FEDERAZIONE UNIVERSITARIA CATTOLICA ITALIANA   Università: due nuovi corsi unici in Italia

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da LA NUOVA SARDEGNA del 5 agosto 2001

Università, due nuovi corsi unici in Italia
Iscrizioni entro il 30 agosto, selezioni a settembre
Cinquanta i posti a disposizione. Lezioni al Carmine
Una scommessa stimolante. Di prossima istituzione anche la laurea specialistica in archeologia subacquea


ORISTANO. Si parte subito. A dispetto dei (presunti o reali) problemi logistici, come la disponibilità di locali 'prestigiosi e adeguati', che non preoccupano affatto l'amministrazione provinciale da un lato e l'università di Sassari dall'altro. I nuovi corsi a numero programmato sono stati presentati ieri nella sala giunta di via Carboni dal presidente Mario Diana e dai professori Bruno Masala, preside della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali, Raimondo Zucca, in rappresentanza del preside della facoltà di lettere e filosofia Giuseppe Meloni, e Nicola Sechi.
I tempi, quindi, sono strettissimi e i moduli per le iscrizioni saranno a disposizione già da domani presso l'Antiquarium arborense di piazzetta Corrias (gli uffici del Consorzio Uno, che gestisce i corsi universitari in città, sono in questi giorni chiusi). Le domande scadono il 30 agosto. Per il corso di scienze ambientali delle acque interne e lagunari, con venti posti, le selezioni avranno luogo il prossimo 14 settembre; per quello di restauro e conservazione dei beni culturali, con trenta posti, il successivo giorno 24. Entrambi i corsi di laurea sono per il momento unici in Italia e rappresentano, è stato detto in conferenza stampa, una vera e propria sfida alle nuove generazioni, non soltanto della provincia di Oristano. A questo proposito il il presidente Mario Diana ha detto che «i corsi rappresentano un apporto fondamentale al processo di alta formazione in città, ma non si prospettano solo come un'occasione culturale per gli oristanesi. Noi auspichiamo che i nuovi corsi possano costituire un potente strumento d'attrazione per tutti gli studenti sardi e non, capaci di confrontarsi con i processi di alta formazione nei due campi delle scienze ambientali lagunari e nel restauro dei beni culturali presenti esclusivamente qui a Oristano».
I professori Bruno Masala e Raimondo Zucca hanno sottolineato invece come i corsi di laurea, resi possibili grazie all'autonomia amministrativa e alla riforma didattica, siano strettamente legati alla vocazione di questo territorio. Per quanto riguarda in particolare quello di scienze ambientali delle acque interne e lagunari, il professor Nicola Sechi ha ricordato che nell'Oristanese si trova il più grande bacino artificiale d'Europa (che in altre nazioni da solo sarebbe valso per la realizzazione di una stazione idrogeologica) e si ha la più alta concentrazione di lagune costiere. Un patrimonio immenso che non viene valorizzato e sfruttato a dovere dal punto di vista economico e turistico. «Dal punto di vista quantitativo - ha aggiunto Sechi - siamo in grado di gestire con i nostri validi ingegneri queste enormi risorse. Il tassello che manca nella gestione dell'acqua è l'aspetto qualitativo, che manifesta problemi che i nuovi tecnici saranno in grado di risolvere». Ugualmente importante il corso di restauro e conservazione dei beni culturali, che apre interessantissime prospettive alla luce anche della futura istituzione del corso di laurea specialistica in archeologia subacquea, anche questo primo e unico in Italia.
I corsi universitari, insomma, procedono sicuri e il presidente Mario Diana ha tenuto a sottolineare con forza che tutti i problemi, se ce ne saranno, verranno risolti dalla Provincia in prima persona. Problemi di fondi e problemi di spazi. Durante la conferenza stampa non è stata neppure sfiorata la polemica legata alla soppressione della scuola media numero uno, 'condannata' dal sindaco in nome dell'università. Diana, ma anche gli altri interlocutori, si sono trovati d'accordo nell'affermare che almeno per il primo anno i corsi non avranno bisogno di grandi spazi e che quindi l'attuale sede del Carmine andrà ancora bene. Il discorso resta comunque aperto, anche se Mario Diana ha ricordato la volontà del Consorzio Uno di realizzare quanto prima una cittadella universitaria a Oristano.

 

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