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 Frenis Zero journal

 

CONGRESSI 

II semestre 2011

  Questo servizio di informazione sugli eventi ECM deve  fare i conti, nel 2011, con la regionalizzazione delle Agenzie di accreditamento degli eventi E.C.M.. Questa frammentazione delle banche dati metterebbe in crisi anche il più efficiente sistema informativo che volesse informare sugli eventi formativi in Italia. Pertanto, abbiamo operato una selezione, forzatamente 'arbitraria', di congressi che ci sono sembrati maggiormente attinenti alla formazione psicoterapica ad orientamento psicoanalitico, per i quali sia in corso o sia stato completato un accreditamento NAZIONALE. Mano a mano che un evento sarà accreditato, verrà aggiornata la sua scheda completa del punteggio assegnatogli. Per gli eventi formativi che non compaiono nel sito ECM-sanità (www.agenas.it) verrà indicata la fonte informativa  (a fondo pagina).                                                                                           

 

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 Maitres à dispenser

Rivista di Psicoanalisi Frenis Zero ISSN: 2037-1853

  

Edizioni Frenis Zero

Centro di Psicoterapia Dinamica "Mauro Mancia"

 
 

 

 


 

 
 

 

 

La rivista Frenis Zero

organizza

il 2° CORSO DI SUPERVISIONE CLINICA IN GRUPPO  

 

Responsabile Scientifico del corso: dott. ssa Marilena MORELLO (psicoanalista membro ordinario della Società  Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica - S.I.P.P.)

Provider E.C.M.: Frenis Zero rivista di psicoanalisi applicata

Segreteria Organizzativa: Frenis Zero - e-mail assepsi@virgilio.it cell. 3386129995

Sede del corso: Centro Psicoterapia Dinamica "Mauro Mancia" - via Lombardia, 18 - 73100 Lecce

Date: 17 settembre - 10 dicembre 2011

Durata effettiva del corso (in ore): 24 

Numero massimo di iscritti: 24 (12 Psicologi e 12 Medici)

L'evento è in corso di accreditamento  dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua  per Medici e Psicologi già iscritti ai rispettivi Albi degli Psicoterapeuti

(alla Prima Edizione sono stati riconosciuti n.19 crediti E.C.M.)

Obiettivi

 Il Corso si propone di far acquisire conoscenze clinico-teoriche e aggiornamenti tecnici nell’ambito della psicopatologia e della psicoterapia con specifica attenzione agli ambiti istituzionali, nei quali viene lamentata grave carenza di supervisione dei casi clinici trattati e di confronto intra- e interdisciplinare.

L’evento proposto è in linea con il seguente obiettivo formativo di interesse nazionale di cui all’articolo 16 ter comma 2 del D.L. 229/99:

-          aggiornamento professionale nell'esercizio dell'attività psicologica e psicoterapeutica

e prevede

-          l’esecuzione diretta di tutti i partecipanti di attività pratiche o tecniche.

 Docente: Dr.ssa Marilena  Morello (Padova) 

Calendario degli incontri di supervisione: 17 settembre - 15 ottobre - 12 novembre - 10 dicembre 2011

 Attività svolta durante le ore di corso:

 ·        supervisione di casi clinici: a turno ciascun partecipante presenta un proprio caso clinico basato su un intervento psicodiagnostico o psicoterapeutico; tale intervento viene sottoposto a supervisione del docente/esperto, con lo scopo principale di determinare un feedback in grado di favorire l’eventuale correzione, modulazione etc. dell’intervento del terapeuta.

 Nell’ultima giornata viene effettuata la verifica dell’apprendimento mediante questionario.

 Per informazioni ed iscrizioni: dott. Giuseppe Leo email assepsi@virgilio.it cell. 3386129995 

 

clicca qui per scaricare la scheda di iscrizione

 

clicca qui per scaricare il depliant  del corso

 

   

 

 EVENTI ECM SECONDO SEMESTRE 2011 in attesa di accreditamento:

 

 

 

Roma, 8-9.10.2011 "IDENTIFICAZIONI OGGI. TRASFORMAZIONI DELLE FUNZIONI GENITORIALI"; Info: sipsiaroma@tin.it; Fees= euro 170,00.

 

Roma, 24.09-3.12.2011 "CRESCERE GIOCANDO"; Info: Sipsiaroma@tin.it; Fees=  euro 220,00.

SEMINARI SUL GIOCO

PROGRAMMA

 

 

Sabato 24/09/2011

 

  8,30                          Iscrizione dei partecipanti

  9,00 - 11,00              P. Perucchini - B. De Angelis

                                   Breve storia del gioco in età evolutiva

11,00 - 11,15              Pausa caffè

11,15 - 13,00                          Discussione con i partecipanti

 

Sabato 22/10/2011

 

9,00 - 11,00                V. Bonaminio

                                   Il gioco: psicologia dello sviluppo e costruzione della mente

11,00 - 11,15              Pausa caffè

11,15 - 13,00              Discussione con i partecipanti

 

Sabato 12/11/2011

 

9,00 - 11,00                S. Latmiral - A. Stefani

                                   Il gioco da zero a cinque anni

11,00 - 11,15              Pausa caffè

11,15 - 13,00              Discussione con i partecipanti

 

Sabato 03/12/2011

 

9,00 - 11,00                M. P. Chiavelli - V. Giannotti

                                   Il gioco da sei a dieci anni

11,00 - 11,15              Pausa caffè

11,15 - 13,00              Discussione con i partecipanti

13,00 – 13,30             Valutazione dei partecipanti S. Grimaldi

 

 

Il gioco: sviluppo evolutivo e costruzione della mente

Vincenzo Bonaminio

Il seminario tratterà il delicato intreccio tra lo sviluppo infantile e la funzione del gioco.

Cercherà di cogliere la funzione del gioco nella costruzione del pensiero simbolico, come pure del rapporto del bambino con la realtà.

Si affronterà la funzione della creatività e della piena espressione del Sé nel gioco come fattori di equilibrio psichico e di salute mentale.

Si approfondiranno le tematiche relative alla costruzione della mente in età infantile e la funzione del gioco in relazione a tale sviluppo.

 

Il gioco da sei a dieci anni

Maria Pia Chiavelli - Virginia Giannotti

In questo seminario si intende sviluppare la conoscenza  degli operatori che si trovano ad incontrare i bambini nella fascia di età che va dai sei ai dieci anni, il così detto periodo di latenza, alle prese di un particolare momento evolutivo in cui il bambino si confronta sempre di più con il mondo esterno e con la sua realtà. Il gioco è più orientato verso l’esplorazione ma anche verso la ricerca e l’esperienza delle modalità con cui il gruppo sociale funziona. I bambini di quest’età sono alle prese con le trasformazioni delle pulsioni, proprie del momento evolutivo precedente, in desideri di conoscenza e curiosità il cui oggetto è il mondo esterno. E’ un periodo necessario e fondamentale nello sviluppo psicofisico infantile in cui, dopo aver messo in “sospeso” le vicissitudini pulsionali di tipo edipico, la mente del bambino spinta dal desiderio di conoscenza si apre verso le esplorazioni e la conoscenza dispiegando le sue potenzialità in attesa dalla progressiva maturazione fisica che metterà in moto un nuovo e più esplosivo movimento pulsionale: l’adolescenza. Verranno esaminati i giochi tipici di questa fascia d’età mettendone in evidenza il significato evolutivo e di organizzazione delle funzioni mentali.

 

 

Breve storia del gioco in età evolutiva

Paola Perucchini – Barbara De Angelis

Il seminario tratterà per grandi linee la storia del gioco dagli antichi ai giorni nostri, con qualche riferimento a giochi particolari tipici di alcune culture. La scelta degli esempi terrà sempre in considerazione l’intreccio tra gioco e sviluppo infantile.

Tratterà inoltre la funzione del gioco nello sviluppo infantile, la funzione di veicolo culturale e se possibile potrà fare riferimento  a  giochi con funzione di iniziazione sociale.

La parte centrale del seminario dovrebbe riguardare le teorie più conosciute in ambito psicopedagogico sul gioco e la sua funzione sociale e culturale in relazione alle varie età.

L’ultima parte sarà inerente alla recente evoluzione avvenuta con l’arrivo dell’informatica e del virtuale nella civiltà moderna.

 

Il gioco da 0 a 5 anni

Serena Latmiral  Isa Stefani

Il seminario evidenzierà l’importanza del gioco per la nascita della vita psichica e lo sviluppo di una struttura della mente nel bambino.

Si mostrerà come la formazione della mente infantile nasce e si sviluppa a partire dai primi scambi giocosi madre-neonato, e dalle prime esperienze sensoriali e percettive che li accompagnano. Su queste esperienze precoci si fonda il senso di autenticità personale e di creatività di ogni bambino.

Tutta la crescita del bambino, nei primi anni di vita, si fonda su un progressivo allargamento della sua capacità di interagire giocando con il suo ambiente di riferimento. Potremmo dire che il giocare accompagna la crescita del bambino e segnala il graduale lavoro psichico che il bambino deve svolgere per favorire lo strutturarsi delle sue capacità affettive e cognitive.

Si traccerà uno schema dei diversi tipi di gioco che caratterizzano la prima infanzia, facendo riferimento al loro significato evolutivo.

Si seguirà inoltre il delicato passaggio dagli scambi giocosi con l’ambiente familiare, alla capacità di giocare da solo e infine alla capacità di giocare con i coetanei da parte del bambino. Si sottolineerà inoltre come questi passaggi segnalino il raggiungimento da parte del bambino di importanti acquisizioni cognitive ed affettive.

 

 

Roma, 16-18.09.2011 "IL MODELLO DELLA TERAPIA INTERATTIVA DI GRUPPO PER I DISTURBI PRECOCI DELLO SVILUPPO"; Sede: CASA DI CURA VILLA FULVIA - ROMA; Info: ecm@villafulvia.it  Fees= euro 380,00.

 

Milano, 1.11-14.12.2011 "TEORIA, RICERCA E CLINICA DEL CONCETTO DI MENTALIZZAZIONE NELLA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA"; Sede: SALA CONGRESSI ISTITUTO DOSSO VERDE; Info: infopv@dossoverde.it; Fees= n.d..

Abstracts:

Dott. Pietro Roberto Goisis

Attraverso la presentazione di un filmato audiovisivo dal titolo "Scene rubate" verranno prese in considerazione le variabili che condizionano lo sviluppo e la cura dell'individuo nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza all'età adulta. L'ipotesi di base è che le determinanti di un fisiologico sviluppo risiedano nella maggiore o minore  armonia e continuità del processo di crescita e attraversamento delle varie fasi del ciclo vitale.

Nel caso di arresti o impedimenti dello sviluppo, diventa fondamentale l'intervento di figure o condizioni a valenza terapeutica che siano in grado di incidere su tali determinanti.

 

Dott.ssa Mirella Chiappedi - Dott.ssa Luisa Salvini

Il corso presenta lo sviluppo del concetto di mentalizzazione, concetto di grande utilità per capire e curare i disturbi psicosomatici ed i disturbi di personalità soprattutto in pazienti traumatizzati. Il concetto viene sviluppato nei suoi aspetti teorici, clinici e di ricerca con riferimento agli psicoanalisti che da tempo si occupano di questo tema: P. Fonagy, M. Target, A. Bateman per primi.

Bologna, 12.11-27.05.2012 "L'ASSISTENZA PSICOLOGICA DI BASE NELLE SITUAZIONI DI LUTTO NATURALE O TRAUMATICO"; Sede: Associazione Rivivere; Info: info@clinicacrisi.it; Fees= euro 1000.

PROGRAMMA CORSO:

Il presente intervento  viene proposto da uno dei leader dell’assistenza al lutto in Italia e si basa sull’esperienza del proponente e sulla vasta letteratura internazionale esistente intorno all’esperienza di altri  psicologi  in altri contesti.

Peculiarità del corso è, oltre alla parte teorico-pratica istituzionale (F. Campione Rivivere, L’aiuto psicologico nelle situazioni di crisi, Clueb,Bologna,2000; F. Campione, Il deserto e la speranza, Psicologia e psicoterapia del lutto, Arando, Roma, 2000), l’accento su un aspetto universalmente riconosciuto e osservabile della lacuna formativa citata sopra: la necessità per i professionisti che assistono coloro che devono affrontare una grave crisi di lutto di saper gestire il loro coinvolgi-mento nelle situazioni, facendo in modo che le emozioni negative (shock, incredulità, disperazio-ne, rabbia, colpa, etc.) di fronte alle quali si trovano non li portino a sviluppare una patologica indifferenza tecnica o a rischiare di distruggersi a loro volta.

A questo scopo il proponente ha messo a punto un particolare metodo psicologico tramite il quale realizzare un “coinvolgimento umano” che, al tempo stesso, combatta sia l’indifferenza tecnica (che produce abbandono allorché  le tecniche si rivelano impotenti a modificare le situazioni) sia il coinvolgimento personale (che assorbe i caregivers nella situazione  trasformandoli a loro volta in “vittime” allorché le risorse personali non si dimostrano sufficienti a superare la crisi).

I fondamenti di questo metodo sono illustrati  in F.Campione, “Perpatire. L'altruismo come esigenza interiore”, recentemente pubblicato (2006) per i tipi di Armando editore di Roma.

 

OBIETTIVI FORMATIVI

Il corso si propone di contribuire a colmare una lacuna formativa riscontrata in tutti gli ambiti nei quali uno psicologo, un educatore o un professionista con competenze o ruoli psicologici si trova ad intervenire per assistere qualcuno  che sta per subire o che ha subito un

lutto naturale (morte per malattia o vecchiaia) o traumatico (morte di un bambino, suicidio, omicidio, catastrofi, terrorismo, etc.)

In particolare, il corso ha lo scopo di “perfezionare” le seguenti figure professionali:

gli psicologi, gli educatori o i medici/psichiatri che operano con compiti di assistenza nei reparti ospedalieri a più alta incidenza di decessi (geriatrie, oncologie, oncoematologie pediatriche, oncologie ortopediche, infettivologie, radioterapie, rianimazioni, medicine d’emergenza, etc.);

gli psicologi, gli educatori o i medici/psichiatri che operano nelle strutture assistenziali per malati terminali (Hospice, day hospital oncologici, geriatrie e/o case di riposo, assistenza domiciliare, strutture per tossicodipendenti);

gli psicologi, gli educatori o i medici/psichiatri che operano nelle istituzioni pubbliche o private con compiti istituzionali di Protezione civile, di “soccorso”, di sicurezza, di smalti-mento: Protezione civile, Polizia stradale (in senso lato), Trenitalia, Alitalia, 118, Servizi cimiteriali (obitorio, raccolta e composizione salme, etc.), telefoni di soccorso (AIDS, prevenzione del suicidio, etc.);

gli psicologi, gli educatori e i medici scolastici che operano nelle istituzioni scolastiche e che hanno compiti di educazione, prevenzione e aiuto nel recupero dopo una crisi grave (scuole o classi scolastiche nelle quali si deve elaborare un lutto personale/collettivo o prevenire comportamenti distruttivi a rischio di morte come la guida in stato di ebbrezza o un suicidio);

gli psicologi, educatori e medici/psichiatri che operano nelle istituzioni preposte alla sicurezza (Polizia, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, etc.).

 

Milano, 19.11.2011 "DAL DISTURBO POST-TRAUMATICO SEMPLICE AL DISTURBO POST-TRAUMATICO COMPLESSO. IMPLICAZIONI PER LA RICERCA E PER IL TRATTAMENTO"; Info: formazione.permanente-mi@unicatt.it; Fees= euro 150,00.

Abstract delle relazioni

Lezione Magistrale

PTDS e memoria – CHIS BREWIN

La complessa sintomatologia del Disturbo post-traumatico da stress si caratterizza per le implicazioni dirette, o indirette, sui processi di memoria. In particolare, la memoria implicita, depositaria delle azioni condizionate, riflesse, automatiche, delle modalità di gestione emozionale e comportamentale viene può venire seriamente compromessa dall’esposizione ad eventi traumatici e nei soggetti affetti da PTSD la codifica, l’immagazzinamento ed il recupero dei ricordi traumatici assumono un assetto fenomenologico complesso e specifico, come i sintomi intrusivi e di riesperienza, flashbacks, facendo pensare ad una loro configurazione qualitativamente diversa dalle normali attività mnestiche. La Lezione Magistrale avrà l’intento di chiarire i meccanismi della memoria traumatica, la sua organizzazione e strutturazione, le sue caratteristiche e le differenze rispetto alla memoria ordinaria. Particolare attenzione verrà posta ai sintomi intrusivi del PTSD.

 

Tavola rotonda

Lo stato dell’arte nel trattamento dei disturbi post-traumatici – ANGELA FAVARO, ISABEL FERNANDEZ, MICHELE GIANNANTONIO, ANTONIO ONOFRI, VITTORIA ARDINO

Negli ultimi decenni particolare attenzione è stata rivolta da teorici e clinici agli effetti psicologici, psicopatologici e comportamentali derivante dall’esposizione ad eventi traumatica di vario genere (dalle catastrofi naturali alla violenza interpersonale, dagli incidenti stradali alle aggressioni sessuali). La presente Tavola Rotonda intende fornire una panoramica sugli approcci terapeutici attualmente in uso nel trattamento della sintomatologia post-traumatica. In particolare, verranno presentate le terapie e le procedure di intervento dell’EMDR, dell’approccio cognitivo-comportamentale, la terapia farmacologica, la psicoterapia sensomotorio, ecc. Per ciascuna strategia di intervento verranno illustrati i principi teorici base, le implicazioni terapeutiche, i vantaggi clinici e i limiti.

 

Lezione Magistrale

Attaccamento traumatici, Dissociazione e Disturbo post-traumatico complesso – GIOVANNI LIOTTI

La Lezione Magistrale si propone di analizzare e presentare la relazione tra attaccamento traumatico, dissociazione e Disturbo post-traumatico da stress. La realtà clinica che riguarda il legame tra trauma e dissociazione è molto varia. In particolare, si cercherà di chiarire la natura e la tipologia dei Modelli Operativi Interni Dissociati (MOID). Le esperienze delle relazioni di attaccamento non vengono semplicemente ricordate da ciascun individuo, ma offrono delle regole per organizzare i ricordi e i contenuti dell’esperienza autobiografica: in questo senso, la qualità del legame di attaccamento contribuisce alla costruzione del significato dell’esperienza soggettiva. Esperienze di attaccamento traumatico al funzionamento dissociativo dei Modelli Operativi Interni, con conseguente discontinuità dell’esperienza soggettiva.

