La prima volta sul trono papale

  Il pontificato dei gesti
  L'attentato
  La lunga odissea
  Non cammina più
  E se non ce la facesse?
  L'antifisicità
  La risposta al male
  Non parla più
   

La risposta al male

11 dicembre 2002. In uno dei giorni in cui la crisi internazionale sembra più buia di altri, nel momento in cui Bush brandisce la spada nucleare, Karol Wojtyla parla del flagello della carestia e dell’orrore della guerra. Prendendo alla sprovvista i pellegrini arrivati all’udienza da ogni parte d’Italia e del mondo, in un clima di agitazione pre natalizia, il Pontefice si rivolge direttamente a Dio, usando le parole del profeta Geremia: “Perché ci hai colpito e non c’è rimedio per noi?”. Nel silenzio della grande aula Nervi Giovanni Paolo II pronuncia parole gravi: “C’è una tragedia maggiore, quella del silenzio di Dio, che non si rivela più e sembra essersi rinchiuso nel suo cielo, quasi disgustato dall’agire dell’umanità”. Parole dure e inattese che provocano un terremoto, sia nel mondo cattolico che in quello laico. 12 dicembre 2002 Massimo Cacciari su Repubblica si interroga: “come dare senso al problema del silenzio di Dio se nessuno ci crede, se nessuno è convinto che pensare a lui sia una questione decisiva?”. E continua: “Da qui emerge la grandezza tragica di questo Papa. È la tragedia del Profeta quella di non essere ascoltato. Questa essenzialmente è la condizione di questo Papa e di questa Chiesa”. Il 20 dicembre 2002 Eugenio Scalfari su l’Espresso a proposito delle parole del Papa, parla di “un evento di immensa portata religiosa e culturale, etica e perfino politica”. E continua: “Mai prima d’ora il Vicario aveva reso pubblica testimonianza del ritiro di Dio dalla scena del mondo”. Per finire: “È la vita stessa dell’uomo che entra nella regione dei rischi e del disgusto. La vita si ritira disgustata dal vivere. Anche il Vicario è un uomo. E forse è questo che voleva dirci”. Il grido di Wojtyla è una ferita che lacera le coscienze. Anche perché arriva all’improvviso e necessita di una spiegazione. La dà il Papa stesso il 21 dicembre 2002. È sabato. Durante l’udienza alla Curia romana riunita per il tradizionale scambio di auguri natalizi, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, Giovanni Paolo II lancia un nuovo interrogativo che ha più il sapore di una risposta esplicita: “Come dimenticare che il volto di Cristo continua ad avere un tratto dolente di vera passione per i conflitti che insanguinano tante regioni del mondo e per quelli che minacciano di esplodere con rinnovata violenza?”

   
 
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