La prima volta sul trono papale

  Il pontificato dei gesti
  L'attentato
  La lunga odissea
  Non cammina più
  E se non ce la facesse?
  L'antifisicità
  La risposta al male
  Non parla più
   

Città del Vaticano, 2 aprile 2005, ore 21 e 37 minuti. È finita. Karol Woityla, Giovanni Paolo II, l’ostinato di Dio, l’Ultimo Crociato del Terzo Millennio, il custode più rigido dell’ortodossia, il polacco osannato dalle genti, il Pontefice carismatico ha concluso la sua esistenza terrena.

Il suo Calvario
di Stefano Rizzelli

Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, il 263° successore sul soglio di Pietro, il Papa che nei giorni della sua elezione a Pontefice urlò al mondo e forse a se stesso: “Non abbiate paura”, non c’è più. Aveva 84 anni. Il suo corpo era malato ma la sua caparbietà e il suo spirito indomito non sono stati minati dalla sofferenza e dal dolore. Edmondo Berselli su L’Espresso del 26 agosto 2004 ha parlato del Vicario di Cristo come di “un ecce homo che, attraverso il suo personale calvario, in un mondo che sembra più carente di forza morale, che di tutto si lagna, di tutto fa tragedia, dimostra che lo spirito indomabile può padroneggiare sino all’estremo la carne ormai riluttante”. Ebbene se le immagini del Papa anziano e sofferente le abbiamo tutti di fronte agli occhi, torniamo alle immagini di molti anni fa, al giorno della prima celebrazione  religiosa pubblica di Karol Wojtyla subito dopo la sua elezione a Pontefice di Roma: troveremo i primi indizi per la nostra indagine.

   
 
  © Galatina2000.com 1999-2005. Tutti i diritti riservati. Ris.800x600 galatina2000@tin.it