 

Workshop

Primi interventi dopo un evento traumatico – MIRANDA OLFF, BRIGITTE LUEGER-SCHUSTER

Il workshop passa in rassegna gli approcci di cura e le modalità di intervento nella fase acuta post-trauma, focalizzandosi sui principiche guidano gli aiuti in tali situazioni, i quali tengono conto della tempistica corretta dell’intervento nonché dell’individuazionedelle persone più a rischio. Durante il workshop saranno anche descritti approcci di cura precisi, quali il criticalincident stressdebriefing, il psychologicaldebriefing, il psychological first aid, il criticalincident stress management e il trauma risk management. Sirifletterà, inoltre, sul counsellingsupportivo e sulla terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma.

 

Workshop

Stress e trauma nelle relazioni affettive precoci – ELENA CAMISASCA, PAOLA DI BLASIO, ESTER DI RIENZO

Il workshop approfondisce il ruolo dello stress e delle esperienze traumatiche irrisolte in relazione ai vissuti traumatici nei disturbipost-partum, evidenziando il ruolo significativo dell’expressivewriting nel modulare sia le reazioni emotive a breve e a medio terminesia lo stress connesso alle funzioni genitoriali nelle prime fasi di vita dei bambini. Verrà, inoltre, approfondito il rapportotra esperienze traumatiche irrisolte, modalità di caregiving atipico e attaccamento disorganizzato, ed evidenziato il ruolo della

dimensione traumatica nei casi di violenza e di abuso in chiave di rottura della relazione protettiva precoce.

 

Workshop

Sindromi post-traumatiche e dell’adattamento nei contesti forensi: rischio e recidiva – VITTORIA ARDINO, VINCENZO CARETTI, CATERINA ZAIONTZ

Le scienze forensi hanno recentemente evidenziato come le sindromi post-traumatiche possano costituire un fattore di rischio peril comportamento criminale e una barriera per la riabilitazione degli autori di reato. E’ stato, inoltre, dimostrato che l’esperienzacarceraria rappresenta una problematica complessa per la sfera dei disturbi dell’adattamento. Il workshop offre un’opportunità diriflessione sulle teorie criminologiche più recenti e sui risultati empirici che hanno incominciato a chiarire l’intersezione tra sindromipost-traumatiche e comportamenti violenti nonché il ciclo trauma-disturbi dell’adattamento nel mantenimento della recidiva.Saranno anche discusse le implicazioni per la diagnosi e l’intervento nei contesti carcerari.

 

Workshop

Impatto traumatico delle dinamiche di vittimizzazione: riflessioni sull’intervento terapeutico e l’uso dell’EMDR – TERESA BRUNO, CARLA MARIA XELLA

Il workshop esaminerà gli effetti della violenza interpersonale, soprattutto cronica, sia per quanto riguarda gli aspetti più visibili siaper quanto riguarda le profonde modificazioni del mondo interno e gli adattamenti disfunzionali messi in atto (rivittimizzazione, perdita di significati, dissociazione, ripetizione del comportamento violento, ecc.). Nella prima parte del workshop verranno analizzatigli interventi sulle vittime di violenza interpersonale cronica e di violenza sessuale, mentre nella seconda si discuteranno gli interventipossibili con gli autori di reati sessuali, al fi ne di prevenire il ripetersi del comportamento criminale. Traquesti, l’usodell’EMDR.

 

Foggia, 17.11.2011 "NARRAZIONE E SCRITTURA IN MEDICINA E IN PSICOTERAPIA"; Info: INFO@CRESCEREITALIA.IT; Fees= n.d..

ABSTRACT

 

Dostoevskij, Freud e Lacan : la figura del padre tra letteratura e psicoanalisi.

Dr.ssa Emanuela Apicella, Specialista in Formazione in Psichiatria, Università degli Studi di Foggia; INPLA (Istituto Nazionale di Psicoanalisi Lacaniana)

Del carattere di Dostoevskij Freud si è occupato sia nel suo scritto “Dostoevskij e il parricidio” (1928), sia in una lettera a Stefan Zweig (lettere 1873-1939), nella quale poneva l’accento sul fatto che la personalità dello scrittore non poteva essere compresa senza la psicoanalisi. Per Freud in Dostoevskij convivevano una serie di aspetti diversi: lo scrittore, il nevrotico, il moralista, il peccatore. Ovviamente l’aspetto che più interessava Freud era appunto la nevrosi.  Freud riteneva che l’epilessia da cui era affetto Dostoevskij (e il cui primo attacco si verificò alla notizia della morte del padre), non fosse altro che un sintomo della sua nevrosi isterica, la definiva “istero-epilessia”. Secondo Freud gli attacchi sarebbero stati una reazione al senso di colpa suscitato in lui dal suo antico desiderio di morte riferito al padre. Da qui il perenne desiderio di punire se stesso, la straordinaria comprensione per i colpevoli e i delinquenti, l’insistenza su personaggi tragici e malvagi in cui l’autore descrive sé stesso. Per cui Freud descrive Dostoevskij da una parte come una personalità caratterizzata da spiccati tratti masochistici, ma anche da un marcato sadismo derivante dalla identificazione alla figura del padre, uomo crudele e violento.  Descriverei Dostoevskij come un grande isterico, nel senso che il suo desiderio deve necessariamente “passare” dal desiderio dell’Altro. L’importanza della figura del padre e della genesi del desiderio può essere spiegata partendo dal concetto di Edipo secondo Lacan. Il superamento dell’Edipo apre il soggetto alla mancanza, al vuoto, a quella “mancanza ad essere” che il desiderio rivela alla sua radice.

 

 

 

 

 

LA PSICHIATRIA NARRATIVA E IL WEB: DA UN ESPERIENZA VIRTUALE AD UN ESPERIENZA
REALE

In un contesto nel quale sempre piu' oggi è diffusa la bioorganicizzazione
della psichiatria, rilevante è l'esperienza del Metodo alla Salute di Foggia,
ideato e condotto dal dott. Loiacono e dalla sua èquipe di collaboratori, nella
quale si da' ampio spazio al racconto delle persone in trattamento durante i
"Gruppi alla Salute", oltre che alle interazioni ed alle dinamiche che
coinvolgono anche i codici del corpo e delle emozioni.
Nell'ambito del racconto, una parte importante negli ultimi anni è costituita
dall'esperienza del blog e del sito del Metodo alla Salute, ideato e gestito da
volontari che hanno fatto prima un percorso c/o il Centro di Medicina Sociale e
poi, una volta sanati negli aspetti più profondi, hanno proposto l'esperienza
di gestire un sito che raccontasse anche le esperienze delle persone in
trattamento e tutte le attività connesse al Centro di Medicina Sociale.

Dott. Gianni Chiariello (dirigente medico c/o il CMS)
Dott. Mariano Loiacono (Direttore CMS)
Dott. Ceglie Cristian (Ingegnere, volontario c/o il CMS e gestore del sito del
Metodo alla Salute)

 

 

Abstract

La narrazione in Medicina Generale  Giovanni B. D’Errico

Nonostante negli ultimi decenni le nuove tecniche diagnostiche  hanno modificato l’approccio alla malattia privilegiando  l’ interazione  medico e paziente di tipo  tecnologico, il medico di famiglia ha continuato  ad  operare in un setting di  bassa tecnologia utilizzando   la relazione medico paziente come principale strumento professionale per la diagnosi e la cura. In tale contesto i racconti delle storie dei  pazienti  occupano un posto di primaria importanza  nel lavoro giornaliero del  medico di famiglia,  consentendo ancora oggi di  fare diagnosi nella gran parte dei casi (80% -85% dei casi).  La narrazione  quindi rappresenta,  una pratica comune che tutti i medici di famiglia utilizzano come strumento di lavoro. Ascoltare la descrizione di una narrazione rappresenta il mezzo  attraverso cui le comprensioni culturali circa la malattia vengono acquisite, confermate, ridefinite e modificate (Mattingly, Garro, 2000). Per il paziente che si rivolge al proprio medico curante, narrare la propria esperienza personale di malattia  significa trasferire le proprie emozioni, le proprie ansie, le proprie preoccupazioni affinchè siano condivisibili e si instauri quel processo di aiuto utile per la soluzione del problema presentato. Tale metodologia di approccio  stimola  l'empatia,  promuove la comprensione tra medico e paziente e permette di costruire gli indizi utili al processo terapeutico. Saper utilizzare  la narrazione come  stile di relazione  consente di comprendere i bisogni del paziente  e di migliorare il risultato diagnostico e terapeutico.

 

COUNSELING, NARRAZIONI DI MALATTIA E NUOVE TERAPIE PER IL PAZIENTE DIABETICO

Il DM è una malattia cronica in crescente aumento, la sua prevalenza attuale del 4,8%, è stata prevista arrivare al 20% nel 2025, tanto che si parlerà di pandemia diabete.

Questa malattia non solo ha un costo sociale molto elevato ma rappresenta una continua sfida per i medici e gli operatori sanitari del settore perché richiede la capacità di relazionarsi alla persona in tutta la sua complessità (biologica, affettiva, sociale)in modo da favorire una buona adesione alla terapia ma anche accettazione e consapevolezza della stessa .

L’aspetto fondamentale del counseling relazionale sta nella capacità del medico e dell’infermiere di modulare la loro comunicazione in funzione del tipo di paziente.

Nel video il vissuto della malattia, narrato dai pazienti diabetici, affronta i seguenti temi: l’impatto, la paura, la colpa, il vissuto, la consapevolezza, la gente, chi mi aiuta, Il futuro.

Le analisi della categorie in cui si esplica il disagio rappresentano i temi centrali per il counseling relazionale in ambito medico.

 

 

Abstract

La narrazione come nuovo paradigma di lettura della clinica delle dipendenze .Camilla ,sessantenne alcolista,separata --non separata , dal mondo borghese finisce in comunità terapeutica e cerca un nuovo senso per l’esistenza

Nel campo delle dipendenze la clinica ha dovuto sempre confrontarsi , a volte anche in modo aspro ,tra i sostenitori del silenziamento dei sintomi con la scelta estensiva e totalizzante della riduzione del danno e delle terapie farmacologiche di sostituzione e mantenimento  ed i sostenitori  delle terapie e degli approcci di scopertura . Questi ultimi  non si accontentano della riduzione dei danni ,ma puntano alla cura educativa e riabilitativa della persona realizzata in condizioni drugfree (senza farmaci sostitutivi e/o con i supporti psicofarmacologici necessari) nelle strutture e programmi di comunità residenziale o semiresidenziale . A fondamento delle scelte di riduzione del danno si è spesso citata la medicina basata sulle evidenze ,mentre spesso alle cure educative e riabilitative in comunità è stato rimproverato lo scarso riferimento alla ebm e la ascientificità delle cure che pure hanno curato e guarito molti dipendenti ..La medicina narrativa con le sue modalità offre una importante occasione di rilettura dei due approcci come paradigmi differenti sui quali sono fondati le due tipologie di interventi ed in relazione ai quali si possono misurare anche in modo diversificato gli esiti dei due processi terapeutici .Il caso di Camilla  si realizza in una comunità terapeutica residenziale nella quale la supervisione clinica dei casi è impostata da oltre dieci anni su un rapporto narrativo del caso  costruito attraverso il racconto di sé dell’ospite,l’ascolto attivo degli educatori e del terapeuta,la supervisione periodica degli interventi. Il tutto è contenuto in una narrazione prodotta dal case-manager del caso stesso sulla quale lavora l’equipe di supervisione . Peraltro il rapporto narrativo è integrato da materiale clinico anamnestico ,test proiettivi e di personalità,questionari di valutazione della gravità dei comportamenti additivi che equilibrano il carattere soggettivo della narrazione . Camilla è un’alcolista sessantenne ,figlia di un padre giocatore e moglie di un uomo che si definisce il suo angelo custode ,ma ha un’altra donna e vive in un altro paese .Una situazione pirandelliana nella quale i due separati non sono formalmente separati e soprattutto Camilla vive o finge una separazione mai avvenuta .Inoltre con i suoi sessant’anni Camilla non è un soggetto da comunità., è di buona famiglia borghese,ama conversare e non fare sedute o gruppi terapeutici , avverte disagio, ma riconosce questo luogo sulle colline come il luogo dove ha interrotto le sue bevute. Il suo racconto di sé aiuterà la comunità a costruire per lei  un progetto molto particolare  e forse Camilla a darsi un   nuovo senso per la sua esistenza .

 

VINCENZO MASINI   abstract

Medicina Narrativa e counseling relazionale

 

Quanto la relazione medico-paziente può incidere nel processo di guarigione? L’approccio narrativo in medicina propone una vera e propria innovazione epistemologica poiché accanto all’obiettiva valutazione delle terapie e dei farmaci più efficaci, tipico della EBM, lascia spazio alla comprensione del significato che la malattia ha per chi la vive. Il significato co-costruito nella narrazione fa emergere vissuti che contribuiscono alla formulazione della diagnosi e può essere terapeutico per il paziente, oltre che favorire l’accettazione della malattia e della terapia. La narratività in medicina implica un diverso modo di intendere ciò che è rilevante.

Raccontare la propria storia di malattia restituisce significato ad un vissuto altrimenti estraniante. La narratività si realizza nella relazione in diverse forme.

Cosa si intende per empatia all’interno della relazione medico-paziente? Di quale approccio comunicativo ha bisogno quel particolare paziente?  Quale equilibrio mantenere tra coinvolgimento e distanza emotiva?

La ricerca sul campo condotta su un cospicuo numero di medici di famiglia mostra come i medici sappiano percepire il vissuto psicologico di malattia nei loro pazienti ma non siano in grado di articolare il loro counseling ai pazienti in modo appropriato: scegliere cioè un approccio conversazionale dinamico (di incoraggiamento o di tranquillizzazione), simbolico (di informazione o di responsabilizzazione) o emozionale (di sostegno). Ove manchino tali capacità di modulazione della comunicazione, le narrazioni dei pazienti si chiudono nella rinnovata estraneità relazionale.

Vincenzo Masini

 

 

 

 

L'isteria nella questione di Emma Bovary.

Una proposta di lettura psicoanalitica dal famoso romanzo di Gustave Flaubert

Leonardo Mendolicchio

Istituto Nazionale di Psicoanalisi Lacaniana

 

Cosa rende un romanzo, una storia raccontata attraverso la scrittura, sempre attuale (o come si usa affermare " un classico") a tal punto da diventare oggetto di riflessione di altri intellettuali e pensatori?

Madame Bovary ha ispirato riflessioni da parte di Pasolini, Sartre, Gaultier; impegno intellettivo che solo altre poche opere letterarie hanno saputo elicitare.

Potremmo pensar di rispondere alla domanda di apertura ribadendo la centralità  della sofferenza isterica in quel determinato momento storico. Flaubert, Charcot, Freud, rapiti da quel sintomo così comune e così evidente. La seconda metà dell'ottocento e gli inizi del 900 furono un periodo pieno di tumulti e rivoluzioni dove il desiderio su respirava per strada. 

Romanzo autobiografico e sociologico ma a questo punto qual è, ritornando al fulcro del problema,  la questione di Emma Bovary?

Una rilettura dalla prospettiva dell'inconscio potrebbe aiutarci a risolvere il rebus di Emma Bovary e di Gustave Flaubert.

Perché sarebbe necessaria scomodare la psicoanalisi? Vedremo come i temi relativi all'amore, alla sessualità e al desiderio siano profondamente intellegibili attraverso la lente analitica e sopratutto attraverso gli scritti di Freud e Lacan.

La questione di Emma, che si dipana dall'inizio della storia, sino alla sua morte, è quella che Lacan usa per sintetizzare il problema dell'isteria e cioè: Che cos'è una donna?

 

 

Abstract  Relazione

Oliver Sacks . La neurologia narrativa e la narrazione della neurologia.

Ciro Mundi

 La medicina narrativa è un nuovo approccio pluridisciplinare che facilita l’incontro tra la medicina e la cultura umanistica. L’esigenza nasce in un periodo in cui la tecnologia si è frapposta prepotentemente tra il medico ed il paziente diluendone il rapporto, modificandone le caratteristiche fondamentali che nella storia dell’umanità hanno delineato questo rapporto. Possiamo dire da Ippocrate in poi, sino a circa trent’anni orsono quando le grandi macchine, specialmente radiologiche e di medicina nucleare, TAC, Risonanza Magnetica, Sepct e Pet hanno consentito dei vedere ciò che , sino ad allora era, di fatto, inimmaginabile.

In particolare hanno consentito di vedere il cervello ed il sistema nervoso , di ampliare le conoscenze nel settore non solo da un punto di vista morfologico ma anche da un punto di vista funzionale. Abbiamo capito di più e meglio come sono fatte le strutture del sistema nervoso, aspetti morfologici, ma anche come funzionano, aspetti funzionali.

Questa valanga di informazioni del tutto nuove ha imposto non solo la riscrittura della Neurologia ma ha evidenziato la necessità di integrazione della Neurologia con altre discipline affini che, nel tempo, si erano sviluppate in un regime di separatezza, anche se spesso di separati in casa che non si decidevano a divorziare definitivamente anche se spesso sono arrivati proprio sul punto di farlo.

Sono nate così le Neuroscienze nel tentativo di osservare e valutare il Sistema Nervoso e la sua funzionalità da ottiche diverse per giungere, se possibile, a svelare il grande mistero che, sinora, rimane tale, del rapporto tra mente e cervello. Le diverse teorie della mente che si sono succedute nel corso di questi ultimi decenni, da Lurija ad Edelman a Damasio testimoniano questa incessante ricerca.

Oliver Sacks si pone in questa linea di ricerca con un approccio non convenzionale, indagando e rivisitando anche esperienze personali ( Zio Tungsteno, Su di una gamba sola) con l’aiuto della psicoanalisi.

 

Abstract Onorati “Le medical Humanities e la professione del medico”

 

Con il termine di Medical Humanities si indica quell’insieme di discipline appartenenti alle Scienze umane (psicologia ,letteratura ,pittura ,cinema ,religione ,etc.) che si interessano alla componente umanistica della Medicina .La Medicina infatti non è solo lo studio e la cura degli  aspetti biologici della malattia e della salute ma è anche lo studio e la cura degli aspetti umani ,psicologici e spirituali della salute e della malattia. La professione del medico non può essere dunque solo basata sulla scienza  ,cioè sulla conoscenza degli aspetti organici della malattia ,ma è basata inanzitutto sulla relazione con il paziente. Nella formazione del medico non è sufficiente  il sapere e il saper fare appreso durante gli studi accademici ,ma è fondamentale anche il saper essere nella relazione  che si impara nell’esperienza della professione ma anche nella formazione post-universitaria. Non a caso il  codice deontologico medico fissa delle regole attinenti soprattutto alla sfera comportamentale e relazionale del medico. Allora le medical humanities  rappresentano lo strumento moderno per educare il medico alla relazione con il paziente .

