirizzo psicodinamico regionali ed extraregionali.

Attualmente lavora come libero professionista e svolge attività di consulenza settimanale presso

Il Day Hospital Oncologico del N.O.S.Giovanni di Dio in Firenze.

 

Abstract

Il resoconto di un caso clinico offre lo spunto per una investigazione teorico-clinica secondo angolazioni diverse; nella descrizione del caso si enunciano lineamenti ascrivibili ad una cornice di stampo psicoanalitico, cognitivo ed evoluzionistico.

L., giovane donna di 30 anni, quando richiede il mio intervento è, “storicamente” alla sua terza esperienza terapeutica: è stata saltuariamente in cura presso un neuropsichiatra infantile all’età di 12 anni, successivamente, ventitreenne, si è sottoposta ad una psicoterapia presso uno specialista cittadino per circa 2 anni (frequenti sbalzi del tono dell’umore, atteggiamenti aggressivi verso familiari,conoscenti ed estranei, consumo di droghe leggere, interruzione del corso di studi).La pz.

è in terapia psicoanalitica con lo scrivente da un anno e mezzo, il quadro psicopatologico si è riacutizzato e la conduzione della terapia risulta molto impegnativa sul piano della continuità,del contenimento emotivo e della possibilità di fornire sollievo sintomatologico. Prima di accedere all’analisi ha avuto un ricovero psichiatrico presso una casa di cura della città e durante il trattamento, dopo circa un anno dall’inizio terapia, ha trascorso una giornata presso il DEU dell’ospedale cittadino per uno stato di eccitamento accompagnato da auto ed etero aggressività anche fisica che ha richiesto prestazioni di Pronto Soccorso (non ha però avuto problemi con la Giustizia).Si sono manifestati comportamenti autolesionisti anche recentemente, spesso in concomitanza con uso smodato di sostanze stupefacenti (cannabis, cocaina, alcol); ad oggi il caso continua a mostrare non poche difficoltà di conduzione e di inquadramento teorico ( tenuta del setting, approccio diagnostico psicoanalitico e psichiatrico).

Alla luce dell’esperienza del trattamento tuttora in corso, l’impostazione delle “mente al lavoro” dell’analista, orientabile secondo angolazioni teoriche diverse a volte pone ostacoli operativi, in altre occasioni offre invece  spunti di riflessione operativa alternativi ed utili.

 

 

Marta Capuano

CV

Medico Psichiatra

Psicoanalista SPI IPA

Ha lavorato fino al 1995 in Servizi Psichiatrici occupandosi prevalentemente di patologie gravi, individualmente o nei gruppi. Attualmente svolge solo attività privata come psicoterapeuta e psicoanalista. Si è interessata dei rapporti tra Neuroscienze e Psicoanalisi partecipando con suoi articoli e pubblicazioni a Congressi Internazionali e nazionali. Partendo dall'isteria, si è interessata alle problematiche della corporeità in Psicoanalisi, con articoli e pubblicazioni e partecipazione a convegni. Attualmente sta lavorando sulle Perversioni come patologie che non diversamente dall'isteria si situano in continuum nosografico con la psicosi

 

ABSTRACT

Attraverso un caso clinico,verrà affrontata la tematica del diniego che non si limita alla differenza dei sessi ma si estende fino ad implicare il diniego della sessualità in toto. Si farà riferimento ad autori come Laplanche, Dejours, Schinidt-Hellerau

 

 

Paolo Meucci

CV

Laurea in Pedagogia ; Laurea in Psicologia.

Specializzazione in Psicoterapia dell’Infanzia e dell’Adolescenza, presso l’AIPPI di Roma.

Membro associato della Società Psicoanalitica Italiana.

Direzione dell’Istituto di riabilitazione AIABA di Firenze (dal 1993 al 2004).

Attività libero professionale come psicologo-psicoterapeuta.