 

IL RACCONTO DELLA PREVENZIONE

Secondo un rapporto dell'OMS (organizzazione Mondiale della Sanità) la voce "stili di vita" ha un peso sulla incidenza delle più diffuse patologie nei Paesi sviluppati stimata tra il 25 e il 50%. La prevenzione è, oggi, non solo utile, ma necessaria, considerando non solo l'impatto in termini di salute delle malattie più gravi e diffuse, quali i tumori e le patologie cardio-vascolari, ma anche in termini economici: la prevenzione, se ben applicata, permette un notevole risparmio di denaro,denaro che potrebbe utilmente essere utilizzato per migliorare lo standard del nostro sistema sanitario. La OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha calcolato che in Europa, nel 2005, il 2,5% della spesa sanitaria è stato destinato ad investimenti in programmi di prevenzione. Ma, come spesso accade con le statistiche, anche questa ha il trucco, se si pensa che, mentre in Olanda la cifra investita rappresenta il 5%, in Italia solo lo 0,6% della spesa sanitaria viene destinato alla prevenzione. Eppure molti e documentati rapporti di economia sanitaria hanno dimostrato che, sui tempi medio-lunghi, la prevenzione rappresenta un risparmio notevole. L'Atlante della mortalità Evitabile-ERA 2007 riporta di oltre 42 mila decessi determinati da malattie tumorali e di oltre 32 mila decessi per patologie cardio-vascolari che sono potenzialmente evitabili. Cioè con la prevenzione potremmo evitare oltre 74 mila decessi all'anno. Ovviamente quello che possiamo fare è altra casa da quello che si fa, e per poter pensare di avviare seriamente campagne di prevenzione, è fondamentale che vi sia una vera e propria rivoluzione culturale, rivoluzione che deve coinvolgere tanto il medico quanto il paziente. Non è infatti pensabile che un medico possa avviare un serio processo preventivo se il paziente non è disposto a seguire le indicazioni date. La prevenzione impone che il paziente torni ad essere una parte attiva nel processo di gestione della propria salute, come impone che il medico indirizzi i propri sforzi verso il paziente piuttosto che verso la malattia. La prevenzione è, infatti, un processo che richiede che al centro di quanto si fa vi sia l'individuo. Da quì ne deriva che primo e fondamentale passo in un iter preventivo è la raccolta di una accurata anamnesi. Se la mappatura dei soggetti a rischio è un processo fondamentalmente di tipo statistico, la mappatura dei rischi del soggetto è un'attività eminentemente clinica. Necessariamente occorre che si sappia se e quanto la prevenzione possa essere efficace, in particolare nell’ambito delle malattie tumorali. Per poter affrontare questo argomento e dirimere ogni dubbio si può iniziare col dire che, come ormai ben noto, lo stile di vita incide per oltre il 70% nella genesi dei tumori. Solo il 15% ha una base ereditaria. Potremmo poi andare avanti con casistiche, grafici, tabelle e quant’altro per dimostrare con dovizia di particolari e, sopratutto, di prove, che la prevenzione non è un’utopia ma una solidissima e ben documentata realtà scientifica. Ma noi vogliamo “raccontare” la prevenzione. E se, come detto, essa ha al centro il paziente e non la malattia, allora il racconto deve essere focalizzato su storie e non dati clinici.

David Servan Schreiber è un giovane e brillante Medico, specialista in Psichiatria e Neuroscienze, nato in Francia e successivamente trapiantato negli Stati Uniti. E’ giovane, capace e determinato. Studia e pubblica sulle riviste più prestigiose del settore. E’ chiamato a fondare e dirigere un centro di Medicina Integrata a Pittsburgh, dove pure insegna alla locale Università. David ama il suo lavoro, la ricerca pura, lo studio, l’esplorazione di spazi scientifici sempre nuovi. E’ pieno di entusiasmo ed energia. La sua mente brillante progetta e realizza nuovi programmi di ricerca, insieme ai suoi collaboratori. Ha nel sangue la “vocazione” per la medicina – è infatti membro attivo di Medici senza frontiere- ma il suo orizzonte è la ricerca. E’ durante un programma di ricerca che, in una bella sera primaverile, si sottopone ad una Risonanza Magnetica sul cervello, per studiare le aree encefaliche attivate da complicati test, che il destino, appostato nel laboratorio, è pronto a stravolgere la sua vita. Mentre è steso sul lettino della Risonanza, in attesa che sul monitor compaiano i test, i suoi collaboratori lo fermano. –David, c’è qualcosa che non va- L’esame viene ripetuto, ma il problema rimane. Inizia così un calvario che tanti, purtroppo, conoscono, fino al verdetto finale: tumore al cervello. David è uno scienziato, ed è normale che si rivolga alla scienza. Interpella i Colleghi più autorevoli, fino ad arrivare alla chirurgia, e poi la chemioterapia e la radioterapia. Faticosamente affronta tutto quanto come se camminasse su una corda tesa sull’abisso. Ma arriva in fondo, e, piano piano, ricomincia a ricostruire il suo mondo crollato quella sera di primavera. Riprende la vita normale ma niente è più come prima, lui non è più lo stesso di prima. Dopo qualche anno la malattia si ripresenta, una recidiva. E’ davvero la fine! Ma mentre la disperazione cerca di farsi strada dentro di lui, David trova la forza di reagire. Da scienziato torna a rivolgersi alla scienza, ma questa volta con un approccio diverso. Comincia a studiare tutti i casi simili, e i modi per affrontare diversamente la malattia. Si chiede come fare per uscire dalle statistiche, che lo condannano a pochissimi anni di vita. Comincia a studiare come poter sopravvivere alla malattia, scoprendo che tantissimo può essere fatto per combattere il “mostro”, e scopre che evitare tutto quanto stimola il tumore, insieme a come potenziare le difese dell’organismo possono essere armi efficacissime. Tutti gli studi condotti hanno poi portato alla pubblicazione di un best seller mondiale – Anticancro – che spiega ad ognuno di noi come poter prevenire il cancro e le sue ricadute. David è morto da pochi giorni.  David Servan-Schreiber ha avuto il tumore al cervello poco più che trentenne. I suoi studi gli hanno permesso di sopravvivere quasi vent’anni, ed hanno aperto una nuova via per affrontare il tumore, la via della prevenzione.

Stephen Jay Gould insegna zoologia alla prestigiosa Università di Harvard, è uno degli scienziati più influenti e conosciuti. Ha quarant’anni quando gli viene diagnosticato un mesiotelioma dell’addome, un tumore poco frequente  e molto aggressivo. Non c’è molto da fare, le terapie sono poche e poco efficaci. La sopravvivenza non supera gli otto mesi. Ma Gould non si arrende all’alzata di spalle della sua oncologa. Se la curva di sopravvivenza lo condanna inesorabilmente, lui non si rassegna, ma studia come potersi collocare nella parte “giusta” di quella curva, tra i lungo-sopravviventi. Gould studia a fondo, e applica tutto quanto appreso al suo caso. In effetti Stephen Jay Gould morirà venti anni dopo, e per un’altra malattia. In quei venti anni “rubati” al destino ha pubblicato la sua opera più importante – La struttura della teoria dell’evoluzione-. Con la sua caparbietà e la sua determinazione è riuscito a moltiplicare per trenta quanto il fato gli aveva assegnato di vita.

 

Richard Béliveau è il direttore del più grande laboratorio di biologia molecolare del mondo, a Montreal. Ogni mattina, per raggiungere il suo studio, attraversa il reparto di oncologia pediatrica, e ogni volta è per lui uno strazio vedere quei bimbi che lottano per avere un futuro. Una mattina il primario del reparto gli chiede di trovare qualche terapia complementare che possa rendere meno devastante l’impatto della chemioterapia e della radioterapia su quei corpicini. Richard si mette al lavoro: mobilita i 50 collaboratori del suo laboratorio, e utilizza la strumentazione da oltre 20 milioni di dollari. Comincia con lo studiare l’alimentazione, e ricercare tutti quei principi attivi contenuti negli alimenti, che possano essere utilmente impiegati, scoprendo così che il tè verde è un potente antiangiogenetico, e quindi in grado di bloccare la crescita dei vasi sanguigni di un tumore. Una sera Richard riceve la telefonata della moglie di Lenny, un suo carissimo amico. Lenny si trova al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, uno dei Centri in assoluto più prestigiosi. Ha un tumore al pancreas, uno dei più inesorabili, e con pochi mesi di vita. La moglie piange al telefono, e lo implora – So che tu studi gli effetti dell’alimentazione sul cancro, faremo tutto quello che ci suggerirai-. Richard si getta nello studio, e arriva a determinare le dosi adeguate di tanti principi attivi contenuti negli alimenti che hanno un potere antitumorale. Dall’altra parte del telefono la moglie di Lenny prende nota – il cancro è come il diabete: bisogna occuparsene ogni giorno- Richard continua i suoi studi, e Lenny segue puntigliosamente le sue indicazioni. I miglioramenti non tardano ad arrivare, stupendo i medici del Memorial Cancer Center e lo stesso Richard. Il tumore si stabilizza e addirittura regredisce di un quarto. Lenny morirà dopo oltre quattro anni e mezzo.

Oggi i più prestigiosi Centri Oncologici, e i più famosi specialisti concordano sul potenziale ancora misconosciuto e poco utilizzato degli alimenti e di tutto quanto ci possa dare uno stile di vita più salutare. Interi Laboratori e d Equipe di studiosi lavorano per dimostrare quello che, in fondo, i nostri avi sapevano da tempo:

-Prevenire è meglio che curare-

 

Promuovere la salute attraverso la narrazione:

la Tecnica della scrittura di J.W. Pennebaker

Luisa Pepe, specialista in Psicologia della Salute

 

 

 

James W. Pennebaker, docente e ricercatore di Psicologia all'Università del Texas, da molti anni si dedica allo studio degli effetti positivi per la salute ottenuti attraverso la sua tecnica di scrittura.

La sua teoria partì dall'assunto che l'inibizione delle esperienze traumatiche e con esse delle emozioni che le accompagnano, sia dannosa sia dal punto di vista psicologico sia, a lungo andare, da quello medico (Pennebaker, 1985; Pennebaker et al., 1984). Il lavoro continuo a cui costringe l'inibizione costituisce, infatti, un fattore stressante per l'organismo e può portare a un indebolimento delle funzioni del sistema immunitario rendendo così più alta la probabilità di ammalarsi (Selye, 1976).

Inoltre non esprimere le emozioni e non tradurre in parole le proprie esperienze, non permette una loro rielaborazione cognitiva e, quindi, un’assimilazione. Queste esperienze ed emozioni non assimilate rimangono all'interno della coscienza come pensieri non voluti, causando una continua ruminazione e aumentando il rischio sia di stress emotivo, sia di problemi alla salute (Pennebaker et al., 1990; Pàez et al., 1995; Pàez et al., 1993).

Vari autori nella storia della Psicologia hanno sottolineato l'importanza dell'espressione emotiva, considerandola inizialmente come fattore terapeutico elettivo nelle loro analisi. Tuttavia già nel pensiero successivo di Freud, in Bion (1961) e, recentemente, nel pensiero di un autore contemporaneo (Modell, 1994), non si parla più solo di espressione delle emozioni (modello catartico) come atto sufficiente per la guarigione, quanto piuttosto di un modello che tenga conto dell'elaborazione cognitiva degli eventi e delle relative emozioni.

Ricollegandosi e sviluppando tali considerazioni, Pennebaker propone la scrittura non solo come modo utile per alleviare un disagio psicologico, ma soprattutto come strumento di promozione della salute fisica.

 

La procedura utilizzata nelle ricerche è standardizzata, ma può subire piccole modifiche nei diversi esperimenti, e consiste nel chiedere ad un campione di persone di scrivere per 3 o 4 giorni consecutivi, per un tempo variabile secondo gli esperimenti dai 15 ai 30 minuti al giorno, di un argomento prestabilito. I soggetti sono assegnati a caso ad uno dei gruppi previsti nell'esperimento. Al gruppo di controllo viene chiesto di scrivere di argomenti superficiali, come, ad esempio, descrizioni di ambienti o del loro di stesso abbigliamento.

Al gruppo sperimentale viene, invece, chiesto di scrivere delle esperienze più traumatiche della loro vita. Possono scegliere di parlare dello stesso argomento o di cambiarlo nei vari giorni di scrittura. Nel caso di campioni clinici alle persone del gruppo sperimentale può essere chiesto di scrivere della loro malattia.

Viene loro garantito che gli scritti resteranno in forma anonima. La sola regola è quella di scrivere per il tempo stabilito senza interruzioni.

 

Molte ricerche hanno permesso di verificare gli effetti della Tecnica di Scrittura su parametri immunitari (Pennebaker et al., 1988; Esterling et al., 1994; Petrie et al., 1995) sul rendimento scolastico (Pennebaker et al., 1990; Lumley & Provenzano, 2003), sulla capacità di trovare un nuovo lavoro a seguito di un licenziamento in un campione di ingegneri (Spera et al., 1994) e in un gruppo di diplomati disoccupati (Antonelli et al., 2000); sulla depressione post-partum in un gruppo di donne primipare (Bucci et al., 2004).

Altre ricerche sono state condotte, invece, su diversi campioni clinici. In soggetti affetti da asma o artrite reumatoide  è stata riscontrata una riduzione della gravità della patologia specifica (Smyth et al., 1999; Kelley et al., 1997; Meyer et al., 2003); un gruppo di pazienti diabetici ha mostrato più bassi livelli di emoglobina glicosilata (Pastena et al., 2007) e pazienti affetti da HIV hanno riportato più alti livelli di CD4+ (Petrie et al., 2004). Un gruppo di soggetti affetti da papilloma vescicale ha mostrato, a seguito della scrittura, una più breve degenza ospedaliera post-operatoria, più alto benessere psicofisico misurato attraverso la scala SCL-90 e una migliore valutazione medica globale (Solano et al., 2003). Risultati simili rispetto alla degenza ospedaliera ai punteggi SCL-90 ed alla valutazione medica sono stati ottenuti su un campione di pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna che non si trovassero, però, in condizioni troppo gravi di salute (Pepe et al., 2003).

 

Schematizzando le ricerche condotte su campioni clinici, si possono raggruppare in due categorie di soggetti (Solano, 2007):

1.      Malattie croniche gravi ma non implicanti immediato pericolo di vita, se ai soggetti viene richiesto di scrivere di eventi diversi dalla malattia:

-         Kelley et al., 1997: artrite reumatoide;

-         Smyth et al., 1999: asma e artrite reumatoide;

-         Taylor et al., 2003: fibrosi cistica;

-         Petrie et al., 2004: infezione da HIV.

2.       Malattie croniche di media gravità o situazioni di vita mediamente stressanti, se al soggetto viene richiesto di scrivere della malattia e della situazione:

-         Spera e al., 1994: licenziamento (capacità di trovare un lavoro);

-         Stanton et al., 2002: periodo post-trattamento dopo intervento chirurgico (minore incidenza di disturbi fisici);

-         Solano et al., 2003: imminente intervento chirurgico di media serietà (degenza più breve, minori disturbi dopo l’intervento);

-         Tabasso et al., 2004: diabete instabile (miglioramento del controllo della glicemia);

-         F. Bucci et al., 2005: gravidanza e parto (minore incidenza di depressione post-partum).

 

Gli effetti di questa semplice procedura sembrano legati alla possibilità che offre di compiere una “ritrascrizione” di eventi emotivamente rilevanti (eventi di malattia o traumatici in generale) favorendo così l’elaborazione di emozioni non ancora “digeribili” (trasformazione di elementi beta in alfa nel linguaggio di Bion). Le emozioni rese pensabili diventano comunicabili e possono non egire ad un livello sub simbolico e corporeo (Solano, 2001).

Scrivere delle proprie esperienze traumatiche o della propria malattia costringe ad una riflessione su di esse; implica la necessità di mettere ordine fra pensieri e vissuti che fino a poco prima erano rimasti inespressi; e alla fine permette di arrivare alla costruzione di una storia, ad una narrazione (Pennebaker, 1997a; 1995; Montesarchio, 1998).

Così i benefici che si possono ottenere attraverso la scrittura sono duplici: non è più necessario inibire l'espressione di pensieri ed emozioni ed è possibile giungere ad una loro comprensione, riorganizzazione ed accettazione.

 

 

ABSTRACTpetrone

 

 

Nel corso del 2005 il nostro gruppo formativo, in servizio presso l’Azienda  ospedaliero-universitaria “Ospedale-Riuniti” di Foggia, ha organizzato un progetto formativo aziendale ECM intitolato  “Lo stress negli operatori della salute”. Il progetto era articolato in otto incontri a frequenza quindicinale, che comprendevano una sessione mattutina con le relazioni dei docenti ed una sessione pomeridiana con sedute di gruppo, ed era indirizzato a 50 partecipanti, dipendenti dell’Azienda, appartenenti a tutti i ruoli professionali. L’analisi degli incontri, ha fatto emergere l’importanza dell’esistenza di uno spazio ove poter esternare i propri vissuti e le proprie esperienze, nonchè l’importanza del “raccontarsi”, della resa “consapevole” a se stessi e agli altri  delle proprie emozioni per l’iniziazione di un percorso ermeneutico che allontani figure professionali indispensabili al corretto funzionamento dell’Azienda ospedaliera da  quel labirinto alienante che è il burn-out.

 

Medicina basata sulle evidenze scientifiche e Medicina basata sulla narrazione  

Deni Aldo Procaccini, Direttore Sanitario AOU “OO.RR.” Foggia

 

Nel 1830 nacque in Francia un movimento culturale, Médecine d'Observation, che sosteneva la necessità  che i medici dovessero operare in base a studi basati sui reali effetti di un trattamento. È solo dopo il 1970, però, con Cochrane e Sackett  che si afferma l’opinione di avvalersi dell’epidemiologia per studi clinici in grado di dimostrare, con certezza scientifica misurabile e condivisibile, l’utilità di eseguire un esame o di assumere una terapia. Ciò è alla base delle prove di efficacia clinica,che costituiscono il riferimento per la Evidence Based Medicine (EBM).

L’EBM consente al Medico di sistematizzare le informazioni scaturite dall'osservazione clinica e di confrontarle con le migliori evidenze disponibili.

Se questa metodologia è servita a ridurre il rischio di errore, è anche vero che, unitamente all’ipertecnologia, ha indebolito il rapporto medico-paziente e, sempre più, viene avvertita la necessità di recuperare questa relazione.

In questo contesto nasce la “Medicina Basata sulla Narrazione” (NBM). Arthur Kleinman ha avuto un’ottima intuizione ed ha opportunamente introdotto la distinzione concettuale del termine malattia in disease e illness, ossia tra malattia fisica e malessere, che considera anche il vissuto dell’individuo.

La Medicina Narrativa utilizza l’approccio olistico, a fronte di una classificazione rigida delle malattie, propone, quindi, una soggettivizzazione del paziente, visto in tutta la sua complessità e unicità psicosomatica.

Non esiste, come potrebbe sembrare, contrapposizione tra Medicina Narrativa e  medicina tradizionale basata sull’evidenza, in quanto la NBM può essere uno strumento di supporto per la EBM per ridefinire la pratica clinica nel suo complesso.

Raccontare  un’esperienza da parte del paziente non è facile, richiede tempi appropriati, riflessioni adeguate. La Medicina Narrativa necessita, quindi, sia della capacità del medico di comprendere le storie dei pazienti, sia della capacità e della volontà del paziente di raccontare la propria storia, con qualsiasi forma di comunicazione.

 

 

 

 


TITOLO

Dottor Jekyll / Mister Hyde e i sette papaveri rossi

 

 

abstract

 

Una condizione di malattia o una situazione di disabilità può costituire un evento traumatico da cui scaturisce un terremoto esistenziale che può rischiare di interrompere o bloccare lo sviluppo di un individuo e di una famiglia.

Esiste ,però, la possibilità di una ripresa evolutiva e di un processo che può trasformare l'evento doloroso in un processo di apprendimento e di crescita : la Resilienza.

La prospettiva della resilienza parte da una lettura dell'Uomo di carattere relazionale, sociale, culturale, educativo.

Aiutare l'individuo a "leggersi" in una maniera diversa significa muoversi nel solco della resilienza.

Il medico ha il dovere di praticare la medicina basata sull'evidenza curando la Disease ma anche di apprendere abilità di counselling per curare la Illness.

 

Gabriella Russi

 

 

 

La medicina narrativa: strumento per promuovere il cambiamento nelle organizzazioni sanitarie e patologie  correlate”

Parole chiave: cambiamento, narrazione, creatività, sistemi complessi adattativi-stress-burnout

Sommario: Partendo da alcune considerazioni relative al cambiamento, vengono illustrate le principali reazioni, che si manifestano nelle organizzazioni complesse in occasione di cambiamenti,e patologie derivanti.

Il presente lavoro propone la narrazione come una modalità nuova, dimostratasi utile a promuovere il cambiamento nelle organizzazioni sanitarie. La narrazione, infatti, si dimostra uno strumento che oltre a favorire il cambiamento, orienta alla creatività, fronteggia lo stress, promuove l’intelligenza emotiva, affronta il conflitto, trasmette valori. L’approfondimento teorico su questo modo di utilizzare la narrazione viene poi completato ed illustrato attraverso i problemi psicologici dello staff medico.

Dr.OTTAVIO SACCO

Dirig.Responsabile Centro Malattie da Stress e Disadattamento lavorativo ASL/FG.

 

 

Sulle orme di Sherlock Holmes: l’indagine psicopatologica in Psichiatria

(Dott. Giuseppe Valerio Torres)

 

Partendo dalla descrizione di metodo d’indagine usato da Sherlock Holmes nelle sue famose indagini e riprendendo le caratteristiche personologiche del detective creato dalla penna dell’eclettico Arthur Conan Doyle, si cercherà di individuare un parallelismo con il lavoro di inquadramento psicopatologico tipico della fenomenologia. In particolare ci si soffermerà sull’importanza di un metodo di indagine libero da pregiudizi e presupposizioni, caratterizzato dallo sforzo di messa tra parentesi dell’ovvio e di sforzo conoscitivo ed empatico finalizzato alla comprensione delle esperienze psicopatologiche.

 

 

Abstract dr. Lorenzo Pellegrino

 

IL CUORE NELL’IMMAGINARIO  INDIVIDUALE  E COLLETTIVO.

 

     L’immaginario del cuore comincia a formarsi già dai primi momenti dell’esistenza dell’essere umano. Il battito del cuore della madre si trasmette all’embrione nella vita intrauterine, come primo ritmo cronobiologico che si imprime nei circuiti mentali ed è ancora avverttito dal neonato quando si aggrappa al seno per  procurarsi il nutrimento..

     E poi, nel fanciullo e nell’adulto il cuore fa sentire il suo battito nei momenti particolari di sforzi ed emozioni, di gioia e di dolore, di amore e di odio, di coraggio e di paura, di speranza e di emozione, di collera e quiete.

     Il cuore nell’immaginario, indviduale e collettivo, non è più una pompa che contraendosi consente la circolazione del sangue, ma diventa un simbolo. E come tale  dev’essersi rivelato subito all’attenzione degli uomini primitivi. Incisioni di bisonti e di mammuth con il cuore, o una freccia al suo posto, sono nelle grotte preistoriche di Pindul in Spagna e di Nioux nell’Assiege nella Francia meridionale.

     Gli egiziani praticano la psicostasia. Il cuore del defunto, posto su uno dei due piatti della bilancia mentre sull’altro viene collocato la penna della verità, decide della sua  vita e della morte eterna e viene  sostituito con uno scarabeo scolpito su pietra dura, sul ventre del quale è incisa l’invocazione: “o mio cuore non levarti contro di me come testimone” (1). Nella mitologia greca Dionisio, dio della vita e del rinnovarsi delle stagioni, della morte e della resurrezione, è generato da Zeus dopo aver ingoiato il cuore ancora palpitante del gigante dilaniato dai titani.

     Nella Bibbia si parla della conversione dell’anima attraverso la grazia: “Darò a voi un cuore nuovo e porrò in voi uno spirito nuovo; toglierò il cuore di pietra dal vostro corpo e porrò un cuore di carne (Ezechiele 36 – 26). Ordini religiosi, enti morali, chiese, ecc. sono dedicati al Sacro Cuore di Gesù o al Sacro Cuore di Maria. In canti religiosi si sente di “cuori ardenti” che sembrano non consumarsi mai.

     Nella lingua italiana, dal latino “cor”: concordia, discordia, cordiale, cordoglio, misericordia, ricordare, accordare, e poi, le emozioni danno un tuffo al cuore, al cuor non si comanda, pianti accorati, parlarsi a core aperto, ridere di cuore, ecc.

     Nella letteratura: “cuore che balza al petto” (Saffo), “cuore adirato” degli eroi (Omero); “or poserai per sempre stanco mio cuor” (Leopardi); “e il mio cuore d’improvviso si popolò di frutti e di suoni” (Neruda), “una pace di acque distese mi desta nel cuore” (Montale); “più nulla gli si può nel cuore/ più nel suo cuore nulla” (Ungaretti); “una pace d’acque distese/ mi desta nel cuore” (Quasimodo); “il mio cuore restò ricordando la sua bocca” (Neruda), ed altre.

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     In un noto trattato di cardiologia si legge: Ciascun paziente ha un proprio modo di esprimere i propri disturbi. Noi come medici dobbiamo lasciare ai nostri pazienti scelta di parole e, quando le hanno scelte, dovremo utilizzare le stesse per comunicare con loro  (2).

     Il medico deve conoscere il mondo dell’immaginario del paziente, ascoltandolo mentre parla liberamente, in modo da individuare quegli aspetti ansiogeni che possono dare origine a somatizzazioni o che possono essi stessi divenire causa scatenante o aggravante di tante malattie.

     L’eccessiva tecnicizzazione e scientificazione della medicina ed il conseguente mutato rapporto medico-paziente sono una delle cause, oggi, di una crescente richiesta delle  Medicine non convenzionali dette anche alternative o complementari (3).

     Può essere utile nelle Facoltà universitarie di Medicina introdurre discipline di tipo storico, antropologico, filosofico e, soprattutto, etico per incentivare un nuovo umanesimo medico collegato ai vari bisogni dell’uomo di oggi che non sono diversi da quelli dei tempi di Ippocrate.

     Parlare di immaginario del cuore non è anacronistico. Bisogna evitare che sull’altare della efficienza e della produttività venga sacrificato l’individuo nella sua globalità, fatta di corpo e di psiche, e quindi anche di simboli ideali che spesso sono il nucleo più intimo e significativo del mondo che ci circonda.

     La vera frontiera nel secolo da poco iniziato è proprio questa: coniugare la medicina tecnico-scientifica con quella umanistica, che si concretizzi con un nuovo rapporto medico-paziente, anche per evitare che gli uomini diventino tutti dei longevi robot.

  1. L. Latronico, Il cuore nella storia della medicina, Milano, Edizione  Recordati, 1955, passim; M. Morpurgo, L. Bergamaschino, La circolazione polmonare nella storia della medicina, in “Italian Heart Journal”, 2003, 4, pp. 363-367; Maurizio Giuseppe Abrignani, Piccola storia della Medicina Cardiovascolare. Il cuore nella preistoria e nell’antico Egitto, in “Cardiologia negli Ospedali”, 2010, n. 178, pp. 88-90; Luciana R. Angeletti, Attilio Maseri, Valentina Gazzaniga, Leonardo Galiuto, La Storia della Cardiologia, Salerno, Momento Medico, 2002, pp. 5-10.
  2. John Willis Hurst, The Heart Arteries and Veins, Milano, 1986, pp. 111-1871.
  3. Matteo Rinaldi, Medicina e tradizioni popolari di Manfredonia, Manfredonia, Grafiche Falcone, 2010, passim; Michele De Filippo, Oglio di cranio umano. Magia, medicina e religiosità nella tradizione popolare garganica, Foggia, Ckaudio Grenzi Editore, 2010, passim.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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    Roma, 8-9.10.2011 "LA METAFORA ARCHEOLOGICA NELLA PRATICA PSICHIATRICA E PSICOTERAPEUTICA";  Sede:  FORESTERIA DELLE MONACHE CAMALDOLESI ; Info: associazione.culturale.dialogos@gmail.com; Fees= n.d..

Abstract degli interventi

 

 

Presentazione e discussione attorno ad un’esperienza clinica: il caso di F.M.

Flavio Nosè-Corrado Pontalti

Il lavoro dello psichiatra e dello psicoterapeuta si fonda sulla complessa rete di narrazzioni di cui è costituita la storia del paziente.

Già Freud più di cento anni fa aveva colto come il lavoro dei terapueti sia simile al particolareggiato, lento e certosino lavoro di ricostruzione e scoperta che fa l’archeologo durante i suoi scavi in un sito archeologico.

Terapeuta e archeologo entrano in contatto con una storia stratificata nel terreno(e nella mente)e nel tempo, che dovrà con pazienza essere disvela e ricostruita.

Attraverso l’analisi di un racconto clinico si illustrerà questo modalità di operare che ha antiche origine ma risulta ancora oggi molto attuale e efficace. 

 

 

Freud e Roma. La metafora archeologica

Alberto Panza

Freud aveva confidato ad alcuni amici che Roma era tra le città da lui più amate, o forse addiritura la più amata.

Freud era affascinato da questa città perché gli permetteva di immergersi in diversi periodi storici, dall’antica Roma al mondo moderno passando per attraverso le differenti epoche: medioevo, rinascimento barocco.

Roma era, per questo motivo,per  Freud il luogo ideale dove poter ritrovare ciò che lui aveva postulato come la metafora archeologica.

Due dei punti cardine del suo modello, l’incoscio dinamico e la rimozione, sembravano ai suoi occhi prendere vita proprio durante le sue entusiastiche visite alla città eterna.

 

 

La metafora archeologica freudiana: sue funzioni e limiti.

Fausto Petrella

Freud nel teorizzare la propria teoria della mente ha fatto spesso riferimento alla metafora archologica per illustrare il proprio modello analitico.

L’archeologo all’interno di uno scavo archeologico con certosina attenzione cerca di ricostruire la storia di quel luogo a partire dai pochi frammenti che riesce a rinvenire nei diversi strati del sito che egli sta osservando.

Utilizzando le stesse modalità lo psicoanalista lavora con i frammenti dei racconti della storia del suo paziente e ugualmente ricerca i frammenti contenuti nelle immagini oniriche.

Quali sono, oggi a ormai cento anni dalla nascita della psicoanalisi, le funzioni e i limiti che il modello archeologico-analitico propone?

Sarà questo il tema di questo intervento.

 

 

 

La genesi degli ordinamenti ovvero l’archeologia del diritto

Carlo Pecoraro

L’ordinamento statale, fotografato nell’attualità, può considerarsi la tappa ultima di un percorso evolutivo sempre in corso, il cui punto di partenza coincide con la nascita dello Stato e la costituzione del c.d. contratto sociale; la ricerca e lo studio delle origini storiche e giuridiche dell’ordinamento aiuta a ricostruirne il patrimonio genetico, a comprenderne lo spirito, e ad intuirne le linee di tendenza: elementi essenziali anche per interpretare il diritto esistente o acquisire gli strumenti per riformarlo.

 

Curriculum dei relatori

 

 

Curriculum breve di Sebastiano Bongiorno

 

Siciliano nato nel 1949. Magistrato di Cassazione.

 

Nel 1967 frequenta, a Trento, la facoltà di sociologia allora dominata dalla Teoria sociale dei filosofi francofortesi Adorno, Horkeimer e Marcuse. Deluso di quell’approccio ritorna in Sicilia per iscriversi a Giurisprudenza e nel frattempo collabora con Danilo Dolci che a Partitico ha creato un Centro Studi per i problemi del sottosviluppo meridionale aderendo alle tematiche della non violenza  gandhiane.

 

Negli stessi anni aderisce al PCI divenendo dirigente provinciale della FGCI di Agrigento.

 

Dopo il matrimonio e la laurea in Legge, 1973, insegna per qualche anno negli Istituti Superiori fino al 1977 anno in cui entra in Magistratura.

 

Svolge le funzioni di Giudice Istruttore prima a Ravenna e poi, dal 1983 presso il Tribunale di Caltanissetta dove si occupa di criminalità mafiosa istruendo i processi per le stragi del 1992 (uccisione dei Giudici Falcone, Borsellino e delle loro scorte).

 

Nel 1994 è eletto al Parlamento come deputato indipendente nella lista del PDS. Componente della Commissione Giustizia, è relatore delle leggi sull’usura e di riforma del codice di procedura penale. Decide di no ripresentarsi nella successiva legislatura optando per le funzioni dirigenziali nel Ministero della Giustizia ove attualmente opera.

 

Accanto allo studio delle proprie discipline giuridiche e professionali ha curiosità anche per altri settori quali l’economia, la filosofia e, di recente, la teologia.

 

 

Curriculum breve di Pietro Bria

 

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del S. Cuore nel 1969 Specializzato in Psichiatria nel 1974 presso la stessa Università.

E’ Professore Associato di Igiene Mentale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore  e Direttore della Struttura Complessa della Consultazione Psichiatrica del Policlinico A. Gemelli di Roma.

E’ stato nel 2005-2006   Direttore dell’Istituto di Psichiatria e di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del S. Cuore.

E’ Membro Associato della Società Psicoanalitica Internazionale.

E’ autore di numerosi lavori scientifici pubblicati su riviste nazionali ed internazionali.

E’  il  curatore   italiano dell’opera  di Ignacio Matte Blanco ( “L’Inconscio come Insiemi infiniti” (Einaudi,1981) e “Pensare ,sentire, essere” (Einaudi, 2000).

Le sue ricerche vertono intorno  a tematiche che spaziano dalla ricerca psicopatologica ( “ La struttura ossessiva”, Teda edizioni,1990), a problemi di clinica e trattamento in Psichiatria di Consultazione (“ Corpo e mente in adolescenza”, in coll. con L. Rinaldi, Angeli,1999;La psicoterapie breve nel trattamento delle crisi di panico, in coll. con A. Ciocca, Edizioni Universitarie Romane, 1993 ) e all’indagine sui fondamenti epistemologici della clinica psichiatrica.

Intorno al pensiero di I. Matte Blanco ha curato con Fiorangela Oneroso e per l’editore Angeli : “ L’Inconscio antinomico” ,1999  , “Bi-logica e sogno” ,2002  e “ La bi-logica tra mito e letteratura”, 2004.

La sua attività di ricerca si svolge al momento intorno a tre fondamentali settori : a) la riflessione epistemologica applicata alla clinica psichiatrica sia per quanto riguarda l’approccio diagnostico che quello terapeutico. Alla base di questa ricerca è il tentativo di saldare i risultati più recenti della ricerca neurobiologica sulla mente  (vedi le ricerche sulla complessità della mente di Giulio Tononi) con i più moderni sviluppi della scienza psicoanalitica ( vedi l’approccio alla psicopatologia di Ignacio Matte Blanco di cui ha curato l’intera opera presso Einaudi) ; b) la ricerca clinica nell’ambito della Psichiatria di Consultazione e di  Liaison soprattutto per quanto riguarda l’area adolescenziale ( psicosomatica dermatologica e disturbi del comportamento alimentare) e quella psiconcologica ; c) una ricerca integrata bio-psicodinamica di trattamento istituzionale del disturbo da attacchi di panico che si avvale di un setting combinato farmacologico e psicoterapeutico. Tale ricerca si è più di recente estesa ad altre aree della clinica psichiatrica ( i disturbi depressivi, i disturbi del comportamento alimentare e le dipendenze patologiche).

 

Curriculum breve di Roberto Calindro

Specializzazione in Psichiatria, conseguita il 29/10/1999 presso U.C.S.C. di Roma.

Università: laurea in Medicina e Chirurgia, conseguita presso Università degli studi di Roma “La Sapienza”, il 30/10/1995.

Psichiatra medico dirigente di I° livello, presso il DSM dell’Az. San. USL 3 di Lagonegro (PZ).

Psichiatra medico dirigente di I° livello presso il SPDC dell’ospedale S.Eugenio di Roma.

Consulente esterno in qualità di psichiatra  presso il CNSR ( centro nazionale selezione e reclutamento) dell’Arma dei Carabinieri.

Psichiatra medico dirigente di I° livello presso il SPDC di Viterbo.

Responsabile Sanitario delle Co.di Co. “Villanova” e “Giona” dell’Italian Hospital Group (IHG) site in Villanova (Roma).

psichiatra medico dirigente a tempo determinato presso il CSM di Vetralla della ASL  VT4 di Viterbo.

Responsabile Sanitario della Comunità di Convivenza “La Fabuliera”.

Ha prestato servizio come medico di reparto presso la  clinica psichiatrica “ Villa Maria Pia”. Docente a contratto per il corso di laurea triennale di “Terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva” presso l’Università Cattolica di Roma per l’anno accademico 2003-04.

Ha partecipato in qualità di docente al II° corso aggiornamento sulla psicopatologia dell’adolescente, tenutosi presso l’Università Cattolica di Roma nell’ anno accademico 98-99.

Ha prestato servizio dal gennaio 2000 al luglio 2004 in qualità di co.terapeuta/osservatore silenzioso all’interno di un gruppo terapeutico per adolescenti presso il servizio “ambulatorio per l’adolescenza” diretto dal prof. P. Bria presso il policlinico “A.Gemelli” di Roma.