Recenti attività di insegnamento - aggiornamento (nel 2003-08), presso: Università degli studi di Firenze (cattedra di Psicologia dell’educazione); Circoli didattici di Sesto Fiorentino e di Scandicci; Aziende Sanitarie di Firenze e di Forlì; Associazione Istituti di Riabilitazione della Toscana; Istituto di riabilitazione AIABA; Centro Psicoanalitico di Firenze; Comune di Serravalle Pistoiese.

 

Abstract

La relazione -prendendo spunto da tre casi clini- ha come oggetto il comportamento violento dei bambini, di diverse fasce di età. Viene posta l’attenzione in particolare sui fattori che sembrano favorire nei bambini l’emergere e lo strutturarsi di questo disturbo comportamentale:

aspetti traumatici presenti nella storia del bambino

relazioni con i familiari

stati affettivi

relazioni con i propri oggetti interni

 

S. Rozzi

CV

Nell'anno scolastico 1992-93 consegue il diploma di maturità classica con punti 60/60.

Nel 1993 si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università di Pavia vincendo un posto di alunno presso l'Almo Collegio Borromeo del quale frequenta seminari e corsi interni.

al 1997 al 1999 frequenta il reparto universitario di endocrinologia presso la clinica S. Margherita di Pavia (direttore Prof. E. Ferrari) dove svolge attività clinica e di ricerca sulle demenze e si dedica allo studio della ritmicità secretiva dell'asse ipotalamo-ipofisario.

Si laurea in medicina e chirurgia con punti 110/110 e lode discutendo una tesi endocrinologica sperimentale dal titolo "Utilizzo dell'Entropia Approssimata nella valutazione dell'organizzazione temporale delle diverse secrezioni endocrine nel soggetto anziano". Nel periodo 1999-2003 è iscritto al Dottorato di ricerca in Neuroscienze presso l'Università di Parma (direttore Prof. G. Rizzolatti), dove frequenta i laboratori di neurofisiologia e neuroanatomia sotto la supervisione dei proff. M. Matelli, G. Luppino e L. Fogassi,. Nel 2004 consegue il titolo di Dottore di ricerca con una tesi dal titolo “Organizzazione anatomica e funzionale del lobulo parietale inferiore di scimmia”.

Nel febbraio 2005 risulta vincitore di un assegno di ricerca presso l’università di Parma e svolge, sotto la supervisione dei professori Luppino e Fogassi, attività di ricerca nell'ambito dello studio dell'organizzazione anatomo-funzionale della corteccia cerebrale.

Nel dicembre 2005 vince un posto di ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Svolge attività didattica nell’ambito del corso di Fisiologia umana presso la facoltà di medicina ed attività di ricerca presso il dipartimento di Neuroscienze.