Ha effettuato periodiche sostituzioni presso CSM delle ASL di Roma RM/A; RM/E; RM/F.
Curriculum breve di Bruno Callieri

Psichiatra, fenomenologo, Ordinario di Psichiatria e Clinica neuropsichiatrica all'Università di Roma “La Sapienza”: libero docente in Psichiatria (1954), già direttore dell’Ospedale Psichiatrico, dagli anni sessanta, nel confronto con le grandi figure della psichiatria e della psicoanalisi del Novecento (K. Schneider, C. G. Jung, K. Jaspers, E. Minkowski, J. Lacan, H. Ey), ha orientato la sua ricerca psicologica ed antropologica, verso una riflessione al confine tra tematiche cliniche ed esistenziali. Con Borgna, Cargnello e Basaglia ha introdotto in Italia le idee della psicopatologia fenomenologica, imponendosi come figura emblematica di medico-filosofo, al crocevia tra formazione naturalistica e vocazione umanistica. Nell’ambito della psichiatria contemporanea, Callieri ha contribuito a convalidare una delle linee di fondo del discorso jasperiano, la fondazione della psicopatologia generale come scienza autonoma, propedeutica essenziale alla clinica, alla nosografia e alla terapia. Di recente pubblicazione: Ales Bello A. e coll. (2008) Io e Tu. Fenomenologia dell’incontro, E.U.R., Roma.

 

 

Tra le sue pubblicazioni si possono annoverare: “Paranoia, passione e ragione”, “Corpo esistenze mondi. Per una psicopatologia antropologica”, “Medusa allo specchio. Maschere tra antropologia e psicopatologia”, “Quando vince l’umbra. Problemi di psicopatologia clinica”, “Lineamenti di psicopatologia fenomenologica”, “Percorsi di uno psichiatra”.

 

Curriculum breve di Andrea Carandini

 

Figlio dell'ambasciatore e ministro della Repubblica Nicolò Carandini, fu allievo di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Attualmente è titolare della cattedra di Archeologia classica all'Università La Sapienza di Roma.

È noto soprattutto per la scoperta, a Roma, delle mura del Palatino del VIII secolo a.C. in seguito agli scavi sulle pendici settentrionali del colle Palatino, particolarmente importanti per quanto riguarda gli strati di epoca arcaica, che lo hanno condotto a offrire una ricostruzione delle prime fasi della vita della città di Roma rivelatesi notevolmente simili a quanto trasmesso dal racconto tradizionale sulla fondazione e sulle vicende dell'età regia.

Noti sono anche i suoi scavi nella villa romana di Settefinestre, di grande importanza per la diffusione in Italia della tecnica dello scavo stratigrafico e che hanno condotto alla ricostruzione storica, attraverso i materiali rinvenuti, del sistema di produzione agricolo e artigianale dell'Italia romana.

Il 25 febbraio 2009 è stato nominato Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, incarico da cui si è dimesso il 14 marzo 2011, in dissenso con la politica di tagli del governo.

 

Curriculum breve di Denis Fadda

 

Nazionalità: francese. Nato a Bona (Algeria).

Cavaliere della Légion d'Honneur; Ufficiale dell' Ordine Nazionale francese del Merito.

Docttore di Stato in Legge (Sorbonne), Dottore in Storia (Sorbonne), Dottore in Scienza politica (Sorbonne).

Funzionario internazionale.

Professore universitario cattedratico di Diritto pubblico:Università Panthéon-Sorbonne  (Paris I) ed Università di Perpignan -Via Domitia. 

Membro dell'Atto Consiglio presso il Primo Ministro francese.

Membro titolare dell' Académie des Sciences d' Outre-Mer.

Membro totolare dell'Académie des Arts et Lettres et Sciences de Laguedoc.

Presidente nazionale dell' Associazione di cooperazione Francia –Africa. 

Presidente nazionale della Federazione francese delle associazioni di Rimpatriati.

Membro de l'Association internationale des Ecrivains de Langue Française, ADELF (Associazione internazionale dei scritori di lingua francese).

Membro della Société française de Droit international (Società francese di Diritto internazionale).

Già Segretario generale dell' Istituto delle Scienze Giuridiche dello Sviluppo (ISJD), dell' Ente Nazionale francese Informazione, Culura ed Immigrazione (ICEI) e dell'Agenzia francese per lo sviluppo delle relazioni interculturali (ADRI).

Già Membro della Commissione francese per l'Unesco.

Fondatore dell' AR-CO (Arte e Communicazione – Associazione culturale Parigi-Roma).

Autore di numeri studi, articoli ed opere collettive.

 

 

Curriculum breve di Francesca Ferragine

Specializzazione in Psichiatria, conseguita  presso Università Cattolica Sacro Cuore di Roma.

Laurea in Medicina e Chirurgia, conseguita presso Università degli studi di Roma “La Sapienza”.

Primo Medico Dirigente del Poliambulatorio di Castel di Guido ASL RME.

Membro dell’Unità Organizzativa dell’Azienda ASL RM.

Psicoterapeuta individuale e Psicoterapeuta di Gruppo Analisi.

Socia della società gruppoanalitica COIRAG.

Docente Scuola Medico Ospedaliera.

Vice Presidente dell’associazione culturale Dialogos (Università Cattolica).

Organizzatrice dei Seminari Romani di S. Resnik sulle Psicosi, dal 1991 ad oggi.

Medico di base presso le Asl RMD e RME dal 1980 al 2000.

Responsabile del Poliambulatorio Ospedale S. Spirito  dal 1987 ad oggi.

Medico nell’Associazione Croce Rossa Italiana, via Ramazzini Roma.

Medico di guardia presso la comunità terapeutica per tossicodipendenti Villa Maraini di Roma nel 1979.

Guardia Psichiatrica  Permanente dal 1983 al 1988  .

 

Curriculum breve di Giuseppe Maffei

 

Nato il 26.11.1935. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1959. Specialista in "Malattie Nervose e Mentali" (1962) e "Neuropsichiatria  Infantile" (1964).

Libero Docente in Psichiatria (1967).

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Ex dirigente Consultorio ONMI e CIM dell' Amministrazione Provinciale

di Pisa. Ex-consulente psicoanalista del Servizio di Neuropsichiatria Infantile

dell' ASL 5 (Pisa).

E' stato per diversi anni professore a contratto in "Psicoanalisi applicata" presso la Scuola di Specializzazione in Psichiatria della Facoltà di Medicina dell' Università di Pisa.

Professore a contratto di Psicologia Dinamica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa dall'anno accademico 1997-98 all'anno 2002-03.

Membro onorario dell'Opifer.

Membro ordinario dell' Associazione Italiana di Psicologia Analitica e dell'International Association Analytical Psychology, all'interno delle quali ha svolto attività didattica.

Membro della Società Italiana di Psichiatria, della Società Italiana di Psicoterapia Medica, dell' International Association of Analytical Psychology, dell' Association Internationale d'Histoire de la

Psychanalyse e della Society for Chaos Theory, Psychology and Life Sciences.

Ex-redattore della "Rivista di psicologia analitica". Collaboratore dei "Cahiers de psychanalyse jungienne" e di "Harvest".

Direttore della rivista "Psicoanalisi e Metodo".

 

Curriculum breve di Renzo Mulato

 

1965. Licenza in Filosofia conseguito con la qualifica ‘bene probatus’ nella Pontificia Università Lateranense di ROMA - titolo equipollente alla Laurea in Filosofia in Italia ed in altri Stati, conseguito con una ‘dissertatio’ su R. Descartes.

1970. Laurea in Lettere e Filosofia conseguita nella Università degli Studi di Padova con voto 110/110, con una tesi su “Il problema del cominciamento in Tommaso d’Aquino”.

1973.  Abilitazione all’insegnamento di Filosofia e Scienze Umane (Psicologia e Pedagogia) conseguita con punti 100/100 e Abilitazione all’insegnamento di Storia, conseguita con punti 90/100.

Insegnante di Lettere nella Scuola Media Statale

Docente di Filosofia e Storia nei Licei Statali

Dirigente in diversi Istituti Scolastici fino al 31 agosto 2005.

Attività di formazione dei Docenti della Scuola Secondaria e Consulente per gli aspetti psicopedagogici in Seminari ed iniziative di rete italiane ed       

Docente di Filosofia e Didatta, dall’anno accademico 1986/’87 ad oggi, nel Centro Internazionale Studi Psicodinamici della Personalità di VENEZIA, che si occupa di educazione e formazione specializzata degli insegnanti e degli operatori in campo psichiatrico e psicoanalitico; Docente di Metodologia nei Corsi Universitari in Napoli;

Cofondatore e Presidente della Associazione Culturale “Metamorphosis, dove cura in particolare il settore degli Studi Filosofici”; Coordinatore scientifico della Associazione Culturale “Dialogos” di Roma ; membro del Direttivo e del Comitato Scientifico del Consorzio Istruzione e Formazione Superiore (C.I.F.S.) fino al 31 agosto 2005.

Relatore in Convegni ed in attività di tipo seminariale, sempre in ambito filosofico, organizzate da Istituti di Ricerca e da Università: a Venezia, all’Università di Urbino e di Chieti, a Cosenza, Cesena e Foggia,  per diversi anni a Roma, quindi in Francia presso il Centro di Studi della Abbazia di Senanque e nel Centro di Cerisy-la-Salle (luglio 1995 relatore in un Seminario sul mito), all’Istituto Italiano di Studi Filosofici, sede di Napoli (giugno 1996 , giugno 1997, marzo 1998), come relatore in Seminari  condotti unitamente ai proff. Aldo Gargani, Salomon Resnik, Pietro Bria ed altri.

 

Curriculum breve di Flavio Nosè

Medico-chirurgo, specializzato in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali e diplomato presso la Scuola di Perfezionamento in Storia della Medicina.

Primario del II Servizio Psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale di Verona e responsabile per la formazione del Dipartimento stesso.

Psicoterapeuta di formazione psicoanalitica individuale e gruppale, iscritto all’Albo degli Psicoterapeuti dell’Ordine dei Medici di Verona dall’anno della sua istituzione e membro, presso lo stesso Ordine, della Commissione per la valutazione delle domande di iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti.

Membro di Consiglio Direttivo dell’ASVEGRA (confederata COIRAG). Direttore della rivista GRUPPI della Coirag.

Docente per l’insegnamento di Psicoterapia presso la Scuola di Specializzazione in Psichiatria della Facoltà di Medicina di Verona.

Docente per l’insegnamento di Psicopatologia Generale e Clinica presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della COIRAG, Istituto di Padova.

 

Curriculum breve di Alberto Panza

 

Psicologo e psicoterapeuta. Psicoantropologo esperto in Storia dell’arte.

Fondatore del Centro Italiano di Medicina Integrata - collaboratore del Centro Internazionale di Studi Psicodinamici della personalità di Venezia.

Docente di Psicoantropologia Università La Sapienza - Roma

 

Tra le sue pubblicazioni si possono annoverare: “Pensare il corpo. Itinerari di un'avventura ermeneutica” in Carignani e Romano (2006) Prendere Corpo. Il dialogo tra mente e corpo in psicoanalisi, teoria e clinica. Milano: FrancoAngeli; con il prof. Resnik e altri (2002) L’avventura estetica. Prospettive sull’arte. Milano: FrancoAngeli; “Il pathos condiviso: Riflessioni epistemologiche sul concetto di similitudine” in Mangialavori e Marotta, PRAXIS: Un nuovo metodo in Medicina Omeopatica: la ricerca della coerenza nella manifestazione dei fenomeni clinici. - Il Metodo della Complessità in Medicina Omeopatica. Modena: MATRIX; “Psicoantropologia delle demonopatie” in Borsatti (2002) Le indemoniate. Superstizione e Scienza medica. Udine: Edizioni del Confine.

Inoltre, è tra i curatori del libro “Corporeità. L’Oggetto originario concreto: un’ipotesi psicoanalitica in espansione”.

 

 

Curriculum breve di Carlo Pecoraro

 

Maturità classica presso il liceo classico statale Socrate di Roma; laurea con lode in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre, con tesi dal titolo“La responsabilità penale delle persone giuridiche”; corso di Perfezionamento in “Tutela e Promozione dei Diritti Umani” presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Stage presso l’Ufficio Gare della Ethicon – Johnsonn & Johnsonn S.p.A.; avvocato penalista in Napoli presso lo Studio Legale Renato Pecoraro e in Roma presso lo Studio Legale Giovanna Corrias Lucente.

Cultore della materia e collaboratore con contratto di supporto alla didattica alla cattedra di Diritto Penale, Prof. Mario Trapani, presso l’Università degli Studi di Roma Tre; dottore di ricerca nella Scuola Dottorale Internazionale in Diritto ed Economia “Tullio Ascarelli” – sezione penale –  presso l’Università degli Studi di Roma Tre, con tesi dal titolo “Le presunzioni nel diritto penale”.

 

 

Curriculum breve di Fausto Petrella

 

E’ nato a Milano, dove si è laureato in Medicina e Chirurgia con uno studio sulle stereotipie nelle psicosi. Sempre a Milano si è poi specializzato in Psichiatria, sviluppando, accanto all’attività di psichiatria d’urgenza dell’Ospedale Policlinico, una formazione psicoanalitica presso la Società Psicoanalitica Italiana. Dopo la specializzazione, ha sempre lavorato con il Prof. Dario De Martis, dapprima a Cagliari come assistente universitario presso la Cattedra di Psichiatria di quell’Università, quindi all’Università degli Studi di Pavia, città dove vive e lavora dal 1971. E’ Past President della Società Italiana di Psicoterapia Medica, sezione della Società Italiana di Psichiatria.
E’ professore ordinario di Psichiatria. Dirige da anni un’Unità Operativa di Psichiatria dell’ASL di Pavia. Dal 1997 è presidente della Società Psicoanalitica Italiana.

 

Si è adoperato per un’integrazione tra psichiatria e psicoanalisi, con un attenzione specifica alla psichiatria sociale e alla critica all’istituzione manicomiale. Le sue proposte di forme alternative di assistenza e cura della malattia mentale hanno, in ambito universitario, anticipato di alcuni anni la riforma legislativa psichiatrica. Grande attenzione è stata data all’interazione concettuale e clinica tra i saperi eterogenei che convergono sulla cura dei disturbi psichici. Le principali direttrici di ricerca mirano a un rinnovamento delle conoscenze psicopatologiche nell’ambito delle psicosi, allo studio delle implicazioni relazionali della malattia mentale nelle sue svariate articolazioni (dalle demenze alle nevrosi; dalla famiglia, all’équipe terapeutica e all’istituzione psichiatrica); a una rilettura in profondità dell’opera freudiana, sensibile ai suoi diversi e successivi sviluppi. Un’attenzione specifica è stata data ai rapporti di coerenza tra momenti teorici e metodologici sia della clinica psichiatrica sia della terapia psicoanalitica, con numerose ricerche in questi ambiti.
Osservatore critico della crisi della psichiatria teorica e pratica, propone un modello concettuale aperto, che mira all’integrazione bio-psico-sociale nell’atto clinico singolare, attento all’orizzonte problematico, anche filosofico, delle due principali discipline di riferimento: la psicoanalisi, praticata nel contatto col singolo paziente e nei gruppi, e una psicopatologia d’orientamento fenomenologico-strutturale e insieme relazionale e sociale.

E’ autore di numerose pubblicazioni su riviste specialistiche in ambito psichiatrico o psicoanalitico e in opere in volumi collettanei su temi di ricerca specifici.
E’ codirettore della rivista Gli Argonauti.
- Ha pubblicato con Dario De Martis Sintomo psichiatrico e psicoanalisi. Per un’epistemologia psichiatrica, Lampugnani Nigri, Milano 1972.
- Il Paese degli Specchi. Confronto con lungodegenti manicomiali (a cura di D. De Martis, F. Petrella e E. Caverzasi). Feltrinelli, Milano, 1980.
- Fare e pensare in psichiatria. Relazione e istituzione (a cura di D. De Martis, F. Petrella e P. Ambrosi). Raffaello Cortina, Milano, 1987, 175 pp.

 

Curriculum breve di Corrado Pontalti

Laurea in Medicina e Chirurgia nell’anno 1967. Specializzazione in Psichiatria nell’anno 1970.

Professore Associato Confermato, Cattedra di Psicoterapia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia dal 1983 al 1° settembre 2003.

Primario del Servizio di Psicoterapia Familiare della stessa Università fino al 1° settembre 2003

Professore di Psicoterapia. Scuola di Specializzazione in Psichiatria della medesima Università.

Professore a contratto di Psicopatologia. Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Psicologia, Laurea Specialistica in Psicologia Clinica, Milano.

Membro di numerose Associazioni Scientifiche nazionali ed internazionali tra cui socio ordinario della Group-Analytic Society, Society for Research in Psychotherapy, Family Therapy Association.

Past President della C.O.I.R.A.G. (Confederazione delle Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica dei Gruppi) e past Preside della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Analitica della stessa Confederazione.

Attuale Presidente del Laboratorio di Gruppoanalisi, Associazione confederata C.O.I.R.A.G.

Autore di oltre 200 pubblicazioni relative alla Psicoterapia Familiare e di Gruppo, alla Psicosociologia della Famiglia e alla Psicopatologia dei Disturbi di Personalità.

 

Curriculum breve degli attori:

 

·      Alfonso Veneroso

Attore e regista teatrale - Roma. Diplomatosi alla Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi, ha lavorato con validi registi ( L.Ronconi, A.Battistini, C. Lievi tra gli altri) ed in importanti Teatri Stabili italiani (Torino, Roma, Palermo, Brescia).

·      Omero Antonutti

Attore di cinema e di teatro - Roma. Partecipa alla scuola di recitazione “Silvio D’Amico”, lavora nei principali Teatri Stabili italiani quali quello di Trieste e Genova dove rimane scritturato per 13 anni, lavorando con registi del calibro di Luigi Squarzina. Nel cinema inizia a lavorare con Roberto Rossellini e Luigi Comencini e si rivela con i fratelli Taviani in “Padre padrone” (Palma d’Oro a Cannes), ne “La notte di San Lorenzo” e continua a lavorare con registi quali Bellocchio, Anghelopoulos, Carlos Saura, Ermanno Olmi, Michele Placido, Ferrara.

·      Andrea Giordana

Attore di cinema e di teatro - Roma. Tra i suoi film si ricordano “Il Conte di Montecristo” per la regia di Edmo Fenoglio, “Sandokan” per la regia di Sergio Collima e il recente “Guerra e pace” per la regia di Robert Dornhelm.

 

 
   
 
   
 
   
   

 

   

 

 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
   
 
 

   
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 
   
   
 

EVENTI ECM SECONDO SEMESTRE già accreditati:  

 

   
   
 
   
 

 

 

EVENTI ECM provenienti da fonti diverse da ECM-Sanità 

 

 

C.I.S.P.P.