L’attività scientifica del dott. Stefano Rozzi inizia nel 1997, frequentando come allievo interno il reparto di Endocrinologia dell’Università di Pavia (direttore Prof. E. Ferrari) dove, sotto la supervisione della dott.ssa F. Magri, svolge attività clinica e di ricerca sulle demenze. Nell'ambito di una collaborazione con il prof. Veldhuis della Division of Endocrinology della Virginia University, si dedica allo studio della ritmicità secretiva dell'asse ipotalamo-ipofisario in soggetti anziani sani e affetti da demenze applicando un nuovo sistema di analisi statistica (quello dell'Entropia Approssimata). Nel 1999/2000 estende i suoi interessi scientifici alle neuroscienze. Presso la sezione di Fisiologia del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma (direttore Prof. G. Rizzolatti), sotto la supervisione dei Prof. G. Luppino e M. Matelli, apprende l’uso di tecniche istologiche, istochimiche ed immuno-istochimiche per lo studio delle caratteristiche morfologiche delle strutture cerebrali e di tecniche di iniezione di traccianti neuronali per lo studio delle connessioni anatomiche nel sistema nervoso. Inizia la sua attività di ricerca nell’ambito della caratterizzazione delle connessioni anatomiche della corteccia agranulare frontale di scimmia con le cortecce prefrontale, temporale e parietale. Nel 2001, presso lo stesso istituto, sotto la supervisione del Prof. L. Fogassi, apprende, le tecniche elettrofisiologiche della microstimolazione elettrica intracorticale, della registrazione extracellulare dell’attività dei singoli neuroni con sistema a singolo elettrodo e a multielettrodo e la metodica di inattivazione reversibile di aree corticali tramite iniezioni dell’agonista GABAergico Muscimolo. Dal 2000 al 2005, in qualità di dottorando, prima, e di borsista post-dottorato, poi, svolge attività di ricerca avvalendosi di diverse metodiche (anatomiche, elettrofisiologiche e di inattivazione) con lo scopo di affrontare in maniera integrata lo studio dell'organizzazione anatomica e funzionale della corteccia cerebrale. Questo approccio multidisciplinare lo porta ad occuparsi in particolare del ruolo del sistema motorio in funzioni cognitive quali la capacità di interazione sociale, la codifica del significato e delle intenzioni delle azioni altrui (“sistema mirror”), e la codifica in chiave pragmatica dello spazio. Dal 2006 inizia una collaborazione con il Centro per la Chirurgia dell’Epilessia e del Parkinson “C. Munari” del Dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Niguarda di Milano per uno studio delle funzioni della corteccia cerebrale dell’uomo tramite l’utilizzo di elettrodi intracorticali. Dal 2006 è attivamente coinvolto in vari progetti internazionali di ricerca e collabora con numerose università europee. In particolare è “scientific investigator” nell’ambito del progetto europeo “Hand to mouth” che si pone tra gli obiettivi quello di valutare il possibile ruolo del “sistema mirror” nell’evoluzione del linguaggio. Nel 2007 ha esteso il campo di ricerca allo studio della corteccia prefrontale ventrale della scimmia con tecniche neuroanatomiche.

Dopo lo studio morfologico, odologico e funzionale della corteccia parietale inferiore di macaco si cerca di identificare quali siano le proprietà funzionali e le peculiarità anatomiche della corteccia premotoria ventrale con esso fortemente connessa; a tal fine si dedica a tre filoni di ricerca:

Studio con tecniche elettrofisiologiche delle proprietà funzionali delle aree premotorie ventrali e parietali inferiori.

Identificazione delle connessioni anatomiche tra le cortecce motorie e le aree parietali, temporali, prefrontali e i territori sottocorticali mediante iniezioni di traccianti neuronali.

Studio delle funzioni cognitive della corteccia premotoria ventrale e parietale nel macaco in relazione alla capacità di interazione sociale, alla codifica di scopi e significati (“sistema mirror”), e alla codifica pragmatica dello spazio.

 

Pubblicazioni.

Articoli in extenso

Rozzi S, Ferrari PF, Bonini L, Rizzolatti G, Fogassi L.

Functional organization of inferior parietal lobule convexity in the macaque monkey: electrophysiological characterization of motor, sensory and mirror responses and their correlation with cytoarchitectonic areas.

Eur J Neurosci. 2008 Aug 7. [Epub ahead of print] PMID: 18691325

Gerbella M, Belmalih A, Borra E, Rozzi S, Luppino G.

Multimodal architectonic subdivision of the caudal ventrolateral prefrontal

cortex of the macaque monkey.

Brain Struct Funct. 2007 Dec;212(3-4):269-301. Epub 2007 Sep 25

Borra E, Belmalih A, Calzavara R, Gerbella M, Murata A, Rozzi S, Luppino G.

Cortical Connections of the Macaque Anterior Intraparietal (AIP) Area.

Cereb Cortex. 2007 Aug 23; [Epub ahead of print]

Belmalih A, Borra E, Contini M, Gerbella M, Rozzi S, Luppino G.

A multiarchitectonic approach for the definition of functionally distinct areas

and domains in the monkey frontal lobe.

J Anat. 2007 Aug;211(2):199-211. Epub 2007 Jul 9. Review

Rozzi S, Calzavara R, Belmalih A, Borra E, Gregoriou GG, Matelli M, Luppino G.

Cortical Connections of the Inferior Parietal Cortical Convexity of the Macaque Monkey.