Venezia

 

 

Stiamo programmando il prossimo XXIX°  CORSO  SEMINARIALE

DIRETTO  DAL PROFESSOR SALOMON  RESNIK sul tema

 

 

SOGNO  E  DINTORNI

 

Aperto a psichiatri, psicologi, insegnanti ed educatori,

si articolerà in una introduzione e riflessione teorica, seguita

dalla presentazione e discussione di materiale clinico.

Si terrà alle ore 17.15  nelle giornate di sabato:

 

26  novembre 2011  -  Salomon  Resnik

La chiave del sogno e il suo montaggio

 

28 gennaio 2012 - Anna Ferruta

Sognare di sè e di loro

 

25  febbraio – Enrico Levis

L'alba del pensiero: tra memorie sensoriali e sogno

 

24 marzo - Luigi Boccanegra

Sogno e quotidianità nei pazienti borderline

 

26 maggio – Anna Taquini Resnik

Grammatica del sogno

 

30 giugno -  Simona Nissim

ll sogno nel bambino, tra rappresentazione e racconto

 

 

Le relazioni  potranno variare, nell’ambito comunque del calendario previsto.

A breve verrà inviato via posta e/o via mail il programma definitivo.

 

INTERNATIONAL ASSOCIATION for ART and PSYCHOLOGY           

Gruppo di studio interdisciplinare

Sezione romana

  

in collaborazione con  Associazione Italiana di Psicoanalisi (A.I.Psi.)- Commissione

Cultura

       

                

                     sabato 10 settembre 2011 h.9.30

 

 

                      “La fruizione estetica”

                        

           Conferenza Annuale dei Gruppi di Studio e delle Sezioni

                                                

                                                  

                   Aipsi- Via di Priscilla 128 -00199 Roma- tel 0685354861

                                                    ingresso libero-posti limitati - si prega di prenotare

                     www.artepsicologia.com

                             www.aipsi.it

 

Quarantacinquesimo Anniversario
della rivista Psicoterapia e Scienze Umane (1967-2011)

Incontro con Otto F. Kernberg:
"Formare psicoterapeuti, oggi"


Bologna, 20 settembre 2011, ore 14.30-18.30

Sala Bolognini del Convento di San Domenico
Piazza San Domenico 13, 40124 Bologna

14.00: Iscrizione dei partecipanti. L'incontro inizia alle ore 14.30 puntuali
14.30-15.30: Relazione di Otto F. Kernberg
15.30-16.00: Interventi di Marianna Bolko e Thomas von Salis
16.00-16.30: Pausa
16.30-17.15: Relazione di Pier Francesco Galli
17.15-17.45: Interventi di Alberto Merini e Paolo Migone
17.45-18.30: Dibattito

Come è stato già comunicato per lettera agli abbonati, in occasione del Quarantacinquesimo Anniversario della rivista Psicoterapia e Scienze Umane verrà organizzato a Bologna martedì 20 settembre 2011 dalle 14.30 alle 18.30 un incontro con Otto F. Kernberg sul tema "Formare psicoterapeuti, oggi".

Kernberg, anche quando era presidente dell'International Psychoanalytic Association (IPA), si è occupato a fondo del tema della formazione, sia sul versante degli aspetti critici degli istituti di training (si vedano ad esempio i suoi articoli pubblicati nei numeri 4/1987 e 2/2003) sia sul versante delle modificazioni delle cosiddetta "tecnica classica" per il trattamento dei pazienti più gravi (si vedano i suoi articoli nei numeri 4/1983, 3/1994 e 2/2009).

Questo incontro con Otto Kernberg sarà gratuito e riservato agli abbonati.
Chi intende partecipare deve prenotarsi inviando una E-Mail a <migone@unipr.it> (chi non disponesse della posta elettronica può telefonare al n. 0521-960595). Avevamo dato indicazione di prenotarsi entro il 30 aprile 2011 per conoscere il numero approssimativo dei partecipanti allo scopo di reperire una sala adatta; abbiamo individuato una sala che contiene un numero maggiore di posti rispetto alle prenotazioni ricevute, per cui se altri abbonati volessero partecipare devono prenotarsi e assegneremo i posti rimasti disponibili secondo l'ordine con cui riceveremo le prenotazioni. Informazioni dettagliate saranno pubblicate anche sulla rivista.
Attenzione: nei giorni attorno al 20 aprile 2011 a Bologna vi sarà una fiera, per cui coloro che vogliono fermarsi a dormire in albergo non riusciranno facilmente a trovare posti se non prenotando con grande anticipo (originariamente avevamo pensato di iniziare l'incontro alle ore 15.00, ma abbiamo anticipato l’orario di mezz'ora - dalle 15.00 alle 14.30 - per facilitare il rientro dei colleghi che vengono da altre città).

Invitiamo tutti gli abbonati che volessero essere avvisati di eventuali iniziative future a comunicarci il loro indirizzo di posta elettronica inviando una E-Mail a <migone@unipr.it>.

 

“LA QUALITà DELLA CURA

NELLE COMUNITà TERAPEUTICHE”

L’esperienza di Austen Riggs Center (USA)

e la Community of Communities Quality Network (UK)

Milano congresso internazionale Auditorium Don Bosco ingresso da Via M. Gioia prima del 48

Finalità scientifiche e formative dell’evento

Dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici nel 2000, la realtà delle strutture

residenziali finalizzate ad accogliere in modo intensivo pazienti con disturbi

mentali caratterizzati da maggiori livelli di gravità clinica, è aumentata in Italia

in modo esponenziale. La definizione e le funzioni di questi servizi è tutt’ora

confusa e oscilla tra: residenze deposito con la funzione di “spazi abitativi” per

pazienti gravi (psicotici, borderline, pazienti a doppia diagnosi, tossicodipendenti

ecc.) depositati dagli invianti e comunità terapeutiche con la funzione di

realizzare programmi intensivi di cura con una “metodologia comunitaria”. Per

questa seconda tipologia, nonostante esistano esperienze significative che

documentano l’efficacia di questo intervento di cura, la crescita quantitativa

non è stata accompagnata da una riflessione metodologica sistematica; la

comunità terapeutica infatti è ancora caratterizzata da culture organizzative e

cliniche diverse e contrastanti, procedure non validate in cui la qualità dipende

soprattutto dagli investimenti e dalla sensibilità delle persone che fondano e

gestiscono queste realtà.

Obiettivo del convegno è dare un contributo consistente alla riflessione sul

metodo di cura comunitario, presentando anzitutto modelli collaudati che

provengono dalla tradizione clinica e operativa anglosassone per aprire a

un confronto reale e non idealizzato: Edward Shapiro e Donna Elmendorf

relazioneranno sulla storia della comunità di Austen Riggs (Massachussets-

USA) che dal 1919 ad oggi, ha realizzato un modello terapeutico intensivo a

orientamento psicodinamico di residenzialità e reinserimento, per pazienti gravi

“resistenti al trattamento”. Nel pomeriggio John Gale, partendo dall’esperienza

delle comunità terapeutiche inglesi per pazienti psicotici, presenterà il progetto

“Community of Communities Quality Network” di auto ed etero valutazione

tra comunità finalizzato a stabilire standard di qualità condivisi. Seguirà la

presentazione di alcune esperienze italiane di CT per adolescenti ed adulti

impegnate nella valutazione e nella ricerca sul processo-esito; concluderà

il convegno la descrizione del progetto “Visiting” del gruppo di studio di

Mito&Realtà, un metodo di valutazione della qualità delle cure nelle CT basato

su un incontro diretto tra équipes, realizzato con visite reciproche e confronto

su parametri codificati, che coinvolgerà numerose comunità italiane con il

contributo dei loro staff insieme ai gruppi di operatori e ospiti.

Evento ECM

Aperto a medici, psicologi, operatori di Comunità (infermieri, educatori).

Iscrizioni

Le iscrizioni si effettuano tramite sito www.mitoerealta.org e

dovranno pervenire entro il 20 settembre. Dopo questa data il costo subirà

una maggiorazione del 20% e l’accettazione dell’iscrizione sarà vincolata alla

disponibilità di posti.

Si raccomanda l’attenta e completa compilazione della scheda per la richiesta

dell’accreditamento ECM, pena l’annullamento della stessa.

Quote

Medici, psicologi: Euro 100,00

Operatori di Comunità (infermieri, educatori): Euro 50,00

Studenti e specializzandi: Euro 20,00

Coordinate IBAN di Mito e Realtà:

Banca Intesa San Paolo Agenzia di via Casiraghi 192 – Sesto San Giovanni

IT71 Y030 6920 7021 0000 0003 547

Congresso internazionale

               Mito&Realtà associazione per le comunità e  residenzialità terapeuticheONLUS

                                                                               Area G

                                                  Milano  Venerdì 30 settembre 2011  

                                                    Auditorium G.Bosco via M. Gioia 48

                  “LA QUALITA’ DELLA CURA NELLE COMUNITA’ TERAPEUTICHE”
          L’esperienza di Austen Riggs Center (USA) e la  Community of Communities Quality Network (UK)

                                                                                    PROGRAMMA

MATTINA

ORE 8.30 REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI

Ore 9 -  9.15 Introduzione del Presidente di Mito&Realtà    MARTA VIGORELLI

Presentazione dei relatori:   Metello Corulli 

Chairman:  Giovanni Foresti

Ore 9.15 – 10.30   Prima relazione    Edward Shapiro

                                 L’esperienza  della comunità terapeutica di Austen Riggs (USA): modello, evoluzione e

                                 prospettive.

Ore 10.30 – 11.45  Seconda relazione  Donna Elmendorf

                                 Efficacia del metodo comunitario per pazienti gravi

Ore 11.45 – 13  Discussione assembleare

Ore 13-14   Pausa pranzo

POMERIGGIO

Chairman:  Anna Ferruta e Cesare Freddi

Presentazione del relatore: Marino De Crescente

Ore 14-15      Terza relazione  Jhon Gale

                        Gli standard di qualità nel “ Community of Communities Quality Network (UK)”

Ore 15-17 Interventi  brevi di Comunità italiane

                   

    

 

 

Ore 17- 17.20 Il  Progetto Visiting  nelle CT Italiane

                       gruppo di studio di Mito&Realtà (M.Biaggini C. Pismataro,  L.Mingarelli )

 Ore 17-18  Discussione assembleare

Ore 18 – 18.15  Chiusura dei lavori   Anna Ferruta

 

Finalità scientifiche e formative dell'evento

Dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici nel 2000, la realtà delle strutture residenziali finalizzate ad accogliere in modo intensivo pazienti con disturbi mentali caratterizzati da maggiori livelli di gravità clinica, è aumentata in Italia in modo esponenziale. La definizione e le funzioni di questi servizi è tutt’ora confusa e oscilla tra: residenze deposito con la funzione di “spazi abitativi” per pazienti gravi (psicotici, borderline, pazienti a doppia diagnosi, tossicodipendenti ecc.) depositati dagli invianti  e comunità terapeutiche con la funzione di realizzare programmi intensivi di cura con una “metodologia comunitaria”.  Per questa seconda tipologia, nonostante esistano esperienze significative che documentano l’efficacia di questo intervento di cura, la crescita quantitativa non è stata  accompagnata da una riflessione metodologica sistematica; la comunità terapeutica infatti è ancora caratterizzata da culture organizzative e cliniche diverse e contrastanti, procedure non validate in cui la qualità dipende soprattutto dagli investimenti e dalla sensibilità delle persone che fondano e gestiscono queste realtà.

Obiettivo del convegno è dare un contributo consistente alla riflessione sul metodo di cura comunitario, presentando anzitutto modelli collaudati che provengono dalla tradizione clinica e operativa anglosassone per aprire a un confronto reale e non idealizzato: Edward Shapiro e Donna Elmendorf relazioneranno sulla storia della comunità di Austen Riggs  (Massachussets- USA) che dal 1919 ad oggi, ha realizzato un modello terapeutico intensivo a orientamento psicodinamico di residenzialità e reinserimento, per pazienti gravi “resistenti al trattamento”. Nel pomeriggio Jhon Gale, partendo dall’esperienza delle comunità terapeutiche inglesi per pazienti psicotici, presenterà il progetto “Community of Communities Quality Network” di auto ed etero valutazione  tra comunità finalizzato a stabilire standard  di qualità condivisi. Concluderà il convegno, la presentazione di alcune esperienze italiane di CT per adolescenti ed adulti impegnate nella valutazione e nella ricerca sul processo-esito e il progetto “Visiting” del gruppo di studio di Mito&Realtà che coinvolgerà numerose comunità italiane per adulti e adolescenti con il contributo dei loro staff insieme ai gruppi di operatori e ospiti.

Trasporti

Evento ECM

Aperto a medici, psicologi, infermieri, educatori

Iscrizioni

Le iscrizioni si effettuano tramite sito www.mitoerealta.org e dovranno pervenire entro il 10 settembre. Dopo questa data il costo subirà una maggiorazione del 20% e l'accettazione dell'iscrizione sarà vincolata alla disponibilità di posti.

Si raccomanda l’attenta e completa compilazione della scheda per la richiesta dell’accreditamento ECM, pena l’annullamento della stessa.

 

Quote: medici, psicologi, 100 Euro

          Operatori di Comunità (infermieri, educatori), 50 euro

           Studenti e specializzandi, 20 euro

 

Coordinate IBAN di Mito e Realtà

Banca Intesa San Paolo Agenzia di via Casiraghi 192 – Sesto S.Giovanni

IT71 Y030 6920 7021 0000 0003 547

 

Retro Dépliant

In caso di impossibilità di utilizzare il formato elettronico inviare la scheda a Alessandro Burattin

Via Rovani 112

20099  Sesto S. Giovanni

(Milano)

 

 

 

WORKSHOP EATGA 2011- 9-11 settembre 2011 - PALERMO Palazzo Steri Chiaramonte

 

CONVEGNO INTERNAZIONALE

"DIVENIRE GENITORI, NASCERE ALL’UMANO"

VENERDÌ 11 e SABATO 12 NOVEMBRE 2011

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

Via Venezia 12

Venerdi 11 novembre

Ore 09:00 Iscrizione dei partecipanti

Ore 09:15 Introduce G. Fava Vizziello

Ore 09:30 S. Missonnier "La preparazione alla nascita e alla genitorialità: la formazione delle ostetriche e il gruppo di padri"

Ore 11:00 Pausa

Ore 11:30 P. Righetti "Problemi in gravidanza e nel parto nella PMA"

Ore 12:15 Introduce la discussione L. Rizzo

Ore 13:00 Pausa pranzo

Ore 14:30 Introduce L. Rizzo

Ore 14:45 S. Missonnier "Scommesse e difficoltà cliniche ed etiche nella diagnosi prenatale"

Ore 15:45 T. Fede "IVG oltre il 90° giorno"

Ore 16:30 Introduce la discussione P. Righetti

Ore 17:00 Chiusura dei lavori.

Sabato 12 novembre

Ore 09:00 Introduce G. Fava Vizziello

Ore 09:15 S. Missonnier "La comunicazione della disabilità nel periodo perinatale"

Ore 10:00 G. Zanini "Il ruolo della consulenza bioetica in ambito clinico"

Ore 10:45 Introduce la discussione

L. Rebecca

Ore 11:15 Pausa

Ore 11:45 S. Missonnier "Depressione pre e post natale nel padre"

Ore 12:30 Introduce la discussione R. Colucci

Ore 13:00 ECM

Ore 13:30 Chiusura dei lavori.

Relatori:

R. Colucci, Dirigente Psicologa, ASL di Trento; G. Fava Vizziello, Ordinario di Psicopatologia, Università di Padova; T. Fede, Professore associato, Clinica Ostetrica, Padova; S. Missonnier, Professeur de Psychopathologie Clinique de la Périnatalité et de la première Enfance à l’Institut de Psychologie de l’université Paris V, Directeur de recherches dans le Laboratoire de Psychologie Clinique et de Psychopathologie; L. Rebecca, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta; P. Righetti, Docente di Psicopatologia generale e dello sviluppo, Università di Padova e Psicologo-psicoterapeuta ai protocolli clinici del Centro per lo studio e la terapia della sterilità di coppia ARC-Ster di Mestre (Venezia); L. Rizzo, Direttore dell’U.O.C. di Salute Mentale dell’Età Evolutiva e dell’Adolescenza c/o il Dipartimento di Salute Mentale e Direttore della Struttura Complessa di NPI dell'AULSS 9 Treviso; G. Zanini, filosofa perfezionata in bioetica, docente di bioetica, Università di Udine.

IIssccrriizziioonnii:: Quota intera €101,81, ridotto €60 per studenti, tirocinanti, dottorandi e specializzandi, iscritti AEPEA.

Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro il 14/10/2011. Dopo il 14/10/2011 costo quota intera €141,81, ridotto €101,81 per studenti, tirocinanti, dottorandi e specializzandi, iscritti AEPEA.

Sono stati richiesti i crediti ECM alla Regione Veneto per le seguenti categorie professionali: MEDICO (Psichiatra, Neuropsichiatra infantile e Psicoterapeuta); PSICOLOGO (tutte le discipline), INFERMIERE, INFERMIERE PEDIATRICO, OSTETRICA/O.

Sarà garantita la traduzione consecutiva.

Per informazioni contattare la segreteria organizzativa, tel. 049/8278483, e-mail: master.genitorialita@unipd.it.

 

 

 ACTUALITE' DE L'INCONSCIENT FREUDIEN / THE FREUDIAN UNCONSCIOUS

Entre neurosciences et psychanalyse/ Between neuroscience and psychoanalysis

Sabato 29 ottobre 2011

Ecole Polytechnique Fédérale - Losanna

Un workshop organizzato dalla Fondazione Agalma

PROGRAMME / PROGRAM 8h30 / 8.30am Can the freudian unconscious provide new insights for the study of brain function?

Pierre Magistretti

Brain Mind Institute, EPFL and Center for Psychiatric Neuroscience, CHUV-UNIL, Switzerland

François Ansermet

Dept. of Child and Adolescent Psychiatry, Dept. of Pediatrics, University Hospital of Geneva, Switzerland

Discutant / Discussion with: Philippe La Sagna (Psychoanalyst and member of the School for Freudian Cause, Bordeaux, France)

9h30 / 9.30am Free energy: from Freud to Feynman

Karl J Friston

Wellcome Trust Centre for Neuroimaging, University College London, UK

Discutants / Discussion with: Pierre Magistretti & François Ansermet

10h30 / 10.30am Pause café / Coffee break
11h00 / 11.00am Consciousness: the radical plasticity thesis

Axel Cleeremans

Consciousness, Cognition & Computation Group, Université Libre de Bruxelles, Belgium

Discutant / Discussion with: Leslie Ponce (Psychoanalyst, Lausanne, Switzerland)

12h00 / 12.00pm The freudian unconscious: research integrating theory, clinical observation, and experiment

Howard Shevrin

Dept. of Psychiatry and Psychology, University of Michigan, USA

Discutant / Discussion with: Sylvain Missonnier (Institute of Psychology, Université Paris Descartes, France)

13h00 / 1.00pm Pause déjeuner / Lunch break
14h00 / 2.00pm The dynamic memory trace

Cristina Alberini

Center for Neural Science, New York University, USA

Discutant / Discussion with: René Roussillon (Dept. of Clinical Psychology, Université Lyon 2, France)

 

“La  v i t a  del  g r u p p o, il  g r u p p o  nella v i t a “

 

Corso di sensibilizzazione alle dinamiche di gruppo

c/o Aipa - Associazione Italiana di Psicologia Analitica
 Sede di Napoli , Via Cervantes 56 scala 16. Tel.081 – 7903106

 

DESTINATARI:

  • psicologi, medici e operatori delle professioni sanitarie

 

OBIETTIVI:

  • apprendimento dei principi teorici e degli strumenti metodologici di base del lavoro di gruppo
·        acquisizione e potenziamento di competenze relazionali per lavorare con e nei  gruppi
  • conoscenza  dei processi gruppali relativi a contesti omogenei (infanzia, adolescenza, genitorialità)

 

STRUMENTI E METODOLOGIA:

Il corso utilizzerà modalità interattive attraverso sessioni teoriche, clinico/metodologiche e esperienziali.

Tematiche:

  • Introduzione al corso. Gruppo e processi gruppali  
  • I genitori e il gruppo
  • Il legame gruppale nel bambino
  • Il legame gruppale nell’adolescente
  • Dal Large group al Gruppo Multifamiliare
  • Gruppo di lavoro,  lavoro d’equipe

 

NUMERO COMPLESSIVO DI ORE:  36 ore

GIORNO DI FREQUENZA: sabato

 

INIZIO CORSO: 8 ottobre 

DATE: 8 e 15 ott. ; 5 e 26 nov. ; 17 dic. ; 14 gen.

 

 ISCRIZIONE E PAGAMENTOL’iscrizione va effettuata entro e non oltre il 1 ottobre 2011.  con versamento su bonifico  bancario: A.I.P.A. sede napoletana Conto Banco Posta IBAN: IT 15 U 07601 03400 000049806995  

Il costo del corso è di euro 280 . I membri AIPA, gli allievi in formazione anche di altre specializzazioni e coloro che hanno già frequentato corsi organizzati dall’AIPA Napoletana  usufruiranno del 10% di riduzione.            

 Inviare la scheda allegata compilata con i riferimenti del bonifico  a:  aipa.napoletana@virgilio.it

 

direttore del Corso: Luciana de Franco

Segretaria scientifico-organizzativa: Marina Gallozzi

e-mail per informazioni: marina.gallozzi@alice.it

 

IL CERCHIO Onl

Associazione italiana di gruppo analisi

Sezione Umbria

O R G A N I Z Z A

WORKSHOP ANALITICO 02

DINAMICHE PSICOSOCIALI

NEL GRUPPO ANALITICO

ALLARGATO

8-9 ottobre 2011

Via Pascoli 23/C, Perugia

Sala convegni “100DIECI”

EVENTO ACCREDITATO ECM

Comitato scientifico

Dr. Bruno CHIPI

Dott.ssa Luciana STOCCHI

EVENTO

ACCREDITATO ECM

Dinamiche psicosociali nel

WORKSHOP ANALITICO 0 2

C.O.I.R.A.G.

SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE

IN PSICOTERAPIA

ISTITUTO DI ROMA

IL CERCHIO - ONL

ASSOCIAZIONE ITALIANA

DI GRUPPO ANALISI

SECONDO ANNUNCIO

Cosa è

Il Workshop sulle Dinamiche Psicosociali nel

Gruppo Analitico Allargato (GAA) è un evento

collettivo che coinvolge 40 o più persone provenienti

da differenti contesti professionali, sociali,

culturali. Esse, attenendosi a semplici indicazioni

(regole del setting), esplicitate inizialmente

dai conduttori del gruppo, si ritrovano ad essere

sottoposte alla tensione tra forze interpersonali e

sociali antagoniste presenti nel campo condiviso.

Finalità

Il GRUPPO ALLARGATO ha come finalità primaria

quella di offrire ad ognuno dei partecipanti la

possibilità di sperimentare in gruppo stati emozionali

simili a quelli della vita di tutti i giorni.

Il particolare contesto in cui ciò accade consente

di creare uno spazio mentale di elaborazione collettiva

di quanto consciamente o inconsciamente

si determina nell’incontro con l’Altro da Sé, al

fine di promuovere dialettiche ed interazioni tra i

partecipanti adatte a sviluppare ed evidenziare la

complessità delle relazioni umane ed a valorizzarne

il loro potenziale emancipativo e creativo.

La partecipazione al GAA permette ai membri di

gestire il proprio ruolo in condizioni di incertezza,

conflittualità, accelerazione dei cambiamenti

e di contrastare quelle tendenze all’alienazione e

all’estraniamento che, spesso, vivono nelle istituzioni

e nelle organizzazioni delle quali fanno parte.

I partecipanti possono sperimentare personalmente

la responsabilità del cambiamento di cui

hanno fatto esperienza attraverso una partecipazione

attiva e condivisa.

Il GAA rappresenta una possibilità per accedere

al mondo inconscio non solo individuale, ma soprattutto

sociale e collettivo.

Il metodo

Il GRUPPO ALLARGATO si svolgerà nell’arco di

due giornate e si articolerà in sette sedute della

durata di un’ora e mezza ciascuna. La conduzione

sarà affidata ad un piccolo gruppo di trainers

esperti in dinamiche di gruppo.

La conduzione non sarà di tipo direttivo, ma impostata

sull’analisi del “qui e ora” e sull’incoraggiamento

ad esprimersi. Il gruppo si riunisce per

stabilire legami, connessioni, associazioni.

Le uniche regole previste dal setting sono:

1 dire tutto quello che passa per la mente, lasciare

andare i pensieri e metterli in comune

insieme alle emozioni; il mondo onirico, gli affetti

e le fantasie, sono ulteriori elementi che

possono aiutare ad accedere più da vicino al

mondo inconscio, e alle dinamiche profonde

dei processi interattivi, che possono essere

riattivati nel campo del gruppo.

2 quanto viene comunicato nel gruppo non deve

essere riportato fuori dal gruppo.

AZIENDA

SANITARIA

LOCALE N.2

DELL’UMBRIA

Comune di Perugia

Assessorato alla Cultura

e alle Politiche Sociali

AG 254, VIA OJETTI 74, 00137, ROMA

IBAN IT 56 A 05584 03203 000000017696

Causale: GAA PG 2011

Per completare l’iscrizione rispondere alla presente

email allegando la scheda di Iscrizione2011.doc

compilata in ogni sua parte.

La scheda di iscrizione va inoltrata entro il 5 Ottobre

2011.

Prenotazioni alberghiere

HOTEL SIGNA > Tel. 075 5724180

HOTEL CENTRO STORICO DI PERUGIA

Tutti in prossimità della sede del workshop.

Il programma

SABATO 08 /10 /2011

9.00 / 10.00 ACCOGLIENZA DEGLI ISCRITTI

E NUOVE ISCRIZIONI

10.00 / 11.30 PRIMA SEDUTA

12.00 / 13.30 SECONDA SEDUTA

PAUSA PRANZO

15.30 / 17.00 TERZA SEDUTA

17.30 / 19.00 QUARTA SEDUTA

DOMENICA 09 /10 /2011

9.00 / 10.30 QUINTA SEDUTA

11.00 / 12.30 SESTA SEDUTA

12.45 / 14.15 SETTIMA SEDUTA

14.15 / 14.30 COMPILAZIONE QUESTIONARI

(SOLO ECM)

IL CERCHIO - ONL

Associazione per lo studio della Gruppoanalisi in Italia

Via Claudio Achillini 56, 00141 Roma Italy

Tel. +39 06 8200 4790

www.ilcerchio-onlus.it

C.O.I.R.A.G.

Scuola di specializzazione in psicoterapia

Istituto di Roma

www.coirag.org

Dinamiche psicosociali nel

WORKSHOP SECONDO ANNUNCIO ANALITICO 0 2

IL CERCHIO - ONL è un’associazione di ricercatori

e clinici, psicoterapeuti e psicoanalisti, psichiatri

e psicologi, che, sotto la presidenza di

Leonardo Ancona e Alice von Platten, nasce nel

1999 dalla fusione di due organizzazioni: C.I.G.A.

e S.I.P.A.G.

Il MODELLO TEORICO fa riferimento essenzialmente

al pensiero di Foulkes, integrato con alcuni

contributi bioniani e junghiani, e alla ricerca sui

gruppi allargati analitici (large groups).

Il FINE ISTITUZIONALE de IL CERCHIO si definisce

come un modello teorico e d’azione, un’interpretazione

del sociale e una strategia d’intervento

che si declinano sul doppio versante dei processi

consci e di quelli inconsci; di questi Il CERCHIO

privilegia i secondi analizzandone, comunque, la

reciproca interazione e svolgendo l’azione curativa

in setting diversi, soprattutto di “piccolo” e

di ”grande” gruppo. Il Cerchio è membro della

Confederazione Italiana per la Ricerca Analitica

sui Gruppi (C.O.I.R.A.G.) e ne cogestisce, assieme

alle altre O.C., la Scuola di Specializzazione in

Psicoterapia, nelle sedi di Bari e Roma.

Informazioni e pre-iscrizioni

SARANNO ACCETTATE

SOLO LE PRIME 100 ADESIONI

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Dott.ssa Francesca Vitale

349 3143180

Dott.ssa Eleonora Caponi

infogruppoallargatopg@gmail.com

Quote di partecipazione

IVA compresa, attestato di partecipazione, coffee break

QUOTA ISCRIZIONE 50 EURO

QUOTA ISCRIZIONE CON ECM 90 EURO

SPECIALIZZANDI COIRAG GRATIS

Modalità di pagamento

CONTANTI

Accordi diretti con la segreteria organizzativa.

BONIFICO BANCARIO

Intestato a IL CERCHIO-ONL

BANCA POPOLARE DI MILANO, SEDE DI ROMA

 

Corso di alta formazione in Neuroscienze

 

Il Centro SIPRe di Roma e l’Istituto di formazione di Roma
propongono
Il Corso di Alta Formazione in Neuroscienze

Dicembre 2011- aprile 2012
 

Via Appia Nuova 96- Roma


 

Le ricerche delle neuroscienze sulle forme ed i processi che definiscono l’identità soggettiva interrogano la psicoanalisi. La verifica del concetto di inconscio operato dalla ricerca neuroscientifica non solo mette la psicoanalisi di fronte ad un inconscio più esteso e sfaccettato, ma impone anche una riflessione sulla "gestione" psicoanalitica dei dati delle neuroscienze. Quale intreccio tra mente e cervello rispetto ai diversi universi esplicativi a cui i due termini rimandano? Oltre a mettere in rapporto due differenti ambiti teorici e approcci metodologici, il confronto sull’identità soggettiva è di grande interesse per le ricadute che può contrarre sull’operatività clinica. Seguendo queste due linee guida il corso sarà affiancato da due giornate, rispettivamente introduttiva e conclusiva.
 


 

CERVELLI IN CERCA D’AUTORE. COME COSTRUIAMO LE NOSTRE IDENTITA’.

Giampiero Arciero, Vittorio Gallese, Corrado Sinigaglia.

maggiori Informazioni
 

 

Ottobre 2011

LABORATORIO

CLINICO

con il

Prof.

Salomon Resnik

Presso: Il Ruolo Terapeutico

Via G. Milani, 12

MILANO

Fermata Lambrate MM 2

Centro di Terapia Riabilitativo - Espressiva

Via Rocca d’Anfo, 11 – 20161 – Milano

Tel./Fax 02/66.22.74.03

www.latelaonlus.it

e mail: giornatedistudio@latelaonlus.it

Le Dott.sse Luisa Laghi, Daniela Mariotto e

Monica Rubin, in collaborazione con La Tela

Onlus, organizzano un laboratorio clinico con il

Prof. Salomon Resnik

L’iniziativa è aperta a psicologi, psichiatri,

psicoterapeuti/psicoanalisti.

Il laboratorio clinico sarà suddiviso in due

sessioni di lavoro, in cui il Prof. S. Resnik

condurrà la riflessione relativa a due casi clinici

presentati dai partecipanti.

Nello stile di lavoro del Prof. S. Resnik,

riflessioni e considerazioni dei partecipanti

saranno considerate di stimolo e di

arricchimento per lo sviluppo del laboratorio.

Il gruppo di lavoro, a numero chiuso, sarà

costituito da una quaratina di persone. Nel caso

in cui le richieste superassero i posti

disponibili, le precedenze verranno definite

sulla base della data del bonifico bancario.

Verrà rilasciato attestato di partecipazione.

La quota di iscrizione prevista è:

§ Laboratorio Clinico del 1 Ottobre

100 euro, entro il 01/09/2011

150 euro, dal 02/09/2011

§ Laboratorio Clinico 1 e 29 Ottobre

170 euro, entro l’08/09/2011

Il laboratorio clinico si terrà

Sabato 1 ottobre 2011

Presso Il Ruolo Terapeutico

Via G. Milani, 12 - Milano

(Fermata Lambrate MM 2)

Gli orari previsti sono:

Ore 16,00 Registrazione dei

partecipanti

Ore 16,30 Inizio dei lavori

Ore 19,30 Termine dei lavori

Se saranno disponibili ancora dei posti,

durante la giornata del 1 ottobre verranno

raccolte le iscrizioni per il Laboratorio

Clinico del 29 ottobre

(Quota di iscrizione 100 euro)

Chi fosse interessato, deve far pervenire i dati

contenuti nel modulo di iscrizione (scaricabile

dal sito www.latelaonlus.it), unitamente alla

copia del bonifico bancario, intestato a La Tela

Onlus con le seguenti coordinate: Banca

Popolare di Milano - Agenzia n. 125 di Agrate

Brianza, IBAN

I T 0 2 S 0 5 5 8 4 3 2 3 9 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 1 8 2

Causale del versamento: laboratorio clinico

ottobre 2011. La copia del bonifico ed i dati

anagrafici vanno inviati preferibilmente, via email

all’indirizzo

giornatedistudio@latelaonlus.it

oppure via FAX al numero 02.66227403

oppure via POSTA ORDINARIA a La Tela

Onlus, Via Rocca d'Anfo, 11 – 20161 Milano

Per contatti e informazioni consultare il sito

www.latelaonlus.it; oppure inviare una e-mail

all’indirizzo: giornatedistudio@latelaonlus.it

Oppure telefonare a

Luisa Laghi al n. 347.7227906

Daniela Mariotto al n. 333.5692165

Monica Rubin al n. 347.1863783

 

“La passione dell’Architettura_l’architettura della Passione”

 

a cura di Raffaele Cutillo e Matteo De Simone

 

OfCA (Officina Cutillo Architetti), via Cesare Battisti 76, Caserta

 

 

 

Venerdi 23 settembre

 

19:00_Conferenza stampa e presentazione del programma

19:30_Proiezione del film_documentario “Ageroland” di Carlotta Cerquetti

 

 

 

Venerdi 14 ottobre 2011, ore 19:00 “La passione dell’Architettura”

 

·        Proiezione del video “Darwinismo dell’Architettura” di Marta Capuano (psicoanalista, Società Psicoanaltica Italiana_Spi e vice presidente del Centro Studi per l’Architettura Gilberto Guidi di Pisa)

·        Raffaele Cutillo dialoga con Marta Capuano

·        Reading di Sara Ventroni, poetessa

·        La passione dell’Architettura” con gli architetti_autori di Radio Amatela

·        Olga Campofreda dialoga con lo scrittore Giorgio Nisini (“La demolizione del mammut” e “La città di Abramo”, finalista Premio Strega 2011)

·        La passione del design”, Raffaele Cutillo dialoga con l’architetto Riccardo Dalisi

·        Perfomance “nudo.nuda” di Alessandra Cristiani (danzatrice)

·        Proiezione del video “La casa del cura di Francesco Cuèllar

·        La passione civica”_ intervento e mostra del Collettivo Latrones

·        Mostra fotografica “La passione dell’Architettura” (Giovanni Izzo_”Dalisi”, Mario Ferrara_”Calatrava”)

 

 

 

Venerdi 25 novembre 2011, ore 19:00             “L’architettura della Passione”

 

·        Proiezione del video “Lussuria” di Antonello Novellino (finalista Celeste Prize 2011)

·        La passione amorosa” con Geni Valle (psicoanalista didatta - segretaria scientifica della Associazione Italiana di Psicoanalisi_Aipsi)

·        Proiezione del video “Madre di Paula Sunday e Alfredo Maddaluno (vincitore del Premio Celeste 2010)

·        La passione politica

·        La passione musicale” con Alessandro de Carolis (flauto), Cinzia Carla’ (voce) e Mantovanelli Group

·        Matteo De Simone dialoga con Paolo Sortino (“Elisabeth”_ed. Einaudi, finalista Premio Viareggio 2011)

·        Video_intervista a Geishanora

·        Reading poesie di Geni Valle (letture di Tania Coleti)

·        Perfomance di Luca Rossi (percussioni) e Acai Lombardo Arop (danza)

·        Mostra fotografica “L’architettura della Passione” (Salvatore di Vilio_”Ortografia”, Francesco Rinaldi_”Sacro e Profano”) + Gilda Rotello, Simona Pietropaolo

·        Mostra opera unica del pittore Giovanni Tariello

 

 

Venerdi 16 dicembre 2011, ore 19:00             “Le voci della passione”

 

·        Proiezione del video_intervista a Giosetta Fioroni (pittrice)

·        Le voci delle Passioni del Commissario Ricciardi : presentazione del nuovo romanzo di Maurizio de GiovanniPer mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi “ (Einaudi) dialoga con l’autore Matteo De Simone- coordinatore Commissione Cultura Associazione Italiana di Psicoanalisi(Aipsi)- Presidente  sez. romana dell’International Association for Art and Psychology (Iaap)

·        La passione lirica” con il soprano Franca Gentile e il gruppo vocale “Anima e Gospel” diretto da Maria Ranieri

·        Presentazione del libro “Eleven in september” di Silvia Tessitore con Cesare Cuscianna (scrittore)

·        Prolegomeni della passione del piccolo Lucio” di Lucio Saviani (filosofo, docente di Estetica_Univ. La Sapienza, Roma)

·        Presentazione e reading del libro “Caffè Trieste” di e con Olga Campofreda

·        Perfomance Il tragico è il comico visto di schiena_ La passione per il tragicomico” di Paola Minaccioni

·        Proiezione del video “Non so dove tu sia ma vorrei incontrarti a metà strada” di Chiara Scarfò

·        Presentazione e proiezione del video “Luci sulla Città” di Sara De Simone

·        Mostra fotografica della rassegna “Luci sulla Città” del 2010

·        Mostra opera unica della pittrice Carla Viparelli

 

 

 

L’architettura è un fatto d’arte,

un fenomeno che suscita emozione,

al di fuori dei problemi di costruzione,

al di là di essi.

La Costruzione è per tener su,

l’Architettura è per commuovere

 

 

La città è molto di più un concetto urbanistico è il cordone ombelicale che lega l’uomo all’origine, la città è costituita infatti dalle memorie, dalle relazioni e dai simboli.  La città è il cuore dei legami con lo spazio e con gli affetti.  Non si può avere identità senza un luogo a cui appartenere o perlomeno avere la memoria di un luogo a cui si  è appartenuti. Nel luogo originario si è stati concepiti, nel luogo originario si è nati, nel luogo originario si continua a camminare, anche se solo per intermittenze del cuore, pur vivendo lontani. Le nostre emozioni dipendono infatti anche e soprattutto dai luoghi in cui passiamo il nostro tempo: i colori, la luce e l'organizzazione degli ambienti possono generare solitudine, benessere, disagio, stimolare creatività o noia.. Gli architetti devono  sognare città diverse, incontrare in uno spazio intermedio il desiderio di chi le abiterà.

il progetto deve esprimere una profonda empatia con il tessuto urbano e paesaggistico e con la storia dello stesso, non rincorrendo categorie classiche o trasgressive del concetto di bellezza ma semplicemente trovando quale bellezza si esprime del respiro di quel particolare luogo, ove la sua idea si concretizzerà.  L’architettura come la musica  veicola  emozioni, la musica attraverso il ritmo e la sonorità conduce l’uomo in nuovi spazi da scoprire, il ritmo e l’armonia della costruzione architettonica si trasmette attraverso la modularità,  la ripetizione e la  simmetria. La musica è architettura svolta, mentre l’architettura è musica pietrificata, lo diceva più di un secolo fa Göethe. L’architetto deve lasciarsi andare alla emozione profondamente  appassionata   che il suo sogno progettuale gli procura eppoi essere in grado di fornire la cornice necessaria per sostenere e realizzare l’idea.

Gli edifici, così progettati, scoprono sempre un qualcosa di nuovo, che pur sempre esistito nel mondo non aveva ancora quella forma, la costruzione parla attraverso l’articolazioni delle superfici, per come si manifestano i pieni ed i vuoti, per il silenzio che si espande , come se la sua stessa forma diventasse un atto poetico.

Viviamo in un'epoca dominata da quelle che Spinoza chiamava le "passioni tristi", con quest’espressione il filosofo non si riferiva alla tristezza del pianto, ma all'impotenza e alla disgregazione. 

Il mondo è diventato senza confini, estremamente veloce, gli uomini sono profondamente soli in contrasto con la tanto teorizzata semplificazione e facilitazione dei rapporti, a partire dall’area della sessualità che è apparentemente viva, dinamica, intensa perfino nei suoi aspetti non consueti e anomali ma che in realtà è profondamente rarefatta, talvolta priva di qualsiasi connotato vitalistico, avvolta in un’area mortifera tendenzialmente opposta a qualsiasi pulsione di vita o funzione desiderante. L'illusione che il controllo dell’esistenza sia sinonimo di libertà determina anche il pensiero del singolo promuovendo passioni senza sentimento, le passioni fredde tese unicamente all'agire per uno scopo concreto, così che ogni movimento emozionale profondo è negato, prevalgono così gli agiti e il non-pensiero. In altre parole l'incertezza dell’esistere, il crollo di ideali e di strutture, non ha portato ad una crisi della razionalità, quanto piuttosto ad una miopia collettiva, che a volte rasenta la cecità, e che è l'effetto di una regressione progressiva del sentire ai livelli soltanto umorali o sensoriali. Viviamo in un'epoca spassionata anche dal punto di vista politico, nella migliori dell’ipotesi la politica diventa solo amministrazione dell’esistente, nella peggiore distruzione e frammentazione di ogni risorsa. La fine delle grandi passioni politiche che ha così infiammato l'Europa degli anni Trenta ha portato con sé anche delle vere e proprie catastrofi, come la fine dei valori.

L'analgesia degli affetti trasforma i rapporti generazionali, sottraendo autorità agli adulti che rinunciano alla loro funzione e che scivolano, nei confronti dei figli o degli studenti adolescenti, in una relazione simmetrica dove si scambiano solo incertezze e paure.

Scompare così la distinzione dei ruoli, lo spazio del confronto, non c’è più un luogo, dove incontrarsi rispettando i propri spazi identitari, le storie, le traiettorie dell’esistere. Le passioni tristi, ovvero il senso di impotenza e di disgregazione secondo la definizione di Spinoza, non derivano solo da un mondo dominata dall’incertezza rispetto al futuro, ma anche dall’incapacità di percepire la realtà, l’hic at nunc, causata dall’evaporarsi della capacità del sentire, dalla svalutazione di ogni cosa o processo di pensiero, quindi dall’impossibilita di incontrare se stessi e i vissuti interni.
Il desiderio scompare sempre di più dalla giornata di qualsiasi uomo, si vive nella riproduzione seriale dell’esistenza, tutto è riproducibile per cui non è più importante la particolarità e la specificità dell’individuo. L’Io si frammenta in mille pezzi o più spesso non ha neanche avuto la possibilità di strutturarsi, prevalgono le modalità imitative, adeguate e utili nei primi mesi di vita, impoverenti e devianti nell’età adulta.

La vita degli uomini, la storia degli uomini  si è organizzata attraverso le passioni che l’hanno  creativamente motivata. Tutta la vita culturale, le scoperte scientifiche ma anche la vita di ogni giorno lo stesso respiro necessita di una spinta creativa; anche le espressioni semantiche delle passioni sono orribilmente cambiate non si dice più, ad esempio, sono triste ma sono depresso o sono innamorato ma sono in paranoia, mutuando superficialmente il linguaggio scientifico svuotandolo così di senso, impoverendo qualsiasi capacità di sentire e descrivere i propri affetti sia quelli immediati che quelli più profondi.

Bisogna necessariamente recuperare la capacità di sentire, di desiderare, di appassionarsi, perché noi stessi siamo le nostre passioni.

 

 

 

 

 

 
 CENTRO VENETO DI PSICOANALISI "GIORGIO SACERDOTI"

Assessorato alla Cultura del Comune di Padova Ricerche Artistiche
Metropolitane 2011



"L'ARTE DELL'INCONTRO. DALL'IMMAGINE ALLA PAROLA"

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA 12-19-26 ottobre Padova



Mercoledì 12 ottobre ore 20.30 presso il Centro Veneto di Psicoanalisi
Vicolo dei Conti 14

Proiezione del film "La masseria delle allodole" di Paolo e Vittorio Taviani

Al termine incontro con Antonia Arslan autrice dell'omonimo romanzo

Presentano Maria Vittoria Costantini e Silvia Mondini



Ingresso libero con necessità di prenotazione e-mail
danielalagrasta@libero.it (le prenotazioni verranno accolte in ordine di
arrivo)



Mercoledì 19 ottobre ore 21 presso Cinema MPX Multisala Pio X, via Bonporti
22 Padova

Proiezione del film "Una vita tranquilla" regia di Claudio Cupellini

Al termine incontro con il regista Claudio Cuppellini

Presentano Maria Vittoria Costantini e Massimo De Mari



Ingresso 4 euro



Mercoledì 26 ottobre ore 21presso Cinema MPX Multisala Pio X, via Bonporti
22 Padova

Proiezione del film "Good bye Mr .Zeus" regia di Carlo Sarti

Al termine incontro con il regista Carlo Sarti

Interviene Stefano Bolognini Presidente della Società Psicoanalitica
Italiana

Presidente eletto dell' International Psychoanalytical Association

Presentano Maria Vittoria Costantini e Daniela Lagrasta



Ingresso 4 euro



La rassegna è a cura di Maria Vittoria Costantini, Massimo De Mari, Daniela
Lagrasta, Elisabetta Marchiori e Silvia Mondini psicoanalisti del CVP che da
tempo si interessano al rapporto tra cinema e psicoanalisi. Essa si colloca
all'interno delle iniziative di apertura del CVP (componente delle Società
Psicoanalitica Italiana e dell'International Psychoanalitical Association)
con l'obiettivo di proporre un incontro tra psicoanalisi ed altri ambiti
della cultura, in particolare il cinema, ad un pubblico ampio, non solo di
addetti ai lavori. Il cinema, le cui origini e la cui storia si intrecciano
con quelle della psicoanalisi, è l'arte che più di altre e con maggiore
immediatezza riesce a rappresentare le tematiche relative a dinamiche
psicologiche complesse ed alla sofferenza mentale, che gli strumenti della
psicoanalisi possono aiutare ad affrontare ed approfondire.

Il titolo "L'arte dell'incontro" vuole sottolineare l'idea fondamentale che
la vita è fatta di incontri che ne segnano le svolte e i destini; nella
stanza d'analisi, come nella sala cinematografica, gli incontri presenti e
passati trovano una rappresentazione nuova e creano i presupposti per quelli
che verranno.



 

L’Associazione culturale e scientifica

“Materiali per il piacere della psicoanalisi”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                     organizza il

 

 

XXVI CONVEGNO DELLA RIVISTA

«PSICOANALISI E METODO»

 

 

 

sul tema

 

Al di là della rimozione: segnali dall’inconscio non rimosso

 

 

 

22 ottobre 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Centro Congressi S. Micheletto

Via Elisa – Lucca

 

 

 

 

                                          

 

 

 

 

 

Il convegno dell’anno scorso sul pluralismo nel campo analitico venne pensato come occasione per confrontarci con opinioni “altre ed esterne”  dopo molti incontri tra noi, dedicati allo studio della questione della metapsicologia. 

Il tema di questo convegno rappresenta, in un certo senso, un’altra tappa del nostro itinerario “metapsicologico” clinico e teorico: l’inconscio non rimosso.

Il nostro auspicio è che, come è accaduto per altri temi nei precedenti incontri lucchesi, anche questo convegno riesca ad aggiungere un  tassello di chiarezza alla “comprensione” di un concetto, quello appunto di inconscio non rimosso, che ci sembra di grande complessità ma, nello stesso tempo, di grande attualità. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Comitato di Redazione della Rivista

Psicoanalisi e Metodo

 

Maurizio Camoni, Stefano Carrara, Isa Corradi,

Pier Claudio Devescovi, Giuseppe Maffei,

Simona Nissim, Ave Papperini, Maurizio Polieri,

Piero Raglianti, Manuela Trinci, Giuseppe Zanda

 

 

Programma

 

 

 

8.30                 Registrazione partecipanti

 

9.00                 Saluti

 

 

Sessione del mattino

 

 

9.30                 Introduzione: l’inconscio non rimosso secondo Freud e Jung

                        Giuseppe Zanda (Lucca)

                                   

10.00               Ri-pensare la natura: l’importanza dell’ambiente non-umano nella concezione                              attuale dell’inconscio

                        Luigi Boccanegra (Venezia)

                                   

10.45               Coffee break

 

11.15               La rimozione primaria come funzione continua della mente

                        Antonello Correale (Roma)

                                   

12.00               Discussione

                       

13.00               Pausa pranzo

 

 

Sessione del pomeriggio

 

 

15.00               Passo passo verso il concetto di archetipo

                        Pier Claudio Devescovi (Pistoia)

                                     

15.30               Una pillola su Kandel

                        Isa Corradi (Pisa)

 

16.00               Dall’interno del gruppo di studio sull’inconscio non rimosso

                        Guido Ambrogini (Lucca)

 

16.30               Discussione

                       

18.00               Fine lavori

 

 

Moderatore

Guido Ambrogini (Lucca)

 

 

 

Per informazioni ed iscrizione

 

Segreteria organizzativa

 

Dott. Maurizio Camoni

tel. 3489031032

e-mail: arzcam@aliceposta.it

 

Dott. Maurizio Polieri

tel. 320 4937223

e-mail: mpolieri@teletu.it

 

 

 

 

 

 

 

La partecipazione al convegno

è consentita nei limiti dei posti disponibili

 

Quota di iscrizione: € 80,00

 

 

 

 

La prenotazione prevede la comunicazione telefonica

o per e-mail e il versamento della quota di iscrizione

con bonifico bancario a favore di:

 

Associazione Materiali per il piacere della psicoanalisi

Cassa di Risparmio di Lucca – Agenzia di S.Anna

c/c n. 145004

Coordinate bancarie IBAN: IT61 L 06200 13709 000000145004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con il contributo di

 

Edizioni ETS – Pisa

Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lucca

 

 

Presentazione de

I colori dell’odio.

Analisi di una passione

e delle sue maschere

di Niels Peter Nielsen

Sabato 8 Ottobre 2011

Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri

Piazza Ghislieri, 5 - Pavia

www.ghislieri.it

 

Mattino

Introduzione

9.00 Marco Francesconi,

Università di Pavia, Associazione Studi Psicoanalitici

A nna Tabanelli,

Università di Pavia, Società Psicoanalitica Italiana

Letture a confronto

9.30 Giovanna Corchia, Insegnante, Lettrice

10.15 Valeria Egidi, Società Psicoanalitica Italiana

11.00 Intervallo

11.15 Giovanna Giaconia, Società Psicoanalitica Italiana

12.00 Discussione

Pomeriggio

15.00 Tavola Rotonda

Introduce e coordina

Michele Sforza, Società Psicoanalitica Italiana

discutono

A lberto Camandola, Università di Pavia

Paolo Chiari, Società Psicoanalitica Italiana

D aniela Scotto di Fasano,

Università di Pavia, Società Psicoanalitica Italiana

18.00 Chiusura lavori

Ingresso libero. Sono riconosciuti crediti agli studenti aventi diritto.

Si raccolgono le firme in sede di seminario.

 

 

Associazione Italiana di Psicoanalisi (A.I.Psi.)

 

Giornata di Studio

in collaborazione con

 

UOSD Assistenza Psicologica Giovani Adulti “Colpo d’Ala”

 

 

 

Le vicissitudini del transfert  

 

nei diversi luoghi di cura

 

Roma  22 ottobre 2011

Ore  9,30 - 13

Presso la sede dell’ Associazione Italiana di Psicoanalisi

 

 

Introduzione: Dott. A. Narracci  (Direttore DSM RMA, Membro Ordinario A.I.Psi.)

 

Moderatore: Dott. C. Lucantoni  (Membro Ordinario  A.I.Psi.)

 

Interventi:

 

- Dott. P. Mariotti (Membro Associato A.I.Psi), Dott. N. Pizzi (Membro Associato A.I.Psi):

 

  “Due setting a confronto: psicoterapia e psicoanalisi al lavoro”

 

- Dott. F. Ciolfi, Dott. L. Ferraris, Dott. P. Innocente, Dott. V. Mirizio, Dott. G. Tolino   

 

   (Psicoterapeuti, “Colpo d’Ala“, ASL RMA):

 

  “La relazione terapeutica con giovani adulti in un servizio dedicato”

 

Pausa

 

Discussione con la sala

 

Ingresso libero

Posti limitati, si prega di prenotare

 

Tel. 06 85354861

e-mail: mc5009@mclink.it

                         Via di Priscilla 128 – 00199 Roma                      

 

C.I.S.S.P.A.T.

Centro Italiano Studio Sviluppo Psicoterapia

A Breve Termine

 

Psicoterapia Dinamica

in Pratica

Padova, 20 Settembre 2011

- Aula Morgagni, Policlinico Universitario -

Via Giustiniani n°2

 

 

Programma

Mattina

08:30 Registrazione dei partecipanti

09:00 Apertura dei lavori

Dott.ssa Marilla Malugani – Direttore C.I.S.S.P.A.T.

09:15 Introduzione al Convegno

Dott. Nevio Del Longo, Dott. Stefano Da Re, Dott. Alessandro Vegliach, Dott. Emanuele Prosepe– Docenti e Didatti CISSPAT

09:45 Rassegna delle psicoterapie dinamiche attuali: transfert, controtransfert, alleanza terapeutica e contributo delle neuroscienze

Dr. Glen O. Gabbard - Direttore della Clinica Psichiatrica Baylor Houston

11:15-11:45 Coffea Break

11:45 Stabilire e mantenere la cornice terapeutica

Dr. Holly Crisp-Han, Assistant Professor, Dipartimento di Psichiatria Baylor College of Medicine e Assistant Director per Focal Evaluations Baylor Psychiatry Clinic

13:00-14:00 Pausa Pranzo

Pomeriggio

14:00 Ripresa dei lavori. Tavola rotonda

Dott. Stefano Da Re – Servizio Psichiatria, ULSS 16 di Padova

Prof.ssa Cristina Marogna- Dipartimento di Psicologia Applicata Università degli Studi di Padova

Prof. Diego Rocco -Dipartimento di Psicologia Applicata Università degli Studi di Padova,

Prof. Alessandro Vegliach - Azienda per i Servizi Sanitari 1, Trieste

Dott. Emanuele Prosepe- Membro Associato SPI e IPA

Chairman: Dott. Nevio Del Longo, Didatta Cisspat, Direttore Istituto Luscher, Padova, Professore Associato Università degli Studi Santiago Chile

14:30 Gestire e capire il controtransfert, includendo i modelli concettuali e la gestione delle reazioni controtransferali negative come rabbia, odio e noia

Dr. Gabrielle Hobday, Assistant Professor Baylor College of Medicine, Houston e Assistant Director Forensic Evaluations Evaluations - Baylor Psychiatry Clinic

15:45-16:00 Coffea Break

Chairman: Dott. Nevio Del Longo

16:00 La conclusione della psicoterapia

Dr. Glen O. Gabbard

17:00 Dibattito con i partecipanti

Dr. Glen O. Gabbard , Dr. Holly Crisp-Han, Dr. Gabrielle Hobday

17:30 Chiusura dei lavori, a seguire compilazione della modulistica ECM

COSTI DI ISCRIZIONE DEL CONGRESSO:

ALLIEVI CISSPAT

PSICOLOGI/PSICOTERAPEUTI

GRATUITO

Euro 80,00 + Iva

96,00 iva inclusa

MEDICI

Euro 80,00+ Iva

96,00 iva inclusa

SPECIALIZZANDI presso altre scuole

INTERNAZIONALI

EX ALLIEVI C.I.S.S.P.A.T.

Euro 50,00 + Iva

Euro 50,00 + Iva

Euro 40,00 + Iva

60,00 iva inclusa

60,00 iva inclusa

48,00 iva inclusa

STUDENTI UNIVERSITARI

Euro 30,00 + Iva

36,00 iva inclusa

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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